Basta mettere una accanto all’altra le prime pagine di oggi e quelle del 25 febbraio 2022, che viene fuori il binomio: Giornali italiani, propaganda USA
In questi anni il sistema mediatico sta mostrando all’Italia intera tutta la propria ipocrisia. Basta mettere una accanto all’altra le prime pagine di oggi e quelle del 25 febbraio 2022, il giorno dopo l’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, per capire come funziona l’informazione in Italia.
Il 25 febbraio 2022 Il Giornale titolava: “Putin Kamikaze”.
Il 4 gennaio 2026, lo stesso giornale titola: “La Liberazione”. “Gli Usa depongono il dittatore Maduro”.
Il Giornale è edito da Il Giornale srl (già Società Europea di Edizioni), la quale beneficia di contributi pubblici tramite il Fondo Straordinario in base alle copie vendute. Per l’anno 2023 la Società Europea di Edizioni, riferito alle copie vendute nel 2022, ha ricevuto €915.180,90. Per l’anno 2022, sulle copie vendute nel 2021, ha ricevuto €461.746,64.
Sovvenzioni e contributi alla stampa italiana
Il 25 febbraio 2022 Libero apriva con: “Vladimir il terribile. Quel figlio di Putin”.
Il 4 gennaio 2026, Libero titola: “Trump Libera tutti. Tiranno caduto, sinistra in lutto”.
Anche Libero beneficia da anni di contributi pubblici. Nel 2022 ha ricevuto €3.378.217,01, nel 2023 € 5.407.119,97 e nel 2024 – solo come anticipo – € 2.703.559,99.
Il 25 febbraio 2022 Il Tempo titolava: “La guerra la paghiamo noi”.
Il 4 gennaio 2026, invece, troviamo: “El Libertador” (con foto di Trump).
I giornali italiani in numeri
Il Tempo è edito da Il Tempo SRL, la quale beneficia di contributi pubblici tramite il Fondo Straordinario in base alle copie vendute. Per l’anno 2023, riferito alle copie vendute nel 2022, il Tempo SRL ha ricevuto €201.191,00. Per l’anno 2022, sulle copie vendute nel 2021, ha ricevuto €93.931,73.
Il Foglio nel 2022 titolava: “Contro Putin costi quel che costi”. Oggi, invece, titola: “Come può esistere un’Europa schiacciata tra Trump e Putin? Oltre le politichette, è ora di un nuovo patriottismo continentale”. Da un titolo di militanza a uno da salotto intellettuale.
Anche Il Foglio beneficia da anni di contributi pubblici: nel 2022 € 2.079.514,37, nel 2023 € 2.095.305,57, nel 2024 – solo come anticipo – € 1.047.652,79.
Questa è propaganda occidentale finanziata con denaro pubblico. È tutto qui, senza giri di parole. Se è Putin a invadere uno Stato sovrano, allora si titola “Putin Kamikaze”. Se a farlo, invece, sono i padroni americani, improvvisamente la guerra diventa “liberazione”. Cambiano i soggetti, ma soprattutto cambia il vocabolario. E con il vocabolario cambia il giudizio morale che si vuole imporre all’opinione pubblica.
Confrontare i titoli dei giornali è utile e interessante, ma anche leggere i titoli in sovraimpressione in certe trasmissioni Tv ci fa capire molto.
Storia dei colpi di Stato made in USA
Dalla Seconda guerra mondiale in poi, per mantenere il predominio su una fetta consistente del mondo, quella che viene ancora definita dai servi mediatici occidentali “la più grande democrazia al mondo” non ha fatto altro che promuovere colpi di Stato, realizzare guerre e massacrare milioni e milioni di cittadini praticamente in tutti i continenti. Ovviamente gli Stati Uniti non avrebbero potuto massacrare popoli interi senza il beneplacito dell’Europa. Tuttavia mai nella storia recente l’Europa si è comportata come si comporta adesso, ovvero come una succursale statunitense, una colonia, un protettorato, nonostante gli stessi USA guidati da Trump abbiano più e più volte dichiarato che non intendono più occuparsi dell’Europa.
Qualcuno riterrà gli Stati Uniti un Paese troppo forte. Senz’altro, ma la loro forza è frutto di conclamate violazioni del diritto internazionale, di osceni colpi di Stato e, ripeto, di massacri infiniti.
1953: IRAN (Presidente Dwight D. Eisenhower)
Il 1953 è un anno importante. Enrico Mattei fonda l’ENI (Ente Nazionale Idrocarburi) e inizia a lavorare per la sovranità energetica italiana; Stalin passa a miglior vita; Napolitano viene eletto deputato per la prima volta e in Persia viene eletto presidente un laico chiamato Mohammad Mossadeq. Mossadeq riteneva che il petrolio, la più grande ricchezza dell’Iran, appartenesse al popolo persiano; dunque, appena eletto presidente, decise di nazionalizzare l’industria petrolifera, compresa la più grande raffineria al mondo di allora: la raffineria di Abadan. All’epoca erano le imprese petrolifere straniere a dettare legge in Persia. Ovviamente quelle statunitensi, ma soprattutto l’Anglo-Persian Oil Company, oggi nota come BP, la più grande impresa di idrocarburi britannica. su pressione dell’Anglo-Persian Oil Company, la CIA e l’MI6, ovvero l’agenzia di spionaggio per l’estero del Regno Unito, pianificarono e organizzarono l’operazione Ajax, il colpo di Stato in Iran grazie al quale il presidente eletto venne cacciato e al suo posto venne instaurata la dittatura sanguinaria guidata da Mohammad Reza Pahlavi, l’ultimo Scià di Persia, un ottimo amico dell’Occidente perché comprava armi e permetteva alle imprese straniere di gestire il petrolio iraniano.
- 1954 Guatemala
- 1961: CONGO
- 1961: CUBA
- 1961-64: BRASILE
- 1964: VIETNAM
- 1965: REPUBBLICA DOMENICANA
Cosa dicono i giornali oggi, 5 gennaio 2026?
La Repubblica e La Stampa hanno lo stesso titolo: Trump: ora la Groenlandia
Il Fatto Quotidiano: Il trio Ursula, Kallas e Meloni stanno con l’aggressore (se è USA)
Libero (ci insegna) : Perché è legittimo far cadere i dittatori – DIRITTO DI GOLPE (qua il lettore può interpretare e giudicare, se vuole può anche pensare perché non sarebbe legittimo far cadere anche gli altri dittatori?)
Avvenire: Cambio di regime
Il titolo di Avvenire è anche una prospettiva concreta. Quella, appunto che avvenga semplicemente un cambio regime, cioè che si passi dalla padella alla brace.
Illuminante è un articolo su TheGuardian di Nesrine Malik – intitolato – Il colpo di stato di Trump in Venezuela non ha solo infranto le regole, ma ha anche dimostrato che non ce ne sono. Ce ne pentiremo tutti.
Il colpo di stato in Venezuela non è un’esibizione del lungo braccio della legge, ma il fatto che gli Stati Uniti sono la legge e non sono soggetti a una legge superiore, in grado di esercitare il loro straordinario potere e la loro letalità nel cuore della notte, uccidere decine di innocenti senza subire conseguenze, per non parlare della censura.
Infine, è bello rileggere una memoria di Corrado Augias
“Ricordo ancora la domanda che fece il professore di filosofia il primo giorno di liceo: A che serve studiare? Chi sa rispondere? Qualcuno osò rispostine educate: a crescer bene, a diventare brave persone… Niente, scuoteva la testa.
Finché disse: Ad evadere dal carcere. Ci guardammo stupiti.
L’ignoranza è un carcere. Perché là dentro non capisci e non sai che fare.
In questi cinque anni dobbiamo organizzare la più grande evasione del secolo. Non sarà facile, vi vogliono stupidi, ma se scavalcate il muro dell’ignoranza poi capirete senza dover chiedere aiuto. E sarà difficile ingannarvi. Chi ci sta? Mi è tornato in mente quell’episodio indelebile, leggendo che solo un ragazzo su venti capisce un testo. E penso agli altri diciannove, che faticano ad evadere e rischiano l’ergastolo dell’ignoranza.
Uno Stato democratico deve salvarli perché è giusto. E perché il rischio poi è immenso: le menti deboli chiedono l’uomo forte.” Corrado Augias
Altre fonti: Alessandro di Battista, TheGuardian

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