Europa:Smog responsabile di 50 mila morti premature

Uno studio pubblicato su TheLancet ha dimostrato che l’inquinamento atmosferico nelle città europee è la principale causa di morti premature. Le città riscaldate dall’inquinamento hanno effetti devastanti sulla salute. Lo studio ha preso in esame 1000 città europee.

Una percentuale considerevole di morti premature nelle città europee potrebbe essere evitata ogni anno riducendo le concentrazioni di inquinamento atmosferico, in particolare al di sotto delle linee guida dell’OMS. Lo studio ha dimostrato che la mortalità varia fra le città europee, e indica dove sono necessarie azioni politiche per ridurre l’inquinamento atmosferico e realizzare comunità sostenibili, vivibili e sane. Le attuali linee guida dovrebbero essere riviste e le concentrazioni di inquinamento atmosferico dovrebbero essere ulteriormente ridotte per ottenere una maggiore protezione della salute nelle città.

I Risultati della ricerca

In generale, le città con il minor carico di mortalità dovuto all’inquinamento atmosferico erano situate nel nord Europa. Le città con il PM più basso  sono stati: (1) Reykjavík (Islanda), (2) Tromsø (Norvegia), (3) Umeå (Svezia), (4) Oulu (Finlandia), (5) Jyväskylä (Finlandia), (6) Uppsala (Svezia), (7) Trondheim (Norvegia), (8) Lahti (Finlandia), (9) Örebro (Svezia) e (10) Tampere ( Finlandia);

Infine, le città con il più basso tasso di mortalità per NO 2  sono state: (1) Tromsø (Norvegia), (2) Umeå (Svezia), (3) Oulu (Finlandia), (4) Kristiansand (Norvegia) , (5) Pula (Croazia), (6) Linköping (Svezia), (7) Galway (Irlanda), (8) Jönköping (Svezia), (9) Alytus (Lituania) e (10) Trondheim (Norvegia.

Le morti dovute all’inquinamento atmosferico variavano ampiamente, con i livelli di NO2 a Madrid, ad esempio, responsabili del 7% dei decessi annuali lì.Le città nella regione della Pianura Padana del nord Italia, Polonia e Repubblica Ceca sono state le più alte in termini di mortalità, con le città italiane di Brescia, Bergamo e Vicenza tutte tra le prime cinque per concentrazioni di PM2,5.

L’OMS stima che l’inquinamento atmosferico uccida più di 7 milioni di persone ogni anno ed è una delle principali cause di malattia e assenza dal lavoro a livello globale.

Inoltre, è convinzione diffusa che le principali fonti di inquinamento siano traffico e fabbriche, ma nella classifica il primo posto è occupato da agricoltura e allevamento, che inquinano molto di più rispetto ad altri settori.

Quali sono le città più inquinate?

In base a uno studio dell’agenzia europea per l’Ambiente l’Italia è prima, in termini assoluti, per morti premature da biossido di azoto.Per quanto riguarda l’NO2, le città europee più inquinate sono Londra, Parigi e Torino.  la città più inquinata d’Europa (ma anche del mondo) sarebbe Tetovo, nella Macedonia del Nord, con un Pollution index di 97,44, seguita dalla Russia Chelyabinsk e Tirana. Nella classifica ci sono anche Napoli e Brescia.

Importanza della meraviglia e i suoi effetti

Con il passare del tempo si perde la capacità di meravigliarsi, è inutile negarlo. Il mondo entra prepotentemente nella nostra sfera intima e contamina quello che Pascoli chiamava Il Fanciullino.

I bambini sono essere piccolissimi con una grandezza disarmante, sanno meravigliarsi, perché sono alla continua ricerca, sperimentano nuovi giochi, fantasticano, ogni oggetto è nuovo. Loro stanno costruendo il mondo e noi, ritornando indietro negli anni, glielo presentiamo, ma addolciamo la pillola, raccontiamo a loro e a noi stessi che il mondo è un posto bello.

La meraviglia deve avere dei validi presupposti, basta chiedersi quando è stata l’ultima volta che l’abbiamo provata? Davanti a un tramonto, ascoltando una nuova musica, oppure è stato un profumo, un monumento, un museo e la bellezza di un’opera d’arte?

La meraviglia dal punto di vista medico

La psicologia studia molto il fenomeno della meraviglia, e infatti, alcuni studi sono arrivati alla conclusione che i narcisisti siano poco propensi alla meraviglia, per innumerevoli ragioni. La meraviglia abbraccia tantissime aree del nostro cervello e del fisico. La sensazione di meraviglia è spesso accompagnata da brividi ed emozioni, aumento della frequenza cardiaca e da un generale senso di benessere. Quando ci si lascia trasportare dalle note di una musica o quando ci si immerge nella lettura di un libro, in una commedia o in un film si abbandona il concetto di tempo e nuove priorità affiorano alla superficie.

L’Università della California Berkeley nel 2018 ha condotto un’importante ricerca dalla quale sono emerse interessanti scoperte. In base alla funzione evolutiva dell’emozione di meraviglia sembra che, obbligandoci a ristrutturare i nostri schemi mentali, ci induce ad attivare il nostro pensiero critico e ci aiuta ad adattarci meglio a nuovi contesti complessi. In pratica suscitare meraviglia nei bambini li rende più aperti e più disponibili ad apprendere. Ancora nella ricerca si legge – Alcune intense esperienze di meraviglia possono provocare un cambiamento cognitivo così profondo da dare origine a mutamenti durevoli nel modo in cui le persone considerano se stesse e il mondo –

Gli studi dimostrano ancora che la meraviglia riduce lo stress e l’ansia, perfino il dolore. La meraviglia bisogna cercarla e fare come fanno i bambini, che continuano a sperimentare e scoprire, meravigliandosi di ciò che è piccolo, ma che in realtà è solo una chiave, che apre il nostro mondo verso l’infinito.

Il vaccino non è la sola arma contro il Covid

Fin dall’inizio della Pandemia, il mondo scientifico e in particolare i medici che operavano a stretto contatto con i malati di Covid hanno iniziato a sperimentare e a ricercare nuove cure. Alcuni farmaci sono stati utilizzati, e vengono somministrati tutt’ora a malati meno gravi, e nuove vecchie tecniche si sono affacciate all’orizzonte, come la cura del Plasma.

L’arrivo del vaccino ha seguito percorsi già battuti

Molti si meravigliano sui tempi del vaccino, ma le risposte a questa domanda sono tantissime, ma basterebbe una a dissolvere qualsiasi dubbio. In una scienza come la medicina, la ricerca ha un ruolo fondamentale e tutte le sue conquiste non sono mai buttante al vento. Talvolta, rappresentano un trampolino di lancio per altre patologie. In pratica, si studia sempre e ciò che si apprende e s’impara potrebbe essere utilizzato per sconfiggere una malattia futura. Ecco, ciò che accaduto con il vaccino, riguardo al quale vi sono molti scettici. Come può essere messo a punto un vaccino in soli otto mesi?

La ricerca sul cancro, ad esempio, ha avviato un’importante battaglia: l’immunoterapia, utilizzata già da alcuni anni. Questa tecnica, spiegata senza troppe parole incomprensibili ai non addetti ai lavori, rafforza il sistema immunitario, per far sì che quest’ultimo distrugga le cellule malate di cancro. L’Immunoterapia ha aperto la strada (ancora da percorrere) verso un vaccino contro il cancro, un qualcosa di grandioso! Ecco, anche conoscenze e conquiste come questa sono state utilizzate nella realizzazione dei vaccini.

Non solo vaccino contro il Covid ma la cura

Era chiaro fin dall’inizio, visti i dati e i decessi, come il collasso delle strutture ospedaliere hanno dimostrato, quanto fosse stato importante scoprire una cura efficace contro il Covid. Questa strada, probabilmente è ancora lontana. oltre a farmaci come antibiotici, cortisone, molti ospedali sono ricorsi alla cura del Plasma, che nella maggior parte dei casi funziona. Come molti ignorano, però, utilizzare il plasma ripulito, con all’interno solo gli anticorpi della malattia è una tecnica che si è utilizzata in passato e in tante occasioni. Anche la cura del plasma non è una novità, ma il risultato di anni di ricerca. Il plasma da soggetti convalescenti, infatti, è stato utilizzato durante le epidemie di SARS nel 2002 ed Ebola nel 2015, e negli ultimi mesi sono stati pubblicati su diverse riviste scientifiche i risultati di alcuni studi clinici internazionali ed italiani. Inoltre, diverse sperimentazioni cliniche in corso nel mondo stanno cercando di verificare se la terapia con il plasma iperimmune sia efficace. Nonostante ciò è necessario continuare anche su questa strada.

L’Unione Europea ha destinato 7 milioni di uero all’Italia per la raccolta del plasma iperimmune

Finalmente è arrivato il Via libera dall’UE al finanziamento di circa sette milioni per supportare i servizi trasfusionali italiani che svolgono attività di raccolta del plasma da ex malati di Covid. La conferma è arrivata dal CNS – Centro nazionale sangue – Il programma Emergency Support instrument, nato per aiutare i paesi europei contro la pandemia aiuterà i progetti dei servizi trasfusionali in 14 regioni italiane.

Lo scorso agosto, come spiega il Cns, la Struttura Regionale di Coordinamento Trasfusionale (Src) della Regione Lombardia si è candidata capofila dei servizi trasfusionali che hanno espresso interesse di accesso al finanziamento e predisposto le proposte, come da bando europeo. In totale sono 14 le Regioni e provincie autonome che hanno fatto richiesta.

Quali sono le regioni che hanno avviato la raccolta e la cura del plasma contro il Covid?

La prima regione è stata la Lombardia, si sono aggiunte il Vento e la Valle d’Aosta, il Piemonte e la Liguria, la Toscana, Le Marche, l’Abruzzo, la Puglia, la Sicilia. Se ne sono poi aggiunte altre, come la campania e il Lazio, grazie anche all’appello del Ministero della salute di continuare a raccogliere il plasma, anche se si tratta di una cura sperimentale, ma che sta dando ottimi risultati nei casi più gravi, evitando spesso il ricorso alla terapia intensiva.

La trasfusione è utilizzata per trasferire questi anticorpi anti-SARS-CoV-2, sviluppati dai pazienti guariti, a quelli con infezione in atto che non ne abbiano prodotti di propri e sono tante le persone che stanno donando il plasma.

piatto antibatterico garantito al 99,9%

Piatto in ceramica realizzato da una cooperativa dipendenti che hanno rilevato azienda di Città di Castello. Crisi è ripartenza per gli operai di Ceramiche Noi.

Spesso, ma non sempre accade che intere aziende vengano rilevate dai dipendenti. Molte, infatti, sono le storie che trasmettono speranza nel futuro. Non è la prima volta che una grande impresa si trasferisce in paesi nei quali avvierà una produzione con costi inferiori.

Oggi l’ennesimo esempio di positività arriva da una cooperativa di Città di Castello, la Ceramiche Noi, che ha inventato un piatto garantito – assicurano – antibatterico al 99,9 per cento, per il quale è stato già depositato il brevetto presso il Ministero dello Sviluppo economico.
L’azienda spiega che prodotti similari fino ad ora erano sviluppati “a freddo” sui piatti che nel tempo perdono la loro efficacia, ma “è la prima volta” che si testa una marchiatura a caldo che trasmette alla stoviglia la particolarità “a vita”.


 La cooperativa è composta da 11 operai di Ex-Ceramisia di Città di Castello che uniti nella nuova realtà imprenditoriale e grazie al supporto di Legacoop Umbria hanno fondato Ceramiche Noi.  

Il deposito di questo brevetto – dice Lorenzo, responsabile commerciale dell’azienda – è per Noi motivo di grande orgoglio, non è solo un traguardo ma un nuovo punto di partenza.
 E’ davvero una notizia straordinaria di resilienza – ha affermato Luciano Bacchetta, sindaco di Città di Castello – speranza e grande ingegno.  Agli operai di Ceramisia di Città di Castello era stata comunicata la delocalizzazione in Armenia ad agosto 2019. Dopo i primi attimi di sconforto, messi di fronte alla possibilità di perdere il lavoro, i dipendenti hanno però deciso di investire nel futuro proprio e del territorio. Si sono quindi uniti in cooperativa ed hanno fondato Ceramica Noi, acquistando i macchinari utilizzati dalla vecchia proprietà e affittando il capannone. “Tutti per uno un sogno per tutti ” recita lo slogan impresso sulla pelle con un tatuaggio dei dipendenti. E così hanno riacquistati i vecchi clienti, per il 90% negli Stati Uniti, riuscendo a non fermare la produzione e ripartendo con la produzione.

Fonte: (ANSA)
   

Bufera sulla presidenza italiana: Referente del tavolo ambiente e energie G20 affidato a Manager Eni

G20, Inchiesta del Domani su presidenza italiana. Greenpeace: Il Governo spieghi perché ha affidato a un Manager Eni il ruolo di referente del tavolo ambiente e energia del G20.

Commentando quanto riportato da un’inchiesta pubblicata dal Domani – secondo cui un manager di Eni sarebbe stato scelto da Palazzo Chigi come “referente del tavolo ambiente e energia e dei lavori preparatori dei diversi delegati ministeriali per il G20 Ambiente, clima e energia che si terrà a luglio a Napoli” – Luca Iacoboni, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia, dichiara:

Se confermati ufficialmente, i contenuti dell’inchiesta del quotidiano Domani tratteggiano uno scenario inquietante sulle reali intenzioni del nostro governo. Affidare a una big del gas fossile e del petrolio le trattative del tavolo ambiente ed energia del G20 è un po’ come consegnare le vittime ai carnefici. Aziende come Eni, che hanno grossi interessi internazionali nell’ambito del mercato delle fossili e le cui attività hanno un impatto negativo sul clima del Pianeta, non devono essere coinvolte dai governi quando questi hanno un ruolo di presidenza di importanti vertici internazionali. E certamente, come pare accadere in questo caso, non dovrebbero avere questo ruolo nei tavoli tecnici. Ne va della credibilità dei lavori.

Greenpeace sottolinea come Eni sia una delle aziende italiane con il più alto livello di emissioni di gas serra al mondo, nonché tra le realtà principalmente responsabili dell’emergenza climatica in corso: le sue emissioni globali sono maggiori di quelle dell’Italia. Nei suoi piani futuri, il Cane a sei zampe non prevede affatto la svolta green che sbandiera a tambur battente con spot o interventi sui media, bensì intende continuare a puntare massicciamente sul gas fossile, una delle cause della crisi climatica in corso. Se quanto scoperto dal “Domani” fosse ufficialmente confermato, l’esecutivo di fatto diventerebbe complice di questo pericoloso atteggiamento, purtroppo già anticipato da altre scelte governative.

Assumendo la Presidenza del G20, il capo di governo Giuseppe Conte aveva affermato di voler mettere persone e Pianeta tra i pilastri dell’immediato futuro, continua Iacoboni. Eppure, alcuni progetti presenti nell’ultima bozza disponibile del Recovery plan italiano sembrano essere stati scritti sotto dettatura di Eni. Si veda la parte che destina miliardi di finanziamento pubblico a un progetto inutile e costoso come il polo di Cattura e Stoccaggio della CO2 (CCS) a Ravenna, funzionale solo a continuare a sfruttare gas fossile, e non ad avviare una vera decarbonizzazione del mix energetico di Eni. È davvero questa la svolta green a cui mira l’Italia?, conclude Iacoboni.

Se davvero vuole perseguire l’obiettivo della decarbonizzazione, per Greenpeace il governo deve puntare davvero sulle energie rinnovabili. Come dimostra il report “Italia 1.5” dell’organizzazione ambientalista, una rivoluzione energetica che metta da parte i combustibili fossili porterebbe al Paese vantaggi ambientali, economici e occupazionali.

Fonte: Ufficio stampa Greenpeace Italia

Covid:I cibi che rafforzano il sistema immunitario

Abbiamo imparato con il Covid-19 che avere un sistema immunitario forte e resistente ci aiuta nel combattere virus e batteri. Esistono alcuni cibi che servono proprio a difenderci.

Il primo alimento che aiuta le difese immunitarie è l’aglio, ma non è necessario mangiarlo, va bene anche schiacciarlo in padella, facilitando la fuoriuscita di tutte le sue proprietà per poi toglierlo.

Un recente studio condotto in Giappone, all’università di Kagoshima, ha dimostrato che l’aglio cura e previene le alterazioni dell’intestino. Inoltre tiene a bada l’insulina e l’eccesso di grassi nel sangue, tutti fattori che possono aggravare lo sviluppo del Covid. Uno studio della Kagoshima University, in Giappone, ha dimostrato che l’aglio ha un ruolo chiave nel prevenire e curare le alterazioni della flora batterica intestinale e nel trattamento della resistenza all’insulina e dell’eccesso di lipidi (grassi) nel sangue, tutti elementi considerati anche come fattori di rischio per lo sviluppo della CoViD-19.

L’altro alimento base per le difese immunitarie sono i chiodi di garofano. Questi ultimi, oltre ad avere proprietà analgesiche, sono ricchi di eugenolo, un antivirale molto potente, che riesce a ridurre l’infiammazione. Questa proteina insieme alla spermidina del germe di grano è alla base di un integratore, che si sta sviluppando all’Università di Bologna, che dovrebbe contribuire a diminuire la velocità di replicazione del Covid-19.

Un’altra importante spezia è il peperoncino, ricco di vitamina C, va utilizzato crudo, come la cannella, la curcuma, i funghi, il pepe. Queste spezie possono essere utilizzate in cucina, insaporendo molti piatti oppure nella preparazione di tisane calde.

I consigli che danno sempre gli esperti non vanno mai persi di vista, come un’adeguata attività fisica, anche solo camminare e usare le scale, un’alimentazione sana con frutta e verdura (attenzione un solo frutto per volta, no a centrifugati o macedonie, la frutta contiene zuccheri). Altri alimenti che aiutano il nostro organismo sono il vino, il cacao, la birra

La difficoltà aguzza l’ingegno: Da Ristoratore a creatore di magliette

Ristorante chiuso? Stampa magliette con le frasi di Conte. Stefano Sinibaldi si definisce un ristoratore disperato per causa Dpcm Covid, e così si inventa maglietta con le scritte dei Dpcm.

Non sono un giornalista, ribadisce Stefano Sinibaldi e lancia il suo Comunicato Stampa:

Salve. Sono Stefano Sinibaldi, un imprenditore (ristoratore) di Piombino, provincia di Livorno. In questo periodo di crisi economico e sociale, piu volte mi sono chiesto cosa potevo fare per non rimanere inerte sul divano di casa mia ad aspettare la fine di tutto, sperando nell’aiuto caritatevole  di uno  stato che vedo non all’altezza, che arranca senza rendersi conto di quanta sofferenza ha provocato l’incompetenza, un governo che mi dice che non posso lavorare e mi chiede comunque di pagare le tasse, addirittura mi chiede l’anticipo sulle tasse dell’anno prossimo, ah già, ma posso rimandare e pagare tutto ad aprile, vabbe’ lasciamo stare queste polemiche inutili, torno sul tema… 

Mi toglie il respiro pensare che la  tranquillita economica mia e della mia famiglia dipenda dalle elemosine di un governo che non stimo  più  e non mi rappresenta, ma saprottutto non posso  accontentarmi di quelle elemosoea che non solo non bastano per mangiare, ma non mi bastano nemmeno per  pagare i debiti accumulati a causa della chiusura e  non mi bastano nemmeno a pagare le tasse. Così  mi sono dato da fare, mosso dallo spirito di noi italiani che cerchiamo sempre di tenerci a galla. Certo non é facile, pensi e ripensi a cosa inventare, in questo periodo la testa é satura di informazioni negative…. il covid, i malati, i morti, gli anziani …  tutto é tragico…. poi però …ogni tanto sorridi… sorridi di fronte a quelle situazioni tragicomiche… come alcune frasi di Conte che senti in TV… e da qui un fiore che sboccia in un terreno bruciato dal peggiore dei fuochi….

I decreti, quelle frasi  spesso fuori dal mondo demenziali e patetiche, mi  ispirano,  cosi chiamo un’amica e insieme decidiamo di stampare quelle frasi sulle magliette, in un giorno e mezzo, Sara Parra,  così si chiama la mia amica crea un design accattivante, apre un profilo, una mail dedicata (acCONTEntiamoci@gmail.com) e mettiamo in commercio la nostra idea. Ma questo non basta, non posso rimettermi sul divano ed aspettare di nuovo che succeda il meglio, il meglio ce lo dobbiamo creare, abbiamo bisogno di far conoscere la nostra idea, ed è per questo che vi scriviamo, perché  le belle idee possano prendere il volo e perché questo nostro voler fare  possa essere di ispirazione ad altri  che come noi vorrebbero riprendere a volare, ma si accontenterebbero anche di camminare con i piedi per terra ma con dignità ….. e con la speranza sempre viva di poter migliorare comunque la propria qualità di vita.

Un caro abbraccio  Stefano

Fonte: Notiziabile –

Stefano Sinibaldi

Stefanosinibaldi69@gmail.com

I lati buoni del 2020

Il 31 di dicembre 2020 è stata una data importante; in molti volevano scacciare via a pedate questo anno appena trascorso, ma perché dobbiamo ricordarlo solo per le cose brutte?

Il 2020 se ne va con tanta tristezza e dolore, la pandemia ha fatto una vera strage nella vita sociale e nell’economia, e soprattutto ha destabilizzato l’intero sistema in cui viviamo, sotto tutti i punti di vista. Molte famiglie hanno subito lutti indicibili, nuovi poveri sono nati, migliaia di aziende hanno chiuso le serrande, tanti lavoratori hanno perso il posto di lavoro, ma nonostante tutto, qualcosa di buono c’è.

Ecco alcune delle cose buone che sono successe nel 2020

Inquinamento

L’industria del carbone ha attraversato una durissima crisi, e per questo molti sono stati costretti a rivolgersi alle fonti rinnovabili, più sicure ed economiche. Si spera che sia solo una partenza e che l’energia verde venga utilizzata nel 100% dei casi.

Condivisione dei saperi

La crisi sanitaria scatenata dal Covid-19 ha creato una forte sinergia fra gli scienziati di tutto il mondo, si sono sperimentate nuove cure, ancora in fase di approvazione, fino ad arrivare, con un grande sforzo comune mai visto e a tempi record ad un vaccino contro il Coronavirus.

Un mondo più pulito

Le misure restrittive anti-Covid hanno reso le strade deserte, ma anche l’aria più pulita e meno contaminata, i mari meno inquinati. Le emissioni globali giornaliere di carbonio, in aprile, hanno registrato una diminuzione del 17%, a livelli che non si registravano dal 2016. Una tendenza repentinamente cambiata con la riapertura. Si spera in una maggiore consapevolezza dei governi e delle persone.

Civiltà

L’Argentina ha legalizzato l’aborto.

Giustizia

Nel 2020 sono stati incastrati i killer del fiume Sarno, il fiume dei veleni. I controlli hanno rilevato 41 scarichi abusivi e portato al sequestro di ben 36 aziende

Diritti

Nell’anno appena trascorso è arrivato l’ok del Governo Thailandese alle unioni omosessuali. Sarebbe il primo paese del sud- est asiatico a farlo.

In Sierra Leone quest’anno il governo ha abolito un decreto che vietava alle ragazze incinte di frequentare le lezioni scolastiche e gli esami

In Colorado è stata abolita la pena di morte.

In Sierra Leone quest’anno il governo ha abolito un decreto che vietava alle ragazze incinte di frequentare le lezioni scolastiche e gli esami

Israele nel 2020 ha proibito la vendita di pellicce di animali, si aspettano gli altri governi.

Ecosistema

In Usa Biden, e anche se non sapremo come governerà, il neo Presidente ha assicurato che l’America rientrerà nel patto di Parigi per la riduzione delle emissioni (Trump ne era clamorosamente uscito). Inoltre il nuovo Presidente sembra essere più attento alla lotto al Covid e alla somministrazione dei vaccini.

La Corte di Giustizia americana ha respinto la proposta di trivellazione nell’Artico di Trump. Ne beneficeranno gli orsi e e il clima, finalmente!

Un giudice ha stabilito l’interruzione dell’oledotto Dakota Access Pipeline (DAPL), voluto da Trump, affinché il governo proceda con un’analisi di impatto ambientale approfondita in grado di valutare i rischi per la tribù Sioux che vive nell’area

Solidarietà

La Pandemia ha insegnato alle persone la solidarietà, c’è stata, infatti, una notevole crescita di attività e iniziative solidali come non se ne erano mai viste negli ultimi cinquant’anni. Anche molti grandi hanno donato di più, come molti stilisti, Francesco Totti ha donato 15 macchinari all’ospedale Spallazani, per fare uno dei tanti esempi. Dagli esempi più grandi ai piccoli: libro sospeso, pizza sospesa, spesa sospesa, artista dipinge acquari negli ospedali e così via. Impossibile elencare tutto.

Cultura

Le persone hanno letto più libri, si sono informate di più, hanno approfondito alcuni temi. Sono nate nuove iniziative sul web per condividere la conoscenza e l’arte, la musica e il teatro. Molte persone hanno potuto visitare virtualmente musei e opere d’arte.

Salute

La Commissione europea ha proibito il mancozeb, principio attivo presente in molti pesticidi e causa di interferenze endocrine. I vari Stati dovranno revocare tutte le autorizzazioni entro giugno 2021

Gli Indios dell’Ecuador sono riusciti a convincere il Governo del paese a proteggere le proprie comunità, che stanno rischiando l’estinzione fisica e culturale. Una sentenza del tribunale ha infatti imposto al Ministero della Salute di coordinarsi con la leadership Waorani per condurre test Covid-19 in undici comunità, garantendo forniture mediche adeguate.

Un pensiero va a chi ha perso i propri cari, a chi è morto, e allo stesso tempo alla vita, alle nuove vite che si sono affacciate al mondo. Sarà un segno di speranza?

La resilienza del 2021: ritorno indietro

La resilienza è entrata a far parte del linguaggio comune, ma cosa vuol dire veramente? Il significato è il seguente: capacità di un materiale di assorbire un urto senza rompersi. Deriva dal latino re-silio: risalire, tornare indietro.

Ovviamente il termine ha trovato campo d’azione in psicologia e anche nella vita sociale, come ogni parola che piace e che viene riadattata e uniformata al contesto a cui si vuole associare. Dicevamo, la resilienza l’abbiamo utilizzata nella scienza, anche se il suo valore è quando esprime quella capacità degli esseri umani di risalire, di riparare i danni, di ritornare indietro e ricominciare. Ed è quello che dovremmo fare nel nuovo anno 2021.

Non tutti conoscono il vero significato di resilienza e spesso viene associato a resistenza. Mi viene in mente ciò che disse Papa Francesco qualche tempo fa: corriamo, siamo troppo concentrati su lavoro, sui guadagni e poi perdiamo, ci perdiamo, prima di tutto perdiamo dio. In effetti, basti pensare allo sfruttamento delle risorse, a come abbiamo distrutto l’ambiente e la terra che ci ospita, e tutto questo per una folle corsa verso qualcosa, che abbiamo anche dimenticato di volere. Oggi è il momento di risalire, di tornare indietro e di esprimere la resilienza nella scienza medica, nell’architettura, nell’economia.

Resilienza in quali settori?

  • nella scienza dei materiali esprime la proprietà che hanno alcuni elementi di conservare la propria struttura e di riacquistare la forma originaria dopo essere stati sottoposti a deformazione;
  • in biologia è la capacità di un sistema di ritornare a uno stato di equilibrio in seguito ad un evento destabilizzante;
  • in ecologia è resiliente un ecosistema quando è in grado di resistere a perturbazioni, senza subire danni permanenti e ritornare rapidamente alle condizioni iniziali;
  • in ingegneria, è la capacità di un materiale di resistere a forze dinamiche, cioè a urti, assorbendo energia con deformazioni elastiche e plastiche.

La resilienza è un ritorno indietro, ma solo per ricominciare, per ripartire e ricostruire. Negli ultimi tempi e considerando le enormi catastrofi, che i cambiamenti climatici hanno generato in questi anni, si è pensato a edifici e strutture che possano far fronte ai cambiamenti ambientali e resistere. Molti sono stati gli interventi messi a punto e vanno dall’efficientamento energetico alla smart home, all’utilizzo di materiali innovativi e sostenibili, è nata l’architettura ecologica, che utilizza materiali biosostenibili. In commercio esistono diversi esempi: un cemento che dimezza la produzione di anidrite carbonica, un cemento mangiasmog, il cemento fotocatalitico. Insomma la bioedilizia sta facendo passi da gigante, incarna in pieno la resilienza, perché sa tornare indietro e ricostruire con più consapevolezza, evitando gli errori del passato.

La resilienza può essere applicata anche all’arredamento d’interni, all’utilizzo di materiali ecosostenibili, poco inquinanti e meno dannosi per la salute. In questi giorni impazzano gli auguri per il nuovo anno, e visto tutto ciò che è successo nel 2020 c’è la necessità di festeggiare l’arrivo del nuovo più che mai, scacciando via con un bel calcio l’anno vecchio.

Un augurio che potremmo fare a noi stessi e agli altri è quello di non cercare il cambiamento altrove o negli altri, ma sperimentare di più la parola resilienza, partendo innanzitutto da noi stessi. Risalire, ricostruire e tornare indietro per ripartire, con la giusta consapevolezza però, evitando gli errori. C’è bisogno di tornare indietro e risalire proprio perché in passato abbiamo sbagliato molto, abbiamo sbagliato tutti.

Covid-19: Come la pandemia ha cambiato la scienza

Il Covid-19 ci ha dimostrato che la buona salute non dipende solo dalla biologia e dalla scienza. Gli effetti del Covid-19 sono stati diversi e diseguali.

Fin da subito è apparso chiaro come il Covid agisca in modo diverso in ogni persona; questo spiega la presenza di asintomatici, di individui con sintomi lievi e di tutti quei casi dove il virus diventa letale. Non sono solo biologiche le differenze del virus.

Gli effetti del Covid non colpiscono solo la salute

I paesi a basso reddito lo sanno troppo bene;molti affrontano più focolai di malattie infettive ogni anno. Ma i paesi più ricchi ed emancipati hanno sperimentato sulla propria pelle che un virus non attacca solo il corpo umano, ma anche le debolezze nazionali, la socialità, l’economia e destabilizza l’intera vita collettiva.

Come si sono comportati i Governi durante la Pandemia?

Tutti i paesi del mondo, durante la pandemia, hanno iniziato a giocare, cercando di salvare vite umane e economia, inseguendo scorte limitate di DPI, ventilatori, ossigeno, reagenti esauriti per i loro laboratori e steroidi e farmaci sperimentali. Da un interessante articolo apparso su TheGuardian si legge che l’America è stata accusata di aver rubato ventilatori dalle Barbados, PPE dalla Germania e hanno acquistato i diritti di remdesivir, limitando la fornitura disponibile ad altri paesi.

La Pandemia ha messo in evidenza anche i comportamenti degli Stati più ricchi del mondo nei confronti di quelli poveri. Parliamo di farmaci, ventilatori, ma anche di vaccini. L’80% delle dosi di vaccino prodotto da Pfizer e BioNTech è stato acquistato dai paesi ricchi.

L’OMS ha cercato di sensibilizzare i paesi in questo senso, ma le parole non valgono molto e in questi casi cadono nel vuoto e la realtà è che non ci sono abbastanza dosi di vaccino per tutti, almeno fino al 2022.

In Italia, le misure adottate per i giorni di festa e i DPCM che si sono susseguiti durante tutto il periodo della Pandemia non hanno basi scientifiche, e le Task Force di esperti, che il Governo in più occasioni ha istituito non servono a risolvere i problemi, ma solo a far percepire stipendi stratosferici ai componenti.

Inoltre, un mondo parallelo viaggia accanto a quello di chi fa sacrifici (operatori sanitari, educatori, famiglie) e a chi rispetta le regole. In alcuni paesi ricchi si è consentito a viaggiatori d’affari di alto valore di eludere la quarantena, alcune celebrità hanno ospitato feste private mentre erano in vigore restrizioni. Ancora oggi, ragazzini sui social organizzano feste oppure raduni per assistere a risse, ultima moda e diversivo alla noia.

Il virus si è insinuato anche nella vita sociale e nell’economia, in modo anomalo e diverso. Conta l’ambiente in cui si vive, i farmaci disponibili o gli ospedali, e infine il Covid guarda anche il conto in banca, anche quello può fare la differenza.

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