Orsini: Punto di vista su bombardamento dell’Iran in violazione del diritto internazionale

Da quando Israele ha bombardato l’Iran, il Professor Alessandro Orsini ha spiegato le sue tesi su un conflitto che si sta allargando sempre di più. Siamo un paese dove la disinformazione dilaga, al di là di ogni colore politico.

Bisogna affidarsi a fonti autorevoli, esercitare il pensiero critico, senza ideologie politiche, senza pregiudizi di alcun genere. Appena un giorno fa, sui social il professor Orsini si augura l’entrata in guerra di Trump con queste parole:

Speriamo che Trump entri in guerra.

L’Iran non può vincere questa guerra perché Israele ha le testate nucleari. Questa è la ragione per cui l’Iran sta bombardando Israele con una potenza molto inferiore rispetto alle sue possibilità mentre Israele sta attaccando con tutto il suo potenziale. Il fatto che Trump minacci di entrare in guerra direttamente è una buona notizia perché vuol dire che c’è ancora un’opzione prima dell’attacco nucleare. Resta il fatto che Israele è debolissimo rispetto all’Iran e questo accresce il rischio bomba atomica (speriamo mai). Questa guerra, pur avendo molte cause, è radicata nel genocidio del popolo palestinese così come la guerra in Ucraina, pur avendo molte cause, ha il suo epicentro causale nella penetrazione della Nato in quel Paese martoriato. Resta un altro fatto: le democrazie occidentali sono, prevalentemente anche se non esclusivamente, organizzazioni criminali.

Se non possiamo avere la pace, speriamo che Trump entri in guerra.

16/06/2025 – Crosetto mi querela: quando la difesa si difende.

Voglio bene al ministro Crosetto: una persona di grande onestà e rettitudine, schietta e franca. Mi limito a criticare il suo ruolo nel sistema politico di uno Stato satellite usando le ricerche contenute nel mio ultimo libro. A Meloni e Tajani ho detto di peggio. Se sei un alleato strettissimo di un governo genocida che ha sterminato più di ventimila bambini palestinesi poi non puoi lamentarti se un SOLO professore universitario in un Paese di 60 milioni di abitanti ha il coraggio di attaccarti perché hai ripetuto sul Corriere della Sera la propaganda di Netanyahu per giustificare il bombardamento dell’Iran in violazione del diritto internazionale.

Crosetto dovrebbe metterci la firma se il prezzo da pagare per il sostegno a Netanyahu è soltanto un post di critica politica su X. Beato Crosetto che l’unico prezzo che paga è un mio post una volta ogni sei mesi. In un mondo giusto, dovrebbe essere Crosetto ad andare davanti ai giudici per rispondere del suo sostegno militare a Netanyahu nei giorni dello sterminio a Gaza. Invece adesso mi devo sorbire pure questa querela, questa rottura di scatole, con tutte le cose che ho da fare.

Non avere paura crea molti problemi con i potenti. Io non ho paura. Infatti ho un sacco di problemi con il potere politico. Ma poi a che serve querelarmi? Anche ridotto sul lastrico, continuerei a scrivere le stesse cose.

P.S. La frase di Crosetto che ha generato il mio post di critica contro di lui è questa: “Il giorno in cui l’Iran avesse la bomba atomica, non perderebbe un’ora: la userebbe e senza esitazione”.

Questa frase, fornendo sostegno al bombardamento di Trump e Netanyahu contro l’Iran, conferma la tesi contenuta in questo mio libro: “Casa Bianca-Italia. La corruzione dell’informazione di uno Stato satellite

I paesi europei contro la guerra e il riarmo

Non bisogna essere di destra o di sinistra, per capire che il mondo non può essere ostaggio di fanatici e pazzi squilibrati. Ma soffiano venti di pace? Pare di sì. Ma nessuno lo sa, l’informazione ha altro a cui pensare. I Media, specie in Italia sono impegnati a propagandare che la miglior difesa è l’attacco, sono impegnati a giustificare qualsiasi comportamento degli Usa, addormentati, fomentano odio e confusione nelle masse.

Diverse organizzazioni pacifiste e il Comitato di coordinamento delle ONG spagnole contro il riarmo e la guerra hanno lanciato il manifesto “No al riarmo e alla guerra in Europa”.

Otto giorni fa, Madrid è scesa in piazza a gridare di volere la pace. La manifestazione è stata convocata da decine di associazioni riunite nella piattaforma Assemblea contro il riarmo e la militarizzazione, a cui si sono aggiunti anche partiti come Podemos, Izquierda Unida e Sumar – questi ultimi due, soci del governo presieduto da Pedro Sánchez.

Stiamo imboccando una strada pericolosa, stiamo diventando un’economia di guerra. Vale a dire un’economia che punta soldi sulle armi, che utilizza risorse importanti per il riarmo. In Italia molti personaggi politici, per primo il Presidente Sergio Mattarella e Romano Prodi, promuovono questa strategia. La politica italiana di oggi non sa cosa fare, non riesce ad avere un pensiero unico nemmeno sulla guerra e sulla morte di innocenti. Il parlamento europeo ha approvato il piano ReArm con il voto positivo del partito di Giorgia Meloni, di Antonio Tajani e di di metà del Partito Democratico. L’altra metà del PD, come riferisce la segretaria Elly Schlein, si è astenuta. Hanno invece votato contro il riarmo il Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi-Sinistra e il partito filoamericano di Salvini. Destra e sinistra si sono entrambe spaccate al loro interno, una frammentazione senza precedenti che non ci porta da nessuna parte.

Israele e ciò che fa non è frutto di un caso. Si tratta dell’unica ideologia politico-religiosa dell’occidente ad essere al potere in uno Stato super armato, che gode dell’impunità diplomatica delle democrazie occidentali e del sostegno economico-militare degli Stati Uniti.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Blog su WordPress.com.

Su ↑