La “rivoluzione” delle piccole attività commerciali passa attraverso Passaparola Shop

Passaparola Shop, la prima Shop Community italiana che da mesi sta rivoluzionando il modo di fare acquisti, a breve lancerà una importante novità a supporto degli imprenditori e premiante per i consumatori.

Uscire a mangiare una pizza o un panino. Andare in libreria e provare il piacere di toccare e di sfogliare un libro. Acquistare un prodotto direttamente dall’artigiano che l’ha realizzato. Tornare ai “veri” negozi, ai rapporti tra le persone. Scegliere di “vivere il proprio quartiere”. Per un’azienda questo è diventato molto di più di un semplice motto, ma una missione da perseguire ogni giorno, con forza e determinazione.

Parliamo di Passaparola Shop – progetto della Why Company – l’innovativa Shop Community italiana che, a pochi mesi dalla sua nascita, sta cambiando il modo di fare acquisti e si prepara a lanciare a brevissimo una grande novità in collaborazione con un importante player del settore. Lo scenario attuale degli acquisti online oggi Partiamo dai numeri. Lo sapevate che ogni 37 secondi viene effettuato un acquisto online? Secondo l’Osservatorio eCommerce B2C della School of Management del Politecnico di Milano, il valore dello shopping online in Italia nel 2019 sfiora i 31,6 miliardi di euro, in crescita del 15% rispetto al 2018. L’Osservatorio rivela che nel 2019 il valore degli acquisti online da smartphone costituisce il 40% degli acquisti totali, un valore che sfiora i 12,5 miliardi di euro, con un incremento del +33% rispetto al 2018. In poche parole lo smartphone diventerà il primo canale per le vendite online nel suo complesso tra il 2020 e il 2021.

Come nasce Passaparola Shop?
I negozi di vicinato non sono solo attività commerciali, ma il cuore pulsante delle comunità. Tengono vivi paesi e periferie. Farli chiudere è una sconfitta per la nostra economia e un danno per migliaia di lavoratori e di famiglie. Come si possono sostenere le piccole attività locali nella battaglia contro la GDO e le multinazionali del commercio online? Di quale supporto hanno bisogno i negozi di quartiere per poter andare avanti e non essere costretti a chiudere?
Sono proprio le riflessioni nate da queste domande che hanno portato Giona Serra – Owner e Founder di Passaparola Shop – ad una brillante intuizione: ripartire da quello che da sempre viene considerata l’anima del commercio, il passaparola.

Passaparola Shop è un sistema che premia imprenditori e consumatori offrendo loro la possibilità di guadagnare sfruttando il potere del passaparola. Ma non finisce qui. Accompagna le piccole e medie imprese nell’evoluzione digitale fornendo loro gli strumenti per competere con i colossi del mercato: app per smartphone, visibilità online, lead generation, geolocalizzazione dell’attività sulterritorio nazionale e molto altro. Le nuove sfide dei negozi di vicinato Dietro le intuizioni c’è anche l’esperienza, oltre a tanta perseveranza.

Il percorso professionale ha portato Giona Serra in viaggio in lungo e in largo per l’Italia, offrendogli la possibilità di raccogliere le ragioni e i sentimenti che animano i commercianti. Tante storie diverse ma tutte accomunate da tre esigenze: avere risposte concrete, acquisire nuovi clienti e fidelizzare quelli già attivi. Serra racconta di aver incontrato tanti imprenditori negli ultimi anni, in occasione delle sue consulenze, dai quali ha raccolto preziosi feedback e utili segnalazioni per arrivare ad avere una fotografia precisa di quella che oggi è la realtà dei piccoli e medi imprenditori in Italia. Si possono annoverare in due categorie: da una parte troviamo chi ha provato ad avvicinarsi al mondo digitale ma ne è rimasto deluso, fa fatica a dare nuovamente fiducia a questi nuovi strumenti. Dall’altro lato invece abbiamo chi ha bisogno di essere educato ad un approccio digitale, è incuriosito dalle potenzialità di questo mondo, ma li ha poco o mai utilizzati.

Cosa può fare Passaparola Shop per loro?
Rendere accessibili i nuovi strumenti digitali a tutti gli imprenditori, con soluzioni vantaggiose anche per chi non ha gli stessi budget delle grandi aziende, ma nello stesso tempo assicurando servizi personalizzati e orientati alla crescita del business. Come? Entrando a far parte di Passaparola Shop! Sarà sufficiente offrire un caffè al giorno alla propria partita iva per entrare a far parte della Shop Community e beneficiare dei suoi numerosissimi vantaggi. Tre sono i punti su cui Passaparola Shop si focalizza: Aumentare le interazioni attraverso la geolocalizzazione delle attività sul territorio; Acquisire nuovi clienti e rafforzare la loro fidelizzazione; Promuovere la vendita online dei negozi di quartiere.

La piattaforma di Passaparola Shop rappresenta un nuovo punto di incontro tra negozi di vicinato e consumatori, distogliendo questi ultimi da tutti gli acquisti fatti quotidianamente nei centri commerciali e online nei più famosi marketplace. Crea un nuovo modo di approcciare la vendita, un modo trasversale che guarda ogni cosa da diversi punti di vista per offrire efficaci soluzioni di business. Una nuova sfida per Passaparola Shop Il nuovo anno è iniziato con il botto per Passaparola Shop. L’innovativa Shop Community si prepara a lanciare nei primi giorni di febbraio, in collaborazione con un importante player, una novità destinata a fondere ulteriormente l’esperienza online con quella in negozio, ampliando i benefici sia per le attività che per i consumatori.

Da febbraio, con il lancio del nuovo progetto, all’interno di Passaparola Shop i consumatori avranno l’opportunità di guadagnare mentre fanno i loro acquisti giornalieri. Un sistema innovativo che da un lato premierà gli utenti mentre dall’altro porterà una ventata di ossigeno alle attività di quartiere. Se non l’hai ancora fatto, registrati sul sito passaparolashop e inizia a vivere il tuo quartiere!

fonte: Comunicato Stampa WHY Company

Lavoro: Che aria tira? Ecco perché il Robot non sostituirà mai l’uomo

Il mondo del lavoro è cambiato già da una vita, lo dimostrano i nuovi lavori e le professioni freelance, le forme contrattuali neonate e l’infinito sottobosco di nuove skill, specie nel campo dei social, delle comunicazioni e della tecnologia in generale. Non dimentichiamo la new economy, la sharing economy e la green economy.

A differenza di come si possa pensare, i giovani di oggi, se hanno le idee chiare e la giusta preparazione riescono a trovare la loro strada molto più di quanto riuscissero a fare i loro genitori.

Un altro luogo comune da sfatare è che il futuro sia in mano ai robot. In base ad una ricerca effettuata dal gruppo Manpower, sembrerebbe che ben l’87% delle imprese abbia pianificato di aumentare i propri dipendenti. Lo studio ha inoltre evidenziato che vi è una tendenza dei datori di lavoro a favorire le nuove competenze, attraverso l’adozione di interventi mirati (corsi di formazione e non solo). Infatti, non si parla solo di conoscenze tecniche, ma soprattutto di quelle competenze che spesso non si insegnano in un’aula. Capacità comunicative e creative saranno da oggi in poi la chiave d’ingresso nel mondo del lavoro.

Gli imprenditori intervistati hanno dichiarato che hanno tutta l’intenzione di far emergere il talento dei propri dipendenti, identificando i punti di forza e i punti deboli, per costruire insieme al lavoratore un percorso professionale che inglobi anche competenze sociali ed emotive. Oggi vi sono delle piattaforme on line che offrono formazione continua e certificata, come Life Learning

Quello che cambia insieme alle competenze e al lavoro stesso è la ricerca delle risorse umane, e il metodo per individuare le caratteristiche, le attitudini, nonché le competenze e le capacità di ogni singola risorsa. Da questo studio emerge con forza che i lavoratori di oggi e quelli del futuro non dovranno mai sentirsi minacciati dai robot. La tendenza è quella di creare una forte sinergia fra il lavoro umano (insostituibile) e quello della macchina.

Le notizie che contrastano con questa teoria (non è una teoria ma si fonda su uno studio) e che i media trasmettono riguardano singoli casi, come ad esempio la perdita del lavoro a causa della riorganizzazione dell’azienda, riduzione dei costi e trasferimento dell’impresa in paesi nei quali il costo del lavoro è inferiore. I Robot prenderanno il posto dell’uomo? Sono anni che ci si interroga su questo fondamentale quesito, dimenticando molto spesso che vi sono alcune competenze che un robot non potrà mai avere, per primo il contatto umano.

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Molti sono gli economisti che hanno parlato di questo fenomeno, alcuni hanno perfino scritto molti testi e per queste loro valide disquisizioni meritano tutto il rispetto, ma bisogna guardare al mondo del lavoro, innanzitutto con rinnovata fiducia e infine analizzandolo in tutta la sua complessità. Quello che emerge da un’attenta analisi, senza approfondire tanto tematiche strettamente economiche e tecniche (troppe teorie a volte portano da un’altra parte) è che per molti lavori che si perdono a causa di una inevitabile evoluzione tecnologica, altri mestieri e professioni nascono, si sviluppano, avanzano in un’arrestabile ascesa attuando il “cambiamento” che fiumi di articoli e libri profetizzano da anni.

Il lavoro ripetitivo, quello di un operaio o di un cassiere, per il quale non sono necessarie altre competenze oltre a quelle di imbustare e spingere tasti sulla cassa,  ha sicuramente un alto rischio di essere sostituito da una macchina.

L’intelligenza umana, la creatività e la passione, il sentimento, la capacità di potersi relazionare con i clienti,invece sono tutte competenze irripetibili perfino per un robot. In qualsiasi tipo di impiego, anche il più noioso e ripetitivo è necessario ricercare il valore aggiunto e trovarlo ad ogni costo. Bisogna affiancare alle conoscenze pratiche e tecniche quel sapore di  naturale e creativo, di unico che può avere solo un essere umano.

Negli ultimi anni, molti imprenditori in particolar modo stranieri e con una forma mentis molto allargata e “visionaria” hanno attuato uno modello di lavoro basato sempre di più sul fattore umano, inteso come miglioramento delle condizioni all’interno dell’azienda dei lavoratori. Sono nati nei luoghi di lavoro asili nido per le neo mamme, palestre e ore di ricreazione e di socializzazione; sempre più attenzione è rivolta alle persone anche attraverso corsi o workshop che valorizzino il fattore umano, l’unica risorsa che ci farà vincere qualsiasi sfida. Non bisogna andare troppo lontano per trovare imprenditori che hanno questo tipo di mentalità, a volte nemmeno nel presente o nel futuro, anche in Italia vi sono stati imprenditori che hanno cercato di migliorare le condizioni di lavori dei propri dipendenti, in un passato nemmeno troppo recente e a dispetto dei tanti luoghi comuni e pregiudizi di cui la nostra società è piena zeppa.

 

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