Altroconsumo finanza: gli investimenti accessibili a tutti

Altroconsumo finanza è un’associazione di consumatori che opera nel campo della finanza  che vanta oltre 400 mila iscritti. L’associazione  supporta i soci nella scelta degli investimenti bancari. Per iscriversi all’associazione è necessario sottoscrivere un abbonamento, il quale permette di accedere ad un sito web e gestire diverse funzionalità messe a disposizione sul portale.

L’utente attraverso il portale accede ad un ventaglio di portafogli da scegliere, può calcolare i rendimenti e ottenere informazioni finanziarie utili per gestire investimenti sicuri.

Altroconsumo finanza  pubblica periodicamente una rivista con informazioni relative ai prodotti finanziari esistenti sul mercato;  attraverso la piattaforma il socio programma i suoi investimenti, simulando piani di investimento prima della sottoscrizione.

L’abbonamento di acquistare fondi ETF con costi molto bassi,  grazie alla negoziazione effettuata dagli esperti Altroconsumo. Bisogna tener presente che Altroconsumo finanza non è collegata a società bancarie o agenzie di intermediazione finanziaria, per cui offre assistenza e informazione in modo libero e sicuro.  

Come sottoscrivere l’abbonamento

E’ possibile abbonarsi al servizio Altroconsumo finanza direttamente dal sito web, compilando un questionario, che servirà a far conoscere agli esperti dell’associazione la propria propensione al rischio e a delineare l’identikit del risparmiatore. Vi sono diverse strategie di investimento offerte da Altroconsumo finanza: investimenti fino a 10 mila euro, fino a 50 mila euro e fino a 100 mila euro. Il costo dell’abbonamento ai servizi è ragionevole ed è prevista la possibilità di abbonarsi gratuitamente per un mese di prova. Infine gli iscritti possono ottenere condizioni favorevoli dal conto corrente bancario. Gli utenti attraverso informazioni e notizie possono effettuare investimenti sicuri.

Soluzioni – quadri

 

 

Come sostenere il progetto Blog & Community

 

 

 

 

 

Come fare soldi con un blog e l’affiliate marketing

Quella dei blog è una realtà che si è consolidata da molti anni e che consente a liberi professionisti di entrare nell’epoca “digitale”; sempre più spesso blog amatoriali, nati dalla passione per qualcosa diventano punto di riferimento per milioni di persone.

Cosa fa di un blog un blog di successo

Molti blogger famosi hanno aperto il loro blog quasi per gioco; e per gioco hanno iniziato a scrivere di argomenti che li appassionavano e a dare consigli utili e pratici. Vi sono molti elementi che fanno il successo di un blog. Di solito la maggior parte dei blog di successo offrono consigli utili, argomenti interessanti che possano coinvolgere i lettori. Inoltre, un blog crea una connessione, uno stato di fiducia permanente fra chi lo scrive e i suoi lettori.  Se si desidera aprire un blog è necessario scegliere un argomento che si conosce, raccogliere tante informazioni; insomma ci deve essere sempre più di un motivo per il quale qualcuno sceglie di seguirci. Il blog è un diario di bordo; in origine è questo il suo significato. Di recente molti siti web, anche gli e-commerce hanno al loro interno una sezione dedicata al blog, cioè ad articoli riguardanti argomenti inerenti i prodotti venduti dal sito. Le aziende, da tempo hanno compreso che essere su internet non è l’unica cosa importante, ciò che conta veramente è come esserci; per cui su internet si vedono sempre più siti web che diventano una sorta di blog che comunica sempre di più con il consumatore. Se si svolge una libera professione e si desidera aprire un blog è importante seguire una strategia per pubblicare i post, la periodicità, gli argomenti ecc.

Come funziona l’affiliate marketing?

Vi sono molti blogger che fanno fior fior di quattrini scrivendo sul loro blog. Quali sono le strade per guadagnare con un blog? In realtà è consigliabile in prima battuta iniziare a scrivere un blog periodicamente e in modo professionale senza dare troppo peso al guadagno. L’arte di scrivere è un’attività che va fatta con passione e anche competenza per offrire servizi di qualità; perché chi scrive un blog offre un servizio ai lettori. Si tratterà di conoscenza, curiosità, consigli e altro. Ciò che conta è puntare sull’originalità e sulla competenza, il resto verrà dopo.

Si può guadagnare con un blog nei seguenti modi:

  • Affiliazione Adsense;
  • Affiliazioni varie;
  • Vendita post;
  • Inserimento banner;
  • Infoprodotti;
  • Vendita servizi;
  • Diventando influencer marketing

Vediamo nello specifico come si può monetizzare scrivendo un blog. Il programma Adsense prevede l’inserimento automatico all’interno del blog di pubblicità (il blogger guadagna ogni volta che la pubblicità viene visualizzata oppure quando un utente clicca sul banner); con questo tipo di affiliazione è necessario che il blog abbia migliaia o milioni di visualizzazioni, perché queste ultime sono pagate a pochi centesimi. Inoltre, vi sono dei programmi di affiliazione (affiliate marketing) che prevedono l’inserimento di un banner all’interno del blog e una percentuale sulle vendite dagli accessi derivanti dal blog.  Molti blogger decidono di vendere infoprodotti, vale a dire e-book, vendere corsi on line. All’interno di un articolo si può decidere di inserire link che rimandano ad un sito e-commerce e guadagnare sulle vendite.

Quando un blog raggiunge un notevole successo e riesce a diventare un punto di riferimento per milioni di persone, molte aziende contattano direttamente il blogger per offrirgli un lavoro come influencer marketing; questa figura attraverso il suo blog influenza e dirige gli utenti verso l’acquisto di prodotti. In generale un blog vive e guadagna attraverso diverse azioni combinate fra loro; l’autorevolezza, la competenza e la professionalità possono generare collaborazioni con uno o più brand.

Jacady

 

 

Running watches

 

 

Come sostenere il progetto Blog & Community

Progetto cento donne contro gli stereotipi

Più donne a spiegare e ad interpretare la realtà – Il mondo ha bisogno delle donne

La televisione è diventata un grande contenitore e tante trasmissioni televisive sono solo accozzaglie di gente, che urla e sbraita per dire la propria opinione. Non parliamo dei social! Tutti tuttologi col web, recita una canzone. Donne e comunicazione: qualcosa può migliorare.

Specie negli ultimi tempi, circa l’80% delle reti Tv trasmettono talk per parlare di situazioni politiche e sociali o di economia oppure del nulla assoluto (reality e telenovelas). Soltanto una piccolissima parte (in campo medico/scientifico), ospita veri esperti, il resto di coloro che intervengono nei talk si limita ad esprimere le proprie opinioni, sulla base di considerazioni personali, spesso molto discutibili. 

Le donne nell’informazione

Il progetto 100esperte è stato lanciato dall’ Osservatorio di Pavia e associazione Gi.U.Li.A. (Giornaliste Unite Libere Autonome), in collaborazione con la Fondazione Bracco e con il supporto della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea

Secondo una ricerca del Global Media Monitoring project 2015 (GMMP), radio, stampa e TV italiane danno molta più visibilità agli uomini (79%) che alle donne, che sono solo il 21%. La presenza femminile può svecchiare il linguaggio mediatico, è questa l’opinione di chi ha creato il progetto 100esperte. Le donne possono contribuire nella società, nella politica e nell’economia in modo determinante; sono segni del tempo, ai quali, purtroppo si fa fatica ad abituarsi. 

Cento esperte non è solo un progetto;  le “donne”  sono un universo, un tema molto complesso e  il modo con il quale sono trattate è l’indice con cui si misura la civiltà e la democrazia, ma anche la sensibilità e l’intelligenza. Forse anche tanto altro ancora. E tanta, tanta altra strada ancora deve essere fatta nel nostro mondo occidentale, che si scandalizza perché esistono, in altre parti del mondo donne che non mostrano il viso, che non possono partecipare alla vita sociale e alle quali è vietato guidare, studiare e lavorare. 

Nel “mondo occidentale” sta diffondendosi una “pratica”,  da troppo tempo, chiamata femminicidio, che purché sia attuata da menti malate e profondamente disturbate rappresenta un sentimento esasperato di odio e presunta superiorità della mai tramontata epoca del maschilismo. Modelli antichi si ripropongono sempre nell’attuale società, a tutti i livelli, in tutte le classi sociali. Il modello maschilista è imposto come unico possibile, ma i modelli devono calzare bene, perché non adatti a tutti, proprio come accade per i vestiti. 

Vi sono donne alle quali si adatta bene il ruolo di suppellettile o di oggetto, ma questo modello non può essere universale. Vi sono donne che vivono felici, riposte come soprammobili, contente di correre dal parrucchiere e dalla manicure, di fare viaggi e vestire alla moda, tutto il resto poi cosa conta?

La realtà, questa realtà va interpretata e comunicata nel modo giusto (urge essere raccontata in modo onesto) e per farlo c’è bisogno anche delle donne, per una visione del mondo più equa e completa. Non possiamo vivere in un mondo a metà.

Molte ricerche hanno dimostrato che nel campo dell’informazione, le donne sono raramente interpellate dai media in qualità di esperte.  

Per aumentare la visibilità delle scienziate italiane sui media e promuoverne la presenza nel dibattito pubblico, nasce il progetto “100 esperte”: una banca dati online che raccoglie nomi e profili delle tante donne esperte dell’area Stem (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica)

Contro gli stereotipi di genere la voce di 100 esperte

100esperte press

Alla base del progetto due temi fondamentali: la condizione della donna e la comunicazione.

Il 6 giugno scorso su un social è apparso questo post, il quale considerando i commenti (pochi), si suppone non abbia avuto molta audience o almeno quella che meritava. Eccolo riproposto.

La televisione è ancora il mezzo di informazione più diffuso, più immediato; basta accenderla e sentire pseudo-opinioni e montagne di falsità, oltre ad essere una fabbrica di consumismo. Sui social si creano dal nulla correnti di pensiero, spesso pericolose, campagne d’odio, il più delle volte si denigra e si fa cattiva informazione, perché tutti, ma proprio tutti hanno diritto di parola. E se questo non rappresentasse un diritto fondamentale per la democrazia, direi che quest’ultima parola può far male e che talmente tante volte ha causato danni, specie quando hanno cercato di esportarla a suon di bombe, ma questa è un’altra storia.

post

 

Pensioni integrative a confronto: Alleata Previdenza e PostaPrevidenza

Oggi per molti lavoratori la pensione è un miraggio lontano; la politica negli ultimi hanno ha intrapreso alcune azioni in campo previdenziale molto discutibili. Si sono create situazioni paradossali e difficili da gestire, basti pensare agli esodati in seguito alla riforma Fornero, che oggi il governo appena insediato vuole riformulare. Quella legge ha creato un buco nel quale sono finiti tanti lavoratori che si sono ritrovati senza lavoro e senza una pensione. Per tutti gli altri la situazione non è più rosea; allungamento dell’età pensionabile è solo uno degli ultimi provvedimenti introdotti in un sistema pensionistico profondamente mutato. Anche il mondo del lavoro è molto cambiato e sta dando spazio sempre di più a precariato e disoccupazione e se la tendenza non sarà invertita da scelte consapevoli e coraggiose, sarà molto difficile per le persone, soprattutto per i giovani pensare a investimenti e risparmio. 

Coloro che percepiranno una pensione non hanno la certezza che gli emolumenti che gli saranno riconosciuti saranno proporzionali al loro tenore di vita. Qualunque tipo di lavoratore, sia esso dipendente o autonomo deve considerare se quando andrà in pensione, ammesso che ci vada, riuscirà ad avere lo stesso tenore di vita. nella maggior parte dei casi, la regola vuole che la pensione sia inferiore allo stipendio, per i lavoratori dipendenti e se da un lato, un lavoratore che ha svolto la sua attività per decenni è riuscito a costruirsi una posizione, acquistando una casa e mettendo da parte un  gruzzoletto, dall’altra parte con l’avanzare dell’età lo stato di salute potrebbe implicare un bisogno maggiore di liquidità.

Analizziamo due importanti piani previdenziali con caratteristiche diverse fra loro: Alleata Previdenza e PostaPrevidenza.

Integrazione alla pensione  – fondi pensionistici

Visti i tempi e il panorama previdenziale che si prospetta per giovani e adulti, già da molti anni sono nate soluzioni previdenziali per permettere alle persone di integrare la loro pensione o di costruirla nel tempo, accedendo a fondi pensione o a particolari forme previdenziali.  Le incertezze di chi percepirà una pensione e chi non la avrà mai sono innumerevoli. Per questi motivi sempre più persone ricorrono a piani previdenziali.

Quali piani pensione scegliere

Piani di previdenza Alleata previdenza

Alleata Previdenza permette attraverso piani individuali la costruzione di una pensione nel tempo. A tali piani possono aderire sia lavoratori dipendenti sia gli autonomi , liberi professionisti e anche chi non versa alcun tipo di contributo.

I lavoratori dipendenti hanno la possibilità di versare il loro TFR nel fondo di pensione integrativa scelto. Alleata Previdenza propone tre linee di investimento: Alleata Bilanciata, Alleata Azionaria e Alleanza Garantita. I consulenti guideranno il risparmiatore nella scelta della linea adatta alla propria propensione al rischio. I piani di investimento sono personalizzabili; è possibile scegliere l’importo della rata e la durata dell’accumulo; si può decidere di creare un piano di investimento che preveda la combinazione delle tre linee di investimento Bilanciata, azionaria e Garantita.

Alla scadenza del piano di investimento si avrà a disposizione una rendita aggiuntiva alla pensione.

Come si riscuote Alleata previdenza

Alla scadenza del contratto si avrà diritto ad una rendita vitalizia rivalutabile; oltre alla rendita si potrà richiedere la liquidazione del capitale accumulato fino ad un massimo del 50%. La rendita vitalizia è reversibile; infatti, in caso di morte del sottoscrittore ne beneficiano le persone designate nel contratto. E’previsto il riscatto totale in casi di invalidità permanente al 100%; riscatto in caso di perdita del lavoro o cessazione di attività lavorativa o inoccupazione per un periodo superiore a 48 mesi.

Programmi previdenziali di Poste italiane

Postaprevidenza Valore

Poste italiane offre un piano previdenziale molto flessibile nella scelta dei versamenti,  deducibilità fiscale nella dichiarazione dei redditi; si tratta di una pensione complementare; si può decidere l’importo della rata da versare ed effettuare versamenti aggiuntivi. Alla scadenza del contratto la pensione verrà erogata in forma di capitale o rendita. Anche questa forma di investimento prevede riscatti e anticipazioni in fase di accumulo.  Attraverso il sito Postevita dedicato, il risparmiatore potrà accedere alla sezione “Calcola Pensione”, per simulare la rendita a fine contratto.

Oggi  Poste vita si allarga introducendo nuovi prodotti:

  • Postafuturo da Grande è il piano di accumulo a favore dei bambini fino a 10 anni, con il riconoscimento del premio di diploma; si può partire da 50 euro mensili;
  • Postafuturo Multiutile è un piano di accumulo con versamenti mensili a partire da 50 euro con durata minima di 20 anni, massima 40 anni

I piani di accumulo per le pensioni integrative sono un’ottima scelta e chi ha deciso di sottoscriverli, in tempi non sospetti ha fatto un buon affare; le statistiche indicano che il popolo italiano è un popolo di risparmiatori. Considerando la crisi economiche che attanaglia la società ormai da decenni, anche persone senza un lavoro fisso iniziano a scegliere piani di accumulo e considerando che nella maggior parte dei casi, essi permettono anche versamenti aggiuntivi, si ha la possibilità di pensare al futuro, lavoro permettendo.  Per chi ha figli o nipoti piccoli o giovani si può ancora giocare sul fattore tempo; infatti, versando anche solo cento euro al mese si potrà raggiungere un buon risultato. Basti pensare a piani di accumulo a trenta o quarant’anni: versando cento euro al mese si accumuleranno circa 48.000, senza considerare eventuali aumenti o versamenti volontari aggiuntivi. Anche se fra quarant’anni le condizioni di vita saranno cambiate come anche il costo della vita, un piccolo gruzzoletto può rappresentare sempre un aiuto ben accetto.

Jacady


MaisonDuMonde

 

Telecamere in condominio: cosa si può fare e cosa no

Telecamere in condominio

La normativa che regola l’installazione di videosorveglianza all’interno dei condomini è abbastanza complessa, perché presenta diversi aspetti fra i quali quelli relativi alla privacy. In via generale la legge stabilisce che le telecamere possono essere installate purché non arrechino danno agli altri e alla privacy degli altri, per cui non dovrebbero essere puntate su strade pubbliche e riprendere di conseguenze persone che non vogliono essere riprese. Un condomino può installare telecamere senza la preventiva autorizzazione dell’assemblea condominiale se queste ultime riprendono l’area personale, ad esempio la parte circostante la propria porta d’entrata, senza riprendere il vicino quando rientra a casa; l’area circostante la porta del garage o del posto auto e cosi via.

Quando le telecamere sono installate dal condominio

Impianti di videosorveglianza sulle parti comuni – è questo il tema trattato nella legge n. 220 dell’11 dicembre 2012. In particolare l’art. 1122-ter recita: “ Le deliberazioni concernenti l’installazione sulle parti comuni dell’edificio di impianti volti a consentire la videosorveglianza su di esse sono approvate dall’assemblea con la maggioranza di cui al secondo comma dell’articolo 1136”.

Nel 2013 il Garante per la privacy è intervenuto con una serie di regole dalle quali emerge quanto segue:

“Quando l’installazione di sistemi di videosorveglianza viene effettuata da persone fisiche per fini personali  e le immagini non vengono né comunicate a terzi o diffuse attraverso apparati web cam, non si applicano le norme previste dal codice della privacy”,  inoltre le stesse norme chiariscono che “ il sistema di videosorveglianza  debba essere installato in maniera che l’obiettivo riprenda solo lo spazio privato” .

I fatti di cronaca, spesso indicano quanto sia importante e determinante la registrazione effettuata da telecamere. Purtroppo, la normativa relativa alla sicurezza cozza con la legge sulla privacy. Ci si aspetta una revisione di questo aspetto, per adeguare la privacy dei cittadini alla sicurezza degli stessi. Si tratta di una delle tante contraddizioni del codice normativo; d’altra parte la legge sulla privacy stessa non è del tutto chiara o almeno non assolve pienamente a ciò che promette. I dati di utenti sono continuamente incrociati con altri, specie quando navighiamo su internet, quando preleviamo al bancomat o effettuiamo acquisti. il condominio è uno di queli luoghi dove dovrebbero essere installate le telecamere. 

Riepilogando  l’installazione delle telecamere deve essere confinata alla sola proprietà e i dati raccolti non devono in alcun modo essere diffusi.

Nel caso in cui sia il condominio a decidere di installare la videosorveglianza, la decisione sarà presa dalla maggioranza dell’assemblea (intervenuti) o dal 50% dell’edificio (in millesimi). Le telecamere devono però puntare solo su aree comuni condominiali e non su strade pubbliche. Le telecamere in condominio sono state la scelta di  molti condomini, per scoraggiare atti vandalici e criminali e rappresentano ancora uno degli strumenti più validi per limitare episodi spiacevoli.

MaisonDuMonde

 

 

 

Regaliamo sorrisi con il gelato sospeso

La formula è la stessa del caffè sospeso, nata non molto tempo fa. La campagna “Gelato sospeso”, in vigore dal 1 giugno al 31 ottobre permette di pagare un gelato ad un bambino che non può permetterselo. Tutto nasce grazie ad un’iniziativa dell’associazione Salvamamme. L’associazione nata per aiutare le donne vittime di violenza, interviene in casi di emergenze, in situazioni di abbandono e solitudine.

Come funziona il gelato sospeso?

Basta recarsi in una gelateria o bar che aderiscono all’iniziativa e lasciare pagato un gelato; nel momento in cui una famiglia chiede se ci sono gelati in sospeso, il commerciante rilascerà lo scontrino. L’associazione Salvamamme provvede anche ad inviare gelati a case protette per donne maltrattate con minori, a case famiglia e centri anziani. “Doniamo sorrisi” è il motto dell’associazione Salvamamme, che opera con impegno e dedizione da circa vent’anni, là dove vi sono situazioni di degrado e abbandono. L’associazione Salvamamme ha una marcia in più: la sensibilità unica delle mamme.

ice-cream-410330_960_720

Dal sito gelato sospeso è possibile consultare le attività commerciali che aderiscono all’iniziativa, troppo poche in tutta Italia. 

Dal portale si legge:  come si evita la delusione del bambino?
Ci abbiamo pensato noi del Salvamamme con il gelato sospeso! Compra un gelato per te o per i tuoi bambini, puoi lasciarne uno in “sospeso” a chi è più in difficoltà. Un idea semplice che ricorda l’antica tradizione napoletana.
Lascia la tua offerta nel vaso trasparente messo a disposizione dalle gelaterie che aderiscono al progetto, che emetteranno uno scontrino al momento della consegna del gelato alla famiglia che lo riceverà.

Come aderire all’iniziativa?

Aderire al “gelato sospeso” è semplicissimo; se hai un bar o una gelateria, vai sul sito gelatosospeso.it nella sezione “come funziona” , da qui potrai effettuare l’iscrizione e già scaricare e stampare la locandina da appendere nel tuo negozio. 

I gelati sospesi che non verranno consumati, saranno utilizzati per il progetto “Salvamamme dà la pappa”, che permette di aiutare bambini in difficoltà su tutto il territorio nazionale.

A volte normali gesti possono diventare straordinari, se legati a qualcosa di più grande, se immersi in un grande contenitore che si chiama “solidarietà” 

Jacady

Profumi

tomtom

Autopubblicare un libro con Youcanprint come funziona

Autopubblicazione –  in alcuni casi ha generato grandi successi portando alla luce veri talenti. Vi sono moltissime piattaforme e modalità per autopubblicare un libro, oggi mettiamo sotto la lente di ingrandimento una delle più utilizzate dagli autori esordienti e no.

Il selfpublishing ossia l’autopubblicazione di un libro senza editore è una pratica molto diffusa negli ultimi tempi.  A dare una spinta in questo senso è stato sicuramente l’avvento di internet.

Tradizionalmente un autore che scrive un libro si affida ad un editore che cura la stampa, la diffusione, la promozione, la vendita e si occupa di tutte le funzioni che porteranno il libro al successo. Con l’autopubblicazione tutto cambia; l’autore diventa anche editore e si occupa in prima persona dell’impaginazione, dell’editing e della promozione del suo libro.

Come ogni fenomeno partorito dalla tecnologia e da internet l’autopubblicazione è un’opportunità; è l’occasione per poter emergere in un mondo, quello dell’editoria, sempre più irto di ostacoli. Pubblicando un libro si avrà l’occasione di farsi conoscere e far conoscere il proprio talento; ma c’è di più. Sono più numerosi i flop che i casi di successo. Troppo spesso personaggi noti che non hanno nulla a che fare con il mondo della letteratura scrivono un libro o meglio lo pubblicano. In buona parte dei casi (purtroppo) i libri di successo sono pubblicati da personaggi noti al pubblico; in quel caso il libro diventa un best seller, ma resta il dubbio se il successo sia stato generato dalla notorietà. Il mondo dell’editoria è talmente complesso che vi sono degli aspetti e lati spesso anche oscuri. Un altro fenomeno, ad esempio, è quello degli scrittori ombra, ossia Ghost writers, che scrivono per conto terzi: scrivono discorsi per politici, attori, articoli di giornale e anche libri. Alcuni bravi riescono anche a vivere e guadagnare bene per questa attività, ma sempre restando nell’ombra, senza gloria. Potrebbe trattarsi di uno stile di vita o meglio, lo scrittore ombra scrive come farebbe un normale lavoro. Molti potrebbero criticare questa scelta di vita, perché idee, pensieri e frasi, in questo caso, non sono mai attribuibili al vero autore (un brutto gioco per certi versi), mentre magari concetti e idee valide verrebbero ascritti a chi non riuscirebbe nemmeno lontanamente a concepire tali concetti. Un gatto che si morde la coda? uno dei tanti aspetti della società dell’apparenza? Fatto sta che potremmo trovarsi a leggere pagine interessantissime, senza conoscere il vero volto di chi le ha scritte.

books-1149959_960_720

Passiamo a chi invece sgomita e suda per un posto nel mondo “dell’editoria”, a chi lotta per vedere un sogno realizzato, a chi non ha paura di dare voce e volto alle sue parole: il popolo dei selfpublisher o aspiranti autori.

Youcanprint

Youcanprint è nata nel 2007 e prevede varie forme di pubblicazione: cartaceo, digitale, audiolibro. La distribuzione dei libri arriva in tutto il mondo e attraverso la piattaforma è possibile usufruire di diversi servizi fra cui Print on Demand, ebook, Self-publishing, servizi editoriali aggiuntivi (lettura e analisi, correzione bozze, traduzione, impaginazione professionale), distribuzione, marketing.

Come pubblicare con Youcanprint

Attraverso la piattaforma è possibile calcolare gratuitamente un preventivo, successivamente allegare il file da stampare, firmare il contratto ed infine effettuare il pagamento.

Youcanprint mette a disposizione diversi sistemi per promuovere un libro, come il Co-Marketing, cioè l’invio di volantini pubblicitari all’interno dei pacchi inviati ai clienti.

Youcanprint: i guadagni per l’autore

L’autore guadagna il 30% sulla copia cartacea del suo libro e il 70% per il formato ebook venduti sullo store Youcanprint, mentre guadagnerà rispettivamente il 20% (cartaceo) e il 50% (ebook) sulle copie vendute nel network Youcanprint (librerie fisiche e store on line es. Amazon).

MasisonDuMonde Bambini

 

Jacady

Profumi

orologi per la corsa

 

 

Sostieni il progetto Blog & Community

Spesa alla spina: ecco tutte le info utili!

In tempi di crisi economica diffusa molti sono alla ricerca di strategie utili a risparmiare senza per questo rinunciare alla qualità o alle proprie abitudini. La spesa alla spina è una possibile risposta in quanto permette di risparmiare e, cosa non secondaria, anche di fare del bene all’ambiente. Il concetto alla base della spesa alla spina è infatti quello di risparmiare carta in quanto sarà il consumatore stesso a presentarsi in negozio con buste e contenitori. In questo modo non solo si risparmierà sulle buste di plastica ma di potrà fare shopping in completa serenità, non a caso sono moltissimi i negozi dove è possibile fare spesa alla spina.

Chiaramente i prodotti in vendita costeranno di meno perché non bisognerà coprire la spesa degli imballaggi. Secondo alcune stime la spesa alla spina potrebbe abbassare il prezzo di determinate merci anche del 70% e a un risparmio di risorse stimato intorno alle 35 tonnellate di C02 non emesse in atmosfera e ai 10 milioni di litri d’acqua. Nei negozi dedicati alla spesa alla spina si possono acquistare prodotti sfusi di ogni genere, dai detersivi fino agli alimentari. Tutto lascia presumere che nel giro di poco tempo la spesa alla spina diventerà un modo di fare shopping del tutto normale.

Spesa alla spina: i numeri

Diventerà quasi familiare presentarsi nei negozi dove fare spesa alla spina e comprare prodotti come pane, cereali, vino, olio, detersivo per vestiti e piatti e chi più ne ha più ne metta. Questo nuovo modo di fare shopping consentirà di ridurre sensibilmente la produzione di rifiuti e anche di risparmiare sul prezzo finale. Federconsumatori ha recentemente diffuso alcuni dati sul fenomeno della spesa alla spina evidenziando come una normale famiglia italiana potrebbe risparmiare qualcosa come 850 euro all’anno. Secondo i dati raccolti da diversi siti autorevoli inoltre, la spesa alla spina potrebbe consentire a una famiglia media di 4 persone di risparmiare oltre 100 chilogrammi di rifiuti in un anno.

Un altro dei punti di forza della spesa alla spina è che si tratta di un’ottima soluzione per limitare al massimo gli sprechi. In questo modo si potrà acquistare l’esatta quantità di un prodotto, evitando sprechi inutili. L’unica cosa che si acquisterà con la spesa alla spina sarà la materia prima, risparmiando così sulla confezione che rappresenta una percentuale non secondaria del prezzo finale della merce. Negli ultimi anni in tutta Italia sono nati diversi negozi senza imballaggi dedicati alla spesa alla spina, anche integrati a note catene di ipermercati presenti in tutto il territorio nazionale. Insomma, la spesa alla spina rappresenta per certi versi l’evoluzione smart dello shopping e la chiave del suo successo è che conviene e, parallelamente, consente di fare del bene all’ambiente e alle proprie tasche.

Sarà sufficiente presentarsi in un negozio specializzato in spesa alla spina con contenitori e barattoli di varie dimensioni per acquistare solo la quantità di prodotto richiesta e cominciare a risparmiare cifre interessanti senza cambiare in alcun modo i propri stili di vita.

 Daniele Cardetta 

Chi è Daniele Cardetta in breve   –  nato a Torino nel 1983, dopo aver conseguito la laurea in Storia Contemporanea si è dedicato al giornalismo e alla scrittura creativa. Nel 2012 ha pubblicato il suo primo romanzo La Rivincita di Zord, prima parte della trilogia de La città ribelle, conclusasi con l’uscita de I fiori della battaglia nel 2013 e La giustizia della spada nel 2015, tutti editi da Nettuno Lab  –  

il suo ultimo romanzo edito da Meligrana Giuseppe Editore

The black star – romanzo 

513vIb6EofL._SX336_BO1,204,203,200_

Home Restaurant Hotel lancia il franchising 4.0 per trasformare casa in affittacamere home restaurant home sharing

Il cuoco-imprenditore Gaetano Campolo, forte delle esperienze realizzate fra Firenze e Reggio Calabria, ha ideato un corso di formazione per l’ultima frontiera della share economy. “Ma servirebbe una legge per sostenere il settore, che rappresenta un’opportunità per il turismo e per il Sud Italia”

Creare un vero e proprio ristorante in casa, sposando il concetto dell’home sharing con quello del social eating e trasformando quella che può essere un’attività saltuaria in una regolare. È questa l’idea su cui il cuoco calabrese Gaetano Campolo ha lavorato negli ultimi anni: ora, forte del successo e delle esperienze maturate fra Firenze e Reggio Calabria, la sua società, Home Restaurant Hotel, è pronta per un passo avanti, con il lancio di un sistema di franchising 4.0 che diffonda questo modello in tutta Italia.

“La nostra idea – spiega Campoloè di incentivare la nascita di nuove opportunità lavorative che permettano di sfruttare i principi della share economy. Con il franchising puntiamo a formare le persone perché possano inserirsi in un settore in fermento: il nostro è un paese con un patrimonio storico e turistico unico al mondo, ricco di biodiversità e di tantissime tradizioni regionali, anche culinarie, che spesso nemmeno noi italiani conosciamo. Far sviluppare il settore dell’ospitalità diffusa rappresenterebbe la possibilità di mettere a frutto questa ricchezza e di creare dei posti di lavoro anche nelle zone più in difficoltà da questo punto di vista, come il Sud Italia”.

Con il franchising, Home Restaurant Hotel offrirà, a 1.500 euro, 3 anni di abbonamento premium gratuito alla piattaforma e un corso in tre giorniin cui saranno spiegati tutti gli aspetti relativi al settore, dalla documentazione necessaria a come lavorare sul marchio per farlo rendere al meglio, creando una struttura di successo. “Gli home restaurant che ho creato a Firenze e Reggio Calabria hanno raccolto, e stanno continuando a raccogliere, il gradimento dei turisti di tutto il mondo, a partire da quelli italiani. È proprio partendo da queste case history che ho sviluppato l’idea del franchising, così da fornire a chi volesse seguire questa strada tutte le informazioni e le conoscenze che io ho dovuto scoprire in prima persona”, aggiunge Campolo.

“In Italia, purtroppo, c’è ancora una scarsa coscienza delle opportunità che la share economy può offrire e spesso il settore viene male identificato, anche dal ceto politico”, continua il cuoco-imprenditore calabrese. “C’è chi pensa si tratti di un fenomeno low cost o addirittura a costo zero, mentre in realtà si tratta di dare alle persone la possibilità di sfruttare risorse che già hanno a disposizione o che non vengono al momento utilizzate per creare qualcosa di nuovo e magari scoprire di avere il talento e la passione per lavori che nemmeno loro credevano di saper fare. In molte parti del nostro Paese, poi, l’offerta turistica non è all’altezza di quanto ambiente e storia avrebbero da offrire: chi meglio dei cittadini di quelle aree può diventare ambasciatore del suo territorio?”.

Il franchising, in ogni caso, non è l’unico modo di lavorare con Home Restaurant Hotel: rimarrà sempre possibile infatti sfruttare la piattaforma per pubblicare i propri annunci. “Con la nostra proposta, tuttavia, siamo convinti di riuscire a raggiungere persone di qualsiasi età e che adesso magari lavorano in altri settori, ma che cercano un modo per reinventarsi, sfruttando quelle che possono essere le loro passioni, come quella per la cucina, sempre più diffusa”. 

Purtroppo, ricorda Campolo, durante la scorsa legislatura il Parlamento“ha fatto di tutto per distruggere questa possibilità”, con un provvedimento che era stato votato alla Camera e che poneva diversi limiti allo sviluppo di queste attività.“Per fortuna, prima che il Senato potesse approvare definitivamente la legge, un intervento dell’Antitrust ha sollevato diversi punti a favore del mondo degli home restaurant”. L’aspettativa è che adesso i vari ministeri competenti, dallo Sviluppo Economico al Turismo, possano “lavorare in sinergia, confrontandosi con gli imprenditori che sono già in campo, per far crescere un comparto che può fare molto per turismo e Made in Italy”. Anche perché, rimarca il cuoco, altri Paesi europei stanno sostenendo le loro società che operano nel settore: un esempio è la francese Vizeat, che ha comprato l’americana EatWith.

“Con il consigliere regionale calabrese Alessandro Nicolò siamo lavorando per presentare una legge a livello regionale, dopo che lo scorso marzo Home Restaurant Hotel ha presentato al Consiglio regionale il primo vademecum operativo del settore. La speranza è che, una volta approvato questo provvedimento, possa essere d’ispirazione per una normativa nazionale che favorisca il settore, invece di penalizzarlo inutilmente”.

fonte: homerestauranthotel

Collezione da giardino

Blog su WordPress.com.

Su ↑