Fake news e giornali non indipendenti

Negli ultimi mesi i media di regime ci hanno raccontato più e più volte che a Gaza il Ministero della Salute mentiva. Ci hanno detto che quei numeri erano “propaganda di Hamas”. C’è stato chi, con un cinismo osceno, ha sostenuto che a Gaza “si facevano i funerali alle bambole”. Quando dicevamo che i palestinesi uccisi erano molti di più di quelli dichiarati, ci ridevano in faccia, ci delegittimavano, ci attaccavano sui giornali. Lo hanno fatto e lo fanno tuttora.

In un interessante intervento, Alessandro Di Battista fa nomi e cognomi:

Oggi perfino il Ministero della Difesa israeliano utilizza come parametro proprio i dati del Ministero della Salute di Gaza. Esattamente quei dati che negli ultimi due anni ci hanno detto fossero falsi. Gli stessi terroristi israeliani ammettono che quei numeri non includono i corpi dei palestinesi che sono ancora sotto le macerie. Non includono chi è morto di fame. E non includono i bambini morti assiderati.

Ricordo che The Lancet, una delle riviste scientifiche più autorevoli al mondo, fondata nel 1823, ha spiegato più volte che i numeri diffusi dal Ministero della Salute di Gaza fossero sottostimati di circa il 40%.

La verità è che la stampa di questo Paese e le televisioni italiane (salvo rare eccezioni) hanno spudoratamente mentito.

Fake news e giornali

Il Riformista“Morti a Gaza, anche l’Onu conferma che i numeri di Hamas erano pura propaganda: il rapporto che taglia le cifre dei terroristi”

Il Foglio: “Il rapporto inglese che smonta i numeri di Hamas (e di molti media) sui morti di Gaza”.

Giuliano Ferrara, fondatore del Foglio: “Hanno fatto i funerali alle bambole”

Mario Sechi, direttore di Libero: “Non ho visto tanti palestinesi dimagriti”

Repubblica: “Gaza, l’Onu rivede al ribasso il numero delle vittime fra donne e bambini”

Sito di Nicola Porro: “Sorpresa, i numeri di Hamas erano fake: l’Onu dimezza i morti a Gaza”

Libero“A Gaza si sono inventati 10.000 morti. L’ONU sbugiarda Hamas”.

Il Foglio: “Nella tragedia della guerra di Gaza, le cifre all’ingrosso fanno solo il gioco dei terroristi”.

Come combattere la disinformazione?

Tutti quelli che hanno dato manforte a questa becera propaganda sionista dovrebbero solo vergognarsi. La storia dimostrerà che a Gaza sono stati ammazzati molti più di 70.000 palestinesi. Ci hanno mentito. E lo hanno fatto scientemente. Hanno costruito vere e proprie campagne pro-Israele. Molti di questi giornali beneficiano di contributi pubblici. Li paghiamo noi. Li paghiamo per mentirci. Li paghiamo per diffondere la narrazione del sionismo, il cancro del mondo. C’è una sola cosa che possiamo fare per ribellarci davvero: abolire il finanziamento pubblico ai giornali. Senza i nostri soldi, questi quotidiani chiuderebbero domani mattina.

L’ex parlamentare grillino annuncia: Su questo, nei prossimi mesi, con l’Associazione Schierarsi faremo una grande battaglia.

Perché non ci sarebbe stato un ignobile genocidio senza la scorta mediatica fornita ai terroristi dell’IDF da gran parte del sistema mediatico di regime occidentale. I giornali scrivano pure tutte le cazzate che vogliono, ma che lo facciano senza i soldi nostri.

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