Trasformare la casa in ufficio: Smart working e Smart Home in tempo di quarantena

La quarantena ci ha costretto a rivedere molte abitudini, prima fra tutte quella di stare a casa, ci ha costretto a organizzare un piccolo mondo all’interno della nostra abitazione. Lo Smart working è aumentato esponenzialmente, passando a 8 milioni di smart worker o home worker. A ottobre scorso coloro che lavoravano da casa era 570 mila, si trattava di freelance in diversi campi, lavoratori nel campo del giornalismo, nei social, ma anche altre figure professionali spesso sono ricorse a questa modalità di lavoro (programmatori, analisti ecc.). Molte persone si sono adoperate per trasformare la casa in ufficio, ma in che modo è possibile realizzarlo, senza fare errori?

Come adattare le case allo Smart working: trasformare la casa in ufficio

I creativi già lo sanno come fare, hanno già adattato un angolo della casa dove possono tranquillamente dipingere o comporre musica, oppure svolgere altre attività. La cosa fondamentale è separare il lato privato della casa dal lato lavorativo o creativo, solo in questo modo sarà possibile passare e vivere altre dimensioni, anche stando a casa.

Nel design d’arredamento molti architetti e creativi del settore si sono concentrati, negli ultimi anni per creare uffici sempre più funzionali in base alle varie esigenze, realizzando sale meeting, e spazi adatti a incontri e relazioni con il pubblico o con altri collaboratori. In questo momento il design deve trovare nuove soluzioni di arredo anche all’interno delle abitazioni, per trasformare la casa in ufficio, anche dal punto di vista dell’arredo.

Home Working e Smart Working: Quali sono le regole da seguire per trasformare la casa in ufficio

  • Dare importanza ai luoghi di transizione, corridoi, sale d’attesa, salotto sono luoghi in cui la mente può riposare, magari prendendo un caffè. Molti hanno una sala attrezzi addirittura, con un tapis roulant o una cyclette. Questi filtri miglioreranno lo spazio lavoro:
  • Rendere confortevole il luogo della casa dedicato al lavoro, riproducendo un piccolo ufficio con un arredo adatto, ma che non si allontani troppo dallo stile della casa;
  • Introdurre piante verdi da interno, fiorite o grasse, posizionarsi con vedute del giardino o del terrazzo, quadri di città o che raffigurano la natura e oggetti artistici
lavorare da casa
smart working e home working

In passato già sono stati sperimentati nuovi modelli di lavoro, come il Co-working, da considerare come soluzione ottimale in un prossimo futuro, quando non bisognerà avere paura dei contatti umani, non solo perché questi ultimi fanno bene all’umore e alla salute, ma anche perché più professionalità entrano in contatto, creando sinergia e nuove opportunità di lavoro e collaborazione.

Riconversione: trasformare la casa in ufficio

In un luogo di lavoro, spesso si crea una piccola comunità, in realtà la casa non potrà mai sostituire l’ufficio, che resta  lo spazio di lavoro, dove si consumano incontri e relazioni, e di conseguenza tutto ciò si traduce in collaborazione e sinergie che si creano continuamente. Molte aziende stanno pensando ad una soluzione mista fra ufficio e Smart working, che potrebbe rivelarsi l’incontro perfetto fra più esigenze, sia lavorative, sia di spostamento, evitando il binomio traffico – stress, e anche inquinamento. Inoltre, non va sottovalutato il lato umano e psicologico;  il lavoratore, infatti, diversificando i suoi impegni lavorativi, avrà la possibilità di spezzare la routine, partecipando con più slancio a iniziative, incontri, e prendendo parte all’organizzazione del lavoro in ufficio. La monotonia spegne il cervello, mentre chi è impegnato in più occupazioni o trascorre la sua giornata districandosi fra lavoro, impegni e  dilettevole vive meglio. I consigli degli esperti sono utili, e chi intende trasformare la casa in ufficio, potrà trovare tante soluzioni, che uniscono la flessibilità al design e alla funzionalità, in attesa di tempi migliori…

 

 

 

 

Azienda Italia: 400 Imprese italiane per il Post Covid-19

Fare rete… ma sul serio per rimettere in piedi l’Azienda Italia

I primi sentori dello tsunami che stava per arrivare dall’Est li avevano già avvertiti a Gennaio, con le difficoltà legate agli approvvigionamenti: Gabriele Belloni, Andrea Minazzi, Matteo Ferraris, Robert Gianfardoni e Karim Shahir Barzegar sono arrivati al lockdown di Marzo con un’idea che in poche settimane ha coinvolto 400 imprese italiane, 5.000 lavoratori e manager da ogni parte del Paese, dal Nord al Sud.  Non solo PMI, professionisti e le cosiddette Partita Iva, ma anche imprenditori che hanno sentito il bisogno di una posizione più forte e comunque diversa da quella espressa da altre istituzioni italiane.
E’ nata così “Azienda Italia” un’associazione slegata da movimenti politici e non in contrapposizione a Confindustria.“Non siamo ‘anti-nessuno” precisa Andrea Minazzi, segretario e portavoce dell’Associazione Azienda Italia “Anzi, siamo proprio uniti dal bisogno di uscire dai ‘no’ per entrare in una nuova era pro-attiva. L’associazione nasce per offrire risposte, idee, soluzioni concrete. Il Covid può offrirci l’occasione di una vera rinascita. Un’opportunità che nessuno di noi vuole sprecare”.

Il post-pandemia come occasione per sostenere, strutturare e rilanciare il mondo del lavoro e in generale il fare impresa. Il piano operativo proposto dall’associazione è super-concreto: fiscalità, liquidità, scadenzario degli obblighi nei confronti dello Stato e risorse economico-finanziarie.
Proposte forti destinate a sollecitare un vero dibattito con le istituzioni e i decisori politici: a partire dalla richiesta di sospendere tutte le tasse per il 2020: imposte, acconti, F24, contribuzione IRPEF, accise bollette, canoni ecc dal 31.01 al 31.12.2020.
E poi il sostegno all’indotto sanitario con la detassazione del reddito lordo e la trasformazione dell’Irpef in stipendio non tassato per dodici mesi per medici, infermieri e coadiutori. Tra le proposte nel programma dell’Associazione l’impiego di Unità Navali militari come forza strategica di Ospedalizzazione e isolamento in merito al Covid 19.  Il focus dell’Associazione Azienda Italia in queste prime settimane di vita è concentrato sulla ricerca di un dialogo attivo con le Istituzioni italiane per dare voce agli attuali 400 membri e alla loro volontà di fare sistema per riportare l’Italia al suo naturale ruolo di leader in Europa non solo sul piano produttivo, manifatturiero ma anche per la ricerca, le infrastrutture, la cultura, l’ambiente e l’ospitalità.

L’Associazione sta crescendo a vista d’occhio in poche settimane perché rispecchia il bisogno diffuso di nuove risposte, nuove visioni a lungo termine e in generale una nuova prospettiva sul mondo del lavoro” spiega Karim Shahir Barzegar, imprenditore di origini persiane che fra i primi ha promosso la nascita dell’associazione e oggi la presiede “Imprenditori, manager, liberi professionisti e tutti i loro dipendenti oggi non si sentono rappresentati dallo scenario che si sta disegnando a Roma per quello che io considero il nostro Paese. Il post pandemia avrà le connotazioni e le necessità di uno scenario post bellico: o le misure adottate dalle Istituzioni rispecchieranno la gravità della situazione o questa ci sarà fatale.

Secondo le analisi e i dati dell’associazione il sistema imprenditoriale è a rischio default per il 52% delle aziende. Il tessuto delle Pmi occupa 11 milioni di persone il che rende evidente quanto sia urgente intervenire  prima che la collettività debba pagare il prezzo più alto del collasso delle imprese.
Azienda Italia nasce come forza propositiva e presenta un piano con la consapevolezza che ora come non mai è il momento di fare gioco di squadra.

fonte: Comunicato Stampa Andrea Minazzi Azienda Italia

Intelligenza emotiva e intelligenza artificiale

Intelligenza emotiva e intelligenza artificiale. A qualcuno, come me,  forse sarà sfuggita la prima, fino ad ora. La seconda, invece la stiamo sperimentando in ogni campo possibile, anche a causa dell’attuale condizione restrittiva. Qualcosa bisognava inventarsi, però, abbiamo scoperto che molte di quelle cose che ci hanno allietato, che hanno reso la reclusione più sopportabile esistevano già da molto tempo, per nostra fortuna. 

Che tutte le situazioni, a lungo andare, possano sfuggire di mano, anche questa non è una novità, infatti, circa il 90% degli italiani, da quando sta in quarantena non ha tempo, utilizza il tempo, nella maggior parte dei casi nelle videoconferenze. Umorismo a parte, l’intelligenza artificiale gioca un grande ruolo e sarà sempre di più così, soprattutto se utilizzata per costruire modelli che rendano la vita più semplice, e nel modificare stili di vita, che ormai sono diventati vicoli ciechi, si pensi all’ambiente, alle emissioni, allo stress e al traffico.

Intelligenza emotiva

La definizione di intelligenza emotiva non si sposta molto da quello che si è portati a pensare in un primo momento, al cospetto di questa parola: capacità di un individuo di riconoscere, comprendere, utilizzare, distinguere, etichettare e gestire le proprie emozioni e quelle degli altri. Quanti verbi per una sola parola, vero? 

La prima definizione di Intelligenza emotiva risale al 1990, per cui è un concetto relativamente giovane. Nel 1995 è stato pubblicato un primo testo, “Intelligenza Emotiva: Che cos’è e perché può renderci felici” da parte dell’autore e giornalista scientifico Daniel Goleman. Da quel momento il concetto è stato studiato ed è stato applicato, soprattutto nel business e nella leadership. 

Con il tempo sono stati studiati diversi modelli di intelligenza emotiva, in base ai quali le emozioni oltre ad essere percepite, devono essere regolate per promuovere la crescita personale o per favorire il pensiero. Probabilmente, molto prima venire a conoscenza dell’intelligenza artificiale, o prima che diventasse oggetto di studio, molti già ne facevano uso. Purtroppo, molti si precludono la possibilità di avere un’intelligenza, qualunque essa sia.

Secondo il modello proposto da Salovey e Mayer, l’intelligenza emotiva include diverse abilità:

  • Percezione delle emozioni, e sta nella capacità di decifrare anche sul volto degli altri cosa stanno provando, ma soprattutto comprendere le proprie;
  • Uso delle emozioni, vale a dire sfruttarle per risolvere problemi;
  • Comprensione delle emozioni,  vuol dire capire anche la loro evoluzione nel tempo, come cambiano;
  • Gestire le emozioni, regolare le emozioni siano esse positivi o negative e gestirle per raggiungere obiettivi ben precisi

Possiamo percepire due stati d’animo ben definiti: Stato d’animo potenziante: fiducia, amore, fede, serenità; Stato d’animo paralizzante: paura, ansia, depressione, confusione, insicurezza. Vi è una distinzione fra emozioni positive e emozioni negative.

Altre parole che intervengono nello studio del concetto di emozioni, sono consapevolezza e riconoscere. Se non si riesce ad essere consapevoli dei propri stati d’animo e a riconoscerli non sarà possibile crescere, perché anche le emozioni vanno educate, indirizzate e curate allo stesso modo del corpo, proprio come si fa con l’esercizio fisico.

L’intelligenza emotiva riveste sempre più importanza nel mondo del lavoro

Dal World Economic Forum, l’intelligenza emotiva è stata inserita fra le 10 competenze più richieste entro il 2020. Sembra che creare un ambiente di lavoro che stimoli l’intelligenza emotiva è il trend del momento. Numerose esperienze nel corso degli anni hanno dimostrato che il successo delle aziende e dei team di lavoro dipende da padronanza di sé, empatia, resilienza sotto stress,  influenza e lavoro di squadra. Altri studi hanno dimostrato che là dove i dipendenti sono apprezzati, sono incoraggiato a condividere le loro emozioni, creando empatia e armonia nei luoghi di lavoro. Il risultato è che si produce di più e anche meglio.

L’Intelligenza emotiva ha trovato ampio spazio di intervento nelle strategie aziendali, là dove c’è bisogno di empatia, di motivazione e di tutte quelle azioni volte a interagire con le persone in armonia, in modo da raggiungere gli obiettivi prefissati.

Al di là degli studi e degli effetti che l’intelligenza emotiva può avere sui risultati aziendali e di marketing, saper gestire le proprie emozioni, infatti, è sintomo di maturità, e i benefici che si possono ottenere sono tanti, e non solo in ambito familiare, ma anche nei sentimenti e nel lavoro. In generale godere di un benessere psico-fisico migliora i rapporti con gli altri. Stare bene vuol dire anche avere un buon livello di autostima e sicurezza. 

motivazione e leadership
intelligenza artificiale e intelligenza emotiva

Resta il fatto che il carattere di una persona è fondamentale e non va confuso con la capacità di gestire le emozioni. Vi sono persone felici e altre cupe, altre che hanno calma e autocontrollo, altre che si arrabbiano facilmente; si può essere ottimisti o pessimisti, tutte queste qualità o difetti, in genere, si possono smorzare o modificare appena, ma restano comunque i tratti distintivi di un carattere.

Quando si parla di emozioni, però, ci si avvicina ad un campo sul quale continua ad esserci un fitto mistero, ma non potrebbe essere altrimenti. Bisogna essere consapevoli, che la sfera emotiva è poco spiegabile, a dispetto di tutti gli studi e le ricerche che si possono effettuare.

Un giorno non troppo lontano potrebbe diventare oggetto di studio un’intelligenza superiore, che prende per mano intelligenza emotiva e intelligenza artificiale, e le trasporta verso la vera essenza dell’uomo e verso la vera umanità, quella non costruita, quella poco studiata e poco spiegabile a parole. 

 

 

Covid-19 e smartphone, sostenibilità ed economia spingono i ricondizionati

Refurbed, startup specializzata nella vendita di dispositivi elettronici riportati a nuovo, con un risparmio fino al 40% sul prezzo e del 70% sulle emissioni di Co2, fra recessione e maggior sensibilità ambientale, vede un’ulteriore crescita del mercato, che fra 2019 e 2020 si è già decuplicato. E anche dall’UE potrebbero arrivare nuovi stimoli a sostegno del comparto

La pandemia da Coronavirus, oltre a cambiare le abitudini personali di quasi tutto il mondo, avrà un impatto trasversale anche su diversi settori dell’economia. Fra questi ci sarà di sicuro anche quello degli smartphone, sempre più centrale negli ultimi anni. Secondo le previsioni di Refurbed, e-commerce dedicato alla vendita di prodotti ricondizionati, che rispetto all’acquisto di uno di nuova produzione permettono un risparmio economico fino al 40% e un taglio delle emissioni di Co2 del 70%, questo settore e quello degli usati prenderanno sempre più piede, sia per gli acquisti dei consumatori che per quelli delle aziende.

“Dal maggio dello scorso anno a questo marzo abbiamo visto un’accelerazione decisa, andata di pari passo con una maggior consapevolezza da parte dei clienti di cosa voglia dire acquistare un prodotto ricondizionato”, spiega Edward Fontana, responsabile del mercato italiano per Refurbed. “Ora, con le conseguenze della pandemia da Covid-19, sarà un canale sempre più importante perché la disponibilità economica delle persone, vista la recessione in arrivo, si ridurrà. Al tempo stesso, smartphone, tablet e pc saranno sempre più fondamentali per lavorare e svolgere una fetta significativa delle nostre attività quotidiane, rimanendo dunque uno strumento irrinunciabile”.

Anche per questo i prodotti rigenerati – ovvero rimessi a nuovo da tecnici certificati, che ne sostituiscono i componenti danneggiati o usurati, li testano e li igienizzano – rappresenteranno sempre di più una soluzione per diverse esigenze, considerata anche la garanzia che offrono, di un anno, non presente nell’usato a parità di prezzo.   Il trend, oltre agli utenti personali, riguarda anche aziende – grandi e piccole – e amministrazioni pubbliche. “Vediamo, ad esempio, che anche il mondo della scuola si sta rivolgendo in maniera più frequente a queste soluzioni”, aggiunge Fontana.

Con la sospensione delle lezioni in classe sono sempre più gli istituti scolastici e gli atenei che si sono organizzati per fornire attività di e-learning agli studenti; per farlo, però, è necessaria una dotazione tecnologica diffusa fra tutto il corpo docente e quella dei prodotti ricondizionati rappresenta una strada per acquistare, anche in blocco, i devices necessari avendo la certezza che siano stati testati e al tempo stesso garantendosi di contenere la spesa. Lo stesso ragionamento vale anche per le aziende, che già prima avevano iniziato a sfruttare questa opportunità e che ora, forzatamente costrette ad allargare i propri programmi di smart working, hanno necessità di allargare le dotazioni. “Con questa crisi vediamo senza dubbio un aumento delle offerte ‘b2b’, con aziende e scuole che hanno la necessità di interfacciarsi con tutti i loro stakeholders”.  

Ma gli effetti dell’epidemia di Coronavirus non sono solo quelli economici. Se c’è chi ipotizza una maggior aggressività del virus nel Nord Italia per le condizioni di inquinamento, sicuramente lo stop ai trasporti quotidiani e alle attività produttive legato alla quarantena, ha mostrato come azioni comuni possano abbattere rapidamente i livelli di smog nell’aria. La risposta al Covid-19, inoltre, in Europa è stata sostanzialmente comune, con i diversi Paesi che hanno mutuato le strategie di quelli colpiti per primi, cercando una policy condivisa per un problema globale. Anche nell’ambito della ricostruzione dell’attività economica dopo questo stop forzato, dunque, sarà necessario ripartire da questa idea di sforzo combinato.

“È un tema che si propone con maggior forza soprattutto per quanto riguarda le politiche relative alla sostenibilità”, sottolinea Fontana. “Questa situazione ci insegna, sia come persone che come Stati, che problematiche comuni, come quelle ambientali, possono essere affrontate in maniera efficace solo tramite regole e comportamenti condivisi”. 

A livello europeo la Commissione Ue che si è insediata lo scorso anno ha fatto del nuovo green deal‘ uno dei pilastri della propria azione. Proprio in questo ambito c’è già in via di sviluppo un set di incentivi per supportare il mercato del ricondizionato e dell’usato, con l’implementazione di politiche e agevolazioni per favorire l’acquisto e l’utilizzo di questo tipo di devices. “Oltre ai nostri numeri in grande crescita, vediamo anche uno sviluppo positivo sul fronte politico. Grazie al nuovo ‘Green Deal’ stipulato dalla Commissione Europea, l’importanza dell’economia circolare sta ottenendo sempre più attenzione! Tutto questo avrà presto un grande impatto anche sul settore del ricondizionato”, spiega Kilian Kaminski, uno dei fondatori di Refurbed, che ha partecipato ad alcuni meeting a livello comunitario per la creazione di queste nuove politiche.

“Speriamo  fermamente che le nuove politiche europee rendano la società più consapevole dell’esistenza di alternative ecosostenibili e più proattiva nell’adottare queste ultime nel proprio stile di vita quotidiano, anche in un campo estremamente dinamico e mutevole come quello tecnologico – ha aggiunto – Abbiamo imparato che i policy makers possono guidare la crescita del mercato circolare attraverso la creazione di standard di qualità e la ridefinizione del termine ‘rifiuti’. Nel campo dei ricondizionati, ciò significa generare maggiore fiducia nei consumatori e ridurre indugi burocratici per i rivenditori di prodotti rigenerati.”

fonte: Comunicato Stampa Vanessa Ricca – Refurbed

Asci Confimprese lancia un appello a tutela del commercio ambulante

Ambulanti feste fiere street food mercati

A.S.C.I. ConfimpreseItalia

COMUNICATO STAMPA  

L’ASCI Confimprese Italia rappresenta la maggior parte delle realtà che operano su aree pubbliche, parliamo di tutte quelle attività che vengono svolte quotidianamente nei mercati rionali, nelle feste/sagre patronali, nelle rotazioni, nei posteggi fuori mercato. A distanza di quasi due mesi dall’emergenza in cui riversa il nostro paese, la maggior parte di queste attività sono ancora interdette in ottemperanza alle misure contenitive doverosamente messe in atto dal nostro Governo per fronteggiare la diffusione del virus COVID-19 senza sapere quando potranno ricominciare a svolgere il proprio lavoro. Ad oggi, diverse tipologie di attività merceologiche in sede fissa hanno la possibilità di rimanere aperte , mentre ,per quanto riguarda le attività di commercio su aree pubbliche, non si hanno adeguate informative in merito , nonostante, molte di esse trattino prodotti a cui il Governo ha dato il via libera per la vendita( come: abbigliamento neonati/bambini, prodotti per l’igiene personale, casalinghi, libri/riviste, generi alimentari, ecc.) I nostri associati,quindi,sono costretti ancora oggi a rimanere chiuse e vedere invece le serrande dei negozi alzate.

Molte famiglie che hanno sempre trovato il loro sostentamento nel proprio lavoro, stanno vivendo ad oggi un momento di particolare smarrimento ed incertezza, con la paura di non potersi rialzare dopo questa drammatica crisi economica che sta mettendo in ginocchio il nostro Paese. Molti di noi hanno dedicato una vita intera al proprio lavoro affrontando tutte le problematiche che si vivono quotidianamente per strada, facendo comunque fronte sempre fronte alle incombenze e ai vari oneri previsti dalle normative vigenti.  A tutt’oggi gradiremmo avere delle risposte certe perché è difficile continuare a vivere nell’incertezza del domani .Vorremmo vivere la nostra quotidianità, come il resto dei cittadini Italiani.

A.S.C.I. ritiene che l’apertura delle attività su Aree Pubbliche, oltre a rispondere ad un requisito di equità di trattamento con altri operatori commerciali, non costituirebbe un intralcio,bensì potrebbe essere d’ausilio e di supporto per i cittadini, limitando peraltro le lunghe file davanti ai negozi. I nostri Associati svolgendo il proprio lavoro in luoghi all’aperto, favorirebbero le condizioni per il contenimento del rischio sanitario, in quanto sembra certa la minore probabilità della diffusione del virus in spazi aperti rispetto a luoghi chiusi e sarebbe anche più agevole il rispetto delle distanze interpersonali previste tra gli astanti. Il tutto rispettando rigorosamente tutte le misure di sicurezza a livello sanitario e adottando le procedure necessarie per un corretto svolgimento delle attività, come indicato dalle direttive Governative.

A tale proposito la nostra Associazione si impegna sin d’ora a fornire tutte le direttive necessarie ai propri associati  per il recepimento e l’osservanza delle disposizioni in materia. Questo è quello che chiediamo alle nostre Istituzioni, che prendano in considerazione tutte le richieste fatte per dare un segnale concreto per un’immediata apertura.   Lo dichiara in una nota il presidente Tredicine Stefano

fonte: Comunicato Stampa – Stefano Tredicine – Asciconfimpreseiltalia@gmail.com

Telecamere termiche per il contenimento Covid-19

La fase 2 sta per iniziare e tutti si chiedono come sarà la ripresa, quali settori risentiranno della crisi; quello che è chiaro è che non sarà una passeggiata, si ritornerà alla normalità ma non abbandonando mai le precauzioni, per fortuna in alcuni casi la tecnologia può fare la differenza, come le telecamere termiche, prodotte da una Start Up innovativa, che  serviranno a  individuare persone con febbre all’interno di strutture ad alta affluenza. 

Realtà virtuale e termo-scanner per coronavirus, al via la raccolta di Utopia!

Utopia è una startup innovativa che sviluppa software di Realtà Virtuale (VR) per la formazione di personale tecnico qualificato nei settori aerospaziale, navale, meccanico ed elettronico. In questi contesti, dove le manutenzioni risultano particolarmente costose, la società propone soluzioni che sfruttino l’Intelligenza Artificiale per garantire ai propri clienti prodotti altamente performanti in condizioni di economicità.

Proprio sull’Intelligenza Artificiale è basato il nuovo prodotto di Utopia, ovvero un sistema termico che permette di individuare persone con febbre all’interno di strutture ad alta affluenza (come i supermercati o le fabbriche); in questo momento storico, tale soluzione è utile per individuare persone potenzialmente affette da Covid-19.

Parte su CrowdFundMe la campagna di Utopia, una startup innovativa che sviluppa software di Realtà Virtuale(VR) utilizzabili in diversi ambiti, come la formazione di personale tecnico qualificato nei settori aerospaziale, navale, meccanico ed elettronico. Per garantire migliori performance, la società sfrutta anche l’Intelligenza Artificiale. Utopia, inoltre, ha lanciato un nuovo prodotto pensato per il contenimento del coronavirus, ovvero un sistema che utilizza telecamere termiche per individuare persone con febbre all’interno di strutture ad alta affluenza, come i supermercati o le fabbriche. Le richieste per questo prodotto sono previste in crescita soprattutto per la cosiddetta “fase 2”, ovvero la riapertura graduale e con elevate misure di sicurezza delle attività economiche. Il Sole 24 Ore ha dedicato un articolo a tale tecnologia: clicca qui per leggerlo.

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Relativamente alla formazione, bisogna ricordare che le soluzioni di Utopia presentano diversi vantaggi:

  • I suoi prodotti possono sostituire fino all’80% del monte ore formativo con grande risparmio per le aziende che spesso devono sostenere elevati costi per queste attività;
  • Con la tecnologia di Utopia è possibile ottimizzare l’assistenza post-vendita;
  • Gli utenti possono esercitarsi/formarsi senza spostarsi dal proprio luogo di lavoro con la possibilità di lavorare in team ma a distanza;
  • In un’unica piattaforma, “tailor made” sulle esigenze del cliente, lo stesso potrà addestrare i suoi tecnici con un processo efficiente;
  • Grazie a un algoritmo proprietario, gli scenari virtuali della startup occupano meno spazio rispetto a quelli dei concorrenti, pur mantenendo un’elevata qualità.

I prodotti dell’emittente sono già utilizzati da importanti realtà; ad oggi Utopia ha sviluppato prototipi (POC) per gruppi del calibro di Leonardo Aircraft Division, FCA, Juventus FC, TIM, ma anche per enti o istituzioni come ilMax Planck Institute e la Regione Valle D’Aosta.

Mercato – Le soluzioni di Utopia coprono diversi settori, dal campo formativo a quello commerciale, dal v-learning alla riproduzione di siti archeologici. Il mercato di riferimento presenta un CAGR pari a +178% tra 2018 e 2019: per approfondire guarda il Light Information Memorandum a cura di BDO (società multinazionale di consulenza finanziaria e certificazione).

Exit –  Dato l’elevato potenziale del mercato di riferimento e il network messo a disposizione da parte del management, la società presenta diverse possibilità di Exit nell’arco di 3-5 anni:

  1. Quotazione AIM;
  2. Rivendita a big player;
  3. Ingresso di un fondo di private equity.

Valutazione pre-money scontata – Utopia ha scelto BDO come advisor per ottenere una valutazione indipendente che, ad oggi, è stimata a 7 milioni di euro pre-money. Per i sottoscrittori di questa campagna è previsto uno sconto di 1 milione di euro, garantendo così maggiori quote sociali in percentuale e una maggiore possibilità di upside al momento dell’eventuale Exit.

Strategia – Il primo obiettivo della campagna è fissato a 200.000 euro, mentre il massimo a 1,2 milioni. In base al capitale raccolto, Utopia prevede di assumere nuovi programmatori, potenziare il software di Intelligenza artificiale, un’espansione a livello internazionale (a partire dall’apertura di sedi in Svizzera e Regno Unito) e attività di marketing come la partecipazione a fiere di settore.

Investire in Utopia consente di beneficiare della detrazione fiscale pari al 30% dell’importo versato: leggi il business plan completo e diventa socio a partire da € 500!

fonte: Crowdfundme

“Crash Wine Delivery”: l’eccellenza enologica a domicilio con sommelier personalizzato

Il Crash Roma inaugura l’esclusivo servizio di wine delivery. Vini di qualità non in vendita nella grande distribuzione consegnati a temperatura pronti da stappare a domicilio entro un’ora. Un eccezionale catalogo in continuo aggiornamento e l’esclusivo servizio (gratuito) di sommellerie personalizzato

Un delivery di qualità, che consegna a domicilio entro un’ora e rigorosamente a temperatura i migliori vini selezionati da un catalogo introvabile nella grande distribuzione e in continuo aggiornamento. Crash Roma, il piccolo grande tempio del gusto nel cuore del quartiere Trieste di Roma al momento chiuso in ottemperanza del DPCM 4 marzo 2020 per l’emergenza Coronavirus, inaugura l’esclusivo servizio di Wine Delivery, dedicato ora più che mai a offrire una alternativa unica e di qualità a tutti gli appassionati del mondo del vino.

CONSEGNA A TEMPERATURA, BOTTIGLIE PRONTE DA STAPPARE – Il Crash Wine Delivery vuole distinguersi rispetto agli altri servizi di consegna a domicilio ed e-commerce enogastronomico per qualità, unicità ed eccellenza, in pieno stile Crash Roma. La carta dei vini, appositamente selezionata dal sommelier e founder manager Emiliano Locuratolo, propone etichette provenienti dalle migliori cantine italiane e francesi fuori dalla grande distribuzione e in continuo aggiornamento.
La consegna è gratuita entro 1 ora con ordini effettuati dalle 17 alle 22 su Roma per le zone dei quartieri Trieste, Salario , Bologna, Conca d’Oro, Nomentana e Pinciano. Consegna in tutte le altre zone di Roma entro 24 ore dall’ordine. Consegna in tutta Italia entro 2-3 giorni lavorativi.
I prodotti vengono consegnati a domicilio pronti per essere degustati, garantendo alla clientela non solo la temperatura perfetta per godere al meglio del singolo articolo scelto, ma anche e soprattutto il massimo rispetto di tutte le norme igienico sanitarie disposte e in atto in piena emergenza Coronavirus. Il Crash Wine Delivery garantisce perciò un servizio sicuro e di grande qualità.

SOMMELIER PERSONALIZZATO – Al Crash Roma piace distinguersi ed offrire ai propri clienti servizi unici ed esclusivi. Quel quid in più che fa la differenza per qualità, cura e dettaglio. Per questo motivo, con il Wine Delivery si può usufruire anche di un eccezionale servizio di sommellerie personalizzato: al momento dell’ordine, infatti, si può richiedere la consulenza dei sommelier del Crash, esperti professionisti del settore pronti a consigliare non solo il prodotto più adatto ma anche tutti i suggerimenti e le indicazioni per godere al meglio di questa straordinaria esperienza di tasting.

NON SOLO WINE DELIVERY – L’offerta del Crash Roma non si limita al solo mondo del vino. Con la consegna a domicilio si può ricevere a casa anche una interessante proposta food e alternative al mondo dell’enologia, come una eccellente selezione di birre o gustosi soft drink. #Iorestoacasa, quindi, ma non rinuncio alla qualità del più stuzzicante degli aperitivi firmati Crash Roma.  

#ANDRATUTTOBERE – I servizi di delivery ed e-commerce sono gli strumenti grazie ai quali, in queste difficilissime settimane di emergenza Covid-19, il settore enograstronomico sta riuscendo a sopravvivere offrendo non solo i propri prodotti ma anche la possibilità ai clienti di trascorrere in modo più sereno e rilassato un momento così delicato.
“Era da tempo che io e il mio staff stavamo lavorando al progetto di Wine Delivery – spiega il proprietario e fondatore del Crash Roma Emiliano Locuratolo – ma quando ci siamo ritrovati in piena emergenza Covid-19 abbiamo impiegato tutte le forze per accellerare e riuscire ad attivare il servizio il prima possibile”. Il Crash è sempre stato infatti un luogo di aggregazione all’insegna dell’arte, della musica e della qualità enogastronomica, “quel rifugio familiare, caldo e accogliente che da sempre considero una vera e propria missione”.
Per la direzione del Crash, infatti, “non è stato affatto facile prendere la decisione, per buon senso e responsabilità civile, di chiudere al pubblico ancora prima dell’ordinanza disposta dalle autorità. Se con il nostro servizio di consegna a domicilio possiamo contribuire ad allentare le tensioni di questi difficili giorni di isolamento sociale riproponendo ai nostri clienti una parte dell’atmosfera, della qualità e dello stile Crash Roma, siamo felici nel nostro piccolo di offrire una nota di distensione con l’eccellenza dei piaceri della tavola. “Quando ci saremo lasciati questa emergenza alla spalle, riapriremo le porte con ancora più entusiasmo e il Crash Roma tornerà ad accogliere artisti, eventi, il calore della convivialità e il piacere dello stare insieme”. Andrà tutto bene, anzi… #andratuttobere. E sarà un nuovo bellissimo brindisi”.

ANCHE LA MUSICA E’ “DELIVERY”! – Insieme alla momentanea chiusura del locale, anche tutti gli eventi artistico-musicali del Crash sono sospesi. “Non vediamo l’ora di riaccendere le luci del nostro intimo e suggestivo palco e riprendere così le nostre esclusive rassegne di musica live, dedicate al cantautorato, la musica classica e al jazz” continua Emiliano Locuratolo, che è anche il direttore artistico del locale.
Da sempre attivo promotore e sostenitore della musica emergente di qualità, il Crash Roma prosegue questa sua missione dedicando una esclusiva playlist digitale personalizzata che raccoglie una selezione degli artisti che si sono esibiti nel corso degli ultimi mesi. “Ci piace pensare sia un modo per portare a casa, insieme ai nostri prodotti delivery, anche un po’ dell’atmosfera dei live firmati Crash in attesa di poterlo fare di nuovo dal vivo” conclude.

fonte: Comunicato Stampa Maria Chiara Afferni

On-Wine fair: La Fiera Virtuale del Vino Italiano

Un evento digitale per coinvolgere appassionati, professionisti del settore, buyers ed importatori esteri trasmesso in live streaming in Europa, Asia e Americhe

40 cantine italiane saranno le protagoniste del primo evento virtuale rivolto agli operatori del settore, agli appassionati e soprattutto ai buyer stranieri orfani delle principali Fiere cancellate per l’emergenza sanitaria in corso. La manifestazione è organizzata da Miaser in collaborazione con Think Quality e il patrocinio di ONAV – Organizzazione Nazionale Assaggiatori Vino. Dall’11 al 15 maggio 2020, suddivise in cinque giornate, le Cantine potranno raccontarsi e presentare le novità dell’annata come se fossero nel loro stand fieristico.
Ovviamente mancherà il magic moment della degustazione condivisa ma l’assaggio potrà essere il passo successivo per l’approfondimento di nuovi rapporti commerciali che potrebbero nascere proprio in questa occasione. I webinar saranno proposti rigorosamente live nella versione italiana e riproposti in “live streaming” nella settimana dal 18 al 22 maggio ogni mattina (per i mercati asiatici) e ogni pomeriggio (per i mercati americani) per l’edizione in lingua inglese.
Un primo passo e un’esperienza nuova per gli operatori che stanno delineando le nuove strategie commerciali per i prossimi difficili mesi, consapevoli che sperimentare nuove strade e innovativi modelli di business sia l’unica possibilità per trasformare un momento di crisi in opportunità. Le adesioni sono ancora aperte, per tutti i dettagli e le modalità di partecipazione:onewinefair
fonte: Comunicato Stampa Alessandro Bertocchi  onwinefair.it

La cultura aperta a tutti: La Federico II di Napoli nella top ten mondiale

La condivisione attraverso le piattaforme virtuali è la parola all’ordine del giorno; il work in progress delle conoscenze è in atto, è una rivoluzione,  ma ha ancora tanta strada da fare. Ciò che sta avvenendo in tutto il mondo e in particolare anche in Italia nel campo dell’educazione a distanza fa ben sperare, e apre le porte a tantissime possibilità di lavoro e di approfondimento. La scuola è uno dei principali settori ad essere investito dal cambiamento innescato dal Covid-19.

Quando la pandemia Covid-19 ci ha costretti a casa si sono moltiplicate le iniziative, che hanno cercato di condividere il sapere, l’arte e la cultura, ed ecco che molti musei nel mondo mettono a disposizione del pubblico opere d’arte e reperti archeologici, utilizzati da studenti e docenti a fini educativi. I contenuti resi fruibili gratuitamente ai turisti virtuali sono davvero tanti; le visite del British Museum e della National Gallery, solo per citarne alcune, ma anche il Moma di New York, la Tate Gallery di Londra. Di recente, perfino il Ministero dei Beni culturali italiano ha permesso visite virtuali nei musei e nelle biblioteche, nei palazzi storici. 

Università e offerta formativa: Italia prima in Europa

Federica.eu – è la piattaforma dell’Università Federico II di Napoli, la prima in Europa per numero di Mooc (Massive Open Online Courses), con 300 corsi attivi, si trova anche nella top ten mondiale. Molti corsi Mooc sono stati prodotti proprio durante la fase del Covid-19. L’emergenza sanitaria ha spalancato le porte della didattica multimediale, ponendo l’attenzione sull’importanza della Smart Education e dell’e-learning di qualità.

La Federico II ospita sulla sua piattaforma anche corsi di altre università, come l’Orientale di Napoli, l’Università Bicocca Milano, le Università di Pavia, Firenze e Padova. Inoltre, l’Università partenopea distribuisce i corsi con il provider internazionale di Harvard e Mit,  EdX. L’Università Federico II di Napoli è la prima istituzione italiana ad entrare nella rete globale di edX. L’Università di Napoli ha da tempo internazionalizzato l’offerta formativa, mettendosi al passo con i tempi, esportando il made in Italy della ricerca, della sperimentazione e delle eccellenze italiane.

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fonte immagine: Ilsole24ore Federica Web Learning

Nell’onda dei cambiamenti Smart e virtuali, la parola condivisione è diventata d’obbligo ed ecco l’uso massiccio di videochiamate, di videoconferenze e piattaforme di condivisione dati e informazioni a 360 gradi. In questo contesto non va sottovalutato l’aspetto umano del lavoratore, che nel frattempo è diventato virtuale, e rischia di perdere il contatto con la realtà e trasformarsi in un automa.

Anche il fattore umano nell’ambiente lavorativo, per fortuna, non è un campo inesplorato; in passato molte aziende hanno messo in primo piano il benessere dei dipendenti, come condizione indispensabile per la produttività e il raggiungimento degli obiettivi aziendali. In alcune realtà, infatti, si organizzano corsi di Mindfulness come formazione nelle aziende.

 

 

 

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