Geopolitica digitale, dove il mondo virtuale controlla l’attenzione

Se non sei on line non esisti. Quante volte abbiamo sentito questa frase? Ma è vera? Lo è o non lo è in base al valore che diamo al mondo digitale? Che tipo di risonanza mediatica ha avuto l’incontro in Alaska?

Con internet si sono aperte davanti a noi ampie possibilità, mai immaginate. Ma è anche vero che siamo diventati più vulnerabili. Possiamo essere attaccati, influenzati, superati dall’intelligenza artificiale. Numerose sono le battaglie sul web, tutto è diventato digitale.

La politica anche si è trasferita sul web. L’attenzione da dare a un fatto è deciso dagli algoritmi, così l’opinione pubblica viene indirizzata verso qualcosa piuttosto che verso altro. E chi lo decide cosa è più importante? La geopolitica digitale esiste, lavorano gli algoritmi, team di esperti e si costruiscono campagne per orientare il pensiero. L’unico che dovrebbe essere libero.

In questo articolo presentiamo i risultati OSINIT (Open Source Intelligence) raccolti dal sito web Matrice Digitale su un evento che ha avuto una enorme eco: l’incontro in Alaska tra Putin e Trump.

*OSINT include tutte le fonti di informazione accessibili al pubblico, disponibili online o offline.

L’incontro di Anchorage ha innescato una combustione perfetta nell’ecosistema di X.

Tra le 20:30 del 15 agosto e le 15:00 del 16 agosto, la nostra pipeline (Antares per l’estrazione, Aldebaran per l’analisi) registra:

  • 17.230 tweet;
  • 4.619.105 like;
  • 657.270 retweet;
  • 61.004 citazioni,;
  • 319.492 commenti.

Cosa ci raccontano questi numeri?

L’incontro tra Trump e Putin è innanzitutto un evento social. Sono due le narrazioni che possiamo cogliere:

  • L’immagine eccessiva di Trump come simbolo di forza — il post di Geiger Capital supera le 260.000 interazioni, con l’icona dell’aereo stealth “sopra” Putin;
  • Eric Daugherty e Breaking911 rilanciano l’idea che “con Trump presidente non ci sarebbe stata la guerra in Ucraina”: un rovesciamento che usa Putin come certificatore dell’ordine sotto Trump

E la satira come si piazza?

Il Governor Newsom Press Office ribalta la cornice istituzionale con post ironici che superano i 120.000 like; MeidasTouch e la sfera progressista insistono sulla fisicità di Trump (andatura, postura), perché sul web il corpo è sempre argomento politico.

Gli account istituzionali (Casa Bianca, Fox News) tengono il registro documentale, ma la discussione “vera” avviene nella zona grigia dove immagine, testo e reazione costruiscono verità percepite. In questo campo l’algoritmo premia il tempo di permanenza e l’attrito: la celebrazione massimizza like/retweet (identità pronte all’uso), la satira accumula reply (elaborazione collettiva).

Il sentiment è ormai paradosso: su oltre 16.000 commenti, 48% negativo, 41% positivo, 11% neutro. Quando si parla solo di Trump il negativo è 47% (salute, affidabilità), se solo di Putin sale al 52% (zavorra Ucraina); insieme cresce il positivo al 33% e il negativo scende al 48%.

Incontro Putin Trump: Like Trend in tutte le lingue

L’’immagine diplomatica sposta il giudizio dalla persona al processo. Il fattore lingua riflette geografie diverse:

  • in inglese domina il negativo (ecosistema USA saturo);
  • in tedesco tono più morbido su Trump e più duro su Putin;
  • in italiano e spagnolo l’incontro congiunto attenua i picchi;
  • in indonesiano il positivo supera il 60% quando compaiono entrambi (lettura pragmatico-stabilizzante distante dal fronte ucraino);
  • nei contenuti turchi prevale scetticismo (oltre sei su dieci negativi).

La mappa dell’influenza conferma un duello permanente: Casa Bianca prima per somma di like (432.000+), Newsom Press Office mostra che la satira istituzionalizzata può competere; nel campo pro-Trump, Election Wizard, Jack Poso, Gunther Eagleman funzionano da amplificatori sincronizzati; sul fronte opposto, MeidasTouch e Angry Staffer presidiano la contro-narrazione.

Le analisi politiche sull’incontro in Alaska sono state diverse; considerando le opinioni delle persone, ma anche e soprattutto i mass media, che hanno imparato a sviare e manipolare pesantemente l’opinione pubblica, ci domandiamo chi vince?

L’incontro in Alaska da molti è stato definito un pessimo teatrino, infatti, sono state ignorate molte domande di giornalisti. Putin è sceso dall’aereo con un grande sorriso, Trump con il viso tirato. Melania ha inviato tramite il marito una lettera a Putin sui bambini deportati. Chissà se la leggerà? Quando un giornalista gli ha chiesto “Bombarderà ancora civili?” – lui ha detto che non aveva sentito la domanda – quindi nessuna risposta.

E la nostra domanda resta nel web e da lì non esce? Chi vince? Chi ha più like? Chi non ascolta le domande, chi non legge le lettere, chi si reca ad un vertice definito “di pace” e proprio in quelle ore dà ordine di intensificare i bombardamenti su civili e bambini?

Chi vince? l’algoritmo di chi riabilita sulla scena internazionale un assassino? Ignorando la condanna della Corte penale internazionale?

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