Perché siamo stati costretti a restare a casa?

Cosa è successo a un mese dai decreti e dai divieti

Dopo circa un mese di quarantena (per alcuni dura da più tempo) qualcuno potrebbe iniziare a porsi domande più che legittime. Ci è stato chiesto di stare a casa, facendo appello al senso di responsabilità, come avviene sempre per le emergenze e le crisi economiche o in tutti quei casi nei quali si ha l’impressione che a pagare saremo sempre noi cittadini. A noi italiani ci viene chiesto di avere pazienza e di fare sacrifici, ma facendo due conti, i conti non tornano. Questo virus arrivato come uno Tzunami avrà vita lunga, farà il giro del mondo per poi ritornare, anzi forse non ci abbandonerà affatto. Perché ci è stato chiesto di stare a casa? Se siamo positivi oppure no, con molta probabilità non lo sapremo mai. La sola certezza è che se è vero che il Covid-19 si trasmette con il respiro, con gli starnuti ed è presente sulle superfici e nell’aria, allora lo incontreremo almeno una volta sulla nostra strada. Se una parte della popolazione fa dei sacrifici, bisogna remare tutti dalla stessa parte, e chi governa deve offrire garanzie concrete, agire e decidere al meglio, e se commette errori, dopo uno, due, tre mesi non continuare a ripeterli. Si dice che le mascherine siano obbligatorie, ma di fatto non si riescono a reperire; in Tv si annunciano milioni di esemplari in arrivo dalla Cina e dalla Germania, ma anche da altri paesi, alcune fabbriche si sono trasformate e producono migliaia di pezzi al giorno, ma niente, i cittadini non riescono a trovarle e se per fortuna dovesse succedere si pagheranno care, con l’iva al 22%, proprio come un bene di lusso, ma senza griffe. Perché ci è stato chiesto di stare a casa? Facciamo due conti: perché i tamponi sono pochissimi? Perché gli ospedali e i laboratori non riescono ad  analizzarli, in più mancano i reagenti; riepilogando mancano reagenti per i tamponi e mascherine.

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Corsi on line: in tempo di Covid-19 cosa conviene imparare

Life Learning  è una delle migliori piattaforme di corsi on line, perché permette di apprendere in modo semplice e anche spezzettando le lezioni. I punti di forza sono il Tutor a disposizione, l’accesso illimitato e per sempre alle lezioni, materiale didattico dedicato gratuito, un Workspace, esercitazioni e certificato finale dopo un test. La struttura dei corsi permette di gestire al meglio il corso e apprendere con gli strumenti giusti, organizzando il tempo in modo funzionale agli impegni della giornata. Inoltre una serie di commenti e recensioni indicano quale è il corso più adatto alle proprie esigenze.

Il tempo della quarantena può essere utilizzato per acquisire nuove competenze , in vista della crisi economica e il cambiamento del mercato del lavoro.

Strategie di Marketing è la sezione che comprende una serie di competenze che riguardano Marketing Automation, Marketing finanziario, Management, tecniche di Social Media.

Web Marketing  è la sezione per affinare le tecniche di Advertising on line, Copywriting.

Business Strategies è la sezione che insegna a fare un business plan, il Counseling aziendale, tecniche di export Import, ma anche economia aziendale, tecniche di vendita e il Risk Management. 

Per chi vuole provare a costruire un Business On line, nell’apposita sezione sarà possibile imparare le basi del Crowdfunding, il trading on line e come funzionano i Bitcoin. Inoltre come gestire un e-commerce, come guadagnare con le Membership e le affiliazioni.

In attesa di poter ripartire al più presto e alla grande, meglio acquisire nuove competenze che serviranno per migliorare la propria posizione in un mondo del lavoro trasformato proprio come in aula.

 

Sistema di allerta Covid-19 allo Spallanzani di Roma

All’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani, vi è una struttura protetta con stanze di alto isolamento, misure che in passato sono servite per altre malattie infettive, fra cui l’Ebola. Le stanze di isolamento sono fatte in muratura e vetri, non è possibile avere nessun contatto con l’esterno. Il personale sanitario indossa equipaggiamento altamente protettivo, tute, mascherine, occhiali.

Fin dal primo D.P.C.M con cui venivano prese misure di contenimento del contagio da Covid-19 per tutto il paese, abbiamo visto come le diverse regioni hanno recepito e a volte anche interpretato tali misure, talora inasprendole a seconda delle circostanze. In questi giorni si sta parlando della fase 2, di quella fase che dovrebbe traghettarci verso una pseudo-normalità, con l’apertura di alcune attività, seguendo piani di sicurezza ben definiti, per evitare una seconda ondata di contagi. Alcune regioni rispetto ad altre sono riuscite a contenere il contagio grazie alle restrizioni imposte dai Governatori, ma anche con le risposte che la Sanità locale ha saputo dare. L’Ospedale Spallanzani di Roma ha accolto e curato la coppia di cinesi affetta da Coronavirus, il primo caso in assoluto in Italia. Nella Regione Lazio è attivo un sistema che collega 118, ospedali, terapie intensive e pronti soccorso attraverso un network di controllo per le malattie infettive, il sistema Advice e lo Spoke and Hub. Tale sistema è utilizzato per le emergenze quali ictus e infarto, ma anche malattie infettive.  Ad esempio,vi è una stroke Unit, che lancia un Alert e individua il reparto più vicino e più adatto al paziente da trattare. Il sistema adottato dallo Spallanzani è stato utilizzato per il morbillo e altre emergenza come l’Epatite A. Quando arriva un paziente subito si attiva una connessione fra pronto soccorso e 118, le terapie intensive regionali e attraverso lo spoke and hub il medico potrà consultare con tempestività lastre ed esami diagnostici, tac e potrà parlare addirittura anche con il paziente. Questo sistema permette di tenere sotto controllo eventuali focolai di contagio, e in condizione di bassi casi di positivi funzionare al meglio delle sue potenzialità.

Non bisogna dimenticare che proprio allo Spallanzani è stato isolato in meno di 48 ore il Genoma Covid-19. In tale occasione il Ministro Roberto Speranza dichiarò: Significa molte opportunità di poterlo studiare e capire e di verificare meglio cosa si può fare per bloccarne la diffusione. Si è trattato, in effetti di un passo importante che ha aperto nuove porte per lo sviluppo di soluzioni terapeutiche. Anche il Governatore della Regione Lazio, Nicola Zingaretti applaudì il direttore del laboratorio di Virologia dello Spallanzani, la ricercatrice che per l’occasione affermò  che il risultato raggiunto è un successo di tutta la squadra ed è una ulteriore testimonianza dell’eccellenza scientifica dello Spallanzani, istituto dove la ricerca non è mai fine a se stessa, ma ha come obiettivo ultimo e concreto il miglioramento delle cure per i pazienti. 

La più giovane virologa del Team che ha isolato il Covid-19 è Francesca Colavita, 31 anni e precaria con un contratto a tempo determinato, lavora allo Spallanzani da sei anni. Dopo l’isolamento del genoma Covid-19 è arrivata la promessa dell’Assessore alla Sanità del Lazio, Alessio D’Amato di un contratto stabile e una foto con il Ministro Roberto Speranza.

Cambiamenti nei consumi al tempo di Covid-19

In poche settimane sono cambiate le abitudini di milioni di italiani, nel frattempo si preannuncia una crisi economica, che già sta facendo vedere i suoi effetti. Il fattore tempo è fondamentale, per cui il Governo oltre ai provvedimenti varati dovrà nei prossimi giorni decidere le aperture delle attività e le modalità con cui si ritornerà alla normalità. Di pari passo con la crisi che è in atto , alcuni settori dell’economia sono cresciuti enormemente, sono quelli che riguardano gli e-commerce e gli acquisti on line. I prodotti che più si acquistano sono quelli alimentari, ma anche tecnologici e gli integratori. Il tempo libero è diventato più ampio, tanto da spingere milioni di consumatori a fare abbonamenti a pay-tv, ad acquistare corsi on line e a leggere di più, sia in cartaceo, sia e-book, libri digitali. Tante altre soluzioni si possono trovare sul Web e Lavoro: idee in rete

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La prima fase Covid-19 Economia 

Con la chiusura di molte attività, paradossalmente si sono create nuove opportunità di lavoro, basti pensare al personale sanitario che è stato assunto senza alcun concorso. Basti pensare alla riqualificazione e costruzione di ospedali, per ospitare malati di Covid-19 che hanno prodotto nell’immediato nuovi posti di lavoro. Molte imprese hanno adottato fin da subito lo Smart Working, principalmente la pubblica amministrazione. Un ulteriore crescita si è registrata nelle società di Software di Smart working. Si spera che alla ricerca scientifica e ai ricercatori siano destinati più fondi, in modo da non costringere nessuno ad andare all’estero.  

#iorestoacasa

I rischi a lungo termine dello stare a casa sono molteplici, a parte quello psicologico, che si può tenere sotto controllo facendo attività fisica e meditazione, vi è il cibo e la sedentarietà che possono far insorgere altri tipi di patologie, come spiega questo articolo Coronavirus: sedentarietà e salute; esperto, non mollate

La seconda fase, la riapertura

La fase 2: Per molte imprese del settore produttivo, come si è già detto è di vitale importanza il tempo, per ritornare ad essere operativi quanto prima. Per poterlo fare il Governo dovrà decidere un piano di sicurezza sul lavoro che riguarda le norme da seguire per il contagio da Covid-19. L’OMS si è già espressa in tal senso nei mesi scorsi – In questo articolo sono contenute le misure da adottare sul posto di lavoro in base alle indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità Covid-19: Un mese fa l’OMS avvertiva i paesi di tutto il mondo sul rischio di un contagio globale

La ripresa o seconda fase, in realtà si snoda attraverso differenti fasi. Le aperture nel settore produttivo e industriale dovranno essere funzionali, perché molte realtà industriali sono legate l’una all’altra. Si consolideranno e cresceranno (facilmente prevedibile) i lavori digitali.

Le precauzioni non dovranno mai essere sottovalutate; il Sistema Sanitario Nazionale provvederà a rilasciare un certificato medico, con il quale si potrà ritornare alle proprie attività. Le modalità non si conoscono ancora, come non si sa ancora se una persona guarita ha anticorpi che la proteggeranno per un tempo lungo. Ciò che è certo è che con il Covid-19 bisognerà conviverci e rimodulare la nostra vita e le nostre abitudini. Una delle novità è una App, che consentirà a chiunque di relazionarsi con il medico e con il SSN, anche al fine di prenotare un tampone o ottenere il certificato: Covid-19: in arrivo CO4, la App che interagisce con il paziente

 

Coronavirus, ecco il software che aiuta la diagnosi per l’ affezione da covid-19 attraverso i Raggi-X

La piattaforma elaborata da Nexim Italia è nata per supportare le istituzioni sanitarie schierate in prima linea nell’emergenza sanitaria.

Mentre si cerca di rallentare la curva dei contagi da coronavirus , molte aziende sono pronte a scendere in campo per fornire competenze e software capaci di mappare l’andamento del Covid-19 in modo da consentire la messa a punto di strategie di contenimento sempre più efficaci. Tra queste, c’è anche Nexim Italia, la start-up di Telecomunicazioni guidata dal sassarese Simone Dore, «gioiellino» delle telecomunicazioni nazionali, specializzati nella progettazione, sviluppo e fornitura di sistemi di connettività, Data Center e Cyber-Security. Al suo interno vi è anche una divisione che si occupa di intelligenza artificiale e sistemi di calcolo.

Come funziona la piattaforma
La piattaforma ideata da Simone Dore si chiama Armadillo Scan “AS” ed è nata per supportare le istituzioni coinvolte nell’emergenza sanitaria. AS è infatti in grado di raccogliere, elaborare e aggregare le immagini provenienti da dispositivi di radiografia: la piattaforma permette quindi di individuare i potenziali focolai d’infezione da Covid-19 e consente di contenere e tracciare e monitorare i parametri di quelli già scoperti. L’elaborazione dei dati, messi volontariamente a disposizione dalle istituzioni mondiali degli utenti risultati positivi, garantisce una veloce tracciatura di una possibile affezione con una accuratezza del 90/92%. Attualmente la curva di precisione viene calcolata su un data-set di immagini di non altissima risoluzione, cosa che potrebbe aumentare se le immagini provenissero direttamente dalle macchine radiografiche senza ulteriori manipolazioni.

Il software è stato brevettato e reso disponibile gratuitamente per le analisi della comunità scientifica, lo staff di ricerca e sviluppo di AS è disponibile per interagire con il settore medico per aumentarne l’ affidabilità.  Attraverso algoritmi di intelligenza artificiale, reti neurali e un Data Center con altissime performance di affidabilità interno alla struttura Nexim, è possibile attraverso la propria potenza di calcolo elaborare un risultato di positività in meno di 5 secondi. Il software può essere un’ arma vincente in quei paesi dove le strutture sanitarie non hanno a disposizione laboratori di analisi o reagenti sufficenti al contrasto della pandemia.

Armadillo Scan: anche un algoritmo può contribuire a sconfiggere il virus
È proprio per identificare la presenza di uno o più individui nello stesso arco di tempo e spazio che Simone ha utilizzato la definizione di “golpe” (colpito in spagnolo). «Siamo in prima linea con l’intelligenza artificiale e la capacità di analizzare grandi quantità di dati multiformi per prevenire ulteriore contagio – spiega l’amministratore delegato di Nexim Italia Simone Dore -. La filiera che unisce tutti, da chi sta male a chi assiste in prima linea sul campo può rafforzarsi con il contributo di competenze nazionali maturate in tre anni di esperienza messe a disposizione a titolo gratuito». Anche un algoritmo, prosegue il ceo, «può contribuire a sconfiggere il virus anticipandolo, contenendolo, capendolo e permettendo a chi governa di prendere decisioni efficaci».   

L’app creata da Nexim Italia
Nexim si è mossa fin dall’inizio dell’emergenza e, prosegue Dore, «abbiamo lavorato ininterrottamente per poter schierare anche “armi digitali” contro un evento imprevedibile, a difesa di un bene primario: la vita di tutti». La loro “arma digitale” è appunto “Armadillo” e l’azienda ha creato anche un’applicazione che permette, sempre su base volontaria e anonima, di memorizzare in modo puntuale i propri movimenti tramite Gps, celle telefoniche e punti di accesso wi-fi. Questi dati saranno poi conservati in modalità cifrati sul telefono del soggetto: se poi l’utente risulterà positivo, potrà a quel punto autorizzare l’accesso a tali informazioni per consentire di analizzare esattamente il percorso che ha fatto mettendo in relazione tutti i dati collezionati nel tempo.

fonte: Comunicato Stampa Redazione Nexim

stampa@nexim.it

Quali mascherine usare, facciamo chiarezza

L’ABC delle mascherine

Il Coronavirus Covid-19 ha preso di sorpresa tutti, anche gli esperti e i ricercatori che in queste ore studiano il comportamento di questa malattia per poter trovare soluzioni. Almeno però le mascherine le dovremmo conoscere, e comprendere come funzionano e come vanno utilizzate.

Le mascherine FFP3 (efficacia del 92% e del 98% contro i virus  vanno sostituite perché il filtro si esaurisce dopo qualche ora)hanno una valvola di esalazione, cioè chi la indossa emana aria, per questo deve essere utilizzata esclusivamente negli ospedali dal personale sanitario. Medici e infermieri, infatti, sono a contatto con migliaia di pazienti e questa mascherina protegge dal virus e permette di respirare normalmente, per cui protegge se stessi ma non gli altri. Questo è il motivo per il quale non deve essere usata dai cittadini per uscire e frequentare supermercati o luoghi chiusi, perché è come non averla.

Le mascherine FFP2 (efficacia del 92% e del 98% contro i virus  vanno sostituite perché il filtro si esaurisce dopo qualche ora)  con valvola di esalazione hanno la stessa funzione delle FFP3 e di solito sono utilizzate dai soccorritori.

Le mascherine FFP2 senza valvola possono essere usate dai medici di base e dalle guardie mediche.

Le mascherine chirurgiche (ne esistono diversi tipi in base ai veli filtranti) sono quelle che possono essere utilizzate dai cittadini, le forze dell’ordine e anche gli addetti agli uffici pubblici perché proteggono gli altri da un possibile contagio. Le mascherine FFP2 e FFP3 attraverso la valvola fanno sì che fuoriescano esalazioni, per cui se tutti le utilizzassero il virus si diffonderebbe rapidamente, perché è come non averle. La mascherina chirurgica va sostituita dopo poche ore o buttata via quando si ritorna dalla spesa; si potrebbe pensare anche di disinfettarla adeguatamente con prodotti specifici e utilizzarla per un altro paio di volte.

Le mascherine con la valvola vanno utilizzate anche in tutti i casi nei quali non è possibile rispettare la distanza di sicurezza, che resta la misura necessaria per evitare ogni contagio.

Quando non serve la mascherina?

  • Quando si cammina all’aperto e non ci sono persone nelle immediate vicinanze;
  • Quando si viaggia da soli in auto;
  • In tutti i casi in cui si mantiene una distanza con altre persone di almeno un metro

Il modo corretto per utilizzarle:

  • Lavarsi le mani con una soluzione alcolica disinfettante;
  • Indossarle toccando solo l’elastico;
  • Toglierle seguendo le stesse modalità e vanno gettate nei rifiuti indifferienziati

Purtroppo anche gli esperti sono confusi, e per questo si sentono spesso pareri discordanti. L’OMS sostiene che le mascherine non servono sempre, mentre la Regione Lombardia, in queste ore le ha rese obbligatorie per tutti i cittadini. Nel frattempo l’OMS sta effettuando nuovi studi e presto potrebbero esserci dei cambiamenti anche nell’utilizzo di mascherine.

Ad oggi l’Oms raccomanda una distanza minima di almeno un metro fra le persone, e sottolinea che le persone che mostrano i sintomi della malattia dovrebbero indossare le mascherine. Il nuovo studio dell’Organizzazione indica che le goccioline emesse con un colpo di tosse o con uno starnuto possono raggiungere fino a sei e otto metri di distanza. Tuttavia, le microparticelle più piccole possono ‘viaggiare’ nell’aria anche per distanze ben più lunghe. Se questi dati verranno confermati, ha commentato Heymann, è possibile che indossare una mascherina sia altrettanto efficace o più efficace della distanza.

 

 

Leggi anche Articolo Larepubblica – Infettivologa: La mascherina chirurgica è un atto di generosità, quella con la valvola protegge solo chi la indossa

Coronavirus: Art You Ready? Visite virtuali

Emergenza Coronavirus: Fino a poco tempo fa la prima domenica del mese permetteva agli appassionati di visitare gratis i musei. In queste settimane è diventato quasi tutto virtuale: le chiacchierate con gli amici, il lavoro. Il Ministero dei Beni culturali ha deciso, per l’occasione di trasformare le prime domeniche del mese in Art You ready? una campagna del Mibact per restare vicino ai cittadini con l’arte. L’ingresso libero fisico non ci sarà ma attraverso il sito si potranno fare tante visite virtuali www.beniculturali.it/virtualtour

Sono tanti i percorsi digitali  del Gran virtual tour della bellezza del patrimonio italiano, molti dei quali realizzati grazie alla collaborazione pluriennale tra il Mibact e Google Arts & Culture,  all’interno della sezione Meraviglie d’Italia, disponibile su g.co/meraviglieditalia della piattaforma di Google.

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…dal sito Beni culturali

La cultura non si ferma è la nuova pagina del sito del MIBACT che consente di aggregare attraverso sei sezioni  – Musei, Libri, Cinema, Musica, Educazione e Teatro –  le molteplici iniziative virtuali organizzate dai luoghi della cultura statale, dal mondo dello Spettacolo, della Musica e dell’Audiovisivo.
Storici dell’arte, archeologi, archivisti, bibliotecari, restauratori, architetti, autori, scrittori, attori e musicisti rivelano inediti, classici, capolavori, curiosità, segreti e il dietro le quinte delle loro istituzioni.
Si tratta di una ricca offerta culturale fruibile da casa che permette agli italiani di rimanere in contatto con l’arte e la cultura anche in questa difficile circostanza.
Il Mibact, insieme a tutte le altre realtà culturali che vorranno partecipare, mette a disposizione questa pagina per rendere disponibili on line i diversi contributi.
I contenuti li stiamo raccogliendo qui giorno per giorno, grazie all’impegno dei luoghi della cultura statali e di tante istituzioni culturali nazionali che aderiscono. Naviga per trovare ciò che vuoi seguire e partecipa anche tu con gli hashtag #iorestoacasa e #ioleggoacasa e tagga i profili @mibact e di tutti i luoghi della cultura!
Gli appuntamenti  sono in continuo aggiornamento.
Tutti sono invitati a partecipare con gli hashtag #artyouready e #granvirtualtour con i più diversi contenuti, dai semplici ma efficaci screenshots catturati durante le visite virtuali alle tradizionali foto scattate in visite del passato e conservate in smartphone o vecchi album, per continuare sul filone della domenica precedente in una vera e propria “seconda edizione” di Art you ready tanto richiesta sui social.
Per non perdere quindi la consuetudine con l’appuntamento della prima domenica del mese al museo, nell’ambito della campagna nazionale #iorestoacasa, il ministero offre così agli italiani la possibilità di ammirare dalle proprie case le sale di alcuni tra più importanti luoghi della cultura statali, i capolavori negli allestimenti museali, gli ambienti di diversi teatri dell’opera – autentici monumenti della musica – percorrendo i foyer e attraversando le platee e i palchi e di godere poi della ricchezza del patrimonio conservato negli archivi e nelle biblioteche monumentali.

 

Ecco alcuni dei nostri scatti virtuali

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Villa D’Este – Tivoli

 

 

 

Coronavirus: diffusione più rapida con il freddo secco

Il Coronavirus si diffonde più rapidamente con il freddo secco e l’umidità.

A confermarlo è uno studio dell’Università Statale di Milano, Dipartimento di Scienze e Politiche ambientali; i ricercatori Francesco Ficetola e Diego Rubolini, utilizzando il database (con i casi confermati giornalieri di Covid-19) della Johns Hopkins University, hanno realizzato mappe globali.

Tale studio ha permesso ai due ricercatori di compiere una previsione dello sviluppo del Virus ad ampio raggio. Ciò che è stato fatto è mettere in relazione il tasso di crescita e diffusione del virus (100 nazioni e macroregioni) con le temperature registrate nei mesi della pandemia. Il risultato della ricerca ha evidenziato che il virus si propaga più rapidamente in temperature che si aggirano intorno ai 5 gradi e con umidità medio bassa.

L’epidemia sembra non aver risparmiato nessuna zona della terra, ma lo studio italiano dimostra che l’epidemia è meno veloce in zone calde.

Il Virus può essere influenzato dal clima ma allo stesso tempo può mettere a rischio la qualità delle previsioni meteo, compromettendo anche i sistemi di allerta meteo e lo studio dei cambiamenti climatici. Tale ipotesi è stata avanzata dagli  esperti dell’Organizzazione meteorologica mondiale (Omm), che affermano che la riduzione del traffico aereo ha  già causato un calo della raccolta dati sulle condizioni atmosferiche.

Coronavirus: aumentano le truffe sugli acquisti online

Certy, startup esperta nel settore, denuncia: «Durante la quarantena c’è stato un incremento del 300% degli annunci online che celano truffe.

Certy certy.me, startup esperta nel settore, denuncia: «Durante la quarantena c’è stato un incremento del 300% degli annunci online che celano truffe. «Il Coronavirus non ferma i truffatori, che anzi hanno aumentato le truffe approfittando del calo dei controlli e dell’impossibilità degli utenti di acquistare alcune categorie di oggetti di persona. Colpiscono soprattutto quegli utenti che vogliono acquistare oggetti per l’intrattenimento durante la necessaria quanto obbligatoria permanenza in casa».
Questo è l’allarme lanciato da Riccardo Sanna, CEO di Certy, startup cagliaritana che ogni giorno lavora per smascherare i truffatori delle vendite di usato online.   «Gli utenti non possono più acquistare usato di persona perché non si può uscire di casa, quindi la prima cosa che fanno è cercare sui grandi siti di distribuzione. Sfortunatamente le disponibilità sono quasi a zero e i costi sono aumentati. In questo scenario si aggiunge una minore disponibilità economica di molti italiani, che cercano nel mercato di seconda mano online una soluzione. La sfortuna è che la distanza è il principale punto di forza dei truffatori. Mettono un annuncio, magari con prezzi bassi e dichiarano che l’unica modalità di acquisto è il pagamento anticipato e la spedizione, perché viste le restrizioni covid-19 non vogliono incontrare nessuno di persona.
 «I metodi di pagamento preferiti dai tuffatori sono le ricariche postali, il bonifico e altri tipi di ricariche prepagate. Nemmeno servizi come PayPal sono immuni da queste truffe: i truffatori incolpano il sistema di spedizione del mancato recapito dell’oggetto, e queste giustificazioni bastano e avanzano per dare la ragione ai truffatori.   «Nessuno vorrebbe mai perdere i suoi soldi, e soprattutto in questo periodo di crisi i consumatori devono essere tutelati. Anche noi come startup abbiamo avuto un piccolo calo inizialmente, ma ci siamo adattati alla situazione. Abbiamo deciso di lasciare a casa tutti i nostri collaboratori, studiando un nuovo meccanismo in grado di proteggere gli acquirenti dalle truffe e di permettere ai venditori di vendere, il tutto senza uscire di casa».
Per ricevere assistenza contro le truffe gli utenti possono contattare gratuitamente Certy su certy.me
fonte: Comunicato Stampa Emanuele Sogus

 

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