Venti di guerra e tecniche di manipolazione, Alessandro orsini docet

Vero è che oggi siamo bombardati da notizie su tutti i fronti. Ma mentre alcuni, tra cui politici e giornalisti sono onnipresenti in ogni trasmissione tv, altri devono affidarsi a facebook. Anche se le loro opinioni rappresentano informazione, inducono a ragionare, a guardare la realtà, a fare esercizio di verità. Uno di questi è il Professor Alessandro Orsini che affida il suo pensiero ai social, senza la certezza di arrivare a un numero cospicuo di persone.

Tecniche di manipolazioni secondo Orsini

Ecco cosa ha pubblicato il Professore sulla sua pagina social poche ore fa:

Vorrei spiegare le tecniche con cui la presidente del Consiglio mani […] l’opinione pubblica fingendo di battersi per il cessate il fuoco a Gaza attraverso l’uso strategico della retorica. Le tecnica di Meloni persegue questa finalità: attenuare l’indignazione pubblica mantenendo la sua alleanza di ferro con Netanyahu. La tecnica di Meloni è semplice: Meloni chiede il cessate il fuoco a Gaza però lo subordina a una serie di richieste assurde che rendono impossibile la sua attuazione ovvero disarmo di Hamas ed esclusione di Hamas da qualunque processo di pace. Ragioniamo.

Come potrebbe Hamas consegnare le armi sapendo che Israele intende sterminare tutti i suoi militanti?

Come potrebbe Hamas consegnare le armi sapendo che Smotrich, il 6 maggio 2025 a Ofra, ha dichiarato che Israele spara intenzionalmente sui civili palestinesi a Gaza per distruggere la città “completamente” e consegnarla ai coloni ebrei?

Come potrebbe Hamas consegnare le armi sapendo che Israele intende ampliare gli insediamenti dei coloni ebrei in Cisgiordania per annetterla?

Come potrebbe Hamas consegnare le armi sapendo che Michal Waldiger, il 13 maggio 2025, ha dichiarato alla Knesset che i bambini palestinesi devono essere uccisi? “A Gaza – ha detto Waldiger – nessuno è innocente. Anche i bambini palestinesi devono essere uccisi”.

Come potrebbe Hamas consegnare le armi sapendo che Trump ha annunciato di volere deportare un milione e mezzo di palestinesi per impossessarsi della città?

Siccome Hamas non disarmerà mai, Meloni potrà sempre dire: “Ma io che ci posso fare se la guerra va avanti? Hamas non disarma! Povero Netanyahu!”.

E Netanyahu ringrazia l’amica Giorgia, alleata di ferro nei giorni del genocidio del popolo palestinese.

Meloni può chiedere che Hamas disarmi, ma dovrebbe chiedere contestualmente che Israele si impegni a rispettare i suoi membri. Se chiede la prima cosa, ma non la seconda, è chiaro che Meloni sta facendo una proposta politicamente assurda per manip […] l’opinione pubblica attraverso l’uso strategico della retorica.

P.S. Meloni ha dato armi a Netanyahu a sterminio in corso, non ha mai sospeso l’assistenza militare a Netanyahu e ha attaccato e delegittimato tutti i tribunali internazionali che indagano sui crimini di Netanyahu contro l’umanità.

Se vuoi la pace prepara la guerra

In queste ore ha fatto molto scalpore anche la frase della Presidente del Consiglio, presa in prestito dai Romani: Si vis pacem, para bellum.

Riguardo a tale locuzione, Orsini docet come segue:

Mi permetto di far notare alla presidente del Consiglio che se l’Italia entrasse in guerra con la Russia – preparata o non preparata alla guerra – verrebbe rasa al suolo. Se prendi un gattino e lo prepari alla guerra contro un leone, il leone schiaccia il gattino ugualmente. L’Ucraina si è preparata alla guerra con la Russia a partire dal 2014 però è stata ugualmente schiantata e smembrata.

Il mio consiglio a Giorgia Meloni è di non prepararsi alla guerra con la Russia perché rischiamo di rimpiangere la Seconda guerra mondiale. Il consiglio che mi permetto di dare a ministri e deputati è questo: prima di ripetere pappagallescamente uno slogan degli antichi romani che non conoscevano le bombe atomiche e i missili ipersonici, un tentativo di sottoporre al vaglio della ragione certe frasi fatte lo farei. Il tutto detto rispettosamente, ché questi sono permalosi e non è che io possa contare le querele del governo con il pallottoliere.

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