Come diventare consulente

Il mondo del lavoro e quello di internet offrono un ventaglio infinito di possibilità per emergere e trovare la propria strada. Il segreto principale per avere successo è quello di coltivare i propri interessi in modo continuo e amare ciò che si fa. Un vecchio proverbio diceva: Impara l’arte e mettila a parte.

Molte persone hanno intrapreso la loro attività casualmente, e nel tempo la passione per qualcosa le ha portate a diventare punti di riferimento per altri, Guru, Influencer, Influcer o semplicemente (per dirla alla vecchia maniera) consulenti.

Di cosa possiamo diventare consulenti, se non di quello che ci appassiona e che amiamo; d’altra parte vi abbiamo dedicato gran parte del nostro tempo. Un argomento che ci piace, per il quale nutriamo un certo interesse, senza volerlo può diventare il nostro lavoro, possiamo diventare consulenti, sfruttando il nostro Know how. Molto spesso abbiamo delle competenze specifiche e non sappiamo nemmeno di averle, fino a quando non ne prendiamo consapevolezza. Quello è il momento di sfruttarle.

Il campo d’azione: come agire?

Quando si delinea il nostro campo d’azione, cioè il nostro interesse per un determinato settore non resta altro che mettere a punto un piano marketing, come per qualsiasi altra attività commerciale. Qualsiasi sia la nostra passione, senza rendercene conto abbiamo letto quell’argomento su internet oppure acquistando qualche libro. Il nostro interesse è diventato conoscenza quando abbiamo effettuato delle azioni, quando ci siamo confrontati con altri che condividono la nostra stessa passione. Senza volerlo e soprattutto senza saperlo abbiamo sviluppato un Know how, che oggi ci permetterà di diventare consulenti. Uno dei principali segreti è quello di studiare sempre.

Internet offre tante possibilità; bisognerà individuare gli strumenti adatti per poter dispensare consigli e diventare in breve punto di riferimento per quella competenza. Gli strumenti più comuni per diffondere il nostro sapere possono essere un blog, una pagina social e altri canali, anche di direct marketing (radio, giornali, Tv).

In quest’ultimo caso possiamo chiedere di intervenire in qualche trasmissione radio o in Tv, gestire una rubrica su un giornale cartaceo o anche on line.

Per diventare consulenti, bisogna stare sempre sul pezzo, cioè essere sempre aggiornati sulle novità, inoltre studiare, per cui leggere molto e infine seguire anche qualche corso (ne esistono tanti anche on line, che prevedono il rilascio di attestazioni e metodi di insegnamento interattivi di assoluta efficacia) – Piattaforma corsi on line

 

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Cosa possiamo diventare?  Le idee non mancano

Vi sono persone che hanno una forte attitudine con tutto ciò che riguarda internet e i social, per cui si possono dare consigli su come aprire una pagina social oppure su come registrarsi su Amazon e e-bay. Molte persone esperte dei marketplace sono diventati assistenti e-bay o alle vendite. Tale skill può trovare molta richiesta sia fra le aziende sia fra i privati, infatti molti e-commerce da tanto tempo rivolgono la loro attenzione ai marketplace come Amazon, e-bay e siti di annunci in generale e sono alla continua ricerca di consulenti che sappiano gestire con successo le vendite e gli annunci su questi portali.

Fra la schiera di consulenti vi sono persone che aiutano gli altri con gli acquisti on line, a gestire i social, nell’utilizzo del computer (programmi, configurazioni ecc.).

Qualsiasi attitudine è buona per sviluppare un vero e proprio programma di consulenza; basti pensare a chi ama arredare la casa, alla riorganizzazione domestica (cambi stagione, gestione lavanderia, catalogazione documenti e scadenze). Sembra strano ma gestire una casa e una famiglia acquisisce in breve tempo un pacchetto di conoscenze enorme, che vanno dalla gestione di piccole pratiche fiscali, di incombenze riguardanti rapporti con controlli medici e agevolazioni che si possono ottenere in merito a diverse condizioni familiari. La gestione familiare comprende la conoscenza dei mutui bancari (della loro rinegoziazione), di incombenze riguardanti i numerosi bonus che si possono ottenere relativamente alla composizione della famiglia e al reddito, il risparmio per le bollette e di tutte le faccende che riguardano i consumatori.

Per diventare un consulente a tutti gli effetti, bisogna però completare ed attuare un piccolo Marketing plan (seguendo quattro semplici step: obiettivi, strategie, strumenti, risultati). Inoltre, conseguire qualche certificazione alla fine di un percorso di studi (università, in aula oppure on line).

Curiosità e voglia di sapere

L’esperienza e la passione per qualcosa sono sempre il motore che accende la nostra curiosità e la voglia di sapere. L’obiettivo di diventare consulenti dovrà essere perseguito adottando una buona strategia, per prima cosa quindi acquisteremo qualche testo e lo studieremo; tanto materiale è presente anche su internet, ma nella maggior parte dei casi si tratta di informazioni note e spesso scontate. Se vogliamo differenziarci, possiamo acquistare qualche corso on line, ve ne sono diversi, alcuni anche gratuiti, monitorare e valutare il nostro grado di conoscenza giusto per iniziare e molti non costano tanto (variano dai 20 euro fino ad arrivare e superare i 1000 euro). E’ importante per poter scegliere sia un testo da studiare sia un corso da seguire, altrimenti l’obiettivo sarà o troppo alto o troppo basso e finiremo per abbandonare tutto il progetto.

Prendere appunti

Un buon metodo è quello di trascrivere su carta tutti gli step da compiere e procedere per gradi, senza strafare e senza affrettarsi o affannarsi; nello studio e nell’apprendimento in particolare è necessario fare tutto con calma, se si vuole assimilare e digerire bene concetti e nozioni. Non serve, infatti la confusione quando dobbiamo imparare qualcosa, ma solo tempo, costanza e molta pazienza.

Per monitorare i nostri risultati è possibile trovare test gratuiti on line, oppure affidarsi a qualche conoscente o esperto con il quale confrontarsi per poter avere un’idea del grado della nostra preparazione.

La conoscenza, lo studio e l’esperienza acquisita possono trovare diverse strade avere una giusta collocazione, e anche diverse insieme. Inoltre non va sottovalutata la reputazione da creare attorno alla nostra consulenza.

Ecco i punti da sviluppare

  • Profilo social e pagina dedicata;
  • Curare una o più rubriche inerenti l’argomento di nostra competenza (cucina, computer, economia, marketplace ecc. ) da ospiti su un giornale o in radio o tv;
  • Scrivere guide (gratuite o a pagamento);
  • Preparare corsi on line (Vi sono piattaforme di formazione che permettono ai consulenti di proporre i propri corsi);
  • Mettere a punto un listino prezzi dei nostri servizi (consulenze specifiche per realizzare qualcosa, come fare a… oppure curare e organizzare qualcosa per conto del cliente, es. consulenze vendite on line: registrazione sui portali, inserimento dei prodotti su siti di annunci, gestione di Amazon, e-bay ecc.)

Dropshipping: cos’è e come funziona

Dropshipping : cos’è e come funziona

Il dropshipping è un sistema di vendita on-line che si svolge in tre fasi principali:
1. un sito di e-commerce vende prodotti che non ha e acquista da un altro fornitore / produttore,
2. una volta che l’ ordine del cliente arriva, il venditore a sua volta richiede il prodotto al proprio fornitore,
3. il fornitore invia la merce direttamente al cliente apponendo al prodotto l’ etichetta del venditore.

Il rivenditore svolge unicamente il ruolo di intermediario tra cliente e fornitore: paga l’acquisto del prodotto al fornitore e una commissione per la gestione del magazzino e della logistica. E’ l’e-venditore a determinare e scegliere il prezzo di vendita e i propri margini di guadagno che nel dropshipping variano in media tra il 20 e il 50%.

Dropshipping : quali sono i vantaggi e quali gli svantaggi

I principianti dell’e-commerce sono agevolati, il dropshipping è il modo perfetto per iniziare la propria attività senza dover acquistare in anticipo la merce. Il modello di vendita è vantaggioso per mancanza di investimenti e di necessità di finanziamento ed eccelle per la rapidità: per avviare una nuova attività sono spesso sufficienti pochi giorni.

Il dropshipping semplifica il business, non ci si dovrà, infatti occupare di inventario, imballaggio, smistamento o consegna, tutto è a carico dei fornitori che mettono a disposizione anche un ricco catalogo di prodotti a prezzi convenienti.

Una volta che il sito web è funzionale, l’e-marketing e la gestione degli ordini saranno le uniche attività da svolgere. Come affermato in precedenza, per qualsiasi attività, compreso il dropshipping, sarà di fondamentale importanza redigere un piano marketing, con un’attenta analisi di mercato e fissando bene gli obiettivi da raggiungere nel breve-medio termine. L’avvio stesso del dropshipping, restituisce utili informazioni, infatti il venditore attraverso la gestione degli ordini potrà avere le idee più chiare.
Ciò consente di testare facilmente diversi prodotti per scoprire quali soddisfano i requisiti del mercato attuale e di modificare, variare e diversificare rapidamente il proprio catalogo di vendita.

Notevoli i vantaggi del dropshipping, ma quali sono gli handicap da tenere sott’occhio?

E’ difficile distinguersi dalla concorrenza: non essendoci spese di avvio attività sono molti a entrare nel dropshipping e alcuni settori sono saturi, per questo succede che si inneschi una guerra al ribasso del prezzo su un prodotto con conseguente perdita di guadagno.

Il venditore non ha controllo sul processo di elaborazione degli ordini, si deve affidare interamente allo spedizioniere per eseguire le attività in modo responsabile e mantenere standard qualitativi costantemente elevati. E’ infatti sempre il fornitore che si occupa della logistica e degli articoli da consegnare al cliente, sottraendo in buona parte anche il rapporto diretto col cliente. Quest’ultimo, però se un prodotto non rispetta l’ordine inoltra reclamo al venditore, non al fornitore, che deve essere prontamente in grado di gestire direttamente il rimborso o la sostituzione.  Per questo motivo è importante scegliere con cura fornitori seri e affidabili. Uno stratagemma efficace da applicare per ovviare a tali inconvenienti, è quello di tenere aperti e costantemente aggiornati i canali per interfacciarsi con il cliente: chat, e-mail, social, messenger, whatsapp. In questo modo, oltre ad avere un rapporto diretto con il cliente, si potrà avviare quel rapporto di fiducia, per cui “fidelizzare”.

Esperienza e prova giocano a favore

Quando si commercializzano prodotti particolari, sarà bene conoscerli, provarli per dispensare consigli utili e rispondere in modo chiaro e tempestivo alle domande dei clienti. L’elemento “fattore umano” è di importanza vitale ed oggi è ciò che maggiormente differenzia, in qualsiasi settore. Il cliente vuole essere “coccolato”, ascoltato, vuole ricevere consigli e quando comprende che dall’altra parte c’è chi si interessa a lui e alle sue esigenze, ritornerà sempre nello stesso posto per i prossimi acquisti.

D’altro canto, gli spedizionieri, per la maggior parte, appongono ai prodotti etichette personalizzate per garantire il marchio del venditore, ma raramente consentono l’imballaggio personalizzato, il pacco regalo o di aggiungere articoli promozionali agli ordini, tutti elementi che entrano in gioco negativamente nella fidelizzazione del cliente. Ma anche per questi aspetti negativi, si possono studiare soluzioni personalizzate, che saranno frutto di tempo ed esperienza sul campo. Ovviamente, resta inteso che è preferibile commercializzare prodotti che si conoscono bene, verso i quali si ha una forte propensione (o passione); il Know How è sempre un ottimo investimento. Nella fase di scelta dei prodotti da vendere attraverso la formula del dropshipping, bisognerà valutare attentamente quegli articoli che vengono utilizzati direttamente o indirettamente da anni.

Dropshipping : quali sono gli step da compiere e quali prodotti conviene vendere

In realtà a questa domanda abbiamo già risposto ampiamente nel paragrafo precedente, ma fissiamo alcuni punti fondamentali sui vari passaggi.

  1. Scegliere la giusta nicchia di mercato
    La scelta di ciò che si vende è uno dei fattori più critici, la chiave vincente è trovare prodotti o servizi innovativi. Per trovare la nicchia perfetta è necessario porsi la domanda: a chi vendere? Si deve scegliere un pubblico di destinazione e studiarlo per trovare il bisogno da soddisfare. Un buon prodotto ha poca competizione, consente un buon margine di guadagno e crea l’effetto “wow”, di sorpresa con immagini e video di presentazione.
  2. Strumenti online di ricerca prodotti
    Google Trends, JungleScout, SEOtesteronline sono tra gli strumenti più utili a reperire e scegliere prodotti ad alto potenziale nel dropshipping, consentendo di risparmiare tempo e di massimizzare le possibilità di successo. Per chi non è esperto vi sono alcuni corsi molto validi che insegnano tutto in modo semplice e funzionale.
  3. Il miglior fornitore di dropshipping
    È poi necessario effettuare una buona ricerca per essere in grado di scegliere un fornitore di fiducia, che deve soddisfare una serie di requisiti, come avere un’ampia varietà di prodotti che dispongano delle certificazioni richieste, garantire un’ adeguata disponibilità di pezzi in magazzino, oltre ad avere una buona logistica per eseguire spedizioni rapide e nei tempi richiesti. Un’altra caratteristica importante è valutare se il fornitore sia in grado di spedire in tutti i continenti, nel caso si decida in futuro di espandere il proprio mercato. In questo caso, sarà utile provare per primi i prodotti che si vorranno inserire nel proprio e-commerce, testando in questo modo anche la personalizzazione, la spedizione, i tempi e la qualità. Chi può conoscere tutte le caratteristiche (per cui consigliare), meglio di chi ha provato quel prodotto?
  4. La piattaforma di e-commerce
    Prima di creare un negozio online si deve selezionare attentamente la piattaforma da utilizzare. Ci sono grossisti dropshipping che offrono soluzioni complete, con le quali ci si deve solo preoccupare di pubblicizzare il proprio negozio online e di vendere una volta che lo si è lanciato. I più conosciuti sono Amazon, Ebay, Shopify.
  5. I mezzi di pagamento
    E’ essenziale offrire ai propri potenziali clienti i mezzi di pagamento più utilizzati: carta di credito, bonifico bancario o PayPal. Proponendo più mezzi di pagamento, si sarà in grado sia di raggiungere un maggior numero di utenti che di aumentare le possibilità di vendita.
  6. Posizionamento SEO
    Una volta creato il negozio online, è il momento di lavorare per consentire agli utenti di internet di trovare il nuovo negozio dropshipping. Il posizionamento SEO è uno degli strumenti più utili: focalizzando il contenuto del negozio sulle parole chiave si può apparire più facilmente e in miglior posizione nei principali motori di ricerca, infine ottenere traffico di qualità e iniziare a vendere. E’ un’ottima scelta affidarsi a consulenti esperti per la costruzione del sito, che curino in modo attento l’inserimento di parole chiave, come anche la scelta del nome del sito, tutti elementi di vitale importanza se si vuole essere trovati sul web. Anche in questo settore sarà possibile, se si mastica abbastanza di web, internet, google adv seguire un paio di corsi, attraverso i quali in modo graduale poter acquisire dimestichezza con tutte le azioni da compiere per essere competitivi sul web.
  7. Recensioni dei clienti
    La stragrande maggioranza degli utenti cerca il consiglio di altri utenti prima di acquistare. Il negozio online deve essere predisposto in modo che gli utenti che acquistano diventino i migliori ambasciatori del prodotto, quindi è importante utilizzare piattaforme affidabili con le quali sia facile chiedere l’opinione dei clienti dopo l’acquisto e inserire le loro recensioni, verificandole.
  8. Investimento in pubblicità
    Per iniziare un’attività di dropshipping online, è importante investire in pubblicità e già prima di iniziare a costruire un e-commerce si deve riservare una parte del budget per la pubblicità online: gli annunci su Google Ads e i social network come Facebook, Instagram o Twitter sono le chiavi per farsi conoscere dagli utenti.
    È difficile raggiungere il pubblico di destinazione quando si parte da zero, motivo per cui si consiglia di sfruttare diverse opzioni per promuovere il proprio sito web. Inoltre è impensabile non spendere qualche soldo in pubblicità; in caso contrario si resterà anonimi, pur avendo speso tante energie e lavoro.
  9. Perseveranza
    Intraprendere un’ attività di dropshipping (come tante altre) non è sempre facile, è bene essere consapevoli che prima di iniziare ad avere traffico sufficiente e a farsi conoscere possono servire anche più settimane, ma non ci si deve arrendere: la perseveranza è uno dei migliori strumenti per avere successo. Non è necessario strafare e volere tutto e subito. I risultati non sono immediati e non arriveranno mai senza fatica, per cui è importante concentrarsi su quello che si fa, e ogni giorno compiere piccoli passi, con determinazione, studio e dedizione, confidando nel proprio lavoro e nei propri sacrifici. Il metodo principale per chiarirsi le idee e riuscire ad intraprendere un’attività di successo è lo studio; in rete vi sono molte piattaforme di corsi on line, che rilasciano certificazioni riconosciute a fronte di un metodo di studio molto efficace: Ecco il link di alcuni corsi on line. 

Amazon annuncia l’apertura di un nuovo deposito di smistamento ad Arzano (NA)

Il nuovo sito aiuterà Amazon a rafforzare il servizio di consegna per clienti e venditori e creerà circa 170 posti di lavoro a tempo indeterminato nei prossimi anni.

Amazon ha annunciato oggi l’apertura di un nuovo deposito di smistamento ad Arzano, in provincia di Napoli. La nuova struttura sarà operativa nei prossimi mesi e lavorerà con diversi fornitori locali di servizi di consegna, continuando a investire nella sua rete di trasporti e in altre innovative soluzioni per espandere la propria capacità di consegna e velocizzare le spedizioni per i clienti.

Amazon Logistics sta aiutando i fornitori locali di servizi di consegna a far crescere il proprio giro di affari e aggiunge capacità e flessibilità alla rete di consegna di Amazon per soddisfare la crescente domanda dei clienti.

Nel deposito di smistamento da 13.000 mq. di Arzano, Amazon creerà circa 30 posti di lavoro a tempo indeterminato. Inoltre, i fornitori di servizi di consegna assumeranno più di 150 autisti a tempo indeterminato, che ritireranno i pacchi dal deposito di smistamento e li consegneranno ai clienti di Amazon in Campania.

Gabriele Sigismondi, responsabile di Amazon Logistics in Italia, ha dichiarato: “Siamo entusiasti di aprire un nuovo deposito di smistamento vicino Napoli, dove grazie agli oltre 20 anni di esperienza nel settore, ai progressi tecnologici e agli investimenti nelle infrastrutture saremo in grado di garantire ai nostri clienti servizi innovativi e consegne più veloci che mai”.

“Questo è il primo investimento nel Sud Italia da parte di Amazon e sono contento che sia stata scelta la Campania per la creazione di nuovi posti di lavoro. Amazon ha già una presenza importante in Italia e la sfida che ci poniamo come Governo è di rendere attrattive quelle aree del Paese che fino ad oggi sono state poco coinvolte nel processo di trasformazione digitale in atto. L’auspicio è che aziende come Amazon utilizzino le risorse del nostro Paese sia come piattaforma logistica, ma anche e soprattutto valorizzando le idee e il talento dei nostri giovani”, ha commentato così il Ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio.

L’Assessore alle attività produttive e alla ricerca scientifica della regione Campania, Antonio Marchiello, ha dichiarato: “L’Amministrazione regionale è vicina a tutte le aziende che come Amazon  stanno  prevedendo nuovi insediamenti in Campania. L’ingresso di Amazon in Campania significa nuovi posti di lavoro per i nostri giovani sia a tempo indeterminato che determinato con collaborazioni stagionali nei periodi di maggiore picco per l’azienda. E’ evidente che la scelta di Amazon, azienda primaria del settore, di individuare Arzano come nuovo deposito di smistamento è anche un riconoscimento alla Regione Campania che sta crescendo costantemente e continua ad attrarre investimenti”

Investimenti in Italia

Amazon ha investito 1 miliardo e 600 milioni di euro e creato più di 5.500 nuovi posti di lavoro in Italia dal suo arrivo nel Paese nel 2010. Il centro di distribuzione Castel San Giovanni, primo sito logistico di Amazon in Italia, è stato inaugurato nel 2011. Nel novembre 2015 Amazon ha aperto il suo centro di distribuzione urbano a Milano per servire i clienti Amazon Prime Now. Nel 2017 i centri di distribuzione di Passo Corese (RI) e Vercelli sono entrati in attività: l’azienda ha investito per i due stabilimenti rispettivamente €150 milioni e €65 milioni, con la creazione di 1.200 posti di lavoro a Passo Corese e 600 a Vercelli entro tre anni dal lancio per supportare ulteriormente il costante incremento della domanda dei clienti e gestire la rapida crescita dei prodotti disponibili sul catalogo Amazon. Nel corso degli ultimi due anni, Amazon ha inoltre aperto i centri di smistamento a Castel San Giovanni e Casirate d’Adda (BG), i depositi di smistamento situati a Brandizzo (TO), Origgio (VA), Rogoredo e Buccinasco (MI), Burago di Molgora (MB), Crespellano (BO), Calenzano (FI), Vigonza (PD), Pomezia (RI), Fiano Romano e Roma Magliana (RM).

Oltre a questi investimenti nello sviluppo della propria rete logistica in Italia, nel 2012 Amazon ha aperto il proprio centro di assistenza clienti a Cagliari e gli uffici corporate a Milano. Nel novembre del 2017 l’azienda ha spostato i propri uffici corporate in un edificio di 17.500 metri quadri nel quartiere emergente di Porta Nuova. La nuova sede corporate ospita gli attuali 400 dipendenti e fornirà all’azienda spazio sufficiente per accogliere oltre 1.100 persone. Amazon ha inoltre aperto a Torino un centro di sviluppo per la ricerca sul riconoscimento vocale e la comprensione del linguaggio naturale che supporterà la tecnologia già utilizzata per l’assistente vocale Alexa.

Amazon

Amazon è guidata da quattro principi: ossessione per il cliente piuttosto che attenzione alla concorrenza, passione per l’innovazione, impegno per un’eccellenza operativa e visione a lungo termine. Le recensioni dei clienti, lo shopping 1-Click, le raccomandazioni personalizzate, Prime, Logistica di Amazon, AWS, Kindle Direct Publishing, Kindle, i tablet Fire, Fire TV, Amazon Echo e Alexa sono alcuni dei prodotti e dei servizi introdotti da Amazon. Per ulteriori informazioni: www.amazon.com/about

Fonte: Comunciato Stampa 03/04/2019 Amazon Newsroom

Life Learning: la piattaforma leader di corsi on line

Life Learning è una piattaforma di corsi on line; nel 2014 Rodrigo Di Lauro e Federica Marrone, due formatori decidono di investire sulla conoscenza, perché si accorgono che le aziende chiedono competenze e formazione costanti, in un mondo del lavoro in continua evoluzione. L’impresa nasce e opera nei primi tempi a Pescara, dove il progetto non ha molto successo. 

Dall’analisi dei risultati, i due ideatori decidono di sbarcare on line, in questo modo nasce Life Learning, la quale riceve da un venture capital un finanziamento e inizia a crescere e a specializzarsi sempre di più. Da allora attraverso il sito è possibile ottenere certificazioni on line riconosciute.

Quali sono le competenze più richieste nel mondo del lavoro?

Le competenze più richieste dal mercato del lavoro non sono un mistero: in particolar modo quelle relative al web e alle vendite. L’offerta però piano piano si allarga anche ad altri settori come il marketing, la cucina, il benessere. I fondatori di Life Learning si accorgono ben presto che le persone in rete richiedono di allargare costantemente le proprie competenze in tutti i campi. La conoscenza diventa business.

Oggi Life Learning punta molto anche sulle certificazioni: corsi per ordini professionali, aziendali obbligatori, tanto che sono molte le aziende e le PMI che si rivolgono alla piattaforma per formare i propri dipendenti. Life Learning ha attualmente oltre 2500 corsi on line e il metodo di studio è fra i più avanzati e semplici. Acquistando un corso sarà possibile accedere al materiale didattico per sempre, inoltre vi è un tutor on line per qualsiasi domanda dovesse sorgere al corsista. I corsi sono strutturati con una introduzione, una parte scritta e dei video tutorial, per facilitare l’apprendimento. Le lezioni possono essere seguite e ripetute un’infinità di volte. Inoltre lo studente potrà fare delle esercitazioni ed infine un test finale (che potrà ripetere se non dovesse superarlo) che gli farà ottenere un attestato riconosciuto in 160 paesi e trovare più facilmente lavoro.

Metodo di studio on line con tutor a disposizione

Gli insegnanti che realizzano i corsi on line sono Manager ed esperti conosciuti e molto accreditati nel loro campo. Alcuni corsi raggiungono un numero di iscritti davvero impressionante, anche grazie al sistema di commenti e recensioni che ciascun iscritto al corso può rilasciare, direttamente sulla piattaforma.

Oggi, lo si sa benissimo, oltre l’80% delle persone che acquistano su internet lo fa basandosi molto sulle recensioni, cioè sulle opinioni di chi già ha provato quel prodotto; i corsi on line non fanno eccezione. Coloro che frequentano corsi on line, molto spesso amano parlare della loro esperienza, di quanto il corso è stato utile per la loro formazione professionale e nella ricerca di un lavoro. 

I tutor che sono molto esperti nella loro materia, riescono anche attraverso il web e tutti gli strumenti messi a disposizione da Life Learning a trasmettere allo studente la passione e la conoscenza in un modo molto naturale e semplice. I corsi possono essere seguiti dallo Smartphone e dal tablet tranquillamente anche quando ci si trova fuori casa o fuori ufficio, e questo è uno degli aspetti più importanti perché rende l’apprendimento facilitato anche dal fatto che è possibile ripetere più volte una lezione e anche a distanza di tempo. 

Inoltre le Aziende possono ottenere dei Bonus a fondo perduto  sulla formazione. Infine per chi volesse testare i corsi, vi sono molti mini corsi offerti dagli autori gratuitamente. Ovviamente si tratta di corsi in parte limitati a singole nozioni, che non sono paragonabili ai master a pagamento. 

 

 

 

 

 

Lavoro: Che aria tira? Ecco perché il Robot non sostituirà mai l’uomo

Il mondo del lavoro è cambiato già da una vita, lo dimostrano i nuovi lavori e le professioni freelance, le forme contrattuali neonate e l’infinito sottobosco di nuove skill, specie nel campo dei social, delle comunicazioni e della tecnologia in generale. Non dimentichiamo la new economy, la sharing economy e la green economy.

A differenza di come si possa pensare, i giovani di oggi, se hanno le idee chiare e la giusta preparazione riescono a trovare la loro strada molto più di quanto riuscissero a fare i loro genitori.

Un altro luogo comune da sfatare è che il futuro sia in mano ai robot. In base ad una ricerca effettuata dal gruppo Manpower, sembrerebbe che ben l’87% delle imprese abbia pianificato di aumentare i propri dipendenti. Lo studio ha inoltre evidenziato che vi è una tendenza dei datori di lavoro a favorire le nuove competenze, attraverso l’adozione di interventi mirati (corsi di formazione e non solo). Infatti, non si parla solo di conoscenze tecniche, ma soprattutto di quelle competenze che spesso non si insegnano in un’aula. Capacità comunicative e creative saranno da oggi in poi la chiave d’ingresso nel mondo del lavoro.

Gli imprenditori intervistati hanno dichiarato che hanno tutta l’intenzione di far emergere il talento dei propri dipendenti, identificando i punti di forza e i punti deboli, per costruire insieme al lavoratore un percorso professionale che inglobi anche competenze sociali ed emotive. Oggi vi sono delle piattaforme on line che offrono formazione continua e certificata, come Life Learning

Quello che cambia insieme alle competenze e al lavoro stesso è la ricerca delle risorse umane, e il metodo per individuare le caratteristiche, le attitudini, nonché le competenze e le capacità di ogni singola risorsa. Da questo studio emerge con forza che i lavoratori di oggi e quelli del futuro non dovranno mai sentirsi minacciati dai robot. La tendenza è quella di creare una forte sinergia fra il lavoro umano (insostituibile) e quello della macchina.

Le notizie che contrastano con questa teoria (non è una teoria ma si fonda su uno studio) e che i media trasmettono riguardano singoli casi, come ad esempio la perdita del lavoro a causa della riorganizzazione dell’azienda, riduzione dei costi e trasferimento dell’impresa in paesi nei quali il costo del lavoro è inferiore. I Robot prenderanno il posto dell’uomo? Sono anni che ci si interroga su questo fondamentale quesito, dimenticando molto spesso che vi sono alcune competenze che un robot non potrà mai avere, per primo il contatto umano.

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Molti sono gli economisti che hanno parlato di questo fenomeno, alcuni hanno perfino scritto molti testi e per queste loro valide disquisizioni meritano tutto il rispetto, ma bisogna guardare al mondo del lavoro, innanzitutto con rinnovata fiducia e infine analizzandolo in tutta la sua complessità. Quello che emerge da un’attenta analisi, senza approfondire tanto tematiche strettamente economiche e tecniche (troppe teorie a volte portano da un’altra parte) è che per molti lavori che si perdono a causa di una inevitabile evoluzione tecnologica, altri mestieri e professioni nascono, si sviluppano, avanzano in un’arrestabile ascesa attuando il “cambiamento” che fiumi di articoli e libri profetizzano da anni.

Il lavoro ripetitivo, quello di un operaio o di un cassiere, per il quale non sono necessarie altre competenze oltre a quelle di imbustare e spingere tasti sulla cassa,  ha sicuramente un alto rischio di essere sostituito da una macchina.

L’intelligenza umana, la creatività e la passione, il sentimento, la capacità di potersi relazionare con i clienti,invece sono tutte competenze irripetibili perfino per un robot. In qualsiasi tipo di impiego, anche il più noioso e ripetitivo è necessario ricercare il valore aggiunto e trovarlo ad ogni costo. Bisogna affiancare alle conoscenze pratiche e tecniche quel sapore di  naturale e creativo, di unico che può avere solo un essere umano.

Negli ultimi anni, molti imprenditori in particolar modo stranieri e con una forma mentis molto allargata e “visionaria” hanno attuato uno modello di lavoro basato sempre di più sul fattore umano, inteso come miglioramento delle condizioni all’interno dell’azienda dei lavoratori. Sono nati nei luoghi di lavoro asili nido per le neo mamme, palestre e ore di ricreazione e di socializzazione; sempre più attenzione è rivolta alle persone anche attraverso corsi o workshop che valorizzino il fattore umano, l’unica risorsa che ci farà vincere qualsiasi sfida. Non bisogna andare troppo lontano per trovare imprenditori che hanno questo tipo di mentalità, a volte nemmeno nel presente o nel futuro, anche in Italia vi sono stati imprenditori che hanno cercato di migliorare le condizioni di lavori dei propri dipendenti, in un passato nemmeno troppo recente e a dispetto dei tanti luoghi comuni e pregiudizi di cui la nostra società è piena zeppa.

 

L’unica piattaforma on line per noleggiare migliaia di oggetti

E’ la nuova frontiera della tecnologia, per avere prezzi scontati in caso di acquisto e noleggiare i prodotti direttamente dai brand. Una forma di sharing economy che permette di risparmiare ed evitare che prodotti costosi possano finire dimenticati nello sgabuzzino dopo pochi utilizzi.

Si chiama Paladin 2, la start up innovativa nata nel 2017 che ha fatto del noleggio di oggetti di medio valore un vero business. La società ha lanciato da poco una nuova raccolta fondi per il nuovo servizio Try&Buy.

Paladin 2 rappresenta un’opportunità per chi necessita di prodotti per un tempo limitato o per coloro che non possono permettersi di comprarli. Le opportunità vi sono anche per i piccoli risparmiatori e investitori che attraverso il Crowdfunding possono contare su un ottimo investimento che potrebbe superare il 6%, un ottimo risultato in tempi di crisi come quello attuale. Il tema degli investimenti è uno degli argomenti più ricercati sui motori di ricerca, perché in molti si chiedono in che cosa si può investire senza avere brutte sorprese.

Il Crowdfunding e la sharing economy oggi rappresentano le maggiori novità che in qualche modo rompono con gli schemi del passato, per creare qualcosa di nuovo.

Ecco in cosa consiste e come è possibile aderire al Crowdfunding

Dopo la scorsa campagna di equity crowdfunding, in cui sono stati raccolti oltre € 95.000 da 60 investitori, la società è pronta per proseguire il suo percorso di crescita. Inizialmente focalizzata sul noleggio tra privati, Paladin ha infatti lanciato di recente il nuovo servizio Try&Buy. In pratica l’utente può noleggiare e testare prodotti, ottenendoli direttamente dalle aziende, e poi decidere se acquistarli (con prezzi scontati) o meno.

La nuova formula sharing economy sta funzionando sempre di più in tutti i campi, basti pensare al mercato delle automobili; in questo settore sono numerose, infatti le forme di condivisione, che può andare dalla condivisione di un viaggio al noleggio delle vetture vero e proprio per brevi o lunghi periodi.

Dal punto di vista delle società, che oggi sono il core business della startup, il servizio fornisce un nuovo strumento di marketing esperienziale che non potrebbero altrimenti sviluppare internamente. Con Paladin le aziende possono mantenere il focus sulle loro attività principali, ma senza perdere l’occasione di far conoscere i loro prodotti con la formula del Try&Buy, necessaria per attrarre target attuali e futuri come i Millennials.

Grazie al nuovo servizio, dal momento del lancio (luglio 2018) fino a gennaio 2019, sono state chiuse più di 60 partnership con importanti realtà, tra le quali Sony, Garmin, Moulinex, Rowenta. Entro la fine dell’anno, Paladin punta ad avere 200 brand attivi.

I modelli di consumo stanno cambiando, e bisogna rimanere al passo con i tempi. Provare per credere: gli investitori riceveranno una GIFT CARD PALADIN del valore di 50 euro.

Perché investire

La validità del progetto è già stata “certificata”. Paladin è infatti incubata da Speed MI Up, l’acceleratore fondato da Università Bocconi e Camera di Commercio di Milano (con il supporto del Comune), ed è stata selezionata tra le migliori startup italiane da Digital Magics nel 2019 e da LUISS ENLABS nel 2018.
Con il nuovo modello Try&Buy viene creata una situazione win-win tra le parti in causa (utenti e aziende).

Il contesto di mercato è favorevole. Paladin arriva nel momento giusto anticipando le necessità di un pubblico tra i 18 e 45 anni:

  • La propensione al noleggio è in crescita in ogni settore merceologico. Solo per citare alcuni esempi: Ikea, Mercedes, BMW, e Samsung
  • Avendo saturato qualsiasi canale di marketing esistente con le loro offerte, le aziende cercano nuove modalità per vendere i prodotti
  • I consumatori, soprattutto il target di età più giovane, desiderano nuove modalità per avvicinarsi a prodotti o marchi

Il potenziale del business è elevato: il mercato italiano del noleggio e dell’acquisto dei prodotti hi-tech, secondo un report dell’Università di Pavia, crescerà fino a toccare i 25 miliardi di euro entro il 2025. Nel 2019, Paladin prevede un fatturato di almeno 250 mila euro.
Paladin, inoltre, presenta diverse opportunità di EXIT e può essere un target appetibile per aziende di diversi settori: GDO, catene di distribuzione specializzate nell’Hi-tech, siti E-Commerce, brand di prodotti elettronici.

Oggi Paladin ha più di 10.000 iscritti. Un risultato ottenuto testando diversi canali marketing online e offline, compresi programmi di ambassador e volantinaggio. La continua ottimizzazione del sito web ha permesso inoltre di aumentare il tasso di iscrizioni dei visitatori dallo 0.5% di settembre all’attuale 3%.

Attualmente il numero medio di noleggi mensili si attesta a quota 100. L’obiettivo è di arrivare a 400 noleggi mensili entro dicembre 2019.

Paladin ha attivato una collaborazione con BASE Milano, una delle migliori realtà cittadine per la realizzazione di eventi. Inoltre, la startup innovativa ha chiuso accordi con TNT e Reale Mutua per aumentare la sicurezza e la velocità del servizio.

Paladin ha l’obiettivo di raccogliere un massimo di € 300.000 con la campagna online su CrowdFundMe, alla quale seguirà una raccolta off-line fino ad un massimo di € 600.000 (diversi player europei, come Business Angel e Venture Capital, hanno già contattato la startup).

Ciò che gli esperti consigliano in tutte le situazioni e le congiunture economiche è sempre di diversificare gli investimenti e ricercare nuove forme per far fruttare i risparmi. Ne consegue che come ogni tipo di attività, come anche quelle imprenditoriali vi siano sempre margini di rischi che bisogna sempre mettere in conto. Il Crowdfunding negli ultimi tempi ha avuto un grande incremento per innumerevoli ordini di ragioni.  Infine il Crowdfunding abbinato alla sharing economy ha un grandissimo potenziale.

Il capitale raccolto verrà utilizzato per:

  • Attività di marketing, al fine di promuovere il servizio in Italia e all’estero (Spagna) con l’obiettivo di arrivare a 70.000 utenti entro la fine del 2019. Saranno inoltre implementati gli Ambassador Program
  • IT e Tecnologia, per migliorare l’attuale piattaforma su mobile
  • Attività commerciale, per la quale verrà strutturato un team ad hoc

 

fonte: crowdfundme.it

Conversational commerce: impatto sulle Aziende

Da molto tempo ormai  l’utente o cliente, come lo si voglia chiamare cerca in tutti i modi un contatto diretto, cerca opinioni e magari anche un incoraggiamento prima di fare un acquisto. Anche nell’era di internet e dell’e-commerce questa voglia non è affatto cambiata. Forse sarà la nostalgia dei tempi andati, ma paradossalmente chi acquista on line vorrebbe rompere quel vetro che lo separa dal virtuale e conoscere a 360 gradi ciò che è in procinto di acquistare.

Molti siti web, ad esempio oltre a inserire nei loro cataloghi le foto degli articoli, i dettagli, misure, colore e cosi via, dedicano già da molto tempo spazio alle opinioni di chi si è già servito al loro e-commerce. Un esempio lampante è Amazon, infatti nella scheda di ogni prodotto è possibile trovare le opinioni (positive o negative) di chi, prima di noi ha comprato quel prodotto.

Il cliente cerca sempre di più un coinvolgimento emotivo, vuole che il momento dell’acquisto diventi un momento emozionante, che al di là del valore materiale diventi un’esperienza indimenticabile, che possa in qualche modo migliorare la sua vita.

Il mondo di internet non è però come i negozi fisici; i social e le tendenze cambiano continuamente, le mutazioni sono fin da sempre nel dna del web, per cui bisogna stare al passo con i tempi.  In questo scenario a fare da padrone è il social, infatti, qui si trovano informazioni in modo più immediato e diretto, tanto è vero che le pagine social offrono un canale di messaggistica istantaneo;  è possibile, infatti, comunicare in modo veloce con gli amministratori stessi della pagina. Inoltre una serie di interazioni: like, commenti e recensioni già sono un biglietto da visita di quell’azienda o prodotto e il cliente proprio consultando questi dati ha una prima idea della qualità e della convenienza che ne deriverà se sceglierà di comprare.

Mentre prima ci si recava al negozio e si parlava con la commessa o il commesso e a quest’ultimo si chiedeva consiglio, oggi tutto ciò si è trasferito sul web.

L’e-commerce è diventato il nuovo modo di fare acquisti da tanto tempo, per questo è un settore in continuo movimento; ricordiamo siti che registrano milioni di vendite ogni giorno come Amazon e E-bay.

Cos’è il Conversational commerce

Il Conversational commerce si realizza attraverso linee chat o chatbot. L’utente viene coinvolto in vere e proprie conversazioni e le opzioni sono diverse: Personal assistant, smart speaker. Il progresso va avanti e non si ferma a dispetto dei più nostalgici, i quali ripensano ai tempi passati e ai contatti umani. Purtroppo bisogna conformarsi alle nuove tecnologie e alle esigenze dei clienti in un mondo globalizzato.

Nuove opportunità di lavoro

I lavori del futuro richiedono sempre di più competenze relative al web, ai social e a questo modo di comunicare sempre più veloce e tecnologico. Gli esperti attuali come quelli del futuro dovranno essere sempre sul pezzo, nel senso che quando si parla di digitale, il cambiamento avviene fra un giorno e l’altro o addirittura può essere questione di ore. Algoritmi, nuove tendenze, nuovi modi di dire fanno parte di un mondo immenso, nel quale vi è di tutto e per restarci bisogna stare su quelle onde, cavalcarle se serve. Ogni tanto però (e questo vale per i non addetti ai lavori, i quali purtroppo devono essere costantemente sul web) può essere utile una disintossicazione dal web, un esperimento che qualcuno (forse troppo pochi) fa: spegnere tutti i dispositivi per un giorno. Molto difficile pensarlo, però può essere un esperimento per controllare quanto siamo dipendenti da smartphone, tablet e computer. Un banco di prova che potrebbe servire per valutare la nostra connessione con il mondo reale (non perché quello virtuale non esista o non faccia già parte del nostro mondo), ma solo per dimostrare a noi stessi che siamo esseri autonomi, capaci di decidere senza dispositivi elettronici e che un giorno potremmo perfino sopravvivere su un’isola deserta, naufraghi per caso e senza alcuna connessione. Le opportunità di lavoro vanno inseguite anche studiando molto e puntando sulla formazione; per chi ha poco tempo, vi sono piattaforme che offrono corsi on line molto validi, una fra queste è Life Learning, i cui corsi sono riconosciuti in 160 paesi.

Infine, sarebbe bello non dimenticare i tempi della parola, de contatto fisico, delle chiacchiere al bar dove si passavano ore in compagnia, senza consultare almeno ogni dieci minuti lo smartphone e ritrovarsi per pochi secondi altrove.

Sarebbe bello raccontare ai nativi del web, a quelli che sono nati con il telefonico in mano, come era il mondo quando ci si trovava in un solo luogo navigando nelle proprie scarpe e sotto casa.

 

Mettersi in proprio: idee, agevolazioni e prestiti

“Mettersi in proprio”, un’idea balenata nella mente di tutti almeno una volta nella vita.  Il resto o è storia oppure è ancora da inventare. C’è chi è riuscito a mettersi in proprio, creando la proprio attività e la propria impresa, chi ha fallito o non ha nemmeno tentato e chi ci sta provando.

Innanzitutto è importante analizzare le tipologie di imprenditori e futuri, presunti imprenditori, di cui sopra. Le domande sono diverse: ci vuole un’idea vincente per mettersi in proprio? E’ questione di fortuna?  Solo chi risica rosica?

Che caratteristiche deve avere un Imprenditore?

Gli imprenditori di oggi hanno una sostanziale differenza con quelli del passato. negli anni scorsi, infatti, bastava essere un buon falegname, un buon elettricista o idraulico e un buon giro di conoscenti e amici che l’impresa era bell’e fatta. Oggi l’imprenditore deve avere altro. Prima di tutto è importante avere una laurea o almeno una cultura universitaria equivalente. L’imprenditore di oggi deve conoscere le dinamiche del Marketing e le sue strategie, deve seguire corsi di aggiornamento, essere presente sui social, attraverso cui oggi i clienti amano ricercare informazioni. Sarebbe opportuno per un imprenditore seguire corsi di Marketing e anche di Social media Manager, e corsi che insegnino a pianificare e progettare l’Impresa che si andrà a creare.

Pianificare un’attività ha tre punti base:  

1) Determinare obiettivi precisi e raggiungibili; 2) redigere un progetto per conseguire gli obiettivi prefissati; 3) Monitorare costantemente gli obiettivi e i risultati raggiunti

Vi sono degli esperti che studiano la psicologia e le caratteristiche degli imprenditori di successo, come vi sono diverse correnti di pensiero; in generale ciò che non deve mancare ad un imprenditore per avere successo  sono:

Passione per la propria attività; lavoriamo anche di notte o nei week end pur di conseguire un obiettivo. Non deve essere sempre così, perché la vita va anche vissuta, ma ciò indica che la passione spesso non ci fa sentire la fatica e i sacrifici.

Coraggio; in modo costante un imprenditore prende decisioni, cambia rotta se si accorge che quella di prima era fallimentare, sperimenta, cerca, si butta insommain giochi anche a volte rischiosi.

Intraprendenza; chi ha la stoffa dell’imprenditore non resta ad aspettare che le cose accadano o il posto fisso, ma prova a costruire, spesso anche dal nulla la sua attività.

Costanza; è importante provare, ma è fondamentale non mollare; quasi sempre il momento propizio arriva dopo un certo numero di fallimenti. Nulla insegna più di un fallimento, per cui non bisogna averne paura, né lasciarsi scoraggiare da un fiasco.

Sognare senza perdere il contatto con l realtà, immaginare cose realizzabili e alla nostra portata.

Pianificazione, gli obiettivi devono essere un punto fermo; bisogna averli ben in mente. E’ necessario decidere cosa si vuol raggiungere ed impegnarsi al massimo per quegli obiettivi, in caso contrario si gira a vuoto.

Open mind, avere la mente aperta, fermo restando i piedi a terra e nella realtà; sperimentare e provare con cautela non guasta.

Competenza non solo per l’attività che si svolge; non bisogna avere solo le semplici conoscenze tecniche, ma conoscere i mercati e soprattutto saper capire quando cambiano, cosa vogliono i clienti. In questo possono aiutarci i social, i quali sono un ottimo termometro delle mode e degli umori delle persone. Meglio affidarsi a consulenti che conoscono bene i sociali, che li studiano e che hanno molta influenza su un ampio pubblico.

Buon umore, svegliarsi sempre con l’ottimismo aiuta a realizzare molti sogni. Non perdersi mai, lavorare con tenacia.

L’ultimo consiglio è quello di studiare sempre e formarsi continuamente, anche attraverso valide piattaforme che offrono corsi on line in tutti i settori, come Life Learning, i cui corsi sono ben strutturati e sono riconosciuti in 160 paesi.

Quando la decisione è stata presa, ci si può rivolgere al SUAP – Sportello Unicoattività produttive, il quale offre assistenza all’imprenditore in tutti i processi amministrativi con la Pubblica Amministrazione. In seguito ci si potrà affidare ad un consulente fiscale per la gestione della pratica Iva e degli adempimenti fiscali che un’azienda dovrà compiere nel corso della sua esistenza.

Mettersi in proprio: Quanto conta la strategia?

Cos’è la Strategia? è un insieme di tante piccole cose: obiettivi, target clienti, concorrenza, preparazione, differenziarsi.

Nulla si fa senza avere una strategia bene definita. Strategia vuol dire avere obiettivi e studiare i modi per poterli raggiungere. Le modalità sono tante: è bene definire un target clienti, cioè a chi vogliamo rivolgerci, a chi si rivolge la nostra attività? Studiare la concorrenza, in che modo quest’ultima si muove ed agisce, quali azioni compie, come e quando? Lo studio e la preparazione sia dal punto di vista tecnico sia strategico e infine possiamo anche scegliere un’attività comune, ciò che ci porterà al successo sarà la differenza; qual è quella marcia in più, quel tocco di originalità che ci differenzia dagli altri.

Vi sono, ad esempio imprenditori di successo che vendono milioni di magliette (articoli comuni, nessuna innovazione), con un fatturato da capogiro, solo per aver individuato uno stemma o un logo originale, che si è diffuso in modo virale arrivando a migliaia di clienti.

Mettersi in proprio idee originali

Riviste e siti on line offrono mille idee per mettersi in proprio e avviare la propria impresa; ecco le più quotate e richieste:

  • Creare un oggetto innovativo e produrlo (venderlo con e-commerce o attraverso negozi rivenditori);
  • Agenzia “Amico in affitto” (utenti trovano compagnia per serate, cene ecc.);
  • Agenzia di Visite guidate;
  • Rivendita on line di prodotti acquistati in offerta;
  • Social media Manager;
  • coltivazione canapa;
  • Asilo nido;
  • Affittacamere;
  • Produzione e vendita prodotti biologici;
  • Insalateria;
  • Riviste on line;
  • Space cleaner (riordino casa, armadi a domicilio);
  • Web radio;
  • Web Tv;
  • Consulente arreda casa

Business in proprio

 

Come redigere un Business Plan

La realizzazione di un buon Business Plan efficiente è il punto di partenza giusto, per costruire l’impresa che abbiamo in mente. Dal Business Plan si comprenderà l’idea imprenditoriale, sotto ogni punto di vista. Finanziatori ma anche eventuali futuri soci attraverso la lettura del business plan avranno ben chiara la strategia, i punti forza, le eventuali problematiche e le prospettive dell’attività vera e propria.

Un buon business plan analizza e pianifica l’attività, è un valido strumenti di comunicazione con l’esterno (finanziamenti, clienti, fornitori, banche, agenzie di servizi)

Quali sono (o dovrebbero essere) i contenuti di un Business Plan?

  1. Presentazione della società
  2. Indice dei contenuti del Business Plan
  3. Analisi dei mercati
  4. Andamenti del settore
  5. Segmenti di mercato
  6. Struttura organizzativa (soci, collaboratori ecc.)
  7. La concorrenza
  8. I Clienti
  9. Marketing e vendite
  10. Strategia di Marketing
  11. Piano Vendite
  12. Prodotti
  13. Prodotti futuri
  14. Piano si sviluppo
  15. Piano economico- finanziario (risorse occorrenti ecc.)

 

Per semplificare ulteriormente un Business plan può essere diviso in:

  1. Introduzione
  2. Parte tecnico- operativa
  3. Parte finanziaria

Dopo aver stilato un business plan valido si è già a metà dell’opera.

 

 

 

 

 

Ecobonus e Sisma bonus: come ottenerli grazie a Naca

Riqualifichiamo Insieme Tour, a Sorrento un incontro incentrato sui focus sui finanziamenti ai condomini

La seconda giornata del Riqualifichiamo insieme tour by Naca, ospite il 7 luglio dell’Hotel Michelangelo di Sorrento, si concentrerà su come ottenere i finanziamenti statali messi a disposizione dalla Legge di stabilità per la ristrutturazione e riqualificazione dei condomini, in particolare si parlerà di Ecobonus e Sisma Bonus.
Il primo incentiva qualsiasi lavoro volto a creare risparmio energetico e minore dispersione di calore, mentre il secondo agevola tutte le spese necessarie alla valutazione e alla messa in sicurezza di immobili collocati in zone ad alto e medio rischio sismico.
“Parlare di finanziamenti ai condomini ed in particolare di Ecobonus e Sisma Bonus è fondamentale “ – dice Antonio Rocco, coordinatore nazionale Naca e responsabile della Formazione – “e lo è ancor di più in zone ad alto rischio sismico ed idrogeologico come la nostra penisola. Nell’incontro di Sorrento ci concentreremo appunto su questo: come coordinare la richiesta dei finanziamenti e la gestione dei lavori con le particolari normative urbanistico- paesaggistiche della zona sorrentina”.
L’ottenimento dei finanziamenti è un percorso talvolta lungo e farraginoso, per questo motivo Naca si è attivata per ottenere particolari convenzioni con l’Harley&Dickinson Finance s.r.l, che durante l’incontro saranno illustrate dalla Dott.ssa Raffaela dell’Acqua. “L’ HD è uno dei migliori arranger nel settore della riqualificazione e ristrutturazione edilizia”- ricorda Antronio Rocco- “e siamo molto orgogliosi di aver ottenuto per i nostri soci convenzioni e vantaggi particolari”.
fonte: Virginia Varsamis
amipress. Notiziabile

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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