Sette italiani su dieci acquistano di seconda mano: crisi e risparmio

In tanti continuano a chiedersi come si fa a vivere con meno di 1500 euro al mese. Le esigenze sono cambiate da un pezzo rispetto al passato e ciò che prima non era necessario, ora è indispensabile. Il concetto è racchiuso in poche parole ed è semplice semplice. Nasce la nuova piattaforma dedicata alla moda second hand.

La second hand o la seconda vita delle cose non è una novità; c’è chi vi ricorre per necessità, ma anche chi lo fa per principio, per non contribuire a distruggere l’ambiente, per non essere complice di sfruttamento sul lavoro, insomma di cause ce ne sono tante e non sono poco e nemmeno poco rilevanti. I motivi per riutilizzare, riciclare e acquistare di seconda mano cui aiutano a vivere meglio, sotto tutti gli aspetti.

Second hand: Un’indagine Doxa chiarisce le cose

La crisi economica, le esigenze di risparmio, le priorità rivoluzionate dall’esperienza del lockdown e non ultima la consapevolezza del valore dell’economia circolare: per l’usato c’è una seconda vita in Italia. Il settore Second Hand sta conoscendo nuove fortune: in tanti vendono oggetti che non servivano più e ne cercano altri più adatti alle esigenze, in entrambi i casi c’è risparmio e guadagno per 7 italiani su 10.

La Second Hand ai tempi di Covid-19 condotta a novembre 2020 da BVA Doxa per Subito, piattaforma per vendere e comprare con oltre 13 milioni di utenti unici mensili, che ha evidenziato come il 67% degli italiani abbia acquistato o venduto almeno un oggetto usato da marzo ad oggi, un dato in forte aumento rispetto al 49% del 2019. E a dicembre 2020 è stata lanciata in Italia ‘Vinted’, la più grande piattaforma online C2C europea dedicata alla moda second hand, un’app gratuita che da l’opportunità di vendere e comprare vestiti e accessori dando così loro una seconda vita. Il desiderio di dare una nuova opportunità a capi pre-loved ma non più indossati è un elemento
chiave per due su cinque intervistati che vendono abiti e per circa il 31% delle persone coinvolte nella ricerca sono fondamentali le motivazioni legate alla sostenibilità (es. ridurre gli sprechi). 

Da oggi sia per guadagnare qualche soldo extra facendo spazio nei propri armadi o adottare un approccio più responsabile al consumo fashion, i membri in Italia potranno registrarsi gratuitamente, iniziare a far spazio nei propri guardaroba, caricare facilmente gli articoli in modo da poterli vendere senza costi aggiuntivi.

Lo studio condotto ha dimostrato che il 47% delle persone è ricorso al second hand per risparmiare o guadagnare dalla vendita. La second hand si fa principalmente on line, ma resistono anche i negozi fisici.

Quali sono i prodotti più venduti e più acquistati

Casa&Persona 72%;

Sports&Hobby 58%,;

Elettronica 56%;

Veicoli 32%;

Libri e riviste 31%;

Arredamento e casalinghi 28%;

Articoli informatici 27%

Elettrodomestici 17%

Oltre alle possibilità di guadagnare e risparmiare, la second hand si è diffusa grazie a una maggiore consapevolezza del valore delle cose, in un concetto di economia circolare che diventa sempre più importante nel nuovo mondo che si delinea all’orizzonte.

Di qualche giorno fa è la notizia che le cose prodotte dall’uomo hanno superato la massa di tutti gli esseri viventi sulla terra. Parliamo di strade, palazzi, automobili e tutto gli oggetti che si producono. A parte il discorso economico, cioè la necessità di avere sempre più soldi per compare cose, l’impatto di nuovi prodotti sul pianeta è ciò che dovrebbe farci riflettere di più.

Praticare la second hand come filosofia e come quotidiana abitudine di vita, oltre a incidere enormemente sul bilancio familiare, permettendo ad una famiglia media di poter vivere senza alcun problema, anche con 1500 euro al mese, potrebbe salvare il pianeta. Non è necessario essere grandi economisti, per capire che il connubio risparmio-guadagno è sicuramente vincente, e in termini pratici si potrebbe arrivare a svariate centinaia di euro. Due conti: 150 euro risparmiati o guadagnati un mese si e un mese no, corrispondono a circa 1000 euro in un anno, se poi l’abitudine è costante e cresce, aumentano anche le potenzialità.

Fonte: ANSA

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