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12 gennaio 2026 arriva la notizia all’alba – Alberto Trentini Libero. Libero anche Mario Burlò; i due sono stati rilasciati dalle autorità venezuelane, stanno bene e presto rientreranno in Italia. Lo ha annunciato stamattina Tajani. Meloni ha ringraziato la presidente ad interim Rodriguez, esprimendo “gioia e soddisfazione”. Una prigionia che lascia “feriti difficilmente guaribili”, commenta la famiglia Trentini.
Il Patriarca di Venezia, monsignor Francesco Moraglia ha chiamato la madre di Alberto Trentini, cooperante italiano liberato nelle scorse ore in Venezuela. Il Patriarca “insieme alla Chiesa veneziana – si legge in una nota diffusa dal Patriarcato -, al parroco don Renato e alla comunità di Sant’Antonio del Lido di Venezia – ha accolto con grande gioia la notizia, tanto attesa e invocata nella preghiera e in più interventi pubblici, dell’avvenuta liberazione di Alberto Trentini dopo 423 giorni di prigionia.
Dopo oltre un anno passato nel silenzio della cella Alberto Trentini, cooperante veneziano oggi 46enne arrestato a Guasdualito il 15 novembre 2024 ,è tornato libero. Era finito in manette quando si trovava nel Paese da meno di un mese per conto della Ong ‘Humanity&Inclusion’, impegnata nell’assistenza alle persone con disabilità. Era arrivato a Caracas il 17 ottobre poi, meno di un mese dopo, fermato a un posto di blocco mentre viaggiava per portare aiuti alle comunità locali.
Storia di Alberto Trentini
Alberto Trentini è stato in carcere a Caracas 423 giorni.
9 gennaio 2026 – Ore decisive per la liberazione di Alberto Trentini. Dopo l’attacco di trump in venezuela, sembra più vicina la liberazione del cooperante Alberto Trentini.
Intanto, Caracas ha liberato di diversi detenuti stranieri: la speranza è che sia rilasciato anche il nostro connazionale Alberto Trentini, detenuto da oltre 400 giorni. Meloni: “Gratitudine a Caracas per avvio liberazione detenuti politici”. Trump: “Usa e Venezuela stanno lavorando bene insieme, ho annullato la seconda ondata di attacchi precedentemente prevista”. La prossima settimana incontrerà Machado. Vance insiste sulla Groenlandia. “Aggressività neocoloniale”, accusa Macron .
In queste ore sono stati liberati due italiani: Si tratta dell’ imprenditore Luigi Gasperin e del giornalista e politico Biagio Pilieri.
A Casa Trentin si spera, si rispetta il silenzio e si attende
Il corriere del vento riporta – Da alcuni giorni, nell’appartamento Trentin si è riaccesa la luce. «La nostra famiglia sta vivendo giornate di angoscia e di speranza — hanno detto pochi giorni fa i genitori, seguiti dall’avvocata Alessandra Ballarini —. Chiediamo a tutti di rispettare la consegna del silenzio indicata da Palazzo Chigi ed evitare qualunque strumentalizzazione perché ogni parola sbagliata può compromettere la liberazione». Le loro preghiere verranno finalmente ascoltate? Alberto potrà tornare a casa? Sarà lui uno dei prigionieri che il Venezuela sta liberando? In Italia si attende con loro.
In America esiste un apparato giuridico e burocratico che resiste – Infatti, il senato a maggioranza repubblicana approva la risoluzione per impedire a Donald Trump di intraprendere ulteriori azioni militari contro il Venezuela senza l’autorizzazione del Congresso. Con 52 voti a favore e 47 contrari i senatori hanno inflitto un colpo al presidente. Cinque repubblicani hanno votato insieme ai democratici per limitare Trump. Il provvedimento va ora alla Camera, dove le strada appare più in salita.
Le condizioni di vita nel carcere di Caracas
Alberto Trentin è in carcere in Venezuela dal 14 novembre 2024.
Un ex detenuto svizzero, a luglio scorso ha lasciato il carcere El Rodeo – Mi dicevano di essere un terrorista. Ho visto il cooperante Alberto, fisicamente sta bene, i suoi genitori non perdano la speranza.
L’ex detenuto, in un’intervista su Avvenire ha dichiarato – La trattativa per la mia liberazione è stata portata avanti dal ministero degli Affari esteri della Svizzera. Per Caracas possono decidere solo in tre: il presidente Nicolás Maduro, il ministro dell’Interno Diosdado Cabello o il ministro della Difesa Vladimir Padrino López. È stato uno di loro a portarmi nella residenza dell’ambasciatore. Ha capito che non ero stato trattato bene: mi ha detto che si era trattato di un errore. Ero pietrificato, non riuscivo neppure a parlargli. L’oggetto della trattativa è di carattere riservato. «Ci è costata cara», è l’unica che mi hanno detto le autorità del mio Paese senza specificare niente. È stato soltanto il mio governo a far qualcosa: ci sono tanti avvocati dentro il Paese, che chiedono soldi in cambio di informazioni, ma queste strade parallele rischiano di rivelarsi fasulle.
Armanda Trentini, la mamma di Alberto, affida a Ottavia Piccolo la lettura del suo messaggio: “Mi chiedo ogni mattina, quando inizia un nuovo giorno, cosa penserà del suo Paese che sembra averlo abbandonato?“. Il cooperante veneziano è detenuto in Venezuela dal 15 novembre dell’anno scorso, quindi da 13 mesi. La mamma ringrazia tutti coloro che si stanno mobilitando per chiedere al Governo un’azione incisiva per riportare a casa Alberto, “perché ogni giorno di detenzione in più – dice – ci risulta insopportabile“.
Al Centro culturale Candiani di Mestre una nuova iniziativa pubblica dal titolo “Un anno in carcere senza colpe: liberatelo subito!”. Oltre a familiari e agli amici di Alberto sono intervenuti in collegamento Carlo Verdelli, editorialista del Corriere della Sera che ha definito la vicenda “una vergogna sin dal primo giorno” e Alessandra Ballerini, legale delle famiglie Trentini, Regeni, Paciolla e Rocchelli. Questa nuova mobilitazione è organizzata dall’Associazione Articolo 21 liberi di… con la Fondazione Gianni Pellicani.
Mobilitazione a Mestre per Alberto Trentini: “Fare tutto il possibile per la sua liberazione”. Su Rainews Video e articolo.
Chi è Alberto Trentini?
Alberto Trentini è un cooperante italiano di 46 anni, originario di Lido di Venezia, arrestato in Venezuela il 15 novembre 2024 mentre lavorava per l’ONG Humanity & Inclusion, ONG che opera in diversi paesi per l’inclusione e i diritti delle persone con disabilità.
Una pagina facebook è stata creata – Alberto Trentini Libero – per il ritorno a casa di Alberto Trentini | Take Action: Bring Alberto Trentini Homeche ad oggi conta 6619 followers. Dalla pagina social è partito a marzo scorso il digiuno a staffetta. Nel post, c’è un link nel quale ci si può registrare per il digiuno.
Conferenza Stampa di Armanda Colusso, madre di Alberto Trentini
Il 15 novembre 2025, durante una conferenza stampa a Palazzo Marino, a Milano, Armanda Colusso ha rivolto al governo parole cariche di dolore, annunciando un’interrogazione parlamentare:
“È un’ingiustizia di cui non sappiamo darci pace. Alberto ci è mancato e ci manca ogni giorno. Voglio dirvi quanto difficili siano stati questi 12 mesi per me e la mia famiglia. Mio marito non sta bene. Abbiamo vissuto notti insonne a immaginare come sta Alberto, cosa spera, di cosa ha paura. A mio figlio è stato tolto un anno di vita in cui non ha potuto godere dell’affetto della famiglia.
Fino ad agosto il nostro governo non aveva avuto alcun contatto col governo venezuelano. Fino ad agosto. E questo dimostra quanto poco si sono spesi per mio figlio. Sono qui dopo 365 giorni a esprimere indignazione. Per Alberto non si è fatto ciò che era doveroso fare. Sono stata troppo paziente ed educata ma ora la pazienza è finita. In 12 mesi ho avuto tre telefonate dalla premier Giorgia Meloni e ho avuto due incontri con Mantovano. Dai rappresentanti del governo, da subito, ci è stato imposto il silenzio per non danneggiare la posizione di mio figlio. Ci siamo fidati e abbiamo operato in silenzio. Ma non potendo continuare a essere ignorati, con il nostro benestare è stata fatta un’interrogazione parlamentare”.
Le iniziative per la scarcerazione di Alberto Trentini
Oltre al digiuno a staffetta, nel Veneto sono state organizzati diversi eventi e manifestazioni a favore di Alberto Trentini. Nel maggio scorso, infatti corteo sul Canal Grande, da Santa Chiara al bacino di San Marco a sostegno del cooperante del Lido, in carcere da mesi in Venezuela. Coinvolti amici, cittadinanza e le storiche remiere. Sulla vicenda si sono espressi rappresentanti del Clero, come il Patriarca di Venezia, Moraglia, che ha partecipato al digiuno.
Le condizioni dei detenuti nel carcere di Caracas
Inoltre, l’ONG ha denunciato le condizioni disumane del carcere di Caracas. Secondo “Justicia, encuentro y perdon” sono frequenti i casi di percosse, restrizioni alimentari e trattamenti umilianti. Il “Comité por la libertad de los presos politicos” racconta la situazione di quattro attivisti: in totale isolamento, senza vestiti, ammanettati 24 ore su 24 e senza accesso neppure ai farmaci.
Nicolás Maduro, Presidente del Venezuela viene descritto come un dittatore. Il suo governo è riuscito a rendere marginale l’opposizione, ha represso diritti e libertà dei cittadini e spesso ricorre a repressioni militari e di polizia. Il clima che si respira nel paese e il controllo da parte delle istituzioni dei diritti civili e della vita dei cittadini ha creato una grave crisi economica e umanitaria.
Fonti: Rainews – TGr Veneto

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