Come possiamo difenderci dal Coronavirus

Covid-19: Oltre a mascherine, distanza e sanificazione, parlare a bassa voce riduce di cinque volte il rischio di contagio, come spiega Jose L. Jimenez, professore all’Università del Colorado

Già ce lo avevano detto che il silenzio è d’oro, ma oggi lo è ancora di più.In tutti questi mesi abbiamo imparato molto sul nuovo Coronavirus, siamo diventati esperti delle distanze e dei dispositivi di protezione. Inutile girarci intorno, non esiste nessuna cura miracolosa e nemmeno nessun vaccino, anche se ci stanno lavorando. Nei luoghi chiusi, in quelli all’aperto, a volte si fa assembramento senza mascherine. In altri si entra solo con mascherina, misurando la febbre e dopo aver igienizzato le mani. In America, a New York, l’amministrazione spende circa 15 milioni di dollari per sanificare i vagoni della metropolitana. Alle prossime elezioni del 20 e 21 settembre, l’Italia si misurerà con ciò che avverrà nei seggi, con le misure anti-covid e altre pratiche, che dovranno garantire all’elettore di votare, senza rischiare la vita. A Tokyo si invitano i passeggeri della Metropolitana a non parlare o a parlare a bassa voce.

Un interessante articolo apparso su ThAtlantic recita : Maschera e stai zitto. L’articolo di Derek Thompson parla fra l’altro dell’importanza del silenzio e si chiede come mai in pochi parlano di quest’altro efficace metodo per tener lontano il Covid-19. Sappiamo bene che i primi a chiudere (e a restare chiusi a lungo) sono stati i luoghi di culto, come le chiese, con grande attenzione ai cori. Questo perché il Virus si trasmette attraverso il respiro e una chiesa con tante persone che rispondono insieme e un coro che canta, è il posto ideale per la diffusione del virus. Secondo punto, non meno importante è il tempo che si trascorre ad una funzione religiosa, che si aggira, di solito ad un’ora o più (troppo tempo).

Nell’articolo, il giornalista continua: Ogni via di trasmissione virale andrebbe giù se parliamo meno, o parliamo meno forte, negli spazi pubblici”, mi ha detto Jose L. Jimenez, professore all’Università del Colorado a Boulder, che studia la trasmissione delle malattie. “Questo è solo un fatto molto chiaro. Non è controverso. “

Il silenzio è d’oro come strategia antivirale a causa del modo in cui questa malattia si diffonde. Il coronavirus sembra muoversi principalmente attraverso particelle virali che eruttano dai nostri volti quando starnutiamo, tossiamo, parliamo o cantiamo. Alcune di queste particelle sono abbastanza pesanti da schizzare su una superficie vicina o cadere rapidamente a terra. Quelle sono chiamate goccioline grandi . Sono grandi solo in confronto ai globuli più piccoli che spruzzano dalla nostra bocca e rimangono nell’aria in una nube di particelle vorticose. Questi sono chiamati aerosol .

“La verità è che se tutti smettessero di parlare per un mese o due, la pandemia sarebbe probabilmente morta”, ha detto Jimenez. Pur sottolineando l’importanza della distanza, ha spiegato che senza alcuna comunicazione a stretto contatto, sarebbe difficile per questo virus continuare a muoversi tra le persone. (Non è consigliabile testare la versione più estrema di questa tesi formando un mosh pit silenzioso o sputando in ogni direzione quando cammini per strada.)

Chi ama parlare molto soffrirebbe con questo metodo, mentre chi ama il silenzio, lo amerà ancora di più, considerando che poi non è tanto male. Con questa Pandemia, forse, non impariamo nulla di nuovo. Inoltre, la combinazione di più dispositivi e norme comportamentali aiuta a sconfiggere o almeno a limitare la diffusione del Covid.

In effetti, molte sono state le restrizioni, che sono state imposte e quando usciamo di casa, ci sembra ancora strano mantenere la distanza, indossare la mascherina e perfino parlare a bassa voce. Consoliamoci però, pensando che l’autore della frase Il silenzio è d’oro non è solo. I più grandi uomini della terra apprezzavano il silenzio, condizione ideale per un pratica antica, la meditazione. Pensiamo a San Francesco d’Assisi, al profeta Maometto e a Buddha, pensiamo a Ghandi e a Gesù, il quale imponeva il silenzio; in effetti, lo ha usato in molte occasioni, fra la meraviglia di chi lo conosceva come Maestro delle folle. Una contraddizione che ad oggi è ancora oggetto di discussione negli ambienti intellettuali e religiosi.

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