Nuovo farmaco contro la Sclerosi multipla

Ricerca sclerosi multipla, un nuovo farmaco limiterà i danni e la disabilità

In una conferenza stampa virtuale a cui hanno partecipato i massimi esperti del settore, si sono evidenziati i risultati della ricerca. Si chiama Ozanimod, ed è la nuova terapia orale, come dimostrato è in grado di prevenire l’atrofia celebrale, una delle conseguenze più invalidanti della patologia e ha dimostrato un vantaggio del 30% nel ridurre la perdita di volume celebrale rispetto all’interferone Beta 1a.

Sono circa 137mila i malati di sclerosi multipla, e ogni anno vi è un incremento di circa 4mila nuovi casi. La sclerosi multipla viene diagnosticata da un neurologo, in seguito anche ad alcuni esami coma la risonanza magnetica.

Cos’è la sclerosi multipla?

La sclerosi multipla è una patologia autoimmune in cui il nostro sistema immunitario attacca la guaina mielinica che ricopre i nervi – spiega Paola Cavalla, responsabile Centro Sclerosi Multipla, AOU Città della Salute e della Scienza di Torino -. In particolare, la forma recidivante-remittente, la più frequente al momento della diagnosi, si distingue per l’alternanza di fasi, della durata imprevedibile. Può inoltre associarsi un’infiammazione interna al sistema nervoso centrale che è talora associata a deficit cognitivi. 

Quali sono i sintomi della sclerosi multipla?

  • sdoppiamento della vista;
  • calo visivo improvviso;
  • alterazioni dei movimenti oculari;
  • formicolii;
  • sensazione di intorpidimento degli arti;
  • mancanza di sensibilità;
  • difficoltà a percepire il caldo e il freddo;
  • perdita di forza muscolare;
  • i disturbi della vista; 
  • le alterazioni della forza e/o della sensibilità; 
  • la fatica;
  • mancanza di equilibrio

Oggi esistono già farmaci che rallentano gli effetti e le crisi, ma attualmente non esiste una cura definitiva. Nonostante ciò la ricerca continua il suo corso.

Tra le possibili cause della scelrosi multipla potrebbe annoverarsi il fumo da sigaretta, un deficit della vitamina D, il sovrappeso, infezioni virali e infine vivere lontano dall’equatore. Le regioni più vicine all’equatore sono più vicine al sole, ma sono più calde perché l’irraggiamento è massimo. Infatti, i raggi del sole giungono con un’inclinazione minore e quindi la loro intensità è più alta.

Il deterioramento cognitivo è collegato direttamente all’atrofia cerebrale. Infatti, in questo caso il paziente con sclerosi multipla, l’atrofia risulta accelerata rispetto a quella indotta dai normali processi fisiologici legati all’invecchiamento.

La perdita di volume del cervello è dovuta sia al processo infiammatorio che a quello degenerativo. Tale fenomeno è molto pericoloso, perché irreversibile. Intervenire tempestivamente, agli albori della patologia è di fondamentale importanza. Infatti, con trattamenti adeguati è possibile rallentare la malattia e i suoi effetti.

Il nuovo farmaco presentato, come afferma Roberta Lanzillo, Professoressa Associata presso il dipartimento di Neuroscienze dell’Università Federico II, Napoli, è indicato per il trattamento della sclerosi multipla recidivante-remittente in fase attiva, che rappresenta circa l’85% di tutti i casi.

In base a un’analisi dello studio Enlighten ancora in corso, il 47% dei pazienti con malattia recidivante, dopo un anno di trattamento, ha ottenuto un miglioramento clinico significativo delle funzioni cognitive.

La terapia, infatti, ha dimostrato un buon profilo di efficacia e sicurezza nel lungo termine – come sostiene Eleonora Cocco, Professoressa Ordinaria di Neurologia presso l’Università di Cagliari -. Lo studio ha evidenziato che il 76% dei pazienti trattati con il farmaco negli ultimi otto anni, non presenti la progressione nella disabilità, né attività di progressione indipendente dalle recidive, entrambi indicatori di progressione di malattia e di disabilità permanente nella sclerosi multipla

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