Rapporto Oxfam Italia: Quasi 6 milioni di poveri, sempre più ultra-ricchi

Un nuovo rapporto pubblicato dalla ong Oxfam fotografa la preoccupante situazione delle disuguaglianze in Italia e nel mondo: più poveri e sempre più ultra ricchi

Le disuguaglianze nel mondo, e anche in Italia, continuano a crescere. La forbice tra ricchi e poveri è sempre più ampia. E anche in anni di crisi inflazionistichee di grandi incertezze geopolitiche, le persone più abbienti del mondo hanno visto crescere enormemente i propri patrimoni. La fotografia è stata scattata da un nuovo rapporto pubblicato dall’organizzazione non governativa Oxfam, in occasione dell’apertura del World Economic Forum di Davos. 

Papa Francesco, continua ad essere l’unico personaggio autorevole a parlare di pace. Nell’intervista concessa a Fabio Fazio domenica scorsa, ha detto una grande verità: Le fabbriche di armi fanno grandi affari. Da questo concetto si capisce molto. Tante guerre sono provocate, poi se vi è uno spiraglio di pace, c’è chi rema contro e manda tutto all’aria. Negli Stati Uniti vi è una grande concentrazione di fabbriche di morte, ecco perché nessuna legge riesce a regolamentare questo aspetto. Ecco perché avvengono stragi improvvise. Chiunque può acquistare armi in un negozio, persino uno squilibrato.

Se parliamo di investimenti, tutto dipende dal punto di vista

L’Italia cresce solo se investe in ambiente, sanità e istruzione è il titolo di un articolo pubblicato dal nostro blog, nel quale si analizzano i motivi per i quali l’Italia dovrebbe lasciar perdere il mercato delle armi. Nonostante le difficoltà delle finanze pubbliche italiane, la spesa militare è cresciuta con un ritmo senza precedenti anche nel nostro Paese, togliendo risorse alla spesa sociale e ambientale

Il documento dell’Ong spiega in particolare che i cinque uomini più ricchi del mondo hanno visto le loro fortune più che raddoppiate (il valore è cresciuto del 114%). Inoltre, se le cose continueranno in questo modo, è probabile che entro i prossimi anni si avrà il primo “trilionario” al mondo, ovvero un individuo che, da solo, avrà a disposizione una ricchezza complessiva superiore al miliardo di dollari. Intanto, nel mondo continuano ad esserci 5,6 miliardi di persone indigenti, e per estirpare la povertà a livello globale – sempre seguendo i trend attuali – occorrerà aspettare 230 anni. La politica non aiuta nemmeno in questo. Non sono all’orizzonte leggi che vanno a vantaggio dei poveri. Accade purtroppo il contrario. In Italia basti pensare agli extra profitti delle banche non tassate. Agli extra profitti dei colossi di gas e petrolio, che continuano ad arricchirsi – profitti non tassati abbastanza.

Per sconfiggere la povertà, al ritmo attuale, ci vorranno 230 anni

Il quadro indica in modo inequivocabile come il nostro modello di sviluppo sia incapace di rendere il Pianeta meno iniquo. L’Italia, come già detto in questo senso, non fa eccezione. Nel nostro Paese, tra il 2021 e il 2022, la quota di ricchezza posseduta dal 20% più povero della popolazione – già misera – è scesa drasticamente, passando dallo 0,51 allo 0,27%. Di contro, quella nelle mani del 10% più ricco è rimasta stabile. 

Nel rapporto Oxfam sottolinea anche il fatto che, alla fine del 2021, la ricchezza dello stesso 10% più ricco era 6,3 volte superiore a quella del 50% meno abbiente degli italiani. Nel 2022 il dato è cresciuto a 6,7 volte. Segno, appunto, che la forbice continua inesorabilmente ad ampliarsi. Risalendo ancor di più la piramide delle disuguaglianze, alla fine del 2022 la ricchezza posseduta dall’1% più ricco è risultata pari a 84 volte quella del 20% più povero.

Quasi raddoppiato il numero di miliardari italiani, da 36 a 63

Il numero di miliardari in Italia è raddoppiato. Si è passati da un totale di 36 a 63.

I patrimoni di questo gruppo di persone ha raggiunto i 217,6 miliardi di dollari (dato aggiornato a novembre del 2023), con un aumento pari a 68 miliardi (+46%). Similmente, le persone che possiedono più di 5 milioni di dollari sono cresciute di 11.830 unità, passando da 80.880 a 92.710. La loro ricchezza, complessivamente, è aumentata di 178 miliardi di dollari in un solo anno. 

L’inflazione ha contribuito ad allargare il divario

L’aumento tra il 2021 e 2022 dell’incidenza della povertà assoluta è attribuibile in larga parte, e malgrado il buon andamento dell’economia italiana nel 2022, all’impennata dell’inflazione. L’impatto maggiore è gravato sulle famiglie a bassa spesa rispetto a quelle benestanti – ha commentato Mikhail Maslennikov, policy advisor su giustizia economica di Oxfam Italia.

Prossimamente peseranno anche la riduzione delle misure compensative contro l’impennata dei prezzi nella fase di rientro dall’inflazione. Anche gli strumenti adottati per sostituire il reddito di cittadinanza non sono sufficienti. Si tratta di misure che segmentano la platea dei poveri secondo discutibili criteri di meritevolezza. Il risultato più palese sarà più disuguaglianza, più esclusione sociale e indigenza.

Le debolezze strutturali del mercato del lavoro italiano

Oxfam punta però il dito anche contro quelle che definisce “debolezze strutturali” del mercato del lavoro italiano, con forti squilibri territoriali, una perdurante stagnazione salariale e una contenuta produttività del lavoro. Senza dimenticare “i forti ritardi occupazionali, la bassa qualità lavorativa di giovani e donne, il diffuso ricorso a forme di lavoro atipico che determina marcate disuguaglianze retributive e amplia le fila dei working poor“, si legge nel rapporto.

Nessun governo che metta al centro la povertà 

Secondo l’organizzazione non governativa, d’altra parte, “la riduzione delle disuguaglianze rappresenta un tema cui nessun governo, al netto della retorica, ha finora attribuito centralità d’azione. Il governo Meloni non fa eccezione. Il suo primo anno è stato caratterizzato da politiche del lavoro incapaci di ridimensionare il fenomeno della povertà lavorativa. Da una riforma fiscale che riduce l’equità e l’efficienza del sistema italiano. E dall’abbandono dell’approccio universalistico alla lotta alla povertà in nome di una visione categoriale e in favore di interventi che, lungi dal correggere le note criticità del reddito di cittadinanza, inaridiscono lo schema di reddito minimo. Invertire la rotta e fare sì che il potere politico torni ad interessarsi del benessere economico e sociale dei più fragili è cruciale.

Le proposte di Oxfam per combattere la povertà in Italia

Per questo Oxfam propone al governo una serie di misure volte a combattere povertà e disuguaglianze. 

Misure di contrasto alla povertà a vocazione universale

• Ripensare profondamente le misure per l’inclusione sociale e lavorativa introdotte nel 2023, riabbracciando l’approccio universalistico che garantisce a chiunque si trovi in difficoltà la possibilità di accedere a uno schema di reddito minimo fruibile fino a quando la condizione di bisogno persiste.

Misure in materia fiscale per una maggiore equità del sistema impositivo

• Riconsiderare il rafforzamento della funzione redistributiva della leva fiscale, favorire una generale ricomposizione del prelievo (con spostamento della tassazione dal lavoro su profitti, interessi, rendite finanziarie) e tutelare l’equità orizzontale del sistema impositivo

• Prevedere l’introduzione di un’imposta progressiva sui grandi patrimoni. Una misura su cui Oxfam ha lanciato la raccolta firme #LaGrandeRicchezza, a supporto di un’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE). In Italia, a titolo esemplificativo, l’imposta potrebbe essere rivolta al solo 0,1 per cento più ricco della popolazione con un patrimonio netto individuale sopra i 5,4 milioni di euro. Con un potenziale gettito stimato tra 13,2 e 15,7 miliardi di euro all’anno.

• Non perseguire interventi condonistici che sviliscono la fedeltà fiscale, esasperano comportamenti opportunistici e accentuano iniquità orizzontali e verticali del sistema fiscale.

• Dare impulso a una serrata lotta all’evasione fiscale, a partire dall’evasione IVA con consenso, favorendo l’effettivo rafforzamento delle attività di analisi del rischio fiscale e di controllo dell’Agenzia delle Entrate.

Misure per contrastare il lavoro povero e promuovere un lavoro dignitoso per tutti

• Introdurre un salario minimo legale, indicizzato all’inflazione, affidando il compito di stabilirne i parametri definitori e le modalità di erogazione, il monitoraggio, l’adeguamento periodico a un organo consultivo con forte rappresentanza sindacale.

• Estendere erga omnes l’efficacia dei principali contratti collettivi nazionali del lavoro

• Disincentivare l’utilizzo dei contratti non standard, introdurre forti limitazioni all’esternalizzazione del lavoro e prevedere una drastica riduzione delle forme contrattuali a tempo determinato, ricorrendo a poche e stringenti causali

• Introdurre condizionalità all’accesso agli incentivi per le imprese come il rinnovo dei contratti collettivi scaduti che agevolino il riconoscimento di aumenti salariali, condizionalità che assicurino la riduzione dell’impiego del lavoro atipico e una più equa condivisione, tra i fattori produttivi, dei benefici ricavati dalle attività finanziate dallo Stato

Fonte: Euronews

Le nostre pagine Social – su Facebook Life Style Slow

Nutellosa Style -  News Style  - Prevenzione

prevenzione_slow - Web360gradiangelino_lss

IL NOSTRO CANALE YOUTUBE Slow style Video

ASCOLTA IL NOSTRO CANALE PODCASTCome piante

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Blog su WordPress.com.

Su ↑