Conversational commerce: come funziona e perché le Aziende dovranno uniformarsi a questa nuova tendenza

Da molto tempo ormai  l’utente o cliente, come lo si voglia chiamare cerca in tutti i modi un contatto diretto, cerca opinioni e magari anche un incoraggiamento prima di fare un acquisto. Anche nell’era di internet e dell’e-commerce questa voglia non è affatto cambiata. Forse sarà la nostalgia dei tempi andati, ma paradossalmente chi acquista on line vorrebbe rompere quel vetro che lo separa dal virtuale e conoscere a 360 gradi ciò che è in procinto di acquistare.

Molti siti web, ad esempio oltre a inserire nei loro cataloghi le foto degli articoli, i dettagli, misure, colore e cosi via, dedicano già da molto tempo spazio alle opinioni di chi si è già servito al loro e-commerce. Un esempio lampante è Amazon, infatti nella scheda di ogni prodotto è possibile trovare le opinioni (positive o negative) di chi, prima di noi ha comprato quel prodotto.

Il cliente cerca sempre di più un coinvolgimento emotivo, vuole che il momento dell’acquisto diventi un momento emozionante, che al di là del valore materiale diventi un’esperienza indimenticabile, che possa in qualche modo migliorare la sua vita.

Il mondo di internet non è però come i negozi fisici; i social e le tendenze cambiano continuamente, le mutazioni sono fin da sempre nel dna del web, per cui bisogna stare al passo con i tempi.  In questo scenario a fare da padrone è il social, infatti, qui si trovano informazioni in modo più immediato e diretto, tanto è vero che le pagine social offrono un canale di messaggistica istantaneo;  è possibile, infatti, comunicare in modo veloce con gli amministratori stessi della pagina. Inoltre una serie di interazioni: like, commenti e recensioni già sono un biglietto da visita di quell’azienda o prodotto e il cliente proprio consultando questi dati ha una prima idea della qualità e della convenienza che ne deriverà se sceglierà di comprare.

Mentre prima ci si recava al negozio e si parlava con la commessa o il commesso e a quest’ultimo si chiedeva consiglio, oggi tutto ciò si è trasferito sul web.

L’e-commerce è diventato il nuovo modo di fare acquisti da tanto tempo, per questo è un settore in continuo movimento; ricordiamo siti che registrano milioni di vendite ogni giorno come Amazon e E-bay.

Cos’è il Conversational commerce

Il Conversational commerce si realizza attraverso linee chat o chatbot. L’utente viene coinvolto in vere e proprie conversazioni e le opzioni sono diverse: Personal assistant, smart speaker. Il progresso va avanti e non si ferma a dispetto dei più nostalgici, i quali ripensano ai tempi passati e ai contatti umani. Purtroppo bisogna conformarsi alle nuove tecnologie e alle esigenze dei clienti in un mondo globalizzato.

Nuove opportunità di lavoro

I lavori del futuro richiedono sempre di più competenze relative al web, ai social e a questo modo di comunicare sempre più veloce e tecnologico. Gli esperti attuali come quelli del futuro dovranno essere sempre sul pezzo, nel senso che quando si parla di digitale, il cambiamento avviene fra un giorno e l’altro o addirittura può essere questione di ore. Algoritmi, nuove tendenze, nuovi modi di dire fanno parte di un mondo immenso, nel quale vi è di tutto e per restarci bisogna stare su quelle onde, cavalcarle se serve. Ogni tanto però (e questo vale per i non addetti ai lavori, i quali purtroppo devono essere costantemente sul web) può essere utile una disintossicazione dal web, un esperimento che qualcuno (forse troppo pochi) fa: spegnere tutti i dispositivi per un giorno. Molto difficile pensarlo, però può essere un esperimento per controllare quanto siamo dipendenti da smartphone, tablet e computer. Un banco di prova che potrebbe servire per valutare la nostra connessione con il mondo reale (non perché quello virtuale non esista o non faccia già parte del nostro mondo), ma solo per dimostrare a noi stessi che siamo esseri autonomi, capaci di decidere senza dispositivi elettronici e che un giorno potremmo perfino sopravvivere su un’isola deserta, naufraghi per caso e senza alcuna connessione.

Infine, sarebbe bello non dimenticare i tempi della parola, de contatto fisico, delle chiacchiere al bar dove si passavano ore in compagnia, senza consultare almeno ogni dieci minuti lo smartphone e ritrovarsi per pochi secondi altrove.

Sarebbe bello raccontare ai nativi del web, a quelli che sono nati con il telefonico in mano, come era il mondo quando ci si trovava in un solo luogo navigando nelle proprie scarpe e sotto casa.

 

Mettersi in proprio: idee, agevolazioni e finanziamenti

“Mettersi in proprio”, un’idea balenata nella mente di tutti almeno una volta nella vita.  Il resto o è storia oppure è ancora da inventare. C’è chi è riuscito a mettersi in proprio, creando la proprio attività e la propria impresa, chi ha fallito o non ha nemmeno tentato e chi ci sta provando.

Innanzitutto è importante analizzare le tipologie di imprenditori e futuri, presunti imprenditori, di cui sopra. Le domande sono diverse: ci vuole un’idea vincente per mettersi in proprio? E’ questione di fortuna?  Solo chi risica rosica?

Che caratteristiche deve avere un Imprenditore?

Gli imprenditori di oggi hanno una sostanziale differenza con quelli del passato. negli anni scorsi, infatti, bastava essere un buon falegname, un buon elettricista o idraulico e un buon giro di conoscenti e amici che l’impresa era bell’e fatta. Oggi l’imprenditore deve avere altro. Prima di tutto è importante avere una laurea o almeno una cultura universitaria equivalente. L’imprenditore di oggi deve conoscere le dinamiche del Marketing e le sue strategie, deve seguire corsi di aggiornamento, essere presente sui social, attraverso cui oggi i clienti amano ricercare informazioni. Sarebbe opportuno per un imprenditore seguire corsi di Marketing e anche di Social media Manager, e corsi che insegnino a pianificare e progettare l’Impresa che si andrà a creare.

Pianificare un’attività ha tre punti base:  

1) Determinare obiettivi precisi e raggiungibili; 2) redigere un progetto per conseguire gli obiettivi prefissati; 3) Monitorare costantemente gli obiettivi e i risultati raggiunti

Vi sono degli esperti che studiano la psicologia e le caratteristiche degli imprenditori di successo, come vi sono diverse correnti di pensiero; in generale ciò che non deve mancare ad un imprenditore per avere successo  sono:

Passione per la propria attività; lavoriamo anche di notte o nei week end pur di conseguire un obiettivo. Non deve essere sempre così, perché la vita va anche vissuta, ma ciò indica che la passione spesso non ci fa sentire la fatica e i sacrifici.

Coraggio; in modo costante un imprenditore prende decisioni, cambia rotta se si accorge che quella di prima era fallimentare, sperimenta, cerca, si butta insommain giochi anche a volte rischiosi.

Intraprendenza; chi ha la stoffa dell’imprenditore non resta ad aspettare che le cose accadano o il posto fisso, ma prova a costruire, spesso anche dal nulla la sua attività.

Costanza; è importante provare, ma è fondamentale non mollare; quasi sempre il momento propizio arriva dopo un certo numero di fallimenti. Nulla insegna più di un fallimento, per cui non bisogna averne paura, né lasciarsi scoraggiare da un fiasco.

Sognare senza perdere il contatto con l realtà, immaginare cose realizzabili e alla nostra portata.

Pianificazione, gli obiettivi devono essere un punto fermo; bisogna averli ben in mente. E’ necessario decidere cosa si vuol raggiungere ed impegnarsi al massimo per quegli obiettivi, in caso contrario si gira a vuoto.

Open mind, avere la mente aperta, fermo restando i piedi a terra e nella realtà; sperimentare e provare con cautela non guasta.

Competenza non solo per l’attività che si svolge; non bisogna avere solo le semplici conoscenze tecniche, ma conoscere i mercati e soprattutto saper capire quando cambiano, cosa vogliono i clienti. In questo possono aiutarci i social, i quali sono un ottimo termometro delle mode e degli umori delle persone. Meglio affidarsi a consulenti che conoscono bene i sociali, che li studiano e che hanno molta influenza su un ampio pubblico.

Buon umore, svegliarsi sempre con l’ottimismo aiuta a realizzare molti sogni. Non perdersi mai, lavorare con tenacia.

Quando la decisione è stata presa, ci si può rivolgere al SUAP – Sportello Unicoattività produttive, il quale offre assistenza all’imprenditore in tutti i processi amministrativi con la Pubblica Amministrazione. In seguito ci si potrà affidare ad un consulente fiscale per la gestione della pratica Iva e degli adempimenti fiscali che un’azienda dovrà compiere nel corso della sua esistenza.

Mettersi in proprio: Quanto conta la strategia?

Cos’è la Strategia? è un insieme di tante piccole cose: obiettivi, target clienti, concorrenza, preparazione, differenziarsi.

Nulla si fa senza avere una strategia bene definita. Strategia vuol dire avere obiettivi e studiare i modi per poterli raggiungere. Le modalità sono tante: è bene definire un target clienti, cioè a chi vogliamo rivolgerci, a chi si rivolge la nostra attività? Studiare la concorrenza, in che modo quest’ultima si muove ed agisce, quali azioni compie, come e quando? Lo studio e la preparazione sia dal punto di vista tecnico sia strategico e infine possiamo anche scegliere un’attività comune, ciò che ci porterà al successo sarà la differenza; qual è quella marcia in più, quel tocco di originalità che ci differenzia dagli altri.

Vi sono, ad esempio imprenditori di successo che vendono milioni di magliette (articoli comuni, nessuna innovazione), con un fatturato da capogiro, solo per aver individuato uno stemma o un logo originale, che si è diffuso in modo virale arrivando a migliaia di clienti.

Mettersi in proprio idee originali

Riviste e siti on line offrono mille idee per mettersi in proprio e avviare la propria impresa; ecco le più quotate e richieste:

  • Creare un oggetto innovativo e produrlo (venderlo con e-commerce o attraverso negozi rivenditori);
  • Agenzia “Amico in affitto” (utenti trovano compagnia per serate, cene ecc.);
  • Agenzia di Visite guidate;
  • Rivendita on line di prodotti acquistati in offerta;
  • Social media Manager;
  • coltivazione canapa;
  • Asilo nido;
  • Affittacamere;
  • Produzione e vendita prodotti biologici;
  • Insalateria;
  • Riviste on line;
  • Space cleaner (riordino casa, armadi a domicilio);
  • Web radio;
  • Web Tv;
  • Consulente arreda casa

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Come redigere un Business Plan

La realizzazione di un buon Business Plan efficiente è il punto di partenza giusto, per costruire l’impresa che abbiamo in mente. Dal Business Plan si comprenderà l’idea imprenditoriale, sotto ogni punto di vista. Finanziatori ma anche eventuali futuri soci attraverso la lettura del business plan avranno ben chiara la strategia, i punti forza, le eventuali problematiche e le prospettive dell’attività vera e propria.

Un buon business plan analizza e pianifica l’attività, è un valido strumenti di comunicazione con l’esterno (finanziamenti, clienti, fornitori, banche, agenzie di servizi)

Quali sono (o dovrebbero essere) i contenuti di un Business Plan?

  1. Presentazione della società
  2. Indice dei contenuti del Business Plan
  3. Analisi dei mercati
  4. Andamenti del settore
  5. Segmenti di mercato
  6. Struttura organizzativa (soci, collaboratori ecc.)
  7. La concorrenza
  8. I Clienti
  9. Marketing e vendite
  10. Strategia di Marketing
  11. Piano Vendite
  12. Prodotti
  13. Prodotti futuri
  14. Piano si sviluppo
  15. Piano economico- finanziario (risorse occorrenti ecc.)

 

Per semplificare ulteriormente un Business plan può essere diviso in:

  1. Introduzione
  2. Parte tecnico- operativa
  3. Parte finanziaria

Dopo aver stilato un business plan valido si è già a metà dell’opera.

 

 

 

 

 

Ecobonus e Sisma bonus: ecco come ottenerli grazie a Naca

Riqualifichiamo Insieme Tour, a Sorrento un incontro incentrato sui focus sui finanziamenti ai condomini
Riqualifichiamo Insieme Tour, a Sorrento un incontro incentrato sui focus sui finanziamenti ai condomini
La seconda giornata del Riqualifichiamo insieme tour by Naca, ospite il 7 luglio dell’Hotel Michelangelo di Sorrento, si concentrerà su come ottenere i finanziamenti statali messi a disposizione dalla Legge di stabilità per la ristrutturazione e riqualificazione dei condomini, in particolare si parlerà di Ecobonus e Sisma Bonus.
Il primo incentiva qualsiasi lavoro volto a creare risparmio energetico e minore dispersione di calore, mentre il secondo agevola tutte le spese necessarie alla valutazione e alla messa in sicurezza di immobili collocati in zone ad alto e medio rischio sismico.
“Parlare di finanziamenti ai condomini ed in particolare di Ecobonus e Sisma Bonus è fondamentale “ – dice Antonio Rocco, coordinatore nazionale Naca e responsabile della Formazione – “e lo è ancor di più in zone ad alto rischio sismico ed idrogeologico come la nostra penisola. Nell’incontro di Sorrento ci concentreremo appunto su questo: come coordinare la richiesta dei finanziamenti e la gestione dei lavori con le particolari normative urbanistico- paesaggistiche della zona sorrentina”.
L’ottenimento dei finanziamenti è un percorso talvolta lungo e farraginoso, per questo motivo Naca si è attivata per ottenere particolari convenzioni con l’Harley&Dickinson Finance s.r.l, che durante l’incontro saranno illustrate dalla Dott.ssa Raffaela dell’Acqua. “L’ HD è uno dei migliori arranger nel settore della riqualificazione e ristrutturazione edilizia”- ricorda Antronio Rocco- “e siamo molto orgogliosi di aver ottenuto per i nostri soci convenzioni e vantaggi particolari”.
fonte: Virginia Varsamis
amipress. Notiziabile

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Come fare soldi con un blog e l’affiliate marketing

Quella dei blog è una realtà che si è consolidata da molti anni e che consente a liberi professionisti di entrare nell’epoca “digitale”; sempre più spesso blog amatoriali, nati dalla passione per qualcosa diventano punto di riferimento per milioni di persone.

La reputazione sul web

Si parla tanto di influencer, di personaggi che grazie alla loro popolarità e affidabilità riescono ad avere un seguito di persone, che li prende ad esempio e ascolta i loro consigli. Internet da svariati anni ha stravolto il mondo della comunicazione e il nostro modo di pensare all’informazione. Sempre più persone, non necessariamente consumatori, desiderano conoscere e sapere, tanto che gli internauti sono diventati un po’ esperti di tutto. Come in tutte le cose però ci sono delle trappole e anche il web è pieno di rischi, si pensi alle fake news. Trovare siti o blog autorevoli è molto più difficile di quanto si pensi. Per questo motivo è anche difficile acquisire credibilità e fiducia. L’immagine è importante in tutti i settori ed oggi quest’ultima passa attraverso i social e la reputazione costruita sul web. Molti professionisti decidono di aprire pagine social o blog per comunicare con i propri clienti o assistiti, i quali trovano punti di riferimento in modo veloce e soluzioni a tempo di click.  Il blog dà la possibilità di comunicare in modo più dettagliato e preciso, tentando di dare soluzioni e approfondendo argomenti, che non potrebbero essere trattati meglio in altri contesti. Sul web per accreditarsi la fiducia degli utenti bisogna faticare e non va lasciato nulla al caso. La reputazione sul web si costruisce piano e con molta pazienza, la creazione di un blog è solo un passo, ma in base al tipo di attività che si svolge e ai risultati che si vogliono raggiungere la reputazione passa attraverso il seguito del profilo social, le interviste rilasciate e pubblicate su testate giornalistiche on line, articoli relativi a presentazioni o eventi.

Come analizzare la propria reputazione

I contenuti sono molto importanti, per cui gli articoli che scriviamo sul web, sul nostro blog,  gli interventi sui social e così via. Verificare se la reputazione gode di ottima salute basta digitare il nome e cognome nel motore di ricerca. Bisognerà, a questo punto, spulciare i risultati che il web restituisce. E’ importante visionare anche le altre pagine, perché qui si trovano notizie riportate anche da altri portali; se ad esempio abbiamo partecipato a qualche evento culturale, potremmo essere menzionati oppure si potrebbe trovare la recensione, opinione o critiche ad una nostra opera.

Avete mai provato a fare questo esperimento? fatelo e perdete almeno mezz’ora del vostro tempo, potreste avere tante sorprese. 

Cosa fa di un blog un blog di successo

Molti blogger famosi hanno aperto il loro blog quasi per gioco; e per gioco hanno iniziato a scrivere di argomenti che li appassionavano e a dare consigli utili e pratici. Vi sono molti elementi che fanno il successo di un blog. Di solito la maggior parte dei blog di successo offrono consigli utili, argomenti interessanti che possano coinvolgere i lettori. Inoltre, un blog crea una connessione, uno stato di fiducia permanente fra chi lo scrive e i suoi lettori.  Se si desidera aprire un blog è necessario scegliere un argomento che si conosce, raccogliere tante informazioni; insomma ci deve essere sempre più di un motivo per il quale qualcuno sceglie di seguirci. Il blog è un diario di bordo; in origine è questo il suo significato. Di recente molti siti web, anche gli e-commerce hanno al loro interno una sezione dedicata al blog, cioè ad articoli riguardanti argomenti inerenti i prodotti venduti dal sito. Le aziende, da tempo hanno compreso che essere su internet non è l’unica cosa importante, ciò che conta veramente è come esserci; per cui su internet si vedono sempre più siti web che diventano una sorta di blog che comunica sempre di più con il consumatore. Se si svolge una libera professione e si desidera aprire un blog è importante seguire una strategia per pubblicare i post, la periodicità, gli argomenti e così via.

Come funziona l’affiliate marketing?

Vi sono molti blogger che fanno fior fior di quattrini scrivendo sul loro blog. Quali sono le strade per guadagnare con un blog? Una risposta definitiva e sicura non esiste. In realtà è consigliabile in prima battuta iniziare a scrivere un blog periodicamente e in modo professionale senza dare troppo peso al guadagno. L’arte di scrivere è un’attività che va fatta con passione e anche competenza per offrire servizi di qualità; perché chi scrive un blog offre un servizio ai lettori. Si tratterà di conoscenza, curiosità, consigli e altro. Ciò che conta è puntare sull’originalità e sulla competenza, il resto verrà dopo.

Si può guadagnare con un blog nei seguenti modi:

  • Affiliazione Adsense;
  • Affiliazioni varie;
  • Vendita post;
  • Inserimento banner;
  • Infoprodotti;
  • Vendita servizi;
  • Diventando influencer marketing

Vediamo nello specifico come si può monetizzare scrivendo un blog. Il programma Adsense prevede l’inserimento automatico all’interno del blog di pubblicità (il blogger guadagna ogni volta che la pubblicità viene visualizzata oppure quando un utente clicca sul banner); con questo tipo di affiliazione è necessario che il blog abbia migliaia o milioni di visualizzazioni, perché queste ultime sono pagate a pochi centesimi. Inoltre, vi sono dei programmi di affiliazione (affiliate marketing) che prevedono l’inserimento di un banner all’interno del blog e una percentuale sulle vendite dagli accessi derivanti dal blog.  Molti blogger decidono di vendere infoprodotti, vale a dire e-book, vendere corsi on line. All’interno di un articolo si può decidere di inserire link che rimandano ad un sito e-commerce e guadagnare sulle vendite.

Chi conosce argomenti in modo molto approfondito, può realizzare infoprodotti (ebook, corsi on line, prodotti digitali) e venderli sul blog. Per questo servizio serve molta competenza ed esperienza

Quando un blog raggiunge un notevole successo e riesce a diventare un punto di riferimento per milioni di persone, molte aziende contattano direttamente il blogger per offrirgli un lavoro come influencer marketing; questa figura attraverso il suo blog influenza e dirige gli utenti verso l’acquisto di prodotti. In generale un blog vive e guadagna attraverso diverse azioni combinate fra loro; l’autorevolezza, la competenza e la professionalità possono generare collaborazioni con uno o più brand.

La vendita di post consiste nella redazione di articoli che parlano di un’azienda o di un prodotto, in modo da dare informazioni molto dettagliate (anche soluzioni pratiche) e allo stesso tempo eseguendo una quasi imparziale promozione. Molte aziende pagano per far scrivere e far pubblicare post che parlano della loro attività.

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Come sostenere il progetto Blog & Community

 

 

Autopubblicare un libro con Youcanprint come funziona

Autopubblicazione –  in alcuni casi ha generato grandi successi portando alla luce veri talenti. Vi sono moltissime piattaforme e modalità per autopubblicare un libro, oggi mettiamo sotto la lente di ingrandimento una delle più utilizzate dagli autori esordienti e no.

Il selfpublishing ossia l’autopubblicazione di un libro senza editore è una pratica molto diffusa negli ultimi tempi.  A dare una spinta in questo senso è stato sicuramente l’avvento di internet.

Tradizionalmente un autore che scrive un libro si affida ad un editore che cura la stampa, la diffusione, la promozione, la vendita e si occupa di tutte le funzioni che porteranno il libro al successo. Con l’autopubblicazione tutto cambia; l’autore diventa anche editore e si occupa in prima persona dell’impaginazione, dell’editing e della promozione del suo libro.

Come ogni fenomeno partorito dalla tecnologia e da internet l’autopubblicazione è un’opportunità; è l’occasione per poter emergere in un mondo, quello dell’editoria, sempre più irto di ostacoli. Pubblicando un libro si avrà l’occasione di farsi conoscere e far conoscere il proprio talento; ma c’è di più. Sono più numerosi i flop che i casi di successo. Troppo spesso personaggi noti che non hanno nulla a che fare con il mondo della letteratura scrivono un libro o meglio lo pubblicano. In buona parte dei casi (purtroppo) i libri di successo sono pubblicati da personaggi noti al pubblico; in quel caso il libro diventa un best seller, ma resta il dubbio se il successo sia stato generato dalla notorietà. Il mondo dell’editoria è talmente complesso che vi sono degli aspetti e lati spesso anche oscuri. Un altro fenomeno, ad esempio, è quello degli scrittori ombra, ossia Ghost writers, che scrivono per conto terzi: discorsi per politici, attori, articoli di giornale e anche libri. Alcuni bravi riescono anche a vivere e guadagnare bene per questa attività, ma sempre restando nell’ombra, senza gloria. Potrebbe trattarsi di uno stile di vita oppure considerare lo scrittore ombra un lavoro come un altro. Molti potrebbero criticare questa scelta di vita, perché idee, pensieri e frasi, in questo caso, non sono mai attribuibili al vero autore (un brutto gioco per certi versi), mentre magari quei concetti verrebbero ascritti a chi non riuscirebbe nemmeno lontanamente a concepire tali concetti. Apparenza?Fatto sta che potremmo trovarci a leggere pagine interessantissime, senza conoscere il vero volto di chi le ha scritte.

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Passiamo a chi invece sgomita e suda per un posto nel mondo “dell’editoria”, a chi lotta per vedere un sogno realizzato, a chi non ha paura di dare voce e volto alle sue parole: il popolo dei selfpublisher o aspiranti autori.

Youcanprint

Youcanprint è nata nel 2007 e prevede varie forme di pubblicazione: cartaceo, digitale, audiolibro. La distribuzione dei libri arriva in tutto il mondo e attraverso la piattaforma è possibile usufruire di diversi servizi fra cui Print on Demand, ebook, Self-publishing, servizi editoriali aggiuntivi (lettura e analisi, correzione bozze, traduzione, impaginazione professionale), distribuzione, marketing.

Come pubblicare con Youcanprint

Attraverso la piattaforma è possibile calcolare gratuitamente un preventivo, successivamente allegare il file da stampare, firmare il contratto ed infine effettuare il pagamento. Vi è la possibilità di pubblicare anche solo acquistando una sola copia del libro, trattandosi di pubblicazione on demand: i libri, infatti, verranno stampati al momento della richiesta d’acquisto da parte dei lettori. Youcanprint è una piattaforma di autopubblicazione che offre anche altri tipi di servizi a pagamento: correzione bozze, editing ecc. Se un autore si affaccia sul mondo dell’editoria senza strumenti adeguati, rischia un flop, perché si tratta di un mondo spietato e dove ci è una grandissima concorrenza. Prima di pensare ad autopubblicare un libro è di fondamentale importanza valutare tante strade ed inoltre servirsi di correzione bozze ed editing professionale.

Youcanprint mette a disposizione diversi sistemi per promuovere un libro, come il Co-Marketing, cioè l’invio di volantini pubblicitari all’interno dei pacchi inviati ai clienti.

Un servizio simile è offerto da Amazon; infatti, il principale sito web del selfpublishing offre la possibilità di pubblicare e-book, che possono in seguito essere trasformati in libri cartacei.

Youcanprint: i guadagni per l’autore

L’autore guadagna il 30% sulla copia cartacea del suo libro e il 70% per il formato ebook venduti sullo store Youcanprint, mentre guadagnerà rispettivamente il 20% (cartaceo) e il 50% (ebook) sulle copie vendute nel network Youcanprint (librerie fisiche e store on line es. Amazon).

 

 

 

 

 

 

 

Home Restaurant Hotel lancia il franchising 4.0 per trasformare casa in affittacamere home restaurant home sharing

Il cuoco-imprenditore Gaetano Campolo, forte delle esperienze realizzate fra Firenze e Reggio Calabria, ha ideato un corso di formazione per l’ultima frontiera della share economy. “Ma servirebbe una legge per sostenere il settore, che rappresenta un’opportunità per il turismo e per il Sud Italia”

Creare un vero e proprio ristorante in casa, sposando il concetto dell’home sharing con quello del social eating e trasformando quella che può essere un’attività saltuaria in una regolare. È questa l’idea su cui il cuoco calabrese Gaetano Campolo ha lavorato negli ultimi anni: ora, forte del successo e delle esperienze maturate fra Firenze e Reggio Calabria, la sua società, Home Restaurant Hotel, è pronta per un passo avanti, con il lancio di un sistema di franchising 4.0 che diffonda questo modello in tutta Italia.

“La nostra idea – spiega Campoloè di incentivare la nascita di nuove opportunità lavorative che permettano di sfruttare i principi della share economy. Con il franchising puntiamo a formare le persone perché possano inserirsi in un settore in fermento: il nostro è un paese con un patrimonio storico e turistico unico al mondo, ricco di biodiversità e di tantissime tradizioni regionali, anche culinarie, che spesso nemmeno noi italiani conosciamo. Far sviluppare il settore dell’ospitalità diffusa rappresenterebbe la possibilità di mettere a frutto questa ricchezza e di creare dei posti di lavoro anche nelle zone più in difficoltà da questo punto di vista, come il Sud Italia”.

Con il franchising, Home Restaurant Hotel offrirà, a 1.500 euro, 3 anni di abbonamento premium gratuito alla piattaforma e un corso in tre giorniin cui saranno spiegati tutti gli aspetti relativi al settore, dalla documentazione necessaria a come lavorare sul marchio per farlo rendere al meglio, creando una struttura di successo. “Gli home restaurant che ho creato a Firenze e Reggio Calabria hanno raccolto, e stanno continuando a raccogliere, il gradimento dei turisti di tutto il mondo, a partire da quelli italiani. È proprio partendo da queste case history che ho sviluppato l’idea del franchising, così da fornire a chi volesse seguire questa strada tutte le informazioni e le conoscenze che io ho dovuto scoprire in prima persona”, aggiunge Campolo.

“In Italia, purtroppo, c’è ancora una scarsa coscienza delle opportunità che la share economy può offrire e spesso il settore viene male identificato, anche dal ceto politico”, continua il cuoco-imprenditore calabrese. “C’è chi pensa si tratti di un fenomeno low cost o addirittura a costo zero, mentre in realtà si tratta di dare alle persone la possibilità di sfruttare risorse che già hanno a disposizione o che non vengono al momento utilizzate per creare qualcosa di nuovo e magari scoprire di avere il talento e la passione per lavori che nemmeno loro credevano di saper fare. In molte parti del nostro Paese, poi, l’offerta turistica non è all’altezza di quanto ambiente e storia avrebbero da offrire: chi meglio dei cittadini di quelle aree può diventare ambasciatore del suo territorio?”.

Il franchising, in ogni caso, non è l’unico modo di lavorare con Home Restaurant Hotel: rimarrà sempre possibile infatti sfruttare la piattaforma per pubblicare i propri annunci. “Con la nostra proposta, tuttavia, siamo convinti di riuscire a raggiungere persone di qualsiasi età e che adesso magari lavorano in altri settori, ma che cercano un modo per reinventarsi, sfruttando quelle che possono essere le loro passioni, come quella per la cucina, sempre più diffusa”. 

Purtroppo, ricorda Campolo, durante la scorsa legislatura il Parlamento“ha fatto di tutto per distruggere questa possibilità”, con un provvedimento che era stato votato alla Camera e che poneva diversi limiti allo sviluppo di queste attività.“Per fortuna, prima che il Senato potesse approvare definitivamente la legge, un intervento dell’Antitrust ha sollevato diversi punti a favore del mondo degli home restaurant”. L’aspettativa è che adesso i vari ministeri competenti, dallo Sviluppo Economico al Turismo, possano “lavorare in sinergia, confrontandosi con gli imprenditori che sono già in campo, per far crescere un comparto che può fare molto per turismo e Made in Italy”. Anche perché, rimarca il cuoco, altri Paesi europei stanno sostenendo le loro società che operano nel settore: un esempio è la francese Vizeat, che ha comprato l’americana EatWith.

“Con il consigliere regionale calabrese Alessandro Nicolò siamo lavorando per presentare una legge a livello regionale, dopo che lo scorso marzo Home Restaurant Hotel ha presentato al Consiglio regionale il primo vademecum operativo del settore. La speranza è che, una volta approvato questo provvedimento, possa essere d’ispirazione per una normativa nazionale che favorisca il settore, invece di penalizzarlo inutilmente”.

fonte: homerestauranthotel

Collezione da giardino

 

 

Come aprire un blog con dominio gratis

Il mondo di internet è molto cresciuto negli ultimi vent’anni e chi per diversi motivi ha l’esigenza di comunicare, vendere o essere nel mondo virtuale in qualche modo ha diverse possibilità di scelta. Milioni di persone, ad esempio decidono di aprire un blog; molti blog sono cliccatissimi, mentre altri registrano poco traffico o chiudono.

Perché creare un blog con dominio gratis

Molti liberi professionisti, oggi decidono di avere un blog; vale a dire un diario virtuale dove scrivere per comunicare e farsi conoscere dal pubblico. Aprire un blog vuol dire anche interagire in modo più personale con il proprio pubblico. Alcuni blog sono molto confidenziali, comunicano familiarità e sicurezza, fiducia. Basti pensare a ciò che avviene con i blog dedicati alla cucina e alle ricette oppure ai consigli sulla moda, sugli accessori e sui cosmetici. Un blog ben strutturato rappresenta una componente essenziale della propria immagine e del proprio brand. Quest’ultimo, infatti, si articola attraverso i social con campagne e strategie mirate, ma aprire un blog rappresenta un ulteriore passo verso la definizione della propria identità professionale.

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Qualsiasi persona che ha una passione o una professione libera può decidere di aprire un blog e registrare un dominio gratis. Vi sono molti siti web che offrono domini e hosting gratuiti, attraverso i quali è molto semplice creare un blog. Queste piattaforme mettono spesso a disposizione strumenti attraverso cui fare una sorta di “laboratorio”, creando un blog accedendo a molte soluzioni di modifica e personalizzazione. Un blog  amatoriale può diventare anche professionale. Il segreto di un blog di successo, oltre che l’assiduità nella scrittura di post (due o tre post alla settimana vanno bene) risiede nella lunghezza e nell’approfondimento che un articolo può dare. Parlare di un argomento in modo dettagliato e professionale, offrendo spunti di riflessione, soluzioni e altri elementi utili è il segno distintivo di un blog curato bene. Infine, non è necessario essere anonimi; meglio se ogni post viene firmato e corredato da una propria foto in modo tale da dare al lettore la sensazione di stare a tu per tu con chi scrive.

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Come creare un blog con dominio gratis

Vi sono sostanziali differenze fra blog con dominio gratis e con dominio a pagamento; il dominio gratuito è di solito di terzo livello, uno spazio molto limitato, meno strumenti a disposizione.  I domini a pagamento, invece hanno uno spazio spesso illimitato, offrono strumenti Seo, posseggono numerosi servizi aggiuntivi come email, database di grosse dimensioni, funzioni di backup.

Quale piattaforma scegliere per creare un blog con dominio gratis

Prima di scegliere la piattaforma cui affidarsi per creare un blog con dominio gratis bisogna valutare la propria competenza in termini di internet e dimestichezza con la creazione di siti. Le piattaforme presenti su internet offrono diversi gradi di difficoltà e molte sono molto intuitive tanto da riuscire a guidare l’utente in modo molto semplice. Vi sono altre piattaforme, invece che sono destinate ad utenti più esperti  che pur essendo gratuite offrono una molteplicità di funzioni e strumenti per poter creare anche un blog molto professionale in modo totalmente gratuito.

Le 5 migliori piattaforme con dominio gratuito

 

Melascrivi: la piattaforma che ti paga per scrivere

Per chi ama scrivere articoli esiste una piattaforma on line che permette di guadagnare scrivendo. Melascrivi è un sito di incontro fra editori e autori. Chi è l’editore? L’editore è un imprenditore, il proprietario di un blog, di un sito o di un’attività che ha bisogno di testi. Chi è l’autore?  L’autore è colui che scrive un testo dietro compenso.

Cosa fare per diventare editore o autore di Melascrivi?

Iscriversi su Melascrivi è semplicissimo: basta andare sulla piattaforma web Melascrivi  ed effettuare l’iscrizione. Se ci si iscrive come editore bisognerà registrare una forma di pagamento, mentre se ci si iscrive come autore bisogna impostare nel proprio profilo lo strumento di pagamento preferito per ricevere gli incassi. I pagamenti avvengono ogni lunedì se è stata raggiunta la soglia di almeno 25 €. E’ possibile anche iscriversi sia come autore sia come editore.

L’autore potrà accedere al suo profilo dove troverà gli articoli da scrivere inseriti dagli editori; è necessario cliccare sull’articolo e prenderlo in carico, da quel momento l’autore avrà 48 ore per scriverlo ed inviarlo. Una volta effettuato l’invio, bisognerà attendere l’esito che potrà essere positivo, in questo caso Accettato, da Revisionare o Rifiutato. L’Autore acquista dei punti, le stelle; si parte da una stella e in base alla bravura, al numero di articoli scritti si acquistano stelle. Tutti gli articoli hanno stelle ed esse indicano la qualità e il grado di difficoltà. L’autore attraverso il suo profilo potrà scegliere le categorie nelle quali preferisce scrivere; inoltre nella sezione entrate sono riportati i compensi corrisposti in pdf – Si tratta di una ricevuta per cessione contenuti con la seguente dicitura:

per la redazione di articoli per Melascrivi e relativa cessione dei diritti d’autore ai sensi dell’art.3 e dell’art. 5 del D.P.R. del 26 ottobre 1972 n°633 e successive modifiche ed integrazioni.

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Melascrivi: vantaggi e svantaggi

Uno dei vantaggi è sicuramente quello di utilizzare Melascrivi come una palestra per allenare la propria scrittura e allargare anche le proprie conoscenze. Infatti chi sogna di far diventare la scrittura il proprio mestiere deve conoscere le tecniche seo più utilizzate, ma anche molti argomenti (contenuti) che girano sul web.  L’autore può scegliere i settori nei quali si sente più preparato, però quando è alle prese con un articolo con un titolo ben definito deve necessariamente approfondirlo e documentarsi il più possibile sui diversi aspetti. Questa piattaforma è consigliata agli studenti, a chi si affaccia nel mondo del lavoro e chi intende recuperare qualche soldo. In questa piattaforma si può  acquisire quell’esperienza che servirà di sicuro in futuro.

Lo svantaggio è che i prezzi corrisposti per ogni articolo sono davvero molto bassi rispetto alla media ed inoltre vi è un sistema di penali che danneggia gli autori, tanto che è improbabile pensare di fare di Melascrivi la primaria fonte di guadagno.

Cibo in bicicletta: taglio alle emissioni

Consegna cibo in bicicletta: opportunità o un’occasione persa? Deliveroo ormai è una realtà consolidata; il sito che ti connette ai migliori ristoranti che ti portano il cibo a casa, secondo una recente ricerca farebbe risparmiare circa 6.400 tonnellate di C02 all’anno, nei dodici paesi dove il servizio è diffuso.

Come funziona Deliveroo

Deliveroo ti permette di ricercare i ristoranti nella tua zona che in meno di mezz’ora ti consegneranno il pranzo o la cena che preferisci direttamente a casa. I rider sono ragazzi che si spostano generalmente in bici per consegnare i pasti a domicilio. L’azienda è molto fiera di contribuire al rispetto e alla tutela dell’ambiente. Il rispetto del”aria sembra però non coincidere con il rispetto dei lavoratori, chiamati rider.

Deliveroo, di fatto è una multinazionale che offre la possibilità a tanti ragazzi di “lavoretti” senza garanzie e precari. L’azienda alcuni mesi fa ha deciso di abolire il salario minimo di 5,60 all’ora per introdurre il cottimo. La decisione ha provocato la protesta dei rider, che hanno iniziato questo lavoro per “arrangiarsi”, ma che poi è diventato “quasi fisso”, visto che in giro ci sono poche opportunità lavorative.

La multinazionale continua a testare l’aria che respiriamo e a fare sondaggi fra i rider e infatti, secondo Deliveroo il 90% dei rider è felice del lavoro che svolge, lo stesso sondaggio ha evidenziato che il 90% apprezza la flessibilità che il lavoro di rider offre. La maggior parte dei ragazzi delle consegne ha meno di 30 anni e quelli che usano la bici guadagna 1,50 in media in più a consegna, mentre quelli che utilizzano lo scooter ricevono un piccolo rimborso per la benzina.

Il 90% dei rider soddisfatti studiano e svolgono questo lavoro per mantenersi all’università, ma il 10% che protesta, probabilmente pensava di trasformare questo lavoro in qualcosa di più stabile, con qualche garanzia e qualche tutela. Fra giugno 2016 e giugno 2017 Deliveroo, che collabora con oltre 35 mila ristoranti ha fatturato più di un miliardo di euro di ricavi.

L’opportunità di crescita esiste e si traduce in più lavoro sia per i ristoranti sia per i fornitori e in generale per l’economia (introiti fiscali, mercato delle biciclette), ma ancora una volta la crescita è rivolta ad altri soggetti e non è a favore dei lavoratori che sono sempre meno tutelati dalla legge.

La digitalizzazione del lavoro

Il lavoro sta cambiando rapidamente, tanto che non vi sono norme adeguate che lo regolino. Le proteste dei lavoratori crescono, basti pensare a quella recente dei lavoratori Amazon. Sembra che i sindacati si stiano muovendo a contrattare sulle nuove regole del lavoro digitalizzato.

E’ un algoritmo a decidere la sorte di un lavoratore e lo discrimina in base a determinati fattori: se è disponibile sempre, se protesta, se sciopera o è iscritto ad un sindacato. Una cosa è certa: bisogna pedalare!

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