Il paziente digitale: una nuova sfida per la sanità

Siamo nell’era dell’informazione e dell’innovazione digitale, dove i progressi tecnologici semplificano l’esperienza di consumo (come ad esempio, i pagamenti online, le prenotazioni di servizi via web, le comunicazioni in tempo reale ecc.) e rendono sempre più funzionale l’acquisizione e l’integrazione di dati e informazioni.

Proprio come succede nell’ambito della sanità, ove le strutture sanitarie sperimentano con sempre più elasticità l’acquisizione di sistemi per il miglioramento dei processi, dell’assistenza sanitaria e dei servizi accessori mirati a sviluppare una migliore esperienza per l’organizzazione e per il paziente identificato, ormai, come un paziente digitale.

Chi è il paziente digitale

Il paziente digitale è:

  • Un paziente consapevole e attento alla propria persona e alla propria salute;
  • Assume comportamenti e stili di vita finalizzati alla valorizzazione della sua salute e del suo benessere (maggiore attività fisica, miglioramento delle scelte alimentari, frequentazione di centri benessere ecc);
  • Ricerca in maniera autonoma informazioni di carattere medico-sanitario, dai trattamenti ai prezzi delle prestazioni e così via;
  • Consulta le recensioni online di altri pazienti, su piattaforme tematiche e sui social media;
  • Valuta autonomamente i suoi sintomi e la terapia/cura che gli potrebbe essere somministrata;
  • Ha familiarità negli ambienti virtuali e con i più moderni strumenti di comunicazione (dallo smartphone al pc);
  • Vive un’esperienza personalizzata e autonoma nella gestione dei propri percorsi di cura e d’assistenza sanitaria e allo stesso tempo sviluppa un dialogo e una relazione bidirezionale con i medici e il personale di servizio.

Il paziente digitale è un paziente più critico e sempre più esigente.

Quale deve essere allora la risposta delle strutture sanitarie e del personale medico-sanitario?

Le strutture sanitarie devono rispondere alle nuove esigenze dei pazienti con l’accessibilità e l’integrazione della tecnologia e dei servizi digitali nel processo di servizio e nell’interazione, sia all’interno sia all’esterno della struttura.

Le nuove tecnologie, infatti, sono il mezzo fondamentale per acquisire dati e informazioni, in modo immediato e diretto, e supportare operatori sanitari e pazienti in tutte le fasi del percorso di salute: dall’accesso ai dati sanitari, alla fruizione dei servizi, fino ad arrivare al monitoraggio dello stato di salute, delle terapie e degli esiti in via telematica e digitale.

Oggi sono molteplici le strutture che hanno sviluppato portali dedicati al paziente (attraverso cui i pazienti possono accedere alle loro cartelle cliniche, fissare appuntamenti e acquisire una vera e propria cultura medico-sanitaria) o che focalizzandosi sull’esperienza dei pazienti adottano sistemi integrati attraverso cui supportare ogni singolo momento d’interazione, tra il paziente ed il personale sanitario, e gestire il percorso di cura in modo empatico, partecipato e condiviso. Con soluzioni software dedicate (come ad esempio i software medici Doctor Manager diventa più immediato riconoscere e valorizzare la centralità del paziente nel processo di servizio e garantire una migliore esperienza grazie all’integrazione di servizi accessori come il sistema di gestione code, per semplificare l’accesso in struttura e/o l’erogazione di determinati servizi, la firma grafometrica per gestire i documenti digitali e/o i servizi di email o sms per i pazienti attraverso cui fornire il promemoria dell’appuntamento, inviare loro comunicazioni formative o presentare determinati programmi di screening.

La tecnologia non è sufficiente!

Per raggiungere un coinvolgimento significativo ed efficace dei pazienti è necessario acquisire un nuovo orientamento culturale e adottare una nuova strategia mediante cui promuovere comportamenti e pratiche adatte alla singolarità del paziente e capaci di favorire una relazione collaborativa e diretta. Tale cambiamento deve coinvolgere però anche il paziente, responsabilizzandolo sempre più alla diretta gestione del suo percorso di cura.

Il rinnovamento culturale e l’integrazione delle tecnologie sono, dunque, il percorso possibile con cui migliorare l’assistenza medico-sanitaria e favorire lo sviluppo di una relazione medico-paziente positiva e di qualità.

Genialità in casa: Carta da parati o wallpaper

A volte basta poco per rifare il look ad una camera, dare carattere ad una parete o rinnovare un vecchio mobile: usata in quantità o in piccole dosi, la CARTA DA PARATI rinnova con stile e può essere declinata in mille modi diversi. Dallo stile più classico (fasciato o fiorato), a quello geometrico, dall’effetto “jungle” molto attuale, all’intramontabile “Tromp Loeil” che conferisce profondità e tridimensionalità all’ambiente, la WALLPAPER è un elemento indispensabile per la personalizzazione degli ambienti abitativi. Può essere utilizzata non solo sulle pareti, ma anche sui soffitti se le altezze sono importanti, sulle ante di armadi e guardaroba, su arredi anonimi o datati. Può essere applicata anche in ambienti umidi come la cucina e il bagno, se trattata con resine impermeabilizzanti.

Riciclo o riuso: quando la fantasia viene in nostro aiuto

L’epoca attuale è sicuramente quella del riciclo, o almeno migliaia di persone hanno da anni assunto comportamenti sempre più responsabili, per una serie di ragioni fra cui l’economicità o semplicemente per dire no allo spreco e salvaguardare l’ambiente.

E’ impressionante come un mobile o qualsiasi arredo possa cambiare totalmente faccia con la carta adesiva per arredi, che in un certo modo deriva dalla carta da parati, in uso da tantissimi anni. Non bisogna essere necessariamente ambientalisti, ma il caso ha voluto che abbiamo voglia di rinnovare gli ambienti. Abbiamo acquistato un armadio, un letto ma l’idea di buttare via la scrivania o un mobile, che non s’accordano ai colori scelti non ci va giù. La soluzione è la carta adesiva per mobili, in commercio ce ne sono di diversi tipi, diversi motivi, effetto pietra o marmo, tinte unite. Discende, come dicevamo, sicuramente dalla carta da parati che ha segnato un’epoca. Tantissimi anni fa si applicava alle pareti quella con motivi floreali, oggi la musica è decisamente cambiata. La creatività è alla portata di tutti e sulle pareti possiamo tranquillamente applicare affreschi e vivere i nostri ambienti come se fossimo in un museo. Possiamo decidere di avere il cielo in una stanza o di stare in mezzo alle cascate.

In un articolo pubblicato qualche tempo addietro la singolare iniziativa della carta da parati con Botticelli

Si tratta della  prima collezione al mondo, che riproduce dipinti di opere d’arte. Il progetto appartiene alla Tecnografica con il Ministero per i Beni culturali e le Attività culturali e sono state necessarie apposite concessioni del Ministero dei Beni culturali per poterle riprodurre.

Fonte riferimenti e immagini: Formastudio3 tecnico

salotto

Uscire dall’ombra della depressione: il 10 luglio presentazione del manifesto in forma virtuale

Nell’ambito della salute mentale la depressione costituisce la prima causa di disabilità a livello globale. Obiettivo di questo incontro, nel quale verranno presentati il Manifesto Uscire dall’ombra della depressione e il Libro bianco sulla salute mentale in Italia, è fare il punto sullo stato della salute mentale in Piemonte e sensibilizzare la Regione su queste patologie affinché vengano intraprese le azioni opportune per facilitare l’accesso agli approcci di cura più appropriati e innovativi per i pazienti che soffrono di depressione.

L’incontro si terrà in forma virtuale il 10 luglio 2020 dalle ore 11.30 alle 13.00.

La partecipazione è gratuita. Per iscriversi e poter ricevere il link per collegarsi all’evento in forma virtuale è obbligatorio compilare il modulo disponibile al seguente indirizzo web entro mercoledì 8 luglio:https://us02web.zoom.us/webinar/register/WN_cPIfknfoStOFu3p3cj0IYA

N.B.: è necessario aver installato l’applicazione ZOOM sul proprio PC.
Per le istruzioni consultare il manuale disponibile al seguente
link:https://www.ondaosservatorio.it/app/../ondauploads/2020/06/Webinar-guida-per-i-partecipanti.pdf

  • Una volta compilato il modulo verrà inviata una e-mail di conferma all’indirizzo di posta indicato nel modulo, con il link per partecipare all’evento.
  • Il giorno prima dell’evento verrà inviato un promemoria con il link per partecipare all’incontro.

Fonte: Onda Osservatorio

Coltivare la terra: la professione del futuro

La tendenza non è nuovissima, infatti, è da tanto che molti giovani decidono di dedicarsi alla terra. I dati ISMEA (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) parlano chiaro, dal 2015 al 2019 c’è stato un incremento del 15% degli agricoltori under 35.

Un passato non molto recente ha visto milioni di persone provenienti dalle campagne, riversarsi nelle città, è lontano quel tempo? Cosa sta accadendo? Cosa non ha funzionato nel modello della società civile e industrializzata?

Come diventare agricoltori senza possedere un terreno?

Nel 2016 è nata la Banca nazionale delle terre agricole BTA, con legge del 28 luglio 2016, n. 154. Si tratta di una banca dati dei terreni in vendita disponibili, derivanti dalle operazioni dell’ISMEA.

L’ultima data utile per poter presentare domanda è stata il 31 maggio scorso. Infatti, ISMEA aveva messo all’asta 386 terreni in tutta Italia a condizioni speciali per gli under 41. Le domande, ovviamente hanno superato di gran lunga le aspettative, sono state ben 1709. Attualmente, in Italia ci sono oltre 56 mila aziende agricole condotte da giovani al di sotto dei 35 anni, e questo è un dato che la dice lunga su come stia cambiando la mentalità e lo stile di vita nelle nuove generazioni. Si è trattato di 10 mila ettari di terreno all’asta, divisi in lotti e inoltre sono stati resi disponibili mutui trentennali e finanziamenti agevolati per l’inizio dell’attività.

Sul sito dell’ISMEA è possibile reperire tutte le informazioni, le agevolazioni concesse ai giovani imprenditori agricoli. Sul sito vengono forniti strumenti fondamentali per analizzare i mercati dall’agroalimentare ai fiori, dai seminativi al vino, per poter scegliere il proprio settore di riferimento. Il sito offre spunti per l’accesso al credito, all’autoimprenditorialità, sulle start-up, sulle garanzie e sulle assicurazioni e così via.

Il ritorno ai terreni, oggi non si basa più sulle vecchie conoscenze, oggi, i giovani sono preparati, nella maggior parte dei casi laureati. I neo agricoltori hanno conoscenze economico-finanziarie, però c’è molto di più. L’amore per il Made in Italy e per i prodotti genuini ha radici molto più profonde. Nel periodo della quarantena sono nati molti orti su terrazze e balconi, le persone giovani e no si sono dedicate al giardinaggio o alla coltivazione di frutta e ortaggi biologici. Il modello industriale, stando a questi dati, sembra che stia tramontando, anche se sono ancora tante le multinazionali, che producono in serie, sfruttando le risorse e distruggendo il territorio incondizionatamente. Coltivare una piantina o un piccolo appezzamento di terreno è una risposta, anche se piccola allo sfruttamento scellerato di questi anni. Un ritorno ad un modello delle origini, può sembrare una sconfitta ma non lo è. Si tratta di un passo in avanti, di un’inversione di marcia importantissima, che serve a salvare il pianeta.

 

 

 

 

 

 

Tiny house: cosa sono, suggerimenti e consigli

Negli ultimi tempi abbiamo scoperto e riscoperto la casa, abbiamo sperimentato nuovi modi per viverla. Trasformare, modificare gli ambienti è diventata una necessità: in casa si lavora, ma vi sono anche angoli per il relax, per ricevere gli amici e gli ambienti per qualche hobby. Negli anni scorsi, in realtà si erano già ridotti gli spazi abitativi, per diverse ragioni, per i costi, ad esempio, e anche per il ridotto numero dei componenti in famiglia. Durante la quarantena i nuclei familiari numerosi, che vivevano in case piccole hanno sofferto un po’ di più, rispetto a chi abitava in appartamenti più grandi o in villini a più piani.

Tiny house: cosa sono

Le Tiny house o micro case prefabbricate vanno incontro, di solito, a chi ha come esigenza primaria lo spostamento; si tratta di piccoli spazi, studiati per essere versatili e molto innovativi. La Tiny house può essere fissa o trasportabile, la sua realizzazione è semplice e veloce, è economica, dal punto di vista energetico autosufficiente. Gli svantaggi sono ovviamente gli spazi ristretti, anche se questi ultimi sono sfruttati al massimo, per avere il massimo comfort.

Infine la normativa in materia non è del tutto chiara, per cui se si intende installare una tiny house in un terreno bisognerà informarsi al comune, per conoscere cosa stabilisce la legge in merito e quali permessi sono necessari. Bisogna, inoltre scegliere i materiali con cui costruite la tiny house e sfruttare lo spazio con più soluzioni, ad esempio: cucina e salotto, living con angolo cottura ecc.  In Italia si tratta di un fenomeno che sta prendendo piede, anche perché il materiale con cui è costruita una tiny house è un’ottima soluzione in caso di eventi sismici. La Tiny house è eco-friendly e rappresenta in qualche modo la libertà, scelta per vivere più l’esterno che l’interno vero e proprio della casa. Basti pensare che molte tiny house hanno le ruote, e sono scelte da chi ama l’avventura o fare sport all’aperto. Un altro vantaggio di una tiny house è sicuramente il prezzo, per fare un esempio, una casa di circa 30 metri quadri può costare intorno a 9 mila euro, molti la scelgono come seconda casa in campagna o in un luogo tranquillo, dove trascorrere alcuni giorni di relax.

Suggerimenti e Spunti per la Tiny house a cura di Formastudio3 Tecnico

Per sfruttare al massimo gli spazi di una piccola abitazione è utile ricavare il più possibile nicchie per realizzare armadi a muro, librerie e vani contenitivi, da chiudere con ante su misura a filo muro, in maniera che scompaiano nella parete, oppure da lasciare a vista, per riporre libri o soprammobili.

Si preferisce utilizzare tinte chiare per le pareti, così gli ambienti sembreranno molto più ampi e luminosi. Si potrà giocare poi con l’arredo per creare contrasti e macchie di colore.

Le dimensioni degli arredi devono essere proporzionate agli spazi in cui vengono collocati. Arredi troppo grandi rendono gli ambienti più piccoli e soffocanti.

Se sono presenti travi a vista lungo le pareti, è sempre preferibile, laddove le altezze lo permettano, uniformare i soffitti con un controsoffitto in cartongesso che vada a nascondere i dislivelli. Anche se la quota si abbassa, l’uniformità delle linee conferirà all’ambiente un aspetto più arioso e pulito, soprattutto se si sceglieranno faretti in gesso a scomparsa, che si stuccano insieme al cartongesso.

 

Alcuni lavori FormaStudio3

 

 

Professione Export Manager digitale: uno dei profili più ricercati

Professione Export Manager digitale: il futuro in mano – Cosa fa un Export Manager e Come lavora?

Come diventare Export Manager digitale?

Con il lockdown sembra che tutto si sia fermato, e indubbiamente alcuni settori ne hanno risentito di più rispetto ad altri, in ogni caso le nostre vite, il lavoro e il futuro non possono avere degli stop troppo prolungati. Uno dei settori principalmente colpito dalla chiusura è stato oltre a quello dei viaggi, quello dell’Export.  L’Italia è uno dei paesi con più esportazioni, basti pensare al Made in Italy amato e ricercato in tutto il mondo.

Con la ripartenza, il Governo ha stanziato 1,3 miliardi per il Patto per l’Export, con sovvenzioni a fondo perduto fra le quali un ruolo chiave è dato dall’ingaggio di Export Manager digitali e l’utilizzo di piattaforme B2B. 

Cosa fa l’Export Manager digitale

L’export manager digitale si differenza tantissimo dal profilo tradizionale che in molti casa si identificava in una specie di commesso viaggiatore internazionale. La sua caratteristica principale è che lavora da remoto, da casa o in smartworking, acquisisce padronanza delle principali piattaforme digitali, ha una spiccata attitudine al lavoro di gruppo e all’interazione sui social, in modo da affrontare insieme ai colleghi progetti complessi che richiedono competenze diversificate.

Ogni progetto di export si compone di tre elementi:

a) esportazione vera e propria;

b) canali digitali;

c) sostegno finanziario

Pochissimi sono i professionisti in grado di padroneggiare tutte insieme queste capacità e conoscenze, e la domanda cresce in modo esponenziale, incrementata dagli incentivi del governo. E’ un momento straordinario per questa professione. Ora che il torpore del lockdown è finito, si beneficia di una attenzione e una domanda raddoppiata da parte dei nostri utenti: le piccole aziende italiane competitive per l’export.

Come diventare Export Manager

Le competenze dell’Export Manager sono tantissime, è un professionista che sa muoversi in più campi, conosce i social, le piattaforme digitali, le lingue e queste cose si imparano sul campo ma esistono anche corsi. Vi sono delle piattaforme dove è possibile affiliarsi e diventare Export Manager a domanda, dopo aver seguito un corso on line. Affiliarsi ad una piattaforma è un passo importante, perché oltre a ricevere una formazione continua, vengono offerti strumenti e supporto per svolgere al meglio la propria attività.

Le Aziende che si rivolgono agli Export Manager sono tantissime e lo fanno per innumerevoli ragioni. Innanzitutto affidarsi ad un professionista su domanda o freelance riduce notevolmente i costi rispetto ad un lavoratore dipendente, ma questo lo sappiamo bene, perché molti lavori si sono trasformati in collaborazioni o sono nati nuovi freelancer. Il secondo motivo è che molte aziende hanno bisogno di esportare, quindi di allargare i loro mercati, proprio per una questioni di sopravvivenza.

Due modi per diventare Export Manager:

Il primo modo per diventare Export Manager digitale è quello di studiare, e quindi seguire un corso on line per Export Manager – Un corso on line insegna come approcciarsi ai mercati esteri e come tutelarsi durante lo svolgimento dell’attività. In un corso on line si acquisiscono conoscenze in materia di marketing internazionale, di pubblicità, riguardo alle strategie di comunicazione. Un buon corso, come ad esempio quello proposto da Life Learning – Import Export Manager: Diventa un Esperto in Commercio si pone come obiettivo principale quello di soddisfare le principali richieste del mondo del lavoro, attraverso la trattazione di argomenti utili a superare un colloquio di lavoro o la possibilità di rispondere ad un ampio numero di annunci di lavoro. Insegna inoltre

Come trovare contatti a cui vendere all’estero e come creare un proprio network di contatti di clienti e fornitori;

Come tutelarsi nei confronti dei pagamenti da ricevere; 

Le principali attività da svolgere per poter iniziare a fare import ed export; 

Come strutturare il prezzo in base alla domanda e al mercato di riferimento;

Le principali attività di pianificazione per la definizione di una strategia di pricing

Il secondo metodo per diventare Export Manager è quello di affiliarsi ad una piattaforma

Una delle migliori piattaforme a cui affiliarsi è Italy Bureau – I vantaggi dell’affiliazione sono diversi. All’affiliato, ad esempio viene offerta la formazione, inoltre vengono messi a disposizione numerosi strumenti. Inoltre, se ad esempio si hanno competenze in campo legale o in tecnica pubblicitaria, o si possiedono conoscenze diverse, che spaziano dalle relazioni internazionali, di logistica internazionale ecc, si possono affiancare altri affiliati e le aziende loro clienti.

Seguire un corso on line, quando si inizia da zero e non si conosce il settore è la strada più indicata; quest’ultima può essere successivamente affiancata da un’affiliazione ad una piattaforma di servizi di Export.

La professione di Export Manager è una delle professioni più richieste dalle aziende e una delle più pagate, infatti, Export Manager esperti riescono a ottenere fatturati molto elevati, perfino in tempi di crisi.

fonti: Italy Bureau

 

 

Housers Green: investire nelle energie rinnovabili

Si chiama Smart Investment e anche con una piccola somma, partendo da 50€ si può diventare Investitori. Housers è fra i primi nel Crowdfunding immobiliare e ogni anni distribuisce migliaia di euro a chi investe nei progetti.

Housers lancia il  primo progetto Green, per finanziare l’acquisizione di 6 diritti equivalenti a 6 megawatt (Mw) per la successiva costruzione, gestione e vendita in Polonia.

Le energie rinnovabili sono diventate un veicolo essenziale per passare a consumi energetici diversi e ridurre le emissioni di CO2.

Cosa sono le energie rinnovabili?

Le energie rinnovabili sono quelle ottenute da fonti naturali che producono energia a tempo indeterminato e inesauribile perché si rigenerano naturalmente nel tempo.

Sono fonti energetiche pulite, inesauribili e competitive. A differenza dei combustibili fossili, che emettono enormi quantità di CO2 nell’atmosfera durante la combustione, principale causa del riscaldamento globale, le energie rinnovabili non sono inquinanti e rappresentano l’alternativa più pulita.

Lo sviluppo di energia pulita è essenziale per combattere il cambiamento climatico e limitarne gli effetti più devastanti.

Quali tipi di energia rinnovabile esistono?

Tra le energie rinnovabili o anche chiamate energie pulite troviamo:

  • Energia eolica: l’energia ottenuta dal vento
  • Energia solare: l’energia ottenuta dal sole. Le principali tecnologie sono il solare fotovoltaico (utilizza la luce solare) e il solare termico (utilizza il calore del sole).
  • Energia idraulica o idroelettrica: energia ottenuta da fiumi e corsi d’acqua dolce.
  • Biomassa e biogas: l’energia estratta dalla materia organica
  • Energia geotermica: l’energia termica contenuta all’interno della Terra
  • Energia delle maree: l’energia ottenuta dalle maree
  • Energia delle onde: l’energia ottenuta dalle onde.
  • Bioetanolo: carburante organico adatto all’industria automobilistica, ottenuto attraverso processi di fermentazione di prodotti vegetali.
  • Biodiesel: carburante organico per l’industria automobilistica, tra le altre applicazioni, ottenuto da oli vegetali.

Perché investire nelle energie rinnovabili?

Lotta contro il cambiamento climatico: il processo di produzione di energia da fonti rinnovabili è esente da emissioni di gas serra nei processi di produzione di energia, pertanto, sono la soluzione più pulita e più praticabile al degrado ambientale;

Sono inesauribili: la materia prima utilizzata è libera e inesauribile, a differenza delle fonti energetiche tradizionali come il carbone, il gas, il petrolio o l’energia nucleare, le cui riserve sono limitate e molto costose;

Con una grande crescita competitiva: le principali tecnologie rinnovabili hanno ridotto drasticamente i loro costi, rendendoli ancora più competitivi.

Energia solare fotovoltaica

Come rivela l’ONU Ambientale, la capacità delle energie rinnovabili a livello mondiale è quadruplicata dal 2009 al 2019 con un investimento globale vicino ai 2.6 trilioni di dollari (2.3 trilioni di euro), evidenziando la leadership dell’energia solare.

L’energia solare è prodotta dai raggi solari ed è anche conosciuta come fotovoltaico. Si distingue per essere rinnovabile e illimitato, non inquina ed è totalmente pulito.

Come funziona un impianto solare?

come funziona un impianto solare
impianto solare

Se anche tu vuoi unirti alla lotta contro il cambiamento climatico e investire nelle energie rinnovabili ora con Housers è possibile. Abbiamo appena lanciato il nostro primo progetto Green, per finanziare l’acquisizione di 6 diritti equivalenti a 6 megawatt (Mw) per la successiva costruzione, gestione e vendita in Polonia.

fonte: Housers 

Housers: Form di registrazione

*Registrarsi in Housers non è vincolante e non ha nessun costo – Investi a partire da 50 € nelle migliori opportunità immobiliari con carta di credito o tramite conto Housers – Rendimenti annui

 

Sindrome burnout: cos’è e come superarla

Si stima che ogni anno siano sempre più diffusi casi di medici in burnout, ossia, la condizione di esaurimento emotivo e senso di frustrazione che colpisce medici e operatori sanitari a fronte dell’eccessivo carico di lavoro.

Burnout, un problema sempre più comune, che nella maggior parte dei casi è conseguenza di processi inefficienti, condizioni critiche, o difettose, ed eccessiva domanda di salute, condizionata dal crescente invecchiamento della popolazione e dalla difficoltà da parte dei servizi territoriali di fornire l’assistenza necessaria.

Come ottimizzare la sindrome burnout e come prevenirla?

Una soluzione possibile per combattere e prevenire la sindrome da burnout è l’acquisizione di tecnologia adeguata, di una strategia organizzativa e di una maggiore attenzione alla formazione del personale, che permettono di alleggerire il carico di stress da lavoro e supportare concretamente medici e operatori sanitari nel loro quotidiano.

Identifichiamo allora alcuni dei possibili segnali da monitorare e le modalità con cui offrire sostegno al personale medico sanitario e ottimizzare l’efficienza delle organizzazioni sanitarie.

Sindrome burnout: i segnali da monitorare

  1. Esaurimento emotivo

L’esaurimento emotivo è il sintomo centrale del burnout e consiste nel sentirsi sfiniti sul piano emotivo, fisico e mentale. Le persone colpite da esaurimento emotivo si sentono svuotate, costantemente sovraesposte, annullate dal proprio lavoro e incapaci di guardare avanti.

  1. Depersonalizzazione

Medici e operatori sanitari affetti da burnout manifestano un atteggiamento di negativismo e/o cinismo sia verso il loro lavoro sia in relazione alle risorse coinvolte (pazienti, altri medici, superiori, etc) e soprattutto un distacco mentale dalle proprie mansioni con aumento dell’isolamento dal proprio lavoro.

  1. Ridotta efficacia professionale

La ridotta realizzazione personale, la percezione della propria inadeguatezza al lavoro, il sentimento di insuccesso si traducono inevitabilmente in un calo dell’efficienza. Medici e operatori si chiedono: ma il mio lavoro sta beneficiando i pazienti? Ho le competenze giuste per migliorare il mio lavoro e contribuire ad apportare successo alla mia pratica?

Sindrome burnout: le modalità per superarla

Un’organizzazione sanitaria, nel momento in cui riconosca nei suoi operatori la sindrome burnout, può apportare dei cambiamenti all’organizzazione stessa, creando un contesto medico-sanitario, che garantisca la professionalità e l’armonia all’interno del team di lavoro.

Le modalità attuabili, ad esempio, possono essere:

  1. Ottimizzazione del management e dell’organizzazione sanitaria
  2. Acquisizione della tecnologia e automatizzazione delle attività
  3. Più formazione e tempo libero

1.Ottimizzazione del management e dell’organizzazione sanitaria

In questo scenario il primo passo da compiere è strutturare un sistema organizzativo moderno, di qualità, in grado di promuovere la collaborazione tra i diversi livelli di responsabilità e realizzare un efficiente servizio medico-sanitario. Organizzare vorrà significare integrare in maniera fluida e diretta le diverse aree del processo sanitario (prenotazione, accettazione, amministrazione, refertazione, etc), prestare attenzione alle modalità di lavoro, assicurare che ogni addetto si focalizzi sulle proprie attività, aver oculatezza nel delegare e garantire un servizio ottimizzato, sinergico ed efficiente.

In questo modo aumenterà sia il livello qualitativo del singolo operatore sia dell’intero team, che si riconoscerà nella soddisfazione e nella gratitudine dei pazienti, e nel  risultato di un ottimale lavoro di squadra.

  1. Acquisizione della tecnologia ed automatizzazione delle attività

La tecnologia informatica è la risposta più adeguata alle nuove esigenze del mercato sanitario.

Occorre, dunque, integrarla senza esitazione per razionalizzare l’attività di medici e operatori, migliorare le loro performance ed accrescere la qualità dei servizi offerti, ottimizzando così la soddisfazione dei pazienti e raggiungendo una maggiore produttività.

Mediante l’informatica, si semplificano i processi gestionali e organizzativi e si procede verso un ridimensionamento dell’ automazione, la quale permette di snellire pratiche e procedure (dalla prenotazione alla consegna del referto al paziente), e semplificare le attività di ogni singolo operatore.

Basti pensare, ad esempio, alla possibilità di gestire la prenotazione del paziente su supporto informatico anziché su carta, alla velocità dell’accettazione mediante il lettore barcode, al promemoria degli appuntamenti per i pazienti, alla possibilità di acquisire i dati dei pazienti mediante una cartella clinica digitale, alla raccolta e all’analisi dei sondaggi sulla soddisfazione dei pazienti o ancora la possibilità di elaborare un referto anche se non si è in sede, inviandolo via mail al paziente. E in tal contesto, soluzioni software per la gestione della propria organizzazione sanitaria, come i software Doctor Manager, si rilevano i migliori supporti nell’ottimizzazione del processo medico-sanitario e nella semplificazione e velocizzazione delle attività di medici ed operatori.

  1. Più formazione e tempo libero

È importante estendere l’autoformazione e l’aggiornamento (con, ad esempio, corsi sul settore professionale della risorsa, corsi sulla gestione del team, corsi di comunicazione per gestire il rischio, corsi di comunicazione con i pazienti, etc) facendo di tutto per cogliere le potenzialità di ogni operatore, nonché, concedere loro un periodo di vacanza o di pausa forzato e organizzato. Questi due momenti, in cui l’operatore si focalizza su se stesso, sono l’incentivo migliore per acquisire le giuste energie e l’ottimale motivazione per riavvicinarsi al contesto lavorativo e valorizzare la propria professionalità. Il contesto lavorativo, diviene, così un ambiente favorevole, dove il paziente riconquista  un ruolo primario.

Queste pratiche rappresentano solo un punto di partenza, per migliorare il contesto lavorativo e supportare medici e operatori nel superare la sindrome burnout.

Ecobonus e superbonus 110%: ristrutturazioni e riqualificazioni come funziona

Ecobonus o superbonus 110% è una misura, che è stata pensata per rilanciare il settore edilizio. La pandemia Covid-19, con l’adozione in molti casi dello Smart working o lavora da casa renderà necessario migliorare le abitazioni, ripensando anche a spazi più sani, soprattutto esterni come giardini e terrazzi.

Interventi con ecobonus, sismabonus, bonus facciate, colonnine di ricarica: sconto in fattura o cessione credito – A chi spetta? Come richiedere l’ecobonus? Come effettuare il pagamento?

Confermato nel Decreto Rilancio il superbonus al 110% per i lavori di ristrutturazione edilizia e riqualificazione energetica (anche su alcune seconde case). Possibile usufruire sia dello sconto in fattura, sia della cessione del credito, anche ad una banca.

La cessione del credito, peraltro, è prevista anche per altre nuove agevolazioni fiscale previste per l’emergenza Coronavirus, come i crediti d’imposta sull’affitto di commercianti e PMI, o quelli per la sanificazione dei luoghi di lavoro.

Tempistica
Come noto, La possibilità di applicare sconto in fattura o cessione del credito riguarda i lavori sostenuti nel 2020 e nel 2021. Si applica a tutti i lavori di riqualificazione energetica e riduzione del rischio sismico per i quali è prevista la nuova detrazione al 110% dal primo luglio 2020 al 31 dicembre 2021. E’ prevista anche per altri interventi di ristrutturazione edilizia, riqualificazione energetica, rischio sismico.

Quali lavori si possono fare con Ecobonue e Superbonus 110%

  • Ristrutturazioni edilizie: lavori di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, effettuati sulle parti comuni degli edifici condominiali. Oppure lavori di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, sulle singole unità immobiliari. Molto in sintesi, sono i lavori a cui si applica la detrazione al 50% fino a un tetto di spesa di 96mila euro previsti dall’ articolo 16-bis, comma 1, lettere a, b, del testo unico delle imposte sui redditi, dpr 917/1986.
  • Efficienza energetica: lavori di riduzione fabbisogno energetico, miglioramento termico edificio, pannelli solari, sostituzione impianti riscaldamento, infissi, finestre comprensive di infissi, di schermature solari e di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione  Sono gli interventi agevolati con l’ecobonus al 65% previsti dall’articolo 14 del dl 63/2013.
  • Lavori antisismici: sono i lavori che riducono il rischio sismico nelle zone 1, 2 e 3 (in base alla classificazione del rischio sismico) previsti dall’articolo 16, commi 1-bis e 1-ter, del decreto legge 63/2013.
  • Recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti, ivi inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna: sono i lavori agevolati con il nuovo bonus facciate introdotto dalla manovra 2020 (articolo 1, comma 219, legge 160/2019).
  • Installazione di impianti solari fotovoltaici.
  • Installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici: articolo 16-ter dl 63/2013.

Su tutti i lavori sopra indicati, il contribuente può applicare direttamente in dichiarazione la relativa detrazione prevista (110%, 65%, 505 e via dicendo, a ognuno dei lavori di applica l’agevolazione specificamente prevista dalle norme sopra richiamate). Oppure, in alternativa, può scegliere una delle seguenti due ipotesi.

  • Sconto in fattura: è una somma che corrisponde alla detrazione spettante, che viene direttamente scalata sul corrispettivo dovuto al fornitore che ha effettuato gli interventi. Quest’ultimo recupera poi la somma applicando un credito d’imposta, con facoltà di successiva cessione del credito ad altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari.
  • Cessione del credito: trasformazione del corrispondente importo in credito d’imposta, con facoltà di successive cessioni ad altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari.

Il credito d’imposta può essere utilizzato anche in compensazione, sulla base delle rate residue di detrazione non fruite, con la stessa ripartizione in quote annuali con la quale sarebbe stata utilizzata la detrazione. La quota di credito d’imposta non utilizzata nell’anno può essere usufruita negli anni successivi, ma non può essere richiesta a rimborso.

E’ in ogni caso necessario attendere un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate con le modalità attuative. La norma del dl rilancio prevede anche le regole relative a controlli e recupero delle agevolazioni indebitamente fruite.

Incentivi e tetti massimi

Ci sono dei tetti massimi detraibili per le spese edili affrontate, appositamente documentate. Spese sostenute nell’arco di tempo compreso dal 1 luglio 2020 al 31 dicembre 2021.

A chi spetta

Possono usufruire della detrazione tutti i contribuenti residenti e non residenti, anche se titolari di reddito d’impresa, che possiedono, a qualsiasi titolo,l’immobile oggetto di intervento. In particolare:

  • le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni
  • i contribuenti titolari di reddito d’impresa (persone fisiche, società di persone, società di capitali)
  • le associazioni tra professionisti
  • gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale
  • i titolari di reddito d’impresa possono fruire della detrazione solo con riferimento ai fabbricati strumentali da essi utilizzati nell’esercizio della loro attività imprenditoriale
  • tra le persone fisiche possono fruire dell’agevolazione anche i titolari di un diritto reale sull’immobile, i condòmini, per gli interventi sulle parti comuni condominiali, gli inquilini, coloro che hanno l’immobile in comodato.

Sono inoltre ammessi a fruire della detrazione, purché sostengano le spese per la realizzazione degli interventi e questi non siano effettuati su immobili strumentali all’attività d’impresa:

  • il familiare convivente con il possessore o il detentore dell’immobile oggetto dell’intervento (coniuge, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado) e il componente dell’unione civile
  • il convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile oggetto degli interventi né titolare di un contratto di comodato.
  • le detrazioni sono usufruibili anche dagli Istituti autonomi per le case popolari, comunque denominati, dagli enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti istituti, dalle cooperative di abitazione a proprietà indivisa.

Come richiedere l’ecobonus

Per richiedere l’agevolazione è necessario essere in possesso dei seguentidocumenti:

  • asseverazione di un tecnico abilitato o dichiarazione resa dal direttore dei lavori, che consente di dimostrare che l’intervento realizzato è conforme ai requisiti tecnici richiesti
  • l’attestato di prestazione energetica (APE), finalizzato ad acquisire i dati relativi all’efficienza energetica dell’edificio. Questa certificazione è prodotta dopo l’esecuzione degli interventi. L’APE non è richiesto per i seguenti interventi:
    – sostituzione di finestre comprensive di infissi in singole unità immobiliari e ’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda
    – sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione e contestuale messa a punto del sistema di distribuzione
    – acquisto e posa in opera delle schermature solari
    – installazione di impianti di climatizzazione dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili, se le detrazioni sono richieste per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale
    – acquisto e installazione di dispositivi multimediali
  • scheda informativa relativa agli interventi realizzati.

Come effettuare il pagamento

Inoltre, occorre effettuare il pagamento con bonifico bancario o postale (a meno che l’intervento non sia realizzato nell’ambito dell’attività d’impresa).

Nel modello di versamento con bonifico bancario o postale vanno indicati la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione, il numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto a favore del quale è stato eseguito il bonifico (ditta o professionista che ha effettuato i lavori).

Infine, entro 90 giorni dal termine dei lavori, bisogna trasmettere all’Enea, con modalità telematiche, la scheda informativa degli interventi realizzati e le informazioni contenute nell’attestato di prestazione energetica (APE).

fonte di riferimento:quifinanza

 

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