3 marzo, giornata mondiale della fauna selvatica

ll 20 dicembre 2013, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (UNGA), ha deciso di proclamare il 3 marzo come Giornata mondiale della fauna selvatica. La commemorazione è stata proposta dalla Thailandia per celebrare e far conoscere la fauna e la flora selvatiche del mondo.

Durante il Wildlife Day, dunque si celebra la fauna selvatica a livello internazionale che le Nazioni Unite hanno voluto per il contributo fondamentale che le specie selvatiche danno alla nostra vita e alla salute degli ecosistemi. Il tema di quest’anno è “Partnerships for Wildlife Conservation”. Lo slogan è anche una riflessione sulla nostra responsabilità di proteggere la magnifica diversità della vita sulla Terra.

Un altro compleanno sono i 50 anni della CITES, la Convenzione di Washington sul Commercio Internazionale delle Specie di Fauna e Flora Selvatiche Minacciate di Estinzione, che è stata firmata nel 1973. La Direttiva Zoo 22/1999CE ha lo scopo di promuovere la conservazione della Fauna selvatica, potenziando il ruolo dei Giardini Zoologici riguardo alla conservazione ed alla biodiversità.

L’Italia ha attuato la direttiva Zoo emanando il Decreto Legislativo 21 marzo 2005 n. 73 “Attuazione della direttiva 1999/22/CE relativa alla custodia degli animali selvatici nei giardini zoologici”.

Gli animali presenti nei boschi e sulle montagne in Italia rappresentano una grande risorsa. Tra questi, ricordiamo la marmotta, la lepre, la talpa romana, lo scoiattolo europeo, l’istrice, il moscardino, il topo quercino, il ghiro e l’arvicola.

Fauna e flora, il patrimonio naturale italiano

L’Italia ospita ben 57.468 specie animali, di cui solo 1.255 sono vertebrati. Infatti il 97,8% della ricchezza faunistica del nostro Paese è composta da invertebrati. L’Italia è un punto di raccordo tra l’Europa e il continente africano per le specie di fauna e flora. La nostra penisola presenta diverse tipologie di paesaggi, grazie alla presenza del mare e non solo. Le catene montuose come le colline, le coste rocciose sono habitat ideali per numerose specie sia di animali selvatici sia di vegetazione.

Nel corso degli anni, purtroppo, a causa dell’interventi dell’uomo sia la fauna che la flora hanno subito molti cambiamenti.

A chi spetta tutelare la fauna e la biodiversità

Grazie ad alcune controversie legali che riguardano l’ambiente e l’inquinamento in generale, noi umani stiamo imparando molto riguardo ai diritti e alla possibilità di difenderci.

La Costituzione italiana, ad esempio assegna alle regioni l’attuazione della materia venatoria. Nello specifico, l’attività venatoria in Italia è regolata dalla legge n. 157/92 “Norme per la protezione della fauna omeoterma e prelievo venatorio”, che rappresenta la legge quadro di disciplina di tutta la materia della caccia e tutela della fauna selvatica.

Lo Stato dal canto suo ha il compito di tutelare la fauna e la biodiversità. Tali principi sono sanciti nell’art. 117, 2, lettera s della Costituzione. Dal punto di vista sanitario per fauna selvatica si intendono tutte le “popolazioni animali a vita libera”, con particolare riferimento a mammiferi e uccelli. In Italia, l’animale più diffuso è il cinghiale, che spesso ha causato problemi su strade e percorsi boschivi.

Fauna selvatica: Responsabilità di incidente stradale causato da animali selvatici

Le responsabilità, dunque sono chiare. Infatti, se si è aggrediti da un animale selvatico oppure quest’ultimo provoca altri tipi di danni, generalmente la responsabilità è in capo alla Regione. In caso di incidente stradale a causa di animali selvatici, se il veicolo danneggiato non disponesse di una propria copertura assicurativa kasko (o dedicata specificamente ai danni da fauna selvatica), potrà chiedere l’indennizzo alla Regione sul cui territorio è avvenuto il fatto.

La Cassazione, inoltre ha stabilito che: il risarcimento per danni causati dalla fauna selvatica alla propria auto è a carico delle Regioni. Queste ultime sono responsabili della gestione della fauna selvatica. Le Regioni possono solo rivalersi eventualmente su enti o associazioni a cui hanno delegato il controllo.

Il risarcimento, dunque all’Ente a cui sono stati affidati concretamente i poteri di gestione e di controllo del territorio. Tale Ente è normalmente la Provincia (o laddove presente della Città Metropolitana). In ogni caso, quando un animale selvatico provoca un danno, è necessario individuare l’ente competente del territorio nel quale avviene l’incidente.

La diatriba legale è un po’ complessa, infatti bisognerà dimostrare che l’Ente (Provincia o Regione competente) non ha tenuto un comportamento diligente omettendo di osservare delle cautele. Infatti ricadono sull’ente gli obblighi, relativi all’esposizione lungo la strada di cartelli di pericolo che segnalano la presenza nell’area di animali selvatici, ad esempio.

Animali selvatici, il ruolo della Provincia

Molte Province dispongono di un fondo di garanzia per le vittime di incidenti provocati da animali selvatici. Tali fondi provvedono, a prescindere dal fatto che vi sia una responsabilità dell’Ente, a pagare una somma a titolo di indennizzo che copre una parte, anche se limitata, degli eventuali danni subiti dall’automobilista. In tale caso è importante attivarsi presso la Provincia per verificare se il fondo è stato istituito e le modalità di accesso all’indennizzo che spesso è vincolato alla presentazione della domanda entro un termine breve.

Giornata mondiale della fauna selvatica, specie protette e animali in via d’estinzione

Gli animali sono specie viventi e sono fondamentali, come le piante per la conservazione dell’ambiente e del nostro benessere. Nonostante ciò, i cambiamenti climatici e i mutamenti messi in moto dall’uomo stanno cambiando anche il nostro habitat. Gli animali selvatici in vai d’estinzione sono: Anfibi, Aquile, Avvoltoio, Balenottera, Elefante, Falco Pescatore, fenicottero, Foca monaca. Tra le specie di animali estinti recentemente ci sono due tipi di pesci (storione e storione ladano), tre uccelli (gru, quaglia tridattila, gobbo rugginoso) e persino il pipistrello rinolfo di Blasius.

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