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Spagna: Costa Blanca spiagge e storia

Costa Blanca si affaccia sul Mar Mediterraneo ed è una delle zone costiere spagnole più rinomate; appartiene alla provincia di Alicante e si estende fra Dénia e Pilar de la Horadada. Le spiagge si estendono per 244 chilometri e sono costituite da calette e cale, piccole baie con caratteristiche mediterranee. Oltre alle spiagge, Costa Blanca è sede di castelli e fortezze di origine saracena. Fra i più importanti castelli vi è Castillo di Santa Bàrbara di Alicante.Questa costa della Spagna può essere facilmente raggiunta dall’italia con voli diretti da Milano, Bologna, Firenze, Venezia e Roma che arrivano direttamente all’aeroporto di Alicante. Il passato e il presente si fondono in questa parte della Spagna, tanto che oltre al divertimento, alla Movida e alle spiagge ci si può perdere fra castelli, arte e cultura; anche la natura e i paesaggi mozzafiato qui sono sorprendenti, per cui una vacanza on the road, affittando un mezzo di trasporto sul posto non è da escludere. Il porto turistico porta a El Postignet, la spiaggia del posto. La vicina Calle Mayor è pienadi locali in cui si mangia e si beve. I prodotti tipici qui sono un’altra meravigliosa caratteristica.

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Ad Alicante si possono visitare la cattedrale di San Nicolas de Bari e la chiesa di Santa Maria, nonchè il Museo di Arte contemporanea.

Rojales è un piccolo comune spagnolo di circa 14 mila abitanti,  situato nella comunità autonoma Valenciana, una delle maggiori attrazioni è il Parco acquatico.

Investire a Rojales

La piattaforma di Crowdfunding immobiliare Housers, proprio nella località di Rojales offre un interessante investimento – AMG Costa Blanca III, opportunità a tasso fisso che consiste nella nella concessione di un prestito a un promotore per la costruzione di un edificio che sarà composto da 6 appartamenti e da un locale commerciale nella località di Rojales, in provincia di Alicante. 

Rojales è il luogo dove passato e presente si incontrano: le sue abitazioni rupestri contrastano con le località turistiche della zona, offrendo i migliori servizi e diventando uno dei principali motori del turismo residenziale della Costa Blanca.

Il suo clima, la gastronomia e l’interessante alone culturale che circonda Rojales, sono attrazioni che convincono il turista, nazionale e straniero.

Il comune è circondato da ampie aree di campi di alberi da frutto, ortaggi e fiori, un luogo bellissimo dove il tempo sembra essersi fermato.

Ogni appartamento avrà una superficie di 100 m2 e la distribuzione sarà la seguente:

  • 3 camere da letto
  • 2 bagni
  • Salotto
  • Cucina
  • Terrazza

Mentre, il locale destinato ad uso commerciale avrà una superficie di 120 m2.

Per la costruzione delle case si utilizzerà materiale di prima qualità, combinando la praticità con disegno di qualità. Inoltre, si trovano in una zona fantastica con vista spettacolare.

Rojales è un paradiso con 300 giorni di sole all’anno e una temperatura media annuale di 18º C, situato in un ambiente naturale unico. Si tratta di un villaggio mediterraneo tradizionale immerso nel cuore di una comunità internazionale in continua crescita che ha fatto di Rojales il secondo comune spagnolo con la più alta percentuale di residenti europei secondo l’Istituto Nazionale di Statistica (INE).

Rendimento dell’investimento

Il tasso di interesse per questo investimento è 8% annuale per 30 mesi – considerando un investimento di 4 mila euro 

8% corrisponde a 320 euro annuali – 26,66 euro mensili, che moltiplicati per 30 mesi corrispondono ad un ricavo totale di 800 euro

32 giorni rimanenti per investire – Tasso fisso

La località di Torrevieja, una delle città costiere con maggiore tradizione turistica della Comunità Valenciana e che si trova a soli 10 km da Rojales; mentre Alicante è a 55 km e Murcia a quasi 60 km.

Iscrivendosi sul sito Housers è possibile visionare tutti i documenti finanziari dell’investimento: dossier, catasto, permesso di costruire, informazioni scoring, conto economico, bilancio, ammortamento ecc.

Come diventare Houser

Housers è la prima piattaforma di risparmio e investimento che ha rivoluzionato le regole del gioco rendendo possibile la democratizzazione degli investimenti immobiliari. Oggi, grazie a Housers, migliaia di investitori sono in grado di ottenere il massimo rendimento dai loro risparmi, il tutto con facilità e possibilità di diversificare  come non avevano mai immaginato prima.

Housers Form di Registrazione

 

Crowdfunding: Nakpack in pochi giorni supera il 50%

Nakpack, la nuova società, leader in Italia degli imballaggi per le bottiglie di vetro (vino, birra, olio), ha raccolto oltre 80 mila euro da 23 investitori in pochissimi giorni.

Cos’è Nakpack

Nakpack è l’innovativo sistema di imballaggio per la spedizione di bottiglie in vetro e anche l’unico che permette con un solo modello di poter essere utilizzato con più formati, dalla bottiglia di Champagne all’Anfora, alla Bordolese, dalla Borgognotta alla Renana. Il sistema è totalmente riciclabile e al momento è il più sicuro esistente sul mercato.

Nakpack, marchio registrato della società Nakuru Srl, è il sistema d’imballaggio totalmente riciclabile per le spedizioni di bottiglie in vetro di qualsiasi dimensione e con il formato più sicuro presente sul mercato. È realizzato in cartone ondulato, che permette di ottenere un’elevatissima protezione con un rapporto qualità prezzo decisamente imbattibile. Si prevede che entro il 2020 il valore del solo e-commerce di vino arriverà a 2 milioni di euro. Le scatole sono realizzate in cartone ecologico, facile e veloci da montare.

È sviluppato appositamente per risolvere ogni problema della supply chain dell’intera filiera “del vetro”, dal produttore di vino/olio/ birra, alla vendita via e-commerce, al grande distributore, sino ad arrivare ai corrieri nazionali ed internazionali: spazio di stoccaggio ridotto al minimo indispensabile, flessibilità di utilizzo per qualsiasi modello di bottiglia, velocità di montaggio: un imballaggio completo da 6 bottiglie (protezioni interne e scatola esterna) viene montato da un operatore esperto con tempistiche al di sotto dei 60 secondi!

La PMI innovativa risponde così alle esigenze di molti operatori del settore, come cantine, microbirrifici o e-commerce. Un business ad alto potenziale che è finito sotto i riflettori di Class CNBC.

Aspetti fiscali

Investendo in Nakpack permette di avere la detrazione fiscale al 30%.  I capitali raccolti attraverso la campagna di Crowdfunding saranno impiegati per:

  1. il potenziamento della rete di vendita;
  2. l’ingresso in nuovi mercati esteri e la successiva apertura di nuove sedi (internazionalizzazione);
  3. il potenziamento dell’area logistica Italia;
  4. il rafforzamento delle partnership strategiche;
  5. il potenziamento della nostra attività di marketing.

Campagna Nakpack

fonte: Crowdfundingme – nakpack.it

 

 

Come fare testamento

Le leggi che riguardano i lasciti di immobili o altri beni sono diverse, e suscettibili di interpretazione, soprattutto quando si verificano dei casi particolari. Spesso si possono incontrare tante difficoltà, riguardo alla presenza di eredi o diritti di usufrutto, comproprietà e così via.

Alcune volte si parla di testamento e eredità in altri termini, ben diversi da come si pensa comunemente. Insieme ai beni accumulati e sudati durante la propria esistenza, spesso (non sempre) si lascia un testamento morale, un’eredità che va oltre i vincoli di sangue e i beni materiali, è il ciclo naturale della vita che si compie. Si possono consegnare ricordi eterni, si dice che si prova più gioia nel dare che nel ricevere, in ogni caso è mai possibile dare a qualcuno quello che non ci appartiene veramente o quello che non siamo.

Non è necessario essere in procinto di passar a miglior vita, per decidere di fare testamento, anzi è sempre la decisione più giusta, ma bisogna studiare con attenzione cosa prevede la legge in merito alle nostre intenzioni, molti, infatti pensano, sbagliando, che basta redigere un testamento per mettere le cose a posto. Nella maggior parte dei casi, però, proprio per la presenza di testamento si innescano le peggiori guerre in seno alla famiglia. In ogni caso, in assenza di un testamento, non viene rispettata la volontà del defunto, perché i suoi beni sono distribuiti agli eredi, e in assenza di questi ultimi addirittura allo Stato, in base a ciò che stabilisce la legge.

Quanti tipi di testamenti esistono? Il testamento olografo, il testamento segreto e il testamento pubblico.

  • Il testamento olografo è quello scritto su un foglio di carta di proprio pugni, con data e firma. Questo tipo di testamento può restare segreto e custodito dal testatore. Il vantaggio del testamento olografo è che non ha costi, lo svantaggio è che quando viene ritrovato potrebbe essere modificato o addirittura distrutto, da chi non ha interesse che venga eseguito. Il problema può essere risolto redigendo due copie del testamento, consegnandone una ad un notaio.
  • Il testamento segreto viene custodito dal notaio, senza che nessuno lo sappia; le modalità sono quelle del testamento olografo, solo che viene richiuso in una busta sigillata e dato in custodia ad un notaio, in presenza di due testimoni. ;
  • Il testamento pubblico è un vero e proprio atto notarile, redatto davanti ad un notaio con la presenza di due testimoni. Sicuramente il testamento pubblico offre più garanzie, perché redatto seguendo le procedure e le norme che la legge prevede in materia. In tutti i casi, un testamento può essere sempre revocato oppure annullato o modificato in qualsiasi momento dal testatore.

In ogni caso, prima di procedere alla redazione di un  testamento bisogna rispettare quattro punti fondamentali:

  • Stilare un testamento semplice e breve, per evitare dubbi e cattive interpretazioni;
  • Inserire in una lettera separata dal testamento, sempre i motivi delle proprie decisioni, argomentandoli con il proprio pensiero, raccomandazioni, una dichiarazione o confessione rivolti agli eredi;
  • Identificare con la massima precisione gli eredi (o Associazioni, Enti benefici ecc.), con tutti i dati possibili: nome e cognome, codice fiscale, indirizzo. In pratica, non vi devono essere dubbi sull’identità degli eredi, qualsiasi dato può servire (per evitare omonimia ecc.);
  • Nomina di un esecutore testamentario (che può essere un legale, un notaio o persona di fiducia), il quale provvederà ad eseguire materialmente le volontà contenute nel testamento, a liquidare le spese legali e fiscali, ad incassare eventuali crediti in sospeso, a gestire immobili o altri beni (azioni, polizze, investimenti ecc.)

Testamento ed Eredi: Come funziona?

Quello del testamento è un tema delicato, infatti, spesso non è sufficiente aver redatto un testamento per esprimere la propria volontà se ci sono altri eredi, al di fuori della persona designata a ricevere i beni. In realtà, quando si fa testamento, il testatore decide solo per una quota di tutto il patrimonio, che corrisponde a circa il 50% o anche meno. Nel caso in cui vi siano eredi legittimi, come il coniuge, altri figli o anche i genitori, questi ultimi sono legittimari del patrimonio, per cui a loro spetta la quota che eccede un quarto o la metà. In molti casi, infatti, il testamento viene impugnato dagli altri eredi e inizia una causa che può durare anche anni.

Nel caso in cui non vi siano figli, il patrimonio del defunto spetta al coniuge e una quota a fratelli, sorelle e genitori se ancora in vita. Il discorso cambia per le persone non sposate e senza figli; infatti, questo è l’unico caso in cui si può scegliere liberamente i propri eredi. 

 

Il Castello Scaligero di Sirmione

Storia, Arte e cultura da scoprire sul lago di Garda

Ogni anno milioni di turisti scelgono di visitare le città d’arte e godere delle bellezze che paesaggi e monumenti sparsi in tutta Italia possono offrire. Il lago di Garda, in particolare è circondato da palazzi e monumenti fra i più antichi e ricchi di storia di tutto il Nord Italia.
I musei, le ville e i castelli, fra cui il Castello Scaligero di Sirmione, in questa zona della penisola raccontano la vita sontuosa dei sovrani che vi hanno abitato e non solo; la cittadella monumentale Vittoriale degli italiani, ad esempio, segna il passaggio in questi luoghi di Gabriele D’Annunzio, il quale abitò a Gardone Riviera negli anni Trenta. Questo luogo è ricco di piazze, giardini e parchi che si perdono verso bellissimi corsi d’acqua.
Sirmione, oltre ad essere una splendida cittadina situata in provincia di Brescia, con poco più di 8 mila abitanti, rappresenta un sito archeologico di grande interesse.
La città di Sirmione sorge fra i golfi di Desenzano del Garda e Peschiera del Garda e si estende in una sottile lingua, che divide le acque. Il Castello Scaligero di Sirmione è una splendida opera costruita fra i secoli 1200 e 1300, si tratta di una fortezza, che in passato è servita per proteggere la città, perché unico accesso dalla parte meridionale. L’epoca in cui fu costruito il Castello Scaligero è quella dei Della Scala o Scaligeri, una dinastia di regnanti fra le più longeve, che visse e governò Verona dal 1262 al 1387. La particolarità e la rarità del Castello è che si tratta di una fortezza, che si trova su un lago, elemento poco tipico in tutta la penisola italiana.
Il Castello Scaligero è bagnato da tutti i suoi lati dal lago di Garda, e subito dopo la sua costruzione su un lato fu costruita la darsena, il posto nel quale la flotta di navi Scaligere trovava rifugio. Chi ha intenzione di visitare il Castello deve passare sul ponte levatoio, unico ingresso disponibile. Le tre torri del Castello Scaligero, come anche le mura sono costruite a coda di rondine, un particolare che contraddistingue tutte le costruzioni avvenute sotto la Dinastia Scaligera. La torre più alta misura 47 metri, al di sotto della quale vi sono celle all’epoca dove venivano richiusi i prigionieri.

 

 

Come visitare il castello

Per poter visitare il Castello Scaligero non è necessario prenotare, tranne che per le scolaresche. L’accesso avviene attraverso il caratteristico borgo, mentre in passato era possibile accedere anche dal centro abitato.
Visitare il Castello Scaligero di Sirmione significa immergersi nella storia, quella più antica ed autentica, attraverso porte con sistemi di chiusura efficienti ed adeguati ai tempi della sua costruzione. Attraverso tali valichi è possibile raggiungere il portico, da qui una scala porta ad un ponte levatoio. I camminamenti delle mura si possono raggiungere attraverso la scala e i suoi 146 gradini, attorno alla darsena vi sono torri che non hanno le stesse caratteristiche di quelle esterne, fatte a coda di rondine, ma con una merlatura chiamata a punta di lancia. Fra i tanti particolari, questa duplice tecnica nella merlatura denota il fatto che siano state costruite in tempi diversi, infatti, diversi sono anche le pietre e i mattoni utilizzati nelle due costruzioni. Dopo circa cento anni dalla sua realizzazione, il Castello Scaligero ha avuto dei miglioramenti con l’aggiunta di due cortili e una fortificazione indipendente, unita a quella principale per rafforzare la funzione di difesa della città. Non è un caso se il Castello Scaligero è una delle mete più ambite del turismo non solo locale, lo dimostra il fatto che gli amanti dell’arte trovano nella costruzione, tantissimi particolari e curiosità che svelano le tecniche di costruzione e allo stesso tempo raccontano una storia lontana anni luce. Fra le altre cose, è importante sottolineare che il Castello Scaligero di Sirmione è una delle opere più ben tenute ed amministrate, una costruzione completa sotto tutti i punti di vista. La struttura fu eretta verso la metà del tredicesimo secolo, molti esperti pensano che la costruzione sia avvenuta sui resti di una fortezza romana. Leonardino Della Scala, allora podestà di Verona fu ad ordinare la sua realizzazione. Chiamato anche Mastino I della Scala, Leonardino pensò di realizzare il Castello Scaligero sul lago, per controllare le attività portuali e per meglio difendere la città di Sirmione, la quale a quei tempi era esposta ad eventuali aggressioni, considerando la sua posizione fra Brescia e Verona, al confine.

 

 Il Castello Scaligero ha una forma quadrata, delimitata dalle mura

La storia ci racconta che il Castello Scaligero di Sirmione restò postazione per la difesa della città fino al Quattordicesimo secolo, infatti i quel periodo la fortezza di Peschiera del Garda subì degli ammodernamenti, prendendo il posto del Castello. Nel 1405 la città di Sirmione era già passata sotto il controllo della Repubblica di Venezia, quando furono realizzati dei lavori di rafforzamento all’intera struttura.
I visitatori del Castello Scaligero possono accedere ai camminamenti attraverso scale di legno; alcuni restauri sono stati realizzati anche negli ultimi tempi, per permettere ai numerosi turisti di arrivare in qualsiasi punto del Castello. Si pensa che anche la darsena, un tempo fosse stata realizzata in legno e che solo in seguito abbia subito restauri e miglioramenti. Gli amanti dei Castelli, della cultura e dell’arte possono arrivare fino alla punta più alta del castello.
Il Castello Scaligero ha una forma quadrata, delimitata dalle mura, oltre alle tante modifiche che ha subito durante i secoli, la costruzione è stata utilizzata all’epoca di Napoleone e successivamente anche sotto la dominazione austriaca, come deposito per le armi e alloggio per i soldati. Il Castello Scaligero è stato anche ufficio postale, ufficio comunale, addirittura ha avuto per un periodo la funzione di piccolo carcere e alloggio degli ufficiali dei carabinieri. Dal punto di vista architettonico, ciò che salta all’occhio sono le torri, che sono aperte verso l’interno. Altra curiosità che riguarda il castello è che il bacino interno, nel corso dei secoli fu interrato dai detriti e solo nell’Ottocento diventò calpestabile. Nel 1919 iniziarono i lavori di restauro, che portarono il bacino ad accogliere nuovamente l’acqua del lago al suo interno. Il Polo Museale regionale della Lombardia, in seguito al restauro di cui fu promotore, aprì ufficialmente al pubblico nel 2018.

Fortezza lacustre, una delle poche in Italia 
La splendida rocca di Sirmione è una delle prime cose da vedere quando si giunge in questo luogo, si presenta subito con la sua posizione strategica e in uno stato di conservazione eccellente. Il visitatore potrà ammirare la fortezza soprattutto all’imbrunire, quando meravigliose luci colorate la illuminano, riflettendo con delicatezza sulle acque in un continuo gioco di colori. E’ davvero raro trovare fortezze a uso portuale, la visita inizia con il cortile interno, proseguendo con la darsena, le scale che conducono alle torri e ai camminamenti laterali. Nella parte interna del portico il visitatore troverà una mostra con tutte le informazioni riguardanti la storia della rocca e un lapidario romano e medievale allestito per i turisti. Oggi, nel Castello, un tempo fortezza lacustre, si svolgono bellissimi spettacoli estivi e i biglietti per le visite comprendono anche le grotte di Catullo, un altro sito di grande interesse artistico e culturale. Ogni anno nei pressi del lago di Garda e della città di Sirmione si svolgono numerosi eventi, come il Festival Colpi di Colore che porta la musica con concerti e spettacoli suggestivi, fiere e cinema, presso il Museo d’arte Sorlini.

 

Diritto immobiliare e Investimenti immobiliari

Il diritto immobiliare è un settore della giurisprudenza, che si occupa di immobili e  in particolare attività di compravendita, atti di proprietà, contratti di leasing e di locazione. Le leggi sugli immobili sono innumerevoli e molto rigide, ed è necessario conoscerle a fondo per poter agire in un campo molto complesso, ma che allo stesso tempo offre tante possibilità.

Molte persone possono incontrare delle problematiche quando si tratta di svolgere le attività inerenti comproprietà e multiproprietà, usufrutti, nuda proprietà e questioni di eredità. Uno studio legale specializzato in diritto immobiliare potrà affiancare il cliente nello svolgimento della transazione in tutti i suoi stadi. In particolare quello che un legale specializzato in diritto immobiliare andrà a verificare è se vi sono concessioni edilizie sull’immobile, certificati di abitabilità, permessi di costruire, la regolarità dei certificati urbanistici, paesaggistici, storici, architettonici. Infine, lo studio legale  provvederà alla preparazione del contratto di compravendita, all’eventuale revisione, all’apertura di conti correnti e carte di credito, necessari per concludere l’affare.  

Gli studi legali con una grande esperienza nella gestione delle controversie riguardanti gli immobili, forniscono la consulenza più adatta nella compravendita degli immobili, come quella relativa alla partecipazione alle aste immobiliari. Per quanto riguarda le aste, il legale si occuperà di tutte le azioni preliminari di verifica attraverso  visure catastali, atti di conservatoria, preparazione del contratto preliminare e di quello notarile e di tutte le incombenze che il cliente dovrà affrontare con il fisco. Altre attività svolte da studi legali specializzati in diritto immobiliare sono gestione di sfratti, controversie fra ditte costruttrici e acquirenti, recupero crediti, esecuzioni immobiliari, abusi edilizi e pignoramenti immobiliari.

Alcuni importanti studi svolgono la loro attività legale a livello nazionale e internazionale, occupandosi di diritto societario, diritto comunitario e internazionale; oltre alla gestione di finanziamenti e mutui, i legali si occupano di gestione di portafogli immobiliari internazionali, successioni, trasformazioni delle proprietà immobiliari, stesura di testamenti, relazioni con società internazionali costruttrici in più paesi. Gli imprenditori e gli investitori, che diversificano gli investimenti a causa della ingente grandezza dei loro patrimoni, necessitano di figure terze, che analizzino vincoli commerciali e fiscali, nel rispetto di norme e leggi che regolano il diritto immobiliare.

I matrimoni sono in crisi: Che cosa fare in caso di divorzio? Scatoloni per il trasloco (Una vita da single)

Meglio single o sposati? Lo dicono le statistiche, meglio acquistare qualche scatolone 

Sempre più difficile trovare l’anima gemella; quando ciò avviene, non è sempre tutto rose e fiori. Un vecchio proverbio recita che dopo i confetti arrivano i difetti, sarà vero? In Italia, con i tempi moderni sono cambiate molte cose, forse anche i sentimenti hanno risentito di certi mutamenti. Gli esperti dicono che nascono pochi bambini, i single sono in aumento e fra non molto ci saranno più anziani che giovani.
Secondo qualche statistica, sembrerebbe che negli ultimi dieci anni i matrimoni siano calati di oltre il 17%. Bisogna, però considerare le convivenze, però la ricerca evidenzia anche un forte aumento dei divorzi. Tutte le statistiche hanno dei limiti, prima di tutto perché considerano campioni, poi se si guardano solo i matrimoni celebrati in comune, si escludono le unioni di fatto e appunto le convivenze, per cui il dato diventa incompleto.  Gli Uomini e le donne fra i 25 e i 34 anni che non sono sposati rappresentano l’81% il 65% in base agli studi.

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La statistica delle unioni civili indica che siano state oltre sei mila in due anni. Meno nascite e meno matrimoni, questo è sicuramente un dato reale. L’età media della popolazione si allunga anche grazie a maggiori mezzi economici a disposizione e cure mediche più mirate, infine molte persone ricorrono alla prevenzione.

Negli anni passati ci si sposava di più e anche prima:  24 e 25 anni era l’età media, sia per le donne sia per gli uomini; spesso l’età delle donne era anche intorno ai 20 anni.

Fra le tante distrazioni dei tempi moderni, gli uomini e le donne amano sentirsi realizzati e indipendenti, riscoprono la libertà o l’illusione della libertà. Quando si decide di sposarsi lo si fa perché si crede in quell’unione, ciò che accade dopo varia da caso a caso. Prima del matrimonio vi è indubbiamente una paura generalizzata delle responsabilità, di un eventuale fallimento, il quale nella maggior parte dei casi porterebbe di solito l’uomo a pagare gli alimenti, dormire in macchina e vedere i figli solo nei fine settimana; in effetti, non è la migliore prospettiva possibile. Di recente ci sono stati dei cambiamenti nelle leggi italiane, che attualmente sembrano velocizzare le procedure per il divorzio e restituire qualche diritto in più a chi prima era solo tolto.

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Le cause principali per le quali molti decidono, di convivere o di restare single sono diverse, in primo luogo l’instabilità economica e la mancanza di entrate fisse.

Ma quando si decide di divorziare bisognerà preparare gli scatoloni per il trasloco: Impacchettiamo la nostra vita

È stata una bella esperienza il matrimonio, almeno fino ad un certo punto, poi qualcuno, uno dei due ha mollato oppure tutti e due. Ora, bisogna organizzare il trasloco e togliere le tende, e ciò non è mai una cosa semplice. Si vedono persone che ad un certo punto vagano fra negozi, parenti e amici per chiedere scatole di varia grandezza per impacchettare le proprie cose e la propria vita appena passata.

Bene! Le soluzioni sono molto più semplici di quanto potremmo immaginare; basta fare un giro sul web e si aprirà un mondo! Scatole per tutte le esigenze, maneggevoli e pratiche da usare, con diversi tipi di chiusure, leggere e resistenti secondo l’utilizzo.

Quanti tipi di scatoloni esistono per il trasloco?

Per traslochi leggeri, vi sono scatole più sottili, mentre altre scatole possono avere pareti più resistenti, proprio per trasportare oggetti più pesanti. Di solito, alcuni scatoloni hanno l’apertura dall’alto per dare la possibilità di sistemare meglio le cose. Vi sono scatole smontabili, quindi componibili a proprio piacimento. Altre caratteristiche hanno invece gli scatoloni per il trasporto di oggetti fragili, come per esempio piatti e bicchieri (se questi non sono stati rotti durante i litigi matrimoniali); in questo caso il cartone di cui sono composte le scatole ha degli alveari, che servono, per tenere separati i bicchieri o i piatti. Gli scatoloni possono avere nastro adesivo, per una maggiore sicurezza nel trasporto, specie se si è deciso di trasferirsi in un’altra città e cambiare totalmente aria.

Scatole: gli accessori

Un mondo si è chiuso con il divorzio? Ok però un altro si è aperto con le scatole, quando abbiamo scoperto che sul web ci sono talmente tanti tipi di piccoli e grandi imballaggi, accessori, come i materiali per proteggere e separare gli oggetti, per riempire gli scatoloni, che quasi quasi ci abbiamo preso gusto! Per ogni necessità c’è la soluzione più adatta, ed è quella più semplice e a portata di mano: bustine e sacchetti, etichette sulle quali scrivere il contenuto delle scatole. In questo modo, nella nuova casa e nella nuova vita non ci si confonderà e si risparmierà tempo avendo già chiaro il contenuto di ogni scatola. Abbiamo scoperto che possiamo acquistare fibbie e divisori, taglierini, reggitrici; ci siamo divertiti a tagliare, catalogare e ad applicare le scritte FRAGILE  – MANEGGIARE CON CURA.

Chi l’ ha detto che il mondo è uno solo? Perché non scoprirne altri e aprirsi anche ad altri modi di vivere la propria vita, che sarà anche una ma a volte sembra finire e poi ne ricomincia semplicemente una nuova!

Proprio come succede con le scatole appena chiuse e impacchettate bene, appena arrivati, bisognerà romperle (aprirle)!

(O meglio l’amore senza vincoli? L’amore e basta?)

 

Formazione on the job: l’importanza della formazione sul posto di lavoro

Il mondo del lavoro è cambiato e si sono modificate tutte le dinamiche che un tempo sembravano standard. La formazione sul posto di lavoro, chiamata anche formazione on the job è molto diffusa in diversi ambienti lavorativi. Sono molte gli imprenditori che ricorrono a consulenti esterni per formare i loro dipendenti, hanno compreso che si tratta di un investimento per creare le condizioni necessarie per il successo dell’impresa.  Oggi, il possesso del titolo di studio, come anche la frequentazione di master specialistici non riescono a dare ai lavoratori le conoscenze necessarie per poter svolgere le mansioni e le sfide che sono chiamati ad onorare. Le vere conoscenze si acquistano con la politica del “fare”, vale a dire  con la pratica e l’affiancamento sul posto di lavoro. La formazione on the job prevede una consulenza a 360 gradi e che abbracci tutti i settori dell’impresa: affari generali, settore economico, legale, export e così via. Molte aziende contemporaneamente alla formazione on the job permettono ai loro dipendenti di frequentare corsi in aula oppure on line   –  In questo modo il processo di apprendimento si velocizza e si amplifica, inoltre vi sono alcune skill, ad esempio le tecniche di vendita, che oltre ad una predisposizione naturale hanno bisogno di uno studio approfondito oltre che di molta pratica sul campo.

Quali settori ricorrono maggiormente alla  formazione on the job

La formazione sul posto di lavoro è adottata da ogni tipo di azienda, ma sicuramente uno dei settori nel quale vi è necessità di una formazione costante e professionale è il settore dell’export. Questo per innumerevoli motivi: leggi diverse in ciascun paese, modalità e tempi diversi di comunicazione, sono solo alcuni degli aspetti da affrontare nella formazione on the job. L’imprenditore forma i propri dipendenti,in base alle reali esigenze richieste e al tipo di lavoro che essi andranno a svolgere. Il possesso di un titolo di studio (ad esempio la laurea) è sicuramente un requisito importante, ma non è fondamentale; infatti coloro che conseguono un titolo di studio anche di alto profilo possono essere vincolati a concetti e a teorie, che nulla hanno a che vedere con il lavoro vero e proprio. La formazione on the job permette di migliorare la qualità del lavoro svolto e la produttività. Molte aziende per incrementare l’export assumono Export Manager con il compito di formare i propri dipendenti, avviando quel processo di internazionalizzazione che attraversa varie fasi.

Formazione on the job: il miglior investimento per il datore di lavoro

Se i dipendenti allargano le loro conoscenze, l’imprenditore designa in modo completo e lineare le competenze e le professionalità di cui ha bisogno per ciascun ruolo all’interno dell’azienda. On the job  si acquisiranno  competenze, che favoriranno i compiti del dipendente, aiutandolo  ad essere più autonomo e a prendere decisioni più velocemente. Gli imprenditori che operano nell’Export con la formazione on the job potranno contare su risorse interne, senza ricorrere a consulenti esterni. La formazione è un investimento a medio e lungo termine, infatti, vi sono alcune competenze che riguardano le relazioni, l’autostima e il miglioramento delle relazioni anche all’interno dell’azienda, che maturano risultati in un periodo più lungo rispetto ad altri tipi di tematiche.

L’Esperienza è tutto
I mercati, specie quelli esteri sono in continua evoluzione, ed è per questo che è necessario che ciascuna azienda segua tutte le fasi che porteranno l’azienda ad ottenere i migliori risultati sui mercati internazionali e no. La formazione on the job si realizza sul campo attuando tentativi, esperimenti, allacciando contatti e trattative in più tappe con partner e clienti. In questo processo nessun settore dell’azienda è escluso, compresa l’area amministrativo-contabile, commerciale e legale (contratti da stipulare), nonché le risorse umane e le public relations ,la comunicazione, il marketing e le vendite.

La formazione on the job è il nuovo Know how dell’azienda

L’azienda, qualsiasi sia la sua natura e l’attività che svolge deve diffondere il  Know how in tutti i settori dell’organizzazione;  si tratta di strategia e forma mentis che deve invadere tutti i settori ed essere bagaglio fondamentale di ciascun dipendente. Le  lingue straniere, di solito vengono apprese attraverso contatti via telefono o via skype, oppure organizzando viaggi nei paesi dove sono presenti partner e clienti dell’azienda.  L’area legale dell’azienda gioca un ruolo fondamentale soprattutto nell’Export, perché  individua agevolazioni e bandi specifici per il settore, mentre le strategie di marketing vengono continuamente aggiornate in base a modelli più innovativi e al passo con i tempi. Il lavoro di consulenti, esperti di comunicazione, di materie legali, di marketing è di fondamentale importanza per creare all’ interno dell’azienda un’architettura dell’organizzazione solida e funzionale. Infine per tutte le fasi di contrattualizzazione (ante e post) saranno necessarie competenze adeguate, relative al funzionamento del sistema fiscale interno al paese e anche estero, per poter concludere contratti senza correre alcun rischio. Le aziende che operano sui mercati internazionali hanno necessità di contattare enti internazionali, che potranno essere una garanzia per una buona conclusione delle trattative. Fra le tante competenze oggetto della formazione on the job vi sono le tecniche di comunicazione e di negoziazione, che rivestono un ruolo importante, come anche la conoscenza di tutte le fasi che arrivano dopo la conclusione dei contratti: rapporti con i clienti gestione dei reclami,  coordinazione di eventuali imprevisti, segnalazioni e feedback negativi.  

Nuove tendenze Marketing

Il cliente, oggi sempre più on line, cerca emozioni attraverso gli acquisti; infatti quando decide di approcciarsi  ad un prodotto o ad un servizio, quest’ultimo deve creare emozioni positive.

Da quanto detto, deriva che il brand non deve essere una macchina per far soldi, ma deve creare esperienze, attraverso l’unicità, l’originalità dei contenuti e dei servizi offerti. Elemento imprescindibile per un’azienda è la conoscenza del target a cui si riferisce.

Il marketing è uno dei  settori che ha subito più mutamenti, grazie anche al progresso dei sistemi tecnologici e soprattutto con la diffusione del web in ogni angolo del mondo. I cambiamenti sono avvenuti perché l’utente non si accontenta più dello spot, che gli propina la radio o la tv; ora il consumatore vuole conoscere, vuole informarsi e toccare con mano ciò che sta acquistando. Questi sono i  motivi per i quali un brand deve sempre trovarsi al passo con i tempi e continuare a conformarsi al cambiamento in atto.
I cambiamenti sono repentini ed istantanei, basti pensare alle chat sia sui siti web sia sui social. Le nuove tendenze in fatto di marketing in quest’anno riguardano sicuramente i contenuti, i quali sono costruiti dopo un’attenta analisi del target di riferimento. La principale domanda, infatti, che prescinde da qualsiasi strategia o tendenza è a chi ci si riferisce, a quale mercato, a quali bisogni, insomma al target di riferimento per quel prodotto o servizio. Ne deriva che i contenuti dovranno essere il più possibile creati su misura per l’utente. La conseguenza è che lo strumento più adatto a fare ciò è  l’e-mail marketing, vale a dire l’invio di e-mail personalizzate.

Instagram, social numero Uno nei prossimi anni

Instagram, il social delle foto, delle immagini e dei video racconta le storie; infatti la forza delle immagini qui vale oro. Ecco il motivo per il quali questo social continuerà a diffondersi sostituendosi addirittura agli e-commerce. Ultimamente Instagram ha aggiornato e introdotto molti servizi, fra cui funzionalità che aiutano le aziende a vendere on line, e che assistono coloro che invece fanno shopping on line.

Abitudini nuove mai passate

Il rapporto con il cliente è un elemento che non va mai perso, nonostante l’avvento delle numerose tecnologie, social e così via.  Con l’ausilio di chatbot, i cliente può contare su  un’assistenza h24,  viene fidelizzato, in modo da aumentare i contatti e quindi i profitti.  La conversazione fra azienda e cliente finale è alla base del marketing. E’ un modo per instaurare un rapporto di fiducia reciproca.

Il ruolo della Seo

L’utente, oggi sul web cerca emozioni, l’acquisto di un prodotto o un servizio devono diventare un’esperienza unica, attraverso un contenuto di qualità, un’informazione adeguata, in modo da renderlo partecipe di tutte le sue scelte. In questo contesto, resta invariato il ruolo della Seo, la cui applicabilità, però diventa sempre più difficile. Infatti, Google modifica continuamente gli algoritmi e punta sulla qualità, sulla reputazione e l’autorevolezza di un brand. Infine, sempre più utenti scelgono la ricerca vocale, perché più veloce e immediata, altro cambiamento. Inoltre un’azienda oltre al Know how, all’affidabilità deve offrire una serie di elementi coma la sicurezza, la tutela della privacy e la qualità che prescindono da qualsiasi esperienza altra cosa.

 

Come diventare consulente

Il mondo del lavoro e quello di internet offrono un ventaglio infinito di possibilità per emergere e trovare la propria strada. Il segreto principale per avere successo è quello di coltivare i propri interessi in modo continuo e amare ciò che si fa. Un vecchio proverbio diceva: Impara l’arte e mettila a parte.

Molte persone hanno intrapreso la loro attività casualmente, e nel tempo la passione per qualcosa le ha portate a diventare punti di riferimento per altri, Guru, Influencer, Influcer o semplicemente (per dirla alla vecchia maniera) consulenti.

Di cosa possiamo diventare consulenti, se non di quello che ci appassiona e che amiamo; d’altra parte vi abbiamo dedicato gran parte del nostro tempo. Un argomento che ci piace, per il quale nutriamo un certo interesse, senza volerlo può diventare il nostro lavoro, possiamo diventare consulenti, sfruttando il nostro Know how. Molto spesso abbiamo delle competenze specifiche e non sappiamo nemmeno di averle, fino a quando non ne prendiamo consapevolezza. Quello è il momento di sfruttarle.

Il campo d’azione: come agire?

Quando si delinea il nostro campo d’azione, cioè il nostro interesse per un determinato settore non resta altro che mettere a punto un piano marketing, come per qualsiasi altra attività commerciale. Qualsiasi sia la nostra passione, senza rendercene conto abbiamo letto quell’argomento su internet oppure acquistando qualche libro. Il nostro interesse è diventato conoscenza quando abbiamo effettuato delle azioni, quando ci siamo confrontati con altri che condividono la nostra stessa passione. Senza volerlo e soprattutto senza saperlo abbiamo sviluppato un Know how, che oggi ci permetterà di diventare consulenti. Uno dei principali segreti è quello di studiare sempre.

Internet offre tante possibilità; bisognerà individuare gli strumenti adatti per poter dispensare consigli e diventare in breve punto di riferimento per quella competenza. Gli strumenti più comuni per diffondere il nostro sapere possono essere un blog, una pagina social e altri canali, anche di direct marketing (radio, giornali, Tv).

In quest’ultimo caso possiamo chiedere di intervenire in qualche trasmissione radio o in Tv, gestire una rubrica su un giornale cartaceo o anche on line.

Per diventare consulenti, bisogna stare sempre sul pezzo, cioè essere sempre aggiornati sulle novità, inoltre studiare, per cui leggere molto e infine seguire anche qualche corso (ne esistono tanti anche on line, che prevedono il rilascio di attestazioni e metodi di insegnamento interattivi di assoluta efficacia) – Piattaforma corsi on line

 

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Cosa possiamo diventare?  Le idee non mancano

Vi sono persone che hanno una forte attitudine con tutto ciò che riguarda internet e i social, per cui si possono dare consigli su come aprire una pagina social oppure su come registrarsi su Amazon e e-bay. Molte persone esperte dei marketplace sono diventati assistenti e-bay o alle vendite. Tale skill può trovare molta richiesta sia fra le aziende sia fra i privati, infatti molti e-commerce da tanto tempo rivolgono la loro attenzione ai marketplace come Amazon, e-bay e siti di annunci in generale e sono alla continua ricerca di consulenti che sappiano gestire con successo le vendite e gli annunci su questi portali.

Fra la schiera di consulenti vi sono persone che aiutano gli altri con gli acquisti on line, a gestire i social, nell’utilizzo del computer (programmi, configurazioni ecc.).

Qualsiasi attitudine è buona per sviluppare un vero e proprio programma di consulenza; basti pensare a chi ama arredare la casa, alla riorganizzazione domestica (cambi stagione, gestione lavanderia, catalogazione documenti e scadenze). Sembra strano ma gestire una casa e una famiglia acquisisce in breve tempo un pacchetto di conoscenze enorme, che vanno dalla gestione di piccole pratiche fiscali, di incombenze riguardanti rapporti con controlli medici e agevolazioni che si possono ottenere in merito a diverse condizioni familiari. La gestione familiare comprende la conoscenza dei mutui bancari (della loro rinegoziazione), di incombenze riguardanti i numerosi bonus che si possono ottenere relativamente alla composizione della famiglia e al reddito, il risparmio per le bollette e di tutte le faccende che riguardano i consumatori.

Per diventare un consulente a tutti gli effetti, bisogna però completare ed attuare un piccolo Marketing plan (seguendo quattro semplici step: obiettivi, strategie, strumenti, risultati). Inoltre, conseguire qualche certificazione alla fine di un percorso di studi (università, in aula oppure on line).

Curiosità e voglia di sapere

L’esperienza e la passione per qualcosa sono sempre il motore che accende la nostra curiosità e la voglia di sapere. L’obiettivo di diventare consulenti dovrà essere perseguito adottando una buona strategia, per prima cosa quindi acquisteremo qualche testo e lo studieremo; tanto materiale è presente anche su internet, ma nella maggior parte dei casi si tratta di informazioni note e spesso scontate. Se vogliamo differenziarci, possiamo acquistare qualche corso on line, ve ne sono diversi, alcuni anche gratuiti, monitorare e valutare il nostro grado di conoscenza giusto per iniziare e molti non costano tanto (variano dai 20 euro fino ad arrivare e superare i 1000 euro). E’ importante per poter scegliere sia un testo da studiare sia un corso da seguire, altrimenti l’obiettivo sarà o troppo alto o troppo basso e finiremo per abbandonare tutto il progetto.

Prendere appunti

Un buon metodo è quello di trascrivere su carta tutti gli step da compiere e procedere per gradi, senza strafare e senza affrettarsi o affannarsi; nello studio e nell’apprendimento in particolare è necessario fare tutto con calma, se si vuole assimilare e digerire bene concetti e nozioni. Non serve, infatti la confusione quando dobbiamo imparare qualcosa, ma solo tempo, costanza e molta pazienza.

Per monitorare i nostri risultati è possibile trovare test gratuiti on line, oppure affidarsi a qualche conoscente o esperto con il quale confrontarsi per poter avere un’idea del grado della nostra preparazione.

La conoscenza, lo studio e l’esperienza acquisita possono trovare diverse strade avere una giusta collocazione, e anche diverse insieme. Inoltre non va sottovalutata la reputazione da creare attorno alla nostra consulenza.

Ecco i punti da sviluppare

  • Profilo social e pagina dedicata;
  • Curare una o più rubriche inerenti l’argomento di nostra competenza (cucina, computer, economia, marketplace ecc. ) da ospiti su un giornale o in radio o tv;
  • Scrivere guide (gratuite o a pagamento);
  • Preparare corsi on line (Vi sono piattaforme di formazione che permettono ai consulenti di proporre i propri corsi);
  • Mettere a punto un listino prezzi dei nostri servizi (consulenze specifiche per realizzare qualcosa, come fare a… oppure curare e organizzare qualcosa per conto del cliente, es. consulenze vendite on line: registrazione sui portali, inserimento dei prodotti su siti di annunci, gestione di Amazon, e-bay ecc.)

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