Sistema di allerta Covid-19 allo Spallanzani di Roma

All’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani, vi è una struttura protetta con stanze di alto isolamento, misure che in passato sono servite per altre malattie infettive, fra cui l’Ebola. Le stanze di isolamento sono fatte in muratura e vetri, non è possibile avere nessun contatto con l’esterno. Il personale sanitario indossa equipaggiamento altamente protettivo, tute, mascherine, occhiali.

Fin dal primo D.P.C.M con cui venivano prese misure di contenimento del contagio da Covid-19 per tutto il paese, abbiamo visto come le diverse regioni hanno recepito e a volte anche interpretato tali misure, talora inasprendole a seconda delle circostanze. In questi giorni si sta parlando della fase 2, di quella fase che dovrebbe traghettarci verso una pseudo-normalità, con l’apertura di alcune attività, seguendo piani di sicurezza ben definiti, per evitare una seconda ondata di contagi. Alcune regioni rispetto ad altre sono riuscite a contenere il contagio grazie alle restrizioni imposte dai Governatori, ma anche con le risposte che la Sanità locale ha saputo dare. L’Ospedale Spallanzani di Roma ha accolto e curato la coppia di cinesi affetta da Coronavirus, il primo caso in assoluto in Italia. Nella Regione Lazio è attivo un sistema che collega 118, ospedali, terapie intensive e pronti soccorso attraverso un network di controllo per le malattie infettive, il sistema Advice e lo Spoke and Hub. Tale sistema è utilizzato per le emergenze quali ictus e infarto, ma anche malattie infettive.  Ad esempio,vi è una stroke Unit, che lancia un Alert e individua il reparto più vicino e più adatto al paziente da trattare. Il sistema adottato dallo Spallanzani è stato utilizzato per il morbillo e altre emergenza come l’Epatite A. Quando arriva un paziente subito si attiva una connessione fra pronto soccorso e 118, le terapie intensive regionali e attraverso lo spoke and hub il medico potrà consultare con tempestività lastre ed esami diagnostici, tac e potrà parlare addirittura anche con il paziente. Questo sistema permette di tenere sotto controllo eventuali focolai di contagio, e in condizione di bassi casi di positivi funzionare al meglio delle sue potenzialità.

Non bisogna dimenticare che proprio allo Spallanzani è stato isolato in meno di 48 ore il Genoma Covid-19. In tale occasione il Ministro Roberto Speranza dichiarò: Significa molte opportunità di poterlo studiare e capire e di verificare meglio cosa si può fare per bloccarne la diffusione. Si è trattato, in effetti di un passo importante che ha aperto nuove porte per lo sviluppo di soluzioni terapeutiche. Anche il Governatore della Regione Lazio, Nicola Zingaretti applaudì il direttore del laboratorio di Virologia dello Spallanzani, la ricercatrice che per l’occasione affermò  che il risultato raggiunto è un successo di tutta la squadra ed è una ulteriore testimonianza dell’eccellenza scientifica dello Spallanzani, istituto dove la ricerca non è mai fine a se stessa, ma ha come obiettivo ultimo e concreto il miglioramento delle cure per i pazienti. 

La più giovane virologa del Team che ha isolato il Covid-19 è Francesca Colavita, 31 anni e precaria con un contratto a tempo determinato, lavora allo Spallanzani da sei anni. Dopo l’isolamento del genoma Covid-19 è arrivata la promessa dell’Assessore alla Sanità del Lazio, Alessio D’Amato di un contratto stabile e una foto con il Ministro Roberto Speranza.

Cambiamenti nei consumi al tempo di Covid-19

In poche settimane sono cambiate le abitudini di milioni di italiani, nel frattempo si preannuncia una crisi economica, che già sta facendo vedere i suoi effetti. Il fattore tempo è fondamentale, per cui il Governo oltre ai provvedimenti varati dovrà nei prossimi giorni decidere le aperture delle attività e le modalità con cui si ritornerà alla normalità. Di pari passo con la crisi che è in atto , alcuni settori dell’economia sono cresciuti enormemente, sono quelli che riguardano gli e-commerce e gli acquisti on line. I prodotti che più si acquistano sono quelli alimentari, ma anche tecnologici e gli integratori. Il tempo libero è diventato più ampio, tanto da spingere milioni di consumatori a fare abbonamenti a pay-tv, ad acquistare corsi on line e a leggere di più, sia in cartaceo, sia e-book, libri digitali. Tante altre soluzioni si possono trovare sul Web e Lavoro: idee in rete

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La prima fase Covid-19 Economia 

Con la chiusura di molte attività, paradossalmente si sono create nuove opportunità di lavoro, basti pensare al personale sanitario che è stato assunto senza alcun concorso. Basti pensare alla riqualificazione e costruzione di ospedali, per ospitare malati di Covid-19 che hanno prodotto nell’immediato nuovi posti di lavoro. Molte imprese hanno adottato fin da subito lo Smart Working, principalmente la pubblica amministrazione. Un ulteriore crescita si è registrata nelle società di Software di Smart working. Si spera che alla ricerca scientifica e ai ricercatori siano destinati più fondi, in modo da non costringere nessuno ad andare all’estero.  

#iorestoacasa

I rischi a lungo termine dello stare a casa sono molteplici, a parte quello psicologico, che si può tenere sotto controllo facendo attività fisica e meditazione, vi è il cibo e la sedentarietà che possono far insorgere altri tipi di patologie, come spiega questo articolo Coronavirus: sedentarietà e salute; esperto, non mollate

La seconda fase, la riapertura

La fase 2: Per molte imprese del settore produttivo, come si è già detto è di vitale importanza il tempo, per ritornare ad essere operativi quanto prima. Per poterlo fare il Governo dovrà decidere un piano di sicurezza sul lavoro che riguarda le norme da seguire per il contagio da Covid-19. L’OMS si è già espressa in tal senso nei mesi scorsi – In questo articolo sono contenute le misure da adottare sul posto di lavoro in base alle indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità Covid-19: Un mese fa l’OMS avvertiva i paesi di tutto il mondo sul rischio di un contagio globale

La ripresa o seconda fase, in realtà si snoda attraverso differenti fasi. Le aperture nel settore produttivo e industriale dovranno essere funzionali, perché molte realtà industriali sono legate l’una all’altra. Si consolideranno e cresceranno (facilmente prevedibile) i lavori digitali.

Le precauzioni non dovranno mai essere sottovalutate; il Sistema Sanitario Nazionale provvederà a rilasciare un certificato medico, con il quale si potrà ritornare alle proprie attività. Le modalità non si conoscono ancora, come non si sa ancora se una persona guarita ha anticorpi che la proteggeranno per un tempo lungo. Ciò che è certo è che con il Covid-19 bisognerà conviverci e rimodulare la nostra vita e le nostre abitudini. Una delle novità è una App, che consentirà a chiunque di relazionarsi con il medico e con il SSN, anche al fine di prenotare un tampone o ottenere il certificato: Covid-19: in arrivo CO4, la App che interagisce con il paziente

 

Coronavirus, ecco il software che aiuta la diagnosi per l’ affezione da covid-19 attraverso i Raggi-X

La piattaforma elaborata da Nexim Italia è nata per supportare le istituzioni sanitarie schierate in prima linea nell’emergenza sanitaria.

Mentre si cerca di rallentare la curva dei contagi da coronavirus , molte aziende sono pronte a scendere in campo per fornire competenze e software capaci di mappare l’andamento del Covid-19 in modo da consentire la messa a punto di strategie di contenimento sempre più efficaci. Tra queste, c’è anche Nexim Italia, la start-up di Telecomunicazioni guidata dal sassarese Simone Dore, «gioiellino» delle telecomunicazioni nazionali, specializzati nella progettazione, sviluppo e fornitura di sistemi di connettività, Data Center e Cyber-Security. Al suo interno vi è anche una divisione che si occupa di intelligenza artificiale e sistemi di calcolo.

Come funziona la piattaforma
La piattaforma ideata da Simone Dore si chiama Armadillo Scan “AS” ed è nata per supportare le istituzioni coinvolte nell’emergenza sanitaria. AS è infatti in grado di raccogliere, elaborare e aggregare le immagini provenienti da dispositivi di radiografia: la piattaforma permette quindi di individuare i potenziali focolai d’infezione da Covid-19 e consente di contenere e tracciare e monitorare i parametri di quelli già scoperti. L’elaborazione dei dati, messi volontariamente a disposizione dalle istituzioni mondiali degli utenti risultati positivi, garantisce una veloce tracciatura di una possibile affezione con una accuratezza del 90/92%. Attualmente la curva di precisione viene calcolata su un data-set di immagini di non altissima risoluzione, cosa che potrebbe aumentare se le immagini provenissero direttamente dalle macchine radiografiche senza ulteriori manipolazioni.

Il software è stato brevettato e reso disponibile gratuitamente per le analisi della comunità scientifica, lo staff di ricerca e sviluppo di AS è disponibile per interagire con il settore medico per aumentarne l’ affidabilità.  Attraverso algoritmi di intelligenza artificiale, reti neurali e un Data Center con altissime performance di affidabilità interno alla struttura Nexim, è possibile attraverso la propria potenza di calcolo elaborare un risultato di positività in meno di 5 secondi. Il software può essere un’ arma vincente in quei paesi dove le strutture sanitarie non hanno a disposizione laboratori di analisi o reagenti sufficenti al contrasto della pandemia.

Armadillo Scan: anche un algoritmo può contribuire a sconfiggere il virus
È proprio per identificare la presenza di uno o più individui nello stesso arco di tempo e spazio che Simone ha utilizzato la definizione di “golpe” (colpito in spagnolo). «Siamo in prima linea con l’intelligenza artificiale e la capacità di analizzare grandi quantità di dati multiformi per prevenire ulteriore contagio – spiega l’amministratore delegato di Nexim Italia Simone Dore -. La filiera che unisce tutti, da chi sta male a chi assiste in prima linea sul campo può rafforzarsi con il contributo di competenze nazionali maturate in tre anni di esperienza messe a disposizione a titolo gratuito». Anche un algoritmo, prosegue il ceo, «può contribuire a sconfiggere il virus anticipandolo, contenendolo, capendolo e permettendo a chi governa di prendere decisioni efficaci».   

L’app creata da Nexim Italia
Nexim si è mossa fin dall’inizio dell’emergenza e, prosegue Dore, «abbiamo lavorato ininterrottamente per poter schierare anche “armi digitali” contro un evento imprevedibile, a difesa di un bene primario: la vita di tutti». La loro “arma digitale” è appunto “Armadillo” e l’azienda ha creato anche un’applicazione che permette, sempre su base volontaria e anonima, di memorizzare in modo puntuale i propri movimenti tramite Gps, celle telefoniche e punti di accesso wi-fi. Questi dati saranno poi conservati in modalità cifrati sul telefono del soggetto: se poi l’utente risulterà positivo, potrà a quel punto autorizzare l’accesso a tali informazioni per consentire di analizzare esattamente il percorso che ha fatto mettendo in relazione tutti i dati collezionati nel tempo.

fonte: Comunicato Stampa Redazione Nexim

stampa@nexim.it

Coronavirus: Art You Ready? Visite virtuali

Emergenza Coronavirus: Fino a poco tempo fa la prima domenica del mese permetteva agli appassionati di visitare gratis i musei. In queste settimane è diventato quasi tutto virtuale: le chiacchierate con gli amici, il lavoro. Il Ministero dei Beni culturali ha deciso, per l’occasione di trasformare le prime domeniche del mese in Art You ready? una campagna del Mibact per restare vicino ai cittadini con l’arte. L’ingresso libero fisico non ci sarà ma attraverso il sito si potranno fare tante visite virtuali www.beniculturali.it/virtualtour

Sono tanti i percorsi digitali  del Gran virtual tour della bellezza del patrimonio italiano, molti dei quali realizzati grazie alla collaborazione pluriennale tra il Mibact e Google Arts & Culture,  all’interno della sezione Meraviglie d’Italia, disponibile su g.co/meraviglieditalia della piattaforma di Google.

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…dal sito Beni culturali

La cultura non si ferma è la nuova pagina del sito del MIBACT che consente di aggregare attraverso sei sezioni  – Musei, Libri, Cinema, Musica, Educazione e Teatro –  le molteplici iniziative virtuali organizzate dai luoghi della cultura statale, dal mondo dello Spettacolo, della Musica e dell’Audiovisivo.
Storici dell’arte, archeologi, archivisti, bibliotecari, restauratori, architetti, autori, scrittori, attori e musicisti rivelano inediti, classici, capolavori, curiosità, segreti e il dietro le quinte delle loro istituzioni.
Si tratta di una ricca offerta culturale fruibile da casa che permette agli italiani di rimanere in contatto con l’arte e la cultura anche in questa difficile circostanza.
Il Mibact, insieme a tutte le altre realtà culturali che vorranno partecipare, mette a disposizione questa pagina per rendere disponibili on line i diversi contributi.
I contenuti li stiamo raccogliendo qui giorno per giorno, grazie all’impegno dei luoghi della cultura statali e di tante istituzioni culturali nazionali che aderiscono. Naviga per trovare ciò che vuoi seguire e partecipa anche tu con gli hashtag #iorestoacasa e #ioleggoacasa e tagga i profili @mibact e di tutti i luoghi della cultura!
Gli appuntamenti  sono in continuo aggiornamento.
Tutti sono invitati a partecipare con gli hashtag #artyouready e #granvirtualtour con i più diversi contenuti, dai semplici ma efficaci screenshots catturati durante le visite virtuali alle tradizionali foto scattate in visite del passato e conservate in smartphone o vecchi album, per continuare sul filone della domenica precedente in una vera e propria “seconda edizione” di Art you ready tanto richiesta sui social.
Per non perdere quindi la consuetudine con l’appuntamento della prima domenica del mese al museo, nell’ambito della campagna nazionale #iorestoacasa, il ministero offre così agli italiani la possibilità di ammirare dalle proprie case le sale di alcuni tra più importanti luoghi della cultura statali, i capolavori negli allestimenti museali, gli ambienti di diversi teatri dell’opera – autentici monumenti della musica – percorrendo i foyer e attraversando le platee e i palchi e di godere poi della ricchezza del patrimonio conservato negli archivi e nelle biblioteche monumentali.

 

Ecco alcuni dei nostri scatti virtuali

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Villa D’Este – Tivoli

 

 

 

Italia: Il paese più bello del mondo

Life Style Slow dalla Fan Page di Facebook ha lanciato l’iniziativa “Il Paese più bello del Mondo”: è un invito a raccontare la propria città attraverso gli angoli nascosti e le bellezze da scoprire. L’iniziativa ha l’intento di realizzare un viaggio virtuale attraverso tutta la Penisola nel giorni del Covid-19, nel tempo dilatato e rallentato dall’emergenza, per riscoprire quanto di bello c’è nel nostro Paese. 

Il testo sulla fan page LifeStyleSlow – Raccontiamo l’Italia!!

PARTECIPA a “Il Paese più bello del Mondo”
☀️Racconta la Tua città, i suoi angoli, la bellezza, le piazze ai tempi del COVID-19 – Invia un testo di minimo 250 parole con almeno due immagini descrivendo un evento, un momento o semplicemente le strade e i monumenti della tua città
I Testi saranno pubblicati su 🎯Lifestyleslow🎯 con citazione dell’Autore – RACCONTIAMO L’ITALIA!
📌📌Invio a: dresser7@hotmail.it
#andràtuttobene #iorestoacasa #Covid19 #Italia#ilpaesepiùbellodelmondo #città  #Torino #Napoli #Roma#Genova #raccontiamolitalia #monumenti #piazzeitaliane

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Coronauti: Maestri di strada social e sociali

Coronauti oggi, Maestri di strada ieri. Nelle periferie di Napoli esiste una realtà diversa da quella di altre parti del paese. Secondo l’immaginario comune e le numerose frasi, domande, risposte che corrono in questi giorni sui social e in alcune trasmissioni televisive è ancora palpabile (nonostante tutto ciò che sta accadendo) il rimarcare a tutti i costi quel divario, quelle differenze fra Nord e Sud, senza considerare che anche il Settentrione d’Italia ha le sue periferie con difficoltà analoghe (a volte peggiori) di quelle del Sud. Meglio sorvolare e passare oltre, raccontando una bella storia, quella di 45 operatori fra cui psicologi, genitori e educatori che andranno ad aiutare giovani nella periferia Est di Napoli, dove non sempre si hanno strumenti digitali (anzi nessun tipo di strumento), e se si ha un pc non si ha una connessione, per cui  si rischia di essere tagliati fuori dal mondo.

Lo ha capito bene il Team di volontari che nelle ultime due settimane ha coinvolto 250 giovani con famiglie, venti scuole e cinquanta insegnanti, e che infine è riuscito a svolgere oltre seicento ore di didattica a distanza. Gli strumenti? tutti, tutti quelli a disposizione per arrivare (e interessare) anche dove mancano i mezzi: I social, la Web radio, il blog. Se fino a ieri quei ragazzi avevano la strada e il contatto diretto con chi poteva farli perdere o chi tendeva loro una mano, oggi sono reclusi nella loro solitudine. A partire dalla prossima settimana verranno consegnati pacchi con materiale tecnologico, per risvegliare la mente e l’intelligenza, per aiutarli a connettersi con il mondo, a contagiarsi di cultura e sapere. La Questura sovraintenderà la consegna dei pacchi in base a protocolli stabiliti, per evitare qualsiasi tipo di rischio. Cesare Moreno, il presidente dell’associazione Maestri di Strada ha presentato in videoconferenza il progetto alla Ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, la quale ha approvato e gradito. 

L’iniziativa dell’associazione tende a strappare dall’isolamento i ragazzi di una delle zone più povere e con il più alto tasso di criminalità come la periferia Est di Napoli. “Nessuno si salva da solo”, la frase pronunciata pochi giorni fa da Papa Francesco è ancora viva nella nostra mente.

Salvatevi ragazzi, Salviamoci, prima che sia troppo tardi, prima che arrivi qualche Maestro che conosce poco la strada ma troppo i salotti, poca pratica e più teoria e venga a dirci che siamo senza speranza. 

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Sicurezza e continuità della filiera agroalimentare: supportare e rilanciare il Paese scegliendo il Made in Italy. Diretta Facebook – Rotary Club di Milano Porta Venezia – giovedì 2 aprile, h 20:30

Caminetto Rotariano in Diretta Streaming Facebook con Ettore Prandini (Coldiretti), Luigi Scordamaglia (Filiera Italia), Fabrizio Capaccioli (ASACERT, Rotary Club Milano P.ta Venezia) moderato da Monica Giandotti (RAI) per fare il punto sulla situazione dell’agroalimentare del nostro Paese e ribadire, oggi più che mai, il primato del cibo e della cucina italiana a livello mondiale.

La produzione agroalimentare italiana va difesa ed esportata con tutti i mezzi e gli strumenti a nostra disposizione e, perché no, creando dei canali di diffusione tutti nuovi. Proprio in linea con le nuove modalità di incontro che tutti noi stiamo sperimentando e coerentemente con le disposizioni governative in tema di distanziamento sociale, il Club Rotary Milano Porta Venezia ha organizzato e promosso un nuovo evento social: “Sicurezza e continuità della filiera agroalimentare – supportare e rilanciare il Paese scegliendo il Made in Italy”. Ettore Prandini, Presidente Nazionale di Coldiretti, Luigi Scordamaglia,Consigliere Delegato Filiera Italia e Fabrizio Capaccioli, AD ASACERT e padrone di casa, poichè Presidente del Club Rotary Milano Porta Venezia, saranno moderati da Monica Giandotti giornalista e conduttrice Rai.

L’evento sarà visibile sulla pagina Facebook del Club, Giovedì 2 Aprile alle 20:30. Un focus sullo stato delle produzioni italiane, nella loro capacità di essere uno degli elementi principali su cui si fonda il PIL del nostro Paese, ma anche fonte di salubrità in un momento storico in cui ciò che mangiamo rappresenta un fattore determinante di rischio, se non è scelto responsabilmente, impattando sulla salute collettiva in modo positivo se, al contrario, si operano tutti i giorni scelte consapevoli, partendo proprio dall’accurata selezione di cosa si decide di mettere in tavola.

L’Italia parte da un vantaggio competitivo rispetto a tutte le altre produzioni mondiali: 297 specialità Dop-Igp riconosciute a livello comunitario, 415 vini Doc-Docg, 5155 prodotti tradizionali regionali censiti lungo la Penisola, 60 mila aziende bio che conferiscono all’Italia la leadership nel settore, 40mila aziende agricole impegnare nel custodire semi o piante a rischio di estinzione e il primato della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari (0,8%) contro l’1,3% della media Ue o il 5,5% dei prodotti extracomunitari. Un incontro per fare il punto sulla situazione dell’agroalimentare del nostro Paese e ribadire, oggi più che mai, il primato del cibo e della cucina italiana a livello mondiale. Sottolinearne la leadership in termini di sicurezza dei prodotti, potenziarne la trasparenza delle informazioni lungo tutta la filiera, il rispetto dei cicli della natura e dell’ambiente, per promuovere un’economia sostenibile. Valori che si riscoprono dalla tradizione del mondo rurale e agricolo italiano e che si impongono, oggi, come un dovere morale ed etico. Un obiettivo sempre più vicino, anche grazie a sistemi di certificazione adeguati, in linea con le crescenti richieste dei consumatori.

Il Made in Italy deve continuare a rappresentare un traino importante per il nostro export e mentre si combatte, con tutti i mezzi a disposizione, la battaglia in favore del cibo italiano, ci si aspetta dal Governo un duplice approccio per affrontare la difficile situazione: sostenere le imprese attraverso la garanzia di liquidità da un lato e tutelare i lavoratori dall’altro. È il momento di stringersi intorno alle produzioni agroalimentari italiane, frutto della straordinaria biodiversità del nostro variegato territorio e ritrovare la fierezza di riconoscerci, uniti, anche nel fronteggiare gli attacchi strumentali e la concorrenza sleale, provenienti dall’estero.

Di questo e molto altro si parlerà il 2 Aprile alle 20:30 sulla pagina Facebook @Rotaryclubmilanoportavenezia

fonte: Comunicato Stampa Rotary Club

Covid-19: Pipistrello o mano umana, nessuno aveva previsto il fattore X

Medici albanesi in aiuto agli ospedali italiani, sono arrivati con un volo speciale a Verona

“Paesi ricchissimi hanno voltato le spalle agli altri. Noi non siamo ricchi ma neanche privi di memoria” ha dichiarato il Premier albanese Edi Rama e sono parole queste che rimbombano nell’Europa deserta, sconvolta dal Coronavirus Covid-19, ma anche morta, sì perché lo spirito che dovrebbe accomunare i paesi europei è svanito oppure non è mai esistito.

Non siamo privi di memoria: non possiamo non dimostrare all’Italia che l’Albania e gli albanesi non abbandonano mai un proprio amico in difficoltà. Oggi siamo tutti italiani, e l’Italia deve vincere e vincerà questa guerra anche per noi, per l’Europa e il mondo intero” ha continuato il Premier albanese. Il 29 marzo 2020 è atterrato all’aeroporto di Verona il volo con a bordo il team di 30 medici albanesi, che andranno ad aiutare i colleghi negli ospedali di Brescia. Nei giorni scorsi sono arrivati medici dalla Russia e si attendono medici dalla Polonia. Nelle scorse settimane gli aiuti al nostro paese sono arrivati anche da altri, come la Germania che ha inviato materiale sanitario.

Sull’emergenza sanitaria che sta dilaniando il mondo in queste settimane impazza qualsiasi tipo di teoria sulle sue origini, dal pipistrello al complotto. Ciò che in questo momento è però più urgente è focalizzare l’attenzione sulla ricerca scientifica, che dovrà testare un vaccino quanto prima e continuare con la sperimentazione dei farmaci che attualmente l’AIFA ha autorizzato per trattare la polmonite da Covid-19.

Perché l’Albania è riconoscente all’Italia?

Nella vicina Albania si parla italiano, ciò fa comprendere quanto sia forte il legame fra i due paesi. L’Albania è scelta ogni anno da molti italiani come meta per le vacanze, per mare e spiagge bellissime. Fino agli anni ’90, il paese è stato chiuso al resto del mondo a causa del Comunismo e dei suoi effetti. Dopo quegli anni difficili il paese è rinato, si è messa in moto l’economia, anche se in modo lento e con una velocità diversa in base alle varie zone. In Albania vi sono dei paesaggi incontaminati, e da qualche tempo si è iniziato anche a costruire, anche se alcune zone restano povere e ancora oggi molti albanesi preferiscono cercare di costruirsi un avvenire proprio in Italia, dove trovano lavori che molti italiani reputano umili. Molti ricordano ancora gli sbarchi in Italia, milioni di albanesi che tentavano di raggiungere l’Italia e trovare una vita migliore, quelli erano i viaggi della disperazione.

Non c’è bisogno di un complotto o di una sfera di cristallo per capire ciò che accadrà nel prossimo futuro, anche se queste sono settimane di frenetico riposo, durante le quali si sta brancolando nel buio assoluto da molti punti di vista. L’attenzione pubblica in questi giorni si focalizza fondamentalmente su due settori: quello della sanità, in particolare la ricerca e quello economico. Per quale motivo l’Italia sia stata colpita dal virus per prima e in modo così violento, probabilmente resterà un mistero. Fra le tante ipotesi o possibilità restano dubbi, però anche se i “Complottisti”, in un certo senso avessero ragione, chiunque abbia pensato ad un eventuale piano è comunque una mente umana, la quale può fallire o compiere qualche passo falso. Ciò che sta accadendo e ciò che è accaduto in queste settimane in Italia è tutto e il contrario di tutto, ad iniziare dall’emergenza dichiarata il 31 gennaio e la chiusura parziale del paese arrivata solo l’8 marzo. L’Italia è un paese con mille risorse, ricco sotto tanti punti di vista, anche se non ha mai avuto governi all’altezza delle sue bellezze e delle sue potenzialità. Un pipistrello o una fredda mente umana non potrebbero prevedere o costruire in laboratorio, nemmeno se lo volessero, la forza e il coraggio, la solidarietà e la generosità, la capacità di rialzarsi, ma anche la forte vocazione alla creatività, la capacità di intrattenere buoni rapporti di amicizia, per cui molti paesi, ultimo l’Albania, si sono mossi in soccorso dell’Italia, inviando aiuti e medici. Un pipistrello non potrebbe mai immaginare eccellenze in campo medico e nella ricerca scientifica (da sempre bistrattata e sottopagata, che stupidi!). Nessuno potrebbe creare in provetta la spiritualità e il senso di appartenenza, il sentimento religioso, a cui molti si rivolgono in questo momento difficile. Troppe cose stanno accadendo e stanno cambiando minuto per minuto, ma molte sono positive, work in progress, di resistenza, di ricerca, di lotta, di preghiera. Accadrà qualcosa che va oltre ogni comprensione umana, pipistrello o mente.

Le case di moda scendono in campo per l’emergenza Covid-19

La creatività si trasforma in generosità, è quello che sta accadendo in Italia. Ma ora il fiume della solidarietà si è innescato in tutto il mondo.

Ancora una volta l’Italia fa da traino alla condivisione e vince sempre le gare dove conta il cuore. Le grandi case di moda italiane combattono il Coronavirus trasformandosi in fabbriche di mascherine e camici, e  anche gli stilisti stranieri stanno seguendo l’esempio dell’Italia. Gucci, Prada a anche Armani stano producendo senza un marchio, rinunciando al brand che il contraddistingue. Niente più abiti firmati di alta moda quindi, ma camici protettivi monouso. Giorgio Armani ha anche donato agli ospedali 2 milioni di euro alla Protezione Civile e agli ospedali Luigi Sacco, San Raffaele, Istituto dei Tumori di Milano e dello Spallanzani di Roma, e ha fatto sapere di aver convertito i suoi stabilimenti di Trento, Carré, Matelica e Settimo; infatti qui si produrranno camici destinati alla protezione individuale degli operatori sanitari impegnati a fronteggiare il Coronavirus.

Gucci ha lanciato una campagna di crowdfunding chiamata We Are All In This Together con la quale invita i suoi 70 milioni di follower a partecipare diventando #changemakers.

La casa di moda Valentino si è unita alle aziende del lusso toscane (da Prada a Ferragamo) che si sono attivate per produrre mascherine e camici. Inoltre, Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti, hanno devoluto un milione di euro al Policlinico Agostino Gemelli di Roma.

Gildo Zegna, Ceo di Ermenegildo Zegna afferma:  «In Zegna crediamo che le nostre azioni di oggi determinino il nostro domani. La pandemia che stiamo affrontando è un appello per tutti ad agire. Ognuno di noi deve fare la propria parte per contrastare questa emergenza globale», La casa Zegna dedicherà una parte delle linee produttive dei suoi impianti in Italia e Svizzera alla produzione di mascherine mediche e camici monouso sia per i propri dipendenti sia per medici e operatori sanitari.

Prada ha avviato la produzione il 18 marzo con un piano di consegne di 80 mila camici e 110  mila mascherine per gli ospedali toscani, che terminerà il 6 aprile. La lista dei grandi marchi italiani che stanno contribuendo alla lotta contro il Covid-19 è lunga: Bulgari dopo una consistente donazione allo Spallanzani, produrrà gel disinfettante al posto dei profumi (6 mila pezzi al giorno), Gioielli Damiani ha messo a disposizione della Protezione civile un edificio acquistato per la sede produttiva, Dolce e Gabbana finanziano un importante studio coordinato dal Professor Albero Mantovani riguardo alle risposte al Coronavirus del sistema immunitario. Ancora la casa Geox regala un milione di euro al Veneto. 200 mila euro donati alla terapia intensiva del San Raffaele di Milano da Donatella Versace e da sua figlia Allegra. Dieci milioni di euro arrivano da Moncler e sono destinati all’Ex fiera di Milano, trasformata in polo ospedaliero con 400 posti di rianimazione.

 

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