Difesa dell’ambiente nel mondo: America e Cina a confronto

Fra qualche settimana ci saranno le elezioni americane, e molti attendono questo evento, come uno dei più importanti anche per le politiche ambientali, che nonostante i numerosi appelli degli scienziati sono state in molti casi inefficaci. Fra America, Cina e altri paesi, il paradosso è enorme. È sotto gli occhi di tutti: Trump ha spesso ignorato gli appelli degli ambientalisti, ignorando, spesso l’evidenza. Molti attenti osservatori hanno detto che il presidente americano sta eliminando l’eredità di Obama, smantellando le principali politiche climatiche adottate dal precedente presidente. Trump ha definito il cambiamento climatico, un concetto creato dai cinesi per rendere non competitiva l’industria americana. Tanto è vero che gli Stati Uniti non fanno più parte dell’accordo di Parigi. Trump, in soli tre anni, ha revocato o annullato oltre 60 norme ambientali, mentre è in corso la revoca di altre 34 leggi, è quanto emerge da uno studio effettuato dal New York Times. Tantissimi passi indietro a difesa dell’ambiente sono stati fatti dall’amministrazione Trump, lo pensano molti scienziati.

La Cina dal suo canto è la potenza economica che inquina di più, ma che ha anche affermato di volersi liberare dal carbon fossile entro il 2060. Il paradosso, però potrebbe non esserlo tanto, visto che la Cina è anche leader mondiale nelle tecnologie pulite. Un’altra strategia di questa grande super potenza economica? L’obiettivo della Cina si inserisce nell’accordo di Parigi, dal quale Trump è uscito.

Il 28% delle emissioni mondiali di gas serra arriva dalla Cina, è tantissimo, molto più Unione Europea e Stati Uniti. Se il presidente Xi Jinping manterrà il suo impegno, si potrebbe parlare del più grande risultato climatico del mondo. La Cina dipende ancora molto dai combustibili fossili, e sembra che stia costruendo ancora centrali a carbone e acciaierie.

La Cina è tante cose e tutte si contraddicono a vicenda: è il più grande mercato automobilistico e importatore di petrolio, ma allo stesso tempo sono aumentate le vendite di biciclette. Nonostante questi aspetti, che lo rendono un paese che inquina molto, è il maggiore produttore, consumatore e investitore in energie rinnovabili. Se davvero la Cina volesse liberarsi dal carbon fossile dovrebbe incrementare gli investimenti sull’energia pulita. Molti esperti credono all’annuncio che il presidente cinese ha fatto in un video discorso all’assemblea generale delle Nazioni Unite. La Cina potrebbe compensare i disastri compiuti dall’amministrazione di Trump? Molti ci credono perché analizzando i dati, i presupposti esistono e spesso i miracoli possono accadere. Sarebbe un grande risultato per tutto il mondo.

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