Una bimba di 4 anni scala l’Everest: Record

Si tratta di un evento storico. Una bambina di 4 anni accompagnata dal padre e dal fratello di sette anni hanno percorso 270 chilometri con oltre 20mila metri di dislivello, sfidando temperature bassissime.

La più giovane a raggiungere il campo base

La bimba che entrerà nel Guinness dei primati si chiama Zara, ha quattro anni ed è originaria della Repubblica Ceca. Ha raggiunto il campo base dell’Everest, diventando così la più giovane climber a farlo. La bambina, in realtà non è arrivata fino in cima, ma ha raggiunto i 5.364 metri del campo base. Con la foto che ha immortalato l’evento, Zara ha battuto un record. Il precedente primato era di un bambino indiano di 5 anni.

Le foto dell’impresa sono visibili sul profilo Instagram sasha.jede, nome del fratello. I post sono probabilmente scritti a nome suo dai genitori. In un post del 17 dicembre scorso si legge:

Sono in vacanza ora e ho deciso di andare sull’Himalaya proprio come l’anno scorso. Ma c’è una grande differenza: questa volta mia sorella Zara è qui con me. Beh, lei calpesta, anche se ha solo quattro anni, proprio come me. Nessuna sorpresa, perché quest’anno ha percorso oltre 2200 chilometri nella giungla. La giungla è tutto un altro livello rispetto alle scale dell’Himalaya. È bello camminare qui, la giungla è incomparabilmente più dura!

Abbiamo superato tre selle e diverse decine di chilometri. Zara non ha ancora versato una lacrima, vuole ancora andare per prima. Osserva anche i bambini del posto, che quotidianamente e fino all’ultimo attraversano la stessa cosa sulla strada per e per la scuola. In realtà, non è niente di speciale, o forse sì? E perché dovrebbe esserlo?

Fino in fondo penso a quanto l’educazione dei bambini sia diversa dall’ambiente. I bambini nepalesi semplicemente non hanno scelta e devono, altrimenti è impossibile. In Repubblica Ceca si può scegliere, ma non i bambini ma i genitori decidono.

E ho un’ultima domanda: secondo voi ho visto un solo bambino urlare o piangere, lanciare cose o cose, mancare di rispetto ai genitori, non voler imparare, ecc.?

Buon divertimento e pubblico più che posso nelle storie. Vi auguro un meraviglioso Natale

Come si è preparata Zara a battere il record?

La famiglia della bimba è originaria delle zone rurali della Malesia, e ha preparato Zara alla pratica del trekking himalayano con un approccio originale. La preparazione, infatti, prevedeva camminate quotidiane di circa 5-10 chilometri, per un totale di oltre 2.200 chilometri percorsi nella giungla durante il 2023.

Zara è stata abituata al freddo, con bagni in acqua ghiacciata. La bimba non fa mai bagni in acqua calda. L’impresa è stata compiuta il 1° gennaio e dal profilo Instagram del fratellino Sasha si può leggerne il racconto (il fratellino, di 7 anni, ha un profilo e un sito internet, anche se è facile ipotizzare siano i genitori a gestirlo, pur usando la prima persona singolare, e si definisce come ”il più giovane viaggiatore della repubblica ceca). Qui ci sarebbe da dire qualcosa riguardo alla competizione, e al fatto di voler a tutti i costi che bimbi piccoli siano geni e battano record. Il sito web ildolomiti riassume bene il concetto con queste parole:

La notizia, che ha fatto il giro del mondo in alcuni casi anche in senso trionfalistico è già stata segnalata per il Guinness dei Primati, ma ha più dell’inquietante che dell’eccezionale. Zara ha ”battuto”, in questa insensata corsa al ”primato”, un bambino indiano di 5 anni che prima di lei era stato il più giovane di sempre a raggiungere il campo base della montagna più alta del mondo. Il tutto dopo aver trascorso un anno della sua giovanissima vita tra privazioni e camminate estenuanti (mentre a quell’età la stragrande maggioranza dei bambini chiede al papà o alla mamma di salire a cavalluccio sulle spalle dei genitori). Ma per i genitori prevale l’orgoglio di avere una bimba che ha compiuto questa impresa e la conclusione, è perfettamente in linea con il sapore distopico di tutta questa vicenda. Il profilo del bambino Sasha passa a parlare al plurale e conclude così: ”Vi ringraziamo per aver diffuso la notizia, secondo noi è necessario aumentare le capacità fisiche e mentali dei bambini”. Per quelle dei genitori, invece, non c’è speranza. 

Scalare le montagne non è cosa facile, nemmeno per gli adulti. Si tratta di uno sport affascinante ma anche molto complesso.

Bisogna avere testa, attrezzatura giusto, spirito d’avventura e passione. L’allenamento è importante, e si inizia sicuramente dalle lunghe camminate e dalla corsa. L’esercizio  bisogna saperlo fare su rocciaghiaccio e misto e quindi saper usare le piccozze, le mani, saper gestire condizioni climatiche diverse e le condizioni della superficie su cui ci si arrampica.Soprattutto la preparazione è mentale, ma anche rafforzare la muscolatura è importante, come focalizzare l’attenzione sulla respirazione.

Come educare i figli?

Non si nasce genitori, e quando si dice che è il mestieri più difficile del mondo è la verità. E poi, un’altra verità è che non si impara mai, si può solo cercare di fare il proprio meglio. Come educare i figli dovrebbe essere un manuale, e anche se esistono alcuni libri , l’esperienza è la vera maestra. Non dimentichiamo che andremo a formare i cittadini del futuro, e il mondo sarà nelle loro mani.

Fonte immagine: Ildolomiti.it

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