Olimpiadi Milano Cortina: Gli sponsor inquinanti e assunzioni Vip

Segui i soldi. Giovanni Falcone

Olimpiadi Milano Cortina: Secondo un nuovo report le emissioni degli sponsor inquinanti mettono a rischio neve e ghiacciai. Greenpeace Italia commenta: <<Il Comitato olimpico non dovrebbe accettare i soldi dalle aziende responsabili della crisi climatica>>.

Iniziato il conto alla rovescio per l’inizio delle Olimpiadi invernali 2026, che avranno inizio venerdì 6 febbraio 2026 fino a domenica 22 febbraio 2026.

I XXV Giochi olimpici invernali, noti anche come Milano Cortina 2026, si terranno dal 6 al 22 febbraio 2026 a Milano e Cortina d’Ampezzo, città assegnatarie della manifestazione in forma congiunta.

Il mese di febbraio 2026 darà inizio anche al Festival della canzone italiana, meglio noto come Sanremo. Anche la manifestazione canora, ogni anno ospita sponsor che in cambio di lauti elargizioni mettono in campo pratiche di greenwashing.

ROMA, 18.01.26 – Greenpeace Italia commenta l’allarme lanciato oggi da Scientists for Global Responsibility e del New Weather Institute a proposito degli impatti climatici su neve e ghiacciai delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026 e di tre dei suoi partner più inquinanti: Eni, Stellantis e ITA Airways. 

Il report “Olympics Torched” pubblicato oggi dalle due organizzazioni stima che l’impatto totale delle emissioni delle Olimpiadi Invernali 2026 e di questi tre accordi di sponsorizzazione porterà a una perdita di circa 5,5 chilometri quadrati di manto nevoso e a oltre 34 milioni di tonnellate di ghiaccio sui ghiacciai.

«È assurdo che fra i principali partner dei Giochi Olimpici di Milano Cortina figurino aziende inquinanti che con le loro emissioni fuori controllo alimentano la crisi climatica, minacciando la sopravvivenza dei ghiacciai e del manto nevoso e quindi delle stesse Olimpiadi invernali», dichiara Federico Spadini della campagna Clima di Greenpeace Italia.

«Le aziende del petrolio e del gas come Eni non dovrebbero avere l’opportunità di sfruttare eventi sportivi di grande visibilità per ripulirsi l’immagine e nascondere le proprie responsabilità ambientali. Il Comitato Olimpico Internazionale, oltre a impegnarsi per ridurre ulteriormente le emissioni legate agli eventi sportivi, dovrebbe interrogarsi su questa assurdità e prendere una posizione a favore del clima del pianeta in linea con i suoi valori, rifiutando le sponsorizzazioni delle aziende che usano gli eventi sportivi per fare greenwashing».

La procura chiede di archiviare l’indagine sulle assunzioni vip per Milano-Cortina

A Milano la procura chiede l’archiviazione del filone sulle assunzioni “vip” legate alle Olimpiadi invernali 2026. Le carte parlano di favoritismi, segnalazioni “caldamente” inoltrate, carenze di trasparenza, benefit difficili da giustificare. Le conclusioni restano scritte nero su bianco. La conseguenza penale evapora. L’abuso di ufficio esce dal codice e con lui esce anche il reato. 

Il fascicolo è uno dei tre filoni dell’inchiesta sugli appalti per le Olimpiadi invernali 2026. Riguarda i ruoli affidati a parenti di politici e manager, come il secondogenito di La Russa e la nipote di Draghi.

I frutti della Riforma Nordio

Il fascicolo contro ignoti è uno dei tre filoni dell’inchiesta complessiva sugli appalti olimpici, che riguarda anche la corruzione e turbativa per le gare della cybersicurezza (gli atti sono alla Consulta sulla natura pubblica o privata dell’ente) e i rapporti di fatturazione tra Deloitte e Fondazione Milano-Cortina. Tra gli indagati c’è anche l’ex ad Novari. Gli atti dell’inchiesta sulle assunzioni vip sono comunque stati trasmessi dai pm milanesi alla Corte dei Conti per valutare eventuali danni erariali. Mentre sulla richiesta di archiviazione dovrà esprimersi ora la gip di Milano, Patrizia Nobile, dopo aver letto le 92 pagine firmate dai pm Francesco Cajani e Alessandro Gobbis con l’aggiunta Tiziana Siciliano.

Ci sono state assunzioni legate al “mondo politico” o aziende di Stato e manager vicini alla fondazione. Un caso è quello del secondogenito di La Russa, che ha percepito oltre 110mila dalla Fondazione come “manager junior event“. Ai cronisti, l’ex ad Novari disse: “Sul figlio di La Russa, in assoluto il padre mi ha detto ‘Fai come vuoi‘, quindi non c’era alcun tipo di pressione. È chiaro che il suo curriculum non l’ho trovato per terra”. Giustificazione diversa invece per la nipote di Draghi, Livia, assunta a 314mila euro come “capo dei contenuti video”: il suo nome fu caldeggiato dal presidente della Fondazione ed ex numero 1 del Coni, Giovanni Malagò. Novari spiegò: “Era esattamente il profilo che stavo cercando”.

La riforma voluta dal ministro Nordio e approvata dalla maggioranza nel luglio 2024 produce così i primi effetti concreti. Indagini che arrivano a un punto fermo, ricostruzioni complete, responsabilità descritte, e poi il vuoto giuridico. I pubblici ministeri lo scrivono con chiarezza: i fatti restano, la sanzione penale cade. Resta solo il possibile giudizio contabile, con gli atti trasmessi alla Corte dei Conti per valutare danni erariali. Sul piano penale la partita si chiude.

Comunicato Stampa: Ufficio stampa di Greenpeace Italia

Fonti: Left, IlFattoQuotidiano

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