6 Idee imprenditoriali vincenti

Prima di iniziare qualsiasi attività, c’è bisogno di un’idea, subito dopo di un buon Business Plan o Piano Marketing; ciò serve anche per raggiungere risultati personali, come un corso di studi, un perfezionamento e per la crescita personale, tutte le volte, insomma che vogliamo migliorarci in qualcosa.

Cos’è il Marketing e il piano marketing

Marketing significa affrontare il mercato, esaminarlo, analizzarlo. Un’ulteriore definizione sarebbe l’ insieme di azioni per indagare sui rapporti fra impresa e mercato. Le attività, gli strumenti e le strategie che servono per affrontare il mercato si possono chiamare anch’essi Marketing.

Un modello semplice, per meglio comprendere il Piano Marketing è il seguente:

  • Raccolta Informazioni
  • Strategia e Strumenti
  • Valutazione Risultati

Si può passare a questo punto direttamente alla messa in pratica attraverso un ulteriore schema:

  • Obiettivi
  • Strategia
  • Strumenti

Fare indagini di mercato e capire il mercato

Un metodo efficace per capire il mercato è vivere nella  società, intensificando rapporti e confronto con altre persone, ad esempio con l’elettricista, l’antennista, il falegname, l’impiegato postale, il barista. Confrontandoci con loro, con le loro idee, con le loro opinioni sui temi del lavoro, comprenderemo maggiormente il mondo che ci circonda e ciò che la gente desidera e pensa.  Può essere utile, molto più di quanto possiamo immaginare, conoscere il punto di vista di un conoscente o un amico, sapere come vive e come è cambiato il suo lavoro e il suo rapporto con i consumi e con la società. Un’azione utile è quella di consultare la stampa, in particolare periodici che parlano di attualità, ma anche di economia e politica. Tutte queste azioni possono benissimo collocarsi come vere e proprie indagini di mercato, perché attraverso queste semplici azioni veniamo a conoscenza del mercato, della domanda e dell’offerta, delle tendenze attuali, dei gusti e delle difficoltà incontrate dalla concorrenza o da potenziali clienti.

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 6 Opportunità di investimento e idee imprenditoriali

  1. Moneyfarm
  2. Marketplace
  3. Dropshipping
  4. Consulenza 
  5. Trading on line 
  6. Housers

Moneyfarm

Si tratta di un consulente per gli investimenti; è possibile aprire un conto con una somma minima di 5 mila euro. Vi sono diverse opzioni da scegliere fra Piano accumuli e Gestione patrimoniale. I costi sono trasparenti e Moneyfarm è un consulente professionale indipendente. Gli investimenti possono essere personalizzati, scegliendo fra le diverse forme e tipologie, in base al capitale e alla propensione al rischio.

Diventare Consulenti Marketplace

Vi sono persone che hanno una forte attitudine con tutto ciò che riguarda il web, e i social, riescono a dare consigli su come aprire una pagina social oppure su come registrarsi su Amazon e e-bay, ecc. Molti sono esperti di marketplace e per questo sono diventati assistenti e-bay o alle vendite in generale. Questa competenza può trovare molta richiesta sia fra le aziende sia fra i privati, molti siti e-commerce, ad esempio, da molto tempo rivolgono la loro attenzione ai marketplace come Amazon, e-bay e siti di annunci in generale e sono alla continua ricerca di consulenti che sappiano gestire con successo le vendite e gli annunci su questi portali.

 

Dropshipping: Cosè e come funziona

Il dropshipping è un sistema di vendita on-line che si svolge in tre fasi principali:
1. sito e-commerce vende prodotti che acquista da un fornitore o produttore;
2. quando l’ ordine del cliente arriva, il venditore  richiede il prodotto al proprio fornitore;
3. il fornitore invia gli articoli direttamente al cliente apponendo al prodotto il marchio del venditore.

Il dropshipping semplifica il business; infatti con questa attività non è necessario fare inventario, imballaggio, smistamento o consegna, tutto, infatti è a carico dei fornitori che mettono a disposizione anche un ricco catalogo di prodotti a prezzi più convenienti.

Marketing e gestione degli ordini sono le uniche attività da svolgere per chi si occupa di dropshipping.
I prodotti trattati possono essere provati dal venditore, per ricerche di mercato, e sulla base dei feedback,  modificare, variare e diversificare  il proprio catalogo di vendita.

 

Diventare Consulenti

Molte persone hanno intrapreso delle attività in modo casuale; la passione ha fatto il resto. Si può diventare esperti di qualcosa ed essere punti di riferimento per altri, Guru, Influencer o Influcer o semplicemente consulenti. La passione diventa presto conoscenza, perché quando siamo interessati a qualcosa tendiamo a studiare quell’argomento e a documentarci anche attraverso il web. In breve tempo, siamo diventati esperti di quella materia, e ciò che abbiamo imparato vale molto di più di quello che si impara sui libri.

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Viaggi in Italia: le ceramiche marchigiane

Le Marche, una delle regioni più sorprendenti e ricche d’arte della Penisola

La regione Marche è ricca di tradizione e di storia; le ceramiche, in particolare sono un’arte che si tramanda da generazioni. Fratte Rosa si trova fra le vallate del Cesano, in questo luogo è antica la produzione di ceramiche e terracotte. Intorno al mille qui si insediarono i monaci ravennati di S. Apollinare e costruirono il Convento di Santa Vittoria; le comunità del territorio, si avvicinarono e costituirono il primo villaggio sulla collina. Fratte Rosa nel Medioevo fu la capitale della Ravignana, uno Stato indipendente, agglomerato di province e piccole comunità che dipendeva dai monaci di Ravenna.

Il borgo delle ceramiche marchigiane: Fratte Rosa

L’origine del nome di Fratte Rosa ha la sua storia, infatti, deriva dal colore, appunto rosa delle case. In passato questo caratteristico borgo si chiamava Fratte, solo in seguito fu aggiunto il nome Rosa. Fratte Rosa ha circa mille abitanti e fa parte della provincia di Pesaro Urbino. La terra, in questo luogo è ricca di argilla, ed è per questo che nella zona sono fiorite tante attività artigianali e commerciali, legate alla lavorazione di questo materiale.

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Le origini delle terracotte e delle ceramiche a Fratte Rosa

Le origini della lavorazione di ceramiche risalgono a molti secoli fa, in questa terra, ancora oggi è l’attività prevalente, di sostentamento per molte famiglie e anche una delle attività più floride. Il piccolo borgo è ricco di storia, tanto che ogni anno centinaia di turisti arrivano a visitare questi luoghi. Le fornaci antiche, dove veniva cotta l’argilla sono costruite in pietra. A Fratte Rosa la ceramica ha fatto anche scuola con i centri di ceramica popolare d’uso, che insegnano le nuove tecniche e formano per lo svolgimento di tutte le attività legate alla lavorazione e alla diffusione della ceramica. Questi centri sono molto importanti, perché sono diventati anche poli di ricerca e innovazione, per lo studio di nuove soluzioni artistiche sempre più avanzate. Non a caso le ceramiche artistiche sono appunto una felice evoluzione di un’arte ricercata, che contempla anche la scultura e la pittura.

La ceramica d’uso comune è la principale produzione che si pratica a Fratte Rosa, vengono infatti realizzati contenitori e oggetti comuni che servono per cuocere, riscaldare o semplicemente contenere i cibi. Come si può facilmente intuire, le piccole botteghe che espongono oggetti e cocci di ogni genere sono numerosissime nel borgo; questa pratica è detta anche Arte dei Vasai.  Molto note sono le pentole di coccio, le quali negli ultimi tempi sono consigliate dai nutrizionisti, per cuocere i cibi, perché in tali contenitori  essi conservano intatte tutte le proprietà. I nutrizionisti raccomandano per un’alimentazione sana le pentole di terracotta, perché a differenza di altri materiali non sprigionano sostanze che potrebbero nuocere alla salute.

I cocci di Fratte Rosa

Altri oggetti molto pregiati e richiesti sono i cocci: piatti, terrine, vasi semplici senza l’applicazione di decorazioni. I cocci però hanno la loro particolarità nella forma, la quale è sempre originale.Quest’arte è il simbolo che contraddistingue questa terra e oltre a richiamare turisti, le ceramiche sono molto richieste anche in campo collezionistico. Infatti, in quanto rappresentano vere opere d’arte, molti collezionisti si accaparrano pezzi unici e preziosi per le loro collezioni. A dare lustro ulteriore alle ceramiche di Fratte Rosa sono stati allestiti Museo delle Terracotte di Fratte Rosa e il Museo degli Orci e Orciai Barchi. Nei musei sono esposti i pezzi più artistici e accuratamente selezionati fra le migliori botteghe del territorio. Il Museo della Ceramica nel Convento di San Tommaso è diventato un grande centro per giovani ceramisti, dove si svolgono corsi e incontri e dove si approfondiscono le migliori tecniche della ceramica. Laboratori didattici e artistici, concorsi e altri eventi sono le attività che continuano a svolgersi in questi luoghi simbolo dell’arte della ceramica. 

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Come si lavora l’argilla

L’argilla è la materia prima con la quale si realizzano le ceramiche, e di cui le terre marchigiane sono ricche. Uno dei tipi di argilla più diffusi è la terracotta, la quale è molto porosa e viene cotta in forno a 900/100 gradi. Successivamente viene applicato uno smalto per rendere il materiale impermeabile, solo dopo si passa alla decorazione. Un ulteriore passaggio prevede una nuova cottura in forno alla medesima temperatura. Quando l’argilla viene lavorata a mano ha bisogno di asciugarsi, prima di passare di nuovo in forno.  Un oggetto che viene passato in forno per due volte prende il nome di maiolica. La maiolica è una forma d’arte antichissima, che nasce nel Medioevo, e raggiunge l’apice con il Rinascimento, grazie anche alla Dinastia Della Rovere, originaria di Savona. Durante il Rinascimento oltre alle altre discipline ed arti, fiorisce anche l’artigianato e l’arte della ceramica. All’epoca, l’argilla era lavorata su un tornio a mano, dando vita a delle opere che avevano le sembianze di sculture.

Cenni storici

Nel comune di Fratte Rosa, si trova l’antico castello di Torre San Marco, che cambia nome durante i secoli passati: Torre Fractulae, Torre della Ravignana, Torre di Camerino. Il castello di Torre San Marco fu conteso dai Malatesta, dai Piccolissimi, ai Montevecchio, ai Varano, ai Montefeltro  e dai Della Rovere.

 

Formazione on the job: l’importanza della formazione sul posto di lavoro

Il mondo del lavoro è cambiato e si sono modificate tutte le dinamiche che un tempo sembravano standard. La formazione sul posto di lavoro, chiamata anche formazione on the job è molto diffusa in diversi ambienti lavorativi. Sono molte gli imprenditori che ricorrono a consulenti esterni per formare i loro dipendenti, hanno compreso che si tratta di un investimento per creare le condizioni necessarie per il successo dell’impresa.  Oggi, il possesso del titolo di studio, come anche la frequentazione di master specialistici non riescono a dare ai lavoratori le conoscenze necessarie per poter svolgere le mansioni e le sfide che sono chiamati ad onorare. Le vere conoscenze si acquistano con la politica del “fare”, vale a dire  con la pratica e l’affiancamento sul posto di lavoro. La formazione on the job prevede una consulenza a 360 gradi e che abbracci tutti i settori dell’impresa: affari generali, settore economico, legale, export e così via. Molte aziende contemporaneamente alla formazione on the job permettono ai loro dipendenti di frequentare corsi in aula oppure on line   –  In questo modo il processo di apprendimento si velocizza e si amplifica, inoltre vi sono alcune skill, ad esempio le tecniche di vendita, che oltre ad una predisposizione naturale hanno bisogno di uno studio approfondito oltre che di molta pratica sul campo.

Quali settori ricorrono maggiormente alla  formazione on the job

La formazione sul posto di lavoro è adottata da ogni tipo di azienda, ma sicuramente uno dei settori nel quale vi è necessità di una formazione costante e professionale è il settore dell’export. Questo per innumerevoli motivi: leggi diverse in ciascun paese, modalità e tempi diversi di comunicazione, sono solo alcuni degli aspetti da affrontare nella formazione on the job. L’imprenditore forma i propri dipendenti,in base alle reali esigenze richieste e al tipo di lavoro che essi andranno a svolgere. Il possesso di un titolo di studio (ad esempio la laurea) è sicuramente un requisito importante, ma non è fondamentale; infatti coloro che conseguono un titolo di studio anche di alto profilo possono essere vincolati a concetti e a teorie, che nulla hanno a che vedere con il lavoro vero e proprio. La formazione on the job permette di migliorare la qualità del lavoro svolto e la produttività. Molte aziende per incrementare l’export assumono Export Manager con il compito di formare i propri dipendenti, avviando quel processo di internazionalizzazione che attraversa varie fasi.

Formazione on the job: il miglior investimento per il datore di lavoro

Se i dipendenti allargano le loro conoscenze, l’imprenditore designa in modo completo e lineare le competenze e le professionalità di cui ha bisogno per ciascun ruolo all’interno dell’azienda. On the job  si acquisiranno  competenze, che favoriranno i compiti del dipendente, aiutandolo  ad essere più autonomo e a prendere decisioni più velocemente. Gli imprenditori che operano nell’Export con la formazione on the job potranno contare su risorse interne, senza ricorrere a consulenti esterni. La formazione è un investimento a medio e lungo termine, infatti, vi sono alcune competenze che riguardano le relazioni, l’autostima e il miglioramento delle relazioni anche all’interno dell’azienda, che maturano risultati in un periodo più lungo rispetto ad altri tipi di tematiche.

L’Esperienza è tutto
I mercati, specie quelli esteri sono in continua evoluzione, ed è per questo che è necessario che ciascuna azienda segua tutte le fasi che porteranno l’azienda ad ottenere i migliori risultati sui mercati internazionali e no. La formazione on the job si realizza sul campo attuando tentativi, esperimenti, allacciando contatti e trattative in più tappe con partner e clienti. In questo processo nessun settore dell’azienda è escluso, compresa l’area amministrativo-contabile, commerciale e legale (contratti da stipulare), nonché le risorse umane e le public relations ,la comunicazione, il marketing e le vendite.

La formazione on the job è il nuovo Know how dell’azienda

L’azienda, qualsiasi sia la sua natura e l’attività che svolge deve diffondere il  Know how in tutti i settori dell’organizzazione;  si tratta di strategia e forma mentis che deve invadere tutti i settori ed essere bagaglio fondamentale di ciascun dipendente. Le  lingue straniere, di solito vengono apprese attraverso contatti via telefono o via skype, oppure organizzando viaggi nei paesi dove sono presenti partner e clienti dell’azienda.  L’area legale dell’azienda gioca un ruolo fondamentale soprattutto nell’Export, perché  individua agevolazioni e bandi specifici per il settore, mentre le strategie di marketing vengono continuamente aggiornate in base a modelli più innovativi e al passo con i tempi. Il lavoro di consulenti, esperti di comunicazione, di materie legali, di marketing è di fondamentale importanza per creare all’ interno dell’azienda un’architettura dell’organizzazione solida e funzionale. Infine per tutte le fasi di contrattualizzazione (ante e post) saranno necessarie competenze adeguate, relative al funzionamento del sistema fiscale interno al paese e anche estero, per poter concludere contratti senza correre alcun rischio. Le aziende che operano sui mercati internazionali hanno necessità di contattare enti internazionali, che potranno essere una garanzia per una buona conclusione delle trattative. Fra le tante competenze oggetto della formazione on the job vi sono le tecniche di comunicazione e di negoziazione, che rivestono un ruolo importante, come anche la conoscenza di tutte le fasi che arrivano dopo la conclusione dei contratti: rapporti con i clienti gestione dei reclami,  coordinazione di eventuali imprevisti, segnalazioni e feedback negativi.  

Nuove tendenze Marketing

Il cliente, oggi sempre più on line, cerca emozioni attraverso gli acquisti; infatti quando decide di approcciarsi  ad un prodotto o ad un servizio, quest’ultimo deve creare emozioni positive.

Da quanto detto, deriva che il brand non deve essere una macchina per far soldi, ma deve creare esperienze, attraverso l’unicità, l’originalità dei contenuti e dei servizi offerti. Elemento imprescindibile per un’azienda è la conoscenza del target a cui si riferisce.

Il marketing è uno dei  settori che ha subito più mutamenti, grazie anche al progresso dei sistemi tecnologici e soprattutto con la diffusione del web in ogni angolo del mondo. I cambiamenti sono avvenuti perché l’utente non si accontenta più dello spot, che gli propina la radio o la tv; ora il consumatore vuole conoscere, vuole informarsi e toccare con mano ciò che sta acquistando. Questi sono i  motivi per i quali un brand deve sempre trovarsi al passo con i tempi e continuare a conformarsi al cambiamento in atto.
I cambiamenti sono repentini ed istantanei, basti pensare alle chat sia sui siti web sia sui social. Le nuove tendenze in fatto di marketing in quest’anno riguardano sicuramente i contenuti, i quali sono costruiti dopo un’attenta analisi del target di riferimento. La principale domanda, infatti, che prescinde da qualsiasi strategia o tendenza è a chi ci si riferisce, a quale mercato, a quali bisogni, insomma al target di riferimento per quel prodotto o servizio. Ne deriva che i contenuti dovranno essere il più possibile creati su misura per l’utente. La conseguenza è che lo strumento più adatto a fare ciò è  l’e-mail marketing, vale a dire l’invio di e-mail personalizzate.

Instagram, social numero Uno nei prossimi anni

Instagram, il social delle foto, delle immagini e dei video racconta le storie; infatti la forza delle immagini qui vale oro. Ecco il motivo per il quali questo social continuerà a diffondersi sostituendosi addirittura agli e-commerce. Ultimamente Instagram ha aggiornato e introdotto molti servizi, fra cui funzionalità che aiutano le aziende a vendere on line, e che assistono coloro che invece fanno shopping on line.

Abitudini nuove mai passate

Il rapporto con il cliente è un elemento che non va mai perso, nonostante l’avvento delle numerose tecnologie, social e così via.  Con l’ausilio di chatbot, i cliente può contare su  un’assistenza h24,  viene fidelizzato, in modo da aumentare i contatti e quindi i profitti.  La conversazione fra azienda e cliente finale è alla base del marketing. E’ un modo per instaurare un rapporto di fiducia reciproca.

Il ruolo della Seo

L’utente, oggi sul web cerca emozioni, l’acquisto di un prodotto o un servizio devono diventare un’esperienza unica, attraverso un contenuto di qualità, un’informazione adeguata, in modo da renderlo partecipe di tutte le sue scelte. In questo contesto, resta invariato il ruolo della Seo, la cui applicabilità, però diventa sempre più difficile. Infatti, Google modifica continuamente gli algoritmi e punta sulla qualità, sulla reputazione e l’autorevolezza di un brand. Infine, sempre più utenti scelgono la ricerca vocale, perché più veloce e immediata, altro cambiamento. Inoltre un’azienda oltre al Know how, all’affidabilità deve offrire una serie di elementi coma la sicurezza, la tutela della privacy e la qualità che prescindono da qualsiasi esperienza altra cosa.

 

Come diventare consulente

Il mondo del lavoro e quello di internet offrono un ventaglio infinito di possibilità per emergere e trovare la propria strada. Il segreto principale per avere successo è quello di coltivare i propri interessi in modo continuo e amare ciò che si fa. Un vecchio proverbio diceva: Impara l’arte e mettila a parte.

Molte persone hanno intrapreso la loro attività casualmente, e nel tempo la passione per qualcosa le ha portate a diventare punti di riferimento per altri, Guru, Influencer, Influcer o semplicemente (per dirla alla vecchia maniera) consulenti.

Di cosa possiamo diventare consulenti, se non di quello che ci appassiona e che amiamo; d’altra parte vi abbiamo dedicato gran parte del nostro tempo. Un argomento che ci piace, per il quale nutriamo un certo interesse, senza volerlo può diventare il nostro lavoro, possiamo diventare consulenti, sfruttando il nostro Know how. Molto spesso abbiamo delle competenze specifiche e non sappiamo nemmeno di averle, fino a quando non ne prendiamo consapevolezza. Quello è il momento di sfruttarle.

Il campo d’azione: come agire?

Quando si delinea il nostro campo d’azione, cioè il nostro interesse per un determinato settore non resta altro che mettere a punto un piano marketing, come per qualsiasi altra attività commerciale. Qualsiasi sia la nostra passione, senza rendercene conto abbiamo letto quell’argomento su internet oppure acquistando qualche libro. Il nostro interesse è diventato conoscenza quando abbiamo effettuato delle azioni, quando ci siamo confrontati con altri che condividono la nostra stessa passione. Senza volerlo e soprattutto senza saperlo abbiamo sviluppato un Know how, che oggi ci permetterà di diventare consulenti. Uno dei principali segreti è quello di studiare sempre.

Internet offre tante possibilità; bisognerà individuare gli strumenti adatti per poter dispensare consigli e diventare in breve punto di riferimento per quella competenza. Gli strumenti più comuni per diffondere il nostro sapere possono essere un blog, una pagina social e altri canali, anche di direct marketing (radio, giornali, Tv).

In quest’ultimo caso possiamo chiedere di intervenire in qualche trasmissione radio o in Tv, gestire una rubrica su un giornale cartaceo o anche on line.

Per diventare consulenti, bisogna stare sempre sul pezzo, cioè essere sempre aggiornati sulle novità, inoltre studiare, per cui leggere molto e infine seguire anche qualche corso (ne esistono tanti anche on line, che prevedono il rilascio di attestazioni e metodi di insegnamento interattivi di assoluta efficacia) – Piattaforma corsi on line

 

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Cosa possiamo diventare?  Le idee non mancano

Vi sono persone che hanno una forte attitudine con tutto ciò che riguarda internet e i social, per cui si possono dare consigli su come aprire una pagina social oppure su come registrarsi su Amazon e e-bay. Molte persone esperte dei marketplace sono diventati assistenti e-bay o alle vendite. Tale skill può trovare molta richiesta sia fra le aziende sia fra i privati, infatti molti e-commerce da tanto tempo rivolgono la loro attenzione ai marketplace come Amazon, e-bay e siti di annunci in generale e sono alla continua ricerca di consulenti che sappiano gestire con successo le vendite e gli annunci su questi portali.

Fra la schiera di consulenti vi sono persone che aiutano gli altri con gli acquisti on line, a gestire i social, nell’utilizzo del computer (programmi, configurazioni ecc.).

Qualsiasi attitudine è buona per sviluppare un vero e proprio programma di consulenza; basti pensare a chi ama arredare la casa, alla riorganizzazione domestica (cambi stagione, gestione lavanderia, catalogazione documenti e scadenze). Sembra strano ma gestire una casa e una famiglia acquisisce in breve tempo un pacchetto di conoscenze enorme, che vanno dalla gestione di piccole pratiche fiscali, di incombenze riguardanti rapporti con controlli medici e agevolazioni che si possono ottenere in merito a diverse condizioni familiari. La gestione familiare comprende la conoscenza dei mutui bancari (della loro rinegoziazione), di incombenze riguardanti i numerosi bonus che si possono ottenere relativamente alla composizione della famiglia e al reddito, il risparmio per le bollette e di tutte le faccende che riguardano i consumatori.

Per diventare un consulente a tutti gli effetti, bisogna però completare ed attuare un piccolo Marketing plan (seguendo quattro semplici step: obiettivi, strategie, strumenti, risultati). Inoltre, conseguire qualche certificazione alla fine di un percorso di studi (università, in aula oppure on line).

Curiosità e voglia di sapere

L’esperienza e la passione per qualcosa sono sempre il motore che accende la nostra curiosità e la voglia di sapere. L’obiettivo di diventare consulenti dovrà essere perseguito adottando una buona strategia, per prima cosa quindi acquisteremo qualche testo e lo studieremo; tanto materiale è presente anche su internet, ma nella maggior parte dei casi si tratta di informazioni note e spesso scontate. Se vogliamo differenziarci, possiamo acquistare qualche corso on line, ve ne sono diversi, alcuni anche gratuiti, monitorare e valutare il nostro grado di conoscenza giusto per iniziare e molti non costano tanto (variano dai 20 euro fino ad arrivare e superare i 1000 euro). E’ importante per poter scegliere sia un testo da studiare sia un corso da seguire, altrimenti l’obiettivo sarà o troppo alto o troppo basso e finiremo per abbandonare tutto il progetto.

Prendere appunti

Un buon metodo è quello di trascrivere su carta tutti gli step da compiere e procedere per gradi, senza strafare e senza affrettarsi o affannarsi; nello studio e nell’apprendimento in particolare è necessario fare tutto con calma, se si vuole assimilare e digerire bene concetti e nozioni. Non serve, infatti la confusione quando dobbiamo imparare qualcosa, ma solo tempo, costanza e molta pazienza.

Per monitorare i nostri risultati è possibile trovare test gratuiti on line, oppure affidarsi a qualche conoscente o esperto con il quale confrontarsi per poter avere un’idea del grado della nostra preparazione.

La conoscenza, lo studio e l’esperienza acquisita possono trovare diverse strade avere una giusta collocazione, e anche diverse insieme. Inoltre non va sottovalutata la reputazione da creare attorno alla nostra consulenza.

Ecco i punti da sviluppare

  • Profilo social e pagina dedicata;
  • Curare una o più rubriche inerenti l’argomento di nostra competenza (cucina, computer, economia, marketplace ecc. ) da ospiti su un giornale o in radio o tv;
  • Scrivere guide (gratuite o a pagamento);
  • Preparare corsi on line (Vi sono piattaforme di formazione che permettono ai consulenti di proporre i propri corsi);
  • Mettere a punto un listino prezzi dei nostri servizi (consulenze specifiche per realizzare qualcosa, come fare a… oppure curare e organizzare qualcosa per conto del cliente, es. consulenze vendite on line: registrazione sui portali, inserimento dei prodotti su siti di annunci, gestione di Amazon, e-bay ecc.)

Dropshipping: cos’è e come funziona

Dropshipping : cos’è e come funziona

Il dropshipping è un sistema di vendita on-line che si svolge in tre fasi principali:
1. un sito di e-commerce vende prodotti che non ha e acquista da un altro fornitore / produttore,
2. una volta che l’ ordine del cliente arriva, il venditore a sua volta richiede il prodotto al proprio fornitore,
3. il fornitore invia la merce direttamente al cliente apponendo al prodotto l’ etichetta del venditore.

Il rivenditore svolge unicamente il ruolo di intermediario tra cliente e fornitore: paga l’acquisto del prodotto al fornitore e una commissione per la gestione del magazzino e della logistica. E’ l’e-venditore a determinare e scegliere il prezzo di vendita e i propri margini di guadagno che nel dropshipping variano in media tra il 20 e il 50%.

Dropshipping : quali sono i vantaggi e quali gli svantaggi

I principianti dell’e-commerce sono agevolati, il dropshipping è il modo perfetto per iniziare la propria attività senza dover acquistare in anticipo la merce. Il modello di vendita è vantaggioso per mancanza di investimenti e di necessità di finanziamento ed eccelle per la rapidità: per avviare una nuova attività sono spesso sufficienti pochi giorni.

Il dropshipping semplifica il business, non ci si dovrà, infatti occupare di inventario, imballaggio, smistamento o consegna, tutto è a carico dei fornitori che mettono a disposizione anche un ricco catalogo di prodotti a prezzi convenienti.

Una volta che il sito web è funzionale, l’e-marketing e la gestione degli ordini saranno le uniche attività da svolgere. Come affermato in precedenza, per qualsiasi attività, compreso il dropshipping, sarà di fondamentale importanza redigere un piano marketing, con un’attenta analisi di mercato e fissando bene gli obiettivi da raggiungere nel breve-medio termine. L’avvio stesso del dropshipping, restituisce utili informazioni, infatti il venditore attraverso la gestione degli ordini potrà avere le idee più chiare.
Ciò consente di testare facilmente diversi prodotti per scoprire quali soddisfano i requisiti del mercato attuale e di modificare, variare e diversificare rapidamente il proprio catalogo di vendita.

Notevoli i vantaggi del dropshipping, ma quali sono gli handicap da tenere sott’occhio?

E’ difficile distinguersi dalla concorrenza: non essendoci spese di avvio attività sono molti a entrare nel dropshipping e alcuni settori sono saturi, per questo succede che si inneschi una guerra al ribasso del prezzo su un prodotto con conseguente perdita di guadagno.

Il venditore non ha controllo sul processo di elaborazione degli ordini, si deve affidare interamente allo spedizioniere per eseguire le attività in modo responsabile e mantenere standard qualitativi costantemente elevati. E’ infatti sempre il fornitore che si occupa della logistica e degli articoli da consegnare al cliente, sottraendo in buona parte anche il rapporto diretto col cliente. Quest’ultimo, però se un prodotto non rispetta l’ordine inoltra reclamo al venditore, non al fornitore, che deve essere prontamente in grado di gestire direttamente il rimborso o la sostituzione.  Per questo motivo è importante scegliere con cura fornitori seri e affidabili. Uno stratagemma efficace da applicare per ovviare a tali inconvenienti, è quello di tenere aperti e costantemente aggiornati i canali per interfacciarsi con il cliente: chat, e-mail, social, messenger, whatsapp. In questo modo, oltre ad avere un rapporto diretto con il cliente, si potrà avviare quel rapporto di fiducia, per cui “fidelizzare”.

Esperienza e prova giocano a favore

Quando si commercializzano prodotti particolari, sarà bene conoscerli, provarli per dispensare consigli utili e rispondere in modo chiaro e tempestivo alle domande dei clienti. L’elemento “fattore umano” è di importanza vitale ed oggi è ciò che maggiormente differenzia, in qualsiasi settore. Il cliente vuole essere “coccolato”, ascoltato, vuole ricevere consigli e quando comprende che dall’altra parte c’è chi si interessa a lui e alle sue esigenze, ritornerà sempre nello stesso posto per i prossimi acquisti.

D’altro canto, gli spedizionieri, per la maggior parte, appongono ai prodotti etichette personalizzate per garantire il marchio del venditore, ma raramente consentono l’imballaggio personalizzato, il pacco regalo o di aggiungere articoli promozionali agli ordini, tutti elementi che entrano in gioco negativamente nella fidelizzazione del cliente. Ma anche per questi aspetti negativi, si possono studiare soluzioni personalizzate, che saranno frutto di tempo ed esperienza sul campo. Ovviamente, resta inteso che è preferibile commercializzare prodotti che si conoscono bene, verso i quali si ha una forte propensione (o passione); il Know How è sempre un ottimo investimento. Nella fase di scelta dei prodotti da vendere attraverso la formula del dropshipping, bisognerà valutare attentamente quegli articoli che vengono utilizzati direttamente o indirettamente da anni.

Dropshipping : quali sono gli step da compiere e quali prodotti conviene vendere

In realtà a questa domanda abbiamo già risposto ampiamente nel paragrafo precedente, ma fissiamo alcuni punti fondamentali sui vari passaggi.

  1. Scegliere la giusta nicchia di mercato
    La scelta di ciò che si vende è uno dei fattori più critici, la chiave vincente è trovare prodotti o servizi innovativi. Per trovare la nicchia perfetta è necessario porsi la domanda: a chi vendere? Si deve scegliere un pubblico di destinazione e studiarlo per trovare il bisogno da soddisfare. Un buon prodotto ha poca competizione, consente un buon margine di guadagno e crea l’effetto “wow”, di sorpresa con immagini e video di presentazione.
  2. Strumenti online di ricerca prodotti
    Google Trends, JungleScout, SEOtesteronline sono tra gli strumenti più utili a reperire e scegliere prodotti ad alto potenziale nel dropshipping, consentendo di risparmiare tempo e di massimizzare le possibilità di successo. Per chi non è esperto vi sono alcuni corsi molto validi che insegnano tutto in modo semplice e funzionale.
  3. Il miglior fornitore di dropshipping
    È poi necessario effettuare una buona ricerca per essere in grado di scegliere un fornitore di fiducia, che deve soddisfare una serie di requisiti, come avere un’ampia varietà di prodotti che dispongano delle certificazioni richieste, garantire un’ adeguata disponibilità di pezzi in magazzino, oltre ad avere una buona logistica per eseguire spedizioni rapide e nei tempi richiesti. Un’altra caratteristica importante è valutare se il fornitore sia in grado di spedire in tutti i continenti, nel caso si decida in futuro di espandere il proprio mercato. In questo caso, sarà utile provare per primi i prodotti che si vorranno inserire nel proprio e-commerce, testando in questo modo anche la personalizzazione, la spedizione, i tempi e la qualità. Chi può conoscere tutte le caratteristiche (per cui consigliare), meglio di chi ha provato quel prodotto?
  4. La piattaforma di e-commerce
    Prima di creare un negozio online si deve selezionare attentamente la piattaforma da utilizzare. Ci sono grossisti dropshipping che offrono soluzioni complete, con le quali ci si deve solo preoccupare di pubblicizzare il proprio negozio online e di vendere una volta che lo si è lanciato. I più conosciuti sono Amazon, Ebay, Shopify.
  5. I mezzi di pagamento
    E’ essenziale offrire ai propri potenziali clienti i mezzi di pagamento più utilizzati: carta di credito, bonifico bancario o PayPal. Proponendo più mezzi di pagamento, si sarà in grado sia di raggiungere un maggior numero di utenti che di aumentare le possibilità di vendita.
  6. Posizionamento SEO
    Una volta creato il negozio online, è il momento di lavorare per consentire agli utenti di internet di trovare il nuovo negozio dropshipping. Il posizionamento SEO è uno degli strumenti più utili: focalizzando il contenuto del negozio sulle parole chiave si può apparire più facilmente e in miglior posizione nei principali motori di ricerca, infine ottenere traffico di qualità e iniziare a vendere. E’ un’ottima scelta affidarsi a consulenti esperti per la costruzione del sito, che curino in modo attento l’inserimento di parole chiave, come anche la scelta del nome del sito, tutti elementi di vitale importanza se si vuole essere trovati sul web. Anche in questo settore sarà possibile, se si mastica abbastanza di web, internet, google adv seguire un paio di corsi, attraverso i quali in modo graduale poter acquisire dimestichezza con tutte le azioni da compiere per essere competitivi sul web.
  7. Recensioni dei clienti
    La stragrande maggioranza degli utenti cerca il consiglio di altri utenti prima di acquistare. Il negozio online deve essere predisposto in modo che gli utenti che acquistano diventino i migliori ambasciatori del prodotto, quindi è importante utilizzare piattaforme affidabili con le quali sia facile chiedere l’opinione dei clienti dopo l’acquisto e inserire le loro recensioni, verificandole.
  8. Investimento in pubblicità
    Per iniziare un’attività di dropshipping online, è importante investire in pubblicità e già prima di iniziare a costruire un e-commerce si deve riservare una parte del budget per la pubblicità online: gli annunci su Google Ads e i social network come Facebook, Instagram o Twitter sono le chiavi per farsi conoscere dagli utenti.
    È difficile raggiungere il pubblico di destinazione quando si parte da zero, motivo per cui si consiglia di sfruttare diverse opzioni per promuovere il proprio sito web. Inoltre è impensabile non spendere qualche soldo in pubblicità; in caso contrario si resterà anonimi, pur avendo speso tante energie e lavoro.
  9. Perseveranza
    Intraprendere un’ attività di dropshipping (come tante altre) non è sempre facile, è bene essere consapevoli che prima di iniziare ad avere traffico sufficiente e a farsi conoscere possono servire anche più settimane, ma non ci si deve arrendere: la perseveranza è uno dei migliori strumenti per avere successo. Non è necessario strafare e volere tutto e subito. I risultati non sono immediati e non arriveranno mai senza fatica, per cui è importante concentrarsi su quello che si fa, e ogni giorno compiere piccoli passi, con determinazione, studio e dedizione, confidando nel proprio lavoro e nei propri sacrifici. Il metodo principale per chiarirsi le idee e riuscire ad intraprendere un’attività di successo è lo studio; in rete vi sono molte piattaforme di corsi on line, che rilasciano certificazioni riconosciute a fronte di un metodo di studio molto efficace: Ecco il link di alcuni corsi on line. 

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Amazon annuncia l’apertura di un nuovo deposito di smistamento ad Arzano (NA)

Il nuovo sito aiuterà Amazon a rafforzare il servizio di consegna per clienti e venditori e creerà circa 170 posti di lavoro a tempo indeterminato nei prossimi anni.

Amazon ha annunciato oggi l’apertura di un nuovo deposito di smistamento ad Arzano, in provincia di Napoli. La nuova struttura sarà operativa nei prossimi mesi e lavorerà con diversi fornitori locali di servizi di consegna, continuando a investire nella sua rete di trasporti e in altre innovative soluzioni per espandere la propria capacità di consegna e velocizzare le spedizioni per i clienti.

Amazon Logistics sta aiutando i fornitori locali di servizi di consegna a far crescere il proprio giro di affari e aggiunge capacità e flessibilità alla rete di consegna di Amazon per soddisfare la crescente domanda dei clienti.

Nel deposito di smistamento da 13.000 mq. di Arzano, Amazon creerà circa 30 posti di lavoro a tempo indeterminato. Inoltre, i fornitori di servizi di consegna assumeranno più di 150 autisti a tempo indeterminato, che ritireranno i pacchi dal deposito di smistamento e li consegneranno ai clienti di Amazon in Campania.

Gabriele Sigismondi, responsabile di Amazon Logistics in Italia, ha dichiarato: “Siamo entusiasti di aprire un nuovo deposito di smistamento vicino Napoli, dove grazie agli oltre 20 anni di esperienza nel settore, ai progressi tecnologici e agli investimenti nelle infrastrutture saremo in grado di garantire ai nostri clienti servizi innovativi e consegne più veloci che mai”.

“Questo è il primo investimento nel Sud Italia da parte di Amazon e sono contento che sia stata scelta la Campania per la creazione di nuovi posti di lavoro. Amazon ha già una presenza importante in Italia e la sfida che ci poniamo come Governo è di rendere attrattive quelle aree del Paese che fino ad oggi sono state poco coinvolte nel processo di trasformazione digitale in atto. L’auspicio è che aziende come Amazon utilizzino le risorse del nostro Paese sia come piattaforma logistica, ma anche e soprattutto valorizzando le idee e il talento dei nostri giovani”, ha commentato così il Ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio.

L’Assessore alle attività produttive e alla ricerca scientifica della regione Campania, Antonio Marchiello, ha dichiarato: “L’Amministrazione regionale è vicina a tutte le aziende che come Amazon  stanno  prevedendo nuovi insediamenti in Campania. L’ingresso di Amazon in Campania significa nuovi posti di lavoro per i nostri giovani sia a tempo indeterminato che determinato con collaborazioni stagionali nei periodi di maggiore picco per l’azienda. E’ evidente che la scelta di Amazon, azienda primaria del settore, di individuare Arzano come nuovo deposito di smistamento è anche un riconoscimento alla Regione Campania che sta crescendo costantemente e continua ad attrarre investimenti”

Investimenti in Italia

Amazon ha investito 1 miliardo e 600 milioni di euro e creato più di 5.500 nuovi posti di lavoro in Italia dal suo arrivo nel Paese nel 2010. Il centro di distribuzione Castel San Giovanni, primo sito logistico di Amazon in Italia, è stato inaugurato nel 2011. Nel novembre 2015 Amazon ha aperto il suo centro di distribuzione urbano a Milano per servire i clienti Amazon Prime Now. Nel 2017 i centri di distribuzione di Passo Corese (RI) e Vercelli sono entrati in attività: l’azienda ha investito per i due stabilimenti rispettivamente €150 milioni e €65 milioni, con la creazione di 1.200 posti di lavoro a Passo Corese e 600 a Vercelli entro tre anni dal lancio per supportare ulteriormente il costante incremento della domanda dei clienti e gestire la rapida crescita dei prodotti disponibili sul catalogo Amazon. Nel corso degli ultimi due anni, Amazon ha inoltre aperto i centri di smistamento a Castel San Giovanni e Casirate d’Adda (BG), i depositi di smistamento situati a Brandizzo (TO), Origgio (VA), Rogoredo e Buccinasco (MI), Burago di Molgora (MB), Crespellano (BO), Calenzano (FI), Vigonza (PD), Pomezia (RI), Fiano Romano e Roma Magliana (RM).

Oltre a questi investimenti nello sviluppo della propria rete logistica in Italia, nel 2012 Amazon ha aperto il proprio centro di assistenza clienti a Cagliari e gli uffici corporate a Milano. Nel novembre del 2017 l’azienda ha spostato i propri uffici corporate in un edificio di 17.500 metri quadri nel quartiere emergente di Porta Nuova. La nuova sede corporate ospita gli attuali 400 dipendenti e fornirà all’azienda spazio sufficiente per accogliere oltre 1.100 persone. Amazon ha inoltre aperto a Torino un centro di sviluppo per la ricerca sul riconoscimento vocale e la comprensione del linguaggio naturale che supporterà la tecnologia già utilizzata per l’assistente vocale Alexa.

Amazon

Amazon è guidata da quattro principi: ossessione per il cliente piuttosto che attenzione alla concorrenza, passione per l’innovazione, impegno per un’eccellenza operativa e visione a lungo termine. Le recensioni dei clienti, lo shopping 1-Click, le raccomandazioni personalizzate, Prime, Logistica di Amazon, AWS, Kindle Direct Publishing, Kindle, i tablet Fire, Fire TV, Amazon Echo e Alexa sono alcuni dei prodotti e dei servizi introdotti da Amazon. Per ulteriori informazioni: www.amazon.com/about

Fonte: Comunciato Stampa 03/04/2019 Amazon Newsroom

Life Learning: la piattaforma leader di corsi on line

Life Learning è una piattaforma di corsi on line; nel 2014 Rodrigo Di Lauro e Federica Marrone, due formatori decidono di investire sulla conoscenza, perché si accorgono che le aziende chiedono competenze e formazione costanti, in un mondo del lavoro in continua evoluzione. L’impresa nasce e opera nei primi tempi a Pescara, dove il progetto non ha molto successo. 

Dall’analisi dei risultati, i due ideatori decidono di sbarcare on line, in questo modo nasce Life Learning, la quale riceve da un venture capital un finanziamento e inizia a crescere e a specializzarsi sempre di più. Da allora attraverso il sito è possibile ottenere certificazioni on line riconosciute.

Quali sono le competenze più richieste nel mondo del lavoro?

Le competenze più richieste dal mercato del lavoro non sono un mistero: in particolar modo quelle relative al web e alle vendite. L’offerta però piano piano si allarga anche ad altri settori come il marketing, la cucina, il benessere. I fondatori di Life Learning si accorgono ben presto che le persone in rete richiedono di allargare costantemente le proprie competenze in tutti i campi. La conoscenza diventa business.

Oggi Life Learning punta molto anche sulle certificazioni: corsi per ordini professionali, aziendali obbligatori, tanto che sono molte le aziende e le PMI che si rivolgono alla piattaforma per formare i propri dipendenti. Life Learning ha attualmente oltre 2500 corsi on line e il metodo di studio è fra i più avanzati e semplici. Acquistando un corso sarà possibile accedere al materiale didattico per sempre, inoltre vi è un tutor on line per qualsiasi domanda dovesse sorgere al corsista. I corsi sono strutturati con una introduzione, una parte scritta e dei video tutorial, per facilitare l’apprendimento. Le lezioni possono essere seguite e ripetute un’infinità di volte. Inoltre lo studente potrà fare delle esercitazioni ed infine un test finale (che potrà ripetere se non dovesse superarlo) che gli farà ottenere un attestato riconosciuto in 160 paesi e trovare più facilmente lavoro.

Metodo di studio on line con tutor a disposizione

Gli insegnanti che realizzano i corsi on line sono Manager ed esperti conosciuti e molto accreditati nel loro campo. Alcuni corsi raggiungono un numero di iscritti davvero impressionante, anche grazie al sistema di commenti e recensioni che ciascun iscritto al corso può rilasciare, direttamente sulla piattaforma.

Oggi, lo si sa benissimo, oltre l’80% delle persone che acquistano su internet lo fa basandosi molto sulle recensioni, cioè sulle opinioni di chi già ha provato quel prodotto; i corsi on line non fanno eccezione. Coloro che frequentano corsi on line, molto spesso amano parlare della loro esperienza, di quanto il corso è stato utile per la loro formazione professionale e nella ricerca di un lavoro. 

I tutor che sono molto esperti nella loro materia, riescono anche attraverso il web e tutti gli strumenti messi a disposizione da Life Learning a trasmettere allo studente la passione e la conoscenza in un modo molto naturale e semplice. I corsi possono essere seguiti dallo Smartphone e dal tablet tranquillamente anche quando ci si trova fuori casa o fuori ufficio, e questo è uno degli aspetti più importanti perché rende l’apprendimento facilitato anche dal fatto che è possibile ripetere più volte una lezione e anche a distanza di tempo. 

Inoltre le Aziende possono ottenere dei Bonus a fondo perduto  sulla formazione. Infine per chi volesse testare i corsi, vi sono molti mini corsi offerti dagli autori gratuitamente. Ovviamente si tratta di corsi in parte limitati a singole nozioni, che non sono paragonabili ai master a pagamento. 

 

 

 

 

 

Lavoro: Che aria tira? Ecco perché il Robot non sostituirà mai l’uomo

Il mondo del lavoro è cambiato già da una vita, lo dimostrano i nuovi lavori e le professioni freelance, le forme contrattuali neonate e l’infinito sottobosco di nuove skill, specie nel campo dei social, delle comunicazioni e della tecnologia in generale. Non dimentichiamo la new economy, la sharing economy e la green economy.

A differenza di come si possa pensare, i giovani di oggi, se hanno le idee chiare e la giusta preparazione riescono a trovare la loro strada molto più di quanto riuscissero a fare i loro genitori.

Un altro luogo comune da sfatare è che il futuro sia in mano ai robot. In base ad una ricerca effettuata dal gruppo Manpower, sembrerebbe che ben l’87% delle imprese abbia pianificato di aumentare i propri dipendenti. Lo studio ha inoltre evidenziato che vi è una tendenza dei datori di lavoro a favorire le nuove competenze, attraverso l’adozione di interventi mirati (corsi di formazione e non solo). Infatti, non si parla solo di conoscenze tecniche, ma soprattutto di quelle competenze che spesso non si insegnano in un’aula. Capacità comunicative e creative saranno da oggi in poi la chiave d’ingresso nel mondo del lavoro.

Gli imprenditori intervistati hanno dichiarato che hanno tutta l’intenzione di far emergere il talento dei propri dipendenti, identificando i punti di forza e i punti deboli, per costruire insieme al lavoratore un percorso professionale che inglobi anche competenze sociali ed emotive. Oggi vi sono delle piattaforme on line che offrono formazione continua e certificata, come Life Learning

Quello che cambia insieme alle competenze e al lavoro stesso è la ricerca delle risorse umane, e il metodo per individuare le caratteristiche, le attitudini, nonché le competenze e le capacità di ogni singola risorsa. Da questo studio emerge con forza che i lavoratori di oggi e quelli del futuro non dovranno mai sentirsi minacciati dai robot. La tendenza è quella di creare una forte sinergia fra il lavoro umano (insostituibile) e quello della macchina.

Le notizie che contrastano con questa teoria (non è una teoria ma si fonda su uno studio) e che i media trasmettono riguardano singoli casi, come ad esempio la perdita del lavoro a causa della riorganizzazione dell’azienda, riduzione dei costi e trasferimento dell’impresa in paesi nei quali il costo del lavoro è inferiore. I Robot prenderanno il posto dell’uomo? Sono anni che ci si interroga su questo fondamentale quesito, dimenticando molto spesso che vi sono alcune competenze che un robot non potrà mai avere, per primo il contatto umano.

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Molti sono gli economisti che hanno parlato di questo fenomeno, alcuni hanno perfino scritto molti testi e per queste loro valide disquisizioni meritano tutto il rispetto, ma bisogna guardare al mondo del lavoro, innanzitutto con rinnovata fiducia e infine analizzandolo in tutta la sua complessità. Quello che emerge da un’attenta analisi, senza approfondire tanto tematiche strettamente economiche e tecniche (troppe teorie a volte portano da un’altra parte) è che per molti lavori che si perdono a causa di una inevitabile evoluzione tecnologica, altri mestieri e professioni nascono, si sviluppano, avanzano in un’arrestabile ascesa attuando il “cambiamento” che fiumi di articoli e libri profetizzano da anni.

Il lavoro ripetitivo, quello di un operaio o di un cassiere, per il quale non sono necessarie altre competenze oltre a quelle di imbustare e spingere tasti sulla cassa,  ha sicuramente un alto rischio di essere sostituito da una macchina.

L’intelligenza umana, la creatività e la passione, il sentimento, la capacità di potersi relazionare con i clienti,invece sono tutte competenze irripetibili perfino per un robot. In qualsiasi tipo di impiego, anche il più noioso e ripetitivo è necessario ricercare il valore aggiunto e trovarlo ad ogni costo. Bisogna affiancare alle conoscenze pratiche e tecniche quel sapore di  naturale e creativo, di unico che può avere solo un essere umano.

Negli ultimi anni, molti imprenditori in particolar modo stranieri e con una forma mentis molto allargata e “visionaria” hanno attuato uno modello di lavoro basato sempre di più sul fattore umano, inteso come miglioramento delle condizioni all’interno dell’azienda dei lavoratori. Sono nati nei luoghi di lavoro asili nido per le neo mamme, palestre e ore di ricreazione e di socializzazione; sempre più attenzione è rivolta alle persone anche attraverso corsi o workshop che valorizzino il fattore umano, l’unica risorsa che ci farà vincere qualsiasi sfida. Non bisogna andare troppo lontano per trovare imprenditori che hanno questo tipo di mentalità, a volte nemmeno nel presente o nel futuro, anche in Italia vi sono stati imprenditori che hanno cercato di migliorare le condizioni di lavori dei propri dipendenti, in un passato nemmeno troppo recente e a dispetto dei tanti luoghi comuni e pregiudizi di cui la nostra società è piena zeppa.

 

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