Angelina Jolie visita Rafah: sostegno ai palestinesi… e gli altri?

Angelina Jolie ex inviata speciale dell’Alto Commissariato per i rifugiati è giunta al valico di Rafah per visitare la frontiera e le condizioni dei palestinesi.

L’attrice statunitense ha visitato oggi la città di Al Arish e il lato egiziano del valico di frontiera di Rafah, dove ha incontrato rappresentanti della Mezzaluna rossa e camionisti che trasportavano aiuti umanitari per la popolazione della Striscia di Gaza. Jolie, ex inviata speciale delle Nazioni Unite per i rifugiati, è stata accompagnata durante la sua visita dal governatore del Sinai settentrionale, Khaled Megawer, per vedere le condizioni dei palestinesi feriti trasferiti in Egitto e per verificare la distribuzione degli aiuti.

Secondo i media locali, l’ex inviata speciale dell’Alto Commissariato per i rifugiati avrebbe voluto verificare di persona le condizioni dei palestinesi feriti, trasferiti in Egitto e le modalità di distribuzione degli aiuti. L’attrice si è espressa contro la guerra a Gaza a seguito degli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023 e ha accusato Israele di prendere deliberatamente di mira i civili.

Chi si espone?

La popolarità è anche un potere; il fatto di avere un seguito di persone è una grande responsabilità. In questi ultimi anni, attori, cantanti e personaggi pubblici hanno lanciato messaggi e si sono esposti, sfruttando la loro immagine, a favore degli oppressi e dei più deboli.

Altri hanno deciso di non farlo. Forse, fare un bel film o cantare una bella canzone non basta. Come non basta far ridere, senza che ci sia qualcosa oltre. Molti attori e comici scelgono di non esporsi, di non prendere una posizione netta, scelgono di non inviare un messaggio chiaro a chi li segue. Questo è un modo sbagliato di fare spettacolo fine a se stesso. La libertà è di tutti, e ognuno ha diritto di non esporsi, se non vuole. Alcuni personaggi famosi sono liberi di mettere al primo posto la loro carriera, la trasmissione in tv che fa molti ascolti, le ospitate e gli spazi sui social o sui giornali.

Fiorello in un’intervista ha detto che lui non si esprime perché non ha le giuste conoscenze. I telegiornali non li guarda? Qualunque risposta può essere strumentalizzata, quindi non dice nulla. Non puoi dire nemmeno patteggio per la pace. Le guerre mica le deve risolvere lui?

Beppe Fiorello in un’intervista – Importante parlarne sempre e in ogni contesto e per non lasciare in uno stato di abbandono una popolazione che sta subendo molto. Ci auguriamo che i grandi della terra possano mettere fine alle guerre.

Andrea Scanzi, l’anno scorso ha scritto un post sulla posizione di Fiorello:

Finalmente molti artisti dicono la loro su Gaza e Palestina. Il Fatto ha aperto in merito un appello agli artisti, e in tanti stanno aderendo. Qualcuno, in verità, ne parla e si schiera da sempre (tipo Mannoia o Iacchetti). – Ricordiamo anche Marisa Laurito, Anna Foglietta, Greta Scarano e tanti altri.

Tanti altri, ahinoi, non lo fanno mai. La lista è lunghissima. Tra questi, oserei dire al primo posto, il comichetto innocuo per antonomasia: Fiorello. L’emblema del “quasi artista” furbino, sempre in prima fila quando c’è da fare spot e sempre in ultima fila quando c’è anche solo da rischiare mezza frase o battuta. Se il coraggio facesse reddito, Fiorello sarebbe in bancarotta da una vita.

Disinnescato per scelta, buono per tutte le stagioni, finto simpatico (se qualcuno osa imitarlo o criticarlo si incaxxa come pochi), rancoroso e vendicativo come nessuno: la quintessenza del cerchiobottismo da bosco e da riviera. Perfetto come nessuno per i varietà nazionalpopolari, perché sa fare benissimo tutto e al tempo stesso niente, da eterno animatore da villaggio turistico qual è.

Fiorello è l’incarnazione dell’italiano medio che tiene famiglia. Pavido a prescindere, calcolatore, furbamente apolitico, comico ma mai satirico, bravo come nessuno nel non prendere mai veramente contropelo nessuno (se non chi fa comodo attaccare, e lì Fiorello si scatena, per essere ancora più mainstream e filo-governativo).

Parafrasando la mitica locura del mitico Boris, Fiorello (Rosario) è l’intrattenitore per antonomasia nel paese delle musichette, mentre fuori c’è la morte. Se fosse una cantante, sarebbe Laura Pausini. Se fosse un vino, sarebbe una gazzosa. Se fosse conformista, sarebbe Fiorello.

In un mondo di dittatori, in un nuovo anno iniziato con il Pacifista che bombarda il Venezuela, un terrorista legalizzato che sorvola indisturbato i cieli italiani e bandisce 37 ONG da Gaza, il silenzio è vergognosamente colpevole.

Un pensiero riguardo “Angelina Jolie visita Rafah: sostegno ai palestinesi… e gli altri?

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  1. Tanto di cappello ad Angelina Jolie per essersi esposta. E immagino che tante altre persone di successo che non si espongono fanno così perché temono ripercussioni. Il che è altrettanto deprimente. Sappiamo tutti che quel che sta succedendo a Gaza è un’atrocità terrificante e in questo caso bisognerebbe fare fronte comune.

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