Olocausto e fascismo: Oggi il mondo sembra vivere una deriva senza precedenti. Fatti di cronaca violenti, guerre e totale assenza di conoscenza affliggono la società attuale
L’umanità ha una storia lunga millenni, eppure, nonostante numerose vicende che avrebbero dovuto dare una lezione, sembra che la memoria sia sempre troppo corta.
Al di là dalla retorica e da ciò che la legge ritiene essere reato oppure no, fa specie vedere in giro nostalgici di un periodo triste, umiliante, disumano per l’Italia e per il mondo. Saluto romano, libri con banalità assurde, discorsi senza senso, barbarie compiute contro minoranze o contro donne dominano i giorni che stiamo vivendo. Siamo a un bivio. Lo siamo da immemorabile tempo.
Il dibattito sul fascismo, sulla memoria, sull’olocausto e sui gay e su tanti altri diritti o temi, sui quali non dovrebbe davvero esserci alcun dubbio – lasciano l’amaro in bocca.
Non abbiamo capito, forse, che l’essere umano non è uno, non è una cosa sola – ma tante. Se non accettiamo la molteplicità, la complessità dell’animo e dell’essere umano, in quanto unico essere imperfetto, allora abbiamo seri problemi.
Ciò che fa paura oggi è l’enorme seguito che hanno alcuni argomenti, magari le vendite di libri pieni di banalità. Chi segue certe assurdità, chi stringe la mano di chi meriterebbe calci nel sedere? Milioni di seguaci? Forse follower? Fans? Gente che prende in prestito idee.
Cosa leggere nel giorno della memoria?
Cos’è il giorno della memoria?
Da alcune frasi e atteggiamenti, si comprende bene purtroppo come molti ignorino, come non abbiano studiato la storia o studiata male oppure dimenticato. In questo articolo, spiegheremo – anche se già lo fanno in molti – cos’è il giorno della memoria e perché bisogna ricordare.
Il Giorno della Memoria è una ricorrenza internazionale, celebrata il 27 gennaio di ogni anno come giornata per commemorare le vittime dell’Olocausto. È stato così designato dalla risoluzione 60/7 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite del 1º novembre 2005 durante la 42ª riunione plenaria.
Cos’è la giornata della memoria? Cosa si celebra nel giorno della memoria? Quali sono i libri sull’olocausto? Ogni anno queste sono le domande che bisogna porsi, che soprattutto i giovani devono chiedersi.
Giorno della memoria, un po’ di storia
Il 27 gennaio 1945 è il giorno in cui, alla fine della seconda guerra mondiale – i cancelli di Auschwitz vengono abbattuti dalla 60esima armata dell’esercito sovietico.
Esistono anche altre commemorazioni:
- la giornata europea in ricordo delle vittime del terrorismo (11 marzo),
- La giornata nazionale in ricordo delle vittime del terrorismo e delle stragi (9 maggio)
- La giornata delle vittime degli incidenti sul lavoro (seconda domenica di ottobre).
Esistono inoltre numerose solennità civili:
- il Giorno del ricordo degli istriani, fiumani e dalmati (vittime delle stragi iugoslave ed esodati)
- la giornata del ricordo dei caduti militari e civili nelle missioni di pace,
- La giornata del ricordo dei marinai scomparsi in mare.
Olocausto: Libri da leggere per non dimenticare
La letteratura ha fatto un buon lavoro sotto questo aspetto. Tantissimi sono i libri dedicati al giorno della memoria, molti ogni anno pubblicati per l’occasione. Il cinema, la poesia e altre forme d’arte hanno cercato in questi anni di dare una forma all’orrore.
Difficile, almeno per me, avvicinarmi ad un film sulla giornata della memoria, o leggere un libro. Si fa con fastidio, con orrore, con tristezza, ma è necessario.
Cliccando sui titoli dei libri l’accesso a tutte le versioni
Uno dei libri più famosi dedicati alla giornata della memoria è – Se questo è un uomo – di Primo Levi. Si tratta di un classico. Primo Levi, reduce da Auschwitz, pubblicò “Se questo è un uomo” nel 1947. Einaudi lo accolse nel 1958 nei “Saggi” e da allora viene continuamente ristampato ed è stato tradotto in tutto il mondo. Testimonianza sconvolgente sull’inferno dei Lager, libro della dignità e dell’abiezione dell’uomo di fronte allo sterminio di massa, “Se questo è un uomo” è un capolavoro letterario di una misura, di una compostezza già classiche.
Il diario di Anna Frank è l’altro capolavoro dedicato al periodo più buio della nostra storia umana. 12 giugno 1942 – Spero di poterti confidare tutto, come non ho mai fatto con nessuno, e spero che sarai per me un grande sostegno.
Il 27 gennaio viene ricordata la liberazione da parte delle truppe dell’Armata Rossa del campo di concentramento di Auschwitz. Anche nel 2024 vi sono nuove letture per tenere vivo il ricordo di quegli anni. Nuovi saggi, romanzi e biografie vanno ad arricchire la memoria, affinché sia tramandata ai futuri cittadini del mondo. A quegli uomini e donne, che renderanno questa vita degna di essere vissuta, per tutti.
Tutto ciò che ho amato – di Aharon Appelfeld ha come protagonista Paul Rosenfeld, figlio unico di genitori ebrei, il quale il giorno del suo nono compleanno scopre che il padre non abiterà più con loro. Il bambino impara ad aspettare le sue visite sempre più rare, tanto che il suo volto gli si cancella quasi dalla memoria. Instaura con la madre un rapporto totalizzante, che si incrina quando lei lo «tradisce» con un nuovo amore. Da quel momento Paul trascorre più tempo a Czernowitz con il padre pittore, che sfoga nel bere la frustrazione di essere artista ed ebreo in un mondo che fa sempre più fatica ad accettare entrambe le cose. Allo smarrimento emotivo e alla solitudine di Paul fa da controcanto la tensione drammatica di un’Europa che si affaccia sul baratro della Seconda guerra mondiale. La vicenda privata di una famiglia, con le sue ferite e i suoi vuoti incolmabili, diventa allora lo specchio in cui si riflettono la paura e lo sgomento di un intero popolo, la follia che di lì a poco innescherà la tragedia dell’Olocausto.
Il bambino del blocco 66 – Gennaio 1945. Il piccolo Moshe Kessler scende dal treno presso il campo di concentramento di Buchenwald con altre centinaia di bambini. Avendo sopportato gli orrori di Auschwitz-Birkenau, dopo aver perso i contatti con tutta la sua famiglia, ed essendo sopravvissuto alla marcia della morte nel gelido inverno europeo, Moshe ha già visto fin troppe tragedie. A Buchenwald, i nuovi arrivati vengono assegnati alle loro baracche. Il Kinderblock 66 sarà la nuova casa di Moshe, che ancora non immagina l’importanza cruciale di questa assegnazione. Poco tempo dopo, i tedeschi decidono di distruggere il campo e di obbligare i prigionieri rimasti a una nuova marcia della morte. Ma i nazisti non sono preparati a fronteggiare la resistenza segreta di Buchenwald, che si solleva con una missione: proteggere i bambini del campo.
In libreria per Adelphi - Lettere di una vita di Irene Némirovsky (1903-1942). In questa raccolta trova ineluttabilmente spazio anche l’avanzata del nazismo: con lo scoppio della guerra e le leggi antiebraiche, vediamo crescere nell’autrice l’angoscia, la collera e la disillusione. Da “leggere con un nodo in gola” sono la lettera con cui Némirovsky affida le figlie alla governante, elencando i beni di cui disfarsi per provvedere al loro sostentamento, e l’ultima, scritta al marito subito prima della deportazione ad Auschwitz.
In uscita il 19 gennaio per Corbaccio con la traduzione di Claudine Turla – Solo la speranza lenisce il dolore di Simone Veil nasce dal video-racconto che l’autrice fece nel 2006 per la Fondation pour la Mémoire de la Shoah. La donna parla della sua vita davanti alle telecamere: il sole di Nizza, una famiglia unita, repubblicana e laica. E poi invece il freddo, la fame, le umiliazioni, i compagni di prigionia, i rapporti fra uomini e donne, i suoi diciotto mesi in un campo di concentramento. Racconta il ritorno, nuove forme di umiliazioni, la difficoltà di parlare, il suo impegno per la salvaguardia della memoria. Solo la speranza che la Shoah non venga mai dimenticata può lenire il dolore. Con uno scritto di Liliana Segre.

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