Perché siamo stati costretti a restare a casa?

Cosa è successo a un mese dai decreti e dai divieti

Dopo circa un mese di quarantena (per alcuni dura da più tempo) qualcuno potrebbe iniziare a porsi domande più che legittime. Ci è stato chiesto di stare a casa, facendo appello al senso di responsabilità, come avviene sempre per le emergenze e le crisi economiche o in tutti quei casi nei quali si ha l’impressione che a pagare saremo sempre noi cittadini. A noi italiani ci viene chiesto di avere pazienza e di fare sacrifici, ma facendo due conti, i conti non tornano. Questo virus arrivato come uno Tzunami avrà vita lunga, farà il giro del mondo per poi ritornare, anzi forse non ci abbandonerà affatto. Perché ci è stato chiesto di stare a casa? Se siamo positivi oppure no, con molta probabilità non lo sapremo mai. La sola certezza è che se è vero che il Covid-19 si trasmette con il respiro, con gli starnuti ed è presente sulle superfici e nell’aria, allora lo incontreremo almeno una volta sulla nostra strada. Se una parte della popolazione fa dei sacrifici, bisogna remare tutti dalla stessa parte, e chi governa deve offrire garanzie concrete, agire e decidere al meglio, e se commette errori, dopo uno, due, tre mesi non continuare a ripeterli. Si dice che le mascherine siano obbligatorie, ma di fatto non si riescono a reperire; in Tv si annunciano milioni di esemplari in arrivo dalla Cina e dalla Germania, ma anche da altri paesi, alcune fabbriche si sono trasformate e producono migliaia di pezzi al giorno, ma niente, i cittadini non riescono a trovarle e se per fortuna dovesse succedere si pagheranno care, con l’iva al 22%, proprio come un bene di lusso, ma senza griffe. Perché ci è stato chiesto di stare a casa? Facciamo due conti: perché i tamponi sono pochissimi? Perché gli ospedali e i laboratori non riescono ad  analizzarli, in più mancano i reagenti; riepilogando mancano reagenti per i tamponi e mascherine.

…continua su corrierediSanNicola

Sistema di allerta Covid-19 allo Spallanzani di Roma

All’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani, vi è una struttura protetta con stanze di alto isolamento, misure che in passato sono servite per altre malattie infettive, fra cui l’Ebola. Le stanze di isolamento sono fatte in muratura e vetri, non è possibile avere nessun contatto con l’esterno. Il personale sanitario indossa equipaggiamento altamente protettivo, tute, mascherine, occhiali.

Fin dal primo D.P.C.M con cui venivano prese misure di contenimento del contagio da Covid-19 per tutto il paese, abbiamo visto come le diverse regioni hanno recepito e a volte anche interpretato tali misure, talora inasprendole a seconda delle circostanze. In questi giorni si sta parlando della fase 2, di quella fase che dovrebbe traghettarci verso una pseudo-normalità, con l’apertura di alcune attività, seguendo piani di sicurezza ben definiti, per evitare una seconda ondata di contagi. Alcune regioni rispetto ad altre sono riuscite a contenere il contagio grazie alle restrizioni imposte dai Governatori, ma anche con le risposte che la Sanità locale ha saputo dare. L’Ospedale Spallanzani di Roma ha accolto e curato la coppia di cinesi affetta da Coronavirus, il primo caso in assoluto in Italia. Nella Regione Lazio è attivo un sistema che collega 118, ospedali, terapie intensive e pronti soccorso attraverso un network di controllo per le malattie infettive, il sistema Advice e lo Spoke and Hub. Tale sistema è utilizzato per le emergenze quali ictus e infarto, ma anche malattie infettive.  Ad esempio,vi è una stroke Unit, che lancia un Alert e individua il reparto più vicino e più adatto al paziente da trattare. Il sistema adottato dallo Spallanzani è stato utilizzato per il morbillo e altre emergenza come l’Epatite A. Quando arriva un paziente subito si attiva una connessione fra pronto soccorso e 118, le terapie intensive regionali e attraverso lo spoke and hub il medico potrà consultare con tempestività lastre ed esami diagnostici, tac e potrà parlare addirittura anche con il paziente. Questo sistema permette di tenere sotto controllo eventuali focolai di contagio, e in condizione di bassi casi di positivi funzionare al meglio delle sue potenzialità.

Non bisogna dimenticare che proprio allo Spallanzani è stato isolato in meno di 48 ore il Genoma Covid-19. In tale occasione il Ministro Roberto Speranza dichiarò: Significa molte opportunità di poterlo studiare e capire e di verificare meglio cosa si può fare per bloccarne la diffusione. Si è trattato, in effetti di un passo importante che ha aperto nuove porte per lo sviluppo di soluzioni terapeutiche. Anche il Governatore della Regione Lazio, Nicola Zingaretti applaudì il direttore del laboratorio di Virologia dello Spallanzani, la ricercatrice che per l’occasione affermò  che il risultato raggiunto è un successo di tutta la squadra ed è una ulteriore testimonianza dell’eccellenza scientifica dello Spallanzani, istituto dove la ricerca non è mai fine a se stessa, ma ha come obiettivo ultimo e concreto il miglioramento delle cure per i pazienti. 

La più giovane virologa del Team che ha isolato il Covid-19 è Francesca Colavita, 31 anni e precaria con un contratto a tempo determinato, lavora allo Spallanzani da sei anni. Dopo l’isolamento del genoma Covid-19 è arrivata la promessa dell’Assessore alla Sanità del Lazio, Alessio D’Amato di un contratto stabile e una foto con il Ministro Roberto Speranza.

Coronavirus, ecco il software che aiuta la diagnosi per l’ affezione da covid-19 attraverso i Raggi-X

La piattaforma elaborata da Nexim Italia è nata per supportare le istituzioni sanitarie schierate in prima linea nell’emergenza sanitaria.

Mentre si cerca di rallentare la curva dei contagi da coronavirus , molte aziende sono pronte a scendere in campo per fornire competenze e software capaci di mappare l’andamento del Covid-19 in modo da consentire la messa a punto di strategie di contenimento sempre più efficaci. Tra queste, c’è anche Nexim Italia, la start-up di Telecomunicazioni guidata dal sassarese Simone Dore, «gioiellino» delle telecomunicazioni nazionali, specializzati nella progettazione, sviluppo e fornitura di sistemi di connettività, Data Center e Cyber-Security. Al suo interno vi è anche una divisione che si occupa di intelligenza artificiale e sistemi di calcolo.

Come funziona la piattaforma
La piattaforma ideata da Simone Dore si chiama Armadillo Scan “AS” ed è nata per supportare le istituzioni coinvolte nell’emergenza sanitaria. AS è infatti in grado di raccogliere, elaborare e aggregare le immagini provenienti da dispositivi di radiografia: la piattaforma permette quindi di individuare i potenziali focolai d’infezione da Covid-19 e consente di contenere e tracciare e monitorare i parametri di quelli già scoperti. L’elaborazione dei dati, messi volontariamente a disposizione dalle istituzioni mondiali degli utenti risultati positivi, garantisce una veloce tracciatura di una possibile affezione con una accuratezza del 90/92%. Attualmente la curva di precisione viene calcolata su un data-set di immagini di non altissima risoluzione, cosa che potrebbe aumentare se le immagini provenissero direttamente dalle macchine radiografiche senza ulteriori manipolazioni.

Il software è stato brevettato e reso disponibile gratuitamente per le analisi della comunità scientifica, lo staff di ricerca e sviluppo di AS è disponibile per interagire con il settore medico per aumentarne l’ affidabilità.  Attraverso algoritmi di intelligenza artificiale, reti neurali e un Data Center con altissime performance di affidabilità interno alla struttura Nexim, è possibile attraverso la propria potenza di calcolo elaborare un risultato di positività in meno di 5 secondi. Il software può essere un’ arma vincente in quei paesi dove le strutture sanitarie non hanno a disposizione laboratori di analisi o reagenti sufficenti al contrasto della pandemia.

Armadillo Scan: anche un algoritmo può contribuire a sconfiggere il virus
È proprio per identificare la presenza di uno o più individui nello stesso arco di tempo e spazio che Simone ha utilizzato la definizione di “golpe” (colpito in spagnolo). «Siamo in prima linea con l’intelligenza artificiale e la capacità di analizzare grandi quantità di dati multiformi per prevenire ulteriore contagio – spiega l’amministratore delegato di Nexim Italia Simone Dore -. La filiera che unisce tutti, da chi sta male a chi assiste in prima linea sul campo può rafforzarsi con il contributo di competenze nazionali maturate in tre anni di esperienza messe a disposizione a titolo gratuito». Anche un algoritmo, prosegue il ceo, «può contribuire a sconfiggere il virus anticipandolo, contenendolo, capendolo e permettendo a chi governa di prendere decisioni efficaci».   

L’app creata da Nexim Italia
Nexim si è mossa fin dall’inizio dell’emergenza e, prosegue Dore, «abbiamo lavorato ininterrottamente per poter schierare anche “armi digitali” contro un evento imprevedibile, a difesa di un bene primario: la vita di tutti». La loro “arma digitale” è appunto “Armadillo” e l’azienda ha creato anche un’applicazione che permette, sempre su base volontaria e anonima, di memorizzare in modo puntuale i propri movimenti tramite Gps, celle telefoniche e punti di accesso wi-fi. Questi dati saranno poi conservati in modalità cifrati sul telefono del soggetto: se poi l’utente risulterà positivo, potrà a quel punto autorizzare l’accesso a tali informazioni per consentire di analizzare esattamente il percorso che ha fatto mettendo in relazione tutti i dati collezionati nel tempo.

fonte: Comunicato Stampa Redazione Nexim

stampa@nexim.it

Quali mascherine usare, facciamo chiarezza

L’ABC delle mascherine

Il Coronavirus Covid-19 ha preso di sorpresa tutti, anche gli esperti e i ricercatori che in queste ore studiano il comportamento di questa malattia per poter trovare soluzioni. Almeno però le mascherine le dovremmo conoscere, e comprendere come funzionano e come vanno utilizzate.

Le mascherine FFP3 (efficacia del 92% e del 98% contro i virus  vanno sostituite perché il filtro si esaurisce dopo qualche ora)hanno una valvola di esalazione, cioè chi la indossa emana aria, per questo deve essere utilizzata esclusivamente negli ospedali dal personale sanitario. Medici e infermieri, infatti, sono a contatto con migliaia di pazienti e questa mascherina protegge dal virus e permette di respirare normalmente, per cui protegge se stessi ma non gli altri. Questo è il motivo per il quale non deve essere usata dai cittadini per uscire e frequentare supermercati o luoghi chiusi, perché è come non averla.

Le mascherine FFP2 (efficacia del 92% e del 98% contro i virus  vanno sostituite perché il filtro si esaurisce dopo qualche ora)  con valvola di esalazione hanno la stessa funzione delle FFP3 e di solito sono utilizzate dai soccorritori.

Le mascherine FFP2 senza valvola possono essere usate dai medici di base e dalle guardie mediche.

Le mascherine chirurgiche (ne esistono diversi tipi in base ai veli filtranti) sono quelle che possono essere utilizzate dai cittadini, le forze dell’ordine e anche gli addetti agli uffici pubblici perché proteggono gli altri da un possibile contagio. Le mascherine FFP2 e FFP3 attraverso la valvola fanno sì che fuoriescano esalazioni, per cui se tutti le utilizzassero il virus si diffonderebbe rapidamente, perché è come non averle. La mascherina chirurgica va sostituita dopo poche ore o buttata via quando si ritorna dalla spesa; si potrebbe pensare anche di disinfettarla adeguatamente con prodotti specifici e utilizzarla per un altro paio di volte.

Le mascherine con la valvola vanno utilizzate anche in tutti i casi nei quali non è possibile rispettare la distanza di sicurezza, che resta la misura necessaria per evitare ogni contagio.

Quando non serve la mascherina?

  • Quando si cammina all’aperto e non ci sono persone nelle immediate vicinanze;
  • Quando si viaggia da soli in auto;
  • In tutti i casi in cui si mantiene una distanza con altre persone di almeno un metro

Il modo corretto per utilizzarle:

  • Lavarsi le mani con una soluzione alcolica disinfettante;
  • Indossarle toccando solo l’elastico;
  • Toglierle seguendo le stesse modalità e vanno gettate nei rifiuti indifferienziati

Purtroppo anche gli esperti sono confusi, e per questo si sentono spesso pareri discordanti. L’OMS sostiene che le mascherine non servono sempre, mentre la Regione Lombardia, in queste ore le ha rese obbligatorie per tutti i cittadini. Nel frattempo l’OMS sta effettuando nuovi studi e presto potrebbero esserci dei cambiamenti anche nell’utilizzo di mascherine.

Ad oggi l’Oms raccomanda una distanza minima di almeno un metro fra le persone, e sottolinea che le persone che mostrano i sintomi della malattia dovrebbero indossare le mascherine. Il nuovo studio dell’Organizzazione indica che le goccioline emesse con un colpo di tosse o con uno starnuto possono raggiungere fino a sei e otto metri di distanza. Tuttavia, le microparticelle più piccole possono ‘viaggiare’ nell’aria anche per distanze ben più lunghe. Se questi dati verranno confermati, ha commentato Heymann, è possibile che indossare una mascherina sia altrettanto efficace o più efficace della distanza.

 

 

Leggi anche Articolo Larepubblica – Infettivologa: La mascherina chirurgica è un atto di generosità, quella con la valvola protegge solo chi la indossa

Coronavirus: Art You Ready? Visite virtuali

Emergenza Coronavirus: Fino a poco tempo fa la prima domenica del mese permetteva agli appassionati di visitare gratis i musei. In queste settimane è diventato quasi tutto virtuale: le chiacchierate con gli amici, il lavoro. Il Ministero dei Beni culturali ha deciso, per l’occasione di trasformare le prime domeniche del mese in Art You ready? una campagna del Mibact per restare vicino ai cittadini con l’arte. L’ingresso libero fisico non ci sarà ma attraverso il sito si potranno fare tante visite virtuali www.beniculturali.it/virtualtour

Sono tanti i percorsi digitali  del Gran virtual tour della bellezza del patrimonio italiano, molti dei quali realizzati grazie alla collaborazione pluriennale tra il Mibact e Google Arts & Culture,  all’interno della sezione Meraviglie d’Italia, disponibile su g.co/meraviglieditalia della piattaforma di Google.

virtual

…dal sito Beni culturali

La cultura non si ferma è la nuova pagina del sito del MIBACT che consente di aggregare attraverso sei sezioni  – Musei, Libri, Cinema, Musica, Educazione e Teatro –  le molteplici iniziative virtuali organizzate dai luoghi della cultura statale, dal mondo dello Spettacolo, della Musica e dell’Audiovisivo.
Storici dell’arte, archeologi, archivisti, bibliotecari, restauratori, architetti, autori, scrittori, attori e musicisti rivelano inediti, classici, capolavori, curiosità, segreti e il dietro le quinte delle loro istituzioni.
Si tratta di una ricca offerta culturale fruibile da casa che permette agli italiani di rimanere in contatto con l’arte e la cultura anche in questa difficile circostanza.
Il Mibact, insieme a tutte le altre realtà culturali che vorranno partecipare, mette a disposizione questa pagina per rendere disponibili on line i diversi contributi.
I contenuti li stiamo raccogliendo qui giorno per giorno, grazie all’impegno dei luoghi della cultura statali e di tante istituzioni culturali nazionali che aderiscono. Naviga per trovare ciò che vuoi seguire e partecipa anche tu con gli hashtag #iorestoacasa e #ioleggoacasa e tagga i profili @mibact e di tutti i luoghi della cultura!
Gli appuntamenti  sono in continuo aggiornamento.
Tutti sono invitati a partecipare con gli hashtag #artyouready e #granvirtualtour con i più diversi contenuti, dai semplici ma efficaci screenshots catturati durante le visite virtuali alle tradizionali foto scattate in visite del passato e conservate in smartphone o vecchi album, per continuare sul filone della domenica precedente in una vera e propria “seconda edizione” di Art you ready tanto richiesta sui social.
Per non perdere quindi la consuetudine con l’appuntamento della prima domenica del mese al museo, nell’ambito della campagna nazionale #iorestoacasa, il ministero offre così agli italiani la possibilità di ammirare dalle proprie case le sale di alcuni tra più importanti luoghi della cultura statali, i capolavori negli allestimenti museali, gli ambienti di diversi teatri dell’opera – autentici monumenti della musica – percorrendo i foyer e attraversando le platee e i palchi e di godere poi della ricchezza del patrimonio conservato negli archivi e nelle biblioteche monumentali.

 

Ecco alcuni dei nostri scatti virtuali

gallerinazionale

 

Villadestetivoli
Villa D’Este – Tivoli

 

 

 

Coronavirus: diffusione più rapida con il freddo secco

Il Coronavirus si diffonde più rapidamente con il freddo secco e l’umidità.

A confermarlo è uno studio dell’Università Statale di Milano, Dipartimento di Scienze e Politiche ambientali; i ricercatori Francesco Ficetola e Diego Rubolini, utilizzando il database (con i casi confermati giornalieri di Covid-19) della Johns Hopkins University, hanno realizzato mappe globali.

Tale studio ha permesso ai due ricercatori di compiere una previsione dello sviluppo del Virus ad ampio raggio. Ciò che è stato fatto è mettere in relazione il tasso di crescita e diffusione del virus (100 nazioni e macroregioni) con le temperature registrate nei mesi della pandemia. Il risultato della ricerca ha evidenziato che il virus si propaga più rapidamente in temperature che si aggirano intorno ai 5 gradi e con umidità medio bassa.

L’epidemia sembra non aver risparmiato nessuna zona della terra, ma lo studio italiano dimostra che l’epidemia è meno veloce in zone calde.

Il Virus può essere influenzato dal clima ma allo stesso tempo può mettere a rischio la qualità delle previsioni meteo, compromettendo anche i sistemi di allerta meteo e lo studio dei cambiamenti climatici. Tale ipotesi è stata avanzata dagli  esperti dell’Organizzazione meteorologica mondiale (Omm), che affermano che la riduzione del traffico aereo ha  già causato un calo della raccolta dati sulle condizioni atmosferiche.

Relazioni fra epidemie e Ambiente: lo spiega il biologo Rob Wallace

Molte sono le teorie e gli studi condotti sugli effetti dell’inquinamento e degli allevamenti intensivi. Quali sono gli effetti, spesso devastanti di smog e distruzione dell’ecosistema? Non solo sviluppo di nuovi Virus e eventi climatici imprevedibili, vi sono seri rischi per la salute. 

Rob Wallace è un biologo statunitense che ha al suo attivo alcune importanti pubblicazioni fra cui “Big Farm make big flu” ( I grandi allevamenti producono grandi influenze), dove sostiene che i virus nascono dagli allevamenti intensivi. Gli animali in quegli ambienti poco protetti diventano vulnerabili a nuove infezioni. Nel libro Wallace ipotizza che le cause di alcune patologie siano legate al sistema di produzione alimentare, in particolare agli allevamenti di bestiame. 

Il Biologo afferma che le malattie per nascere e diffondersi hanno bisogno di trovare terreno fertile nell’ambiente circostante. Lo sfruttamento del pianeta ha portato ad una sottrazione di risorse all’ambiente naturale, tanto da interrompere il ciclo della natura. L’ecosistema, fra le altre cose ha il compito di tenere sotto controllo i patogeni che causano malattie, ma se si crea una frattura nell’equilibrio dell’ecosistema, si possono verificare casi in cui gli umani vengano a contatto con patogeni che il sistema ha reso liberi (senza protezioni), per cui le malattie riescono a trasmettersi dagli animali all’uomo.

Ciò che spaventa è come un’infezione riesca a diventare una Pandemia in poco tempo e a diffondersi rapidamente in tutto il mondo. Bisognerà che le persone e le multinazionali inizino a farsi delle domande e a cambiare i sistemi di produzione e gli stili di vita per arginare il fenomeno della nascita e diffusione dei virus. Rob Wallace insiste sulla necessità di ritornare ad una economia naturale, che non violenti l’ambiente e l’ecosistema. Dopo gli eccezionali scioperi del Venerdì, con cui Greta Thumberg e i suoi coetanei hanno iniziato una battaglia contro i potenti del mondo, affinché modifichino subito le politiche ambientali, bisognerà fare un ulteriore sforzo, perché la strada è ancora lunga. Ciò che sta accadendo in questi giorni con lo scoppio del Coronavirus, pone interrogativi seri verso i quali bisogna prendere una posizione netta e scegliere di salvaguardare l’ambiente. I grandi interessi economici hanno distrutto la natura e per questo motivo bisognerà comprendere che non è necessario distruggere per vivere bene. L’inquinamento è una piaga che attanaglia il mondo da secoli; molte persone non comprendono fino in fondo, ad esempio, che lo smog da auto provoca danni irreparabili al sistema cardiovascolare e ai polmoni, infine secondo un recente studio dell’Istituto Karolinska di Stoccolma, sembra che lo smog sia una delle principali cause di demenza e ictus.  

Nonostante si continuino a fare ricerche sui pericoli dell’inquinamento atmosferico e che siano da tempo conclamati, purtroppo si continua ad anteporre interessi economici alla salvaguardia dell’ambiente e della stessa salute delle persone. 

Negli ultimi anni si registrano eventi atmosferici imprevedibili, e questa è un’ulteriore risposta dell’interruzione del ciclo naturale che governa la natura. Gli eventi naturali non sono più naturali, ma sono diventati eccezionali e violenti: tempeste improvvise, forti raffiche di vento, frane, alluvioni e temporali.

L’inquinamento atmosferico veicola i Virus

La pandemia del Covid-19 si sta consumando proprio in queste settimane, per cui in questo momento non è ancora possibile fare previsioni né avere una visione d’insieme (ci sarà tempo anche per quello), anche perché i dati che arrivano ogni giorno sono analizzati, ma al contempo pongono sempre nuovi interrogativi. Le domande sono tante, anche perché questo Virus ci ha colto di sorpresa e fin da subito sono partite le analisi sul suo andamento, sulle statistiche, sulla pericolosità; inoltre si studiano e si sperimentano i farmaci e si lotta contro il tempo per ottenere un vaccino quanto prima. Una delle domande che gli esperti si sono posti è come sia possibile che l’epidemia abbia colpito duramente e in modo capillare le zone dove c’è una più alta concentrazione di polveri sottili. La risposta è arrivata dalla Sima (Società italiana di Medicina Ambientale), che attraverso uno studio ha trovato una relazione fra numero di casi da Covid-19 e superamento di PM10 e PM2,5. In base a tale studio sembra che le polveri sottili accelerino il contagio, perché il virus viene trattenuto nell’atmosfera più a lungo proprio dalle particelle di smog. 

In questi giorni le città sono semi deserte, nelle strade poche auto e ciò ha evidenziato un sostanziale abbassamento di inquinamento atmosferico, il quale dovrebbe restare sempre a livelli bassissimi, anche dopo il Covid-19. 

1000 videoconsulti medici offerti ai veronesi

1000 Video-consulti medici offerti ai veronesi

Il CEMS è un poliambulatorio privato non convenzionato che come tale, non è raggiunto dai provvedimenti che sospendono tutte le prestazioni specialistiche e diagnostiche, ad eccezione di quelle non differibili. Questi legittimi provvedimenti, comportano necessariamente, disagi ai cittadini. Eseguite le visite e le prestazioni programmate, era nostra intenzione chiudere il Centro medico fino alla fine dell’emergenza. La situazione che si è creata e lo smarrimento che ha generato tra le persone, le richieste pervenute al nostro call-center, ci hanno posto una questione etica e di responsabilità sociale. Da un lato il desiderio di dare assistenza a chi la chiede, dall’altro la responsabilità di non essere un veicolo di movimentazione e di contatto. Abbiamo cercato il migliore compromesso. Da subito abbiamo sospeso tutte le attività non urgenti. Abbiamo ridotto l’orario di apertura e posto in ferie gran parte del personale. Attualmente eroghiamo solo alcuni esami radiologici. Funziona il Punto prelievi e gli ambulatori di alcune specialità mediche. Ogni persona che accede al Centro medico è sottoposta a controllo infermieristico: Misurazione temperatura, misurazione fisiologica della saturazione e fornitura di guanti monouso. A queste attività, dal 30.03.2020 abbiamo affiancato un servizio di Video-consulto specialistico, che mette in contatto il paziente con uno specialista medico per un primo consiglio.   Il paziente dovrà registrarsi sul nostro sito www.cemsverona.it o tramite la nostra app e contestualmente prenotare online il video-consulto. Prima dell’appuntamento riceverà nella propria posta elettronica, una mail che contiene il link per collegarsi in video-conferenza con il medico scelto. Il costo del consulto è a carico del CEMS. Il Servizio sarà attivo fino al 15 Aprile prossimo. In questo periodo i video-consulti specialistici erogati ai cittadini, contiamo saranno più di mille.   PER OGNI CHIARIMENTO-APPROFONDIMENTO CHIAMARE FLAVIO MAGARINI: 335 83 18 204

fonte: Comunicato Stampa Flavio Magarini

Coronauti: Maestri di strada social e sociali

Coronauti oggi, Maestri di strada ieri. Nelle periferie di Napoli esiste una realtà diversa da quella di altre parti del paese. Secondo l’immaginario comune e le numerose frasi, domande, risposte che corrono in questi giorni sui social e in alcune trasmissioni televisive è ancora palpabile (nonostante tutto ciò che sta accadendo) il rimarcare a tutti i costi quel divario, quelle differenze fra Nord e Sud, senza considerare che anche il Settentrione d’Italia ha le sue periferie con difficoltà analoghe (a volte peggiori) di quelle del Sud. Meglio sorvolare e passare oltre, raccontando una bella storia, quella di 45 operatori fra cui psicologi, genitori e educatori che andranno ad aiutare giovani nella periferia Est di Napoli, dove non sempre si hanno strumenti digitali (anzi nessun tipo di strumento), e se si ha un pc non si ha una connessione, per cui  si rischia di essere tagliati fuori dal mondo.

Lo ha capito bene il Team di volontari che nelle ultime due settimane ha coinvolto 250 giovani con famiglie, venti scuole e cinquanta insegnanti, e che infine è riuscito a svolgere oltre seicento ore di didattica a distanza. Gli strumenti? tutti, tutti quelli a disposizione per arrivare (e interessare) anche dove mancano i mezzi: I social, la Web radio, il blog. Se fino a ieri quei ragazzi avevano la strada e il contatto diretto con chi poteva farli perdere o chi tendeva loro una mano, oggi sono reclusi nella loro solitudine. A partire dalla prossima settimana verranno consegnati pacchi con materiale tecnologico, per risvegliare la mente e l’intelligenza, per aiutarli a connettersi con il mondo, a contagiarsi di cultura e sapere. La Questura sovraintenderà la consegna dei pacchi in base a protocolli stabiliti, per evitare qualsiasi tipo di rischio. Cesare Moreno, il presidente dell’associazione Maestri di Strada ha presentato in videoconferenza il progetto alla Ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, la quale ha approvato e gradito. 

L’iniziativa dell’associazione tende a strappare dall’isolamento i ragazzi di una delle zone più povere e con il più alto tasso di criminalità come la periferia Est di Napoli. “Nessuno si salva da solo”, la frase pronunciata pochi giorni fa da Papa Francesco è ancora viva nella nostra mente.

Salvatevi ragazzi, Salviamoci, prima che sia troppo tardi, prima che arrivi qualche Maestro che conosce poco la strada ma troppo i salotti, poca pratica e più teoria e venga a dirci che siamo senza speranza. 

murals-2590492_1920 (1)

Blog su WordPress.com.

Su ↑