Terra dei fuochi: L’emergenza rifiuti in Campania

Il 30 luglio 2024 è scoppiato un enorme incendio all’interno del sedime militare di Persano, nei pressi del comune di Serre, a circa 4-5 km dalla prima caserma. Il rogo ha coinvolto migliaia di ecoballe di rifiuti, accumulati nel sito area militare sotto il controllo della Regione Campania. Le cause dell’incidente sono ancora sotto indagine.

Il 10 novembre 2024 durante la trasmissione Report è andato in onda un servizio proprio su quella vicenda, che si inserisce nella più grande devastazione degli ultimi decenni, nota come Terra dei fuochi.

I fatti

Nel 2020 erano stati spediti dal porto di Salerno alla volta della Tunisia 212 Container, contenenti plastiche riciclabili. Quelle balle vengono sequestrate e rimandate al mittente: si tratta di materiali pericolosi. La Tunisia apre un’inchiesta. Il governatore campano Vincenzo De Luca promette lo stoccaggio temporaneo della durata di sei mesi e deposita le balle in un’area militare nel comune di Serre. Passano due anni anziché sei mesi.

A luglio 2024 viene assegnato l’appalto per lo smaltimento, e magicamente il giorno prima dello spostamento le ecoballe si incendiano. L’incendio è doloso, come conferma la Procura.

L’incendio dura sette lunghi giorni, durante i quali vengono rilasciate polveri sottili e altri inquinanti altamente tossici.

La terra dei fuochi

La Campania ha un altissimo tasso di malati di tumore. Acerra è al primo posto per incidenza delle malattie tumorali, un dato ormai dimostrato e legato all’inquinamento causato dalla terra dei fuochi negli ultimi trent’anni. Sul sito della trasmissione si legge: Report tornerà a documentare poi la fine dei 212 containers di rifiuti italiani rientrati dalla Tunisia. Nel 2022, contro la volontà popolare, furono stoccati dalla Regione Campania nell’area militare di Persano nel comune di Serre, si temeva quello che poi è accaduto a luglio di quest’anno, sono stati incendiati, e secondo la procura di Salerno si tratterebbe di un incendio doloso.

Come possono incendiarsi rifiuti in un’area militare? A chi spettava la sorveglianza?

Milioni di euro buttati, tra spedizione, container e deposito rifiuti. Per non parlare dell’enorme danno ambientale ai danni dei cittadini. Quaranta milioni di costi da coprire per l’esattezza.

I confini della Terra dei fuochi

Da dove arrivano i rifiuti incendiati in Campania? La produzione dei rifiuti che vengono smaltiti illegalmente nella Terra dei fuochi non proviene solo dalle aree campane.

Si tratta di un vero e proprio traffico illegale che coinvolge tutto lo stivale. Il giro di affari ha proporzioni enormi. Nel centro Italia, ad esempio la situazione non cambia. La quantità di rifiuti speciali prodotti è pari a 27,2 milioni di tonnellate, attribuibili per il 37,4% al Lazio (10,2 milioni di tonnellate) e per il  36,6% alla Toscana (10 milioni di tonnellate) 

La Puglia, con una produzione di circa 11,4 milioni di tonnellate, copre il 27,6% del totale, seguita dalla Sicilia con 9,3 milioni di tonnellate (22,5%) e dalla Campania con 9,1 milioni di tonnellate (22%). 

Intanto, crescono e muoiono i guerrieri della Terra dei fuochi. Hanno età diverse, troppo spesso giovanissimi e persino bambini. Uno dei tanti, che ci hanno lasciato nell’anno appena trascorso scriveva:

“Mi chiamo Daniele e avrò 17 anni per sempre. Ho lottato per 5 anni ma il mostro ha ucciso il mio corpo. Non lasciate che il mio passaggio sia inutile, lottate contro i veleni della nostra terra” 
Il papà Luigi, la mamma Pisa Murino, il fratello Giovanni, la sorella Emanuela, il cognato e la cognata, il nipotino, i nonni, la fidanzata, gli zii’ e gli amici tutti vi ringraziano per l’amore dato al loro Guerriero. 

Le comunità contro la terra dei fuochi sui territori

Associazioni, comitati e liberi cittadini impegnati nella lotta contro i roghi non si contano. Il sito web La terra dei fuochi , alcuni anni fa ha creato gruppi social locali, per affrontare in modo più capillare il fenomeno dei roghi.

Qui tutti i gruppi – Gruppi Terra dei fuochi

I reati ambientali oggi hanno un peso sempre maggiore. La guerra è ancora aperta, si combattono continue battaglie. Di recente, ad esempio, la Corte Europea dei diritti dell’uomo ha condannato l’Italia, per non aver fatto abbastanza nella Terra dei fuochi. Nello specifico, il 30 gennaio 2025, la Corte europea dei diritti dell’uomo nel caso Cannavacciuolo e altri contro Italia (ricorso 51767/14 e altri) ha condannato l’Italia per la situazione di grave inquinamento ambientale che ha colpito il territorio noto come Terra dei Fuochi. Lo Stato italiano ha fallito nel proteggere la vita di cittadini e cittadine, non intervenendo con la necessaria urgenza.

17/02/2025 Fonte Ministero dell’interno – aggiornamenti Terra dei fuochi

Circa 200.000 euro di sanzioni amministrative, 5 denunce, 3 veicoli e 6 tra aree e attività poste sotto sequestro sono il bilancio delle recentissime attività interforze nell’ara metropolitana di Napoli finalizzate alla prevenzione degli illeciti ambientali in Terra dei fuochi, nel quadro delle iniziative di contrasto definite dal Prefetto di Napoli, Michele di Bari. In parallelo, la Polizia Metropolitana di Napoli ha condotto una serie di attività di polizia ambientale che hanno portato a ben 13 denunce ed altrettanti sequestri, contestando reati che vanno dall’abbandono e gestione non autorizzata di rifiuti alle immissioni illecite in atmosfera e in fogna.

Le principali operazioni hanno riguardato i territori di Crispano, Casoria, Torre del Greco e Castello di Cisterna. Intensificati anche i servizi presso il campo rom di via Carrafiello a Giugliano in Campania. Qui la pronta segnalazione di una pattuglia dell’Esercito ha consentito l’immediato intervento dei Vigili del fuoco per lo spegnimento precoce di un principio di incendio.

Si registra, inoltre, l’importante risultato raggiunto dalla Squadra di Polizia giudiziaria del Compartimento della Polizia Ferroviaria di Napoli, che ha disarticolato una organizzazione criminale che riciclava rame rubato indirizzandolo verso i mercati del Nord Italia. Proprio il settore del reimpiego di rifiuti ferrosi e dei cavi oggetto di furto è stato a più riprese colpito, negli ultimi sei mesi, anche da una specifica azione di prevenzione e dai controlli attivati dalla Prefettura.

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