In partenza dall’Italia la Flotilla per Cuba, a bordo Ilaria Salis e Mimmo Lucano

In un tempo in cui le notizie dei TG si concentrano sui diversi scenari di guerra aperti in tutto il mondo, alcune notizie passano quasi inosservate. Il caso è quello della Flotilla per Cuba, che segue l’esempio della Flotilla per Gaza dello scorso anno.

Il 17 marzo partirà dall’Italia l’«European Convoy for Cuba», una missione umanitaria che rientra nella campagna «Let Cuba Breathe», promossa dall’Aicec, ed è destinata a confluire nel «Nuestra América Convoy».

Si tratta della flotilla per Cuba diventata una missione internazionale per portare aiuti umanitari.

Il 17 marzo un volo farà rotta da Roma, con scalo a Milano, diretto a L’Avana, trasportando medicinali essenziali, tra cui terapie oncologiche e forniture mediche destinate a una popolazione duramente colpita dagli effetti dell’embargo statunitense, rafforzato nelle ultime settimane. L’iniziativa rientra nello European Convoy for Cuba, missione umanitaria promossa nell’ambito della campagna Let Cuba Breathe dall’Aicec, l’Agenzia per l’Interscambio Culturale ed Economico con Cuba.

Flotilla per Cuba: Arrivo previsto per il 21 marzo 2026

Il convoglio europeo confluirà poi nel più ampio Nuestra América Convoy, un’operazione internazionale di solidarietà organizzata da una rete globale di movimenti e organizzazioni coordinate dall’Internazionale Progressista. A bordo del volo viaggerà anche una delegazione europea, con gli europarlamentari Ilaria Salis e Mimmo Lucano, che nei giorni successivi si unirà alla flotilla in partenza da Cancún e diretta verso le acque cubane. L’arrivo nel porto dell’Avana è previsto intorno al 21 marzo, quando gli aiuti verranno consegnati alle comunità locali.

Lo European Convoy riunisce una vasta rete internazionale di solidarietà composta da delegati provenienti da 19 nazionalità – Svizzera, Italia, Inghilterra, Austria, Portogallo, Francia, Islanda, Scozia, Grecia, Spagna, Belgio, Cuba, Algeria, Irlanda, Germania, Turchia, Bulgaria, Marocco, Svezia – e da oltre 50 associazioni e gruppi di solidarietà europei e internazionali. All’iniziativa partecipano inoltre 13 organizzazioni politiche e sindacali, tra cui CGIL, FIOM, SUDD Cobas, Sinistra Italiana, Rifondazione Comunista, AVS, Potere al Popolo, Revolutionary Communist Group, Gioventù Comunista Austria, Verdi Europei e DiEM25.

Perché una spedizione per Cuba?

La situazione a Cuba attualmente è molto critica. Infatti, è caratterizzata da una grave crisi economica, carenza di beni di base, black-out energetici prolungati e un massiccio esodo migratorio. Cuba è stata qualificata come «Minaccia inusuale e straordinaria alla sicurezza e alla politica estera statunitense». Trump ha rafforzato il blocco, la pandemia non ha migliorato la situazione di Cuba. Altri fattori contribuiscono alla grave crisi che vive il Paese, come il crollo del turismo, l’emigrazione e un black-out che dura anche venti ore al giorno.

Sull’esperienza di Gaza

“Andiamo a Cuba non solo per portare aiuti umanitari, ma anche e soprattutto per esprimere la nostra vicinanza e solidarietà al popolo cubano”, ha commentato Ilaria Salis, “Come l’esperienza della flotilla per Gaza ci ha insegnato, iniziative di questo tipo possono contribuire a richiamare la massima attenzione mediatica su una situazione di profonda ingiustizia e a mettere i nostri governi di fronte alle proprie responsabilità”.

Secondo gli organizzatori, la missione vuole dimostrare che la solidarietà internazionale può superare i tentativi di isolamento politico ed economico dell’isola. L’iniziativa è sostenuta anche dall’attivista climatica Greta Thunberg e si inserisce in una tradizione di mobilitazioni globali contro sanzioni e assedi economici. Per il giorno dell’arrivo del convoglio è prevista anche una grande manifestazione di solidarietà lungo il Malecón dell’Avana, simbolo dell’appoggio internazionale alla popolazione cubana.

Già nel 2021 le Nazioni Uniti chiedono ancora una volta agli Stati Uniti di togliere l’embargo che sta stritolando la popolazione di Cuba, in violazione aperta dei diritti umani e del diritto internazionale.

Fonte: Huffpost

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