Non siamo tutti uguali – dovremmo partire da questa convinzione se vogliamo vivere in serenità. Invece, la maggior parte dei contrasti nelle relazioni hanno inizio proprio dall’ignorare questa regola basilare.
Tra i principi della Mindfulness c’è “La mente del principiante” e tra le trappole mentali contempliamo “la trappola dell’indovino”. Si tratta di due concetti che non sono simili, ma che si completano e s’incontrano.
Un principio e una trappola, dunque. Il principiante è colui che ha una mente aperta senza memoria. Ciò significa che vive tutte le situazioni senza i pregiudizi legati a eventi passati, né basandosi sulla paura per il futuro. Fa qualcosa come se fosse la prima volta, senza condizionamenti:
Non dice – “Ogni volta che ho fatto quella cosa mi è andata male!”.
Senza l’ansia e le paure per il futuro: “Chissà cosa accadrà?” – “E se le cose non andranno bene”? Quest’ultima affermazione ci riporta alla trappola dell’indovino. Chi cade nella tagliola dell’indovino crede di leggere (indovinare), ad esempio la mente e i pensieri degli altri.
Allora cosa facciamo? Ci tormentiamo, pensando che a una o più persone stiamo antipatici. Interpretiamo il pensiero altrui. Questa trappola è quella che crea maggiormente tensioni ed equivoci, provocando astio e tutto ciò che ne deriva. Tutto ciò perché abbiamo creduto di interpretare e indovinare cosa pensasse un’altra persona.
Non siamo tutti uguali – A volte vorremo che qualcuno ci dicesse che siamo bravi. Ma questo non arriva. Pretendiamo che gli altri si comportino secondo i nostri canoni, o in base a ciò che faremmo noi, al nostro carattere, ai nostri bisogni e così via. La risposta è ancora una volta – Non siamo tutti uguali.
Alla luce di questa verità, è necessario fare un’analisi attenta delle possibili trappole e di alcuni principi. È vero, che non siamo tutti uguali; trovo sempre difficile fare un complimento o dire qualcosa di carino, ma ciò non vuol dire che non apprezzi il valore delle persone (se ce l’hanno). Figurarsi se si dovesse essere “falsi” nell’elogiare chi che non ha meriti. A qualcuno potrebbe sembrare naturale, ma per altri è davvero un dramma.
Ritornando alle inevitabili diversità nella forma e nei contenuti, quanto è difficile fare un complimento? Se corrisponde al vero, allora facciamo uno sforzo e diciamo “bravo”. Non solo, davanti a noi abbiamo due strade: La più larga e facile è quella di screditare chi ha un talento o è più bravo di noi in qualcosa. L’altra strada è l’ammirazione. Ecco le due strade: Invidiare o ammirare? Dipende solo da noi.
Capita che qualcuno abbia sviluppato una capacità maggior in alcune mansioni, soprattutto sul lavoro, ad esempio. Accettare il valore degli altri può solo aiutarci. D’altra parte, la competenza si acquista con lo studio e l’esperienza, l’impegno, la determinazione. Qualità che possiamo avere anche noi, conquistare con il tempo e intanto avere un modello a cui ispirarci.
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