Aule scolastiche in tempo di Covid: non solo banchi a rotelle

Riapertura delle scuole: le regioni si adeguano alle disposizioni del Ministro e nascono aule scolastiche alternative per rispettare le distanze

Negli ultimi mesi la polemica sulla riapertura della scuola è stata molto accesa, e la Ministra Azzolina è stata presa di mira più volte per le sue scelte, prima fra tutte i banchi a rotelle.

In realtà la riapertura delle scuole è complessa e non riguarda solo i singoli banchi, anche se alcune volte i dettagli diventano bandierine e slogan, magari anche per nascondere i veri contenuti. Dal dibattito, più volte è emerso che saranno assunti più insegnanti e personale scolastico, per accompagnare gli studenti in questo difficile momento, che vede il rispetto di tante regole, dalla mascherina al distanziamento e a tanti altri comportamenti per contenere il virus. La Ministra ha confermato per ottobre tre concorsi per docenti. Ovvio è che essendo l’Italia divisa in regioni, molto diverse fra loro, la ripartenza abbia modalità e velocità diverse.

Sono stati predisposti tamponi per studenti e insegnanti, e in questi giorni si stanno effettuando. Le linee guida per la riapertura delle scuole riguarda anche i trasporti. Fra le altre misure, la necessità di un referente scolastico per il Covid-19.

Molte città si stanno adeguando alle nuove regole, e le palestre, le fiere, prefabbricati e parrocchie diventano le nuove aule alternative. A Milano Palazzo Marino ha acquistato cinquanta moduli temporanei per ospitare alcune classi, a Roma il Municipio I ha raggiunto un accordo con la direttrice del Colosseo per consentire agli studenti del centro storico di fare lezione all’ombra dell’Anfiteatro Flavio. Il Vicariato ha offerto 13 parrocchie e due istituti religiosi per accogliere 68 classi.

Sempre a Ronma, grazie all’intesa con la direttrice del parco archeologico del Colosseo, il Municipio punta a reperire spazi alternativi soprattutto per le medie e le superiori che, più delle elementari, hanno difficoltà. A Napoli si lavora per adibire le palestre ad aule scolastiche. Bologna: uno spazio fieristico nel  Padiglione 34 della Fiera di Bologna è stato trasformato in una enorme scuola con 75 aule per ospitare 1.600 studenti di tre istituti bolognesi, i Licei Minghetti e Sabin e l’Istituto di Istruzione Superiore Pier Crescenzi Pacinotti Sirani.

Chi ha mai detto che sarebbe stato facile il ritorno a scuola? Purtroppo, non è possibile affidarsi totalmente alla didattica a distanza per ovvie ragioni, per cui, a differenza di come tanti vogliono descrivere questo ritorno alla scuola, bisogna semplicemente aggiungere che è complicato, complesso e articolato e lo sarà anche nei prossimi mesi, come le ragioni, le difficoltà e le soluzioni. La riapertura delle scuola in Italia a settembre 2020 non è solo banchi a rotelle.

Le linee guida per la riapertura delle scuole – da ens.it

La Sede Centrale ENS in collaborazione con l’Area USF informa che il 26 giugno 2020 sono state presentate ufficialmente dalla Ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, insieme al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, le Linee Guida approvate anche da Regioni ed Enti locali, per la riapertura delle scuole a settembre 2020.

Per quanto riguarda gli Alunni con disabilità, le Linee Guida approvate con Decreto Ministeriale n.0000039 del 26/06/2020, prevedono la disciplina degli “accomodamenti ragionevoli” (art. 5 Convenzione ONU). Al fine di garantire la presenza quotidiana a scuola degli alunni con disabilità, sentite le famiglie e le Associazioni delle persone con disabilità, è prevista l’adozione di misure organizzative ordinarie e straordinarie che saranno monitorate e valutate da appositi Tavoli regionali operativi, insediati presso gli Uffici Scolastici Regionali del Ministero dell’Istruzione.   

Per alcune tipologie di disabilità, come già previsto dal DPCM 17 maggio 2020, non sarà obbligatorio l’uso della mascherina e del distanziamento fisico dallo studente con disabilità non compatibili con l’uso della mascherina:in questi casi gli operatori scolastici potranno usare guanti e dispositivi di protezione per viso, occhi e mucose.

Scuole igienizzate e in sicurezza
Le scuole saranno pulite costantemente e ci saranno prodotti igienizzanti, saponi e tutto quanto servirà per assicurare la sicurezza di alunne e alunni e del personale. 

Più spazi per la scuola
La scuola che inizierà settembre, per rispettare il distanziamento di 1 metro previsto dal Comitato tecnico-scientifico, potrà svolgere le lezioni anche nei musei, negli archivi storici, nei teatri, nei parchi.

Didattica in piccoli gruppi ed in laboratorio 

Le linee guida sollecitano una didattica meno frontale e più laboratoriale, in piccoli gruppi e non necessariamente in classe, ma anche in spazi diversi per  la necessità di distanziamento. La didattica in presenza potrà essere integrata con quella digitale online ma solo nella scuola secondaria di II grado (licei, istituti tecnici…).

Formazione del personale e informazione

Il personale della scuola sarà formato sui temi della sicurezza e anche sulle nuove tecnologie per non disperdere il lavoro fatto durante la chiusura delle scuole per l’emergenza. 

Il Comitato tecnico-scientifico
Le indicazioni su distanziamento, mascherine, misure di igiene sono contenute nei documenti elaborati dal Comitato Tecnico-Scientifico allegati alle Linee guida per le scuole.

Analisi del sangue per riconoscere i tumori 4 anni prima

Sono Cinque le tipologie di cancro che si possono rilevare con questa tecnica

Tecnica eccezionale permette di scoprire con l’analisi del sangue i tumori 4 anni prima.

Tumori di stomaco, esofago, colon retto, polmoni e fegato in persone senza sintomi grazie alla tecnica, chiamata PanSeer, potrebbero essere riconosciuti precocemente nel 91% dei casi.

Questa nuova tecnica basata sull’analisi del sangue potrebbe riconoscerli in anticipo di quattro anni rispetto alle tecniche standard.

Questi i risultati di una ricerca internazionale pubblicata su Nature Communications e coordinata dall’Università della California a San Diego.

La tecnica PanSeer, potrebbe migliorare le prospettive di sopravvivenza dei pazienti affetti da alcuni tipi di tumori, infatti, grazie alla diagnosi molto precoce sarà possibile intervenire con farmaci o con la chirurgia quando il cancro è agli inizi della sua formazione. Nel dettaglio, l’esame del sangue è stato eseguito su un campione di 605 pazienti senza sintomi, a 191 dei quali è stato successivamente diagnosticato un cancro allo stomaco, all’esofago, al colon-retto, al polmone o al fegato entro quattro anni dal prelievo di sangue.

All’interno dello studio sono stati anche analizzati i campioni di plasma prelevati da altri 223 pazienti affetti da cancro e oltre 200 tessuti tumorali e i risultati dei test hanno dimostrano come il cancro possa essere scoperto in modo non invasivo fino a quattro anni di come avviene oggi.

In particolare, questa tecnica sarebbe in grado di rilevare alcuni tumori nell’88% dei pazienti post-diagnosi con una specificità del 96%, scoprendolo nel 95% di individui asintomatici.

Il team che ha effettuato lo studio ha tenuto a precisare come questo studio abbia sì dimostrato come cinque tipi di cancro possano essere rilevati attraverso un esame del sangue basato sulla metilazione del DNA fino a quattro anni prima della diagnosi normale, ma ha fatto però ben presente come questo test non sia ovviamente in grado di prevedere il cancro, ma potrebbe riuscire a individuare nel sangue, i segni che accompagnano la replicazione del Dna, che in presenza di tumori subiscono modifiche.

fonte: Mondosanità

Lago Sirino: Il piccolo borgo incantato e sconosciuto si trova al Sud

Sono in continua crescita le vacanze Green, i turisti sono sempre di più alla ricerca di mete nascoste ai più, sarà per il desiderio di scoperta, forse, e d’avventura, o per ritrovare un luogo di quiete, dove disintossicarsi dal caos della città. Il Lago Sirino si trova in Basilicata, in provincia di Potenza, immerso nel verde è la meta naturalistica ideale per respirare aria pura. Il lago si stende per ben cinque ettari, dentro una dolina carsica, ai piedi del monte Sirino.

Quest’ultimo è molto frequentato in inverno, dagli amanti dello Sci. Nel comprensorio si possono intraprendere meravigliose escursioni e passeggiate: dalle camminate più facili, adatte anche a bambini e principianti, alle gite di più ore, alla scoperta di boschi e prati punteggiati di fiori, laghi e cascatelle, ed animali che compongono una fauna unica nel suo genere, fino alle vere e proprie alte vie in quota. Facili sentieri battuti permettono passeggiate ed escursioni fra boschi e pianori, da percorrere secondo i ritmi e le esigenze di ciascuno. Grazie a diversi itinerari battuti, con le racchette da neve nel Comprensorio si può facilmente partire alla scoperta della natura fra boschi e prati, sulle orme di lepri, volpi e scoiattoli. Le attività da poter svolgere sono tante: Sci alpino e Snowboard, Scuola Sci, Mountain Bike, escursioni organizzate ecc.

L’Ospitalità di questo borgo sorprenderà i visitatori, che troveranno Hotel, ristoranti, Agriturismi, B&B, rifugi, Aziende vinicole. La vegetazione che cresce lungo il Lago Sirino è viva e spettacolare. In fondo, ci troviamo all’interno del Parco nazionale dell’Appennino Lucano-Val d’Agri-Lago nerese, accolti da pioppi, castagno e una ricca fauna ittica.

Cosa visitare nei dintorni : Nemoli e Lago Serino

Nemoli offre una piacevole incursione per visitare la Basilicata tirrenica, arrivando fino a Maratea e al Monte Sirino. Nel centro del paese, caratterizzato da strettoie e sopportici, si ammirano alcuni bellissimi portali e il loggiato, in stile napoletano, del settecentesco Palazzo Filizzola. La chiesa di Santa Maria delle Grazie, del XVII secolo, conserva una statua policroma della Madonna in stile bizantino (XIV secolo), un’acquasantiera del 1512 e un elegante rosone. A qualche chilometro dal paese i trova il Lago Sirino, che si raggiunge dai caselli di Lagonegro e Lauria Nord dellautostrada A3. Nella chiesa si ammirano un rosone di scuola napoletana, un Cristo dei maestri artigiani di Ortisei e il gruppo ligneo della Santa Famiglia.

Italy, Basilicata, Lago Sirino

La parte che costeggia il lago è ideale per passeggiate in bicicletta. I residui calcarei trovati sul fondale evidenziano la sua origine antichissima, tra l’altro evolutasi nel tempo: prima, infatti, era un lago pleistocenico di grosse dimensioni, che riempiva l’intera valle del Noce.

fonti immagini: http://www.southwestbasilicata.it

La natura incontaminata tra i borghi dall’Abruzzo alla Puglia: Il tratturo Magno

I tratturi si trasformano in itinerari turistici, attraverso i più antichi borghi. Oggi, sempre più persone desiderano allontanarsi dalle città per vivere delle bellissime vacanze green. Il tratturo Magno un tempo era usato dai pastori per la transumanza, quel fenomeno che portava le greggi e i pastori a spostarsi verso le pianure, percorrendo appunto le vie dei tratturi, i sentieri erbosi.

Camminare è una pratica che rigenera, fino al punto che vi sono diverse tecniche, perfino una quella meditativa. La natura è da sempre curativa, per tanti aspetti, molti studi, infatti, dimostrano che immergersi nella natura lenisce lo spirito. Quale vacanza migliore esiste di quella che rinfranca spirito e corpo, mettendo alla prova le proprie forze fisiche, risalendo antichi sentieri, per ritrovarsi in un armonioso contatto con la natura?

La transumanza diventa percorso storico per vacanze Green. Si tratta di un viaggio per vivere la natura, immersi in aree boschive, attraverso monti e colline, per poi ritrovarsi in antichi e meravigliosi borghi. Sempre camminando a piedi, dall’Abruzzo, alla Puglia fino al Molise, seguendo l’antico Cammino dei Pastori, si può accedere al percorso tracciato dai pastori abruzzesi, che si spostavano insieme al bestiame in cerca di un clima più mite.

Cos’è il percorso itinerante tratturo Magno

Con la collaborazione di strutture ricettive, fattorie e allevamenti, agriturismi e ristoranti, i turisti avranno la possibilità di scoprire una regione piena di bellezza. Sarà possibile partecipare da soli o partecipando agli itinerari studiati apposta. I viaggiatori scopriranno il fascino del trekking e della natura incontaminata, la civiltà nuragica, cimentarsi come mungitori o casari, mettersi all’ascolto dell’armonico canto, patrimonio dell’Umanità, dei tenori di Bitti o farsi cullare dal Trenino Verde, che da Tortolì si arrampica fino a 1.200 metri d’altezza e accompagna fino al Lago Alto del fiume Flumendosa.

Tratturo Magno

Tratturomagno.it è il sito dove il turista Viaggiatore potrà consultare tutte le tappe del cammino da L’Aquila a Foggia. L’idea era quella di creare una via ciclopedonale fra Abruzzo, Molise e Puglia (244 chilometri, il più lungo sentiero d’Italia). Il sentiero passa per il Parco Nazionale del Gran Sasso e i Monti della Laga.

Il nome Tracturo 3000 viene da Tracturo: parola antica, eredità culturale; 3000: proiezione verso il moderno. Tale collegamento può consentire una lettura profonda e consapevole del territorio, attraverso la necessaria visione internazionale, competenze originali e un approccio multidisciplinare.

L’idea di questo Progetto nasce dalla passione condivisa di professionisti in vari settori che si sono incontrati nel contesto particolare del Premio Verga d’Argento.

Il Team Tracturo3000 è costituito sia dalle persone che intraprendono il cammino a piedi, sia da quelle che costituiscono la rete di collaborazione “fissa”, in collegamento reciproco e continuativo.

Amazzonia, Greenpeace sul palazzo della Commissione Europea: L’Europa è complice degli incendi

Cinque attivisti di Greenpeace hanno scalato la facciata di 14 piani della sede della Commissione Europea, a Bruxelles, ed esposto uno striscione di 30 metri con il messaggio “Amazon fires – Europe guilty”. Lo striscione riproduce un foro nell’edificio attraverso il quale si vede l’Amazzonia in fiamme. Alcuni attivisti a terra hanno aperto invece degli striscioni in diverse lingue, su quello in italiano si legge “L’Europa griglia, l’Amazzonia brucia”.

Gli attivisti hanno utilizzato fumo e cenere finti per simulare gli incendi che stanno consumando la foresta amazzonica e che sembrano destinati a superare i drammatici record dello scorso anno. Il consumo europeo di prodotti legati alla deforestazione e al degrado forestale rende l’Ue complice di questi incendi. Greenpeace, insieme ad oltre 100 organizzazioni europee impegnate in campo ambientale e sociale, chiede che materie prime e alimenti immessi sul mercato europeo non siano legati alla deforestazione e alle violazioni dei diritti umani.

Five activists scaling the 14-storey facade of the European Commission headquarters in Brussels hung a 30-metre banner mimicking a hole burned through the building, revealing the Amazon in flames, with the message: “Amazon fires – Europe guilty”. The activists also used smoke machines and fake ash to simulate the fires currently burning in the Amazon rainforest, which look set to be even worse than last year’s headline-grabbing destruction. European consumption of products that drive forest clearance makes the EU complicit in these fires and other forest destruction. The EU Commission is considering a new law to cut Europe’s contribution to deforestation, so Greenpeace and over 100 other environmental and social justice organisations are demanding that forest destruction products are kept off the EU market.

“Quel che sta accadendo in Amazzonia ci riguarda da vicino: l’Ue importa grandi quantità di alimenti e materie prime come carne e soia destinata alla mangimistica, la cui produzione è strettamente legata alla distruzione dell’Amazzonia e di altri ecosistemi, alla crisi climatica in corso e alle violazioni dei diritti umani. Purtroppo, si tratta di prodotti che troviamo comunemente sugli scaffali dei nostri supermercati e i cittadini europei non dovrebbero essere complici inconsapevoli di questa devastazione” afferma Martina Borghi, campagna Foreste, Greenpeace Italia. “Ogni due secondi perdiamo un’area di foresta grande quanto un campo da calcio: abbiamo urgente bisogno di una normativa europea in grado di garantire che gli alimenti e le materie prime che arrivano sulle nostre tavole rispettino criteri di sostenibilità ambientale e sociale ambiziosi e chiari” conclude Borghi.

Europe Guilty

L’Unione europea è responsabile di oltre il 10 per cento della distruzione delle foreste del mondo, principalmente a causa di prodotti come carne, soia destinata alla mangimistica, olio di palma e cacao. Nel 2014, l’Ue è stata responsabile del 41 per cento delle importazioni globali di carne, del 25 per cento di quelle di olio di palma e del 15 per cento di quelle di soia (in gran parte utilizzata come mangime). Dopo anni di attesa, la Commissione europea si è impegnata ad elaborare, nel 2021, una nuova normativa per affrontare gli impatti negativi dei consumi Ue sulle foreste del mondo. A questo proposito, lo scorso 3 settembre ha aperto una consultazione pubblica per conoscere il parere dei cittadini europei sul tema e chiedere quali misure adottare per affrontare il problema.

fonte: Ufficio Stampa Greenpeace Italia

Perché il Coronavirus colpisce di più la salute mentale delle mamme

Questa pandemia ha colpito il benessere di tutti, ma in particolare dei genitori responsabili dell’assistenza all’infanzia, è quanto si legge in un interessante articolo apparso su TheGuardian.

La crisi del Covid-19 ha significato un enorme cambiamento economico, da come e dove lavoriamo a chi può lavorare. Da qui la lite sul se e quando torneremo in ufficio. Ma questa crisi ha capovolto anche le nostre vite personali, la vastità del cambiamento che crea stress – prosegue l’articolo

La ricerca rivela la dimensione della sfida alla nostra salute mentale. I dati del regno Unito dimostrano che quasi il 20% di noi riferisce sintomi di depressione, il doppio della norma pre-pandemica.

Questo è importante. Sappiamo che la cattiva salute mentale e l’infelicità ci rendono meno produttivi al lavoro e contribuiscono alla rottura delle relazioni.

Tutti sono colpiti, ma non tutti sono colpiti allo stesso modo. Per le persone di età compresa tra 16 e 39 anni, la quota che riferisce sintomi di depressione è quasi triplicata al 30%. La ricerca tedesca ci fornisce ulteriori informazioni su cosa sta causando questa catastrofe, confrontando il benessere di genitori e non genitori. I due gruppi avevano tendenze simili prima della crisi, ma i genitori hanno visto cali maggiori nel benessere una volta chiuse le scuole e gli asili nido.

Il benessere delle madri è quello più colpito, in linea con ricerche più ampie che mostrano che, mentre le donne non hanno avuto maggiori probabilità di perdere il lavoro rispetto agli uomini, le madri lo fanno più dei padri, in parte perché devono affrontare il più grande fardello di isolamento: l’assistenza all’infanzia.

La lezione? Il ritorno a scuola di questa settimana è fondamentale per il futuro dei nostri figli, ma anche per il benessere di molti genitori nel qui e ora.

Come possiamo difenderci dal Coronavirus

Covid-19: Oltre a mascherine, distanza e sanificazione, parlare a bassa voce riduce di cinque volte il rischio di contagio, come spiega Jose L. Jimenez, professore all’Università del Colorado

Già ce lo avevano detto che il silenzio è d’oro, ma oggi lo è ancora di più.In tutti questi mesi abbiamo imparato molto sul nuovo Coronavirus, siamo diventati esperti delle distanze e dei dispositivi di protezione. Inutile girarci intorno, non esiste nessuna cura miracolosa e nemmeno nessun vaccino, anche se ci stanno lavorando. Nei luoghi chiusi, in quelli all’aperto, a volte si fa assembramento senza mascherine. In altri si entra solo con mascherina, misurando la febbre e dopo aver igienizzato le mani. In America, a New York, l’amministrazione spende circa 15 milioni di dollari per sanificare i vagoni della metropolitana. Alle prossime elezioni del 20 e 21 settembre, l’Italia si misurerà con ciò che avverrà nei seggi, con le misure anti-covid e altre pratiche, che dovranno garantire all’elettore di votare, senza rischiare la vita. A Tokyo si invitano i passeggeri della Metropolitana a non parlare o a parlare a bassa voce.

Un interessante articolo apparso su ThAtlantic recita : Maschera e stai zitto. L’articolo di Derek Thompson parla fra l’altro dell’importanza del silenzio e si chiede come mai in pochi parlano di quest’altro efficace metodo per tener lontano il Covid-19. Sappiamo bene che i primi a chiudere (e a restare chiusi a lungo) sono stati i luoghi di culto, come le chiese, con grande attenzione ai cori. Questo perché il Virus si trasmette attraverso il respiro e una chiesa con tante persone che rispondono insieme e un coro che canta, è il posto ideale per la diffusione del virus. Secondo punto, non meno importante è il tempo che si trascorre ad una funzione religiosa, che si aggira, di solito ad un’ora o più (troppo tempo).

Nell’articolo, il giornalista continua: Ogni via di trasmissione virale andrebbe giù se parliamo meno, o parliamo meno forte, negli spazi pubblici”, mi ha detto Jose L. Jimenez, professore all’Università del Colorado a Boulder, che studia la trasmissione delle malattie. “Questo è solo un fatto molto chiaro. Non è controverso. “

Il silenzio è d’oro come strategia antivirale a causa del modo in cui questa malattia si diffonde. Il coronavirus sembra muoversi principalmente attraverso particelle virali che eruttano dai nostri volti quando starnutiamo, tossiamo, parliamo o cantiamo. Alcune di queste particelle sono abbastanza pesanti da schizzare su una superficie vicina o cadere rapidamente a terra. Quelle sono chiamate goccioline grandi . Sono grandi solo in confronto ai globuli più piccoli che spruzzano dalla nostra bocca e rimangono nell’aria in una nube di particelle vorticose. Questi sono chiamati aerosol .

“La verità è che se tutti smettessero di parlare per un mese o due, la pandemia sarebbe probabilmente morta”, ha detto Jimenez. Pur sottolineando l’importanza della distanza, ha spiegato che senza alcuna comunicazione a stretto contatto, sarebbe difficile per questo virus continuare a muoversi tra le persone. (Non è consigliabile testare la versione più estrema di questa tesi formando un mosh pit silenzioso o sputando in ogni direzione quando cammini per strada.)

Chi ama parlare molto soffrirebbe con questo metodo, mentre chi ama il silenzio, lo amerà ancora di più, considerando che poi non è tanto male. Con questa Pandemia, forse, non impariamo nulla di nuovo. Inoltre, la combinazione di più dispositivi e norme comportamentali aiuta a sconfiggere o almeno a limitare la diffusione del Covid.

In effetti, molte sono state le restrizioni, che sono state imposte e quando usciamo di casa, ci sembra ancora strano mantenere la distanza, indossare la mascherina e perfino parlare a bassa voce. Consoliamoci però, pensando che l’autore della frase Il silenzio è d’oro non è solo. I più grandi uomini della terra apprezzavano il silenzio, condizione ideale per un pratica antica, la meditazione. Pensiamo a San Francesco d’Assisi, al profeta Maometto e a Buddha, pensiamo a Ghandi e a Gesù, il quale imponeva il silenzio; in effetti, lo ha usato in molte occasioni, fra la meraviglia di chi lo conosceva come Maestro delle folle. Una contraddizione che ad oggi è ancora oggetto di discussione negli ambienti intellettuali e religiosi.

Rivoluzione tecnologica: I trend nella sanità digitale

Con “sanità digitale” si fa riferimento all’applicazione dell’innovazione tecnologica e della digitalizzazione nelle pratiche medico-sanitarie e nell’ottimizzazione del percorso di cura dei pazienti.

Si tratta di un nuovo scenario capace di supportare in maniera concreta le attività di molteplici settori sanitari (l’assistenza, la sorveglianza, lo studio per promuovere prevenzione e diagnosi ma anche il trattamento e il monitoraggio delle condizioni) semplificare l’accesso ai servizi, migliorarne l’efficienza e ottimizzare la gestione e l’organizzazione delle pratiche medico-sanitarie nell’intero settore della sanità.

La rivoluzione digitale in campo medico va dunque ricercata, voluta e supportata così da rispondere efficacemente ai condizionamenti settoriali e sfruttare le opportunità a disposizione: più informazione, maggiore integrazione dei servizi, più competenze trasversali, relazioni fluide e dirette, etc.

Quali sono i trend tecnologici che incidono positivamente sul settore della sanità e quali i vantaggi per pazienti e strutture sanitarie

Fascicolo Sanitario Elettronico

Il FSE è lo strumento attraverso cui un paziente/utente può tracciare e consultare la propria storia medico-sanitaria e condividerla in maniera immediata e diretta con i professionisti sanitari.

Esso è in effetti definito come uno strumento che raccoglie “l’insieme dei dati e documenti digitali di tipo sanitario e socio-sanitario generati da eventi clinici presenti e trascorsi, riguardanti l’assistito” (DPCM n.179/2015) e a seguito del consenso del paziente può esser aggiornato e reso disponibile in formato digitalizzato da tutti i professionisti presenti sul territorio nazionale.

Il FSE è una base informativa completa che permette di:

  • facilitare l’integrazione delle diverse competenze professionali e semplificare l’assistenza del paziente;
  • rendere disponibile ai pazienti la loro documentazione sanitaria, sempre e ovunque (non sarà più necessario che il paziente porti con sé i propri documenti sanitari ogni qualvolta cambi struttura o medico);
  • Semplificare una serie di operazioni che riguardano le prestazioni e l’offerta di salute (immediata visualizzazione di referti, prenotazioni, terapie, etc);
  • Favorire il processo di dematerializzazione dei documenti sanitari (con conseguente e favorevole abbattimento dei costi per la gestione e la conservazione dei documenti cartacei),
  • Migliorare la qualità della vita e facilitare il dialogo, l’interazione e il rapporto tra medici e pazienti.

Telemedicina

La telemedicina è l’insieme di tecniche mediche e informatiche che permettono di fornire servizi sanitari e consulenze mediche da remoto, favorire il colloquio diretto tra medico e paziente via smartphone e/o laptop, nonché, monitorare e sostenere con tempestività e costanza le terapie dei pazienti cronici.

La telemedicina conduce il paziente al centro del percorso di cura ed è garanzia di una pluralità di benefici e vantaggi:

  • Elimina le barriere geografiche e accorcia le distanze, consentendo, ad esempio, ai pazienti di poter chiedere un consulto anche a chi opera fuori regione senza dover affrontare spostamenti;
  • Garanzia di una maggiore equità d’accesso alle cure e di una gestione continua dei casi cronici;
  • Abbatte i tempi d’attesa e limita la presenza massiccia dei pazienti negli ambulatori e in sala d’attesa;
  • Agevola l’interazione di diversi specialisti in un unico caso terapeutico, indipendentemente dalla struttura o dal paese in cui operano.

In realtà, l’Italia non ha un’infrastruttura sanitaria che supporti la medicina digitale, anche se ha competenze e risorse per poterla attuare al meglio. La medicina digitale trova applicazione per quanto riguarda le ricette mediche e per evitare lunghe file alle Asl, con un minor spreco di tempo, energia e denaro. L’Italia è il Ventiquattresimo paese su 28 per sviluppo digitale.  Secondo alcune stime in Italia si potrebbero costruire 600 ospedali intelligenti, e in questo modo trovare le risorse risparmiando il 30% delle spese sanitarie. Gli Hub digitali non sono un’utopia, il politecnico di Milano ha stimato un risparmio sulla spesa sanitaria di 15 miliardi di euro; una somma che si potrebbe investire nelle Start up del settore sanitario, e nella formazione di infermieri informatizzati. Infine, ci sono 30 miliardi di euro che l’Europa mette a disposizione  per lo sviluppo digitale dietro presentazione di progetti. In Italia ci sono le competenze, le tecnologie e le apparecchiature, per realizzare una rivoluzione anche nel campo della sanità pubblica, ma ciò non avviene.

Cup – Centri Unici di Prenotazione

Uno dei trend della sanità digitale che favorisce l’accesso all’assistenza sanitaria in tempi rapidi è il CUP, Centri Unici di Prenotazione (CUP). Il CUP, consente al cittadino/paziente di effettuare la prenotazione dei servizi sanitari mediante diversi canali digitali (mail e/o totem posti nelle farmacie, portali internet, applicazioni mobili, etc) che integrati alle rispettive agende di prenotazione favoriscono l’abbattimento dei tempi d’attesa e la diretta accessibilità alla cura.

Per CUP s’intende il sistema centralizzato e informatizzato di prenotazione delle prestazioni sanitarie, mediante cui gestire l’intera offerta (SSN, regime convenzionato, libera professione) in modo organizzato ed efficiente, e supportare le modalità di programmazione dell’offerta sanitaria per contenere i tempi d’attesa, migliorare il servizio assistenziale ai pazienti, ottimizzare l’offerta verso il paziente e valutarne il fabbisogno confrontando quanto prenotato con quanto concretamente erogato. Il CUP, tra l’altro oggi, si integra con le agende di prenotazione di software e Doctor Manager gestionali medici, utilizzati in ambulatori e strutture sanitarie convenzionate con il SSN, favorendo il processo di digitalizzazione dell’intero settore medico-sanitario.

Applicazione medico-sanitarie sia per i pazienti che per i medici

Il mercato della sanità digitale, dunque, è sempre più guidato dalle attese dei pazienti, dalla loro sempre più acuta consapevolezza nei confronti di temi legati alla salute e al benessere e dai loro stili di vita più digitali. Strutture e medici, pertanto, devono rispondere strategicamente, ascoltando le necessità dei pazienti e offrendo soluzioni digitali idonee al miglioramento del loro percorso di cura e al raggiungimento di sempre più efficaci ed efficienti obiettivi di performance.

Cambiamenti climatici: Che cosa sta accadendo all’ambiente che ci circonda e al clima?

Improvvise tempeste e alluvioni, alberi che cadono, frane; da molti anni ci stiamo abituando a quelli che chiamano cambiamenti climatici. Il pianeta terra nei millenni ha subito mutamenti anche più sconvolgenti di quelli di oggi. Intere specie di animali si sono estinte e le terre hanno assunto forme diverse nel corso degli anni. Il problema vero dei cambiamenti climatici è legato a noi esseri umani e alle difficoltà che abbiamo ad adattarci. Le improvvise tempeste e alluvioni si scontrano con le abitazioni costruite, non tenendo conto di tali imprevisti, e in alcuni casi senza alcun criterio.

Tutto ciò si ripercuote sull’economia, i gas serra, il diboscamento ad esempio hanno ripercussioni sulla vita delle persone, sul lavoro e perfino sulla socialità. Da troppi anni gli esperti avvertono che bisogna arrestare la scomparsa di alberi e di intere foreste, che bisogna smettere di cementificare e di costruire in prossimità di montagne, laghi e fiumi. L’abusivismo in Italia è un fenomeno allarmante, e nonostante i pericoli si continua a costruire. Negli ultimi tempi le piogge sono diventate più violente e più abbondanti e il cemento, gli edifici non aiutano l’acqua a non far danni. Tutto questo accade perché ci sono sempre meno terreni, i quali hanno la capacità di assorbire l’acqua, permettendole di arricchire le falde acquifere. Se si continua a costruire, il cemento delle case e delle strade diventa una sorta di impermeabile, che impedisce all’acqua di penetrare nel terreno, e questo è uno dei motivi alla base degli allagamenti.

Il governo ha fatto un passo importante, introducendo il bonus del 110%; tale incentivo permette di rendere le case antisismiche e più green, riducendo il consumo di energia, altro tema importante al centro della salvaguardia dell’ambiente. Anche se l’economia circolare non arriva a una percentuale soddisfacente e auspicabile, bisogna dire che l’Italia occupa la vetta della classifica per quel che riguarda energie rinnovabili e appunto economia circolare. Quest’ultima non è altro che un sistema di produzione ecosostenibile, che prevede il riutilizzo, il riciclo e la condivisione delle risorse. Secondo la definizione della Ellen MacArthur Foundation economia circolare è un termine generico per definire un’economia pensata per potersi rigenerare da sola. In un’economia circolare i flussi di materiali sono di due tipi: quelli biologici, in grado di essere reintegrati nella biosfera, e quelli tecnici, destinati ad essere rivalorizzati senza entrare nella biosfera. Tutto questo vuol dire abbandonare un sistema economico vecchio che sfrutta e distrugge le risorse, che inquina e deturpa l’ecosistema. Già in diversi articoli abbiamo affrontato la Green economy, la blu economy e l’economia circolare, sottolineando l’importanza dei comportamenti degli abitanti della terra. Se si pensa, ad esempio, che dietro ad un caffè c’è sfruttamento di risorse e di persone umane, ha sicuramente senso cambiare le proprie abitudini, iniziando dalla spesa, cioè e a ciò che si compra. Interessandosi alla filiera e leggendo le etichette di un prodotto al supermercato si può fare tanto per l’ambiente. Il punto non è quanto sta cambiando la natura (anche se è un fattore che ci interessa da vicino e che non si può più ignorare), il punto cruciale è il comportamento dell’uomo. Se continuiamo a costruire senza criteri, se gli alberi continuano a morire e non si piantano degli altri e soprattutto se l’economia circolare non diventa il sistema principale, che investe abitudini, produzione e modi di pensare, allora bisognerà aspettarsi e abituarsi alle catastrofi che il clima può causare, tenendo sempre presente che le colpe non sono attribuibili alla natura.

Greenpeace: Nuovi dati su incendi in Amazzonia, 8 mila nello stato di Amazonas, mai così tanti

Greenpeace diffonde oggi nuove immagini degli incendi in Amazzonia, realizzate sorvolando le aree colpite, che mostrano come i roghi interessino anche le aree protette. Mentre la foresta amazzonica continua a bruciare, il governo Bolsonaro, dopo aver proposto una moratoria agli incendi e aver inviato l’esercito, lo scorso venerdì ha fatto dietrofront, annunciando la sospensione di tutte le operazioni per combattere la deforestazione in Amazzonia, gli incendi nel Pantanal e nelle altre regioni.

Secondo l’Istituto brasiliano di ricerche spaziali (INPE), sono stati registrati 29.308 incendi in agosto, il secondo valore più alto negli ultimi 10 anni, e lo stato di Amazonas ha registrato il più elevato numero di incendi della sua storia, oltre 8.000. A causa di problemi tecnici del satellite NASA registrati a metà agosto, i dati potrebbero essere addirittura incompleti.

Amazzonia incendi

“Se l’Amazzonia continua a bruciare rischiamo di spingere verso il punto di non ritorno un bioma già in grave pericolo, con gravi conseguenze per il clima del Pianeta. Il problema però non è solo l’indifferenza del governo Bolsonaro, ma anche la connivenza dell’Unione europea, che sta discutendo l’approvazione del Mercosur, un accordo commerciale con Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay. Se approvato, creerebbe un quadro giuridico ed economico destinato ad aumentare il commercio – e quindi la produzione e il consumo – di carne, mangimi e altri prodotti già fortemente legati alla distruzione dell’Amazzonia, alla crisi climatica in corso e alla violazione dei diritti umani” dichiara Martina borghi, campagna foreste di Greenpeace.

Amazzonia

Per informare e mostrare il legame tra le scelte fatte in Europa e gli incendi in Amazzonia, le volontarie e i volontari di Greenpeace, sabato 5 settembre, saranno presenti in 14 città italiane con iniziative di sensibilizzazione. La richiesta di nuovi terreni per i pascoli e per la produzione di mangime a basso costo destinato anche ai nostri allevamenti intensivi è la spinta maggiore a incendi e deforestazione. Nella maggior parte dei casi, infatti, gli incendi in Amazzonia – e in numerose altre foreste dell’America Latina – vengono innescati deliberatamente per gli interessi dell’agroindustria.

Tra il luglio 2019 e il giugno 2020 l’Italia ha importato dal Brasile oltre 25.000 tonnellate di carne, più di ogni altro paese dell’Unione europea, mentre nel 2019 il nostro Paese è stato fra i primi 10 importatori di soia brasiliana dell’Unione.

Incendi Amazzonia

Gli incendi non sono l’unica minaccia per l’Amazzonia. La diffusione del Covid-19 non si ferma: sono oltre 29.000 gli indigeni contagiati e 761 quelli defunti. È inoltre in corso una nuova corsa all’oro, che si è scatenata dopo che, a causa della pandemia, il prezzo del metallo prezioso ha raggiunto valori mai registrati in 30 anni. Il 73 per cento della deforestazione illegale causata da attività minerarie nel mese di luglio è avvenuto in aree protette e oltre la metà in terre indigene, in particolare nelle terre dei Munduruku e dei Kayapò.

fonte:Ufficio stampa Greenpeace Italia

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