Home Restaurant Hotel lancia il franchising 4.0

Il cuoco-imprenditore Gaetano Campolo, forte delle esperienze realizzate fra Firenze e Reggio Calabria, ha ideato un corso di formazione per l’ultima frontiera della share economy. “Ma servirebbe una legge per sostenere il settore, che rappresenta un’opportunità per il turismo e per il Sud Italia”

Creare un vero e proprio ristorante in casa, sposando il concetto dell’home sharing con quello del social eating e trasformando quella che può essere un’attività saltuaria in una regolare. È questa l’idea su cui il cuoco calabrese Gaetano Campolo ha lavorato negli ultimi anni: ora, forte del successo e delle esperienze maturate fra Firenze e Reggio Calabria, la sua società, Home Restaurant Hotel, è pronta per un passo avanti, con il lancio di un sistema di franchising 4.0 che diffonda questo modello in tutta Italia.

“La nostra idea – spiega Campoloè di incentivare la nascita di nuove opportunità lavorative che permettano di sfruttare i principi della share economy. Con il franchising puntiamo a formare le persone perché possano inserirsi in un settore in fermento: il nostro è un paese con un patrimonio storico e turistico unico al mondo, ricco di biodiversità e di tantissime tradizioni regionali, anche culinarie, che spesso nemmeno noi italiani conosciamo. Far sviluppare il settore dell’ospitalità diffusa rappresenterebbe la possibilità di mettere a frutto questa ricchezza e di creare dei posti di lavoro anche nelle zone più in difficoltà da questo punto di vista, come il Sud Italia”.

Con il franchising, Home Restaurant Hotel offrirà, a 1.500 euro, 3 anni di abbonamento premium gratuito alla piattaforma e un corso in tre giorniin cui saranno spiegati tutti gli aspetti relativi al settore, dalla documentazione necessaria a come lavorare sul marchio per farlo rendere al meglio, creando una struttura di successo. “Gli home restaurant che ho creato a Firenze e Reggio Calabria hanno raccolto, e stanno continuando a raccogliere, il gradimento dei turisti di tutto il mondo, a partire da quelli italiani. È proprio partendo da queste case history che ho sviluppato l’idea del franchising, così da fornire a chi volesse seguire questa strada tutte le informazioni e le conoscenze che io ho dovuto scoprire in prima persona”, aggiunge Campolo.

“In Italia, purtroppo, c’è ancora una scarsa coscienza delle opportunità che la share economy può offrire e spesso il settore viene male identificato, anche dal ceto politico”, continua il cuoco-imprenditore calabrese. “C’è chi pensa si tratti di un fenomeno low cost o addirittura a costo zero, mentre in realtà si tratta di dare alle persone la possibilità di sfruttare risorse che già hanno a disposizione o che non vengono al momento utilizzate per creare qualcosa di nuovo e magari scoprire di avere il talento e la passione per lavori che nemmeno loro credevano di saper fare. In molte parti del nostro Paese, poi, l’offerta turistica non è all’altezza di quanto ambiente e storia avrebbero da offrire: chi meglio dei cittadini di quelle aree può diventare ambasciatore del suo territorio?”.

Il franchising, in ogni caso, non è l’unico modo di lavorare con Home Restaurant Hotel: rimarrà sempre possibile infatti sfruttare la piattaforma per pubblicare i propri annunci. “Con la nostra proposta, tuttavia, siamo convinti di riuscire a raggiungere persone di qualsiasi età e che adesso magari lavorano in altri settori, ma che cercano un modo per reinventarsi, sfruttando quelle che possono essere le loro passioni, come quella per la cucina, sempre più diffusa”. 

Purtroppo, ricorda Campolo, durante la scorsa legislatura il Parlamento“ha fatto di tutto per distruggere questa possibilità”, con un provvedimento che era stato votato alla Camera e che poneva diversi limiti allo sviluppo di queste attività.“Per fortuna, prima che il Senato potesse approvare definitivamente la legge, un intervento dell’Antitrust ha sollevato diversi punti a favore del mondo degli home restaurant”. L’aspettativa è che adesso i vari ministeri competenti, dallo Sviluppo Economico al Turismo, possano “lavorare in sinergia, confrontandosi con gli imprenditori che sono già in campo, per far crescere un comparto che può fare molto per turismo e Made in Italy”. Anche perché, rimarca il cuoco, altri Paesi europei stanno sostenendo le loro società che operano nel settore: un esempio è la francese Vizeat, che ha comprato l’americana EatWith.

“Con il consigliere regionale calabrese Alessandro Nicolò siamo lavorando per presentare una legge a livello regionale, dopo che lo scorso marzo Home Restaurant Hotel ha presentato al Consiglio regionale il primo vademecum operativo del settore. La speranza è che, una volta approvato questo provvedimento, possa essere d’ispirazione per una normativa nazionale che favorisca il settore, invece di penalizzarlo inutilmente”.

fonte: homerestauranthotel

Collezione da giardino

 

 

Come aprire un blog con dominio gratis

Il mondo di internet è molto cresciuto negli ultimi vent’anni e chi per diversi motivi ha l’esigenza di comunicare, vendere o essere nel mondo virtuale in qualche modo ha diverse possibilità di scelta. Milioni di persone, ad esempio decidono di aprire un blog; molti blog sono cliccatissimi, mentre altri registrano poco traffico o chiudono.

Perché creare un blog con dominio gratis

Molti liberi professionisti, oggi decidono di avere un blog; vale a dire un diario virtuale dove scrivere per comunicare e farsi conoscere dal pubblico. Aprire un blog vuol dire anche interagire in modo più personale con il proprio pubblico. Alcuni blog sono molto confidenziali, comunicano familiarità e sicurezza, fiducia. Basti pensare a ciò che avviene con i blog dedicati alla cucina e alle ricette oppure ai consigli sulla moda, sugli accessori e sui cosmetici. Un blog ben strutturato rappresenta una componente essenziale della propria immagine e del proprio brand. Quest’ultimo, infatti, si articola attraverso i social con campagne e strategie mirate, ma aprire un blog rappresenta un ulteriore passo verso la definizione della propria identità professionale.

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Qualsiasi persona che ha una passione o una professione libera può decidere di aprire un blog e registrare un dominio gratis. Vi sono molti siti web che offrono domini e hosting gratuiti, attraverso i quali è molto semplice creare un blog. Queste piattaforme mettono spesso a disposizione strumenti attraverso cui fare una sorta di “laboratorio”, creando un blog accedendo a molte soluzioni di modifica e personalizzazione. Un blog  amatoriale può diventare anche professionale. Il segreto di un blog di successo, oltre che l’assiduità nella scrittura di post (due o tre post alla settimana vanno bene) risiede nella lunghezza e nell’approfondimento che un articolo può dare. Parlare di un argomento in modo dettagliato e professionale, offrendo spunti di riflessione, soluzioni e altri elementi utili è il segno distintivo di un blog curato bene. Infine, non è necessario essere anonimi; meglio se ogni post viene firmato e corredato da una propria foto in modo tale da dare al lettore la sensazione di stare a tu per tu con chi scrive.

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Come creare un blog con dominio gratis

Vi sono sostanziali differenze fra blog con dominio gratis e con dominio a pagamento; il dominio gratuito è di solito di terzo livello, uno spazio molto limitato, meno strumenti a disposizione.  I domini a pagamento, invece hanno uno spazio spesso illimitato, offrono strumenti Seo, posseggono numerosi servizi aggiuntivi come email, database di grosse dimensioni, funzioni di backup.

Quale piattaforma scegliere per creare un blog con dominio gratis

Prima di scegliere la piattaforma cui affidarsi per creare un blog con dominio gratis bisogna valutare la propria competenza in termini di internet e dimestichezza con la creazione di siti. Le piattaforme presenti su internet offrono diversi gradi di difficoltà e molte sono molto intuitive tanto da riuscire a guidare l’utente in modo molto semplice. Vi sono altre piattaforme, invece che sono destinate ad utenti più esperti  che pur essendo gratuite offrono una molteplicità di funzioni e strumenti per poter creare anche un blog molto professionale in modo totalmente gratuito.

Le 5 migliori piattaforme con dominio gratuito

 

Melascrivi: la piattaforma che ti paga per scrivere

Per chi ama scrivere articoli esiste una piattaforma on line che permette di guadagnare scrivendo. Melascrivi è un sito di incontro fra editori e autori. Chi è l’editore? L’editore è un imprenditore, il proprietario di un blog, di un sito o di un’attività che ha bisogno di testi. Chi è l’autore?  L’autore è colui che scrive un testo dietro compenso.

Cosa fare per diventare editore o autore di Melascrivi?

Iscriversi su Melascrivi è semplicissimo: basta andare sulla piattaforma web Melascrivi  ed effettuare l’iscrizione. Se ci si iscrive come editore bisognerà registrare una forma di pagamento, mentre se ci si iscrive come autore bisogna impostare nel proprio profilo lo strumento di pagamento preferito per ricevere gli incassi. I pagamenti avvengono ogni lunedì se è stata raggiunta la soglia di almeno 25 €. E’ possibile anche iscriversi sia come autore sia come editore.

L’autore potrà accedere al suo profilo dove troverà gli articoli da scrivere inseriti dagli editori; è necessario cliccare sull’articolo e prenderlo in carico, da quel momento l’autore avrà 48 ore per scriverlo ed inviarlo. Una volta effettuato l’invio, bisognerà attendere l’esito che potrà essere positivo, in questo caso Accettato, da Revisionare o Rifiutato. L’Autore acquista dei punti, le stelle; si parte da una stella e in base alla bravura, al numero di articoli scritti si acquistano stelle. Tutti gli articoli hanno stelle ed esse indicano la qualità e il grado di difficoltà. L’autore attraverso il suo profilo potrà scegliere le categorie nelle quali preferisce scrivere; inoltre nella sezione entrate sono riportati i compensi corrisposti in pdf – Si tratta di una ricevuta per cessione contenuti con la seguente dicitura:

per la redazione di articoli per Melascrivi e relativa cessione dei diritti d’autore ai sensi dell’art.3 e dell’art. 5 del D.P.R. del 26 ottobre 1972 n°633 e successive modifiche ed integrazioni.

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Melascrivi: vantaggi e svantaggi

Uno dei vantaggi è sicuramente quello di utilizzare Melascrivi come una palestra per allenare la propria scrittura e allargare anche le proprie conoscenze. Infatti chi sogna di far diventare la scrittura il proprio mestiere deve conoscere le tecniche seo più utilizzate, ma anche molti argomenti (contenuti) che girano sul web.  L’autore può scegliere i settori nei quali si sente più preparato, però quando è alle prese con un articolo con un titolo ben definito deve necessariamente approfondirlo e documentarsi il più possibile sui diversi aspetti. Questa piattaforma è consigliata agli studenti, a chi si affaccia nel mondo del lavoro e chi intende recuperare qualche soldo. In questa piattaforma si può  acquisire quell’esperienza che servirà di sicuro in futuro.

Lo svantaggio è che i prezzi corrisposti per ogni articolo sono davvero molto bassi rispetto alla media ed inoltre vi è un sistema di penali che danneggia gli autori, tanto che è improbabile pensare di fare di Melascrivi la primaria fonte di guadagno.

Cibo in bicicletta: taglio alle emissioni

Consegna cibo in bicicletta: opportunità o un’occasione persa? Deliveroo ormai è una realtà consolidata; il sito che ti connette ai migliori ristoranti che ti portano il cibo a casa, secondo una recente ricerca farebbe risparmiare circa 6.400 tonnellate di C02 all’anno, nei dodici paesi dove il servizio è diffuso.

Come funziona Deliveroo

Deliveroo ti permette di ricercare i ristoranti nella tua zona che in meno di mezz’ora ti consegneranno il pranzo o la cena che preferisci direttamente a casa. I rider sono ragazzi che si spostano generalmente in bici per consegnare i pasti a domicilio. L’azienda è molto fiera di contribuire al rispetto e alla tutela dell’ambiente. Il rispetto del”aria sembra però non coincidere con il rispetto dei lavoratori, chiamati rider.

Deliveroo, di fatto è una multinazionale che offre la possibilità a tanti ragazzi di “lavoretti” senza garanzie e precari. L’azienda alcuni mesi fa ha deciso di abolire il salario minimo di 5,60 all’ora per introdurre il cottimo. La decisione ha provocato la protesta dei rider, che hanno iniziato questo lavoro per “arrangiarsi”, ma che poi è diventato “quasi fisso”, visto che in giro ci sono poche opportunità lavorative.

La multinazionale continua a testare l’aria che respiriamo e a fare sondaggi fra i rider e infatti, secondo Deliveroo il 90% dei rider è felice del lavoro che svolge, lo stesso sondaggio ha evidenziato che il 90% apprezza la flessibilità che il lavoro di rider offre. La maggior parte dei ragazzi delle consegne ha meno di 30 anni e quelli che usano la bici guadagna 1,50 in media in più a consegna, mentre quelli che utilizzano lo scooter ricevono un piccolo rimborso per la benzina.

Il 90% dei rider soddisfatti studiano e svolgono questo lavoro per mantenersi all’università, ma il 10% che protesta, probabilmente pensava di trasformare questo lavoro in qualcosa di più stabile, con qualche garanzia e qualche tutela. Fra giugno 2016 e giugno 2017 Deliveroo, che collabora con oltre 35 mila ristoranti ha fatturato più di un miliardo di euro di ricavi.

L’opportunità di crescita esiste e si traduce in più lavoro sia per i ristoranti sia per i fornitori e in generale per l’economia (introiti fiscali, mercato delle biciclette), ma ancora una volta la crescita è rivolta ad altri soggetti e non è a favore dei lavoratori che sono sempre meno tutelati dalla legge.

La digitalizzazione del lavoro

Il lavoro sta cambiando rapidamente, tanto che non vi sono norme adeguate che lo regolino. Le proteste dei lavoratori crescono, basti pensare a quella recente dei lavoratori Amazon. Sembra che i sindacati si stiano muovendo a contrattare sulle nuove regole del lavoro digitalizzato.

E’ un algoritmo a decidere la sorte di un lavoratore e lo discrimina in base a determinati fattori: se è disponibile sempre, se protesta, se sciopera o è iscritto ad un sindacato. Una cosa è certa: bisogna pedalare!

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Nuovo polo anti cancro a Latina: 400 nuove assunzioni

400 assunzioni nel nuovo polo di ricerca contro il cancro di Latina.

BSP Pharmaceuticals ha acquistato S.C.M. Gambro, in vista di un progetto che vedrà la nascita di un polo di eccellenza contro il cancro. Si tratta di un piano di espansione, che prevede laboratori di ricerca, sperimentazione di nuovi trattamenti antitumorali. All’interno dei 21 ettari della BSP Pharmaceuticals nasceranno nuove attività produttive dell’immunoterapia.

Dopo il lavori di bonifica dell’ex Gambro, nell’area saranno accolte strutture di supporto logistico e laboratori di sviluppo e ricerca. Gli investimenti approvati dalla giunta regionale Lazio sono di circa 140 milioni di euro (7,7 milioni da fondi europei). Il progetto prevede circa 400 nuove assunzioni dal 2018 al 2023. La regione Lazio stanzierà 3,3 milioni di euro.

L’iniziativa promossa dalla regione Lazio rientra fra gli interventi a sostegno della crescita e sviluppo economico del territorio in sinergia fra aziende, università, istituzioni e centri di ricerca. La ex Gabro sarà bonificata grazie alla L. 448/98 per il recupero dei siti dismessi. Il complesso sorgerà a Latina Scalo.

Bsp Pharmaceuticals acquista la ex Gabro di latina scalo: i 62 licenziamenti di Scm/Gambro

Nel 2014 i dipendenti di Scm Gambro di Latina scalo furono licenziati. Nel maggio 2013, infatti il Tribunale dichiarò fallito lo stabilimento. Da quel giorno i dipendenti della fabbrica iniziarono un’assemblea permanente che durò fino all’ottobre del 2014; i lavoratori occuparono lo stabilimento vigilando sui macchinari, in attesa che arrivasse una valida offerta e un piano industriale serio. Il segretario della Cisl, Roberto Cecere ha chiesto un canale preferenziale per gli ex lavoratori della Scm Gambro, visto anche che una parte dell’investimento arriva da fonti pubbliche.

L’opinione

Una nuova realtà è pronta a partire sulle ceneri di un’altra; sono tanti i soggetti implicati. Da un lato vi è il Ministero dello sviluppo economico e i fondi europei dall’alyra centri di ricerca e università. La Regione Lazio ha dato la propria disponibilità a cofinanziare il progetto. La politica di reindustrializzazione della regione iniziata cinque anni fa è un forte segno dato all’economia. Bisognerà vedere il tempo cosa farà in questo caso. In questi giorni si sta assistendo all’ennesima delocalizzazione: il caso di Embraco che presto chiuderà lo stabilimento in Italia, per aprire in Slovacchia dove vi sono forti incentivi agli investimenti e agevolazioni fiscali.

 

 

Vivere come freelance

Lavorare come freelance, forse è il sogno di molti; come tanti vocaboli inglesi anche questa parola è entrata a far parte del nostro linguaggio comune e indica un professionista che svolge la sua attività in modo autonomo ma pur sempre legato ad una o più società da un contratto di collaborazione. Con l’enorme diffusione di internet, molte professioni sono diventate freelance, ovvero molti lavoratori per bisogno o necessità offrono i loro servizi non più come lavoratori alle dirette dipendenze del datore di lavoro. Vi sono, indubbiamente nell’esercitare una professione libera pro e contro e non tutti sono adatti per svolgere un’attività freelance. Uno degli svantaggi è facilmente individuabile ed è quello di non avere uno stipendio fisso a fine mese. E’ importante che un freelance abbia grandi doti organizzative e che sappia trovare momenti di concentrazione in qualunque luogo si trovi.

La routine in questo lavoro non esiste; ciò per alcuni potrebbe rappresentare un dramma, per altri no. Molte persone, infatti amano avere una giornata lavorativa già organizzata: orario per fare colazione, timbro cartellino, pausa caffè, pausa pranzo e conclusione della giornata. Il freelance non ha un cartellino da timbrare e anche se questo può sembrare una cosa bella, in molti casi  non è affatto una passeggiata. Il rischio maggiore che può correre un lavoratore freelance è quello di non riuscire ad organizzare alla perfezione la sua giornata lavorativa, con la conseguente perdita di tempo. In realtà il freelance lavora molto più di un lavoratore dipendente; infatti, se deve consegnare un lavoro può anche lavorare 10 ore o più in una giornata. Non sono tutte rose e fiori; il freelancer deve avere un carattere organizzativo altrimenti rischia di cadere in paranoie inutili. Spesso, infatti, capita di avere in mente talmente tante cose da fare che a fine giornata ci si rende conto di non aver concluso nulla o quasi. Questo è il più grosso rischio e anche molto comune.  Il lato positivo è che quando decide di fare vacanza, anche solo per un giorno può farlo senza comunicarlo a nessuno.

Lavoratore freelance e formazione

Il professionista freelance oltre ad essere molto organizzato, deve offrire ai suoi clienti servizi di alta qualità, per cui deve essere aggiornato su tutte le novità del suo campo professionale. In genere segue le novità, si confronta con altri freelance e cerca continuamente di migliorare la sua competenza attraverso corsi di aggiornamento; il suo lavoro è frutto di ricerca e di fatica. Chi lavora per conto proprio deve fiutare l’aria, tastare il terreno ed eventualmente anticipare le richieste, le mode e le tendenze delle persone. Pochi, purtroppo riescono veramente a ingranare e solo dopo svariati tentativi; in questo campo le sconfitte, le porte chiuse sono tutte esperienze che valgono il triplo.

Quali sono i principali lavori freelance 

Oggi, a parte alcune eccezioni un po’ tutte le professioni si adattano a rapporti di lavoro a collaborazione, specie nel campo di siti web, social e consulenza. Le principali attività che si possono svolgere freelance sono:

  • Personal trainer: si tratta di una professione per la quale c’è bisogno di molta preparazione e di molta esperienza in palestre o centri benessere; il personal trainer ha competenze relative al settore nutrizionale e psicologico;
  • Shopper e Network marketer: molta flessibilità e indipendenza;
  • Consulente finanziario e contabile: molte aziende decidono di farsi aiutare da consulenti esterni, come consulenti aziendali, contabili. I consulenti finanziari, invece hanno un’approfondita conoscenza dei mercati finanziari e propongono ai propri clienti polizze assicurative, fondi e soluzioni di investimento;
  • Fotografo freelance: in questo caso ciò che fa la differenza è lo studio attraverso continui corsi di aggiornamento e la specializzazione in un determinato campo (cronaca, matrimoni, pubblicità, turismo, moda);
  • Traduttore, interprete, correttore di bozze: è richiesta una laurea in facoltà umanistiche e molta passione;
  • Giornalista: questa figura negli anni si è trasformata sempre di più in una professione autonoma; il giornalista freelance vende i suoi articoli a diverse testate e collabora attraverso rubriche, indagini giornalistiche o reportage; 
  • Blogger: nella maggior parte dei casi coincide con la figura di Influencer, perché il blogger individua un tema, una nicchia e scrive su quell’argomento, con molta fatica acquista l’autorevolezza che può generare collaborazioni e quindi guadagni;
  • Social media Manager: Questa figura è molto richiesta dalle azinede per gestire le pagine e i profili social. Attenzione non tutti possono farlo, in quanto non è cosa semplice gestire i social, almeno in modo professionale. Infatti, le aziende ricercano chi ha frequentato corsi e Master e conosce bene le tecniche per generare traffico e creare le community social. 

Sono molte le professioni che si possono svolgere freelance: attività legate alla moda, trucchi, acconciature, web master, web designer, social media manager. Da alcuni anni sono nate le Web Agenzie che offrono tantissimi servizi alle aziende e ai siti web come aumento di visite verso gli e-commerce, servizi legati ai social, posizionamento di blog e portali, ottimizzazione e creazioni di siti web. Nell’ambito di questi servizi trovano sempre più collocazione professionisti che si occupano dei diversi settori.

 

Come diventare amministratore di condomino

L’amministratore di condominio è una figura di fondamentale importanza nell’ambito di un condominio, perché la sua gestione influisce in modo sostanziale sulla pacifica convivenza fra residenti in uno stesso stabile.

Amministratore di condominio: compiti e obblighi

L’amministratore di condominio ha diversi compiti da svolgere fra i quali quello di rappresentare il condominio in eventuali liti esterne allo stabile, amministrare beni e servizi in comune, far rispettare le decisioni prese dall’assemblea. Si può nominare amministratore di condominio sia una persona fisica sia una società, purché risponda ad alcuni requisiti fondamentali: godimento dei diritti civili, non avere condanne, fedina penale pulita, essere in possesso di un diploma di scuola secondaria superiore. Da qualche anno la legge è intervenuta definendo compiti e obblighi specifici dell’amministratore di condominio. Inoltre un fabbricato con oltre otto condomini ha l’obbligo di eleggere un amministratore di condominio.

La nuova normativa di condominio N. 220/2012

La riforma del condominio 220/2012 e la legge sulle professioni L.4/2013 hanno disciplinato questa importante materia apportando significative modifiche. Infatti, a partire dal 2013 per essere nominato amministratore di condominio, bisogna aver frequentato un corso di formazione base oltre a periodici corsi di aggiornamento in materia di amministrazione condominiale.

Quali sono le novità della legge 220/2012?

Oltre ai requisiti base già previsti dalla legge un amministratore di condominio, in base alla nuova normativa non deve essere interdetto, risultare nell’elenco dei protestati, possedere requisiti di onorabilità e professionalità. Coloro che hanno svolto negli ultimi tre anni almeno un anno la professione di amministratore di condominio, non hanno l’obbligo di seguire un corso di formazione base, ma devono partecipare periodicamente ad aggiornamenti formativi.

Come viene effettuata la nomina di un amministratore di condominio

L’amministratore di condominio viene eletto almeno dal 50% del valore in millesimi dello stabile (condomini presenti all’assemblea). Nel registro delle nomine e delle revoche conservato dallo stesso amministratore vengono annotati i nomi degli amministratori.

Cosa fa l’amministratore di condominio

Al momento della nomina l’amministratore di condominio comunica i propri dati e il luogo dove saranno tenuti tutti i registri obbligatori per lo svolgimento della sua attività professionale. Inoltre l’amministratore rappresenta il condominio in eventuali cause, è obbligato a stipulare una polizza rischio professionale, aprire un conto corrente intestato al condominio dove depositare le somme ricevute tramite pagamento delle rate condominiali, cura gli adempimenti fiscali.

Obblighi dell’amministratore condominiale

L’amministratore è obbligato a conservare la documentazione derivante dalla sua gestione (ricevute rate condominiali, spese, scontrini, fatture), convocare l’assemblea ogni anno per l’approvazione del rendiconto condominiale, vigilare sull’osservanza del regolamento di condominio. 

 

 

Come diventare personal trainer

Coloro che hanno la passione per lo sport e l’attività fisica sognano di esercitare una professione che regali emozioni e soddisfazioni anche dal punto di vista economico. La professione di Personal trainer è un’attività che si costruisce con il tempo, con la passione e soprattutto con lo studio.

Cosa fa il personal trainer?  Questa figura professionale si occupa del benessere di una persona a 360 gradi; ha competenze in diverse materie, come ad esempio l’alimentazione ma anche conoscenza relative al corpo umano, alla muscolatura e alle diverse funzionalità delle articolazioni. Il personal trainer può svolgere la sua attività in totale libertà e organizzare il suo lavoro in base agli impegni delle persone a cui si dedica. Il suo compito è quello di prendersi cura del suo cliente, di dare consigli alimentari, di sostenerlo e stimolarlo nell’allenamento quotidiano.  In primo luogo il personal trainer è un motivatore, rende le ore di allenamento piacevoli, l’alimentazione stimolante. Le persone che si rivolgono ad un personal trainer lo fanno per diverse ragioni:  perché tengono alla forma fisica solo o anche per motivi di salute, perché hanno poco tempo per andare in palestra in determinati orari. Ad un personal trainer possono rivolgersi sportivi, atleti, uomini d’affari ma anche persone che hanno subito un intervento chirurgico o un infarto ecc.

palestra

Uno dei compiti del Personal trainer è quello di conoscere prima il cliente che dovrà seguire, per cui il suo stato fisico, la sua storia, che tipo di stile di vita segue e cosi via. Il Personal trainer prescrive al cliente un programma di azioni da compiere per trarre il risultato massimo e i più grandi benefici dall’attività fisica; per questo il PT valuta e sfrutta i punti di forza e i punti deboli del suo cliente. Inoltre sottopone la persona a controlli e analisi per tenere sotto controllo lo stato di salute e il peso (analisi del sangue, test articolazioni ecc.).  Per diventare Personal trainer è necessario seguire dei corsi riconosciuti dal Coni che prevedono lo studio delle macchine cardio e degli esercizi aerobici, tecniche di respirazione, diverse metodologie di allenamento (dimagrante, massa muscolare ecc.); il futuro Personal trainer acquisisce conoscenze relative a patologie mediche quali disturbi cardiovascolari, diabete, ipertensione e relative ai vari tipi di fratture, contrazioni muscolari e ad altri tipi di disturbi che possono insorgere durante gli allenamenti.

Il Personal trainer oltre che alle dirette dipendenze di singoli può trovare collocazione negli uffici e centri benessere, nelle palestre, alberghi e in altri luoghi dove si svolgono attività relative al benessere e alla salute.

 

 

Lavoro: idee in rete

Oggi il mondo del lavoro ci mette a dura prova; per i giovani è sempre più difficile realizzare i propri sogni. Il posto fisso ormai è un’utopia. Migliaia di nuove figure professionali si sono affacciate nel rinnovato mondo del lavoro. Come fare per lavorare e guadagnare senza rinunciare ai propri sogni? Un vecchio proverbio dice che la necessità aguzza l’ingegno; ed è proprio quello che sta avvenendo oggi. Vi sono alcune soluzioni per cercare di inserirsi nel mondo del lavoro; in questo articolo sarà elencata qualche idea interessante trovata sul web.

Non si può trovare subito il lavoro che piace o che si sogna e molte volte  iniziare con altri tipi di occupazioni serve non solo a fare esperienza, ma anche a intrecciare rapporti, spingersi verso incontri ed idee che potranno essere il trampolino di lancio per una nuova carriera. Un giovane che sogna una professione non avrà più posto  e stipendio fissi ma svolgerà la propria attività come libero professionista, freelance o con partita iva; è questa la nuova frontiera dove si sta spingendo il mondo del lavoro. Molti istituti scolastici hanno da tempo deciso di dare spazio alle “professionalità”, attraverso corsi e laboratori didattici, dove viene svolto il lavoro che gli studenti andranno a svolgere al di fuori delle mura di una scuola.  I siti di annunci traboccano di offerte di lavoro, la maggior parte delle quali legate a rappresentanze o call center, anche se in rete è possibile ancora trovare qualche proposta interessante.

Supermercato24 offre la possibilità di fare la spesa ordinando i prodotti on line direttamente ad un supermercato della propria zona; allo stesso tempo il sito propone un’importante opportunità di lavoro.  Infatti, attraverso la piattaforma è possibile registrarsi oltre che come cliente, anche come shopper.

Cosa fa uno shopper? Questa figura riceve l’ordine effettuato dal cliente e non fa altro che fare la spesa al suo posto e consegnarla a domicilio; in genere per ogni consegna si guadagna 5€. Facendo due conti  uno shopper potrebbe effettuare in una giornata (spesso anche in una sola mattinata) 7 spese; l’importo guadagnato in un giorno sarà di circa 35€. Se lo shopper lavora  5 giorni a settimana prendendosi un giorno di riposo,  riuscirebbe a guadagnare circa 800 euro al mese.

Bisogna sempre considerare che ciascun lavoro arricchisce in termini di esperienza, infatti, grazie a questa attività si incontrano persone, si acquisisce velocità, si impara a conoscere i prodotti, le offerte; e queste sono tutte conoscenze importanti (anche se apparentemente sembra di no).

Supermercato24 non è ancora diffuso in tutte le zone d’Italia, inoltre opera con marchi importanti come Iper, Eurospin, Conad, Pam, Carrefour ecc. Attraverso una semplice ricerca è possibile verificare se ci sono supermercati nella propria zona che aderiscono al servizio.

Come si svolge il lavoro di shopper

Quando un cliente fa la spesa on line sceglierà l’ora in cui vuole che si effettui la consegna; di conseguenza anche lo shopper in fase di registrazione inserirà la sua disponibilità (mattina – pomeriggio e orari). Nella piattaforma si andrà a creare una tabella che il cliente potrà consultare per verificare gli orari disponibili per la consegna. Lo shopper riceve la notifica dell’ordine con i prodotti da acquistare e provvede a fare spesa e consegna; il pagamento può avvenire on line con carta di credito oppure in contrassegno alla consegna con contanti .

Opportunità da abbinare all’attività di shopper

Uno shopper può abbinare al suo lavoro un’attività di vendita on line; una fra le aziende più serie e competitive che opera on line è Dna Solutions.  L’azienda permette ai suoi collaboratori di acquisire conoscenze attraverso la formazione on line (video lezioni in ufficio on line), un’attività in proprio consegnando un e-commerce chiavi in mano da gestire ovunque (gestione ufficio on line, email, ordini). Gli ordini effettuati dal proprio sito saranno evasi direttamente dall’azienda e al collaboratore ogni mese saranno corrisposti i compensi maturati. Dna solutions distribuisce oltre il 70% del suo fatturato ed è un’azienda solida ed affidabile, oltre ad operare in un campo, quello della Nutraceutica in continua crescita.

dna

L’azienda offre ai collaboratori una formazione on line a 360 gradi, che gli consentirà di appropriarsi di tutti gli strumenti che saranno fondamentali in questo lavoro (tecniche di marketing on line, gestione professionale dei social). Oggi la pubblicità si è trasferita sui social, un’azienda deve necessariamente promuoversi attraverso canali social. Dna solutions insegna ai collaboratori come sfruttare al meglio i social per ottenere il massimo risultato possibile (i compensi corrisposti partono dal 25% fino ad arrivare al 50% e in base al fatturato anche oltre). Il guadagno è strettamente legato alla quantità degli ordini che arrivano sulla propria piattaforma, al numero dei Clienti Premium (clienti che usufruiscono di uno sconto del 15%) e dai collaboratori, che contribuiscono ad incrementare la propria rete e ad aumentare il volume dei punti, in base ai quali sale la percentuale di commissione sull’intero fatturato. Per questi motivi, non è semplice effettuare una stima dei guadagni mensili, ma vi sono partner che attraverso una rete di clienti ben costruita riescono a realizzare importanti risultati, anche perché nell’azienda vi è un solido sistema meritocratico.

Nel calcolo delle commissioni bisogna considerare i punti maturati, che derivano dagli ordini, dai clienti premium e dal fatturato dei propri collaboratori. Su vendite dirette di 1.500 euro, le commissioni si aggirano intorno alle 500 euro e salgono sensibilmente (o meglio sale la percentuale di guadagno) con le vendite indirette (clienti premium e rete collaboratori).

Per diventare partner è necessario richiedere informazioni sul sito dell’azienda Dna Solutions

 

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