Indagini sulla morte di Giovanna Pedretti, era stata sentita dai carabinieri. Si tratta di suicidio

Gli inquirenti stanno ancora analizzando le dinamiche della morte e i post social sotto accusa. Dubbi sulla recensione e l’accusa di volere pubblicità, ‘non aveva problemi economici’. In auto tracce di sangue. L’ipotesi più accreditata è il suicidio. Biagiarelli, il compagno della Lucarelli commenta: “Se si dovesse temere sempre questo epilogo dovremmo chiudere tutto, giornali e social”.

Purtroppo, da molto tempo i social sono diventati la realtà predominante, nonché il più atroce dei tribunali. Qui la gogna mediatica conta e fa strage. Tarda ad arrivare, purtroppo una regolamentazione del web e dei social. Le denunce per reati digitali o sul web incontrano un percorso tortuoso, e non sempre trovano un fine positivo.

Morte della ristoratrice, i fatti

Tutto è partito da una recensione omofoba alla quale la ristoratrice aveva risposto.  Intorno alla sua risposta e alla veridicità di quella recensione si era scatenata la gogna mediatica, ma dietro a quello che sembra un gesto estremo potrebbero esserci altri motivi. Sui social i commenti hanno continuato a dividersi, anche dopo la morte della donna che gestiva la pizzeria insieme al marito.

Sull’auto della donna, una Panda beige, parcheggiata vicino alla zona in cui i sommozzatori hanno ripescato il cadavere dal fiume, c’erano numerose tracce di sangue. Il corpo della donna, 59 anni, è stato sottoposto ad un primo esame sul posto dal medico legale. L’autopsia, già disposta potrà chiarire le cause della morte. Le indagini, condotte dai carabinieri della stazione di Sant’Angelo e dai colleghi di Lodi e coordinate dal procuratore di Lodi Maurizio Romanelli, sono al momento senza ipotesi di reato.

Morte della ristoratrice, le indagini in corso

L’autopsia sul cadavere della ristoratrice Giovanna Pedretti è prevista per mercoledì o giovedì prossimo, all’Istituto di Medicina legale di Pavia. Ieri pomeriggio, l’imprenditrice è stata ritrovata morta nel fiume Lambro a Sant’Angelo Lodigiano. La Procura ha disposto anche l’esame tossicologico. Si continua ad indagare sull’auto e sul telefono e sul computer della donna.

La donna e il marito avevano gestito altre attività di ristorazione in passato. In particolare la vendita di un locale aveva consentito loro di potersi permettere  di non lavorare per un breve periodo. Lo chef Lorenzo Biagiarelli sui post respinge le accuse mosse nei suoi confronti e dice: Mi dispiace moltissimo delle morte della signora Giovanna e il mio pensiero va alla sua famiglia- scrive su Ig, ma invita -a riflettere sulle conseguenze del tentativo di ristabilire la verità. Se si dovesse temere sempre questo epilogo a questo punto dovremmo chiudere tutto, giornali e social.

Potremmo anche dire, tristemente che oggi – chi di social ferisce, di social perisce. I Social network sono diventati una giungla, si giudica e si condanna, senza conoscere i fatti e senza avere un dubbio. In queste settimane, abbiamo anche assistito alla faccenda del pandoro. Il marito della principale accusata, in un post aveva fotografato le migliaia di giornalisti sotto casa, dicendo che nemmeno per un feroce latitante c’era stata tanta attenzione. Ok, l’attenzione, la popolarità, il faro acceso – queste cose ci sono nel bene e nel male. Se uno le ha e ne gode nel bene, deve accettare anche il rovescio della medaglia.

Quante volte, vicende stupide e insignificanti guadagnano le prime pagine, relegando in secondo piano (all’ultima pagina) eventi di grande spessore e cultura?

Istigazione al suicidio

Fin da subito, la figlia della vittima si era scagliata contro Lucarelli e il suo compagno. Nel frattempo è stata aperta un’indagine per istigazione al suicidio e il web si è scatenato contro Lucarelli. I carabinieri, in particolare stanno indagando per risalire all’IP del computer dal quale è stata scritta la recensione. Gira intorno all’autenticità di quella recensione, tutta la gogna mediatica e il chiasso che è stato provocato dalla vicenda.

Non dimentichiamo che la titolare della pizzeria aveva risposto a quella recensione, il ristorante ha circa quaranta posti a sedere. Il locale e i proprietari erano conosciuti e apprezzati per la gentilezza e la cucina. Cercare popolarità, forse non ne avevano bisogno, in fondo non si tratta di un’attività con un peso a livello nazionale o internazionale. Ricordiamo, che Giovanna Pedretti era stata accusata di aver inventato tutto, cioè di aver scritto recensione e risposta.

E’ suicidio, la famiglia contro i giornalisti

Sull’ipotesi del suicidio non vi è alcun dubbio. La donna prima di gettarsi nel fiume, si sarebbe tagliata le vene. – Stampa e tv rispettate la famiglia e non fatevi vedere più – è lo striscione affisso la notte scorsa lungo la cancellata del parco, accanto al ristornate della vittima.

Basti pensare che esistono società che producono giornalmente milioni di recensioni fake, per fare pubblicità ad alcune aziende e marchi. Un’attività locale, di solito ha una visibilità limitata, nel senso che se si è interessati a mangiare in quel locale, magari si guardano le recensioni. Se non fosse scoppiato ilo caso, quella recensione negativa, e la risposta della titolare sarebbero stati letti da pochissime persone.

Giovanna Pedretti: Indagini sulla veridicità del post, gli aggiornamenti

17.01.2024 - la Stampa riferisce che la donna aveva confermato ai Carabinieri l’autenticità del post sotto accusa. Aveva, infatti, indicato come data di pubblicazione aprile 2023. La ristoratrice aveva fatto un semplice screeshot della recensione. Quando il cliente si è presentato nella pizzeria, a quel punto la ristoratrice avrebbe deciso di rispondere alla recensione. Grazie a un software, avrebbe unito recensione e suo commento per poi pubblicarli entrambi sui suoi social. Gli inquirenti hanno rivelato alcune anomalie, tra cui l’orario, forse manipolato.

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