Tracciamento dei positivi Covid-19

Fin dall’inizio della Pandemia si è compresa l’importanza dei tamponi, ma oggi alle soglie della fase 2 è di fondamentale importanza, perché in caso contrario potrebbero essere vanificati tutti gli sforzi fin ora fatti.

Gli errori del passato devono necessariamente servire; molti ospedali e luoghi aperti al pubblico non erano muniti di dispositivi di protezione e alle persone più esposte non sono mai stati fatti tamponi. Una leggerezza, questa che ci è costata cara, soprattutto fra il personale medico, che resta il più esposto, con i rischi per la propria salute ma anche per quella dei pazienti. Vero è che l’Italia ha attuato per prima misure di restrizione per il contenimento Covid-19, ma l’occasione mancata è stata proprio la mancanza di mascherine (che sono arrivate da più parti e non si è saputo dove erano andate a finire) e le carenze in terapia intensiva (In Italia all’inizio dell’Epidemia vi erano 5 mila posti in TI contro il 28 mila in Germania, dove sono stati fatti tamponi a tappeto).

Contagiosi prima dei sintomi

Uno studio pubblicato sulla rivista Nature e effettuato dall’università di Honk Kong ha rivelato che una persona positiva al Coronavirus può contagiare  anche due o tre giorni prima che si manifestino i sintomi. La contagiosità può diminuire nei giorni successivi. In base alla ricerca sembra che l’asintomatico, ossia il portatore sano abbia un’alta contagiosità per chi gli sta intorno. La stima fatta dall’Università è del 44% dei contagiati da un asintomatico. I ricercatori con a capo Eric Lau sono arrivati a tali risultati, effettuando continui tamponi alla gola ai loro volontari, misurando giorno per giorno le variazioni della carica virale.

In questo contesto e alla luce di tali ricerche è evidente l’importanza del tracciamento dei positivi, proprio in un periodo, come quello attuale in cui si sta parlando di una graduale partenza di fabbriche e attività commerciali, la cosiddetta fase 2. La chiusura di tante attività e #iorestoacasa di milioni di italiani, è servito proprio ad evitare che eventuali portatori sani potessero contagiare centinaia di persone.

I milioni di tamponi che sono stati annunciati in queste ore e che si pensa rrivino presto, serviranno a tracciare i positivi e continuare con la politica di contenimento del virus. Le persone che principalmente dovranno essere tamponate sono quelle che hanno un contatto diretto con il pubblico, in questo modo, se eventualmente positivi potranno restare a casa. Lo studio fatto da Honk Kong non combacia, però con quanto affermato dall’OMS, infatti, secondo l’Organizzazione la maggiore contagiosità arriverebbe dai sintomatici.

Nel nostro paese si sta affrontando il problema dei tamponi, e per questo saranno coinvolti cliniche e laboratori, sono pronti bandi e alcuni laboratori già sperimentano quelli veloci da sottoporre i kit alle autorità competenti. Si tratta ora di un affare con moltissimi zeri. Qualcuno controllerà anche sulla loro attendibilità e efficacia?

Smart working: come risparmiare sulle bollette di luce e gas?

In periodo di Coronavirus tutti siamo costretti a passare tanto tempo in casa. Per chi ha attivato lo smart working il rischio che a fine mese le bollette siano molto salate è alto, ecco allora alcuni consigli per risparmiare sui consumi strizzando un occhio all’ambiente.

Luce

  • Per ridurre il consumo di energia elettrica un buon consiglio è quello di posizionare la postazione di lavoro in un luogo luminoso, magari davanti ad una finestra;
  • Meglio utilizzare lampadine a LED che consumano il 90% in meno rispetto alle vecchie lampadine a incandescenza (ormai non più in commercio ma a volte ancora presenti nelle nostre case) e il 50% rispetto alle lampadine a fluorescenza. Inoltre le lampadine a LED hanno una durate 10 volte superiore rispetto a quelle a fluorescenza.
  • Computer e monitor vanno impostati con lo spegnimento dello schermo dopo alcuni minuti di inattività, gli screen saver sono poco utili (se non sotto l’aspetto estetico) e consumano molta energia;
  • Più in generale impostare i dispostivi elettronici in modalità “risparmio energetico”.
  • Per chi ha un contratto a fasce orarie (sia nel mercato di Tutela che nel mercato Libero) concentrare, se possibile, l’utilizzo degli elettrodomestici che consumano di più (ferro da stiro, lavatrice, lavastoviglie, stufe elettriche, forno elettrico, asciugacapelli) dopo le 19:00 e nel weekend. Per capire se il nostro contratto è un cpontratto a fasce orarie è sufficiente leggere la propria bolletta.

Elettrodomestici

  • Meglio spegnerli alla fine di ogni utilizzo, comprese le varie luci rosse o di stand by;
  • La domotica e la programmazione possono essere dei validi alleati nel risparmiare a fine mese: grazie al controllo remoto e ai timer è possibile gestire ancora meglio i consumi degli elettrodomestici.

Termosifoni

  • La cosa migliore da fare è regolarli così che siano spenti nelle stanze meno utilizzate.
  • Sfruttare al meglio, nel caso siano installate, le valvole termostatiche, per distribuire al meglio il calore nelle varie stanze della casa e ridurre i consumi
  • Non impostare temperature in casa troppo alte ma al massimo a 19/20°

Arieggiare la casa

  • Arieggiare le stanze è ottimo per equilibrare i livelli di ossigeno ed anidride carbonica e per farlo sono sufficienti pochi minuti con le finestre aperte. Tenerle per più tempo aperte non vi è in nessun modo utile in questo senso e farà impennare i consumi per via della dispersione del calore.

Mentre l’aggiornamento trimestrale dei prezzi di riferimento per luce e gas ha determinato importanti riduzioni di prezzo per i consumatori italiani clienti dei servizi di tutela, cosa che non è detto però sia una buona notizia, già sono stati attuati alcuni interventi, purtroppo ancora non sufficienti dal nostro punto di vista, sulle utenze di luce e gas per questo periodo di emergenza.

Diventare consapevoli dei propri consumi

La cosa migliore da fare, però, per poter risparmiare sui propri consumi è quella di diventare consapevoli. Per farlo è, innanzitutto, indispensabile imparare a leggere e capire le nostre bollette ed imparare a muoversi in questo complicato mercato.

Dal 1° gennaio 2022 Consumatori.it  ha deciso  di lanciare SicurInsieme un gruppo di acquisto innovativo per offrire assistenza e sicurezza ai consumatori.

fonte: Consumatori.it

 

Smart Control: cos’è e quali sono le tecnologie per controllare merci e processi nel retail

Ciò che contraddistingue il mercato italiano, specie se si parla di Made in Italy e prodotti italiani  è l’originalità, che spesso altri paesi hanno provato a imitare. Il cliente ama conoscere la provenienza dei prodotti, ma anche gli ingredienti e altre informazioni utili per un consumo consapevole. Dopo il Covid-19, per questioni economiche e per salvaguardia dell’ambiente, molti clienti consumeranno più consapevolmente rispetto a prima. In questa ottica diventano importanti alcuni servizi per i commercianti come l’antitaccheggio e anticontraffazione. Lo Smart Control è applicabile in diversi ambiti dalla logistica alla sicurezza, dall’infotaiment ai pagamenti.

Nel retail si usano le nuove tecnologie per controllare lo spostamento delle merci, verificare se sono contraffatte, evitare che siano trafugate, ma anche per fornire al cliente tutti i dati necessari e persino per capire come si comporta all’interno del negozio: è lo Smart Control. Ecco come funziona e alcuni case studies

Controllare attraverso le nuove tecnologie come si spostano le merci nei magazzini e sugli scaffali, se vengono trafugate, se sono state contraffatte o se per qualche motivo devono essere sostituite, ma anche fornire al cliente tutti i dati di un prodotto o persino arrivare a capire come si sta comportando mentre si aggira per il negozio: sono alcune delle funzionalità di quello che, nel mondo del retail, si chiama Smart Control, controllo intelligente, e che offre tante nuove opportunità di servizio. Quella digital transformation che ha investito il triangolo d’oro della produzione, della logistica e della distribuzione, porta nelle filiere nuovi approcci e nuovi modelli organizzativi incentrati su maggiore velocità ed efficienza. Il tutto a vantaggio di operatori e consumatori.

Smart control: gli ambiti applicativi

Dalla logistica alla sicurezza, dall’infotaiment ai pagamenti, lo smart control aiuta i marchi della distribuzione a governare le 3P (Prodotti, Processi, Persone). Dietro lavora una vera e propria orchestra tecnologica, composita e strategica, ma anche sempre più polifunzionale. Oltre a permettere di presidiare tutte le attività legate alla movimentazione delle merci e al monitoraggio dei processi, infatti, le tecnologie legate allo smart control risolvono le attività di sorveglianza, antitaccheggio e anticontraffazione, offrendo ai brand della distribuzione nuove occasioni di relazione. Ma andiamo per ordine.

Smart control: che cos’è e come funziona

Smart control prima di tutto significa una movimentazione delle merci illuminata dai dati. Grazie all’identificazione automatica univoca, è possibile completare la tracciabilità dei prodotti con la rintracciabilità. È così possibile ritirare dal mercato un lotto che per vari motivi può risultare avariato, scaduto oppure, semplicemente, mal prodotto, minimizzando i rischi. Nel caso di cibi, medicinali o cosmetici lo smart control garantisce la salute e la salvaguardia dei consumatori mentre, nel caso di prodotti difettati, permette di risolvere al meglio brand reputation e customer satisfaction.

I brand della distribuzione che hanno sposato la Internet of Things, infatti, assicurano la qualità e la veridicità di dati e informazioni di prodotto, che in questo modo diventano certificate e garantite. Sistemi avanzati di codifica degli item affiancano ai tradizionali (ma più limitati) barcode l’uso di una sensoristica avanzata, associata all’uso dei tag RFID/NFC e beacon, che coniugano all’Auto-ID, geolocalizzazione, misurazione, monitoraggio e controllo, arrivando a risolvere le aree più critiche dell’antitaccheggio e dell’anticontraffazione, tutelando, al contempo, i brand e i consumatori.

La possibilità di gestire una quantità di dati più precisa e dettagliata in merito a ogni singolo prodotto permette ai brand di mettere a sistema una serie di informazioni importanti, che vanno ben oltre le semplici anagrafiche.

Ad esempio:

. data di produzione

. origine e provenienza del prodotto

. materie prime utilizzate

. fasi di lavorazione

. fasi di trasporto

. fasi di consegna

. data di scadenza (fondamentale nel caso di cibi, cosmetici e medicinali)

Esempi concreti di smart control in Italia

Smart services significa anche smart management. Le opportunità legate all’uso di una multicanalità sempre più integrata ed evoluta stanno facendo la differenza nella relazione e nel business. Vediamo, più in dettaglio, gli ambiti applicativi dello smart control.

  • Inventari

Le smart label rendono più efficienti e veloci gli inventari, assicurando la messa a sistema in tempo reale della merce riducendo cosi i rischi legati all’out of stock.

I tag Rfid integrati nelle etichette di accessori e capi di abbigliamento sono utilizzati dai brand del Luxury (Fendi o Bottega Veneta, ad esempio), del fashion (Liujo o Patrizia Pepe) o del fast fashion (Imperial o Zara). Anche nelle catene sportive (Decathlon, Adidas e Cisalfa) le smart label sono un abilitatore dello smart control, permettendo di fare inventari massivi o anche solo per categoria (quante paia di scarponi da sci ho in negozio e dove, ad esempio). Il tutto in pochi minuti e, soprattutto, senza fermare l’attività in negozio. Lo sviluppo tecnologico oggi garantisce una precisione degli inventari al 99%, che conferma la sua efficienza rispetto a un controllo manuale.

  • Soluzioni antitaccheggio

Gli stessi tag fungono da soluzione antitaccheggio meno invasiva delle placche magnetiche e, allo stesso tempo, più efficace: i lettori, integrati nei varchi di ingresso ed uscita oppure installati a soffitto o nella pavimentazione vicina all’ingresso avvertono per tempo gli addetti preposti alla sicurezza che, in maniera discreta, possono intervenire tempestivamente per bloccare l’azione malevola. Il tutto evitando ai commessi ogni volta la macchinosa operazione di estrazione e gestione delle placche antitaccheggio. Ad adottare questo tipo di smart control su 170 punti vendita, ad esempio, il brand Francesca Rubino (Gruppo Miroglio).

  • Anticontraffazione

I tag, potendo contenere un alto numero di informazioni, possono fungere anche da carta di identità del prodotto, assicurando al contempo i brand e i loro clienti dalla contraffazione e dal mercato grigio. I produttori che non utilizzano un sistema di smart control, infatti, perdono il loro presidio sul processo distributivo: i prodotti passano sì da una fatturazione tradizionale, ma poi vengono immessi sul mercato attraverso venditori non ufficiali, che difficilmente rispettano gli standard di qualità richiesti in termini di supporto e di servizio al cliente. Un impatto negativo che si amplifica se la distribuzione dei prodotti avviene su scala internazionale (ad esempio sul mercato americano o asiatico). In questo caso lo smart control si rivela un approccio vicente da molti punti di vista: basterà un lettore RFID o un portale di accesso tramite password, ad esempio, per permettere a operatori e forze dell’ordine di verificare l’autenticità di un capo. Un produttore può addirittura presenziare alle udienze per prove testimoniali con una prova documentale certa che aiuti i magistrati a capire subito se il capo sequestrato sia o meno originale. A pensarci e ad adottarlo per primo, in Italia, è stato Harmont & Blaine.

  • Infotainment

Lo smart control permette di capitalizzare queste informazioni e di condividerle anche con i consumatori. Ad esempio, installando dei totem in negozio che integrano dei lettori per il riconoscimento del prodotto i cui dati vengono poi visualizzati immediatamente sul display integrato. Una cosa, infatti, è fornire informazioni sulla tracciabilità. Un’altra è garantire che le informazioni fornite siano relative al prodotto di cui si sta parlando. Per capirci: codici a barre e QRCode o similari non garantiscono nulla (un barcode, infatti, può essere duplicato da chiunque). Tramite la generazione di un Qr code sarà possibilemostrare al cliente le informazioni relative a ogni singolo prodotto mediante il suo smartphone o il suo tablet, assicurando però, grazie all’identificazione univoca garantita, che queste informazioni sono certe.

I tag Rfid nei capi di abbigliamento permettono anche di attivare servizi ad alto impatto emozionale. A Milano, ad esempio,Boxeur des Rues ha installato nel flagship store di via Torino due magic mirror che, grazie alle smart label, consentono ai clienti di indossare i capi senza doverli provare. A usare i magic mirror anche Patrizia Pepe, che permette al commesso di gestrire uno smart control ad alto tasso di servizio. Trasformandosi in personal assistant, infatti, l’operatore utilizza lo specchio magico e i capi connessi e comunicanti per consultare immediatamente le informazioni relative al prodotto specifico prelevato dal consumatore, potendo proporgli altri prodotti a supporto delle attività di cross selling e upselling. Il tutto senza dover abbandonare il cliente.

  • Gestione degli accessi (e oltre)

In store, smart control significa anche gestione degli accessi: non solo i varchi che includono i sistemi conta-persone, dunque, ma un uso avanzato dei sensori di temperatura che permettono di rilevare il comportamento della gente che si muove all’interno delle superfici espositive. Se in una zona del negozio si registra un’alta concentrazione di rosso significa che molte persone si trovano in quel punto ed è una zona calda, mentre le zone gialle sono quelle con meno persone e quelle verdi sono le più fredde. A usare questo tipo di mappatura, ad esempio, è Guess in piazza San Babila a Milano. In questo modo il responsabile di negozio può ragionare meglio su come posizionare l’allestimento dei prodotti e favorire un itinerario in negozio ottimizzato. Un’estensione di questo approccio è lo smart control a supporto del neuromarketing. Combinando i sensori legati alla termorilevazione con i sistemi di climatizzazione, è possibile alzare ed abbassare la temperatura da un ambiente all’altro per stimolare gli shopper a spostarsi verso le aree più confortevoli.

fonte: Economyup

 

 

Negozi, il delivery alla portata di tutti: l’iniziativa di Satispay e la soluzione per i piccoli negozianti

l nuovo servizio Satispay: Consegne e Ritiro per i commercianti gratis per i mesi di maggio e giugno

I primi a essere colpiti dalla crisi economica, causata dal Coronavirus sono stati sicuramente i piccoli negozi al dettaglio, i quali già in tempi non sospetti subivano la concorrenza sleale dei grandi centri commerciali aperti anche durante le festività. Solo alcuni hanno resistito alla grande concorrenza, per diversi motivi, per una realtà radicata da anni, per le competenze, ma questa nuova crisi rischia di spazzare via alcune realtà. 

Satispay lancia nuove funzionalità per la gestione di delivery da parte dei negozianti. L’app permetterà di ordinare via telefono, pagare tramite smartphone e scegliere la modalità di consegna.

La società del fintech, Satispay, offre una nuova opportunità ai negozi in tempo di coronavirus. Consegna e Ritiro, il nuovo servizio di delivery messo a disposizione dalla scaleup specializzata in mobile payment, permette ai negozianti di ricevere gli ordini dei clienti via telefono e gestire i pagamenti tramite app. I prodotti acquistati potranno essere ricevuti secondo le modalità Prenota e Ritira, con ritiro in negozio, o Consegna a domicilio, il tutto predisposto con pochi click su una sola piattaforma.

Gli esercenti aderenti saranno inoltre inseriti nella lista di negozi dell’app, ottenendo visibilità e facile fruizione all’interno di una community di oltre un milione di utenti.

Un’iniziativa pensata per venire incontro ai negozi fisici, fortemente colpiti dal lockdown, che potrebbe contribuire a riportare clienti e allo stesso tempo limitare i rischi.

Satispay: dal pagamento con lo smartphone al delivery

Una soluzione ai problemi del negozio fisico

L’emergenza coronavirus sta rapidamente mettendo in ginocchio piccoli e grandi esercizi commerciali, punti di contatto rischiosi per l’andirivieni di persone ed il passaggio di mano di contanti o carte di pagamento.

Nell’ambito della lotta al contagio, una delle soluzioni proposte per arginare i rischi è stata il pagamento con lo smartphone, che permette transazione rapide e pulite senza alcun contatto tra cliente ed esercente.

Satispay, fintech nata nel 2013 proprio per offrire questo servizio, si è consolidata da anni come una scaleup affermata, con una delle applicazioni più usate per il mobile payment. La sua app può essere utilizzata da chiunque abbia un conto corrente bancario, per scambiare facilmente denaro con i propri contatti telefonici o effettuare pagamenti nei punti vendita ed e-commerce convenzionati.

Ora, a fronte della situazione d’emergenza per il lockdown, Satispay propone una soluzione anche al secondo problema dell’acquisto in negozio: la gestione degli ordini ed il ritiro dei prodotti.

Il lancio anticipato del servizio

“Avevamo nella nostra roadmap di sviluppo un focus su prenotazioni e delivery che immaginavamo in un arco temporale di circa tre anni”, spiega Alberto Dalmasso, CEO e co-founder di Satispay. “È chiaro che l’accelerazione nel cambiamento di alcuni modelli imposta dalla pandemia ha toccato molte sfere, incluso il commercio”.

“Da sempre crediamo e agiamo nella convinzione che la capacità di adattamento sia vitale per qualsiasi business e questo ci ha permesso di pensare e sviluppare rapidamente un nuovo servizio.” aggiunge Dalmasso, “Voglio però aggiungere che in questi giorni in cui abbiamo lavorato a Consegna e ritiro, non solo ci ha confortato ma ci ha reso orgogliosi vedere come migliaia di negozianti ogni giorno si ingegnassero per comunicare ai propri clienti come si stavano organizzando per il delivery, segnalando e raccomandando il pagamento con Satispay. Portare nelle loro mani, e in quelle di tutti i nuovi negozi che verranno, uno strumento in grado di semplificare questo sforzo titanico che stanno facendo è per noi una grande soddisfazione. Tutto il nostro team ha lavorato alla messa punto del servizio col cuore”.

Consegna e Ritiro, ecco come funziona il servizio

Il servizio di delivery Consegna e Ritiro sarà facilmente accessibile all’interno dell’applicazione Satispay. Gli utenti dovranno selezionare la modalità di ritiro (in negozio o a domicilio), telefonare al numero del negozio fornito dall’app stessa, e procedere all’ordinazione. Il negoziante potrà quindi inviare al cliente la richiesta di pagamento con dettaglio dell’acquisto. Alla ricezione del pagamento, preparerà l’ordine e procederà alla consegna o ad attendere il ritiro in negozio, il tutto senza alcun contatto.

Il sistema, completamente integrato e di semplice fruizione, unirà sicurezza e comodità attraverso una piattaforma già consolidata.

Il delivery Satispay: un passo verso il negozio del futuro

L’obiettivo dell’iniziativa è ottenere velocemente una rete di negozi aderenti al servizio su tutto il territorio nazionale, per mettere la funzionalità a disposizione di utenti ed esercenti nel minor tempo possibile.

Per accelerare questo processo, Satispay mette la funzione Consegna e Ritiro gratuitamente a disposizione degli esercenti per i mesi di aprile e maggio. Il progetto prevede anche l’implementazione di un servizio pensato per dare visibilità ai negozianti tramite l’applicazione, accessibile dall’ultimo aggiornamento dell’app Satispay Business.

Ai clienti sarà sufficiente accedere all’applicazione per avere tra le mani l’intero network dei negozi aderenti, trovare quelli vicino al proprio domicilio, e gestire l’acquisto dall’ordinazione fino alla consegna.

Satispay scelta per i buoni spesa del Comune di Milano

L’efficienza e la semplicità dell’applicazione è stata premiata dal Comune di Milano, che ha scelto Satispay come una delle due modalità di erogazione dei buoni spesa per sostenere le famiglie residenti a Milano che si sono trovate in difficoltà per assenza di reddito o perdita del lavoro. Tra i valori aggiunti che hanno contribuito alla selezione, anche il nuovo servizio per il delivery.

Attraverso la piattaforma, il Comune potrà abbattere totalmente i costi di distribuzione, etrasferire ai cittadini l’intero valore dei fondi stanziati in modo immediato attraverso un borsellino elettronico all’interno dell’app.

“Siamo davvero felici di poter supportare il Comune di Milano nell’attuazione delle urgenti misure di solidarietà rivolte a chi si è trovato in difficoltà a seguito dell’emergenza sanitaria da COVID-19″ ha commentato Dalmasso,  “La nostra piattaforma offrirà ai beneficiari dei buoni spesa il vantaggio di poter usufruire del contributo in maniera immediata, facile e intuitiva, sia nei tanti supermercati convenzionati della GDO, che sta dimostrando il suo ruolo centrale per la tenuta del Paese, che presso i piccoli esercenti particolarmente colpiti da questa crisi”.

fonte: economyup

 

Perché siamo stati costretti a restare a casa?

Cosa è successo a un mese dai decreti e dai divieti

Dopo circa un mese di quarantena (per alcuni dura da più tempo) qualcuno potrebbe iniziare a porsi domande più che legittime. Ci è stato chiesto di stare a casa, facendo appello al senso di responsabilità, come avviene sempre per le emergenze e le crisi economiche o in tutti quei casi nei quali si ha l’impressione che a pagare saremo sempre noi cittadini. A noi italiani ci viene chiesto di avere pazienza e di fare sacrifici, ma facendo due conti, i conti non tornano. Questo virus arrivato come uno Tzunami avrà vita lunga, farà il giro del mondo per poi ritornare, anzi forse non ci abbandonerà affatto. Perché ci è stato chiesto di stare a casa? Se siamo positivi oppure no, con molta probabilità non lo sapremo mai. La sola certezza è che se è vero che il Covid-19 si trasmette con il respiro, con gli starnuti ed è presente sulle superfici e nell’aria, allora lo incontreremo almeno una volta sulla nostra strada. Se una parte della popolazione fa dei sacrifici, bisogna remare tutti dalla stessa parte, e chi governa deve offrire garanzie concrete, agire e decidere al meglio, e se commette errori, dopo uno, due, tre mesi non continuare a ripeterli. Si dice che le mascherine siano obbligatorie, ma di fatto non si riescono a reperire; in Tv si annunciano milioni di esemplari in arrivo dalla Cina e dalla Germania, ma anche da altri paesi, alcune fabbriche si sono trasformate e producono migliaia di pezzi al giorno, ma niente, i cittadini non riescono a trovarle e se per fortuna dovesse succedere si pagheranno care, con l’iva al 22%, proprio come un bene di lusso, ma senza griffe. Perché ci è stato chiesto di stare a casa? Facciamo due conti: perché i tamponi sono pochissimi? Perché gli ospedali e i laboratori non riescono ad  analizzarli, in più mancano i reagenti; riepilogando mancano reagenti per i tamponi e mascherine.

…continua su corrierediSanNicola

Cambiamenti nei consumi al tempo di Covid-19

In poche settimane sono cambiate le abitudini di milioni di italiani, nel frattempo si preannuncia una crisi economica, che già sta facendo vedere i suoi effetti. Il fattore tempo è fondamentale, per cui il Governo oltre ai provvedimenti varati dovrà nei prossimi giorni decidere le aperture delle attività e le modalità con cui si ritornerà alla normalità. Di pari passo con la crisi che è in atto , alcuni settori dell’economia sono cresciuti enormemente, sono quelli che riguardano gli e-commerce e gli acquisti on line. I prodotti che più si acquistano sono quelli alimentari, ma anche tecnologici e gli integratori. Il tempo libero è diventato più ampio, tanto da spingere milioni di consumatori a fare abbonamenti a pay-tv, ad acquistare corsi on line e a leggere di più, sia in cartaceo, sia e-book, libri digitali. Tante altre soluzioni si possono trovare sul Web e Lavoro: idee in rete

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La prima fase Covid-19 Economia 

Con la chiusura di molte attività, paradossalmente si sono create nuove opportunità di lavoro, basti pensare al personale sanitario che è stato assunto senza alcun concorso. Basti pensare alla riqualificazione e costruzione di ospedali, per ospitare malati di Covid-19 che hanno prodotto nell’immediato nuovi posti di lavoro. Molte imprese hanno adottato fin da subito lo Smart Working, principalmente la pubblica amministrazione. Un ulteriore crescita si è registrata nelle società di Software di Smart working. Si spera che alla ricerca scientifica e ai ricercatori siano destinati più fondi, in modo da non costringere nessuno ad andare all’estero.  

#iorestoacasa

I rischi a lungo termine dello stare a casa sono molteplici, a parte quello psicologico, che si può tenere sotto controllo facendo attività fisica e meditazione, vi è il cibo e la sedentarietà che possono far insorgere altri tipi di patologie, come spiega questo articolo Coronavirus: sedentarietà e salute; esperto, non mollate

La seconda fase, la riapertura

La fase 2: Per molte imprese del settore produttivo, come si è già detto è di vitale importanza il tempo, per ritornare ad essere operativi quanto prima. Per poterlo fare il Governo dovrà decidere un piano di sicurezza sul lavoro che riguarda le norme da seguire per il contagio da Covid-19. L’OMS si è già espressa in tal senso nei mesi scorsi – In questo articolo sono contenute le misure da adottare sul posto di lavoro in base alle indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità Covid-19: Un mese fa l’OMS avvertiva i paesi di tutto il mondo sul rischio di un contagio globale

La ripresa o seconda fase, in realtà si snoda attraverso differenti fasi. Le aperture nel settore produttivo e industriale dovranno essere funzionali, perché molte realtà industriali sono legate l’una all’altra. Si consolideranno e cresceranno (facilmente prevedibile) i lavori digitali.

Le precauzioni non dovranno mai essere sottovalutate; il Sistema Sanitario Nazionale provvederà a rilasciare un certificato medico, con il quale si potrà ritornare alle proprie attività. Le modalità non si conoscono ancora, come non si sa ancora se una persona guarita ha anticorpi che la proteggeranno per un tempo lungo. Ciò che è certo è che con il Covid-19 bisognerà conviverci e rimodulare la nostra vita e le nostre abitudini. Una delle novità è una App, che consentirà a chiunque di relazionarsi con il medico e con il SSN, anche al fine di prenotare un tampone o ottenere il certificato: Covid-19: in arrivo CO4, la App che interagisce con il paziente

 

Sicurezza e continuità della filiera agroalimentare: supportare e rilanciare il Paese scegliendo il Made in Italy. Diretta Facebook – Rotary Club di Milano Porta Venezia – giovedì 2 aprile, h 20:30

Caminetto Rotariano in Diretta Streaming Facebook con Ettore Prandini (Coldiretti), Luigi Scordamaglia (Filiera Italia), Fabrizio Capaccioli (ASACERT, Rotary Club Milano P.ta Venezia) moderato da Monica Giandotti (RAI) per fare il punto sulla situazione dell’agroalimentare del nostro Paese e ribadire, oggi più che mai, il primato del cibo e della cucina italiana a livello mondiale.

La produzione agroalimentare italiana va difesa ed esportata con tutti i mezzi e gli strumenti a nostra disposizione e, perché no, creando dei canali di diffusione tutti nuovi. Proprio in linea con le nuove modalità di incontro che tutti noi stiamo sperimentando e coerentemente con le disposizioni governative in tema di distanziamento sociale, il Club Rotary Milano Porta Venezia ha organizzato e promosso un nuovo evento social: “Sicurezza e continuità della filiera agroalimentare – supportare e rilanciare il Paese scegliendo il Made in Italy”. Ettore Prandini, Presidente Nazionale di Coldiretti, Luigi Scordamaglia,Consigliere Delegato Filiera Italia e Fabrizio Capaccioli, AD ASACERT e padrone di casa, poichè Presidente del Club Rotary Milano Porta Venezia, saranno moderati da Monica Giandotti giornalista e conduttrice Rai.

L’evento sarà visibile sulla pagina Facebook del Club, Giovedì 2 Aprile alle 20:30. Un focus sullo stato delle produzioni italiane, nella loro capacità di essere uno degli elementi principali su cui si fonda il PIL del nostro Paese, ma anche fonte di salubrità in un momento storico in cui ciò che mangiamo rappresenta un fattore determinante di rischio, se non è scelto responsabilmente, impattando sulla salute collettiva in modo positivo se, al contrario, si operano tutti i giorni scelte consapevoli, partendo proprio dall’accurata selezione di cosa si decide di mettere in tavola.

L’Italia parte da un vantaggio competitivo rispetto a tutte le altre produzioni mondiali: 297 specialità Dop-Igp riconosciute a livello comunitario, 415 vini Doc-Docg, 5155 prodotti tradizionali regionali censiti lungo la Penisola, 60 mila aziende bio che conferiscono all’Italia la leadership nel settore, 40mila aziende agricole impegnare nel custodire semi o piante a rischio di estinzione e il primato della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari (0,8%) contro l’1,3% della media Ue o il 5,5% dei prodotti extracomunitari. Un incontro per fare il punto sulla situazione dell’agroalimentare del nostro Paese e ribadire, oggi più che mai, il primato del cibo e della cucina italiana a livello mondiale. Sottolinearne la leadership in termini di sicurezza dei prodotti, potenziarne la trasparenza delle informazioni lungo tutta la filiera, il rispetto dei cicli della natura e dell’ambiente, per promuovere un’economia sostenibile. Valori che si riscoprono dalla tradizione del mondo rurale e agricolo italiano e che si impongono, oggi, come un dovere morale ed etico. Un obiettivo sempre più vicino, anche grazie a sistemi di certificazione adeguati, in linea con le crescenti richieste dei consumatori.

Il Made in Italy deve continuare a rappresentare un traino importante per il nostro export e mentre si combatte, con tutti i mezzi a disposizione, la battaglia in favore del cibo italiano, ci si aspetta dal Governo un duplice approccio per affrontare la difficile situazione: sostenere le imprese attraverso la garanzia di liquidità da un lato e tutelare i lavoratori dall’altro. È il momento di stringersi intorno alle produzioni agroalimentari italiane, frutto della straordinaria biodiversità del nostro variegato territorio e ritrovare la fierezza di riconoscerci, uniti, anche nel fronteggiare gli attacchi strumentali e la concorrenza sleale, provenienti dall’estero.

Di questo e molto altro si parlerà il 2 Aprile alle 20:30 sulla pagina Facebook @Rotaryclubmilanoportavenezia

fonte: Comunicato Stampa Rotary Club

Bonus 600 euro: Come ottenere l’indennità Covid-19: decreto curaItalia, le misure dell’Inps

L’ultimo decreto Cura Italia ha stabilito misure riguardanti i lavoratori autonomi, collaborazioni e per altre tipologie di lavoratori. Ecco le novità, a chi spetta e la procedura completa per fare domanda del Bonus di 600 euro Curaitalia. 

BONUS 600 EURO: COME SI OTTIENE

Dal 1 APRILE sul sito dell’#INPS si potrà inoltrare la domanda per l’indennizzo da 600 euro che il decreto #CuraItalia riserva per il mese in corso a Partite IVA, autonomi, lavoratori agricoli, del turismo e dello spettacolo.

codicefiscale

Dopo aver ottenuto il PIN, questa è la procedura da seguire:

1⃣ Entrare in MyINPS con il PIN cittadino o lo SPID
2⃣ Accedere
3⃣ Procedere per Accesso servizi on line
4⃣ Nella barra di ricerca selezionare “Domande per prestazioni al sostegno del reddito”
5⃣ Selezionare “Indennità COVID-19″

Per ottenere il pin:

1⃣ Entrare nel sito inps e scrivere nella barra di ricerca pin
2⃣ Cliccare servizio Richiesta Pin Online
2⃣ Cliccare su richiedi pin e seguire le istruzioni a video

N.B: Per richiedere l’indennità COVID-19, si può usare la sola prima parte del PIN, ricevuto via SMS o e-mail, dopo averlo richiesto tramite portale o Contact Center.

L’indennità non viene riconosciuta ai percettori di reddito di cittadinanza.

Il decreto interministeriale estende il bonus a professionisti con cassa (previa domanda a quest’ultima) e reddito 2018 minore di 35 mila. Fra 35 e 50 mila bisogna dimostrare un calo fatturato del 33%.

Note Tecniche:

1) Liberi professionisti e collaboratori coordinati e continuativi:

liberi professionisti con partita IVA attiva alla data del 23 febbraio 2020 compresi i partecipanti agli studi associati o società semplici con attività di lavoro autonomo di cui all’articolo 53, comma 1, del T.U.I.R.,iscritti alla Gestione separatadell’INPS;
collaboratori coordinati e continuativi con rapporto attivo alla predetta data del 23 febbraio 2020 e iscritti alla Gestione separata dell’INPS.
Non devono essere titolari di un trattamento pensionistico diretto e non devono avere altre forme di previdenza obbligatoria

2) Lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’AGO (Artigiani – Commercianti – Coltivatori diretti, coloni e mezzadri)

– non devono essere titolari di un trattamento pensionistico diretto;
– non devono avere altre forme di previdenza obbligatoria ad esclusione della Gestione separata INPS.

3) Lavoratori stagionali dei settori del turismo e degli stabilimenti termali

– devono aver cessato il rapporto di lavoro dal 1° gennaio 2019 alla data del 17 marzo 2020;
– non devono essere titolari di un trattamento pensionistico diretto e non devono essere titolari di rapporto di lavoro dipendente alla data del 17 marzo 2020.

4) Lavoratori agricoli

(operai agricoli a tempo determinato e altre categorie di lavoratori iscritti negli elenchi annuali)

– possano fare valere nell’anno 2019 almeno 50 giornate di effettivo lavoro agricolo dipendente;
– non siano titolari di pensione

5) Lavoratori dello spettacolo

(lavoratori dello spettacolo iscritti al Fondo pensioni dello spettacolo)

– almeno 30 contributi giornalieri versati nell’anno 2019 al medesimo Fondo;
– che abbiano prodotto nel medesimo anno un reddito non superiore a 50.000 euro
– non siamo titolari di un trattamento pensionistico diretto, né di rapporto di lavoro dipendente alla data del 17 marzo 2020

Per richiedere il Bonus di 600 euro ci si può anche rivolgersi  agli Enti di Patronato

Bonus Babysitter

L’INPS chiarisce alcuni dubbi sul 𝗯𝗼𝗻𝘂𝘀 𝗯𝗮𝗯𝘆𝘀𝗶𝘁𝘁𝗲𝗿 rivolto a chi non può restare in casa per curare i propri figli in questo periodo di forte emergenza sanitaria.
Il bonus introdotto dal 𝘥𝘦𝘤𝘳𝘦𝘵𝘰 𝘊𝘶𝘳𝘢 𝘐𝘵𝘢𝘭𝘪𝘢 viene riconosciuto fino ad un massimo di 𝟲𝟬𝟬 𝗲𝘂𝗿𝗼 a prescindere dal numero di figli presenti in famiglia o fino a 𝟭𝟬𝟬𝟬 𝗲𝘂𝗿𝗼 per il personale sanitario. Possono accedere al bonus anche i professionisti iscritti alle rispettive Casse di previdenza.

𝗔𝗱 𝗲𝘀𝗲𝗺𝗽𝗶𝗼: se una famiglia ha due figli, deve presentare domanda per ottenere due bonus fino a 300 euro ciascuno.
Nel caso di 𝗴𝗲𝗻𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶 𝘀𝗲𝗽𝗮𝗿𝗮𝘁𝗶, il bonus spetta a chi vive con il 𝗳𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗺𝗶𝗻𝗼𝗿𝗲𝗻𝗻𝗲, purché non abbia compiuto 12 anni entro il 5 marzo ed il genitore faccia autocertificazione sulla propria condizione.

Coronavirus: Come si evolve l’economia? nasce iorestoacasa.delivery, portale per la consegna a domicilio

Coronavirus: La seconda preoccupazione degli italiani,  dopo la salute è sicuramente l’economia. Un’economia già fragile, destinata a mutare profondamente; tale cambiamento già è in atto, infatti molte aziende stanno cercando di prevenire i disastri creati dal rallentamento e dalla chiusura di molte attività, adeguandosi e anche il Governo  sta pensando al dopo Coronavirus, anche se ancora non in modo incisivo. L’esperienza a cui molte aziende si sono approcciate, anche in modo rapito è stata lo Smart Working, infatti milioni di lavoratori, compreso il comparto pubblico ha iniziato, non senza problemi il lavoro da casa. Si tratta di un’opportunità che, purtroppo non tutte le imprese hanno potuto sfruttare, perché per molte attività è necessaria un’organizzazione logistica che per sua natura impedisce il lavoro da casa. L’opportunità dello Smart working diventerà nei prossimi mesi una realtà consolidata, e nasceranno anche nuove attività legate al digitale, oltre a quelle già esistenti. Negli ultimi anni, non dimentichiamo il boom dei lavoratori freelance, impiegati nel mondo informatico, finanziario ma anche ai Copywriter e giornalisti on line, a chi si occupa dei Social Media e così via. Nei prossimi mesi e anni bisognerà ingegnarsi, sfruttare al massimo le possibilità del web e rinascere, ricostruire. Si darà avvio a un nuovo Rinascimento, nelle migliori delle ipotesi e se tutti sapranno cogliere le opportunità e crearne di nuove. Anche il mondo del Call Center subirà dei mutamenti, un mondo che alcuni definiscono saturo, si sta arricchendo di opportunità; in questi giorni alcune realtà stanno organizzando (per il dopo Coronavirus), chiamate per appuntamenti con consulenti commerciali e non per le classiche vendite telefoniche. Le aziende potranno commissionare gli appuntamenti per far ripartire il loro giro d’affari e acquisire nuovi clienti.

Le attività commerciali più penalizzate dal Coronavirus

Si tratta soprattutto dei piccoli commercianti, che rappresentano, se pur con mille difficoltà una fetta importante della nostra economia. Il settore dell’Export è l’altro ramo colpito duramente dal blocco dei confini. Se si pensa al Made in Italy, soprattutto alimentare, l’Italia fino a poco tempo fa vantava numeri da capogiro e in continua crescita; si pensi ai vini prodotti in Toscana, il Parmiggiano reggiano e altri prodotti tipici ed unici della nostra terra. Su questi settori dovranno concentrarsi gli interventi del Governo, su queste realtà che non possono restare fuori dall’economia del paese.

Comunicato Stampa iorestoacasa delivery

LOUD e ENNEVOLTE insieme per aiutare a arginare l’emergenza covid-19. 

Due Team un solo scopo. Loud e Ennevolte collaborano già da tempo su diversi progetti. In questo momento, difficile per tutti, hanno cercato di unire le forze e mettere le proprie competenze a disposizione. Dal bisogno di provare a essere utili in qualche è nato il progetto iorestoacasa.delivery.

In poche ore è stato sviluppato e lanciato un sito web che potesse essere il più semplice possibile e allo stesso tempo utile. Un sito web che raccoglie e mette in evidenza le attività locali che si sono messe a disposizione con un servizio di consegna a domiciliodei beni di prima necessità per il vicinato, specialmente per le persone in difficoltà.

Un progetto che aiuta a migliorare e incrementare i processi di solidarietà e collaborazione che si stanno attivando in questo periodo di emergenza. Senza fine di lucro pensato per il bene comune.

Un sito facile da usare, sia per l’utente che per il negoziante.  Per il negoziante l’iscrizione è semplice e gratuita, attraverso un form da compilare con le informazioni base necessarie. Chi necessita del servizio deve solo inserire il proprio CAP e selezionare la categoria merceologica d’interesse per visualizzare tutte le attività locali vicine con le modalità di contatto e prenotazione (tramite telefono o whatsapp) .

#iorestoacasa
#lontanimavicini
Questo il link al progetto iorestoaacasa.delivery

fonte Comunicato Stampa: Simone Matrone

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