L’Ignoto, i dialoghi e l’acqua del rubinetto

Carissimo Ignoto, che piacere ritrovarla. Spero che il piacere sia anche suo?

“Ma certamente: pensi che mi metto dietro le sbarre della finestra fin dalle prime ore del mattino per vedere quando arriverà. E neanche vedo l’ora. Anche per la mio e suapia. Sinceramente? La aspetto con ansietà”

Se lei ha un lato positivo è il fatto che non si sottrae mai al dialogo, oltre alla sua infinita gentilezza. Ecco, lei non ha abbandonato definitivamente il pensiero. E anche se, a volte è burbero dice le cose come stanno. Un austero pensante. Le piace questa definizione?

“Solo perché dico ciò che penso, sono gentile? Non si fidi troppo: i più grandi giornalisti sono morti per un semplice e banale errore di stampa. Lei dice non ho abbandonato il pensiero e di conseguenza il pensare. Ho avuto alle elementari, quando in realtà si forma il carattere e la famigerata forma mentis, come docente il professor René Descartes, che tutti noi chiamavamo semplicemente il bel René, il quale ci insegnava che è meglio errare da solo che aver ragione in due. Vede: le esperienze che si fanno durante il transito terrestre per risultare formative devono essere negative, altrimenti non ci si trova alcun insegnamento. Le porto un esempio: lei eredita dieci milioni di Euro; di sicuro avrà una vita in discesa e non avrà mai alcun problema di sopravvivenza. Se, invece, Lei ereditasse dieci milioni di Euro di debiti, allora si dovrebbe industrializzare e far funzionare il cervello”

Le capita di parlare da solo?

“Ma lei ha le pigne? Mi crede scemo oppure pazzo? Forse a Lei può capitare un fatto del genere ma io non sono uno di questi e nemmeno uno di quelli. È vero che sono fuori grazie alla legge Basaglia, ma da qui a parlare da solo ce ne vuole. Può darsi, ma raramente, che abbia qualche dubbio o delle perplessità, me se ho bisogno di suggerimenti e/o consigli allora mi telefono. E molto spesso trovo occupato”

Cosa pensa di quei personaggi, che sbagliano la mira quando sparano ai Presidenti? Non gli darebbe la pena di morte a uno strabico così?

“Non dica sciocchezze! Evidentemente Lei non ha mai sparato a nessuno; non sa che si prova ad ammazzare un uomo. Glielo posso dire io che nella mia vita ho fatto fuori soltanto una decina di giornalisti. E a ben pensarci una giornalista manca alla mia collezione. Prima io poi provvederò a colmare questa laguna blu. Comunque ho notato che mi pone sempre domande tendenziose; pertanto ne deduco che sia mancina”

In casa, lei ha una stanza ovale in cui si ritira per esercitare il pensiero?

“Ho una stanza ma è quadrata, ed effettivamente a volte mi rintano per riflettere, ma i conti quasi sempre non mi quadrano. Ma, ad essere sincero con Lei, una stanza ovale la tengo; ed il garage, dove parcheggio la mia fuoriserie, e dove dopo aver pensato molto capita che possa fare un uovo. Generalmente mi riesce a Pasqua”

Cosa pensa della platealità e al contrario dell’arte o l’abitudine di lavorare dietro le quinte, nella segretezza. Pensa che si arrivi agli stessi risultati? O chi si mostra, chi si sbraccia arriva primo? Da un Ignoto come lei mi aspetto una bella risposta!

“Si aspetta una bella risposta? Le risposte sono sempre consone, per quanto mi concerne. Quando ero in politica mi chiamavano: il sesto. Guardi, oggi, si è visto, soprattutto se segue la tivvì, che per far valere le proprie, idee bisogna alzare la voce e così facendo pare che chi faccia la voce più grossa di conseguenza abbia ragione. Così non è, per un motivo molto semplice: prima o poi a furia di gridare si diventa afoni, dopo di ché un altro comincia a urlare pure lui e colui che finora era rimasto in silenzio ha le tonsille pronte per dire la sua. E così all’infinito. Quando poi spegne il visivo elettrodomestico si renderà conto che tutti, uno via l’altro, hanno detto delle stronzate”

Parliamo di idee. La prima cosa potabile che le passa per la mente…

Che l’acqua del rubinetto non è più quella di una volta…

Grazie Signor Ignoto, come sempre, lei è stato illuminante! Le sono grata per le sue perle di saggezza, per i consigli, i suggerimenti. Con maestria ci porta in giro con l’immaginazione, grande strumento di comprensione. Ci mette davanti dilemmi, come farebbe solo Amleto! Ereditare cento milioni di euro oppure cento milioni di debiti? Molti non avrebbero dubbi; forse è vero, con tanti milioni è facile parlare, sembra semplice qualsiasi cosa. Ma li ha guardati quelli con le orecchie grandi, dalle quali escono soldi e che non sanno più quale altra diavoleria fare? Tutto gli appartiene, tutto è un loro diritto, anche ciò che non lo è. Onnipotenti, con troppo potere da gestire. Essendo miseri umani, questo può sfuggire al controllo, non è vero?

Però, magari, mi chiedevo fra me e me, tra me e lei, una via di mezzo sarebbe meglio? Che ne pensa? Parlavo di milioni…

Funziona lo stesso il cervello, senza milioni e senza debiti pure o no? Senza infamia e senza lode. Così si potrebbe pensare ad essere utili, a fare qualcosa per gli altri, a ingegnarsi per migliorare il mondo. Che dice? Ignoto? Ignoto?

Ecco, già non mi risponde più. Ad una certa, va quasi in letargo. Si ritira nella sua stanza quadrata a riflettere e buonanotte! Ad aspettare la mia prossima visita, dice. In realtà lo ha detto, non vede l’ora che gli porti le mie domande, mi aspetta con ansietà alla finestra.

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