La vera crisi non è la crisi economica

Quando sento parlare di crisi, la prima parola da associare che mi viene in mente non è economia, ma valori, crisi dei valori. L’unica vera crisi credo sia quella, c’è una fame di valori talmente grande di questi tempi da invadere tutti i campi della vita, da quello sociale e lavorativo a quello economico e politico.

Viviamo una crisi di valori con pochi precedenti; non amo frasi del tipo: senza precedenti, quello che è successo adesso non è mai accaduto, nulla sarà mai come prima. Innanzitutto, studiando un po’ di storia, ci si accorge che ne sono successe di cose nei secoli dei secoli: Pandemie, epidemie, guerre, rivoluzioni, miseria, peste, colera, bombe atomiche, emergenze ambientali ed economiche, eppure, l’uomo è ancora qui su quella stessa terra, sopravvissuto, forse, ma vivo.

Sembra che non cambi mai nulla

A volte, fa piacere scoprire che in mezzo alla foresta, vive un sottobosco silenzioso di buone intenzioni, di piccole grandi azioni, che regalano ancora tanta speranza a questa umanità che cerca a tutti i costi la distruzione.

Una cooperativa sociale, nata nel Nord Italia, promuove diversi progetti fra cui l’Università del bosco, il Museo di comunità e il Crazy Bosco; non è un caso se il sito web si chiama liberisogni.org –

Nel sito della cooperativa si legge: Questa crisi non è solo economica; c’è una carenza di relazioni, modelli e orizzonti culturali.
Sullo sfondo c’è la frattura tra ciascuno di noi e il mondo vivente a cui noi umani (che siamo viventi) dovremmo attingere nel corpo, nella mente e nello scambio con gli altri.

Gli ideatori di questa nuova realtà sono impegnati tutti i giorni sul campo nelle Province di Lecco, Monza-Brianza e Bergamo e collaborano con altre cooperative, associazioni, Enti ed Università in tutta Europa.

I progetti di Liberi Sogni

I progetti che la cooperativa mette in campo sono diversi e spaziano su altrettanti fronti, dalla rigenerazione degli spazi all’educazione in natura, ai servizi culturali e all’animazione sociale.

L’Università del Bosco è un’Università aperta a tutti.
Qui si studia e s’insegna il rapporto tra uomo e bosco.
L’Università recupera, innova e favorisce lo scambio fra i saperi e le pratiche.
L’esperienza è considerata il primo modo di apprendere: crea un triangolo virtuoso tra Educazione, Natura e Comunità locale.

L’Università del Bosco è rivolta a bambini e famiglie, ma anche ad educatori, insegnanti, giovani, adulti e a chiunque voglia imparare dalla natura. Questa iniziativa realizza sul Monte di Brianza percorsi formativi e occasioni di incontro per:

  • Riscoprire i saperi e i mestieri relativi alla gestione e alla valorizzazione ecologica della risorsa bosco;
  • Sviluppare percorsi di crescita personale e di consapevolezza ecologica e planetaria.

Tra le iniziative: corsi, laboratori, seminari, animazione di itinerari tematici nel bosco, campus, esperienze immersive, eventi e momenti conviviali.

Le persone che promuovono le attività dell’Università sono agronomi, botanici, esperti di erbe selvatiche, artisti, arte-terapeuti, pedagogisti, scienziati ambientali, counselor, tree-climber, storici del paesaggio, selvicoltori, falegnami, musicisti, story-teller, artigiani tradizionali. Offerte formative e itinerari tematici tutto l’anno si svolgono tra i comuni di Valgreghentino, Airuno e Colle Brianza e in tutta la provincia di Lecco. Tutto è amplificato e ci si immerge nella natura a 360 gradi, per comprenderla pienamente, per trarre i benefici che invadono ogni essere umano (chissà perché), ogni volta che si trova in contatto con questo grande, enorme mistero, che da millenni continua a sorprenderci.

fonte immagini: ViaggiareinBrianza

Volare Smart: Incursione all’interno degli aeroporti italiani

Molti ricorderanno il film con Tom Hanks, The Terminal, ispirato alla storia vera di Mehran Nasseri, respinto alle frontiere e costretto a vivere nella sala partenza del terminal 1. Nasseri nasce in una zona petrolifera dell’Iran, studia in un’università inglese, poi torna a Teheran. Nel 1977 viene espulso e privato della cittadinanza, nel 1988 decide di trasferirsi in Inghilterra, ma all’aeroporto di Parigi perde i documenti. L’uomo si ritrova in aeroporto a vivere con le offerte dei viaggiatori e dei gestori dei negozi del terminal. Intanto scrive un diario, che diventerà un libro e poi un film. Steven Spielberg, infatti, gli verserà  250 mila dollari per poter fare del suo libro un film. Nel 2016 Nasseri ha un collasso e viene ricoverato in un ospedale parigino, poi, in un albergo non lontano dall’aeroporto. Tra il 2007 e il 2008 la Francia decide, per ragioni umanitarie, di ospitarlo in una casa-assistenza, dove vive ancora oggi.

Niente paura, non vi succederà nulla di tutto questo, se conservate bene i vostri documenti. Anzi, qualche ora in aeroporto, in attesa del proprio volo, potrebbe addirittura essere un’esperienza piacevole e interessante.

Per molti l’aeroporto è un semplice luogo di passaggio; qualche ora di attesa e poi si parte per la destinazione desiderata. In realtà le cose stanno diversamente, un aeroporto è un mondo a parte, un posto dove mangiare, dormire, passare del tempo a fare shopping; il passeggero non è mai lasciato solo, grazie ai numerosi servizi che offrono gli aeroporti, i quali sono delle vere e proprie città nelle città; c’è davvero tutto quello che serve per sorprendere piacevolmente il viaggiatore. 

Negli aeroporti sono attivi servizi come Pronto soccorso e farmacie, ma anche ufficio oggetti smarriti, banche, ufficio postale, parcheggi, sale dove è possibile usufruire di docce, buffet, riviste, wi-fi e servizio fax. Nell’aeroporto di Malpensa a Milano, ad esempio è attivo il  Malpensa center, una meeting room, che si può prenotare a ore, ed è spesso utilizzata da imprenditori, associazioni, Enti di formazione per i loro congressi.  All’interno dell’area è presente tutto quello che serve (attrezzature, servizi fax, wi-fi, proiettori, microfoni ecc.) per poter svolgere gli eventi in piena tranquillità, oltre ad uno spazio dedicato al rinfresco degli ospiti. 

Nella maggior parte degli aeroporti italiani sono presenti negozi Duty free, dove il viaggiatore può comprare qualsiasi cosa senza Iva.

Proprio Malpensa ospita diverse piazze: Piazza del lusso, piazza Pop e piazza del gusto. Numerosi sono in marchi che si trovano qui: Bottega Verde, Bulgari, Gucci, Damiani e tanti altri, come i caffè e i bar dove gustare gustose colazioni. Qui è anche possibile acquistare prodotti tipici da regalare. er dormire in Aeroporto c’è lo Sheraton Milan Malpensa Airport & Conference Centre, che offre servizi esclusivi e 437 camere e suites.

All’aeroporto di Fiumicino è disponibile un servizio gratuito di Personal Shopper, presso la Mall dell’Area E dalle 9 alle 21. Il servizio disponibile in cinque lingue offre consigli per acquistare in sicurezza e con intelligenza tutto ciò che si desidera.

All’Aeroporto di Capodichino il servizio  Fast Track o Imbarco privilegiato a pagamento,  fa evitare code ai check point per l’imbarco. Negli aeroporti c’è davvero di tutto, spesso molti residenti nelle zone limitrofe si recano in aeroporto per gli acquisti o prenotare i biglietti, per usufruire delle banche Atm ecc. Nell’aeropoto di Linate è attivo un altro servizio molto interessante per chi viaggia: Shop&Collect. Questo servizio permette di acquistare prima di imbarcarsi per il volo e di ritirare tutto, comodamente al rientro ed è completamente gratuito. Infatti, ciò che si acquista non deve essere imballato e trasportato in aereo, ma verrà direttamente spedito a casa del cliente.

Il protagonista (vero) del film The Terminal, sembra abbia vissuto in aeroporto per circa 18 anni; nel suo caso la permanenza non sarà stata entusiasmante. A noi non servono tanti anni, basta anche solo qualche ora in aeroporto per vivere un’esperienza indimenticabile.

 

Via Margutta: La casa degli artisti

Via Margutta a Roma è sempre stata la casa degli artisti, anche se nel 1917 ebbe un rilancio, quando Picasso si trasferì in questa strada, durante il suo primo viaggio in Italia. La storia di questa strada, che sembra un’oasi, è antichissima. Frequentata da artisti da tutta Europa, la presenza di orti e giardini le dona un aspetto artistico e internazionale. Da secoli artisti di varia statura hanno installato le loro botteghe e laboratori. Sembra di essere lontani dalla città caotica e rumorosa, forse, proprio alla presenza del verde. L’aria quasi incontaminata di Via Margutta ha ispirato tanti artisti del Rinascimento. Fu Papa Paolo III, eliminando le tasse per le botteghe, a favorire  l’insediamento di molti artisti. A via Paolina, tra il 1594 e il 1595, si trasferì il paesaggista Paul Brill; Dal 1606 e il 1608 vi abitò Pieter Paul Rubens, allora appena trentenne: il pittore cominciò il suo viaggio in Italia nel 1600, andando prima a Venezia, per studiare i maestri del colore (Tiziano, Veronese, Tintoretto), poi passò a Mantova, sotto l’egida del duca Vincenzo I Gonzaga, che lo nominò pittore di corte. Il primo viaggio a Roma risale al 1601, dove poté cimentarsi nello studio dell’antico, ma anche nella copia dei grandi artisti, quali Michelangelo e Raffaello, e confrontarsi anche con i suoi contemporanei, Carracci e Barocci. Sempre per il duca di Mantova, Rubens si trasferì in Spagna, per tornare a Mantova nel 1605, e poi a Roma nel 1606, quando si trasferì, con il fratello Philip, in via Margutta.

I primi artisti che popolarono la zona furono fiamminghi e olandesi; la strada degli artisti ha conosciuto alti e bassi. Qui l’architetto Pietro Lombardi progettò una fontana, chiamata Fontana delle arti dal particolare basamento triangolare.

Federico Fellini aveva la residenza proprio in Via Margutta, e da qui sono passati non solo pittori ma anche poeti e scrittori come Emile Zola a Gabriele d’Annunzio, Elsa Morante e Alberto Moravia. Ancora musicisti e scrittori, come Giacomo Puccini, Pietro Mascagni e Richard Wagner.

L’Associazione Cento pittori Via Margutta ha una storia che continua da ben sessantacinque anni.

La tradizionale mostra di Via Margutta è nata nel 1953,nel pieno della “Dolce Vita” celebrata da Federico Fellini, grazie ad alcuni pittori che nel dopoguerra si riunirono e decisero di dar vita ad una strada che da sempre era stata il rifugio naturale di pittori, scultori, poeti, musicisti ed artigiani. In questo clima di grande fermento artistico prese il via la prima edizione della rassegna “Fiera d’arte in Via Margutta”, una delle poche esposizioni su strada destinata a diventare, col tempo, un appuntamento fisso sia per gli appassionati e i critici d’arte che per i romani e gli stranieri.

Oggi Via Margutta è un museo e una galleria a cielo aperto, grazie anche a Elisabetta Martinez, che lavora su forme archetipe, misteriose figure primitive e simboliche che appaiono su fondi informali: tracce, impronte di divinità senza tempo, definite da estese e ricche campiture di colore.

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Living: un nuovo modo di vivere

Il soggiorno o Living è il luogo dove si passano più ore, ma è anche espressione della propria personalità. Secondo alcuni esperti il soggiorno esprime la voglia e la gioia di vivere, o almeno così dovrebbe essere.

Il luogo dove si svolge la vita, dunque, qui si trova lo spazio per rilassarsi, per leggere un libro, per guardare la Tv. Non è solo questo, però, il living è un posto speciale e va costruito e realizzato giorno dopo giorno. Il soggiorno può diventare anche uno spazio per il lavoro in smart working, oppure dove posizionare un pc.

Usare l’immaginazione

L’immaginazione non è una cosa da piccoli, anzi permette ai grandi di realizzare le cose. Migliorarsi e migliorare l’ambiente che ci circonda è qualcosa di profondo che passa attraverso una trasformazione, e quest’ultima non avviene se non si riesce a immaginare. Un architetto o un inventore immaginano cosa potrebbero creare, come potrebbe essere trasformato un luogo, è quello che dobbiamo fare anche noi.

Il soggiorno deve essere come noi lo immaginiamo, un posto dove trovare tutto quello di cui abbiamo bisogno. Spostiamo un mobile, acquistiamo un nuovo divano, creiamo un angolo lettura, qualsiasi decisione va bene; in ogni singola scelta ci siamo noi, con i nostri desideri e le nostre esigenze.

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Alcuni consigli per rendere il living più confortevole

Generalmente si sceglie una stanza molto ampia, trasformandola magari in un ambiente aperto, unico. Lo spazio apre la mente, per cui una camera arredata con troppi mobili, restituisce un’idea di confusione, che si ripercuote anche sui nostri stati d’animo. Il primo consiglio è l’essenzialità, sfruttare al massimo gli spazi, appendere mensole e la tv alla parete, utilizzare mobili multifunzione. Se le idee ci piacciono, possiamo pensare a tappeti e cuscini, a luci soffuse e lampade, candele profumate, materiali leggeri per gli arredi.

Il colore delle pareti e dei quadri ha la sua importanza; i colori chiari rendono gli ambienti più grandi, il verde chiaro, il giallo e il celeste trasmettono positività. Infine, scegliere un quadro che ci fa sentire bene, come un tramonto, la vista di un lago o del mare non è un particolare da sottovalutare.

Napoli: Viaggiare restando in città

Molte sono le persone che hanno la fortuna di vivere in città d’arte, dove la cultura e il divertimento è a portata di mano. Una di queste città è Napoli, la quale offre ai visitatori ma anche ai residenti tantissime cosa da fare e da ammirare.

La sirena Partenope approdò nel golfo di Napoli, dando il nome alla città. Qui le chiese e i monumenti storici sono numerosi, però, bisogna penetrare nella storia e nelle leggende per scoprire e assaporare appieno il gusto agrodolce di Partenope. 

Le chiese di Napoli

La Chiesa di San Domenico Maggiore, con affreschi e tombe si trova nel centro storico a pochi passi dalla famosa Piazza Gesù Nuovo. Con facciata in pietra è costruita la chiesa del Gesù nuovo che dà il nome alla piazza. In Piazza Pebliscito, la Basilica Reale Pontificia San Francesco da Paola. A Mergellina, la chiesa di Santa Maria del Parto. E inoltre, la chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, il Complesso museale Santa Maria delle Anime del Purgatorio, San Lorenzo Maggiore, Sant’Angelo a Nilo e tante altre. Qui è evidente il passaggio di numerose culture; la storia antica parte con il periodo greco romano, Napoli è stata un corcevia di mondi e civiltà provenienti dall’Africa e dalla Cina, dall’Egitto. Infine, l’epoca più recente ha visto regnare i Borbone, la dinastia spagnola, che con Carlo III in particolare ha fatto rinascere la città, cambiandole il volto. Il periodo Borbonico, probabilmente è stato il più ricco, la città ha visto la realizzazione di numerose opere come il Real Albergo dei poveri, il Bosco di Capodimonte e il Palazzo reale, il teatro San Carlo (1737). Quest’ultimo ha goduto di grandissima fama internazionale e ha ospitato artisti importantissimi.

Napoli si aprì al mondo e divenne una delle città europee più importanti. Ancora oggi, sebbene la città abbia diversi volti, quartieri meno ricchi, ma pur sempre pieni di storia, molte di quelle opere restano a simboleggiare la grandezza di questa terra.

Mergellina (Chiaia) e Posillipo sono alcuni dei quartieri che si affacciano sul mare. Da Mergellina si possono raggiungere le spiagge di Posillipo e Marechiaro. Il centro storico di Napoli è un’esplosione di colori, negozi e vicoletti; in questa zona si trova San Gregorio Armeno, famosa per l’arte presepiale e il Monastero di Santa Chiara, reso celebre da una nota canzone napoletana.

Le sorprese a Napoli non finiscono mai; L’Osservatorio Vesuviano è il più antico osservatorio vulcanologico del mondo, ubicato a due chilometri di distanza dal cratere del Vesuvio a 608 metri sul livello del mare. All’interno del sito dell’Università degli studi di Napoli Federico II è presente una sezione dedicata all’Orto Botanico di Napoli dove, oltre ad una grande quantità di informazioni e di immagini, è possibile consultare importanti documenti digitali pubblicati nella Biblioteca digitale ed effettuare un viaggio virtuale nell’orto con Google Street view.

A Piedigrotta, poco distante dalla Stazione di Mergellina, il Parco Vergiliano, un altro sito dove immergersi nel verde, e dove spesso sono organizzati eventi, come il cinema all’aperto e spettacoli di vario genere. Nel parco ci sono tre monumenti importantissimi: La tomba di Virgilio, la tomba di Leopardi, la Crypta Neapolitana.

I personaggi, gli artisti e i poeti che hanno dato lustro a Napoli sono innumerevoli, e le stradine, i monumenti e l’architettura della città li racconta.

Ancora non è finita. I gioielli di Napoli (così come anche il tesoro di San Gennaro) vengono creati da secoli nel Borgo degli Orefici, un polo produttivo e commerciale unico al mondo con un valore inestimabile, la lavorazione dell’oro qui segue tutti i passaggi.  Molti sono i professionisti che vi lavorano: l’ebanista, l’incastonatore, il fonditore, il tagliatore. La Piazzetta degli Orefici è il centro del borgo.

Sotto il centro storico di Napoli corre la città Sotterranea, la più antica scavata nel tufo, con reperti archeologici, rifugio per i bombardamenti conserva ancora tutto il suo fascino. Lì sotto un Museo dedicato all’acqua, oggi si aggiunge a quelli già esistenti. Al museo dell’acqua si accederà attraverso un ascensore in vetro, dal quale i chi ama immergersi senza paura, potrà ammirare Napoli sommersa.

Mare, cultura e poi storia e arte, è questa Napoli e anche molto di più. Ogni anno tantissimi eventi allietano la vita di visitatori e residenti: concerti, mostre. I luoghi, la Mostra d’Oltremare, il Mann, il Museo di Capodimonte, Piazza Pebliscito, Castel dell’Ovo, Maschio Angioino.

 

L’acqua del rubinetto è più sicura di quella imbottigliata

L’acqua del rubinetto subisce numerosi controlli, eppure molti preferiscono acquistare confezioni di acqua in bottiglie di plastica. Queste ultime compiono numerosi viaggi sotto al sole e la plastica a contatto con il calore rilascia sostanze altamente tossiche per la nostra salute.

Sono almeno tre i  motivi per i quali non bisognerebbe bere acqua in bottiglia:

  • Bere acqua in bottiglie di plastica aumenta l’inquinamento (trasporto in camion);
  • Durante il trasporto con il calore vengono rilasciate sostanze dannose per la salute;
  • Spreco di soldi (una famiglia in media spende per consumo d’acqua circa 400 euro all’anno)

L’acqua del rubinetto, che arriva nelle nostre case, è un’acqua che arriva da due posti: da sotto terra, quando viene estratta da falde acquifere, oppure da laghi e bacini di raccolta, quando a raccogliersi è l’acqua della pioggia in un punto di raccolta naturale oppure artificiale.

Sempre più famiglie, negli ultimi tempi stanno considerando seriamente l’impatto che l’acqua imbottigliata ha sull’ambiente, sulle tasche e sulla salute.

L’acqua del rubinetto subisce tantissimi controlli, ci sono degli appositi impianti di filtraggio, che rimuovono i metalli, le sostanze tossiche nel lungo periodo e soprattutto i microrganismi di diversa specie. Inoltre, il cloro che viene aggiunto non è dannoso e serve a disinfettare. Il calcare non fa male all’organismo. L’acqua più pesante è una fonte di minerali, in particolare di Calcio e Magnesio, essenziali per la salute. Alcuni  studi scientifici hanno dimostrato che la durezza dell’acqua destinata all’uso umano è una caratteristica protettiva nella prevenzione dello sviluppo di diverse problematiche, non solo per l’osteoporosi ma anche per le malattie cardiovascolari.

Chi controlla l’acqua del rubinetto

  • Il gestore della rete idrica;
  • L’ASL;

Per evitare che l’acqua del rubinetto abbia un sapore troppo pesante, basta raccoglierla in una caraffa o in una bottiglia di vetro per 24 ore; in questo modo il sodio e il magnesio si depositeranno sul fondo.

Se si utilizza l’acqua dal serbatoio

Molte persone che abitano in piani alti hanno problemi con la forza dell’acqua, che è maggiore nei piano terra o primi piani di un edificio. Per questo motivo molti condomini installano serbatoi, per garantire che l’acqua arrivi a tutti. L’acqua del serbatoio è ugualmente buona, basta seguire alcune regole:

  • Il serbatoio deve avere un rubinetto alla base, per consentirne lo spurgo, e un altro a circa 30 cm dal suolo per sopperire a malfunzionamenti di quello alla base
  • Mantenere l’acqua fredda, al massimo 20°C
  • Ispezionare il serbatoio almeno 1 volta all’anno
  • Sanificare con 50 mg/l di cloro l’acqua e l’interno del serbatoio almeno una volta all’anno

Come analizzare l’acqua del rubinetto

Per analizzare l’acqua del rubinetto ci si può rivolgere a laboratori specializzati oppure acquistare Kit per la misurazione dell’acqua, i quali non sono attendibili al 100% e di solito sono in lingua inglese.

Su internet si possono trovare i dati delle analisi effettuate e numerose notizie riguardanti l’acqua che esce dai nostri rubinetti. Ad esempio, Acqua Campania controlla la risorsa in 52  punti di prelievo sia presso le fonti approvvigionamento che su punti distribuiti sul sistema gestito.
Le analisi vengono effettuate dal laboratorio interno LAC garantendo il monitoraggio della qualità dell’acqua distribuita ai clienti attraverso la rilevazione dei parametri chimico-fisici e microbiologici, individuati dalle vigenti norme in materia (Dlgs 31/01 e Dlgs 152/06) derivanti dalle normative comunitarie.
I risultati delle analisi vengono ogni mese inviate alle ASL di competenza per territorio.

 

 

 

Sorrento: Campagna nazionale di Marevivo contro l’abbandono di mozziconi nell’ambiente

Un’iniziativa realizzata in collaborazione con British American Tobacco Italia che mira a sensibilizzare i cittadini sulle conseguenze del “littering”, un fenomeno che ogni anno ‘costa’ oltre 4,5 trilioni di mozziconi disseminati nell’ambiente

Parte da Sorrento “Piccoli gesti, grandi crimini”, la campagna nazionale di sensibilizzazione contro l’abbandono di mozziconi nell’ambiente promossa da Marevivo in collaborazione con British American Tobacco Italia e patrocinata dal Ministero dell’Ambiente e dal Comune di Sorrento.

L’iniziativa è stata rivelata oggi nella sede del Comune di Sorrento alla presenza del Sindaco Giuseppe Cuomo e del Sottosegretario del Ministero dell’Ambiente Roberto Morassut, oltre che della Responsabile delle Relazioni Istituzionali di Marevivo Raffaella Giugni, della Presidente e Amministratore Delegato di BAT Italia e Area Director Sud Europa Roberta Palazzetti e del portavoce di AICA (Associazione Internazionale per la Comunicazione Ambientale) Maurizio Bongioanni.

La campagna prevede una serie di iniziative ad alto impatto visivo che mirano a sensibilizzare i cittadini sui rischi legati allittering, ovvero l’abbandono, deliberato o involontario, di rifiuti di piccole dimensioni in spazi pubblici o aperti come strade, piazze, parchi, spiagge.

“Secondo gli ultimi dati della FAO ogni anno 6 trilioni di sigarette vengono fumate in tutto il mondo e, di queste, 4,5 trilioni sono disseminate nell’ambiente. I mozziconi sono uno dei rifiuti che si trovano di più sulle spiagge, rilasciano sostanze nocive nel mare creando danni importanti all’ecosistema marino. I filtri non sono biodegradabili, diventano microplastiche e rimangono nel mare per sempre”haevidenziato Raffaella Giugni, Responsabile Relazioni Istituzionali della Onlus Marevivo, associazione che dal 1985 lavora per la tutela del mare e dell’ambiente.

“In base a una recente indagine svolta da AICA in collaborazione con l’Università Federico II di Napoli, i cittadini reiterano queste cattive abitudini principalmente per una mancanza di consapevolezza e informazione, un’insufficiente presenza di contenitori per la raccolta di mozziconi sul territorio e la carente applicazione di sanzioni”, ha spiegato Maurizio Bongioanni, portavoce di AICA.

“BAT è un’azienda responsabile e sensibilizzare i fumatori affinché smaltiscano in modo corretto i prodotti del tabacco, contribuendo a ridurre l’impatto della dispersione deliberata o involontaria dei mozziconi sull’ambiente, è per noi una priorità. Con largo anticipo rispetto alle previsioni della direttiva SUP sulla plastica monouso, grazie alla campagna ‘Piccoli gesti, grandi crimini’ vogliamo contribuire a cancellare ogni alibi e ogni ostacolo alla rimozione delle cattive abitudini in materia ambientale, realizzando una sinergia virtuosa tra Istituzioni pubbliche, aziende private e cittadini. Una collaborazione che ci vede in prima linea su più fronti: la corretta informazione ed educazione dei fumatori, la fornitura di migliaia di posacenere portatili e nuovi cestini nelle aree coinvolte per agevolarne il giusto comportamento, la realizzazione di un monitoraggio quali-quantitativo pre e post campagna, utilizzando anche metodi innovativi – come i droni – per misurare, in concreto, l’efficacia delle iniziative messe in campo dai diversi partner di questa campagna. Ivi compreso il rafforzamento dei controlli e delle sanzioni da parte dell’autorità pubblica per scoraggiare i comportamenti scorretti, a tutela dell’ambiente, come realizzato con successo qui a Sorrento”, ha dichiarato Roberta Palazzetti, Presidente e AD di BAT Italia e Area Director Sud Europa.

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Il progetto, ideato e realizzato dall’agenzia creativa Question Mark Communication, prevede, oltre alla campagna advertising, l’installazione di una vera e propria «scena del crimine» in cui, accanto alle vittime – raffigurate da sagome di pesci, tartarughe e stelle marine – è stata posta la riproduzione di un mozzicone gigante, simbolica arma del delitto. Una “scena” che evidenziala grandezza di un problema di tutti, quale l’inquinamento, dovuto a piccoli gesti di ciascuno, come quello di gettare a terra un mozzicone. L’installazione ricorderà così ai passanti l’importanza di non rendersi autori di un “crimine”.

Sorrento è stata dunque scelta come il Comune “pilota” ideale per la prima tappa del progetto e per la creazione di un format che nel prossimo futuro sarà esteso anche ad altre città italiane.

Il Sindaco Giuseppe Cuomo ha ringraziato: “Siamo felici di essere stati scelti da Marevivo e BAT Italia come comune pilota del progetto. La nostra città del resto, è da sempre attenta alla salvaguardia dell’ambiente. Un impegno che ci ha portati al riconoscimento, per il terzo anno consecutivo, della Bandiera Blu, anche grazie a provvedimenti orientati a scelte ecosostenibili. Da segnalare, lo scorso anno, l’adesione alla campagna lanciata dalla trasmissione Striscia la Notizia, proprio contro il diffuso malcostume di gettare per strada uno dei rifiuti più inquinanti al mondo: i mozziconi di sigaretta. Per questo sosteniamo con entusiasmo l’iniziativa “Piccoli gesti, grandi crimini”. Attraverso il comando della polizia locale, intensificheremo l’attività di controllo, applicando le sanzioni previste per cittadini e visitatori. E’ una battaglia di civiltà alla quale siamo chiamati tutti“.

10.000 posacenere tascabili saranno consegnati al pubblico dai volontari della Delegazione Marevivo Sorrento – Penisola Sorrentina nelle zone di Marina Grande, Marina Piccola, Corso Italia, Piazza Tasso e Piazza Lauro, dal 23 luglio al 9 agosto, così da invitare tutti a gettare definitivamente i propri mozziconi presso i cestini preposti. BAT Italia, infatti, ha anche contribuito, con il supporto dell’azienda di servizi Penisolaverde, all’installazione di 50 nuovi cestini comunali per facilitare comportamenti corretti da parte dei cIttadini sotto il profilo ambientale.

Graffiti volti a rafforzare il messaggio della campagna, inoltre, sono stati realizzati in prossimità dei tombini di Corso Italia e Piazza Lauro per invitare la popolazione locale e i turisti a non gettare mozziconi e altri rifiuti al loro interno.

Anche il mondo digitale è coinvolto nell’iniziativa. I materiali di campagna riportano un QR Code attraverso la cui scansione è possibile interagire con il chatbot “MARINA”. Questa intelligenza artificiale (IA), attiva da oggi, rilascia informazioni ed approfondimenti riguardanti ricerche di settore, iniziative correlate e operazioni di monitoraggio, quest’ultime commissionate da BAT Italia ad Altran ed Ellipsis.

Altran, parte del gruppo Capgemini e leader mondiale nei servizi di Engineering ed R&D per le aziende, in collaborazione conPenisolaverde, si occuperà di monitorare il quantitativo di mozziconi presenti nei cestini delle zone centrali di Sorrento, evidenziando così i cambiamenti di comportamento della popolazione a seguito della campagna e dunque l’efficacia delle operazioni di sensibilizzazione.

Ellipsis, innovativa azienda londinese, analizzerà le riprese aeree effettuate con droni pre e post campagna. Attraverso la propria IA, identificherà le aree in cui sono presenti rifiuti, ne riconoscerà la tipologia e la quantità e genererà relative mappe di calore con tecnologie sofisticate. Tali mappe, disponibili su una piattaforma open-source, consentiranno di strutturare ed attivare futuri piani di intervento mirati ed efficaci.

Il sottosegretario del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Roberto Morassut ha sottolineato il valore dell’iniziativa: “I dati dimostrano che il problema del marine litter è purtroppo una piaga grave che ci riguarda sempre più da vicino. Sul tema l’Italia negli ultimi anni ha posto molta attenzione, facendo spesso da apripista, anche anticipando le direttive europee, e condividendo la preoccupazione a

livello mondiale per quello che si è rivelato una delle principali minacce per gli ecosistemi marini. Il nostro Paese vanta una biodiversità ed un patrimonio costiero e marino unici che dobbiamo impegnarci a preservare e valorizzare. Ridurre i rifiuti che finiscono sulle nostre spiagge e nei nostri mari, è una sfida che richiede coesione, impegno e determinazione, in un approccio sinergico tra gli aspetti connessi alla prevenzione e quelli legati alla rimozione e al monitoraggio. È necessario inquadrare il fenomeno, soprattutto in relazione ai trend e alle possibili fonti e mettere a punto misure in grado di minimizzare la quantità di rifiuti immessi nell’ambiente marino. Servono politiche di educazione e sensibilizzazione, capaci di rendere i cittadini partecipi del problema. La lotta al marine litter inizia con la promozione della cultura del riciclo e del rispetto per l’ambiente e campagne di sensibilizzazione come questa messa in campo da Marevivo sono certamente tra gli strumenti efficaci per raggiungere questo obiettivo.”

L’indagine di AICA. Grandi crimini, piccoli e grandi inquinatori: l’identikit del litterer

L’inquinamento ambientale causato dal littering è stato oggetto di una indagine realizzata da AICA in collaborazione con l’Università di Torino e con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente. Lo studio ha evidenziato come su 100 fumatori osservati più di 70 abbiano abbandonato il loro mozzicone nell’ambiente, senza quindi avvalersi di posaceneri o bidoni. AICA ha tracciato anche un identikit del soggetto più portato a comportamenti scorretti: è maschio, over 50 o di età compresa tra i 20 e i 24 anni e se si trova in gruppo (superiore a 4 persone) tende ad assumere un comportamento lassivo e poco rispettoso dell’ambiente.

Nel dettaglio si osserva che nel 69,4% dei casi le donne adottano comportamenti corretti rispetto al 60% degli uomini e che le zone in cui si tende ad “inquinare” di più sono quelle semi-periferiche delle città, le aree vicino alle scuole e università, seguite subito dopo dalle località turistiche. Sono questi infatti i luoghi in cui si registrano le percentuali più basse di comportamenti corretti, e quindi dove è più facile trovare rifiuti per terra, rispettivamente nel 58,5%, nel 49,1% e nel 60,8% dei casi.

fonte: Marevivo

Comportamenti incivili da parte delle persone ce ne sono tanti, si potrebbero allestire tantissime scene del crimine; c’è chi abbandona plastica monouso ovunque, chi porta il cane fuori senza pulire (in molte città è reato penale con multa). L’ambiente è continuamente ucciso e offeso da gesti che si ripetono nel tempo.

Odio Social o quasi

Decisamente orientato e sbilanciato l’articolo apparso sul sito di Nicola Porro su Greta Thunberg, ovvero sul premio incassato dalla giovane attivista svedese.

La zuppa di Porro andata a male

Subito l’effetto social che si voleva produrre non si è fatto aspettare.

Odia gli aerei perché dice che inquinano, lei, piuttosto, preferisce fare il marestop chiedendo un passaggio a lussuose barche da regata e a catamarani di velisti influencer. Odia la plastica, tutta, perché dice che sporca, salvo farsi beccare in treno circondata da plasticume mentre consuma un pasto o immersa tra la plastica sulla barca da regata con cui insieme al padre ha attraversato l’Oceano Atlantico destinazione Stati Uniti per un summit Onu – si legge sul sito del conduttore televisivo

e ancora… Ha annunciato Greta Thunberg, quella che non va in aereo perché il carburante degli aerei inquina e che odia tutto ciò che sa di oil & gas, che 100 mila euro del premio andranno a SOS Amazônia, una Ong che s’ispira ai Fridays for Future e che, fedele alla casa madre, odia tutto ciò ch’è oil & gas. Altri 100 mila euro andranno, invece, alla Stop Ecocide Foundation, una Ong dal nome eco-ansiogeno domiciliata nei Paesi Bassi, e anche questa nemica di petrolieri e scavatori di pozzi.

Qual è il problema di chi commenta la notizia dei 100 mila euro donati da Greta agli indigeni in Amazzonia?

eccoli i commenti:

uno sguardo di merda… Dovrebbe andare a scuola….!!!

Lei e la sua famiglia incassano un sacco di soldi altro che ideali!

provi a chiedere a Greta di andare in Cina a fare certi discorsi che si è permessa di fare a noi occidentali. Vedi la fine che fa… altro che salvare il pianeta

bel articolo… a me mi… tramp… è su questa opera… pensano hai bimbi… cristo dio impara a scrivere. E poi, la maggior parte delle famiglie italiane non arriva a fine mese (ma dove cszzo vivi!)

Non c’è l’ho con nessuno, solo con quelli che le danno tanta importanza, media compresi.
Se non la considerasse nessuno sarebbe una bambina normale.

Mamma mia questa bimba sembra uscita dal film l esorcista . Sarà pure come Maria Teresa di Calcutta, ma inquieta

Da quando è saltata fuori questa qui,non abbiamo più avuto un giorno di pace.

Odia la plastica e con questo coronavirus siamo circondati da pannelli plexiglas e divisori di ogni genere e tipo di plastica. E ma lei non si lamenta ADESSO….certo poi si va a vedere ed è tutt’altro che ambientalista.
È una burrattina messa lì da qualcuno che fa solo business alle spalle nostre. Altro che rispetto dell’ambiente questa non rispetta nemmeno lei e le sue ideologie che tanto loda

Sguardo ipnotico, diabolico con una cattiveria impressionante, non lo mai sopportata quando ne parlavano tutte le tv troppa importanza a questa ragazzina plagiati dai suoi genitori, che per me ci giocano sopra, con la scusa dell’inquinamento, mobilitando molti ragazzi senza un perché, con i loro insegnanti. Ma a quanto pare lei con i suoi genitori ci guadagnano fior di quattrini alle nostre spalle, so che anche il papà la ricevuta in Vaticano, elogiandola, non mi 3 piaciuta da subito, con quello sguardo da pazza, e megera, mi fa paura meglio starle lontano p

Santo Cielo Che spavento ,stanotte avro’gli incubi ho visto laGretaaa😨😆

Ogni volta che la vedo mi sale la voglia di inquinare… perché questa piccola ipocrita che si finge pura, in realtà è una fabbrica di soldi che si guarda bene dall’andare a dare battaglia dove si inquina davvero… le piace vincere facile. Non le auguro alcun male ma soltanto di finire sepolta dalle risate per qualche altra str*****a che inevitabilmente le capiterà strada facendo. I veri beoti sono coloro che ancora credono a questo prodotto di marketing.

Commenti di persone che hanno gli incubi, che vogliono capire cosa c’è dietro! Parlano di pseudoecologismo, della scusa dell’ambiente, come se la cosa più importante fosse la faccia di Greta e non la crisi ambientale che stiamo vivendo. 

Il disastro ambientale non è una fake, non è una scusa. La scusa è prendersela con una ragazzina diventata un simbolo, non si sa perché. I mass media le hanno dato risalto, era tutto programmato oppure è stato un caso, cosa importa? La giovane attivista parla di ambiente, prende premi, fa discorsi ok, non la sopportate? Non ascoltatela. Chi non fa non sbaglia, per molti se non fai nulla va bene, se invece ti interessi ad un problema allora scattano le critiche, anche feroci – Chissà perché fa questo, chissà perché si interessa di ambiente – Provate a girare la domanda a Voi stessi!

Perché non parlate di ambiente? Perché non vi interessa il mondo corrotto, sporco e violento che vi circonda? Perché vi dà tanto fastidio qualcuno che vorrebbe salvare la natura? Non vivete sotto lo stesso cielo? Non respirate la stessa aria? Perché state zitti e criticate quando qualcuno parla?

Visitare Firenze, la culla del Rinascimento

Firenze, l’arte e le piazze, i monumenti e i luoghi più frequentati dove mangiare e passare ore piacevoli.

Il Lockdown è alle spalle e ha messo a dura prova la nostra resistenza a restare in casa. Molti hanno desiderato viaggiare e avrebbero voluto ritrovarsi in una delle città più belle d’Italia, Firenze. Chi non ha visitato mai Firenze? In pochi sicuramente, però vale la pena ritornarci, per riscoprire la bellezza dei suoi percorsi, gli artisti di strada che vivacizzano la città.

I luoghi di Firenze

Santa Maria Novella, San Giovanni, Santa Croce, e Santo Spirito sono i quattro punti fondamentali di Firenze. La piazza e la chiesa di Santa Maria Novella, costruita con marmo bianco, verde e nero catturano subito il visitatore. Prende da qui anche il nome della stazione (Santa Maria Novella). Il Ponte Vecchio, costruito in epoca romana, oggi ospita numerose botteghe artigianali di orafi. Dopo Ponte Vecchio si trova Palazzo Pitti, la Galleria Palatina e il Giardino di Boboli, che può considerarsi un museo all’aperto, grazie alla presenza di fontane, sculture e una serie di terrazze. La Cattedrale di Santa Maria del Fiore (Filippo Brunelleschi) è una chiesa Medievale con cupola rossa. Uno dei musei più visitati al mondo è la Galleria degli Uffizi, museo d’arte con opere rinascimentali.  La Galleria dell’Accademia è il museo che ospita il David di Donatello, la statua rinascimentale più famosa al mondo. Piazza del Duomo, piazza Santo Spirito, Piazza della Repubblica, Piazza della Signoria sono alcune dei luoghi dove trascorrere piacevolmente il tempo, gustando un buon caffè e avvolti da bellissime forme architettoniche. Altri luoghi da visitare sono la Fortezza da Basso, Piazza della Libertà e Piazza Beccaria. Meglio programmare in anticipo il percorso da seguire e stabilire bene i luoghi e i monumenti da visitare.

Firenze: Cibo e Alberghi

Firenze è una città universitaria, frequantata da tantissimi studenti fuori sede, oltre che da numerosi turisti provenienti da tutto il mondo. Tantissime sono le soluzioni per pernottare come B&B, pensioni economiche, hotel di lusso e perfino conventi che offrono camere. Come tutte le città d’arte bisogna cercare il posto giusto per mangiare bene e pagare poco. I menu turistici, nella maggior parte delle volte sono accettabili, ma se si vuole gustare la vera cucina fiorentina bisogna spostarsi nella zona Mercato o anche verso il centro. Nei pressi di Piazza della Repubblica si trovano i migliori ristoranti di Firenze: I’ Girone De’ Ghiotti, Il Bufalo Trippone. Osteria de’ Peccatori, Ristorante Brandolino e Bisteccheria Santa Croce sono fra i migliori recensiti da Tripadvisor. Oltre alla bistecca fiorentina, alla trippa, la ribollita a Firenze se si vuole è presente uno street food niente male, dove gustare prodotti tipici, dai salumi ai formaggi accompagnati dai famosissimi vini toscani: Brunello, Montepulciano, Chianti. Se volete mangiare la vera bistecca fiorentina, che ha un peso di oltre un chilo, fatevi rilasciare il certificato e accompagnatela con Chianti classico riserva DOCG oppure Primitivo di Manduria DOC. Lo consigliano i migliori Sommelier.

Perchè Firenze è la culla del Rinascimento

Grazie alla dinastia dei Medici Firenze diventò un centro culturale ed economico di grande spessore. Lorenzo de’ Medici, detto il Magnifico attirò nella città personaggi illustri e rese grande il ruolo di Firenze in Italia. Il Rinascimento nasce a Firenze, ma per molti anni restò nell’ombra, fino a quando divenne molto apprezzato dalle corti di tutta Italia. La Rinascita coincise con una visione nuova dell’uomo e del mondo. A Firenze sono inoltre nati artisti del calibro di Giotto, Cimabue, Brunelleschi, Arnolfo, Donatello, Botticelli, Ghiberti, Masaccio, Beato Angelico, Verrocchio, Ghirlandaio, Andrea del Castagno, Lippi, della Robbia e infine Michelangelo e Leonado da Vinci.

Arte ma anche poesia con Dante, Boccaccio, Machiavelli. Ogni opera, ogni monumento è pieno di storia e il tempo della rinascita del classico. Si parla di “Rinascimento”  riferendosi ad una fase di  rottura tra il mondo antico e quello moderno, dove per la prima volta si realizza una nuova percezione dell’individuo, visto adesso come soggetto capace di esprimersi e creare in modo indipendente rispetto alle opere classiche, dando però spazio a  rielaborazioni creative e originali. Uomo e natura sono adesso al centro dell’universo, in contrapposizione ad un periodo più repressivo come quello precedente del Medio Evo.

Nascita di Venere - Botticelli
Nascita di Venere – Botticelli 

Palazzo Pitti

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Acquistato nel 1550 da Cosimo I de’Medici e dalla moglie Eleonora di Toledo per trasformarlo nella nuova residenza granducale, Palazzo Pitti diventò ben presto il simbolo del potere consolidato dei Medici sulla Toscana. Reggia di altre due dinastie, quella degli Asburgo-Lorena (successori dei Medici dal 1737) e dei Savoia, che lo abitarono in veste di reali d’Italia dal 1865, Palazzo Pitti porta ancora il nome del suo primo proprietario, il banchiere fiorentino Luca Pitti, che alla metà del Quattrocento lo volle edificare – forse su disegno di Brunelleschi – al di là dell’Arno, ai piedi della collina di Boboli.

Attualmente è sede di quattro diversi musei: il Tesoro dei Granduchi al pianterreno, la Galleria Palatina e gli Appartamenti Imperiali e Reali al piano nobile del Palazzo, la Galleria d’Arte Moderna e il Museo della Moda e del Costume al secondo piano.

Greta Thunberg dona 100 mila euro per salvare dal coronavirus gli indigeni in Amazzonia

Il premio Gulbenkian per l’umanità, che l’attivista svedese ha vinto ammonta a Un milione di euro. Scelta tra 136 candidati di 46 paesi diversi, Greta ha già chiaro cosa farà con quei soldi. In prima linea i progetti per combattere i cambiamenti climatici, la crisi ecologica.

La fondazione di Greta Thinberg destinerà € 100.000 alla campagna SOS Amazzonia guidata da Fridays For Future Brasile per affrontare il Covid-19 in Amazzonia, e € 100.000 alla Stop Ecocide Foundation per rendere l’ecocidio un crimine internazionale.

“Il modo in cui Greta Thunberg è stata in grado di mobilitare le generazioni più giovani per la causa dei cambiamenti climatici e la sua tenace lotta per modificare lo status quo che persiste, la rende una delle figure più notevoli dei nostri giorni ” – è quanto ha detto Jorge Sampaio, presidente della Gran giuria del premio.

“Sono estremamente onorata di ricevere il Premio Gulbenkian per l’umanità. Siamo in un’emergenza climatica e la mia fondazione donerà il più rapidamente possibile tutti i premi in denaro di 1 milione di euro per sostenere organizzazioni e progetti che lottano per un mondo sostenibile, difendendo la natura e sostenendo le persone che stanno già affrontando i peggiori impatti del clima e crisi ecologica – in particolare quelli che vivono nel sud del mondo” sono state le parole di Greta.

I paesi più poveri del mondo sono quelli che subiscono maggiormente gli effetti della crisi climatica e dell’emergenza sanitaria Covid-19. Sono oltre 2 miliardi le persone che vivono in condizioni di assoluta povertà nel mondo. Le precarie condizioni igieniche, la cattiva alimentazione,  il caldo e la malaria potrebbero fare migliaia di vittime nei prossimi anni.

L’ONU ha dichiarato che i cambiamenti climatici fanno più morti del coronavirus. L’uccisione sistematica del territorio, la perdita di verde e l’inquinamento causano milioni di morti ogni anno, basti pensare ai morti per cancro. Siamo però nel tempo del Covid-19, dove tutto, anche gli spot televisivi si muove intorno all’emergenza sanitaria, che ha colpito il mondo, dimenticando quasi del tutto le altre emergenze e le altre malattie per le quali la gente continua a morire.

Secondo ricerche di Legambiente dal 2010 al 31 dicembre 2019, sono ben 594 i fenomeni meteorologici che hanno provocato danni al territorio italiano (364 i Comuni dove si sono registrati eventi con impatti rilevanti, il 4,5% del totale). Nello specifico si sono verificati 224 casi di allagamenti da piogge intense, 209 casi di danni ed interruzioni delle infrastrutture causati da piogge intense con 76 giorni di stop a metropolitane e treni urbani, 14 casi di danni al patrimonio storico, 26 casi di danni provocati da prolungati periodi di siccità, 134 eventi con danni causati da trombe d’aria, 22 casi di frane causate da piogge intense, 72 giorni di blackout elettrici e 84 gli eventi causati da esondazioni fluviali.

Le buone pratiche secondo Legambiente

Nella ricerca di fine anno l’Osservatorio Cittaclima di Legambiente segnala, infine, le esperienze in Italia e nel Mondo che dimostrano come si possa intervenire per mettere in sicurezza i territori e le persone. Dalle misure anti-alluvione per il Museo Bardini a Firenze ai Regolamenti Edilizi Sostenibili di centinaia di Comuni italiani che hanno puntato all’obbligo della raccolta e del riutilizzo delle acque piovane, al ricorso ai tetti verdi e alla permeabilità dei suoli, all’utilizzo di materiali da costruzione locali e riciclabili. Tra le esperienze all’estero spicca Bangkok ed il Centenary Park: 11 acri nel centro della città con, al di sotto, vasti contenitori d’acqua sotterranei che, insieme ad un grande stagno, possono contenere un milione di litri d’acqua e che saranno fondamentali per l’assorbimento dell’acqua nei casi di alluvioni estreme e per contrastare la subsidenza di cui è vittima la capitale Tailandese. Ci sono poi le strade dipinte di bianco contro le isole di calore a Los Angeles o la rivoluzione dei corridoi verdi a Medellin, in Colombia, le enormi vasche sotterranee di contenimento delle acque a Tokyo ed i nuovi quartieri sostenibili, Vikki e Kera, ad Helsinki.

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