Tutto il mondo ha gli occhi puntati sulle prossime elezioni americane, e dall’altro giorno le polemiche sull’attentato a Trump non si placano. I tg di tutto il mondo hanno trasmesso le immagini e mandato in onda la solidarietà dei leader di tutto il globo.
Molti attenti osservatori però, dopo la legittima condanna al fatto violento, avranno sicuramente fatto qualche considerazione. L’ex presidente degli Stati Uniti non ha mai nascosto il suo pensiero, il suo modus operandi. Forse non dovremmo dimenticare che dietro all’assalto al Campidoglio c’è proprio lui.
Lui che seguiva in diretta Tv, divertito dalle immagini di violenza che andavano in onda e che tutto il mondo vedeva.
David Frum titola un articolo apparso su The Atlantic – L’attentatore e l’aspirante dittatore e afferma:
Quando un folle ha quasi ucciso a colpi di martello il marito dell’ex presidente della camera Nancy Pelosi, Donald Trump si è lasciato andare a una serie di battute e prese in giro. In quell’occasione uno dei figli di Trump e altri suoi sostenitori hanno insinuato falsamente che Paul Pelosi se la fosse cercata e che l’aggressione fosse il frutto di una disavventura sessuale.
Quando le forze dell’ordine hanno arrestato un estremista di destra che si preparava a rapire la governatrice democratica del Michigan Gretchen Whitmer, Trump ha sminuito la vicenda durante un raduno dei suoi elettori, aggredendo Whitmer e trattandola come un nemico politico. Quel giorno, quando i suoi sostenitori hanno scandito lo slogan “rinchiudetela”, Trump si è messo a ridere e ha risposto: “Rinchiudeteli tutti!”.
Il fascismo si nutre di violenza. Nei mesi successivi all’assalto dei sostenitori di Trump al campidoglio per ribaltare il risultato delle elezioni del 2020 – durante il quale molti rivoltosi avevano minacciato fisicamente Pelosi e il vicepresidente Mike Pence – Trump ha elogiato gli aspiranti sequestratori e assassini come se fossero martiri e ostaggi. E ha promesso di concedergli la grazia se fosse riuscito a tornare alla Casa Bianca.
La condanna a gesti violenti è doverosa, ma spesso alcuni personaggi cavalcano l’onda. Molto strano che un ragazzo di vent’anni abbia superato i controlli, salito su un palazzo e sparato indisturbato prima di essere ucciso. Si farà chiarezza sul giovane, sulle sue idee ecc., ma questo poco conta.
Ciò che conta è la sicurezza che non è sicura, un ex presidente che incita odio e violenza, ma poi ha idee diverse se la stessa violenza che predica è rivolta verso la sua persona.
David Frum continua la sua analisi – I movimenti fascisti sono religioni laiche, e come tutte le religioni creano martiri da presentare come prova della loro verità. Il movimento forgiato da Mussolini in Italia ha costruito enormi monumenti per commemorare i camerati caduti. Quello di Trump ha fatto un passo ulteriore: il leader in persona diventerà il martire in capo e il suo sangue sarà la base della sua scalata verso il potere e la vendetta.
Finora Trump ha rappresentato sempre una minoranza di elettori, ma l’entusiasmo e l’audacia di questa minoranza hanno compensato lo svantaggio numerico. Dopo la sparatoria, Trump e i suoi sostenitori sperano di utilizzare l’iconografia di un orecchio e di una faccia sanguinanti, di un pugno chiuso e del grido “Combattiamo!” per fare proseliti e insediare un leader anticostituzionale che si pone al di sopra delle leggi grazie ai suoi alleati all’interno della corte suprema.
Altre società sono scivolate nell’autoritarismo a causa di crisi profonde: crolli economici, iperinflazione, sconfitte militari, sommosse civili. Tuttavia, in questo momento gli Stati Uniti non sono in guerra, l’economia è in grande crescita (con una prosperità enorme e abbastanza condivisa), il breve spasmo dell’inflazione dopo la pandemia è stato superato e gli indicatori della salute sociale sono improvvisamente diventati positivi dopo gli anni di Trump alla Casa Bianca, segnati dal peggioramento della situazione. Il crimine e i morti per overdose sono in calo, mentre i matrimoni e le nascite aumentano. Anche i problemi che ancora affliggono il paese testimoniano il successo degli Stati Uniti: i migranti attraversano il confine a centinaia di migliaia perché sanno bene (al contrario degli americani) che il mercato del lavoro è uno dei più allettanti del mondo.
Eppure, nonostante questo momento positivo, gli elettori stanno considerando la possibilità di scegliere una forma di autolesionismo che in altri paesi è arrivata solo dopo crisi drammatiche, permettendo all’autore di un golpe fallito di riconquistare il potere.
Trump è tutta un’altra storia, perché i suoi abusi sono stati legittimati da un elettorato forte e numeroso. L’ex presidente ha conquistato e colonizzato uno dei due maggiori partiti del paese, superando indenne (e sta per farlo di nuovo) ogni tentativo di impeachment e procedimento giudiziario avviato per punire i suoi crimini. Trump si è assicurato un seguito enorme che è più numeroso, determinato e diffuso su scala nazionale rispetto a quelli di tutti i demagoghi del passato. Domina la scena ormai da nove anni e oggi i suoi sostenitori sperano di sfruttare l’attentato per prolungare la sua era, almeno fino alla fine della vita del loro leader e magari anche oltre.
Il sistema politico e sociale degli Stati Uniti non è programmato per considerare una persona simile come un alieno. Inevitabilmente, deve accoglierlo e integrarlo. I consulenti di Trump, anche quelli che sono innegabilmente criminali e delinquenti, fanno ormai parte del dialogo al vertice dell’élite statunitense. Il presidente Joe Biden ha quasi mandato all’aria la sua campagna elettorale perché si è sentito in dovere di affrontare Trump in un dibattito. Biden, in fondo, non avrebbe potuto fare altrimenti. Trump è stato nominato per tre volte candidato alla presidenza, dunque è impossibile trattarlo come un rivoltoso che vorrebbe ribaltare lo stato, anche se questo è precisamente ciò che è stato ed è ancora.
Le prossime elezioni politiche americane sono importanti per tutto il mondo; il ruolo dell’America è fondamentale anche in Europa. Ciò che preoccupa è la caparbietà di Biden che non vuole lasciare. Lo stesso partito di Biden sta facendo il possibile per fargli cambiare idea. perfino l’attore George Clooney gli ha inviato un chiaro messaggio a fare un passo indietro per il bene della nazione.
Gli equilibri del mondo moderno sono cambiati e sono ancora in continuo mutamento. Anche il ruolo dell’America è in via di definizione, e cambierà ancora, si spera anche in Europa con il conflitto in Ucraina. La persona giusta per guidare l’America non è Biden come non è Trump, c’è la necessità di un volto nuovo, che sappia intercettare i cambiamenti di questo momento storico.
Non ci resta che incrociare le dita.

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