Ascolti Record per La Preside di Caivano interpretata da Luisa Ranieri

12 gennaio 2026 parte la serie tv, ispirata a Eugenia Carfora, preside dell’istituto Morano al Parco Verde di Caivano. La preside si batte contro la dispersione scolastica in uno dei luoghi più difficili della periferia di Napoli.

Polemiche sulla serie tv La Preside

Ascolti Auditel 12 gennaio 2026

Enza Angela massaro e Il Giornale di Caivano

La storia di Eugenia Carfora è al centro della fiction “La Preside”, con Luisa Ranieri, in onda dal 12 gennaio 2026 su Rai 1.

La dirigente scolastica Eugenia Carfora è intervenuta nella trasmissione “Tutti in Classe” su Rai Radio 1, condotta da Paola Guarnieri, in occasione del debutto della miniserie La Preside su Rai 1.

La serie tv la Preside si compone di quattro puntate. Luisa Ranieri interpreta un personaggio liberamente ispirato alla dirigente dell’Istituto Morano di Caivano.

Come nasce la serie tv La Preside?

La Preside nasce da un’idea di Luca Zingaretti, marito di Luisa Ranieri, che dopo aver visto il documentario “Come figli miei” di Domenico Iannacone ha voluto mettere in scena questa storia. Le prime due puntate risultano già disponibili su RaiPlay.

Eugenia Carfora ha confermato alcuni dettagli nella fiction che riguardano la situazione iniziale dell’istituto. All’interno della scuola, infatti esisteva una lavanderia illegale, che creava condizioni di dipendenza attraverso servizi che si trasformavano in una piccola bottega.

La dirigente ha spiegato che i luoghi dell’educazione e dell’istruzione devono essere impeccabili e che i ragazzi hanno il diritto a un ambiente sano, per cui chi non faceva parte del progetto educativo doveva andare via.

Il primo giorno di apertura dei cancelli della scuola si presentarono solo 20 studenti, mentre oggi l’istituto ne conta 700. L’Istituto Morano offre un indirizzo tecnico industriale implementato con informatica, meccanica e meccatronica, oltre a un settore professionale alberghiero che la dirigente ha voluto attivare nonostante le perplessità di chi sosteneva l’assenza di turismo nella zona.

Carfora ha girato l’Italia per chiedere opportunità di stage e attività integrate per i suoi studenti. ha dimostrato, che i ragazzi del Parco Verde di Caivano possiedono talenti straordinari quanto quelli di altre città.

Chi è Eugenia Canfora?

Eugenia Carfora è nata nel 1960 a San Felice a Cancello, in provincia di Caserta. Si è laureata in Scienze dell’Educazione e ha cominciato a insegnare. Impegnata da subito nel sociale, nell’area della Domitiana tra le province di Napoli e di Caserta. La dirigente arriva all’Istituto comprensivo Viviani nel Parco Verde di Caivano nel 2007. Caivano diventerà noto per episodi di violenza ai danni di due bambine. Nel 2013 Carfora è passata a dirigere l’istituto Morano.

In un lungo post, Domenico Iannaccone si è detto emozionato alla vigilia della messa in onda della serie tv, realizzata anche grazie a lui:

𝐃𝐞𝐯𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐞𝐬𝐬𝐚𝐫𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐩𝐚𝐫𝐞𝐜𝐜𝐡𝐢𝐨 𝐞𝐦𝐨𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐚𝐭𝐚 𝐝𝐞 𝐋𝐚 𝐏𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞, 𝐥𝐚 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐚 𝐟𝐢𝐜𝐭𝐢𝐨𝐧 𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐧𝐝𝐫𝐚̀ 𝐢𝐧 𝐨𝐧𝐝𝐚 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐬𝐞𝐫𝐚 𝐢𝐧 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐬𝐞𝐫𝐚𝐭𝐚 𝐬𝐮 𝐑𝐚𝐢 𝟏 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝟐𝟏:𝟑𝟎.

La serie, interpretata da Luisa Ranieri, è liberamente ispirata alla storia vera di Eugenia Carfora, la dirigente scolastica che ha guidato una vera e propria rivoluzione culturale all’Istituto Morano di Caivano, uno dei contesti più difficili della periferia napoletana, segnato da dispersione scolastica e criminalità.

Ho avuto la fortuna di conoscere e raccontare Eugenia negli anni: nel 2018, con una puntata speciale de I Dieci Comandamenti (Rai3),

e poi nel 2024, con Il capolavoro, tratto da Che ci faccio qui (Rai3) — un naturale prolungamento della sua storia e degli sviluppi di questa straordinaria esperienza.

Sapere oggi che questo lavoro abbia ispirato Luca Zingaretti e la Rai a produrre una fiction mi rende davvero felice, e conferma quanto parlare di scuola non fosse importante solo allora, ma lo sia ancora di più oggi.

Eugenia — e attraverso lei la sua rappresentazione in La Preside — con il suo esempio straordinario scardina la narrazione di chi considera l’istruzione un fatto secondario per le periferie italiane.

Non perdetevi la prima puntata questa sera su Rai 1 alle 21:30.

Ascolti TV

Dai dati Auditel diffusi, di lunedì 12 gennaio 2026, che riguardano le percentuali degli ascolti tv si evince che: La serie tv – La Preside ha tenuto incollati davanti allo schermo 4.814.142 spettatori, registrando ben il 27,0% di share.

Le polemiche sulla serie Tv – La Preside

Dopo la messa in onda della prima puntata de – La Preside – sui social si sono scatenate le polemiche. La lotta è tra chi si emoziona e tra chi ritiene che né i luoghi né le vicende raccontate siano conformi alla realtà. Forse, senza essere esperti in materia, possiamo avanzare l’ipotesi che una fiction è finzione, magari l’obiettivo è far conoscere, smuovere le coscienze. Ma ecco, una parte dei commenti alla prima puntata, anche di persone che conoscono Caivano:

T.C. Già hanno iniziato con una bufala, lei prima del Morano è stata per 7 anni preside delle medie, e certamente quando è andata al Morano non lo ha trovato in quelle condizioni.

Prof. M. B. – Sam Gilda Sta per andare in onda su Rai 1 l’ennesima fiction celebrativa: la storia della “preside di Caivano”. Un racconto costruito ad arte, che nulla ha a che fare con la complessità reale della scuola e che serve, piuttosto, a legittimare politicamente il cosiddetto Decreto Caivano.

Intorno a questa figura si è creato un clamore spropositato, un’aura eroica funzionale a un messaggio molto chiaro: esistono “uomini e donne forti” che, insieme a decreti repressivi, possono risolvere magicamente i problemi delle cosiddette scuole di frontiera. Una narrazione rassicurante, romantica, ma profondamente falsa. Parlo con cognizione di causa. Sono docente da 32 anni, e metà della mia carriera l’ho trascorsa proprio nelle scuole di frontiera. Da 25 anni sono dirigente sindacale: ho conosciuto decine e decine di dirigenti scolastici, anche in contesti difficilissimi. So bene cosa significhi dirigere una scuola complessa e so distinguere tra autorevolezza e autoritarismo.

L’alone eroico costruito intorno alla preside di Caivano è solo fumo negli occhi. Serve a far passare l’idea che il Decreto Caivano, insieme a presunti “eroi”, sia la ricetta vincente per creare una scuola amata e rispettata. Ma la realtà è un’altra. Nella vita reale, quella dirigente è spesso in aperto contrasto con docenti e personale ATA. Un modo di agire basato sull’imposizione, non sulla condivisione; sul comando, non sulla direzione; sull’ordine, non sul rispetto della dignità dei lavoratori. Una gestione che nulla ha a che vedere con una comunità educante.

La scuola raccontata dalla fiction non è la scuola reale: decine di docenti e lavoratori ATA che scappano chiedendo il trasferimento, numerosi contenziosi aperti per presunti abusi, un clima lavorativo tutt’altro che sereno. Tutto questo, ovviamente, non trova spazio nel racconto televisivo. Il messaggio finale è chiarissimo: la preside di Caivano è il simbolo di questo governo. L’eroe da esibire, la figura da ostentare per giustificare politiche securitarie e autoritarie anche dentro la scuola.

Ma la scuola vera non ha bisogno di eroi solitari né di decreti propaganda. Ha bisogno di investimenti, rispetto, partecipazione e democrazia. Tutto ciò che una fiction di Stato, ancora una volta, sceglie di non raccontare.

A.A.La preside si sta prendendo i meriti di quei docenti che veramente andavano a prendere i ragazzi nel rione ed erano la macchia Nocera Maria d Alessio Rosaria molaro Sebastiano di Sarno Cordova Nuzzo falco Luisa dell’aversano ecc questi dal 91 al 2000 erano i docenti che hanno fatto la storia della scuola r Viviani dove la preside carfora ha fallito ed è andata via l anno dopo bisogna dire la verità.

C.B. – Devo dire che l’attrice Luisa Ranieri, interpreta perfettamente il ruolo della preside in tutto, nei movimenti, gesti e nei modi di parlare..bravissima.  Per quanto riguarda i fatti avvenuti, diciamoci la verità..la preside ha cambiato tantissimo l’istituto.. io la ammiro come donna, complimenti per tutto.  E confermo che è davvero così perché l’ho conosciuta personalmente!!

Mio figlio ha frequentato quell’istituto per cinque anni, quindi ho conosciuto di persona la preside e per me nn è affatto come lei l’ha descritta..altrimenti nn avrei accettato che mio figlio frequentasse quell’ambiente, certo che descrivere una preside come bullo è un’accusa gravissima!! Ma si rende conto del peso della parola e di cosa significa davvero bullizzare??

A.P.Ero emozionata e in trepidante attesa per la prima puntata de “la preside”e posso affermare che la interpretazione della Ranieri è fedele alla persona di Eugenia, i fatti sono reali. Ho avuto il privilegio e la fortuna di conoscerla per invitarla come relatore per ben due volte ai congressi di Meritocrazia Italia sul tema scuola e cultura. Una donna straordinaria, un dirigente di Esempio.

R.F. – Quello che stato rappresentato nella fiction non è Caivano ma un altro paese c era il degrado ma qua hanno esagerato in tutto

G.G. Caivano non è una fiction. Ed è proprio questo il punto che molti continuano a ignorare.

Un prodotto televisivo, anche quando “si ispira a fatti reali”, resta una narrazione, con tempi, personaggi e dinamiche costruite per emozionare. Dire che tutto è realistico e che racconta la verità significa confondere il linguaggio della TV con la complessità di un territorio vero, fatto di persone, contraddizioni, errori e percorsi diversi. Il Parco Verde non è stato una storia unica, ridurre tutto a una rappresentazione che funziona bene sullo schermo rischia di semplificare e di restituire un’immagine parziale, se non distorta, di Caivano. Nessuno nega l’impegno, il lavoro, né le battaglie portate avanti negli anni da chi ha operato nella scuola e sul territorio. Ma raccontare Caivano come se fosse perfettamente sovrapponibile a una serie TV significa togliere voce a chi ha vissuto realtà diverse, spesso più dure e meno “raccontabili”. Caivano è fatta di persone vere, non di personaggi. Di storie che non sempre hanno avuto un lieto fine.

Di ferite che non si chiudono in una puntata. Difendere la realtà significa anche avere il coraggio di dire che non tutto ciò che emoziona è vero, e che una fiction, per quanto ben fatta, non può e non deve diventare la verità ufficiale di un territorio.

Caivano merita rispetto. E il rispetto passa dal non trasformarla in un racconto televisivo.

Ciò che avviene dopo la trasmissione de La Preside è uguale a ciò che è accaduto e accade a Caivano

A leggere alcuni commenti, sembra quasi che persino la fiction di una realtà debba fare i conti con muri e attacchi. Sembra che chi ostacola, sminuisce, trovi mille “ma e se”, e continui a fare il suo lavoro anche dopo gli episodi, anche dopo che un documentario ha mostrato la realtà. Anche dopo i “fatti” avvenuti a Caivano, raccontati dalla tv e quindi, inconfutabili. Non si tratta di essere migliori, ma è una questione di posizioni e di scelte, di onestà, di spirito propositivo. La critica può essere anche costruttiva. I tempi di una fiction fanno a pugni anche con la realtà, tanto che è impossibile essere fedeli alla verità dei fatti al 100%.

Ma alla fine di ogni puntata viene puntualizzato che i fatti si riferiscono ad eventi accaduti in altri contesti e in altre epoche. Ciò vuol dire, per chi non l’avesse afferrato, che si parla delle nostre storie, delle nostre società, e in alcuni casi di noi stessi.

Pertanto, il fidanzato geloso che non permette alla ragazza di andare a scuola e che tenta di soffocarla esiste davvero. Si trova tra di noi, a Caivano, a Giugliano, a Casavatore. Chi spaccia esiste. In un altro contesto? cento, duecento metri più in là? Ma esiste. Chi critica e si attacca a qualsiasi cosa pur di umiliare, svilire il racconto e il lavoro di docenti e dirigenti impegnati cerca di esistere, in un mondo di perseguitati da manie di protagonismo ed da egoismo. Esistete! Sui social, ma per poco. Esistete, ma nel modo peggiore e giusto il tempo di pochi secondi.

La verità raccontata in un Video Istituto Morano.

Ci chiedete spesso se davvero la Preside Carfora al suo arrivo nel Parco Verde trovo l’I.S. “F. Morano” come descritto dalla fiction…vi rispondiamo con un video: la Preside quando nel 2007 scelse il Parco Verde, scelse un Istituto Comprensivo, “Viviani” che trovò come documentato in questo video…

Invece come trovò l’I.S. “F. Morano”?

Ve lo racconteremo…

https://fb.watch/EIOF954Qa1/

Giornale di Caivano

Enza Angela Massaro, giornalista de Il Giornale di Caivano annuncia con un post sui social:

Certe storie non si raccontano a metà. Su La Preside girano troppe voci contrastanti, interpretazioni veloci, giudizi lanciati da lontano. Ma Caivano non è uno slogan né una scenografia: è una realtà complessa che merita una spiegazione adeguata, senza filtri né scorciatoie narrative.

Noi quella spiegazione gliela daremo. Con i fatti, con le parole giuste, e soprattutto con rispetto. Perché le storie vere non si semplificano. Si capiscono.

A ottobre 2025 Il Giornale di Caivano aveva dato notizia di un intervento dei Carabinieri all’interno dell’Istituto scolastico Morano:

“Dobbiamo far rumore con lo studio, non con le armi” (Eugenia Carfora)

Sabato mattina i carabinieri della compagnia di Caivano sono intervenuti nell’istituto scolastico Morano all’interno del Parco Verde su richiesta della dirigente scolastica. Tre ragazzini – due hanno 13 anni mentre il terzo ne ha 14 – erano stati trovati in possesso di 3 coltelli. I tre ragazzini sono stati segnalati alla Procura per i minorenni di Napoli per poi essere affidati ai rispettivi genitori. Le armi sono state sequestrate. Le interviste al dirigente scolastico Eugenia Carfora e a Padre Maurizio Patriciello.

Fonte Immagine: L’Unità

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