Housers Green: investire nelle energie rinnovabili

Si chiama Smart Investment e anche con una piccola somma, partendo da 50€ si può diventare Investitori. Housers è fra i primi nel Crowdfunding immobiliare e ogni anni distribuisce migliaia di euro a chi investe nei progetti.

Housers lancia il  primo progetto Green, per finanziare l’acquisizione di 6 diritti equivalenti a 6 megawatt (Mw) per la successiva costruzione, gestione e vendita in Polonia.

Le energie rinnovabili sono diventate un veicolo essenziale per passare a consumi energetici diversi e ridurre le emissioni di CO2.

Cosa sono le energie rinnovabili?

Le energie rinnovabili sono quelle ottenute da fonti naturali che producono energia a tempo indeterminato e inesauribile perché si rigenerano naturalmente nel tempo.

Sono fonti energetiche pulite, inesauribili e competitive. A differenza dei combustibili fossili, che emettono enormi quantità di CO2 nell’atmosfera durante la combustione, principale causa del riscaldamento globale, le energie rinnovabili non sono inquinanti e rappresentano l’alternativa più pulita.

Lo sviluppo di energia pulita è essenziale per combattere il cambiamento climatico e limitarne gli effetti più devastanti.

Quali tipi di energia rinnovabile esistono?

Tra le energie rinnovabili o anche chiamate energie pulite troviamo:

  • Energia eolica: l’energia ottenuta dal vento
  • Energia solare: l’energia ottenuta dal sole. Le principali tecnologie sono il solare fotovoltaico (utilizza la luce solare) e il solare termico (utilizza il calore del sole).
  • Energia idraulica o idroelettrica: energia ottenuta da fiumi e corsi d’acqua dolce.
  • Biomassa e biogas: l’energia estratta dalla materia organica
  • Energia geotermica: l’energia termica contenuta all’interno della Terra
  • Energia delle maree: l’energia ottenuta dalle maree
  • Energia delle onde: l’energia ottenuta dalle onde.
  • Bioetanolo: carburante organico adatto all’industria automobilistica, ottenuto attraverso processi di fermentazione di prodotti vegetali.
  • Biodiesel: carburante organico per l’industria automobilistica, tra le altre applicazioni, ottenuto da oli vegetali.

Perché investire nelle energie rinnovabili?

Lotta contro il cambiamento climatico: il processo di produzione di energia da fonti rinnovabili è esente da emissioni di gas serra nei processi di produzione di energia, pertanto, sono la soluzione più pulita e più praticabile al degrado ambientale;

Sono inesauribili: la materia prima utilizzata è libera e inesauribile, a differenza delle fonti energetiche tradizionali come il carbone, il gas, il petrolio o l’energia nucleare, le cui riserve sono limitate e molto costose;

Con una grande crescita competitiva: le principali tecnologie rinnovabili hanno ridotto drasticamente i loro costi, rendendoli ancora più competitivi.

Energia solare fotovoltaica

Come rivela l’ONU Ambientale, la capacità delle energie rinnovabili a livello mondiale è quadruplicata dal 2009 al 2019 con un investimento globale vicino ai 2.6 trilioni di dollari (2.3 trilioni di euro), evidenziando la leadership dell’energia solare.

L’energia solare è prodotta dai raggi solari ed è anche conosciuta come fotovoltaico. Si distingue per essere rinnovabile e illimitato, non inquina ed è totalmente pulito.

Come funziona un impianto solare?

come funziona un impianto solare
impianto solare

Se anche tu vuoi unirti alla lotta contro il cambiamento climatico e investire nelle energie rinnovabili ora con Housers è possibile. Abbiamo appena lanciato il nostro primo progetto Green, per finanziare l’acquisizione di 6 diritti equivalenti a 6 megawatt (Mw) per la successiva costruzione, gestione e vendita in Polonia.

fonte: Housers 

Housers: Form di registrazione

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Top ten dei rincari durante il lockdown

Una fotografia dei consumi e dei rincari durante la chiusura delle attività; secondo la ricerca dell’Unione Nazionale Consumatori vi sono stati dei rincari, che hanno sfruttato l’esigenza delle persone di stare a casa, come la lettura e i dispositivi di comunicazione e di quelli per lo Smart working. Il Governo avrebbe dovuto vigilare sui rincari ingiustificati, visto che vi sono stati dei settori, che poiché considerati primari non si sono fermati, come la logistica e tutta la filiera che ha consentito la produzione di prima necessità.

La top ten dei rincari da febbraio a maggio: E-book download +30,4%, frutta fresca +12,8%, computer +12%.

L’Unione Nazionale Consumatori ha stilato la classifica dei prodotti e servizi più rincarati durante l’emergenza Covid, ossia da febbraio, mese dove non c’era ancora il lockdown, a maggio, scoprendo vere e proprie speculazioni dei prezzi.

Il record spetta alla voce E-book download, con un rialzo, in soli 3 mesi, del 30,4%. Un aumento a dir poco vergognoso, che ha sfruttato l’esigenza di trascorrere il tempo con una buona lettura mentre si era chiusi in casa.

Al secondo posto la frutta fresca, +12,8% e al terzo gli Apparecchi per il trattamento dell’informazione, ossia computer portatili e fissi, palmari, tablet, notebook con un incremento del 12%.

“In pratica, si è approfittato dello smart working e dell’obbligo degli studenti di seguire le lezioni a distanza, per fare rialzi a danno di lavoratori e famiglie” afferma l’avv. Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

Analoga sorte per gli Accessori per apparecchi per il trattamento dell’informazione, ossia monitor e stampanti, che si collocano al quarto posto di questa classifica, salendo dell’11,3%. Sfruttamento simile per la quinta voce, Apparecchi per la telefonia fissa, +7,7%.

“Evidentemente i telefoni fissi che si avevano non potevano bastare dal momento che tutta la famiglia era “reclusa” tra le quattro mura di casa e c’è chi ha pensato bene di cogliere questa necessità per guadagnarci. Insomma, a fronte di un indice generale aumentato da febbraio a maggio solo dello 0,1%, c’è chi ha approfittato dei beni che gli italiani hanno dovuto prendere o acquistare maggiormente per via dell’emergenza Coronavirus, per lucrare” commenta Dona.

E’ così che si spiega il sesto posto, vegetali surgelati (+4,8%), bene sostituto dei vegetali freschi, ed il settimo, le patate, ricercate per la loro caratteristica di conservarsi più a lungo (+4,4%) e, alla pari, Altri articoli di cancelleria, ossia evidenziatori, matite, penne e cartucce a getto d’inchiostro e toner, anche queste collegate allo smart working (+4,4%). In ottava posizione cacao e cioccolato in polvere, tipico comfort food, +4,3%, in nona posizione un ex aequo, Pasta e couscous (+4,2%) e Apparecchi per cottura cibi, come forni, forni a microonde, piani cottura (+4,2%). Chiude la top ten la farina (+3,8%). Insomma, la voglia di pizza e di dolci fatti in casa ha influito sulle ultime due voci della graduatoria.

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

 

Turismo: ministro Franceschini dia le dimissioni, l’appello di Consumatori

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Il dietrofront dell’Europa e della Vestager: per ora nessuna infrazione su voucher. ma la sostanza non cambia.

Roma, 13 maggio 2020 – “Chiediamo le dimissioni del ministro dal Turismo Dario Franceschini, l’artefice dell’operazione voucher al posto dei rimborsi in denaro previsti dalla normativa europea vigente in caso di cancellazione di un volo aereo o di un pacchetto turistico” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

La vicepresidente della Commissione Ue, Margrethe Vestager, ha precisato che – contrariamente a quanto aveva annunciato in mattinata – al momento non è stata (ancora) aperta alcuna procedura d’infrazione contro gli Stati membri che hanno violato il diritto al rimborso ai passeggeri per la cancellazione dei viaggi e che, per ora, si tratta di “lettere d’incoraggiamento” affinché gli Stati garantiscano ai viaggiatori la scelta tra rimborso e voucher di viaggio.

La vicepresidente della Commissione Ue, Margrethe Vestager, dopo aver annunciato una procedura d’infrazione contro 12 Stati membri che hanno violato il diritto dei passeggeri al rimborso dopo la cancellazione di un volo o di un pacchetto turistico, introducendo i voucher, coma ha fatto l’Italia, ha rettificato, precisando che al momento non è stata (ancora ndr) aperta alcuna procedura d’infrazione contro gli Stati membri e che, per ora, si tratta di “lettere d’incoraggiamento” affinché gli Stati garantiscano ai viaggiatori la scelta tra rimborso e voucher di viaggio.

“Prendiamo atto dell’incredibile dietrofront della Vestager. Che sia un lapsus freudiano? E’ possibile che il suo fraintendimento sia dovuto al fatto che abbia tagliato troppo sui tempi, anticipando incautamente quanto in realtà era ancora riservato, accorciando un po’ troppo la tempistica necessaria per la procedura d’infrazione? ” prosegue Dona.

“Lo vedremo e, in un certo senso, ce lo auguriamo. Infatti, resta confermato l’approccio europeo ai voucher che, a differenza di quanto previsto dal legislatore italiano, ammette l’offerta dei voucher ma solo a condizione che siano volontari, siano protetti contro l’insolvenza dell’emittente e che, se non riscattati dopo il periodo di validità, siano rimborsati automaticamente. Non solo, l’Europa stabilisce espressamente che i voucher siano cedibili. Anche per questo, la richiesta di dimissioni del ministro Franceschini” aggiunge Dona.

“Siamo l’unica associazione di consumatori ad aver chiesto formalmente un incontro al ministro, fin dal 4 marzo, per una modifica dell’art. 28 del decreto legge n. 9 del 2 marzo 2020 e poi gli unici a presentare osservazioni in Parlamento al Cura Italia che ha assorbito quel decreto, chiedendo di rimediare a quello scempio dei diritti dei turisti e dei viaggiatori, tanto illegittimo quanto dannoso per gli stessi tour operator” prosegue Dona.

“Non è privandoli dei loro sacrosanti diritti, infatti, che si invogliano i clienti a tornare a spendere e a viaggiare. Nessuno prenota oggi una vacanza se poi sa che non potrà riavere i soldi ma solo un voucher da utilizzare entro un anno. Ebbene, quanto accaduto oggi rafforza quanto stiamo dicendo da mesi, ossia che, anche se Governo ed Parlamento, per aggirare la normativa Ue, hanno ritenuto le disposizioni dell’art. 88 bis del Cura Italia come norme di applicazione necessaria, il rischio è che poi si debba fare dietrofront, con ripercussioni a catena e a ritroso, con danno ancora maggiore per i tour operator. Un giudice italiano, infatti, potrebbe decidere di disapplicare la norma interna, dando ragione al viaggiatore, potrebbe esserci una pronuncia della Corte di Giustizia Ue, oppure, infine, come dimostra la vicenda di oggi, una procedura d’infrazione contro l’Italia. Per questo avevamo proposto una modifica di quell’articolo, ad esempio dando il diritto al consumatore che non vuole utilizzare il voucher entro l’anno dall’emissione, di avere, alla fine di quel periodo, il rimborso in denaro come previsto dalla normativa europea. Non a caso è quanto hanno fatto altri Paesi come la Francia e quanto oggi ribadisce l’Europa” conclude Dona.

Ecobonus e superbonus 110%: ristrutturazioni e riqualificazioni come funziona

Ecobonus o superbonus 110% è una misura, che è stata pensata per rilanciare il settore edilizio. La pandemia Covid-19, con l’adozione in molti casi dello Smart working o lavora da casa renderà necessario migliorare le abitazioni, ripensando anche a spazi più sani, soprattutto esterni come giardini e terrazzi.

Interventi con ecobonus, sismabonus, bonus facciate, colonnine di ricarica: sconto in fattura o cessione credito – A chi spetta? Come richiedere l’ecobonus? Come effettuare il pagamento?

Confermato nel Decreto Rilancio il superbonus al 110% per i lavori di ristrutturazione edilizia e riqualificazione energetica (anche su alcune seconde case). Possibile usufruire sia dello sconto in fattura, sia della cessione del credito, anche ad una banca.

La cessione del credito, peraltro, è prevista anche per altre nuove agevolazioni fiscale previste per l’emergenza Coronavirus, come i crediti d’imposta sull’affitto di commercianti e PMI, o quelli per la sanificazione dei luoghi di lavoro.

Tempistica
Come noto, La possibilità di applicare sconto in fattura o cessione del credito riguarda i lavori sostenuti nel 2020 e nel 2021. Si applica a tutti i lavori di riqualificazione energetica e riduzione del rischio sismico per i quali è prevista la nuova detrazione al 110% dal primo luglio 2020 al 31 dicembre 2021. E’ prevista anche per altri interventi di ristrutturazione edilizia, riqualificazione energetica, rischio sismico.

Quali lavori si possono fare con Ecobonue e Superbonus 110%

  • Ristrutturazioni edilizie: lavori di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, effettuati sulle parti comuni degli edifici condominiali. Oppure lavori di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, sulle singole unità immobiliari. Molto in sintesi, sono i lavori a cui si applica la detrazione al 50% fino a un tetto di spesa di 96mila euro previsti dall’ articolo 16-bis, comma 1, lettere a, b, del testo unico delle imposte sui redditi, dpr 917/1986.
  • Efficienza energetica: lavori di riduzione fabbisogno energetico, miglioramento termico edificio, pannelli solari, sostituzione impianti riscaldamento, infissi, finestre comprensive di infissi, di schermature solari e di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione  Sono gli interventi agevolati con l’ecobonus al 65% previsti dall’articolo 14 del dl 63/2013.
  • Lavori antisismici: sono i lavori che riducono il rischio sismico nelle zone 1, 2 e 3 (in base alla classificazione del rischio sismico) previsti dall’articolo 16, commi 1-bis e 1-ter, del decreto legge 63/2013.
  • Recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti, ivi inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna: sono i lavori agevolati con il nuovo bonus facciate introdotto dalla manovra 2020 (articolo 1, comma 219, legge 160/2019).
  • Installazione di impianti solari fotovoltaici.
  • Installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici: articolo 16-ter dl 63/2013.

Su tutti i lavori sopra indicati, il contribuente può applicare direttamente in dichiarazione la relativa detrazione prevista (110%, 65%, 505 e via dicendo, a ognuno dei lavori di applica l’agevolazione specificamente prevista dalle norme sopra richiamate). Oppure, in alternativa, può scegliere una delle seguenti due ipotesi.

  • Sconto in fattura: è una somma che corrisponde alla detrazione spettante, che viene direttamente scalata sul corrispettivo dovuto al fornitore che ha effettuato gli interventi. Quest’ultimo recupera poi la somma applicando un credito d’imposta, con facoltà di successiva cessione del credito ad altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari.
  • Cessione del credito: trasformazione del corrispondente importo in credito d’imposta, con facoltà di successive cessioni ad altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari.

Il credito d’imposta può essere utilizzato anche in compensazione, sulla base delle rate residue di detrazione non fruite, con la stessa ripartizione in quote annuali con la quale sarebbe stata utilizzata la detrazione. La quota di credito d’imposta non utilizzata nell’anno può essere usufruita negli anni successivi, ma non può essere richiesta a rimborso.

E’ in ogni caso necessario attendere un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate con le modalità attuative. La norma del dl rilancio prevede anche le regole relative a controlli e recupero delle agevolazioni indebitamente fruite.

Incentivi e tetti massimi

Ci sono dei tetti massimi detraibili per le spese edili affrontate, appositamente documentate. Spese sostenute nell’arco di tempo compreso dal 1 luglio 2020 al 31 dicembre 2021.

A chi spetta

Possono usufruire della detrazione tutti i contribuenti residenti e non residenti, anche se titolari di reddito d’impresa, che possiedono, a qualsiasi titolo,l’immobile oggetto di intervento. In particolare:

  • le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni
  • i contribuenti titolari di reddito d’impresa (persone fisiche, società di persone, società di capitali)
  • le associazioni tra professionisti
  • gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale
  • i titolari di reddito d’impresa possono fruire della detrazione solo con riferimento ai fabbricati strumentali da essi utilizzati nell’esercizio della loro attività imprenditoriale
  • tra le persone fisiche possono fruire dell’agevolazione anche i titolari di un diritto reale sull’immobile, i condòmini, per gli interventi sulle parti comuni condominiali, gli inquilini, coloro che hanno l’immobile in comodato.

Sono inoltre ammessi a fruire della detrazione, purché sostengano le spese per la realizzazione degli interventi e questi non siano effettuati su immobili strumentali all’attività d’impresa:

  • il familiare convivente con il possessore o il detentore dell’immobile oggetto dell’intervento (coniuge, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado) e il componente dell’unione civile
  • il convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile oggetto degli interventi né titolare di un contratto di comodato.
  • le detrazioni sono usufruibili anche dagli Istituti autonomi per le case popolari, comunque denominati, dagli enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti istituti, dalle cooperative di abitazione a proprietà indivisa.

Come richiedere l’ecobonus

Per richiedere l’agevolazione è necessario essere in possesso dei seguentidocumenti:

  • asseverazione di un tecnico abilitato o dichiarazione resa dal direttore dei lavori, che consente di dimostrare che l’intervento realizzato è conforme ai requisiti tecnici richiesti
  • l’attestato di prestazione energetica (APE), finalizzato ad acquisire i dati relativi all’efficienza energetica dell’edificio. Questa certificazione è prodotta dopo l’esecuzione degli interventi. L’APE non è richiesto per i seguenti interventi:
    – sostituzione di finestre comprensive di infissi in singole unità immobiliari e ’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda
    – sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione e contestuale messa a punto del sistema di distribuzione
    – acquisto e posa in opera delle schermature solari
    – installazione di impianti di climatizzazione dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili, se le detrazioni sono richieste per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale
    – acquisto e installazione di dispositivi multimediali
  • scheda informativa relativa agli interventi realizzati.

Come effettuare il pagamento

Inoltre, occorre effettuare il pagamento con bonifico bancario o postale (a meno che l’intervento non sia realizzato nell’ambito dell’attività d’impresa).

Nel modello di versamento con bonifico bancario o postale vanno indicati la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione, il numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto a favore del quale è stato eseguito il bonifico (ditta o professionista che ha effettuato i lavori).

Infine, entro 90 giorni dal termine dei lavori, bisogna trasmettere all’Enea, con modalità telematiche, la scheda informativa degli interventi realizzati e le informazioni contenute nell’attestato di prestazione energetica (APE).

fonte di riferimento:quifinanza

 

Ecosostenibilità, Risparmio e Investimenti

Uno degli aspetti della Pandemia Covid-19 è quello di aver sviluppato una nuova capacità e una sensibilità verso i temi della salute e dell’ambiente. Si sperimentano nuove tecnologie, che possano aiutare consumi più consapevoli, facilitando la vita, diventata in questo periodo più faticosa, riguardo agli acquisti.

e-commerce e occasione di investimento

Parafarmaci, integratori alimentari e cosmetici: parte la raccolta di Econviene, la società che ha realizzato un portale e-commerce di prodotti “low cost”. I prezzi vantaggiosi derivano dalla filosofia “zero spreco”: l’azienda propone infatti articoli che rischiano di rimanere invenduti e che verrebbero successivamente distrutti per vari motivi, come la scadenza inferiore ai 6 mesi o la confezione leggermente danneggiata.

Econviene, l’e-commerce a “zero spreco” arriva su CrowdFundMe

La campagna dell’emittente vanta già un Lead Investor del calibro di Friulia Spa, finanziaria costituita dalla Regione Friuli Venezia Giulia, che ha deciso di entrare nel capitale sociale con 200.000 euro.

Inoltre, tra i punti di forza di Econviene vi è un mercato di riferimento in netta crescita. L’anno scorso, secondo i dati dell’Osservatorio e Commerce, il settore ha registrato in Italia un giro d’affari da 480 milioni di euro, pari a un aumento del 45% sul 2018. E l’impatto della pandemia di coronavirus sta accelerando questo sviluppo, perché sempre più consumatori, a causa delle varie misure di precauzione, si stanno orientando verso gli acquisti online. Si parla di una tendenza a livello globale.

A livello di risultati raggiunti, i numeri dell’emittente parlano chiaro. Nel 2019 Econviene ha evaso oltre 6.000 ordini e salvato dallo spreco più di 25.000 confezioni, raggiungendo così un fatturato di 240.000 euro (+ 275% sul 2018). Se vogliamo fare uno zoom sul 2020, in particolare su febbraio, marzo e aprile – ovvero nel periodo cruciale della diffusione del coronavirus e della quarantena – la società è arrivata al nuovo record di oltre 1000 ordini/mese.

L’obiettivo di Econviene è quello di diventare la piattaforma di riferimento per la lotta allo spreco ampliando la sua filosofia anche ad altre categorie di prodotti e guardando anche ad altri mercati europei con elevata sensibilità green. Per accelerare la propria strategia, l’emittente punta a un primo obiettivo di raccolta parti a 300.000 euro e un massimo di 500.000. In base al capitale raccolto, investirà in attività di marketing, potenziamento tecnologico della piattaforma, acquisto stock d’occasione e rafforzamento del team commerciale e IT.

fonte: Crowdfund.me

Altre produzioni Ecosostenibili

I temi  dell’ecosostenibilità e dello spreco sono stati più volte affrontati, infatti nutrirsi bene in modo naturale, salvaguardando l’ambiente è l’obiettivo di tantissime persone. Tali temi sono alla base della filosofia di molte aziende di integratori naturali ,  come Dna Solutions, che produde in officine italiane al 100%, con materie prime certificate e di ottima qualità. Sia i fitoestratti che le piante officinali utilizzate nella produzione degli integratori vengono coltivate biologicamente in filiera certificata ISO 22000 all’interno del Parco Nazionale del Pollino. In questo caso si tratta di Nutraceutici e Nutrigenomici. 

 

 

Pensioni e Coronavirus, ecco nel dettaglio cosa cambia

Per contribuire a contrastare la diffusione del Coronavirus, specialmente su quelle fasce d’età più esposte a rischio, si stanno mettendo in campo diverse iniziative.

A coinvolgere un gran numero di anziani sono, ad esempio, le nuove disposizioni firmate dal Capo della Protezione Civile in termini di ritiro della pensione.

Pensione aprile, maggio e giugno, dove ritirarla e quando

In tempi di Coronavirus tutto cambia, anche il ritiro della pensione: per evitare nuovi assembramenti presso gli uffici postali è stata pensata una nuova organizzazione che anticipi di alcuni giorni la data delpagamento pensionistico e sono stati inoltre, stabiliti degli scaglioni in base al cognome del titolare della prestazione.

Le date che sono state comunicate dall’INPS sono:

  • Dal 27 aprile al 2 maggio per la mensilità di maggio;
  • Dal 26 maggio al 30 maggio per la mensilità di giugno.

Nel caso in cui a riscuotere il denaro non sia il titolare della prestazione, bensì un delegato regolarmente autorizzato, per individuare la data del pagamento si dovrà fare riferimento comunque al cognome del titolare.

Poste Italiane ha inoltre specificato che i possessori di carta Postmat, carta libretto o di PostePay Evolution, potranno prelevare i contanti a loro dovuti presso uno dei 7000 ATM Postmat senza bisogno di recarsi presso lo sportello.

Per conoscere l’ufficio postale più vicino a te dove poter ritirare la pensione visita il sito PosteItaliane dedicato.

fonte: Consumatori.it Lorenzo Cargnelutti

 

Carabinieri e Poste Italiane consegnano la pensione agli over 75

Una delle tante iniziative messe in campo per limitare l’esposizione degli anziani al virus è quella che vede la collaborazione di Poste Italiane e Arma dei Carabinieri.

È stata infatti firmata una convenzione, che avrà validità per tutta la durata dell’emergenza, grazie alla quale chi ha più di 75 anni e ha una prestazione previdenziale da ritirare in contati presso gli uffici postali, potrà richiedere di ricevere gratuitamente il denaro direttamente a casa propria: la delega al ritiro verrà fatta ai carabinieri.

Per ottenere questo servizio sarà sufficiente chiamare il numero verde 800 55 66 70 o contattare la stazione dei carabinieri più vicina per maggiori informazioni.

Questo servizio però non riguarderà coloro che hanno già delegato altri alla riscossione, chi possiede un libretto o un conto postale o chi vive nella stessa casa o nelle vicinanze dei famigliari.

Questa nuova modalità di ritiro permetterà di ridurre i possibili furti o scippi ai danni di anziani, prestare comunque massima attenzione a tutte le altre truffe che si potrebbero subire, anche (e soprattutto) in questo periodo.

Economia Blu: un nuovo modello di Business

La Blue Economy è un  modello di sviluppo economico basato su durabilità, rinnovabilità e riutilizzo, che punta ad azzerare le emissioni inquinanti. La definizione di Wikipedia è la seguente: L’economia blu è un modello di economia a livello globale dedicato alla creazione di un ecosistema sostenibile grazie alla trasformazione in materie prime di sostanze precedentemente sprecate.

Sostenibilità e redditività sono alla base dell’economia blu. 

Secondo Gunter Pauli, economista e scrittore belga, l’economia blu potrebbe addirittura essere più incisiva della green economy per tutela ambientale e contrasto ai cambiamenti climatici.

L’Esempio – La Blue Economy è stata applicata con successo alle Canarie, sull’isola di El Hierro – Cosa hanno fatto qui gli abitanti?

A El Hierro, gli abitanti hanno cercato di aggiungere valore a ciò che facevano; gli allevatori, oggi producono dieci volte di quello che rappresenta il sussidio dell’UE. Dalla pesca indiscriminata con grandi reti, sono passati alle lenze e non hanno più pescato le femmine dei pesci. In questo modo è aumentato il pescato e l’occupazione. Nell’isola felice, poi hanno puntato sulle energie rinnovabili, qui bastano 50 capre per fatturare 100  mila euro all’anno. In altre parole con semplici passaggi si è creata un’economia con zero emissioni, zero rifiuti, aumento del fatturato e senza disoccupazione. 

Oceani, laghi, mari e fiumi sono un patrimonio straordinario per l’intera umanità, ma si stanno trasformando in discariche di plastica. L’ecosistema è compromesso, infatti, anche i pesci si nutrono delle plastiche presenti nel mare. L’economia blu permette lo studio del funzionamento della natura, dove tutto viene riutilizzato in un processo che trasforma i rifiuti in materie prime. E’ possibile fare questo trovando nuove tecniche per produrre e migliorando quelle che già esistono. 

I rifiuti, il vero problema

La differenza con la Green Economy è sostanziale, come da quella classica o attuale. L’Economia blu si concentra sulla salvaguardia di tutto ciò che è blu, come oceani, mari e cielo, ma non è solo quello. Quando beviamo un caffè, utilizziamo solo lo 0,2%, mentre il resto del prodotto è buttato via; tale processo è la normalità, infatti, il modello economico tradizionale ha come strategia la riduzione dei costi e la globalizzazione dei processi. Vi è, in questo modo una corsa all’aumento della quota di mercato, con uno spreco di risorse immane e con la produzione di tonnellate di rifiuti. Si parla di riciclo, ma la maggior parte dei rifiuti sono tossici e restano nell’ambiente e sono sotterrati. L’economia blu non è altro che l’imitazione della natura, che utilizza le stesse leggi naturali, come l’economia circolare, dove nulla viene gettato via, dove nessuna risorsa diviene scarto, perché serve per generare energia o per diventare concime, in un continuo ciclo naturale.

A ogni tonnellata di rifiuti urbani corrispondono 71 tonnellate di rifiuti prodotti dalla produzione, dalla distribuzione e dall’estrazione dei prodotti stessi. Il punto cruciale è lo smaltimento dei rifiuti, ovvero lo spreco, perché la trasformazione dei rifiuti in energie e nutrienti rappresenta l’unica soluzione. L’ecosistema basta a se stesso, perché anche i rifiuti restano all’interno del sistema. Per creare un nuovo modello di blue Economy è necessario che i nuovi imprenditori si ispirino al blue thinking, che punta a favorire la crescita con capitali minimi. Solo cambiando modo di pensare e mettendo al centro le risorse come vero valore l’economia blu potrà creare posti di lavoro e ecosostenibilità duratura. Le soluzioni sono diverse: pesca, acquacoltura, industria della trasformazione alimentare, cantieristica e i servizi connessi alla nautica da diporto, turismo attività estrattive.

Interventi dell’Unione Europea

L’Unione Europea ha destinato Settantacinque milioni di euro per far crescere l’economia blu innovativa dei Paesi europei. Il nuovo strumento di finanza sostenibile si chiama BlueInvest Fund. 

“Gli oceani sono i primi ecosistemi ad essere colpiti dai cambiamenti climatici, ma al tempo stesso offrono anche molte soluzioni per affrontare l’emergenza climatica in ogni singolo loro settore – pesca e acquacoltura, energia eolica e dal moto marino, biotecnologie blu ecc.”, ha spiegato Virginijus Sinkevičius, Commissario europeo per l’Ambiente. “Il fondo di investimenti di 75 milioni di euro servirà a sbloccare il potenziale dell’economia blu innovativa per contribuire al Green Deal europeo e provvedere alla crescita economica delle PMI europee che sviluppano prodotti e servizi nuovi e sostenibili”.

L’articolo completo delle risorse che finanzieranno quei fondi sottostanti che supportano tutte le attività economiche legate agli oceani, ai mari e alle coste. Lo strumento è completato dalla piattaforma BlueInvest della Commissione europea che stimola la propensione agli investimenti e l’accesso ai finanziamenti per le imprese, le PMI e le scale-up in fase iniziale. – fonte: Rinnovabili.it

È tempo di far morire l’industria dei combustibili fossili

Un bellissimo articolo di Ilana Cohen, apparso il 22 aprile 2020 sul Guardian spiega perché è il momento di far morire l’industria dei combustibili, per salvare la gente comune. 

Nella giornata inaugurale della Terra, gli americani hanno inondato strade e campus universitari per incanalare le loro paure, desideri, speranze e desideri nella loro visione per un futuro migliore. In tutti questi anni, non abbiamo ascoltato la loro chiamata – così esordisce l’articolo.

I futures sul petrolio sono diventati negativi per la prima volta nella storia. Questo incidente sottolinea solo l’instabilità intrinseca dell’economia del carbonio e la necessità di creare un futuro più stabile. Dobbiamo districare la nostra società dai combustibili fossili e far morire l’industria. 

In questo momento, nel bel mezzo della pandemia di Covid-19 e di un’emergenza climatica, abbiamo un’opportunità senza precedenti per farlo: un imperativo finanziario unico per spingere per il cambiamento sistemico necessario per proteggere il nostro pianeta e le nostre comunità.

Per decenni, le società di combustibili fossili hanno bruciato riserve di carbonio a spese dei consumatori quotidiani. Sostenuti da pubblici ufficiali incentrati sul profitto e avidi finanzieri di Wall Street, hanno prosperato anche se il loro prodotto principale è un rischio morale e finanziario senza pari. Ora, mentre Covid-19 scuote il mondo nel rendersi conto della profondità della sua dipendenza dal petrolio, stiamo vedendo quanto sia destabilizzante questa dipendenza dai combustibili fossili.

La Harvard University,  nonostante vanti una dotazione pre-pandemica di oltre $ 40 miliardi, nelle ultime settimane si è rivolta verso politiche di austerità: attuare congelamenti delle assunzioni , in calo per soddisfare le più ampie richieste di aiuti della comunità e rifiutarsi di garantire la retribuzione per alcuni lavoratori . La scusa di Harvard per questo comportamento? Le perdite di mercato hanno significativamente ridotto le sue partecipazioni, creando, secondo le parole del presidente  Harvard Larry Bacow, “una minore capacità di supportare le nostre operazioni esistenti”.

Questa pressione non è in gran parte dovuta ai suoi investimenti insostenibili: calcoli approssimativi suggeriscono che Harvard potrebbe aver perso 700 milioni di dollari solo attraverso le sue riserve di combustibili fossili. Questo è semplicemente un sintomo di legami istituzionali più ampi, incluso un  fiduciario che funge anche da miglior avvocato di Exxon .

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È chiaro che dobbiamo porre fine all’economia dei combustibili fossili e sostituirla con una costruita con la sostenibilità ambientale e l’equità sociale come principi fondamentali. Il raggiungimento di questo obiettivo richiede l’innovazione e la leadership delle nostre istituzioni educative, governative e finanziarie.

In questo momento critico della storia, l’industria dei combustibili fossili si sta mobilitando per rimanere parte del nostro tessuto sociale per molto tempo ancora. 

O gli diamo i salvataggi, il benessere aziendale e gli investimenti di cui ha bisogno per continuare gli affari o cogliamo questo momento per creare un futuro migliore.

Se supereremo i potenti interessi speciali e realizzeremo grandi azioni per il clima, faremo sì che l’industria dei combustibili fossili muoia ora. L’invito all’azione è chiaro: a tutti i nostri funzionari eletti, salvare le persone piuttosto che il petrolio. Investiamo in un futuro giusto e stabile piuttosto che nell’industria che distrugge il nostro pianeta.

Lunedì, il petrolio stava praticamente chiedendo di essere lasciato nel sottosuolo – lasciamolo lì, sepolto, insieme alla nostra dipendenza sociale dai combustibili fossili. Facciamo il 50 ° anniversario della Giornata della Terra il giorno in cui ci impegniamo in un sistema più giusto e stabile, e non guardiamo mai più indietro.

fonte: Ilana Cohen – The Guardian

 

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