Se stiamo zitti, moriamo anche noi!
A San Gregorio Armeno, la “via dei presepi” di Napoli, gli artigiani hanno realizzato e esposto presepi e striscioni di protesta legati a Gaza, esprimendo solidarietà al popolo palestinese e condannando la guerra, con opere che raffigurano la Natività ferita e avvolta nella bandiera palestinese, simboli di pace e denuncia del “genocidio”, un’iniziativa che unisce tradizione, artigianato e impegno civile per la pace, come “«Si ce stammo zitti murimme pure nuje»” (Se stiamo zitti, moriamo anche noi).
A Firenze Un gruppo di attivisti di “Firenze per la Palestina” ha trasformato via Tornabuoni, cuore dello shopping fiorentino, in un palcoscenico di protesta con un flash mob natalizio. Al centro dell’azione, una shopping bag gigante decorata con lucine festive, su cui spiccava lo slogan “Il nostro Natale finanzia il genocidio”.
La performance, inscenata tra i turisti e i passanti del periodo festivo, ha denunciato i legami finanziari tra alcuni marchi di lusso e Israele. “Molti prodotti di bellezza, champagne, orologi e altri articoli che aumentano le vendite nel periodo natalizio sono legati finanziariamente a Israele”, si legge in una nota diffusa dagli attivisti. Sulla borsa illuminata sono state affisse bandiere palestinesi e cartelli che associano brand da boicottare a immagini di bombe e scene di distruzione in Palestina.
Agli avventori è stato distribuito un volantino in inglese, rivolto soprattutto ai visitatori stranieri della via: “Per imporre il diritto internazionale, boicotta le marche complici di Israele”. L’iniziativa rientra nella campagna di sensibilizzazione BDS (Boycott, Divestment, Sanctions) contro le politiche israeliane.

A Monte Sant’Angelo, provincia di Foggia Al posto delle classiche statuine ci sono scene di vita quotidiana nelle località colpite dalle guerre, per un appello a costruire la pace anche in mezzo al caos dei recenti conflitti

Fonti: Foggiatoday, Agenziaimpress

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