Femminicidio: educazione ai sentimenti

L’aumento di casi di femminicidio spinge a porsi domande su come si educano i ragazzi, soprattutto i maschi.

Non è un mistero, il web ha sostituito gran parte di informazioni e emozioni, una volta apprese in modo diverso, forse in un modo più naturale, rispettando tempi e gradi di maturità. Molti genitori, in realtà preferiscono delegare o rimandare alcuni argomenti, spingendo i loro figli nella morsa di internet. Qui il sesso viene distorto attraverso la pornografia.

La giornalista e scrittrice Monica Lanfranco (formatrice sulla differenza di genere) è l’autrice di un testo molto interessante “Crescere uomini” le parole dei ragazzi su sessualità, pornografia, sessismo” edito da Erickson, presentato al Convegno internazionale “Affrontare la violenza sulle donne”, tenutosi a Trento il 18 e 19 ottobre.

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La scrittrice ha affrontato un tema bollente, è entrata nel mondo dell’educazione maschile, portando alla luce differenze, tabu e convinzioni radicate; il lavoro di Monica Lanfranco è andato oltre, ha infatti, intervistato un campione di 1500 diciannovenni dei licei ed internauti.  Ne è uscita una banca dati di informazioni molto interessante su come i giovani percepiscono la violenza sessuale, il sessismo, la pornografia, la sessualità e la virilità. ‘Manutenzioni-Uomini a nudo Young‘, è, invece, il laboratorio teatrale nelle scuole ispirato a quelle interviste, che sta girando l’Italia.

“Come stiamo crescendo i futuri uomini?”  si interroga la scrittrice  – Quasi tutti gli intervistati affermano che l’unica fonte di apprendimento e ispirazione della propria sessualità è la pornografia attraverso il web – Fino a qualche anno fa la parola femminicidio non si conosceva;  il libro di Monica Lanfranco è un lavoro unico in Italia e cerca di colmare un vuoto, che purtroppo esiste da  troppo tempo fra i giovani uomini.

Nelle risposte di quei giovani, l’autrice di “Crescere uomini” le parole dei ragazzi su sessualità, pornografia, sessismo” legge un messaggio allarmante; questi ragazzi sono stati lasciati soli a cercare informazioni su argomenti più grandi di loro. La loro scuola è diventata internet e la pornografia. Non vi è una relazione valida con il mondo adulto di riferimento, gli adulti, in questo caso, hanno fallito.

Sono anni che si dibatte sull’argomento; psicologi, pediatri ed esperti di vario livello lo ripetono in tutte le sedi e in tutti i congressi organizzati: è necessaria un’educazione ai sentimenti, in particolare per i maschi La sessualità viene ormai vista in modo distorto e malato, per questo si fa strada la violenza e la voglia di umiliare. Si è rotto qualcosa, gli uomini di domani non entrano in contatto con i sentimenti più profondi, non rispettano, non conoscono, non sono capaci di vivere le emozioni vere.

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Sulle tracce di Giovanni Segantini Tour fotografico in Engadina, Svizzera con il fotografo e regista Mirko Sotgiu insieme a Cesare Martinato, mountain snapsketcher

La fotografia è un arte molto vicina al disegno e alla pittura. Dal 19 a 20 ottobre 2019 Trekking Fotografici organizza un nuovo appuntamento dedicato alla fotografia intesa come arte per illustrare il paesaggio. Un’esperienza esclusiva ed unica che porterà gli appassionati di fotografia di paesaggio in montagna nei luoghi che hanno ispirato il pittore Giovanni Segantini insieme al fotografo professionista Mirko Sotgiu e al disegnatore Cesare Martinato.

Sulle tracce di Giovanni Segantini
Tour fotografico in Engadina, Svizzera con il fotografo e regista Mirko Sotgiu insieme a Cesare Martinato, mountain snapsketcher.

I master di questo tour porteranno i partecipanti a visitare gli “spot” fotografici più belli della valle svizzera a confine con l’Italia. Luoghi più interessanti di questo tour saranno il Passo Maloja, Soglio e lo Schafberg ultima dimora del pittore che ha ispirato il famoso “Trittico delle Alpi”.   Le tre enormi tele, sul tema La Vita, La Natura, La Morte, conservate presso il museo Segantini di Saint Moritz, hanno come sfondo rispettivamente lo scenario montano di Soglio, il crepuscolo dallo Schafberg ed il paesaggio invernale dal passo del Maloja che il tour visiterà nel momento migliore del giorno, sfruttando le luci migliori per la fotografia.

Giovanni Segantini è stato un pittore di origini trentine che nelle sue opere ha interpretato in chiave assolutamente personale il Divisionismo italiano, un linguaggio artistico molto particolare che ricerca nell’aura di magia l’interpretazione della realtà del tempo. Il trittico della natura nasce dagli studi sul paesaggio legati al fallito progetto di Segantini di portare all’ Esposizione internazionale di Parigi del 1900 un’enorme rappresentazione panoramica dell’Engadina con tutti i principali paesi della valle. Nonostante i tre anni di lavoro febbrile, l’opera rimase incompiuta per la morte del pittore nel 1899 a soli 41 anni.

Per maggiori informazioni sul tour si può visitare il sito Trekkingfotografici.it Link alla scheda del tour: Trekking fotografici Workshop

TrekkingFotografici, è un team di fotografi professionisti, esperti, specializzati nella creazione e organizzazione di tour, workshop, trekking di alta qualità, per amanti della fotografia in montagna. Ogni estate da 10 anni Trekking Fotografi offre un diversificato calendario di iniziative in alta quota, dai pascoli alpini fino al regno dei ghiacciai oltre 4000 m.  Esperienze a contatto con la natura delle Alpi dedicate a tutti, esperti e neofiti. Lo staff di TrekkingFotografici ha viaggiato attraverso l’intero arco alpino per scoprire i luoghi più affascinanti per i fotografi, creando un network di rifugi, parchi naturali, in grado di organizzare un calendario completo e vario per tutto l’anno.

Negli ultimi anni i corsi di TrekkingFotografici sono stati patrocinati da: Dolomiti UNESCO, Parco Nazionale dello Stelvio, Parco Naturale Adamello-Brenta, Parco del Gran Paradiso, Parco Regionale del Serio, Parco Regionale delle Groane, Comune di Borgio Verezzi, Apt San Martino di Castrozza e supportati da Rifugi di Lombardia e altri enti e consorzi legati al mondo della montagna.   I Fotografi master di Trekking Fotografici sono tutti professionisti accreditati, in attivo da più di dieci anni e di provata esperienza nella didattica. Ogni anno più di 250 persone frequentano gli eventi organizzati.

Da oltre dieci anni TrekkingFotografici è un team specializzato in didattica di fotografia e viaggi pensati per i fotografi nelle più belle montagne delle Alpi e del Mondo.   Team: Mirko Sotgiu (fondatore), Alberto Bregani, Enzo Massa Micon, Alberto Andrighetto. Guide Alpine, MountainKingdom, Luca Macchetto, Paolo Tombin. Organizzazione tecnica Kel12

Contatti: Webtrekking fotografici

fonte: Notiziabile – TrekkingFotografici Fotografare in montagna – Breathtaking Photography Comunicato stampa 8-10-2019  

Viaggi in Italia: le ceramiche marchigiane

Le Marche, una delle regioni più sorprendenti e ricche d’arte della Penisola

La regione Marche è ricca di tradizione e di storia; le ceramiche, in particolare sono un’arte che si tramanda da generazioni. Fratte Rosa si trova fra le vallate del Cesano, in questo luogo è antica la produzione di ceramiche e terracotte. Intorno al mille qui si insediarono i monaci ravennati di S. Apollinare e costruirono il Convento di Santa Vittoria; le comunità del territorio, si avvicinarono e costituirono il primo villaggio sulla collina. Fratte Rosa nel Medioevo fu la capitale della Ravignana, uno Stato indipendente, agglomerato di province e piccole comunità che dipendeva dai monaci di Ravenna.

Il borgo delle ceramiche marchigiane: Fratte Rosa

L’origine del nome di Fratte Rosa ha la sua storia, infatti, deriva dal colore, appunto rosa delle case. In passato questo caratteristico borgo si chiamava Fratte, solo in seguito fu aggiunto il nome Rosa. Fratte Rosa ha circa mille abitanti e fa parte della provincia di Pesaro Urbino. La terra, in questo luogo è ricca di argilla, ed è per questo che nella zona sono fiorite tante attività artigianali e commerciali, legate alla lavorazione di questo materiale.

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Le origini delle terracotte e delle ceramiche a Fratte Rosa

Le origini della lavorazione di ceramiche risalgono a molti secoli fa, in questa terra, ancora oggi è l’attività prevalente, di sostentamento per molte famiglie e anche una delle attività più floride. Il piccolo borgo è ricco di storia, tanto che ogni anno centinaia di turisti arrivano a visitare questi luoghi. Le fornaci antiche, dove veniva cotta l’argilla sono costruite in pietra. A Fratte Rosa la ceramica ha fatto anche scuola con i centri di ceramica popolare d’uso, che insegnano le nuove tecniche e formano per lo svolgimento di tutte le attività legate alla lavorazione e alla diffusione della ceramica. Questi centri sono molto importanti, perché sono diventati anche poli di ricerca e innovazione, per lo studio di nuove soluzioni artistiche sempre più avanzate. Non a caso le ceramiche artistiche sono appunto una felice evoluzione di un’arte ricercata, che contempla anche la scultura e la pittura.

La ceramica d’uso comune è la principale produzione che si pratica a Fratte Rosa, vengono infatti realizzati contenitori e oggetti comuni che servono per cuocere, riscaldare o semplicemente contenere i cibi. Come si può facilmente intuire, le piccole botteghe che espongono oggetti e cocci di ogni genere sono numerosissime nel borgo; questa pratica è detta anche Arte dei Vasai.  Molto note sono le pentole di coccio, le quali negli ultimi tempi sono consigliate dai nutrizionisti, per cuocere i cibi, perché in tali contenitori  essi conservano intatte tutte le proprietà. I nutrizionisti raccomandano per un’alimentazione sana le pentole di terracotta, perché a differenza di altri materiali non sprigionano sostanze che potrebbero nuocere alla salute.

I cocci di Fratte Rosa

Altri oggetti molto pregiati e richiesti sono i cocci: piatti, terrine, vasi semplici senza l’applicazione di decorazioni. I cocci però hanno la loro particolarità nella forma, la quale è sempre originale.Quest’arte è il simbolo che contraddistingue questa terra e oltre a richiamare turisti, le ceramiche sono molto richieste anche in campo collezionistico. Infatti, in quanto rappresentano vere opere d’arte, molti collezionisti si accaparrano pezzi unici e preziosi per le loro collezioni. A dare lustro ulteriore alle ceramiche di Fratte Rosa sono stati allestiti Museo delle Terracotte di Fratte Rosa e il Museo degli Orci e Orciai Barchi. Nei musei sono esposti i pezzi più artistici e accuratamente selezionati fra le migliori botteghe del territorio. Il Museo della Ceramica nel Convento di San Tommaso è diventato un grande centro per giovani ceramisti, dove si svolgono corsi e incontri e dove si approfondiscono le migliori tecniche della ceramica. Laboratori didattici e artistici, concorsi e altri eventi sono le attività che continuano a svolgersi in questi luoghi simbolo dell’arte della ceramica. 

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Come si lavora l’argilla

L’argilla è la materia prima con la quale si realizzano le ceramiche, e di cui le terre marchigiane sono ricche. Uno dei tipi di argilla più diffusi è la terracotta, la quale è molto porosa e viene cotta in forno a 900/100 gradi. Successivamente viene applicato uno smalto per rendere il materiale impermeabile, solo dopo si passa alla decorazione. Un ulteriore passaggio prevede una nuova cottura in forno alla medesima temperatura. Quando l’argilla viene lavorata a mano ha bisogno di asciugarsi, prima di passare di nuovo in forno.  Un oggetto che viene passato in forno per due volte prende il nome di maiolica. La maiolica è una forma d’arte antichissima, che nasce nel Medioevo, e raggiunge l’apice con il Rinascimento, grazie anche alla Dinastia Della Rovere, originaria di Savona. Durante il Rinascimento oltre alle altre discipline ed arti, fiorisce anche l’artigianato e l’arte della ceramica. All’epoca, l’argilla era lavorata su un tornio a mano, dando vita a delle opere che avevano le sembianze di sculture.

Cenni storici

Nel comune di Fratte Rosa, si trova l’antico castello di Torre San Marco, che cambia nome durante i secoli passati: Torre Fractulae, Torre della Ravignana, Torre di Camerino. Il castello di Torre San Marco fu conteso dai Malatesta, dai Piccolissimi, ai Montevecchio, ai Varano, ai Montefeltro  e dai Della Rovere.

 

Spagna: Costa Blanca spiagge e storia

Costa Blanca si affaccia sul Mar Mediterraneo ed è una delle zone costiere spagnole più rinomate; appartiene alla provincia di Alicante e si estende fra Dénia e Pilar de la Horadada. Le spiagge si estendono per 244 chilometri e sono costituite da calette e cale, piccole baie con caratteristiche mediterranee. Oltre alle spiagge, Costa Blanca è sede di castelli e fortezze di origine saracena. Fra i più importanti castelli vi è Castillo di Santa Bàrbara di Alicante.Questa costa della Spagna può essere facilmente raggiunta dall’italia con voli diretti da Milano, Bologna, Firenze, Venezia e Roma che arrivano direttamente all’aeroporto di Alicante. Il passato e il presente si fondono in questa parte della Spagna, tanto che oltre al divertimento, alla Movida e alle spiagge ci si può perdere fra castelli, arte e cultura; anche la natura e i paesaggi mozzafiato qui sono sorprendenti, per cui una vacanza on the road, affittando un mezzo di trasporto sul posto non è da escludere. Il porto turistico porta a El Postignet, la spiaggia del posto. La vicina Calle Mayor è pienadi locali in cui si mangia e si beve. I prodotti tipici qui sono un’altra meravigliosa caratteristica.

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Ad Alicante si possono visitare la cattedrale di San Nicolas de Bari e la chiesa di Santa Maria, nonchè il Museo di Arte contemporanea.

Rojales è un piccolo comune spagnolo di circa 14 mila abitanti,  situato nella comunità autonoma Valenciana, una delle maggiori attrazioni è il Parco acquatico.

Investire a Rojales

La piattaforma di Crowdfunding immobiliare Housers, proprio nella località di Rojales offre un interessante investimento – AMG Costa Blanca III, opportunità a tasso fisso che consiste nella nella concessione di un prestito a un promotore per la costruzione di un edificio che sarà composto da 6 appartamenti e da un locale commerciale nella località di Rojales, in provincia di Alicante. 

Rojales è il luogo dove passato e presente si incontrano: le sue abitazioni rupestri contrastano con le località turistiche della zona, offrendo i migliori servizi e diventando uno dei principali motori del turismo residenziale della Costa Blanca.

Il suo clima, la gastronomia e l’interessante alone culturale che circonda Rojales, sono attrazioni che convincono il turista, nazionale e straniero.

Il comune è circondato da ampie aree di campi di alberi da frutto, ortaggi e fiori, un luogo bellissimo dove il tempo sembra essersi fermato.

Ogni appartamento avrà una superficie di 100 m2 e la distribuzione sarà la seguente:

  • 3 camere da letto
  • 2 bagni
  • Salotto
  • Cucina
  • Terrazza

Mentre, il locale destinato ad uso commerciale avrà una superficie di 120 m2.

Per la costruzione delle case si utilizzerà materiale di prima qualità, combinando la praticità con disegno di qualità. Inoltre, si trovano in una zona fantastica con vista spettacolare.

Rojales è un paradiso con 300 giorni di sole all’anno e una temperatura media annuale di 18º C, situato in un ambiente naturale unico. Si tratta di un villaggio mediterraneo tradizionale immerso nel cuore di una comunità internazionale in continua crescita che ha fatto di Rojales il secondo comune spagnolo con la più alta percentuale di residenti europei secondo l’Istituto Nazionale di Statistica (INE).

Rendimento dell’investimento

Il tasso di interesse per questo investimento è 8% annuale per 30 mesi – considerando un investimento di 4 mila euro 

8% corrisponde a 320 euro annuali – 26,66 euro mensili, che moltiplicati per 30 mesi corrispondono ad un ricavo totale di 800 euro

32 giorni rimanenti per investire – Tasso fisso

La località di Torrevieja, una delle città costiere con maggiore tradizione turistica della Comunità Valenciana e che si trova a soli 10 km da Rojales; mentre Alicante è a 55 km e Murcia a quasi 60 km.

Iscrivendosi sul sito Housers è possibile visionare tutti i documenti finanziari dell’investimento: dossier, catasto, permesso di costruire, informazioni scoring, conto economico, bilancio, ammortamento ecc.

Come diventare Houser

Housers è la prima piattaforma di risparmio e investimento che ha rivoluzionato le regole del gioco rendendo possibile la democratizzazione degli investimenti immobiliari. Oggi, grazie a Housers, migliaia di investitori sono in grado di ottenere il massimo rendimento dai loro risparmi, il tutto con facilità e possibilità di diversificare  come non avevano mai immaginato prima.

Housers Form di Registrazione

 

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Come fare testamento

Le leggi che riguardano i lasciti di immobili o altri beni sono diverse, e suscettibili di interpretazione, soprattutto quando si verificano dei casi particolari. Spesso si possono incontrare tante difficoltà, riguardo alla presenza di eredi o diritti di usufrutto, comproprietà e così via.

Alcune volte si parla di testamento e eredità in altri termini, ben diversi da come si pensa comunemente. Insieme ai beni accumulati e sudati durante la propria esistenza, spesso (non sempre) si lascia un testamento morale, un’eredità che va oltre i vincoli di sangue e i beni materiali, è il ciclo naturale della vita che si compie. Si possono consegnare ricordi eterni, si dice che si prova più gioia nel dare che nel ricevere, in ogni caso è mai possibile dare a qualcuno quello che non ci appartiene veramente o quello che non siamo.

Non è necessario essere in procinto di passar a miglior vita, per decidere di fare testamento, anzi è sempre la decisione più giusta, ma bisogna studiare con attenzione cosa prevede la legge in merito alle nostre intenzioni, molti, infatti pensano, sbagliando, che basta redigere un testamento per mettere le cose a posto. Nella maggior parte dei casi, però, proprio per la presenza di testamento si innescano le peggiori guerre in seno alla famiglia. In ogni caso, in assenza di un testamento, non viene rispettata la volontà del defunto, perché i suoi beni sono distribuiti agli eredi, e in assenza di questi ultimi addirittura allo Stato, in base a ciò che stabilisce la legge.

Quanti tipi di testamenti esistono? Il testamento olografo, il testamento segreto e il testamento pubblico.

  • Il testamento olografo è quello scritto su un foglio di carta di proprio pugni, con data e firma. Questo tipo di testamento può restare segreto e custodito dal testatore. Il vantaggio del testamento olografo è che non ha costi, lo svantaggio è che quando viene ritrovato potrebbe essere modificato o addirittura distrutto, da chi non ha interesse che venga eseguito. Il problema può essere risolto redigendo due copie del testamento, consegnandone una ad un notaio.
  • Il testamento segreto viene custodito dal notaio, senza che nessuno lo sappia; le modalità sono quelle del testamento olografo, solo che viene richiuso in una busta sigillata e dato in custodia ad un notaio, in presenza di due testimoni. ;
  • Il testamento pubblico è un vero e proprio atto notarile, redatto davanti ad un notaio con la presenza di due testimoni. Sicuramente il testamento pubblico offre più garanzie, perché redatto seguendo le procedure e le norme che la legge prevede in materia. In tutti i casi, un testamento può essere sempre revocato oppure annullato o modificato in qualsiasi momento dal testatore.

In ogni caso, prima di procedere alla redazione di un  testamento bisogna rispettare quattro punti fondamentali:

  • Stilare un testamento semplice e breve, per evitare dubbi e cattive interpretazioni;
  • Inserire in una lettera separata dal testamento, sempre i motivi delle proprie decisioni, argomentandoli con il proprio pensiero, raccomandazioni, una dichiarazione o confessione rivolti agli eredi;
  • Identificare con la massima precisione gli eredi (o Associazioni, Enti benefici ecc.), con tutti i dati possibili: nome e cognome, codice fiscale, indirizzo. In pratica, non vi devono essere dubbi sull’identità degli eredi, qualsiasi dato può servire (per evitare omonimia ecc.);
  • Nomina di un esecutore testamentario (che può essere un legale, un notaio o persona di fiducia), il quale provvederà ad eseguire materialmente le volontà contenute nel testamento, a liquidare le spese legali e fiscali, ad incassare eventuali crediti in sospeso, a gestire immobili o altri beni (azioni, polizze, investimenti ecc.)

Testamento ed Eredi: Come funziona?

Quello del testamento è un tema delicato, infatti, spesso non è sufficiente aver redatto un testamento per esprimere la propria volontà se ci sono altri eredi, al di fuori della persona designata a ricevere i beni. In realtà, quando si fa testamento, il testatore decide solo per una quota di tutto il patrimonio, che corrisponde a circa il 50% o anche meno. Nel caso in cui vi siano eredi legittimi, come il coniuge, altri figli o anche i genitori, questi ultimi sono legittimari del patrimonio, per cui a loro spetta la quota che eccede un quarto o la metà. In molti casi, infatti, il testamento viene impugnato dagli altri eredi e inizia una causa che può durare anche anni.

Nel caso in cui non vi siano figli, il patrimonio del defunto spetta al coniuge e una quota a fratelli, sorelle e genitori se ancora in vita. Il discorso cambia per le persone non sposate e senza figli; infatti, questo è l’unico caso in cui si può scegliere liberamente i propri eredi. 

 

Il Castello Scaligero di Sirmione

Storia, Arte e cultura da scoprire sul lago di Garda

Ogni anno milioni di turisti scelgono di visitare le città d’arte e godere delle bellezze che paesaggi e monumenti sparsi in tutta Italia possono offrire. Il lago di Garda, in particolare è circondato da palazzi e monumenti fra i più antichi e ricchi di storia di tutto il Nord Italia.
I musei, le ville e i castelli, fra cui il Castello Scaligero di Sirmione, in questa zona della penisola raccontano la vita sontuosa dei sovrani che vi hanno abitato e non solo; la cittadella monumentale Vittoriale degli italiani, ad esempio, segna il passaggio in questi luoghi di Gabriele D’Annunzio, il quale abitò a Gardone Riviera negli anni Trenta. Questo luogo è ricco di piazze, giardini e parchi che si perdono verso bellissimi corsi d’acqua.
Sirmione, oltre ad essere una splendida cittadina situata in provincia di Brescia, con poco più di 8 mila abitanti, rappresenta un sito archeologico di grande interesse.
La città di Sirmione sorge fra i golfi di Desenzano del Garda e Peschiera del Garda e si estende in una sottile lingua, che divide le acque. Il Castello Scaligero di Sirmione è una splendida opera costruita fra i secoli 1200 e 1300, si tratta di una fortezza, che in passato è servita per proteggere la città, perché unico accesso dalla parte meridionale. L’epoca in cui fu costruito il Castello Scaligero è quella dei Della Scala o Scaligeri, una dinastia di regnanti fra le più longeve, che visse e governò Verona dal 1262 al 1387. La particolarità e la rarità del Castello è che si tratta di una fortezza, che si trova su un lago, elemento poco tipico in tutta la penisola italiana.
Il Castello Scaligero è bagnato da tutti i suoi lati dal lago di Garda, e subito dopo la sua costruzione su un lato fu costruita la darsena, il posto nel quale la flotta di navi Scaligere trovava rifugio. Chi ha intenzione di visitare il Castello deve passare sul ponte levatoio, unico ingresso disponibile. Le tre torri del Castello Scaligero, come anche le mura sono costruite a coda di rondine, un particolare che contraddistingue tutte le costruzioni avvenute sotto la Dinastia Scaligera. La torre più alta misura 47 metri, al di sotto della quale vi sono celle all’epoca dove venivano richiusi i prigionieri.

 

 

Come visitare il castello

Per poter visitare il Castello Scaligero non è necessario prenotare, tranne che per le scolaresche. L’accesso avviene attraverso il caratteristico borgo, mentre in passato era possibile accedere anche dal centro abitato.
Visitare il Castello Scaligero di Sirmione significa immergersi nella storia, quella più antica ed autentica, attraverso porte con sistemi di chiusura efficienti ed adeguati ai tempi della sua costruzione. Attraverso tali valichi è possibile raggiungere il portico, da qui una scala porta ad un ponte levatoio. I camminamenti delle mura si possono raggiungere attraverso la scala e i suoi 146 gradini, attorno alla darsena vi sono torri che non hanno le stesse caratteristiche di quelle esterne, fatte a coda di rondine, ma con una merlatura chiamata a punta di lancia. Fra i tanti particolari, questa duplice tecnica nella merlatura denota il fatto che siano state costruite in tempi diversi, infatti, diversi sono anche le pietre e i mattoni utilizzati nelle due costruzioni. Dopo circa cento anni dalla sua realizzazione, il Castello Scaligero ha avuto dei miglioramenti con l’aggiunta di due cortili e una fortificazione indipendente, unita a quella principale per rafforzare la funzione di difesa della città. Non è un caso se il Castello Scaligero è una delle mete più ambite del turismo non solo locale, lo dimostra il fatto che gli amanti dell’arte trovano nella costruzione, tantissimi particolari e curiosità che svelano le tecniche di costruzione e allo stesso tempo raccontano una storia lontana anni luce. Fra le altre cose, è importante sottolineare che il Castello Scaligero di Sirmione è una delle opere più ben tenute ed amministrate, una costruzione completa sotto tutti i punti di vista. La struttura fu eretta verso la metà del tredicesimo secolo, molti esperti pensano che la costruzione sia avvenuta sui resti di una fortezza romana. Leonardino Della Scala, allora podestà di Verona fu ad ordinare la sua realizzazione. Chiamato anche Mastino I della Scala, Leonardino pensò di realizzare il Castello Scaligero sul lago, per controllare le attività portuali e per meglio difendere la città di Sirmione, la quale a quei tempi era esposta ad eventuali aggressioni, considerando la sua posizione fra Brescia e Verona, al confine.

 

 Il Castello Scaligero ha una forma quadrata, delimitata dalle mura

La storia ci racconta che il Castello Scaligero di Sirmione restò postazione per la difesa della città fino al Quattordicesimo secolo, infatti i quel periodo la fortezza di Peschiera del Garda subì degli ammodernamenti, prendendo il posto del Castello. Nel 1405 la città di Sirmione era già passata sotto il controllo della Repubblica di Venezia, quando furono realizzati dei lavori di rafforzamento all’intera struttura.
I visitatori del Castello Scaligero possono accedere ai camminamenti attraverso scale di legno; alcuni restauri sono stati realizzati anche negli ultimi tempi, per permettere ai numerosi turisti di arrivare in qualsiasi punto del Castello. Si pensa che anche la darsena, un tempo fosse stata realizzata in legno e che solo in seguito abbia subito restauri e miglioramenti. Gli amanti dei Castelli, della cultura e dell’arte possono arrivare fino alla punta più alta del castello.
Il Castello Scaligero ha una forma quadrata, delimitata dalle mura, oltre alle tante modifiche che ha subito durante i secoli, la costruzione è stata utilizzata all’epoca di Napoleone e successivamente anche sotto la dominazione austriaca, come deposito per le armi e alloggio per i soldati. Il Castello Scaligero è stato anche ufficio postale, ufficio comunale, addirittura ha avuto per un periodo la funzione di piccolo carcere e alloggio degli ufficiali dei carabinieri. Dal punto di vista architettonico, ciò che salta all’occhio sono le torri, che sono aperte verso l’interno. Altra curiosità che riguarda il castello è che il bacino interno, nel corso dei secoli fu interrato dai detriti e solo nell’Ottocento diventò calpestabile. Nel 1919 iniziarono i lavori di restauro, che portarono il bacino ad accogliere nuovamente l’acqua del lago al suo interno. Il Polo Museale regionale della Lombardia, in seguito al restauro di cui fu promotore, aprì ufficialmente al pubblico nel 2018.

Fortezza lacustre, una delle poche in Italia 
La splendida rocca di Sirmione è una delle prime cose da vedere quando si giunge in questo luogo, si presenta subito con la sua posizione strategica e in uno stato di conservazione eccellente. Il visitatore potrà ammirare la fortezza soprattutto all’imbrunire, quando meravigliose luci colorate la illuminano, riflettendo con delicatezza sulle acque in un continuo gioco di colori. E’ davvero raro trovare fortezze a uso portuale, la visita inizia con il cortile interno, proseguendo con la darsena, le scale che conducono alle torri e ai camminamenti laterali. Nella parte interna del portico il visitatore troverà una mostra con tutte le informazioni riguardanti la storia della rocca e un lapidario romano e medievale allestito per i turisti. Oggi, nel Castello, un tempo fortezza lacustre, si svolgono bellissimi spettacoli estivi e i biglietti per le visite comprendono anche le grotte di Catullo, un altro sito di grande interesse artistico e culturale. Ogni anno nei pressi del lago di Garda e della città di Sirmione si svolgono numerosi eventi, come il Festival Colpi di Colore che porta la musica con concerti e spettacoli suggestivi, fiere e cinema, presso il Museo d’arte Sorlini.

 

I matrimoni sono in crisi: Che cosa fare in caso di divorzio? Scatoloni per il trasloco (Una vita da single)

Meglio single o sposati? Lo dicono le statistiche, meglio acquistare qualche scatolone 

Sempre più difficile trovare l’anima gemella; quando ciò avviene, non è sempre tutto rose e fiori. Un vecchio proverbio recita che dopo i confetti arrivano i difetti, sarà vero? In Italia, con i tempi moderni sono cambiate molte cose, forse anche i sentimenti hanno risentito di certi mutamenti. Gli esperti dicono che nascono pochi bambini, i single sono in aumento e fra non molto ci saranno più anziani che giovani.
Secondo qualche statistica, sembrerebbe che negli ultimi dieci anni i matrimoni siano calati di oltre il 17%. Bisogna, però considerare le convivenze, però la ricerca evidenzia anche un forte aumento dei divorzi. Tutte le statistiche hanno dei limiti, prima di tutto perché considerano campioni, poi se si guardano solo i matrimoni celebrati in comune, si escludono le unioni di fatto e appunto le convivenze, per cui il dato diventa incompleto.  Gli Uomini e le donne fra i 25 e i 34 anni che non sono sposati rappresentano l’81% il 65% in base agli studi.

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La statistica delle unioni civili indica che siano state oltre sei mila in due anni. Meno nascite e meno matrimoni, questo è sicuramente un dato reale. L’età media della popolazione si allunga anche grazie a maggiori mezzi economici a disposizione e cure mediche più mirate, infine molte persone ricorrono alla prevenzione.

Negli anni passati ci si sposava di più e anche prima:  24 e 25 anni era l’età media, sia per le donne sia per gli uomini; spesso l’età delle donne era anche intorno ai 20 anni.

Fra le tante distrazioni dei tempi moderni, gli uomini e le donne amano sentirsi realizzati e indipendenti, riscoprono la libertà o l’illusione della libertà. Quando si decide di sposarsi lo si fa perché si crede in quell’unione, ciò che accade dopo varia da caso a caso. Prima del matrimonio vi è indubbiamente una paura generalizzata delle responsabilità, di un eventuale fallimento, il quale nella maggior parte dei casi porterebbe di solito l’uomo a pagare gli alimenti, dormire in macchina e vedere i figli solo nei fine settimana; in effetti, non è la migliore prospettiva possibile. Di recente ci sono stati dei cambiamenti nelle leggi italiane, che attualmente sembrano velocizzare le procedure per il divorzio e restituire qualche diritto in più a chi prima era solo tolto.

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Le cause principali per le quali molti decidono, di convivere o di restare single sono diverse, in primo luogo l’instabilità economica e la mancanza di entrate fisse.

Ma quando si decide di divorziare bisognerà preparare gli scatoloni per il trasloco: Impacchettiamo la nostra vita

È stata una bella esperienza il matrimonio, almeno fino ad un certo punto, poi qualcuno, uno dei due ha mollato oppure tutti e due. Ora, bisogna organizzare il trasloco e togliere le tende, e ciò non è mai una cosa semplice. Si vedono persone che ad un certo punto vagano fra negozi, parenti e amici per chiedere scatole di varia grandezza per impacchettare le proprie cose e la propria vita appena passata.

Bene! Le soluzioni sono molto più semplici di quanto potremmo immaginare; basta fare un giro sul web e si aprirà un mondo! Scatole per tutte le esigenze, maneggevoli e pratiche da usare, con diversi tipi di chiusure, leggere e resistenti secondo l’utilizzo.

Quanti tipi di scatoloni esistono per il trasloco?

Per traslochi leggeri, vi sono scatole più sottili, mentre altre scatole possono avere pareti più resistenti, proprio per trasportare oggetti più pesanti. Di solito, alcuni scatoloni hanno l’apertura dall’alto per dare la possibilità di sistemare meglio le cose. Vi sono scatole smontabili, quindi componibili a proprio piacimento. Altre caratteristiche hanno invece gli scatoloni per il trasporto di oggetti fragili, come per esempio piatti e bicchieri (se questi non sono stati rotti durante i litigi matrimoniali); in questo caso il cartone di cui sono composte le scatole ha degli alveari, che servono, per tenere separati i bicchieri o i piatti. Gli scatoloni possono avere nastro adesivo, per una maggiore sicurezza nel trasporto, specie se si è deciso di trasferirsi in un’altra città e cambiare totalmente aria.

Scatole: gli accessori

Un mondo si è chiuso con il divorzio? Ok però un altro si è aperto con le scatole, quando abbiamo scoperto che sul web ci sono talmente tanti tipi di piccoli e grandi imballaggi, accessori, come i materiali per proteggere e separare gli oggetti, per riempire gli scatoloni, che quasi quasi ci abbiamo preso gusto! Per ogni necessità c’è la soluzione più adatta, ed è quella più semplice e a portata di mano: bustine e sacchetti, etichette sulle quali scrivere il contenuto delle scatole. In questo modo, nella nuova casa e nella nuova vita non ci si confonderà e si risparmierà tempo avendo già chiaro il contenuto di ogni scatola. Abbiamo scoperto che possiamo acquistare fibbie e divisori, taglierini, reggitrici; ci siamo divertiti a tagliare, catalogare e ad applicare le scritte FRAGILE  – MANEGGIARE CON CURA.

Chi l’ ha detto che il mondo è uno solo? Perché non scoprirne altri e aprirsi anche ad altri modi di vivere la propria vita, che sarà anche una ma a volte sembra finire e poi ne ricomincia semplicemente una nuova!

Proprio come succede con le scatole appena chiuse e impacchettate bene, appena arrivati, bisognerà romperle (aprirle)!

(O meglio l’amore senza vincoli? L’amore e basta?)

 

Nuove tendenze Marketing

Il cliente, oggi sempre più on line, cerca emozioni attraverso gli acquisti; infatti quando decide di approcciarsi  ad un prodotto o ad un servizio, quest’ultimo deve creare emozioni positive.

Da quanto detto, deriva che il brand non deve essere una macchina per far soldi, ma deve creare esperienze, attraverso l’unicità, l’originalità dei contenuti e dei servizi offerti. Elemento imprescindibile per un’azienda è la conoscenza del target a cui si riferisce.

Il marketing è uno dei  settori che ha subito più mutamenti, grazie anche al progresso dei sistemi tecnologici e soprattutto con la diffusione del web in ogni angolo del mondo. I cambiamenti sono avvenuti perché l’utente non si accontenta più dello spot, che gli propina la radio o la tv; ora il consumatore vuole conoscere, vuole informarsi e toccare con mano ciò che sta acquistando. Questi sono i  motivi per i quali un brand deve sempre trovarsi al passo con i tempi e continuare a conformarsi al cambiamento in atto.
I cambiamenti sono repentini ed istantanei, basti pensare alle chat sia sui siti web sia sui social. Le nuove tendenze in fatto di marketing in quest’anno riguardano sicuramente i contenuti, i quali sono costruiti dopo un’attenta analisi del target di riferimento. La principale domanda, infatti, che prescinde da qualsiasi strategia o tendenza è a chi ci si riferisce, a quale mercato, a quali bisogni, insomma al target di riferimento per quel prodotto o servizio. Ne deriva che i contenuti dovranno essere il più possibile creati su misura per l’utente. La conseguenza è che lo strumento più adatto a fare ciò è  l’e-mail marketing, vale a dire l’invio di e-mail personalizzate.

Instagram, social numero Uno nei prossimi anni

Instagram, il social delle foto, delle immagini e dei video racconta le storie; infatti la forza delle immagini qui vale oro. Ecco il motivo per il quali questo social continuerà a diffondersi sostituendosi addirittura agli e-commerce. Ultimamente Instagram ha aggiornato e introdotto molti servizi, fra cui funzionalità che aiutano le aziende a vendere on line, e che assistono coloro che invece fanno shopping on line.

Abitudini nuove mai passate

Il rapporto con il cliente è un elemento che non va mai perso, nonostante l’avvento delle numerose tecnologie, social e così via.  Con l’ausilio di chatbot, i cliente può contare su  un’assistenza h24,  viene fidelizzato, in modo da aumentare i contatti e quindi i profitti.  La conversazione fra azienda e cliente finale è alla base del marketing. E’ un modo per instaurare un rapporto di fiducia reciproca.

Il ruolo della Seo

L’utente, oggi sul web cerca emozioni, l’acquisto di un prodotto o un servizio devono diventare un’esperienza unica, attraverso un contenuto di qualità, un’informazione adeguata, in modo da renderlo partecipe di tutte le sue scelte. In questo contesto, resta invariato il ruolo della Seo, la cui applicabilità, però diventa sempre più difficile. Infatti, Google modifica continuamente gli algoritmi e punta sulla qualità, sulla reputazione e l’autorevolezza di un brand. Infine, sempre più utenti scelgono la ricerca vocale, perché più veloce e immediata, altro cambiamento. Inoltre un’azienda oltre al Know how, all’affidabilità deve offrire una serie di elementi coma la sicurezza, la tutela della privacy e la qualità che prescindono da qualsiasi esperienza altra cosa.

 

Verso gli Stati Uniti d’Europa: considerazioni e speranze di un corrispondente del New York Herald Tribune Syndicate nel 1962

Dobbiamo costruire una specie di Stati Uniti di Europa – Winston Churchill

L’Italia è la terza economia in Europa, settima nel mondo, seconda nel manifatturiero; negli ultimi anni l’export è cresciuto da 31 a 89 miliardi di euro. A fronte di questa realtà, ve ne è un’altra più dura: il nostro paese è penultimo per debito pubblico e per gli interessi che paga su di esso (dopo di noi solo la Grecia). Tale quadro indica solo una cosa, ovvero che tutti gli sforzi degli italiani, la loro bravura, le eccellenze e l’ineguagliabile Made in Italy vengono divorati da numeri come quelli dello spread, dei tassi di interessi e del debito pubblico che continua a salire.

Qual è la risposta a tutto questo?

È l’unica e la sola possibile: la politica. Purtroppo la nostra vita dipende da come e da chi siamo governati, da quali leggi si applicano, in che modo si gestisce la sanità, l’istruzione, il lavoro e così via. Nessuno può affermare di essere estraneo alla politica o di non interessarsi a chi ci governa. Non dimentichiamo che in Italia sono presenti risparmi e patrimoni personali di grande valore.

Selezione dal Reader’s Digest è stata una rivista fondata nel 1948, come versione italiana di quella americana Reader’s Digest. Nel primi anni la rivista italiana si limitava a tradurre articoli apparsi sul giornale statunitense, in seguito, a partire dagli anni Settanta gli articoli prodotti in Italia aumentarono notevolmente, spostando l’attenzione su una diversa area geopolitica.

Ho trovato un interessante articolo, vecchi solo di 57 anni; sulla copertina il prezzo è di 150 lire, mentre la grafica è affidata ad un acquerello di Birney Lettick.

La rivista più letta al mondo: oltre 20 milioni di copie comprate mensilmente in 13 lingue.

L’articolo in questione, scritto da un giornalista corrispondente da Washington offre un punto di vista da una prospettiva di più ampio respiro e considerando il valore e la centralità della Gran Bretagna. All’interno dello steso articolo vi è un’attenta disamina della posizione dell’Italia di Libero Lenti, Ordinario di Ecomonia Politica nell’Università di Pavia

Cosa pensavano giornalisti e opinionisti nel 1962 dell’Europa?

Ecco l’articolo apparso sul numero di febbraio 1962 della rivista Selezione dal Reader’s Digest di Roscoe Drummond – Corrispondente da Washington del New York Tribune Syndicate

Passo passo, le nazioni dell’Europa Occidentale stanno creando una forza che i comunisti non possono fermare: il formidabile potere dell’unità economica

Mentre il quadro del prossimo avvenire non è ancora perfettamente a fuoco l’Occidente sta per condurre in porto una vasta e galvanizzante iniziativa capace di mutare il volto stesso della guerra fredda. Non alludo a una nuova alleanza militare destinata a vincere la guerra. Alludo a una nuova alleanza economica e politica capace di vincere la pace.

Oso predire che entro questo decennio assisteremo alla nascita degli Stati Uniti d’Europa come una comunità coerente e funzionante, il cui reddito nazionale lordo sarà probabilmente superiore a quello degli Stati Uniti.

Insieme con gli Stati Uniti la nuova alleanza dimostrerà tanto chiaramente il vigore dell’iniziativa privata, del libero mercato, dell’economia a favore del consumatore che il comunismo apparirà a un numero sempre maggiore di persone una cosa superata.

E’ questo un pio desiderio? Non credo. C’è una solida realtà di fatto a confortare questo giudizio. Ci siamo fissati talmente sulle crisi create dai comunisti – dal Vietnam a Berlino – che non abbiamo seguito l’andamento positivo degli avvenimenti svoltisi sotto i nostri occhi. Il fatto è che il fiorente Mercato Comune Europeo porta sempre più vicina l’unificazione politica d’Europa. Questa zona di scambi internazionali – che abbraccia l’Italia, la Francia, la Germania Occidentale, l’Olanda, il Belgio e il Lussemburgo in un’unione economica con 170 milioni di consumatori – si è dimostrata un successo economico che ha superato tutte le speranze dei suoi fondatori. L’autunno scorso il governo inglese, con una decisione rivoluzionaria, ha chiesto d’unirsi ai sei Paesi del MEC, benché ciò obblighi l’Inghilterra a modificare i suoi vincoli con il Commonwealth, ad abbandonare il suo storico isolamento dal continente, e a menomare parte della sua sovranità. La Norvegia, la Danimarca e l’Irlanda, ne seguiranno quasi certamente l’esempio. Nascerà così una Federazione Economica Europea di dieci nazioni con 250 milioni d’abitanti i cui prodotti industriali e agricoli e la cui mano d’opera potranno presto circolare liberamente tra un Paese e l’altro, proprio come negli Stati Uniti possono circolare liberamente tra uno Stato e l’altro.

Questi fatti possono cambiare volto alla guerra fredda. Con la partecipazione inglese il MEC può condividere con gli Stati Uniti la leadership del Mondo libero. Una tale associazione può costituire un concentramento di forze politiche ed economiche che i comunisti non possono eguagliare in questo secolo…e forse mai.

Sia gl’Inglesi sia gli uomini del Cremlino sanno bene che si sta per giungere a una svolta memorabile. Il Primo Ministro Harold MacMilan lo disse implicitamente quando lo scorso luglio dette l’annunzio alla Camera dei Comuni. Alla vigilia dei necessari negoziati, non volle suscitare inutili controversie o premature speranze. Ma Desmond Donnelly, uno dei maggiori intellettuali del Partito Laburista, non esitò a esprimere con queste parole il più vasto significato dell’avvenimento: <<La dichiarazione del Primo Ministro indica chiaramente che la frontiera dell’Inghilterra non è a Dover, ma alla Porta di Brandeburgo>>.

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Anche Kruscev lo sapeva. Immediatamente egli bollò la decisione presa dall’Inghilterra come una <<capitolazione>> alle avide forze economiche della <<city>>, sperando in tal modo di dividere l’opinione pubblica inglese e di suscitare in Parlamento un’opposizione sufficiente a far annullare la decisione del governo.

Il capo sovietico si rende conto che quanto un Mercato Comune di dieci nazioni potrà fare nell’interesse reciproco, sarà una remora  molto maggiore alle mire sovietiche di qualsiasi cosa che queste o altre nazioni potrebbero fare contro l’Unione Sovietica. Ecco perché il Mercato Comune è un’arma così potente nella guerra fredda. Non è un’alleanza militare e quindi non può essere combattuto con efficacia: proprio come il Piano Marshall non poté essere combattuto efficacemente dai Sovietici. Kruscev ne è infuriato e allarmato perché vede il Mercato Comune fare passi da gigante, mentre egli non può far nulla per opporvisi.

Quali sono i risultati positivi conseguiti dal MEC da quando, nel 1958, le sei nazioni lo istituirono?

In questi quattro brevi anni, tutti i Paesi che ne fanno parte hanno raggiunto un sostenuto ritmo di sviluppo economico come non si era mai sperimentato nella storia d’Europa. Lavoratori e imprenditori, industria e maestranze, consumatori e produttori partecipano a una ripresa economica e a una prosperità più rapida e più continua che in qualsiasi altra parte del mondo.

Nel 1960 il reddito nazionale lordo della Comunità Europea è salito del sette per cento rispetto al 1959, in termini reali, e del cinque per cento nel 1961. La produzione industriale è aumentata del 12 per cento nel 1960 e del 25 per cento in tre anni.

Grazie a questo dinamico sviluppo, il MEC ha potuto ridurre molto più rapidamente di quanto era stato stabilito le tariffe doganali e le altre barriere commerciali nell’ambito delle sei nazioni. Alla fine del 1961 tutti i contingentamenti sugli scambi dei prodotti industriali tra i sei Paesi sono stati aboliti: otto anni prima del previsto. L’aver aperto le frontiere alla concorrenza ha apportato benefici molto maggiori di quanto i più ardenti sostenitori del piano credessero possibile. Da principio, i dirigenti industriali dell’Europa Occidentale erano per lo più ostili o scettici riguardo al MEC. Ma ora gli Europei dalla mentalità monopolistica hanno capovolto quasi del tutto il loro atteggiamento. Si accorgono che i vantaggi di produrre per un mercato competitivo di 170.000.000 di consumatori sono molto maggiori di quelli  di cui abbiano mai goduto negli anni prebellici. Lo dimostra il fatto che gl’imprenditori tendono sempre più a predisporre lo sviluppo produttivo e le reti di distribuzione sul piano d’un Mercato Comune in piena attuazione.

Negli ultimi cinque anni l’Inghilterra che deve vendere all’estero per poter comprare all’estero, ha visto la sua quota delle esportazioni mondiali scendere del quattro per cento mentre la quota dei Paesi del MEC saliva del 20 per cento. Ecco perché il governo inglese ha ora preso la penosa ma memorabile decisione di entrare a far parte del MEC.

Winston Churchill, nel suo famoso discorso pronunciato a Zurigo nel settembre 1946, quando soltanto pochissimi riuscivano a vedere oltre le rovine e l’impoverimento della guerra, disse:

<<Su vasti territori, una moltitudine tremante di creature umane tormentate, affamate, sgomente e logorate dalle sofferenze, guardano a bocca aperta le loro città e le loro case in rovina, e scrutano il fosco orizzonte temendo di scorgervi l’avvicinarsi d’un nuovo pericolo. Tra i vincitori c’è una babele di voci discordi, tra i vinti l’ostile silenzio della disperazione. Eppure ci sarebbe un rimedio che trasformerebbe come per miracolo tutta la scena. Si tratta di ricreare la famiglia europea, o quanto di essa potremo ricreare, e di darle una struttura che le permetta di vivere in pace, nella sicurezza e nella libertà. Dobbiamo costruire una specie di Stati Uniti di Europa.>>

E’ quello che ora si sta facendo. Anche oggi c’è un punto in cui la crescente Comunità Europea può svolgere immediatamente un’azione decisiva per mettere un fermo alle ambizioni sovietiche. Il punto è la Germania. La mira di Kruscev non è soltanto di neutralizzare Berlino. La sua mira più vasta è di staccare tutta la Germania dall’Occidente e di ridurre all’impotenza la NATO. Annettendo Berlino Est alla Germania Orientale e annettendo la Germania Orientale al suo impero satellite, il Cremlino ha precluso tutte le speranze di unificazione tedesca. Kruscev adesso può dire a Bonn: <<Avete riposto male la vostra fiducia negli alleati occidentali: non possono darvi una nazione unita. Soltanto noi possiamo darvi una Germania unita.>>

Un’Europa Occidentale economicamente e politicamente disunita farebbe venire senza dubbio a molti Tedeschi la tentazione di abboccare all’amo sovietico, con conseguenze gravissime per l’intera posizione dell’Occidente. Un’Europa Occidentale economicamente e politicamente unita, come sta ora diventando, farebbe apparire l’offerta di Kruscev una cosa squallida e senza attrattiva.

Ma c’è dell’altro da fare. La domanda pressante è: e poi?

Gli Stati Uniti non mancheranno certo di fare la loro parte per favorire l’enorme impulso della crescente Comunità Europea. Si servono già della nuova organizzazione economica atlantica, l’Organizzazione per lo Sviluppo e la Cooperazione economica, di cui ora fanno parte unitamente al Canadà e alle nazioni europee. Questo dimostra che sono consapevoli dell’interdipendenza tra Europa e Nord America.

Quel che adesso occorre è che gli Stati Uniti facciano ogni sforzo perché la Comunità Europea-Britannica diventi una Comunità Atlantica. (Brexit!!!!!!!)

E’ ora che si preparino a fare questo passo.

Il padre dell’odierna Europa unita, Jean Monnet, ora presidente del comitato d’Azione per gli Stati Uniti d’Europa, ha detto in proposito: <<Come nei primi tempi gli Stati Uniti giudicarono necessario unirsi, nello stesso modo in cui l?Europa si va oggi unendo, così l’Occidente deve andare verso un concerto atlantico di nazioni. Ciò non è fine a se stesso. E’ un incamminarsi sulla via di quel mondo più ordinato che dobbiamo creare per salvarci dalla distruzione.>>

Nella sua fase attuale di sviluppo, la Comunità Europea-Britannica potrà arrestare il corso sfavorevole della guerra fredda. Una Comunità Atlantica che abbracci l’Europa, gli Stati Uniti e il Canadà potrà invertire quel corso sfavorevole, creando un predominio compatto e permanente, una forza dinamica che per altre nazioni sarebbe irresistibile.

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