La nuova e vecchia guerra tra Israele e palestinesi ci lascia sgomenti. La violenza e l’avvio di un nuovo fronte ci fa paura
Ma come da copione e come avviene da molti anni, l’ipocrisia regna tra i paesi occidentali e tra i mass media principali. L’informazione sbaglia a raccontare, perché dimostra di non conoscere la storia, né quella recente, né quella meno prossima. Il conflitto Israelo palestinese, è una questione sollevata e provocata dall’Occidente, da paesi come il Regno Unito e da quegli Stati che hanno avuto un ruolo importante nei conflitti mondiali.
Per spiegarlo a un bambino: Cosa diresti, o cosa faresti se arrivano nella tua casa, ti massacrano, ti perseguitano, ti tolgono la casa, le tue certezze e la tua terra?
Purtroppo è ciò che è avvenuto, è ciò che ha fatto Israele ai palestinesi, sempre con l’aiuto dell’Occidente e dell’Onnipresente America, ed è inutile negarlo.
Guerra Israele Palestina, il ruolo dell’informazione
I Tg del nostro servizio pubblico, continuano a sostenere quanto sia incredibile che i terroristi di Hamas uccidano israeliani innocenti. Dietro a questo conflitto, va detto che vi è una strategia che mira a mettere in crisi i rapporti di Israele con i paesi arabi.
A partire dal 1967 i palestinesi vivono isolati, i loro diritti sono di serie B, e Israele li perseguita, gli ruba la loro terra. distrugge i pozzi d’acqua, gli israeliani incendiano campi, li uccidono con le scuse più disparate. Tutto ciò avviene nel silenzio più totale dell’occidente e dei mezzi d’informazione, che invece condannano l’aggressione dei palestinesi, paragonandola a quella della Russia nei confronti dell’Ucraina. Anzi, ora offrono mezzi, armi (questo sono buoni a fare!) per combattere e sconfiggere i palestinesi una volta per tutte.
Attacco terroristico – è questo il termine che si sta usando di più per denunciare un’aggressione contro uno Stato che si considera amico, e solo per questo è nel giusto.
Le origini dell’attacco palestinese
I giornali e i TG non hanno voglia, non sono intenzionati a raccontare la verità, e liquidano l’attacco palestinese come attacco terroristico e basta. Per fortuna, sono tante le associazioni che da anni denunciano il trattamento ricevuto dai palestinesi, con tanto di rapporti e certificati.
Ciò che subiscono i palestinesi è certificato da diversi rapporti tra cui quello di Amnesty International – , che vede centinaia di civili palestinesi detenuti senza capi di accusa né processo nelle carceri israeliane e progetti di espulsione dei palestinesi da quelli che – secondo le risoluzioni ONU – sono i propri territori. Gli attacchi dell’esercito israeliano sono quotidiani e il 2023 è stato l’anno con centinaia di civili uccisi, tra i quali almeno 38 bambini. Le incursioni da parte dell’esercito israeliano sono sistematiche e non risparmiano le case di civili, i luoghi di culto, le scuole con bambini, tanto che sui crimini di guerra perpetrati dagli israeliani sta indagando la Corte Penale Internazionale.
La situazione va avanti dal 1967, con il consenso e il supporto dell’Occidente e della sua finta democrazia! Europa e Stati Uniti, i custodi dei diritti umani, ma l’Occidente vede solo ciò che gli fa comodo, e decide a che parte sta la ragione, e alle fine alimentano le guerre anziché spegnerle.
Le atrocità per cui vengono adesso condannati i palestinesi, sono le stesse che Israele ha compiuto nel corso degli anni, salvo che per tali atrocità la Rai, come altri media e come i leader dei Paesi occidentali, non si è indignata.
Su Lindipendente si legge – Quando a Gaza Hamas aveva organizzato le manifestazioni per commemorare la Nakba e i cecchini israeliani si “divertivano” ad uccidere indiscriminatamente i palestinesi colpevoli di avvicinarsi troppo alle recinzioni di confine, i media internazionali non si sono scandalizzati e non lo hanno fatto neppure i leader delle “democrazie” occidentali che, in quel caso, non hanno definito gli israeliani terroristi, ma si sono limitati a raccomandar loro moderazione… come dire, potete massacrare i palestinesi, ma con giudizio!
Due pesi e due misure da parte Ucraina
E che dire di Volodymir Zelensky, che in questo caso prende le parti dell’invasore? Proprio lui che è stato invaso? E’ grottesco! Cosa è scaturito dal colloquio del presidente ucraino con con Netanyahu? Ecco:
Volodymyr Zelenskyy ha espresso la solidarietà dell’Ucraina a Israele, che soffre di uno sfrontato attacco su larga scala, e le condoglianze per le numerose vittime. Lui ha sottolineato la cooperazione tra la polizia israeliana e i diplomatici ucraini sulla sicurezza e la protezione dei cittadini ucraini in Israele.
In breve, gli israeliani hanno fatto quello che i russi stanno facendo in Ucraina e Zelensky supporta Israele? Due pesi due misura, e dietro questo oltre che ipocrisia ci sono interessi e strategie ben mirate.
E i paesi occidentali? E L’America? Ovviamente, hanno promesso ad Israele qualsiasi tipo di supporto militare, perché la guerra continui, con il rischio che si allarghi coinvolgendo anche altre nazioni. Dove c’è odore di guerra, arrivano gli americani, a difendere i diritti umani, arriva anche l’Occidente con la sua democrazia.
La guerra, un’altra, purtroppo è iniziata. L’aeroporto è chiuso, l’accesso al mare è negato anche per scopi di pesca, due dei tre valichi di frontiera sono controllati dall’esercito di Tel Aviv (l’altro dall’Egitto). Dalla striscia di Gaza i palestinesi non possono uscire, non possono fare commercio. Si aspettano gli eventi, e la risposta di Israele, amico dell’Occidente.
Ciò che emerge, in ogni caso è una più organizzata operazione da parte dei palestinesi, qualcosa è cambiato. La resistenza palestinese ha fatto un salto di qualità, ha sorpreso il nemico, vuole riprendersi ciò che gli appartiene, vuole riappropriarsi della propria vita. Resistenza. Questa è una battaglia per la giustizia, per i diritti umani, per il diritto a disporre della propria esistenza.

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