Commercio equo solidale: spendere bene con le settimane Fairtrade

Fairtrade lancia una nuova iniziativa: Le settimane Fairtrade. Per ogni prodotto acquistato tante persone avranno condizioni di vita dignitose. E riceveranno un compenso adeguato per il loro lavoro. E intere comunità potranno continuare a vivere.

Hai mai pensato a cosa si nasconde dietro il “sottocosto”? Secondo te, chi paga quella differenza che non viene messa in conto sullo scontrino?

Sarà qualcun altro, probabilmente: l’agricoltore, costretto a vendere i frutti del proprio lavoro a un prezzo inferiore ai costi di produzione e a ridursi in povertà.

O la pagheremo tutti noi, prima o poi, sotto forma di effetti sull’ambiente, di aumento delle migrazioni o di ingiustizia sociale.

Per aderire al gioco basta cliccare su le settimane fairtrade scegliendo i prodotti che si vorrebbe acquistare e poi lasciare nel “checkout” la e-mail in modo che a ottobre  si possa essere avvisati quando i prodotti saranno in promozione nei supermercati che aderiscono alle Settimane Fairtrade.

A ottobre infatti, grazie alla collaborazione con CarrefourCoopLIDL Mercatòtroverai centinaia di prodotti certificati Fairtrade in sconto.

Il gioco potrebbe diventare Social condividendolo…

fonte:Fairtrade

Che fine ha fatto Brexit? Si avvicina la scadenza dei negoziati

Chi si ricorda della Brexit? Negli scorsi mesi, con il mondo sotto il gioco della pandemia e della recessione, il negoziato per il divorzio del Regno Unito dall’Unione Europea è passato comprensibilmente in secondo piano.

Ci eravamo lasciati a gennaio con le prospettive di una trattativa che avevamo preannunciato molto difficile, con le parti in causa che partivano da posizioni inconciliabili su temi chiave. Con l’avvento della pandemia l’attenzione è completamente scemata, come si può notare da questo grafico che paragona il numero delle news sul Covid (arancio) con quelle sulla Brexit (bianco).

Insomma l’attenzione dell’opinione pubblica e dei mercati è stata cannibalizzata da altri temi, ma ciò non vuol dire che il tema Brexit non sia più rilevante. Ricordiamo che le due parti hanno tempo fino a fine anno per trovare un accordo, in caso l’accordo non si trovasse il Regno Unito uscirebbe dall’Unione Europea in modo unilaterale senza garantirsi un accesso privilegiato al mercato unico.

Questa prospettiva, secondo gli analisti, sarebbe stata causa di un gran numero di conseguenze economiche e logistiche negative per moltissimi settori, vista anche la grande integrazione delle catene del valore sulle due sponde della Manica.

Ma, a poche settimane dalla fine dell’anno, siamo più vicini a un accordo? Difficile a dirsi. Le parti in causa da un lato si dicono fiduciose che dei progressi possano essere fatti, dall’altro, in un esercizio di realismo, cominciano a preparare l’opinione pubblica all’eventualità di un no deal e a mettere in piedi le infrastrutture necessarie per un’eventuale uscita senza accordo, senza risparmiare iniziative apertamente ostili.

Si vis pacem, para bellum

Il primo ministro britannico Boris Johnson ha infiammato la trattativa proponendo al parlamento una legge che revocherebbe unilateralmente parte dell’accordo siglato con l’Ue a ottobre. La modifica si riferisce alla questione dell’Irlanda del Nord, il tema più controverso della Brexit, ovvero come gestire il problema del confine terrestre del Regno Unito con l’Ue nell’isola d’Irlanda.

L’Ue ha risposto perentoriamente minacciando azioni legali e facendo uscire sui media l’indiscrezione che starebbe preparando un piano per impedire alle case di compensazione della City di Londra di gestire affari provenienti dall’Europa, questo attacco al cuore finanziario Uk potrebbe costare al Regno Unito tra i 50.000 e i 75.000 posti di lavoro.

La mossa di Johnson è probabilmente una tattica per rafforzare la propria posizione negoziale sottolineando la volontà della Gran Bretagna di uscire dalla fase di transizione anche senza un accordo, qualora ciò si rivelasse necessario. Ma quello che è certo è che l’azzardo è costato molto politicamente, sia per quanto riguarda la relazione con i negoziatori Ue – creando il precedente dello stralcio di accordi presi in precedenza -, sia sul fronte interno, con il governo costretto a scendere a compromessi con gruppi di parlamentari più moderati.

Ora nessuno può escludere che queste non siano delle tattiche di negoziazione – si vis pacem, para bellum (se vuoi ottenere la pace preparati alla guerra) -, ma raggiungere un accordo commerciale resta complesso. Il primo tema su cui esiste ancora una distanza è quello degli aiuti di stato, una delle maggiori impronte dell’approccio britannico al libero mercato presente nella legislazione europea. Oggi per assurdo è proprio Londra a volere maggiore libertà di intervenire nell’economia, senza dover sottoporre alle istituzioni Ue le loro decisioni di politica economica. C’è poi l’antica disputa sui diritto di pesca nella manica. Su entrambi questi punti le diplomazie, che lavorano senza proclami, stanno raggiungendo dei compromessi, ma il tempo stringe.

Nonostante tutte queste difficoltà, il risultato che riteniamo più probabile resta il raggiungimento un qualche tipo di accordo, in gran parte perché l’interesse economico di entrambe le parti punta in quella direzione. Ma questo modo di ragionare, fino a ora, non ha aiutato molto nel predire l’evolversi degli eventi.

Anche il risultato delle elezioni Usa si intreccia probabilmente con la trattativa, con Biden che ha annunciato che non firmerà un accordo commerciale con il Regno Unito se la Brexit creerà problemi per la pace in Irlanda del Nord. Insomma, in uno scenario aperto a molte soluzioni l’incertezza si esprime sulla volatilità implicita della Sterlina (l’asset maggiormente impattato dalla Brexit), in crescita da qui alla fine dell’anno e sugli stessi livelli dello scorso inverno, quando la Brexit era sulle prime pagine di tutti i giornali. Questo vuol dire che, nonostante l’opinione pubblica non presti attenzione, i mercati stanno riaccendendo i riflettori sul tema.

Conseguenze sui portafogli

Il nostro punto di vista è che un’eventuale uscita senza accordo rappresenterebbe principalmente un rischio specifico per gli asset britannici e, in uno scenario estremo, un rischio per la tenuta politica dell’Ue (che in tempi normali si sarebbe abbattuto sugli spread dei titoli di stato periferici dell’Eurozona).

Nel contesto attuale entrambi i rischi sono sfumati dalla recessione globale, che potrebbe diluire gli effetti specifici anche di una Brexit dura almeno nel breve. Tuttavia, non si può escludere che questo fattore guadagni rilevanza nelle prossime settimane tra le preoccupazioni degli operatori causando volatilità su alcune asset class. Per quanto riguarda i portafogli, restiamo rassicurati che il nostro approccio diversificato contribuirà a tenere sotto controllo questo fattore di rischio.

fonte: Moneyfarm

Economia e Finanza: le scelte intelligenti

Esistono diversi metodi e strategie per tenere sotto controllo le spese e attuare una politica di risparmio, che procurerà solo vantaggi e maggiori disponibilità finanziarie. L’imprenditore abile è colui che verifica, valuta e controlla i conti. Avere sempre a portata di mano un piccolo bilancio mensile, che ci racconta quanto spendiamo, in che modo e in che cosa è uno strumento di misurazione. Tale strumento serve per migliorare. L’importanza di vivere un’esistenza semplice è anche un valore che va perseguito ogni giorno. L’individuo che sa misurarsi in ogni situazione, che sa effettuare scelte importanti, anche se difficili, ha una marcia in più, più autonomia, intelligenza e ha sicuramente più personalità rispetto al solito banale “consumatore”.

In molti si chiedono come avere entrate extra o mettere da parte dei risparmi. In realtà esistono tantie piccole abitudini, che se seguite giorno per giorno, assicurano più di quanto potrebbe bastare.

Innanzitutto, è importante mantenere un buon equilibrio mentale e per raggiungerlo bisogna seguire poche regole basilari come, fare attività fisica, buon riposo, leggere e informarsi, meditare, evitate situazioni stressanti, dare spazio al Relax.

Per quanto riguarda il lato finanziario, gli acquisti possono essere effettuati mettendo a confronto varie offerte, per questo, vi sono molti siti nati proprio per questo. Al di là dei siti di comparazione, è possibile fare semplici ricerche e trovare lo stesso prodotto con prezzi differenti. Negli ultimi tempi sono nate carte Cashback come Blu American Express, Hype, N26, Revolut Metal, Satispay, Cashback card di Cashback World, che restituiscono una quota in soldi, in base ai soldi spesi.

Non è difficile evitare piccole spese, come il caffè al bar troppo spesso, le sigarette, i gratta e vinci, mangiare al ristorante. Queste spese sembrano piccole, e lo sono se si segue la regole del “Una Tantum”. Se invece diventano un’abitudine settimanale e quotidiana potrebbero rappresentare un’uscita di centinaia di euro.

Un’altra regola: il giusto acquisto. Molti guardano la griffe, altri la convenienza; entrambe le strategie sono sbagliate, perché non è necessario comprare un cappotto da 1000 euro e non serve acquistarne uno da 20 euro, perché dopo due mesi, bisognerebbe acquistarne uno nuovo. Il giusto acquisto è il buon rapporto prezzo-qualità.

Attenzione agli sconti, alle promozioni e ai coupon, servono solo per far spendere soldi, dando l’illusione che si sta risparmiando. Leggere un libro o e-book che parla di finanza o di come investire, risparmiare potrebbe essere un’ottima strategia per avere punti di riferimento e spunti su cui lavorare. Infine, sul web si parla tanto di entrate extra guadagni on line. In effetti, ci sono anche buone opportunità, basta sceglierne una, valida e alla nostra portata e perseguirla senza stress e senza fretta.

Covid: La Finlandia rilancia il lavoro

Il problema più grande che affligge le persone non è tanto il Coronavirus, ma gli effetti che potrebbe causare e che sta causando sull’economia. I negazionisti sono da sempre accusati di trattare l’emergenza sanitaria con leggerezza, ma un’analisi attenta del fenomeno ci racconta di un tasso basso di mortalità. Non necessariamente bisogna negare l’esistenza e la diffusione del virus, ma guardare la realtà in modo oggettivo può servire. Fin dall’inizio della pandemia, con la chiusura di molte attività, le persone erano preoccupato per lo stato occupazionale e per l’economia; senza un buon Welfare, senza attività commerciali e produzione non si va da nessuna parte e non si fanno progressi in nessun campo.

La giovane premier finlandese, Sanna Marin, sostiene il mantra lavorare meno lavorare tutti e propone una riduzione delle ore lavorative. La Finlamdia, dunque sotto la minaccia degli effetti della pandemia sull’economia e sull’occupazione in giro per il mondo, rilancia l’obiettivo di una riduzione dell’orario di lavoro in Finlandia, a parità di salario, dalle attuali 8 ore giornaliere fino a 6: si spera di compensare la riduzione con una maggiore produttività.

Il discorso che la premier finlandese ha tenuto è stato riportato dall’Helsinki Times e ripreso fra gli altri dai media del Regno Unito, in una stagione nella quale molti governi – persino quello conservatore britannico – sembrano aver riscoperto le virtù delle ricette keynesiane, del welfare, della sanità pubblica, dell’intervento economico dello Stato, dopo anni e anni di predominio della vulgata neoliberale.

Serve “una visione chiara e una roadmap concreta” per puntare a una giornata lavorativa più breve e a un miglioramento della qualità della vita dei lavoratori, ha affermato Sanna Marin. “Il traguardo di un accorciamento dell’orario di lavoro non va accantonato e non è in conflitto con quello di assicurare un tasso occupazionale elevato e la solidità dei conti pubblici”, ha aggiunto: a patto d’impegnarsi, “come società, come aziende e come dipendenti, a incrementare la produttività” secondo un percorso che, “in base ad alcuni studi”, la giornata di sei ore potrebbe addirittura stimolare.

“Ridurre gli orari e migliorare la condizioni di lavoro” è del resto “un modo per distribuire più equamente le ricchezze”, ha proseguito la neppure la 35enne premier Marin. La pandemia ha portato allo scoperto nuovi valori, che bisogna perseguire e un nuovo punto di vista, mettendo in primo piano le piccole cose, il benessere e la salute.

Oltre tutti i buoni propositi, che in politica non mancano mai, resta il fatto che la compagnia Finnair, bandiera finlandese, ha annunciato un piano di esubero per 1000 dipendenti. Il paese nordico è stato uno dei più restrittivi a limitare i voli e gli spostamenti, di fronte alla minaccia di una seconda ondata di Covid.

Crowdfundme: le nuove opportunità della raccolta fondi Crowdfunding

Crowdfundme è uno dei più grandi portali di investimento privato e raccolta fondi; permette di costruire un portafoglio diversificato. Sono tanti i progetti di successo e di campagne che superano l’obiettivo prefissato. La prima opportunità di questi giorni è nel mondo della birra artigianale, che sta registrando un trend in forte crescita.

Il mercato della birra cresce, soprattutto se artigianale

Le birre continuano a conquistare sempre più consumatori. A livello globale, secondo Allied Market Research, il mercato è visto in aumento a 685 miliardi di dollari nel 2025, con un CAGR dell’1,8% calcolato a partire dal 2017. In particolare, facendo un focus sulle artigianali, il tasso medio annuo di crescita sarà addirittura superiore (2,3%).

La crescita del mercato italiano

Guardando all’Italia, i dati più recenti (beverfood.com, dicembre 2018) indicano uno sviluppo continuo, negli ultimi anni, della produzione, del consumo (il livello pro-capite è pari a 33,6 litri ogni 12 mesi) e dell’esportazione di birra. Secondo Statista, il giro d’affari nazionale dell’intero settore è pari a 6,75 miliardi di euro.

La produzione totale annua, compresi i birrifici industriali, supera i 16 milioni di ettolitri all’anno, posizionando l’Italia come decimo produttore europeo. Lo stato di benessere del settore è legato soprattutto a tre fattori: il progressivo aumento della cultura birraia italiana, la destagionalizzazione del consumo e la riduzione delle accise.

Relativamente ai microbirrifici, quelli censiti a fine 2018 erano 750, con una produzione di circa 500.000 ettolitri anno. Si tratta di circa il 3% della produzione italiana, ma con un’incidenza in valore più che doppia, poiché la birra artigianale ha un costo mediamente superiore rispetto a quella industriale.

Il Birrificio 620 Passi

Tale contesto potrebbe favorire società come il Birrificio 620 Passi, una PMI innovativa nata in Friuli-Venezia Giulia e specializzata nelle birre artigianali che sfrutta, da un lato, le ricette tradizionali dei mastri della laguna di Marano, dall’altro, un sistema hi-tech a supporto della produzione. In particolare, possiede una tecnologia per il monitoraggio e l’analisi dei consumi energetici e delle materie prime che rende più efficiente il processo di lavorazione della birra. Per accelerare il proprio sviluppo, la società ha lanciato una campagna di Equity Crowdfunding.

La seconda opportunità Crowdfundme: Visual Note

Visual Note, la raccolta vola oltre 100.000 euro!

Gli investitori hanno sempre più fiducia nelle potenzialità di Visual Note, startup innovativa che ha sviluppato e brevettato un dispositivo hi-tech per l’apprendimento musicale a distanza, grazie al quale è possibile suonare la chitarra sin dal primo giorno. La società, infatti, ha già raccolto oltre 105.000 euro, pari al 71% della raccolta.

Il dispositivo di Visual Note rappresenta una soluzione di largo consumo. Basti pensare che, secondo la Fender Musical Instruments Corporation e il Music World Magazine, circa il 90% dei nuovi chitarristi abbandona lo strumento entro un anno poiché frustrato dai lunghi tempi di apprendimento. Con il suo sistema per suonare da subito, l’emittente è focalizzata proprio su questa ampia fetta di mercato.

Investire in Visual Note consente di beneficiare delle detrazioni fiscali previste dalla legge

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Risultati raggiunti

Il primo approccio al mercato, partito a dicembre 2019 inoltrato, ha generato risultati eccellenti: in poco più di 1 mese è stato venduto l’intero primo lotto di produzione (300 pezzi) e gli articoli sono stati inseriti nella rete vendita di 9 tra i più grandi e affermati negozi di musica italiani.

La società, inoltre, è stata inserita nel programma Amazon Launchpad dedicato alle startup innovative. I marketplace Web, come Amazon, sono infatti tra i punti principali della strategia di Visual Note, che mira a espandersi sui principali mercati internazionali tramite e-commerce. Un ruolo di primaria importanza sarà ricoperto anche dalle vendite online dirette, tramite il proprio sito.

fonte: Newsletter Crowdfundme

Il nuovo Piano Colao: i provvedimenti su efficienza energetica, bioedilizia e rinnovabili

Il Piano Colao è il piano studiato dalla task force guidata da Vittorio Colao, al fine di implementare una strategia efficace per la Fase 3 e per la ripresa dell’Italia dopo la crisi post Covid-19.

Tale piano ricopre 6 macro aspetti e obiettivi fra cui:

  1. Imprese e Lavoro
  2. Infrastrutture e Ambiente
  3. Turismo, Arte e Cultura
  4. Pubblica Amministrazione
  5. Istruzione, Ricerca e Competenze
  6. Individui e Famiglie

In “Infrastrutture e Ambiente“, il piano prevede una serie di provvedimenti relativi a:

  • Sblocco e accelerazione degli investimenti del settore energetico
  • Efficienza e transizione energetica e tecnologie energetiche innovative

Vediamo nel dettaglio cosa riguardano tali temi!

Transizione energetica, rinnovabili e bioedilizia 

L’arrivo del Covid-19 ha fatto emergere parecchie perplessità in materia di transizione energetica, dato l’effettivo rallentamento di tutti i progetti relativi a tale passaggio come:

  • Green Deal, con il suo piano decennale di investimenti pubblici e privati per circa 2.600 miliardi di euro
  • la recentissima EU Climate Law, per il raggiungimento nel 2050 della neutralità climatica e la riduzione delle emissioni di Co2 del 50-55% nel 2030
  • ed, infine, il Piano Nazionale Pniec, che prevede 180 miliardi di investimenti aggiuntivi al 2030
  • rinnovamento della Norma sui Certificati Bianchi fino al 2030

Questo rallentamento ha difatti esposto l’Italia ad un rischio non solo climatico ma anche competitivo sulle strategie di lungo termine.

Il Piano Colao prevede una strategia di focalizzazione degli investimenti su questi interventi di transizione energetica e l’accelerazione di tutti i processi di creazione delle infrastrutture energetiche e idriche per la salvaguardia del patrimonio ambientale.

Inoltre prevede un effettivo impegno per incentivare l’utilizzo di nuove energie rinnovabili come:

  • l’energia da moto ondoso
  • l’idrogeno verde
  • le soluzioni per stoccaggio della Co2

Anche per il settore della bioedilizia, il Piano Colao focalizza l’attenzione sulla promozione della transizione energetica per i privati. 

fonte: fornituralucegas

Trading on line: conviene?

Cos’è il trading on line: la definizione

Partiamo dalla definizione di Wikipedia: il trading on line è la compravendita di strumenti finanziari tramite internet. Esso è nato in Italia solo nel 1999, quando il “Nuovo Regolamento Consob di attuazione del Testo Unico dei mercati finanziari” ne ha regolamentato gli aspetti.

Oggi il trading on line è accessibile a tutti, ma bisogna comprendere alcune dinamiche e avere delle conoscenze, che si possono acquisire se si ha buona volontà e impegno. Da molti anni, infatti, piccoli investitori hanno deciso di investire piccole somme di denaro, parliamo anche di poche centinaia di euro ed eseguire in prima persona piccole operazioni, per guadagnare somme di denaro ogni giorno, ogni settimana e ogni mese. Il trading on line fa guadagnare l’investitore sulla differenza di prezzo fra acquisto e vendita. Si intuisce subito che si tratta di un’attività che presenta dei rischi, il segreto è far abbassare la percentuale di rischio, e in che modo si può fare, lo vedremo più avanti.  Il trading on line è la forma di investimento più utilizzata per guadagnare on line.

Il trading on line può essere fatto con un computer e anche attraverso uno smartphone, ma è così semplice? No, nulla è facile se non si creano i presupposti adeguati. Il trading on line può considerarsi una piccola attività economica che procura piccole entrate.

Quali sono i presupposti per fare il trading on line:

  • Aprire un conto deposito con un intermediario autorizzato e riconosciuto con licenza dalla Consob o da un ente equivalente (è possibile controllare sul sito della Consob – Elenco Intermediari autorizzati Consob );
  • Studiare e seguire un corso ( molte piattaforme offrono corsi base gratuiti e una consulenza iniziale gratuita, ma è possibile integrare questi strumenti con altri disponibili su piattaforme di formazione on line) – elenco corsi on line per il trading ;
  • Iniziare a operare con piccole somme, mettendo in pratica le conoscenze acquisite e facendo ricorso alla consulenza offerta dalla piattaforma;
  • Mettere a punto una strategia e fissare degli obiettivi

Partiamo dall’ultimo punto: strategie e obiettivi. Le due cose sono strettamente legate, quando si decide di iniziare un’attività, qualunque essa sia è necessario fissare degli obiettivi, è fondamentale, perché ogni attività viene intrapresa perché si vuole raggiungere un risultato. Dopo l’obiettivo bisogna stabilire quale strategia seguire per raggiungere il risultato prefissato. Si tratta di due semplici cose, attorno alle quali gira tutta l’attività. Qualsiasi tipo di attività decidiamo di svolgere ha bisogno di queste due colonne portanti: strategie e obiettivi.

Esempio – L’obiettivo è il guadagno che vuoi realizzare in una settimana o in un mese, mentre la strategia sono le azioni che devi compiere per raggiungere l’obiettivo. Tradotto per il trading on line: Strategia –  preparazione e studio, corso on line, conto demo (molte piattaforme consentono un periodo di prova sui mercati a rischio zero per le prime operazioni) – Conto deposito 300€ – obiettivo mensile 200€ – numero di operazioni mensili 25 

Gli obiettivi devono essere all’altezza della strategia, ad esempio se fai un deposito di 200€ e non frequenti un corso, non segui le notizie, non fai molte operazioni, non puoi fissare un obiettivo di guadagno di 1.000€ in un mese. L’obiettivo deve essere raggiungibile in base al tipo di strategia che si vuole applicare: studio, conto deposito, numero di operazioni, impegno.

Come si abbassa la percentuale di rischio con il trading on line

Attuando, semplicemente le tecniche e le strategie studiate. Chi decide di operare in borsa, senza alcuna conoscenza e facendo operazioni, come si giocano i numeri al lotto non è idoneo a svolgere questo tipo di attività. L’inesperto ha un’altissima percentuale di rischio, su 20 operazioni potrà chiudere 2 o 3 in positivo. L’investitore, invece che segue i mercati, consulta i siti finanziari, si confronta con altri trader o consulenti, pondera bene le opportunità prima di effettuare un’operazione avrà ridotto di molto la percentuale di rischio. Esempio: ha una percentuale di buon esito sulle operazioni del 95% – tradotto in termini pratici vuol dire avere 28 operazioni positive su 30. Le operazioni positive su  30 potrebbero essere anche 25 oppure 22, in ogni caso, l’attività di trading sarà in positivo, perché le operazioni andate a buon fine copriranno le operazioni in negativo.

Le qualità di un trader:

  • senso di responsabilità e buon senso (il trader modello deve essere consapevole di ciò che fa, dei rischi e restare con i piedi per terra – non cercare mai di strafare, anche quando il mercato è favorevole, ma accontentarsi degli obiettivi fissati);
  • Fiducia, il trader deve avere fiducia nei mercati e nelle sue capacità e non perdersi mai d’animo, soprattutto quando subisce qualche perdita, anzi deve fare tesoro di quell’insegnamento e comprendere dove è stato commesso un eventuale errore;
  • Sangue freddo, chi fa il trading on line non si fa trasportare dalle emozioni, né da quelle positive e neppure da quelle negative, se una giornata è strana e i mercati sono nervosi meglio lasciar perdere e riprendere il giorno successivo;
  • Seguire i consigli, sul web e sui social ci sono molti esperti che danno consigli e suggerimenti; è importante iscriversi nei gruppi e seguire alcuni siti che offrono analisi dettagliate e aggiornate e continuare a studiare, e soprattutto ascoltare i consigli degli esperti

I vantaggi del trading on line sono l’economicità rispetto ad altre forme di investimento, la velocità, è possibile concludere un’operazione nella stessa giornata, praticità, comodità, burocrazia azzerata. Altri vantaggi possono sintetizzarsi nell’investimento di capitali non ingenti, la possibilità di poter operare su mercato che offre numerose opportunità fra cui criptovalute, azioni, coppie valutarie, materie prime, indici di borsa e quindi diversificare sia i guadagni sia i rischi.

 

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Coltivare la terra: la professione del futuro

La tendenza non è nuovissima, infatti, è da tanto che molti giovani decidono di dedicarsi alla terra. I dati ISMEA (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) parlano chiaro, dal 2015 al 2019 c’è stato un incremento del 15% degli agricoltori under 35.

Un passato non molto recente ha visto milioni di persone provenienti dalle campagne, riversarsi nelle città, è lontano quel tempo? Cosa sta accadendo? Cosa non ha funzionato nel modello della società civile e industrializzata?

Come diventare agricoltori senza possedere un terreno?

Nel 2016 è nata la Banca nazionale delle terre agricole BTA, con legge del 28 luglio 2016, n. 154. Si tratta di una banca dati dei terreni in vendita disponibili, derivanti dalle operazioni dell’ISMEA.

L’ultima data utile per poter presentare domanda è stata il 31 maggio scorso. Infatti, ISMEA aveva messo all’asta 386 terreni in tutta Italia a condizioni speciali per gli under 41. Le domande, ovviamente hanno superato di gran lunga le aspettative, sono state ben 1709. Attualmente, in Italia ci sono oltre 56 mila aziende agricole condotte da giovani al di sotto dei 35 anni, e questo è un dato che la dice lunga su come stia cambiando la mentalità e lo stile di vita nelle nuove generazioni. Si è trattato di 10 mila ettari di terreno all’asta, divisi in lotti e inoltre sono stati resi disponibili mutui trentennali e finanziamenti agevolati per l’inizio dell’attività.

Sul sito dell’ISMEA è possibile reperire tutte le informazioni, le agevolazioni concesse ai giovani imprenditori agricoli. Sul sito vengono forniti strumenti fondamentali per analizzare i mercati dall’agroalimentare ai fiori, dai seminativi al vino, per poter scegliere il proprio settore di riferimento. Il sito offre spunti per l’accesso al credito, all’autoimprenditorialità, sulle start-up, sulle garanzie e sulle assicurazioni e così via.

Il ritorno ai terreni, oggi non si basa più sulle vecchie conoscenze, oggi, i giovani sono preparati, nella maggior parte dei casi laureati. I neo agricoltori hanno conoscenze economico-finanziarie, però c’è molto di più. L’amore per il Made in Italy e per i prodotti genuini ha radici molto più profonde. Nel periodo della quarantena sono nati molti orti su terrazze e balconi, le persone giovani e no si sono dedicate al giardinaggio o alla coltivazione di frutta e ortaggi biologici. Il modello industriale, stando a questi dati, sembra che stia tramontando, anche se sono ancora tante le multinazionali, che producono in serie, sfruttando le risorse e distruggendo il territorio incondizionatamente. Coltivare una piantina o un piccolo appezzamento di terreno è una risposta, anche se piccola allo sfruttamento scellerato di questi anni. Un ritorno ad un modello delle origini, può sembrare una sconfitta ma non lo è. Si tratta di un passo in avanti, di un’inversione di marcia importantissima, che serve a salvare il pianeta.

 

 

 

 

 

 

Housers Green: investire nelle energie rinnovabili

Si chiama Smart Investment e anche con una piccola somma, partendo da 50€ si può diventare Investitori. Housers è fra i primi nel Crowdfunding immobiliare e ogni anni distribuisce migliaia di euro a chi investe nei progetti.

Housers lancia il  primo progetto Green, per finanziare l’acquisizione di 6 diritti equivalenti a 6 megawatt (Mw) per la successiva costruzione, gestione e vendita in Polonia.

Le energie rinnovabili sono diventate un veicolo essenziale per passare a consumi energetici diversi e ridurre le emissioni di CO2.

Cosa sono le energie rinnovabili?

Le energie rinnovabili sono quelle ottenute da fonti naturali che producono energia a tempo indeterminato e inesauribile perché si rigenerano naturalmente nel tempo.

Sono fonti energetiche pulite, inesauribili e competitive. A differenza dei combustibili fossili, che emettono enormi quantità di CO2 nell’atmosfera durante la combustione, principale causa del riscaldamento globale, le energie rinnovabili non sono inquinanti e rappresentano l’alternativa più pulita.

Lo sviluppo di energia pulita è essenziale per combattere il cambiamento climatico e limitarne gli effetti più devastanti.

Quali tipi di energia rinnovabile esistono?

Tra le energie rinnovabili o anche chiamate energie pulite troviamo:

  • Energia eolica: l’energia ottenuta dal vento
  • Energia solare: l’energia ottenuta dal sole. Le principali tecnologie sono il solare fotovoltaico (utilizza la luce solare) e il solare termico (utilizza il calore del sole).
  • Energia idraulica o idroelettrica: energia ottenuta da fiumi e corsi d’acqua dolce.
  • Biomassa e biogas: l’energia estratta dalla materia organica
  • Energia geotermica: l’energia termica contenuta all’interno della Terra
  • Energia delle maree: l’energia ottenuta dalle maree
  • Energia delle onde: l’energia ottenuta dalle onde.
  • Bioetanolo: carburante organico adatto all’industria automobilistica, ottenuto attraverso processi di fermentazione di prodotti vegetali.
  • Biodiesel: carburante organico per l’industria automobilistica, tra le altre applicazioni, ottenuto da oli vegetali.

Perché investire nelle energie rinnovabili?

Lotta contro il cambiamento climatico: il processo di produzione di energia da fonti rinnovabili è esente da emissioni di gas serra nei processi di produzione di energia, pertanto, sono la soluzione più pulita e più praticabile al degrado ambientale;

Sono inesauribili: la materia prima utilizzata è libera e inesauribile, a differenza delle fonti energetiche tradizionali come il carbone, il gas, il petrolio o l’energia nucleare, le cui riserve sono limitate e molto costose;

Con una grande crescita competitiva: le principali tecnologie rinnovabili hanno ridotto drasticamente i loro costi, rendendoli ancora più competitivi.

Energia solare fotovoltaica

Come rivela l’ONU Ambientale, la capacità delle energie rinnovabili a livello mondiale è quadruplicata dal 2009 al 2019 con un investimento globale vicino ai 2.6 trilioni di dollari (2.3 trilioni di euro), evidenziando la leadership dell’energia solare.

L’energia solare è prodotta dai raggi solari ed è anche conosciuta come fotovoltaico. Si distingue per essere rinnovabile e illimitato, non inquina ed è totalmente pulito.

Come funziona un impianto solare?

come funziona un impianto solare
impianto solare

Se anche tu vuoi unirti alla lotta contro il cambiamento climatico e investire nelle energie rinnovabili ora con Housers è possibile. Abbiamo appena lanciato il nostro primo progetto Green, per finanziare l’acquisizione di 6 diritti equivalenti a 6 megawatt (Mw) per la successiva costruzione, gestione e vendita in Polonia.

fonte: Housers 

Housers: Form di registrazione

*Registrarsi in Housers non è vincolante e non ha nessun costo – Investi a partire da 50 € nelle migliori opportunità immobiliari con carta di credito o tramite conto Housers – Rendimenti annui

Top ten dei rincari durante il lockdown

Una fotografia dei consumi e dei rincari durante la chiusura delle attività; secondo la ricerca dell’Unione Nazionale Consumatori vi sono stati dei rincari, che hanno sfruttato l’esigenza delle persone di stare a casa, come la lettura e i dispositivi di comunicazione e di quelli per lo Smart working. Il Governo avrebbe dovuto vigilare sui rincari ingiustificati, visto che vi sono stati dei settori, che poiché considerati primari non si sono fermati, come la logistica e tutta la filiera che ha consentito la produzione di prima necessità.

La top ten dei rincari da febbraio a maggio: E-book download +30,4%, frutta fresca +12,8%, computer +12%.

L’Unione Nazionale Consumatori ha stilato la classifica dei prodotti e servizi più rincarati durante l’emergenza Covid, ossia da febbraio, mese dove non c’era ancora il lockdown, a maggio, scoprendo vere e proprie speculazioni dei prezzi.

Il record spetta alla voce E-book download, con un rialzo, in soli 3 mesi, del 30,4%. Un aumento a dir poco vergognoso, che ha sfruttato l’esigenza di trascorrere il tempo con una buona lettura mentre si era chiusi in casa.

Al secondo posto la frutta fresca, +12,8% e al terzo gli Apparecchi per il trattamento dell’informazione, ossia computer portatili e fissi, palmari, tablet, notebook con un incremento del 12%.

“In pratica, si è approfittato dello smart working e dell’obbligo degli studenti di seguire le lezioni a distanza, per fare rialzi a danno di lavoratori e famiglie” afferma l’avv. Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

Analoga sorte per gli Accessori per apparecchi per il trattamento dell’informazione, ossia monitor e stampanti, che si collocano al quarto posto di questa classifica, salendo dell’11,3%. Sfruttamento simile per la quinta voce, Apparecchi per la telefonia fissa, +7,7%.

“Evidentemente i telefoni fissi che si avevano non potevano bastare dal momento che tutta la famiglia era “reclusa” tra le quattro mura di casa e c’è chi ha pensato bene di cogliere questa necessità per guadagnarci. Insomma, a fronte di un indice generale aumentato da febbraio a maggio solo dello 0,1%, c’è chi ha approfittato dei beni che gli italiani hanno dovuto prendere o acquistare maggiormente per via dell’emergenza Coronavirus, per lucrare” commenta Dona.

E’ così che si spiega il sesto posto, vegetali surgelati (+4,8%), bene sostituto dei vegetali freschi, ed il settimo, le patate, ricercate per la loro caratteristica di conservarsi più a lungo (+4,4%) e, alla pari, Altri articoli di cancelleria, ossia evidenziatori, matite, penne e cartucce a getto d’inchiostro e toner, anche queste collegate allo smart working (+4,4%). In ottava posizione cacao e cioccolato in polvere, tipico comfort food, +4,3%, in nona posizione un ex aequo, Pasta e couscous (+4,2%) e Apparecchi per cottura cibi, come forni, forni a microonde, piani cottura (+4,2%). Chiude la top ten la farina (+3,8%). Insomma, la voglia di pizza e di dolci fatti in casa ha influito sulle ultime due voci della graduatoria.

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

 

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