Crowdfundme: le nuove opportunità della raccolta fondi Crowdfunding

Crowdfundme è uno dei più grandi portali di investimento privato e raccolta fondi; permette di costruire un portafoglio diversificato. Sono tanti i progetti di successo e di campagne che superano l’obiettivo prefissato. La prima opportunità di questi giorni è nel mondo della birra artigianale, che sta registrando un trend in forte crescita.

Il mercato della birra cresce, soprattutto se artigianale

Le birre continuano a conquistare sempre più consumatori. A livello globale, secondo Allied Market Research, il mercato è visto in aumento a 685 miliardi di dollari nel 2025, con un CAGR dell’1,8% calcolato a partire dal 2017. In particolare, facendo un focus sulle artigianali, il tasso medio annuo di crescita sarà addirittura superiore (2,3%).

La crescita del mercato italiano

Guardando all’Italia, i dati più recenti (beverfood.com, dicembre 2018) indicano uno sviluppo continuo, negli ultimi anni, della produzione, del consumo (il livello pro-capite è pari a 33,6 litri ogni 12 mesi) e dell’esportazione di birra. Secondo Statista, il giro d’affari nazionale dell’intero settore è pari a 6,75 miliardi di euro.

La produzione totale annua, compresi i birrifici industriali, supera i 16 milioni di ettolitri all’anno, posizionando l’Italia come decimo produttore europeo. Lo stato di benessere del settore è legato soprattutto a tre fattori: il progressivo aumento della cultura birraia italiana, la destagionalizzazione del consumo e la riduzione delle accise.

Relativamente ai microbirrifici, quelli censiti a fine 2018 erano 750, con una produzione di circa 500.000 ettolitri anno. Si tratta di circa il 3% della produzione italiana, ma con un’incidenza in valore più che doppia, poiché la birra artigianale ha un costo mediamente superiore rispetto a quella industriale.

Il Birrificio 620 Passi

Tale contesto potrebbe favorire società come il Birrificio 620 Passi, una PMI innovativa nata in Friuli-Venezia Giulia e specializzata nelle birre artigianali che sfrutta, da un lato, le ricette tradizionali dei mastri della laguna di Marano, dall’altro, un sistema hi-tech a supporto della produzione. In particolare, possiede una tecnologia per il monitoraggio e l’analisi dei consumi energetici e delle materie prime che rende più efficiente il processo di lavorazione della birra. Per accelerare il proprio sviluppo, la società ha lanciato una campagna di Equity Crowdfunding.

La seconda opportunità Crowdfundme: Visual Note

Visual Note, la raccolta vola oltre 100.000 euro!

Gli investitori hanno sempre più fiducia nelle potenzialità di Visual Note, startup innovativa che ha sviluppato e brevettato un dispositivo hi-tech per l’apprendimento musicale a distanza, grazie al quale è possibile suonare la chitarra sin dal primo giorno. La società, infatti, ha già raccolto oltre 105.000 euro, pari al 71% della raccolta.

Il dispositivo di Visual Note rappresenta una soluzione di largo consumo. Basti pensare che, secondo la Fender Musical Instruments Corporation e il Music World Magazine, circa il 90% dei nuovi chitarristi abbandona lo strumento entro un anno poiché frustrato dai lunghi tempi di apprendimento. Con il suo sistema per suonare da subito, l’emittente è focalizzata proprio su questa ampia fetta di mercato.

Investire in Visual Note consente di beneficiare delle detrazioni fiscali previste dalla legge

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Risultati raggiunti

Il primo approccio al mercato, partito a dicembre 2019 inoltrato, ha generato risultati eccellenti: in poco più di 1 mese è stato venduto l’intero primo lotto di produzione (300 pezzi) e gli articoli sono stati inseriti nella rete vendita di 9 tra i più grandi e affermati negozi di musica italiani.

La società, inoltre, è stata inserita nel programma Amazon Launchpad dedicato alle startup innovative. I marketplace Web, come Amazon, sono infatti tra i punti principali della strategia di Visual Note, che mira a espandersi sui principali mercati internazionali tramite e-commerce. Un ruolo di primaria importanza sarà ricoperto anche dalle vendite online dirette, tramite il proprio sito.

fonte: Newsletter Crowdfundme

Il nuovo Piano Colao: i provvedimenti su efficienza energetica, bioedilizia e rinnovabili

Il Piano Colao è il piano studiato dalla task force guidata da Vittorio Colao, al fine di implementare una strategia efficace per la Fase 3 e per la ripresa dell’Italia dopo la crisi post Covid-19.

Tale piano ricopre 6 macro aspetti e obiettivi fra cui:

  1. Imprese e Lavoro
  2. Infrastrutture e Ambiente
  3. Turismo, Arte e Cultura
  4. Pubblica Amministrazione
  5. Istruzione, Ricerca e Competenze
  6. Individui e Famiglie

In “Infrastrutture e Ambiente“, il piano prevede una serie di provvedimenti relativi a:

  • Sblocco e accelerazione degli investimenti del settore energetico
  • Efficienza e transizione energetica e tecnologie energetiche innovative

Vediamo nel dettaglio cosa riguardano tali temi!

Transizione energetica, rinnovabili e bioedilizia 

L’arrivo del Covid-19 ha fatto emergere parecchie perplessità in materia di transizione energetica, dato l’effettivo rallentamento di tutti i progetti relativi a tale passaggio come:

  • Green Deal, con il suo piano decennale di investimenti pubblici e privati per circa 2.600 miliardi di euro
  • la recentissima EU Climate Law, per il raggiungimento nel 2050 della neutralità climatica e la riduzione delle emissioni di Co2 del 50-55% nel 2030
  • ed, infine, il Piano Nazionale Pniec, che prevede 180 miliardi di investimenti aggiuntivi al 2030
  • rinnovamento della Norma sui Certificati Bianchi fino al 2030

Questo rallentamento ha difatti esposto l’Italia ad un rischio non solo climatico ma anche competitivo sulle strategie di lungo termine.

Il Piano Colao prevede una strategia di focalizzazione degli investimenti su questi interventi di transizione energetica e l’accelerazione di tutti i processi di creazione delle infrastrutture energetiche e idriche per la salvaguardia del patrimonio ambientale.

Inoltre prevede un effettivo impegno per incentivare l’utilizzo di nuove energie rinnovabili come:

  • l’energia da moto ondoso
  • l’idrogeno verde
  • le soluzioni per stoccaggio della Co2

Anche per il settore della bioedilizia, il Piano Colao focalizza l’attenzione sulla promozione della transizione energetica per i privati. 

fonte: fornituralucegas

Trading on line: conviene?

Cos’è il trading on line: la definizione

Partiamo dalla definizione di Wikipedia: il trading on line è la compravendita di strumenti finanziari tramite internet. Esso è nato in Italia solo nel 1999, quando il “Nuovo Regolamento Consob di attuazione del Testo Unico dei mercati finanziari” ne ha regolamentato gli aspetti.

Oggi il trading on line è accessibile a tutti, ma bisogna comprendere alcune dinamiche e avere delle conoscenze, che si possono acquisire se si ha buona volontà e impegno. Da molti anni, infatti, piccoli investitori hanno deciso di investire piccole somme di denaro, parliamo anche di poche centinaia di euro ed eseguire in prima persona piccole operazioni, per guadagnare somme di denaro ogni giorno, ogni settimana e ogni mese. Il trading on line fa guadagnare l’investitore sulla differenza di prezzo fra acquisto e vendita. Si intuisce subito che si tratta di un’attività che presenta dei rischi, il segreto è far abbassare la percentuale di rischio, e in che modo si può fare, lo vedremo più avanti.  Il trading on line è la forma di investimento più utilizzata per guadagnare on line.

Il trading on line può essere fatto con un computer e anche attraverso uno smartphone, ma è così semplice? No, nulla è facile se non si creano i presupposti adeguati. Il trading on line può considerarsi una piccola attività economica che procura piccole entrate.

Quali sono i presupposti per fare il trading on line:

  • Aprire un conto deposito con un intermediario autorizzato e riconosciuto con licenza dalla Consob o da un ente equivalente (è possibile controllare sul sito della Consob – Elenco Intermediari autorizzati Consob );
  • Studiare e seguire un corso ( molte piattaforme offrono corsi base gratuiti e una consulenza iniziale gratuita, ma è possibile integrare questi strumenti con altri disponibili su piattaforme di formazione on line) – elenco corsi on line per il trading ;
  • Iniziare a operare con piccole somme, mettendo in pratica le conoscenze acquisite e facendo ricorso alla consulenza offerta dalla piattaforma;
  • Mettere a punto una strategia e fissare degli obiettivi

Partiamo dall’ultimo punto: strategie e obiettivi. Le due cose sono strettamente legate, quando si decide di iniziare un’attività, qualunque essa sia è necessario fissare degli obiettivi, è fondamentale, perché ogni attività viene intrapresa perché si vuole raggiungere un risultato. Dopo l’obiettivo bisogna stabilire quale strategia seguire per raggiungere il risultato prefissato. Si tratta di due semplici cose, attorno alle quali gira tutta l’attività. Qualsiasi tipo di attività decidiamo di svolgere ha bisogno di queste due colonne portanti: strategie e obiettivi.

Esempio – L’obiettivo è il guadagno che vuoi realizzare in una settimana o in un mese, mentre la strategia sono le azioni che devi compiere per raggiungere l’obiettivo. Tradotto per il trading on line: Strategia –  preparazione e studio, corso on line, conto demo (molte piattaforme consentono un periodo di prova sui mercati a rischio zero per le prime operazioni) – Conto deposito 300€ – obiettivo mensile 200€ – numero di operazioni mensili 25 

Gli obiettivi devono essere all’altezza della strategia, ad esempio se fai un deposito di 200€ e non frequenti un corso, non segui le notizie, non fai molte operazioni, non puoi fissare un obiettivo di guadagno di 1.000€ in un mese. L’obiettivo deve essere raggiungibile in base al tipo di strategia che si vuole applicare: studio, conto deposito, numero di operazioni, impegno.

Come si abbassa la percentuale di rischio con il trading on line

Attuando, semplicemente le tecniche e le strategie studiate. Chi decide di operare in borsa, senza alcuna conoscenza e facendo operazioni, come si giocano i numeri al lotto non è idoneo a svolgere questo tipo di attività. L’inesperto ha un’altissima percentuale di rischio, su 20 operazioni potrà chiudere 2 o 3 in positivo. L’investitore, invece che segue i mercati, consulta i siti finanziari, si confronta con altri trader o consulenti, pondera bene le opportunità prima di effettuare un’operazione avrà ridotto di molto la percentuale di rischio. Esempio: ha una percentuale di buon esito sulle operazioni del 95% – tradotto in termini pratici vuol dire avere 28 operazioni positive su 30. Le operazioni positive su  30 potrebbero essere anche 25 oppure 22, in ogni caso, l’attività di trading sarà in positivo, perché le operazioni andate a buon fine copriranno le operazioni in negativo.

Le qualità di un trader:

  • senso di responsabilità e buon senso (il trader modello deve essere consapevole di ciò che fa, dei rischi e restare con i piedi per terra – non cercare mai di strafare, anche quando il mercato è favorevole, ma accontentarsi degli obiettivi fissati);
  • Fiducia, il trader deve avere fiducia nei mercati e nelle sue capacità e non perdersi mai d’animo, soprattutto quando subisce qualche perdita, anzi deve fare tesoro di quell’insegnamento e comprendere dove è stato commesso un eventuale errore;
  • Sangue freddo, chi fa il trading on line non si fa trasportare dalle emozioni, né da quelle positive e neppure da quelle negative, se una giornata è strana e i mercati sono nervosi meglio lasciar perdere e riprendere il giorno successivo;
  • Seguire i consigli, sul web e sui social ci sono molti esperti che danno consigli e suggerimenti; è importante iscriversi nei gruppi e seguire alcuni siti che offrono analisi dettagliate e aggiornate e continuare a studiare, e soprattutto ascoltare i consigli degli esperti

I vantaggi del trading on line sono l’economicità rispetto ad altre forme di investimento, la velocità, è possibile concludere un’operazione nella stessa giornata, praticità, comodità, burocrazia azzerata. Altri vantaggi possono sintetizzarsi nell’investimento di capitali non ingenti, la possibilità di poter operare su mercato che offre numerose opportunità fra cui criptovalute, azioni, coppie valutarie, materie prime, indici di borsa e quindi diversificare sia i guadagni sia i rischi.

 

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Coltivare la terra: la professione del futuro

La tendenza non è nuovissima, infatti, è da tanto che molti giovani decidono di dedicarsi alla terra. I dati ISMEA (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) parlano chiaro, dal 2015 al 2019 c’è stato un incremento del 15% degli agricoltori under 35.

Un passato non molto recente ha visto milioni di persone provenienti dalle campagne, riversarsi nelle città, è lontano quel tempo? Cosa sta accadendo? Cosa non ha funzionato nel modello della società civile e industrializzata?

Come diventare agricoltori senza possedere un terreno?

Nel 2016 è nata la Banca nazionale delle terre agricole BTA, con legge del 28 luglio 2016, n. 154. Si tratta di una banca dati dei terreni in vendita disponibili, derivanti dalle operazioni dell’ISMEA.

L’ultima data utile per poter presentare domanda è stata il 31 maggio scorso. Infatti, ISMEA aveva messo all’asta 386 terreni in tutta Italia a condizioni speciali per gli under 41. Le domande, ovviamente hanno superato di gran lunga le aspettative, sono state ben 1709. Attualmente, in Italia ci sono oltre 56 mila aziende agricole condotte da giovani al di sotto dei 35 anni, e questo è un dato che la dice lunga su come stia cambiando la mentalità e lo stile di vita nelle nuove generazioni. Si è trattato di 10 mila ettari di terreno all’asta, divisi in lotti e inoltre sono stati resi disponibili mutui trentennali e finanziamenti agevolati per l’inizio dell’attività.

Sul sito dell’ISMEA è possibile reperire tutte le informazioni, le agevolazioni concesse ai giovani imprenditori agricoli. Sul sito vengono forniti strumenti fondamentali per analizzare i mercati dall’agroalimentare ai fiori, dai seminativi al vino, per poter scegliere il proprio settore di riferimento. Il sito offre spunti per l’accesso al credito, all’autoimprenditorialità, sulle start-up, sulle garanzie e sulle assicurazioni e così via.

Il ritorno ai terreni, oggi non si basa più sulle vecchie conoscenze, oggi, i giovani sono preparati, nella maggior parte dei casi laureati. I neo agricoltori hanno conoscenze economico-finanziarie, però c’è molto di più. L’amore per il Made in Italy e per i prodotti genuini ha radici molto più profonde. Nel periodo della quarantena sono nati molti orti su terrazze e balconi, le persone giovani e no si sono dedicate al giardinaggio o alla coltivazione di frutta e ortaggi biologici. Il modello industriale, stando a questi dati, sembra che stia tramontando, anche se sono ancora tante le multinazionali, che producono in serie, sfruttando le risorse e distruggendo il territorio incondizionatamente. Coltivare una piantina o un piccolo appezzamento di terreno è una risposta, anche se piccola allo sfruttamento scellerato di questi anni. Un ritorno ad un modello delle origini, può sembrare una sconfitta ma non lo è. Si tratta di un passo in avanti, di un’inversione di marcia importantissima, che serve a salvare il pianeta.

 

 

 

 

 

 

Housers Green: investire nelle energie rinnovabili

Si chiama Smart Investment e anche con una piccola somma, partendo da 50€ si può diventare Investitori. Housers è fra i primi nel Crowdfunding immobiliare e ogni anni distribuisce migliaia di euro a chi investe nei progetti.

Housers lancia il  primo progetto Green, per finanziare l’acquisizione di 6 diritti equivalenti a 6 megawatt (Mw) per la successiva costruzione, gestione e vendita in Polonia.

Le energie rinnovabili sono diventate un veicolo essenziale per passare a consumi energetici diversi e ridurre le emissioni di CO2.

Cosa sono le energie rinnovabili?

Le energie rinnovabili sono quelle ottenute da fonti naturali che producono energia a tempo indeterminato e inesauribile perché si rigenerano naturalmente nel tempo.

Sono fonti energetiche pulite, inesauribili e competitive. A differenza dei combustibili fossili, che emettono enormi quantità di CO2 nell’atmosfera durante la combustione, principale causa del riscaldamento globale, le energie rinnovabili non sono inquinanti e rappresentano l’alternativa più pulita.

Lo sviluppo di energia pulita è essenziale per combattere il cambiamento climatico e limitarne gli effetti più devastanti.

Quali tipi di energia rinnovabile esistono?

Tra le energie rinnovabili o anche chiamate energie pulite troviamo:

  • Energia eolica: l’energia ottenuta dal vento
  • Energia solare: l’energia ottenuta dal sole. Le principali tecnologie sono il solare fotovoltaico (utilizza la luce solare) e il solare termico (utilizza il calore del sole).
  • Energia idraulica o idroelettrica: energia ottenuta da fiumi e corsi d’acqua dolce.
  • Biomassa e biogas: l’energia estratta dalla materia organica
  • Energia geotermica: l’energia termica contenuta all’interno della Terra
  • Energia delle maree: l’energia ottenuta dalle maree
  • Energia delle onde: l’energia ottenuta dalle onde.
  • Bioetanolo: carburante organico adatto all’industria automobilistica, ottenuto attraverso processi di fermentazione di prodotti vegetali.
  • Biodiesel: carburante organico per l’industria automobilistica, tra le altre applicazioni, ottenuto da oli vegetali.

Perché investire nelle energie rinnovabili?

Lotta contro il cambiamento climatico: il processo di produzione di energia da fonti rinnovabili è esente da emissioni di gas serra nei processi di produzione di energia, pertanto, sono la soluzione più pulita e più praticabile al degrado ambientale;

Sono inesauribili: la materia prima utilizzata è libera e inesauribile, a differenza delle fonti energetiche tradizionali come il carbone, il gas, il petrolio o l’energia nucleare, le cui riserve sono limitate e molto costose;

Con una grande crescita competitiva: le principali tecnologie rinnovabili hanno ridotto drasticamente i loro costi, rendendoli ancora più competitivi.

Energia solare fotovoltaica

Come rivela l’ONU Ambientale, la capacità delle energie rinnovabili a livello mondiale è quadruplicata dal 2009 al 2019 con un investimento globale vicino ai 2.6 trilioni di dollari (2.3 trilioni di euro), evidenziando la leadership dell’energia solare.

L’energia solare è prodotta dai raggi solari ed è anche conosciuta come fotovoltaico. Si distingue per essere rinnovabile e illimitato, non inquina ed è totalmente pulito.

Come funziona un impianto solare?

come funziona un impianto solare
impianto solare

Se anche tu vuoi unirti alla lotta contro il cambiamento climatico e investire nelle energie rinnovabili ora con Housers è possibile. Abbiamo appena lanciato il nostro primo progetto Green, per finanziare l’acquisizione di 6 diritti equivalenti a 6 megawatt (Mw) per la successiva costruzione, gestione e vendita in Polonia.

fonte: Housers 

Housers: Form di registrazione

*Registrarsi in Housers non è vincolante e non ha nessun costo – Investi a partire da 50 € nelle migliori opportunità immobiliari con carta di credito o tramite conto Housers – Rendimenti annui

 

Top ten dei rincari durante il lockdown

Una fotografia dei consumi e dei rincari durante la chiusura delle attività; secondo la ricerca dell’Unione Nazionale Consumatori vi sono stati dei rincari, che hanno sfruttato l’esigenza delle persone di stare a casa, come la lettura e i dispositivi di comunicazione e di quelli per lo Smart working. Il Governo avrebbe dovuto vigilare sui rincari ingiustificati, visto che vi sono stati dei settori, che poiché considerati primari non si sono fermati, come la logistica e tutta la filiera che ha consentito la produzione di prima necessità.

La top ten dei rincari da febbraio a maggio: E-book download +30,4%, frutta fresca +12,8%, computer +12%.

L’Unione Nazionale Consumatori ha stilato la classifica dei prodotti e servizi più rincarati durante l’emergenza Covid, ossia da febbraio, mese dove non c’era ancora il lockdown, a maggio, scoprendo vere e proprie speculazioni dei prezzi.

Il record spetta alla voce E-book download, con un rialzo, in soli 3 mesi, del 30,4%. Un aumento a dir poco vergognoso, che ha sfruttato l’esigenza di trascorrere il tempo con una buona lettura mentre si era chiusi in casa.

Al secondo posto la frutta fresca, +12,8% e al terzo gli Apparecchi per il trattamento dell’informazione, ossia computer portatili e fissi, palmari, tablet, notebook con un incremento del 12%.

“In pratica, si è approfittato dello smart working e dell’obbligo degli studenti di seguire le lezioni a distanza, per fare rialzi a danno di lavoratori e famiglie” afferma l’avv. Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

Analoga sorte per gli Accessori per apparecchi per il trattamento dell’informazione, ossia monitor e stampanti, che si collocano al quarto posto di questa classifica, salendo dell’11,3%. Sfruttamento simile per la quinta voce, Apparecchi per la telefonia fissa, +7,7%.

“Evidentemente i telefoni fissi che si avevano non potevano bastare dal momento che tutta la famiglia era “reclusa” tra le quattro mura di casa e c’è chi ha pensato bene di cogliere questa necessità per guadagnarci. Insomma, a fronte di un indice generale aumentato da febbraio a maggio solo dello 0,1%, c’è chi ha approfittato dei beni che gli italiani hanno dovuto prendere o acquistare maggiormente per via dell’emergenza Coronavirus, per lucrare” commenta Dona.

E’ così che si spiega il sesto posto, vegetali surgelati (+4,8%), bene sostituto dei vegetali freschi, ed il settimo, le patate, ricercate per la loro caratteristica di conservarsi più a lungo (+4,4%) e, alla pari, Altri articoli di cancelleria, ossia evidenziatori, matite, penne e cartucce a getto d’inchiostro e toner, anche queste collegate allo smart working (+4,4%). In ottava posizione cacao e cioccolato in polvere, tipico comfort food, +4,3%, in nona posizione un ex aequo, Pasta e couscous (+4,2%) e Apparecchi per cottura cibi, come forni, forni a microonde, piani cottura (+4,2%). Chiude la top ten la farina (+3,8%). Insomma, la voglia di pizza e di dolci fatti in casa ha influito sulle ultime due voci della graduatoria.

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

 

Turismo: ministro Franceschini dia le dimissioni, l’appello di Consumatori

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Il dietrofront dell’Europa e della Vestager: per ora nessuna infrazione su voucher. ma la sostanza non cambia.

Roma, 13 maggio 2020 – “Chiediamo le dimissioni del ministro dal Turismo Dario Franceschini, l’artefice dell’operazione voucher al posto dei rimborsi in denaro previsti dalla normativa europea vigente in caso di cancellazione di un volo aereo o di un pacchetto turistico” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

La vicepresidente della Commissione Ue, Margrethe Vestager, ha precisato che – contrariamente a quanto aveva annunciato in mattinata – al momento non è stata (ancora) aperta alcuna procedura d’infrazione contro gli Stati membri che hanno violato il diritto al rimborso ai passeggeri per la cancellazione dei viaggi e che, per ora, si tratta di “lettere d’incoraggiamento” affinché gli Stati garantiscano ai viaggiatori la scelta tra rimborso e voucher di viaggio.

La vicepresidente della Commissione Ue, Margrethe Vestager, dopo aver annunciato una procedura d’infrazione contro 12 Stati membri che hanno violato il diritto dei passeggeri al rimborso dopo la cancellazione di un volo o di un pacchetto turistico, introducendo i voucher, coma ha fatto l’Italia, ha rettificato, precisando che al momento non è stata (ancora ndr) aperta alcuna procedura d’infrazione contro gli Stati membri e che, per ora, si tratta di “lettere d’incoraggiamento” affinché gli Stati garantiscano ai viaggiatori la scelta tra rimborso e voucher di viaggio.

“Prendiamo atto dell’incredibile dietrofront della Vestager. Che sia un lapsus freudiano? E’ possibile che il suo fraintendimento sia dovuto al fatto che abbia tagliato troppo sui tempi, anticipando incautamente quanto in realtà era ancora riservato, accorciando un po’ troppo la tempistica necessaria per la procedura d’infrazione? ” prosegue Dona.

“Lo vedremo e, in un certo senso, ce lo auguriamo. Infatti, resta confermato l’approccio europeo ai voucher che, a differenza di quanto previsto dal legislatore italiano, ammette l’offerta dei voucher ma solo a condizione che siano volontari, siano protetti contro l’insolvenza dell’emittente e che, se non riscattati dopo il periodo di validità, siano rimborsati automaticamente. Non solo, l’Europa stabilisce espressamente che i voucher siano cedibili. Anche per questo, la richiesta di dimissioni del ministro Franceschini” aggiunge Dona.

“Siamo l’unica associazione di consumatori ad aver chiesto formalmente un incontro al ministro, fin dal 4 marzo, per una modifica dell’art. 28 del decreto legge n. 9 del 2 marzo 2020 e poi gli unici a presentare osservazioni in Parlamento al Cura Italia che ha assorbito quel decreto, chiedendo di rimediare a quello scempio dei diritti dei turisti e dei viaggiatori, tanto illegittimo quanto dannoso per gli stessi tour operator” prosegue Dona.

“Non è privandoli dei loro sacrosanti diritti, infatti, che si invogliano i clienti a tornare a spendere e a viaggiare. Nessuno prenota oggi una vacanza se poi sa che non potrà riavere i soldi ma solo un voucher da utilizzare entro un anno. Ebbene, quanto accaduto oggi rafforza quanto stiamo dicendo da mesi, ossia che, anche se Governo ed Parlamento, per aggirare la normativa Ue, hanno ritenuto le disposizioni dell’art. 88 bis del Cura Italia come norme di applicazione necessaria, il rischio è che poi si debba fare dietrofront, con ripercussioni a catena e a ritroso, con danno ancora maggiore per i tour operator. Un giudice italiano, infatti, potrebbe decidere di disapplicare la norma interna, dando ragione al viaggiatore, potrebbe esserci una pronuncia della Corte di Giustizia Ue, oppure, infine, come dimostra la vicenda di oggi, una procedura d’infrazione contro l’Italia. Per questo avevamo proposto una modifica di quell’articolo, ad esempio dando il diritto al consumatore che non vuole utilizzare il voucher entro l’anno dall’emissione, di avere, alla fine di quel periodo, il rimborso in denaro come previsto dalla normativa europea. Non a caso è quanto hanno fatto altri Paesi come la Francia e quanto oggi ribadisce l’Europa” conclude Dona.

Ecobonus e superbonus 110%: ristrutturazioni e riqualificazioni come funziona

Ecobonus o superbonus 110% è una misura, che è stata pensata per rilanciare il settore edilizio. La pandemia Covid-19, con l’adozione in molti casi dello Smart working o lavora da casa renderà necessario migliorare le abitazioni, ripensando anche a spazi più sani, soprattutto esterni come giardini e terrazzi.

Interventi con ecobonus, sismabonus, bonus facciate, colonnine di ricarica: sconto in fattura o cessione credito – A chi spetta? Come richiedere l’ecobonus? Come effettuare il pagamento?

Confermato nel Decreto Rilancio il superbonus al 110% per i lavori di ristrutturazione edilizia e riqualificazione energetica (anche su alcune seconde case). Possibile usufruire sia dello sconto in fattura, sia della cessione del credito, anche ad una banca.

La cessione del credito, peraltro, è prevista anche per altre nuove agevolazioni fiscale previste per l’emergenza Coronavirus, come i crediti d’imposta sull’affitto di commercianti e PMI, o quelli per la sanificazione dei luoghi di lavoro.

Tempistica
Come noto, La possibilità di applicare sconto in fattura o cessione del credito riguarda i lavori sostenuti nel 2020 e nel 2021. Si applica a tutti i lavori di riqualificazione energetica e riduzione del rischio sismico per i quali è prevista la nuova detrazione al 110% dal primo luglio 2020 al 31 dicembre 2021. E’ prevista anche per altri interventi di ristrutturazione edilizia, riqualificazione energetica, rischio sismico.

Quali lavori si possono fare con Ecobonue e Superbonus 110%

  • Ristrutturazioni edilizie: lavori di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, effettuati sulle parti comuni degli edifici condominiali. Oppure lavori di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, sulle singole unità immobiliari. Molto in sintesi, sono i lavori a cui si applica la detrazione al 50% fino a un tetto di spesa di 96mila euro previsti dall’ articolo 16-bis, comma 1, lettere a, b, del testo unico delle imposte sui redditi, dpr 917/1986.
  • Efficienza energetica: lavori di riduzione fabbisogno energetico, miglioramento termico edificio, pannelli solari, sostituzione impianti riscaldamento, infissi, finestre comprensive di infissi, di schermature solari e di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione  Sono gli interventi agevolati con l’ecobonus al 65% previsti dall’articolo 14 del dl 63/2013.
  • Lavori antisismici: sono i lavori che riducono il rischio sismico nelle zone 1, 2 e 3 (in base alla classificazione del rischio sismico) previsti dall’articolo 16, commi 1-bis e 1-ter, del decreto legge 63/2013.
  • Recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti, ivi inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna: sono i lavori agevolati con il nuovo bonus facciate introdotto dalla manovra 2020 (articolo 1, comma 219, legge 160/2019).
  • Installazione di impianti solari fotovoltaici.
  • Installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici: articolo 16-ter dl 63/2013.

Su tutti i lavori sopra indicati, il contribuente può applicare direttamente in dichiarazione la relativa detrazione prevista (110%, 65%, 505 e via dicendo, a ognuno dei lavori di applica l’agevolazione specificamente prevista dalle norme sopra richiamate). Oppure, in alternativa, può scegliere una delle seguenti due ipotesi.

  • Sconto in fattura: è una somma che corrisponde alla detrazione spettante, che viene direttamente scalata sul corrispettivo dovuto al fornitore che ha effettuato gli interventi. Quest’ultimo recupera poi la somma applicando un credito d’imposta, con facoltà di successiva cessione del credito ad altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari.
  • Cessione del credito: trasformazione del corrispondente importo in credito d’imposta, con facoltà di successive cessioni ad altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari.

Il credito d’imposta può essere utilizzato anche in compensazione, sulla base delle rate residue di detrazione non fruite, con la stessa ripartizione in quote annuali con la quale sarebbe stata utilizzata la detrazione. La quota di credito d’imposta non utilizzata nell’anno può essere usufruita negli anni successivi, ma non può essere richiesta a rimborso.

E’ in ogni caso necessario attendere un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate con le modalità attuative. La norma del dl rilancio prevede anche le regole relative a controlli e recupero delle agevolazioni indebitamente fruite.

Incentivi e tetti massimi

Ci sono dei tetti massimi detraibili per le spese edili affrontate, appositamente documentate. Spese sostenute nell’arco di tempo compreso dal 1 luglio 2020 al 31 dicembre 2021.

A chi spetta

Possono usufruire della detrazione tutti i contribuenti residenti e non residenti, anche se titolari di reddito d’impresa, che possiedono, a qualsiasi titolo,l’immobile oggetto di intervento. In particolare:

  • le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni
  • i contribuenti titolari di reddito d’impresa (persone fisiche, società di persone, società di capitali)
  • le associazioni tra professionisti
  • gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale
  • i titolari di reddito d’impresa possono fruire della detrazione solo con riferimento ai fabbricati strumentali da essi utilizzati nell’esercizio della loro attività imprenditoriale
  • tra le persone fisiche possono fruire dell’agevolazione anche i titolari di un diritto reale sull’immobile, i condòmini, per gli interventi sulle parti comuni condominiali, gli inquilini, coloro che hanno l’immobile in comodato.

Sono inoltre ammessi a fruire della detrazione, purché sostengano le spese per la realizzazione degli interventi e questi non siano effettuati su immobili strumentali all’attività d’impresa:

  • il familiare convivente con il possessore o il detentore dell’immobile oggetto dell’intervento (coniuge, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado) e il componente dell’unione civile
  • il convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile oggetto degli interventi né titolare di un contratto di comodato.
  • le detrazioni sono usufruibili anche dagli Istituti autonomi per le case popolari, comunque denominati, dagli enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti istituti, dalle cooperative di abitazione a proprietà indivisa.

Come richiedere l’ecobonus

Per richiedere l’agevolazione è necessario essere in possesso dei seguentidocumenti:

  • asseverazione di un tecnico abilitato o dichiarazione resa dal direttore dei lavori, che consente di dimostrare che l’intervento realizzato è conforme ai requisiti tecnici richiesti
  • l’attestato di prestazione energetica (APE), finalizzato ad acquisire i dati relativi all’efficienza energetica dell’edificio. Questa certificazione è prodotta dopo l’esecuzione degli interventi. L’APE non è richiesto per i seguenti interventi:
    – sostituzione di finestre comprensive di infissi in singole unità immobiliari e ’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda
    – sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione e contestuale messa a punto del sistema di distribuzione
    – acquisto e posa in opera delle schermature solari
    – installazione di impianti di climatizzazione dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili, se le detrazioni sono richieste per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale
    – acquisto e installazione di dispositivi multimediali
  • scheda informativa relativa agli interventi realizzati.

Come effettuare il pagamento

Inoltre, occorre effettuare il pagamento con bonifico bancario o postale (a meno che l’intervento non sia realizzato nell’ambito dell’attività d’impresa).

Nel modello di versamento con bonifico bancario o postale vanno indicati la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione, il numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto a favore del quale è stato eseguito il bonifico (ditta o professionista che ha effettuato i lavori).

Infine, entro 90 giorni dal termine dei lavori, bisogna trasmettere all’Enea, con modalità telematiche, la scheda informativa degli interventi realizzati e le informazioni contenute nell’attestato di prestazione energetica (APE).

fonte di riferimento:quifinanza

 

Ecosostenibilità, Risparmio e Investimenti

Uno degli aspetti della Pandemia Covid-19 è quello di aver sviluppato una nuova capacità e una sensibilità verso i temi della salute e dell’ambiente. Si sperimentano nuove tecnologie, che possano aiutare consumi più consapevoli, facilitando la vita, diventata in questo periodo più faticosa, riguardo agli acquisti.

e-commerce e occasione di investimento

Parafarmaci, integratori alimentari e cosmetici: parte la raccolta di Econviene, la società che ha realizzato un portale e-commerce di prodotti “low cost”. I prezzi vantaggiosi derivano dalla filosofia “zero spreco”: l’azienda propone infatti articoli che rischiano di rimanere invenduti e che verrebbero successivamente distrutti per vari motivi, come la scadenza inferiore ai 6 mesi o la confezione leggermente danneggiata.

Econviene, l’e-commerce a “zero spreco” arriva su CrowdFundMe

La campagna dell’emittente vanta già un Lead Investor del calibro di Friulia Spa, finanziaria costituita dalla Regione Friuli Venezia Giulia, che ha deciso di entrare nel capitale sociale con 200.000 euro.

Inoltre, tra i punti di forza di Econviene vi è un mercato di riferimento in netta crescita. L’anno scorso, secondo i dati dell’Osservatorio e Commerce, il settore ha registrato in Italia un giro d’affari da 480 milioni di euro, pari a un aumento del 45% sul 2018. E l’impatto della pandemia di coronavirus sta accelerando questo sviluppo, perché sempre più consumatori, a causa delle varie misure di precauzione, si stanno orientando verso gli acquisti online. Si parla di una tendenza a livello globale.

A livello di risultati raggiunti, i numeri dell’emittente parlano chiaro. Nel 2019 Econviene ha evaso oltre 6.000 ordini e salvato dallo spreco più di 25.000 confezioni, raggiungendo così un fatturato di 240.000 euro (+ 275% sul 2018). Se vogliamo fare uno zoom sul 2020, in particolare su febbraio, marzo e aprile – ovvero nel periodo cruciale della diffusione del coronavirus e della quarantena – la società è arrivata al nuovo record di oltre 1000 ordini/mese.

L’obiettivo di Econviene è quello di diventare la piattaforma di riferimento per la lotta allo spreco ampliando la sua filosofia anche ad altre categorie di prodotti e guardando anche ad altri mercati europei con elevata sensibilità green. Per accelerare la propria strategia, l’emittente punta a un primo obiettivo di raccolta parti a 300.000 euro e un massimo di 500.000. In base al capitale raccolto, investirà in attività di marketing, potenziamento tecnologico della piattaforma, acquisto stock d’occasione e rafforzamento del team commerciale e IT.

fonte: Crowdfund.me

Altre produzioni Ecosostenibili

I temi  dell’ecosostenibilità e dello spreco sono stati più volte affrontati, infatti nutrirsi bene in modo naturale, salvaguardando l’ambiente è l’obiettivo di tantissime persone. Tali temi sono alla base della filosofia di molte aziende di integratori naturali ,  come Dna Solutions, che produde in officine italiane al 100%, con materie prime certificate e di ottima qualità. Sia i fitoestratti che le piante officinali utilizzate nella produzione degli integratori vengono coltivate biologicamente in filiera certificata ISO 22000 all’interno del Parco Nazionale del Pollino. In questo caso si tratta di Nutraceutici e Nutrigenomici. 

 

 

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