Covid-19: Portogallo primo della classe, la politica può fare la differenza

Il Portogallo è in primo della classe in Europa, perché ha saputo contenere i contagi da Covid-19, attraverso misure messe in atto tempestivamente e soprattutto grazie alla responsabilità della classe dirigente politica tutta. Infatti, l’opposizione portoghese ha offerto il suo aiuto al Governo. Non a parole, non a fini propagandistici, ma con fatti concreti.

Il Portogallo, piccolo, ma anche povero e non certamente ai livelli dei grandi paesi ricchi e industrializzati ha dimostrato che la Politica può fare la differenza, che  si può agire insieme e risolvere anche i problemi più grandi.

Rui Roi, il capo dell’opposizione ha dichiarato: Non parliamo più di opposizione, ma di collaborazione. Signor primo ministro Antonio Costa conti sul nostro aiuto. Le auguriamo coraggio, nervi d’acciaio e buona fortuna perché la sua fortuna è la nostra fortuna. Ciò dimostra che non basta essere forti e potenti, ricchi e pieni di risorse, ma coraggiosi e generosi; non bisogna tirarsi per la giacca, prendersi per i capelli e azzuffarsi, criticarsi, far leva sugli errori degli altri per sentirsi più forti, ma esiste anche un altro modo di fare politica, e una sola parola “sensata”, “intelligente” “umana” e l’ha pronunciata il capo dell’opposizione portoghese ed è: Collaborazione. 

Il Portogallo nell’emergenza Covid-19 ha provveduto anche a regolarizzare gli immigrati, varando una Sanatoria Covid-19 per gli stranieri. Si tratta dell’unico paese in Europa a pensare in termini pratici agli immigrati. Il Portogallo ha scelto di permettere ai clandestini di poter accedere alle cure, in questo modo non si sono alimentati eventuali nuovi focolai fra la popolazione più debole. infatti, là dove vi è indigenza, situazioni di povertà, la mancanza di mezzi e soprattutto di strumenti di protezione e prevenzione può dilagare il contagio. Nulla di più semplice e intelligente in caso di emergenze sanitarie. Molti paesi, sull’esempio del Portogallo hanno invocato il modello portoghese, anche se non ci sono studi al riguardo, ma a volte non sono necessari, basta avere buon senso e guardare ai risultati, i quali valgono molto più di mille studi.

In Portogallo a differenza di altri paesi si vive bene, e il costo della vita è molto basso; molti pensionati italiani (paradiso fiscale per pensionati) hanno deciso di trasferirsi, ma non solo loro, questo  è un posto ideale anche per nomadi digitali, e infine offre mare e spiagge bellissime.

In Italia vi sono sacche di popolazione in povertà estrema, che oltre a non avere mezzi economici, fatica anche a compiere azioni di buon senso, di distanziamento sociale, di igiene anche per il basso livello culturale. Basti pensare ai poveri di sempre, ai nuovi e soprattutto ai clandestini, di cui non si conosce nemmeno il numero reale. Tale fetta di popolazione nella maggior parte dei casi viveva, prima dell’epidemia di espedienti, in condizioni igieniche precarie e legata a lavori occasionali o a nero. Mentre si varavano misure restrittive e venivano emanati decreti, si è pensato anche a quella fetta di popolazione? Il contagio non conosce classi sociali.

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