Covid-19: in arrivo CO4, la App che interagisce con il paziente

Covid-19 o Coronavirus, una certezza c’è, ed è che dovremmo conviverci a lungo e uniformare le nostre abitudini al Virus arrivato dalla Cina. CO4 è il nome di una App che mette in contatto medici e pazienti ed è una delle tante novità di questi giorni. I quotidiani e i social sono pieni di notizie e informazioni, da mattina a sera siamo letteralmente bombardati, tanto che trovare un ordine nel caos è un’impresa ardua. Leggevo questa mattina (succede in certe occasioni di leggere solo i titoli e qualche trafiletto), che negli States gli acquisti di armi sono quadruplicati, avvengono on line, ma anche nei negozi tradizionali che hanno visto aumentare il giro d’affari in poche settimane. L’America ormai non ci sorprende più, ma l’indice ci dice che gli americani fanno la spesa, si armano e si chiudono in casa, e questo non è un buon segno. Altra notizia interessante è che molti pazienti, grazie ai buoni risultati di alcuni farmaci in sperimentazione per curare il Coronavirus, saranno curati a casa con l’adeguata terapia farmacologica, iniziamo a dare finalmente segni di normalità.

Arriva la Co4 App, si tratta di una App realizzata dalla società fiorentina Dedalus, che seguirà sia i pazienti sani sia quelli positivi, senza diventare  un Grande fratello della medicina. Le persone potranno registrarsi e ricevere informazioni tramite sms, si tratta di un sistema che mette in comunicazione il medico e il paziente, per cui quest’ultimo può interagire anche attraverso una Web App e chiedere una videochiamata con il medico, ricevere prima assistenza, consigli e informazioni. Il sistema potrà richiedere il tampone, se vi sono rischi concreti.

I pazienti sani potranno ottenere un Certificato dal sistema: Certificato Covid-19

Già ci sono 35 mila registrati alla App italiana. Sono i medici di base e l’SSN che pubblicizzano l’applicativo. La registrazione avviene compilando un questionario anche sul proprio stato di salute e altre informazioni. Chi non è positivo al Covid-19 ha comunque interesse a registrarsi, perché potrà ottenere dal sistema, una volta finita l’emergenza, una certificazione che attesti il suo stato di salute, in modo da poter ritornare ad una pseudo-normalità.

In una nota sul sito di Agenzia Nova si legge che la Simest, società del Gruppo Cassa depositi e prestiti che supporta l’espansione estera di imprese italiane, plaude all’iniziativa dell’azienda Dedalus e sul suo profilo Twitter scrive: “Congratulazioni al nostro partner Dedalus per la creazione dell’App Co4, sistema integrato che permette un monitoraggio del Covid-19 mettendo in costante contatto cittadini e medici”. Creata dalla compagnia fiorentina, l’App, alla quale si sono registrati già 35 mila utenti, tiene i rapporti tra chi è contagiato, o teme di esserlo, e i medici.

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Legal Tech Academy, alta formazione sulle tecnologie legali, gratis per studenti e avvocati

Kopjra, startup legal tech nata tra Vicenza e Bologna specializzata nella protezione della proprietà intellettuale e della privacy su Internet, ha deciso di omaggiare l’accesso completo a Legal Tech Academy, la piattaforma elearning che mette a disposizone oltre 30 ore di alta formazione sulle tecnologie legali.

Visto il cambiamento repentino e radicale delle abitudini di tutti, anche Kopjra e Legal Tech Forum hanno deciso di offrire un piccolo contributo a studenti di giurisprudenza, avvocati e aspiranti tali, siano essi in-house o appartenenti a boutique o grandi studi legali. E, perché no, a tutte le persone curiose e desiderose di acquisire nuove nozioni, seppur non vicine al proprio bagaglio di competenze.

A queste comunità è stato deciso di omaggiare l’accesso completo a Legal Tech Academy, la prima piattaforma elearning in Italia dedicata alle tecnologie legali (legal tech) e regolamentari (reg tech), che faticosamente Kopjra e Legal Tech Forum hanno costruito negli anni, organizzando e digitalizzando 4 conferenze e diversi workshop.

È possibile iscriversi e utilizzare il coupon ACADEMYATHOME2020 in fase di acquisto.

Si avrà accesso a oltre 30 ore di alta formazione, tenute dai professionisti più noti del settore, su argomenti quali intelligenza artificiale, big data,blockchain, legal design, data protection, Internet of Everything, proprietà intellettuale, informatica forense e tanti altri.

Tra i relatori avvocati e docenti provenienti da AGCOM, Baker & McKenzie, Bird & Bird, Cisco, Cleary Gottlieb, Dentons, DLA Piper, GOP, Google, Hogan Lovells, IBM, LCA, Mediaset, Orrick, Osborne Clarke, P4I, Portolano Cavallo, Studio Previti, Simmons & Simmons, Sky, Università di Bologna, Università di Milano, Università di Padova e diverse altre realtà.

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Covid-19: Pipistrello o mano umana, nessuno aveva previsto il fattore X

Medici albanesi in aiuto agli ospedali italiani, sono arrivati con un volo speciale a Verona

“Paesi ricchissimi hanno voltato le spalle agli altri. Noi non siamo ricchi ma neanche privi di memoria” ha dichiarato il Premier albanese Edi Rama e sono parole queste che rimbombano nell’Europa deserta, sconvolta dal Coronavirus Covid-19, ma anche morta, sì perché lo spirito che dovrebbe accomunare i paesi europei è svanito oppure non è mai esistito.

Non siamo privi di memoria: non possiamo non dimostrare all’Italia che l’Albania e gli albanesi non abbandonano mai un proprio amico in difficoltà. Oggi siamo tutti italiani, e l’Italia deve vincere e vincerà questa guerra anche per noi, per l’Europa e il mondo intero” ha continuato il Premier albanese. Il 29 marzo 2020 è atterrato all’aeroporto di Verona il volo con a bordo il team di 30 medici albanesi, che andranno ad aiutare i colleghi negli ospedali di Brescia. Nei giorni scorsi sono arrivati medici dalla Russia e si attendono medici dalla Polonia. Nelle scorse settimane gli aiuti al nostro paese sono arrivati anche da altri, come la Germania che ha inviato materiale sanitario.

Sull’emergenza sanitaria che sta dilaniando il mondo in queste settimane impazza qualsiasi tipo di teoria sulle sue origini, dal pipistrello al complotto. Ciò che in questo momento è però più urgente è focalizzare l’attenzione sulla ricerca scientifica, che dovrà testare un vaccino quanto prima e continuare con la sperimentazione dei farmaci che attualmente l’AIFA ha autorizzato per trattare la polmonite da Covid-19.

Perché l’Albania è riconoscente all’Italia?

Nella vicina Albania si parla italiano, ciò fa comprendere quanto sia forte il legame fra i due paesi. L’Albania è scelta ogni anno da molti italiani come meta per le vacanze, per mare e spiagge bellissime. Fino agli anni ’90, il paese è stato chiuso al resto del mondo a causa del Comunismo e dei suoi effetti. Dopo quegli anni difficili il paese è rinato, si è messa in moto l’economia, anche se in modo lento e con una velocità diversa in base alle varie zone. In Albania vi sono dei paesaggi incontaminati, e da qualche tempo si è iniziato anche a costruire, anche se alcune zone restano povere e ancora oggi molti albanesi preferiscono cercare di costruirsi un avvenire proprio in Italia, dove trovano lavori che molti italiani reputano umili. Molti ricordano ancora gli sbarchi in Italia, milioni di albanesi che tentavano di raggiungere l’Italia e trovare una vita migliore, quelli erano i viaggi della disperazione.

Non c’è bisogno di un complotto o di una sfera di cristallo per capire ciò che accadrà nel prossimo futuro, anche se queste sono settimane di frenetico riposo, durante le quali si sta brancolando nel buio assoluto da molti punti di vista. L’attenzione pubblica in questi giorni si focalizza fondamentalmente su due settori: quello della sanità, in particolare la ricerca e quello economico. Per quale motivo l’Italia sia stata colpita dal virus per prima e in modo così violento, probabilmente resterà un mistero. Fra le tante ipotesi o possibilità restano dubbi, però anche se i “Complottisti”, in un certo senso avessero ragione, chiunque abbia pensato ad un eventuale piano è comunque una mente umana, la quale può fallire o compiere qualche passo falso. Ciò che sta accadendo e ciò che è accaduto in queste settimane in Italia è tutto e il contrario di tutto, ad iniziare dall’emergenza dichiarata il 31 gennaio e la chiusura parziale del paese arrivata solo l’8 marzo. L’Italia è un paese con mille risorse, ricco sotto tanti punti di vista, anche se non ha mai avuto governi all’altezza delle sue bellezze e delle sue potenzialità. Un pipistrello o una fredda mente umana non potrebbero prevedere o costruire in laboratorio, nemmeno se lo volessero, la forza e il coraggio, la solidarietà e la generosità, la capacità di rialzarsi, ma anche la forte vocazione alla creatività, la capacità di intrattenere buoni rapporti di amicizia, per cui molti paesi, ultimo l’Albania, si sono mossi in soccorso dell’Italia, inviando aiuti e medici. Un pipistrello non potrebbe mai immaginare eccellenze in campo medico e nella ricerca scientifica (da sempre bistrattata e sottopagata, che stupidi!). Nessuno potrebbe creare in provetta la spiritualità e il senso di appartenenza, il sentimento religioso, a cui molti si rivolgono in questo momento difficile. Troppe cose stanno accadendo e stanno cambiando minuto per minuto, ma molte sono positive, work in progress, di resistenza, di ricerca, di lotta, di preghiera. Accadrà qualcosa che va oltre ogni comprensione umana, pipistrello o mente.

Bonus 600 euro: Come ottenere l’indennità Covid-19: decreto curaItalia, le misure dell’Inps

L’ultimo decreto Cura Italia ha stabilito misure riguardanti i lavoratori autonomi, collaborazioni e per altre tipologie di lavoratori. Ecco le novità, a chi spetta e la procedura completa per fare domanda del Bonus di 600 euro Curaitalia. 

BONUS 600 EURO: COME SI OTTIENE

Dal 1 APRILE sul sito dell’#INPS si potrà inoltrare la domanda per l’indennizzo da 600 euro che il decreto #CuraItalia riserva per il mese in corso a Partite IVA, autonomi, lavoratori agricoli, del turismo e dello spettacolo.

codicefiscale

Dopo aver ottenuto il PIN, questa è la procedura da seguire:

1⃣ Entrare in MyINPS con il PIN cittadino o lo SPID
2⃣ Accedere
3⃣ Procedere per Accesso servizi on line
4⃣ Nella barra di ricerca selezionare “Domande per prestazioni al sostegno del reddito”
5⃣ Selezionare “Indennità COVID-19″

Per ottenere il pin:

1⃣ Entrare nel sito inps e scrivere nella barra di ricerca pin
2⃣ Cliccare servizio Richiesta Pin Online
2⃣ Cliccare su richiedi pin e seguire le istruzioni a video

N.B: Per richiedere l’indennità COVID-19, si può usare la sola prima parte del PIN, ricevuto via SMS o e-mail, dopo averlo richiesto tramite portale o Contact Center.

L’indennità non viene riconosciuta ai percettori di reddito di cittadinanza.

Il decreto interministeriale estende il bonus a professionisti con cassa (previa domanda a quest’ultima) e reddito 2018 minore di 35 mila. Fra 35 e 50 mila bisogna dimostrare un calo fatturato del 33%.

Note Tecniche:

1) Liberi professionisti e collaboratori coordinati e continuativi:

liberi professionisti con partita IVA attiva alla data del 23 febbraio 2020 compresi i partecipanti agli studi associati o società semplici con attività di lavoro autonomo di cui all’articolo 53, comma 1, del T.U.I.R.,iscritti alla Gestione separatadell’INPS;
collaboratori coordinati e continuativi con rapporto attivo alla predetta data del 23 febbraio 2020 e iscritti alla Gestione separata dell’INPS.
Non devono essere titolari di un trattamento pensionistico diretto e non devono avere altre forme di previdenza obbligatoria

2) Lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’AGO (Artigiani – Commercianti – Coltivatori diretti, coloni e mezzadri)

– non devono essere titolari di un trattamento pensionistico diretto;
– non devono avere altre forme di previdenza obbligatoria ad esclusione della Gestione separata INPS.

3) Lavoratori stagionali dei settori del turismo e degli stabilimenti termali

– devono aver cessato il rapporto di lavoro dal 1° gennaio 2019 alla data del 17 marzo 2020;
– non devono essere titolari di un trattamento pensionistico diretto e non devono essere titolari di rapporto di lavoro dipendente alla data del 17 marzo 2020.

4) Lavoratori agricoli

(operai agricoli a tempo determinato e altre categorie di lavoratori iscritti negli elenchi annuali)

– possano fare valere nell’anno 2019 almeno 50 giornate di effettivo lavoro agricolo dipendente;
– non siano titolari di pensione

5) Lavoratori dello spettacolo

(lavoratori dello spettacolo iscritti al Fondo pensioni dello spettacolo)

– almeno 30 contributi giornalieri versati nell’anno 2019 al medesimo Fondo;
– che abbiano prodotto nel medesimo anno un reddito non superiore a 50.000 euro
– non siamo titolari di un trattamento pensionistico diretto, né di rapporto di lavoro dipendente alla data del 17 marzo 2020

Per richiedere il Bonus di 600 euro ci si può anche rivolgersi  agli Enti di Patronato

Bonus Babysitter

L’INPS chiarisce alcuni dubbi sul 𝗯𝗼𝗻𝘂𝘀 𝗯𝗮𝗯𝘆𝘀𝗶𝘁𝘁𝗲𝗿 rivolto a chi non può restare in casa per curare i propri figli in questo periodo di forte emergenza sanitaria.
Il bonus introdotto dal 𝘥𝘦𝘤𝘳𝘦𝘵𝘰 𝘊𝘶𝘳𝘢 𝘐𝘵𝘢𝘭𝘪𝘢 viene riconosciuto fino ad un massimo di 𝟲𝟬𝟬 𝗲𝘂𝗿𝗼 a prescindere dal numero di figli presenti in famiglia o fino a 𝟭𝟬𝟬𝟬 𝗲𝘂𝗿𝗼 per il personale sanitario. Possono accedere al bonus anche i professionisti iscritti alle rispettive Casse di previdenza.

𝗔𝗱 𝗲𝘀𝗲𝗺𝗽𝗶𝗼: se una famiglia ha due figli, deve presentare domanda per ottenere due bonus fino a 300 euro ciascuno.
Nel caso di 𝗴𝗲𝗻𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶 𝘀𝗲𝗽𝗮𝗿𝗮𝘁𝗶, il bonus spetta a chi vive con il 𝗳𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗺𝗶𝗻𝗼𝗿𝗲𝗻𝗻𝗲, purché non abbia compiuto 12 anni entro il 5 marzo ed il genitore faccia autocertificazione sulla propria condizione.

Le case di moda scendono in campo per l’emergenza Covid-19

La creatività si trasforma in generosità, è quello che sta accadendo in Italia. Ma ora il fiume della solidarietà si è innescato in tutto il mondo.

Ancora una volta l’Italia fa da traino alla condivisione e vince sempre le gare dove conta il cuore. Le grandi case di moda italiane combattono il Coronavirus trasformandosi in fabbriche di mascherine e camici, e  anche gli stilisti stranieri stanno seguendo l’esempio dell’Italia. Gucci, Prada a anche Armani stano producendo senza un marchio, rinunciando al brand che il contraddistingue. Niente più abiti firmati di alta moda quindi, ma camici protettivi monouso. Giorgio Armani ha anche donato agli ospedali 2 milioni di euro alla Protezione Civile e agli ospedali Luigi Sacco, San Raffaele, Istituto dei Tumori di Milano e dello Spallanzani di Roma, e ha fatto sapere di aver convertito i suoi stabilimenti di Trento, Carré, Matelica e Settimo; infatti qui si produrranno camici destinati alla protezione individuale degli operatori sanitari impegnati a fronteggiare il Coronavirus.

Gucci ha lanciato una campagna di crowdfunding chiamata We Are All In This Together con la quale invita i suoi 70 milioni di follower a partecipare diventando #changemakers.

La casa di moda Valentino si è unita alle aziende del lusso toscane (da Prada a Ferragamo) che si sono attivate per produrre mascherine e camici. Inoltre, Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti, hanno devoluto un milione di euro al Policlinico Agostino Gemelli di Roma.

Gildo Zegna, Ceo di Ermenegildo Zegna afferma:  «In Zegna crediamo che le nostre azioni di oggi determinino il nostro domani. La pandemia che stiamo affrontando è un appello per tutti ad agire. Ognuno di noi deve fare la propria parte per contrastare questa emergenza globale», La casa Zegna dedicherà una parte delle linee produttive dei suoi impianti in Italia e Svizzera alla produzione di mascherine mediche e camici monouso sia per i propri dipendenti sia per medici e operatori sanitari.

Prada ha avviato la produzione il 18 marzo con un piano di consegne di 80 mila camici e 110  mila mascherine per gli ospedali toscani, che terminerà il 6 aprile. La lista dei grandi marchi italiani che stanno contribuendo alla lotta contro il Covid-19 è lunga: Bulgari dopo una consistente donazione allo Spallanzani, produrrà gel disinfettante al posto dei profumi (6 mila pezzi al giorno), Gioielli Damiani ha messo a disposizione della Protezione civile un edificio acquistato per la sede produttiva, Dolce e Gabbana finanziano un importante studio coordinato dal Professor Albero Mantovani riguardo alle risposte al Coronavirus del sistema immunitario. Ancora la casa Geox regala un milione di euro al Veneto. 200 mila euro donati alla terapia intensiva del San Raffaele di Milano da Donatella Versace e da sua figlia Allegra. Dieci milioni di euro arrivano da Moncler e sono destinati all’Ex fiera di Milano, trasformata in polo ospedaliero con 400 posti di rianimazione.

 

Papa Francesco invoca la fine dell’epidemia da Coronavirus

È il tempo di reimpostare la rotta della vita verso di Te

Perché avete paura? Non avete ancora fede?

Il 27 marzo 2020 alle ore 18 Papa Francesco ha condiviso con i fedeli un momento di preghiera straordinario, con la benedizione Urbi et Orbi. Il Papa ha percorso Piazza San Pietro completamente vuota. la Benedizione “Urbi et Orbi”,  trasmessa in mondovisione permette di ricevere l’indulgenza plenaria, “secondo le condizioni previste dal recente decreto della Penitenzieria Apostolica”.

Testo cantato prima dell’omelia dal lettore:

Ascoltate la Parola del Signore dal Vangelo secondo Marco 4, 35-41
In quel giorno, venuta la sera, Gesù disse ai suoi discepoli: «Passiamo all’altra riva».

E,congedata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui. Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?».
Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, calmati!».
Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?».
E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?».

Il testo integrale dell’omelia di Papa Francesco:

«Venuta la sera» (Mc 4,35). Così inizia il Vangelo che abbiamo ascoltato. Da settimane sembra che sia scesa la sera. Fitte tenebre si sono addensate sulle nostre piazze, strade e città; si sono impadronite delle nostre vite riempiendo tutto di un silenzio assordante e di un vuoto desolante, che paralizza ogni cosa al suo passaggio: si sente nell’aria, si avverte nei gesti, lo dicono gli sguardi. Ci siamo trovati impauriti e smarriti. Come i discepoli del Vangelo siamo stati presi alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa. Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda. Su questa barca… ci siamo tutti. Come quei discepoli, che parlano a una sola voce e nell’angoscia dicono: «Siamo perduti» (v. 38), così anche noi ci siamo accorti che non possiamo andare avanti ciascuno per conto suo, ma solo insieme.

È facile ritrovarci in questo racconto. Quello che risulta difficile è capire l’atteggiamento di Gesù. Mentre i discepoli sono naturalmente allarmati e disperati, Egli sta a poppa, proprio nella parte della barca che per prima va a fondo. E che cosa fa? Nonostante il trambusto, dorme sereno, fiducioso nel Padre – è l’unica volta in cui nel Vangelo vediamo Gesù che dorme –. Quando poi viene svegliato, dopo aver calmato il vento e le acque, si rivolge ai discepoli in tono di rimprovero: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?» (v. 40).

Cerchiamo di comprendere. In che cosa consiste la mancanza di fede dei discepoli, che si contrappone alla fiducia di Gesù? Essi non avevano smesso di credere in Lui, infatti lo invocano. Ma vediamo come lo invocano: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?» (v. 38). Non t’importa: pensano che Gesù si disinteressi di loro, che non si curi di loro. Tra di noi, nelle nostre famiglie, una delle cose che fa più male è quando ci sentiamo dire: “Non t’importa di me?”. È una frase che ferisce e scatena tempeste nel cuore. Avrà scosso anche Gesù. Perché a nessuno più che a Lui importa di noi. Infatti, una volta invocato, salva i suoi discepoli sfiduciati.

La tempesta smaschera la nostra vulnerabilità e lascia scoperte quelle false e superflue sicurezze con cui abbiamo costruito le nostre agende, i nostri progetti, le nostre abitudini e priorità. Ci dimostra come abbiamo lasciato addormentato e abbandonato ciò che alimenta, sostiene e dà forza alla nostra vita e alla nostra comunità. La tempesta pone allo scoperto tutti i propositi di “imballare” e dimenticare ciò che ha nutrito l’anima dei nostri popoli; tutti quei tentativi di anestetizzare con abitudini apparentemente “salvatrici”, incapaci di fare appello alle nostre radici e di evocare la memoria dei nostri anziani, privandoci così dell’immunità necessaria per far fronte all’avversità.

Con la tempesta, è caduto il trucco di quegli stereotipi con cui mascheravamo i nostri “ego” sempre preoccupati della propria immagine; ed è rimasta scoperta, ancora una volta, quella (benedetta) appartenenza comune alla quale non possiamo sottrarci: l’appartenenza come fratelli.

«Perché avete paura? Non avete ancora fede?». Signore, la tua Parola stasera ci colpisce e ci riguarda, tutti. In questo nostro mondo, che Tu ami più di noi, siamo andati avanti a tutta velocità, sentendoci forti e capaci in tutto. Avidi di guadagno, ci siamo lasciati assorbire dalle cose e frastornare dalla fretta. Non ci siamo fermati davanti ai tuoi richiami, non ci siamo ridestati di fronte a guerre e ingiustizie planetarie, non abbiamo ascoltato il grido dei poveri, e del nostro pianeta gravemente malato. Abbiamo proseguito imperterriti, pensando di rimanere sempre sani in un mondo malato. Ora, mentre stiamo in mare agitato, ti imploriamo: “Svegliati Signore!”.

«Perché avete paura? Non avete ancora fede?». Signore, ci rivolgi un appello, un appello alla fede. Che non è tanto credere che Tu esista, ma venire a Te e fidarsi di Te. In questa Quaresima risuona il tuo appello urgente: “Convertitevi”, «ritornate a me con tutto il cuore» (Gl 2,12). Ci chiami a cogliere questo tempo di prova come un tempo di scelta. Non è il tempo del tuo giudizio, ma del nostro giudizio: il tempo di scegliere che cosa conta e che cosa passa, di separare ciò che è necessario da ciò che non lo è. È il tempo di reimpostare la rotta della vita verso di Te, Signore, e verso gli altri. E possiamo guardare a tanti compagni di viaggio esemplari, che, nella paura, hanno reagito donando la propria vita. È la forza operante dello Spirito riversata e plasmata in coraggiose e generose dedizioni. È la vita dello Spirito capace di riscattare, di valorizzare e di mostrare come le nostre vite sono tessute e sostenute da persone comuni – solitamente dimenticate – che non compaiono nei titoli dei giornali e delle riviste né nelle grandi passerelle dell’ultimo show ma, senza dubbio, stanno scrivendo oggi gli avvenimenti decisivi della nostra storia: medici, infermiere e infermieri, addetti dei supermercati, addetti alle pulizie, badanti, trasportatori, forze dell’ordine, volontari, sacerdoti, religiose e tanti ma tanti altri che hanno compreso che nessuno si salva da solo. Davanti alla sofferenza, dove si misura il vero sviluppo dei nostri popoli, scopriamo e sperimentiamo la preghiera sacerdotale di Gesù: «che tutti siano una cosa sola» (Gv 17,21). Quanta gente esercita ogni giorno pazienza e infonde speranza, avendo cura di non seminare panico ma corresponsabilità. Quanti padri, madri, nonni e nonne, insegnanti mostrano ai nostri bambini, con gesti piccoli e quotidiani, come affrontare e attraversare una crisi riadattando abitudini, alzando gli sguardi e stimolando la preghiera. Quante persone pregano, offrono e intercedono per il bene di tutti. La preghiera e il servizio silenzioso: sono le nostre armi vincenti.

«Perché avete paura? Non avete ancora fede?». L’inizio della fede è saperci bisognosi di salvezza. Non siamo autosufficienti, da soli; da soli affondiamo: abbiamo bisogno del Signore come gli antichi naviganti delle stelle. Invitiamo Gesù nelle barche delle nostre vite. Consegniamogli le nostre paure, perché Lui le vinca. Come i discepoli sperimenteremo che, con Lui a bordo, non si fa naufragio. Perché questa è la forza di Dio: volgere al bene tutto quello che ci capita, anche le cose brutte. Egli porta il sereno nelle nostre tempeste, perché con Dio la vita non muore mai.

Il Signore ci interpella e, in mezzo alla nostra tempesta, ci invita a risvegliare e attivare la solidarietà e la speranza capaci di dare solidità, sostegno e significato a queste ore in cui tutto sembra naufragare. Il Signore si risveglia per risvegliare e ravvivare la nostra fede pasquale. Abbiamo un’ancora: nella sua croce siamo stati salvati. Abbiamo un timone: nella sua croce siamo stati riscattati. Abbiamo una speranza: nella sua croce siamo stati risanati e abbracciati affinché niente e nessuno ci separi dal suo amore redentore. In mezzo all’isolamento nel quale stiamo patendo la mancanza degli affetti e degli incontri, sperimentando la mancanza di tante cose, ascoltiamo ancora una volta l’annuncio che ci salva: è risorto e vive accanto a noi. Il Signore ci interpella dalla sua croce a ritrovare la vita che ci attende, a guardare verso coloro che ci reclamano, a rafforzare, riconoscere e incentivare la grazia che ci abita. Non spegniamo la fiammella smorta (cfr Is 42,3), che mai si ammala, e lasciamo che riaccenda la speranza.

Abbracciare la sua croce significa trovare il coraggio di abbracciare tutte le contrarietà del tempo presente, abbandonando per un momento il nostro affanno di onnipotenza e di possesso per dare spazio alla creatività che solo lo Spirito è capace di suscitare. Significa trovare il coraggio di aprire spazi dove tutti possano sentirsi chiamati e permettere nuove forme di ospitalità, di fraternità, e di solidarietà. Nella sua croce siamo stati salvati per accogliere la speranza e lasciare che sia essa a rafforzare e sostenere tutte le misure e le strade possibili che ci possono aiutare a custodirci e custodire. Abbracciare il Signore per abbracciare la speranza: ecco la forza della fede, che libera dalla paura e dà speranza.

«Perché avete paura? Non avete ancora fede?». Cari fratelli e sorelle, da questo luogo, che racconta la fede rocciosa di Pietro, stasera vorrei affidarvi tutti al Signore, per l’intercessione della Madonna, salute del suo popolo, stella del mare in tempesta. Da questo colonnato che abbraccia Roma e il mondo scenda su di voi, come un abbraccio consolante, la benedizione di Dio. Signore, benedici il mondo, dona salute ai corpi e conforto ai cuori. Ci chiedi di non avere paura. Ma la nostra fede è debole e siamo timorosi. Però Tu, Signore, non lasciarci in balia della tempesta. Ripeti ancora: «Voi non abbiate paura» (Mt 28,5). E noi, insieme a Pietro, “gettiamo in Te ogni preoccupazione, perché Tu hai cura di noi” (cfr 1 Pt 5,7).

 

Maestro Leone medico ebreo

Nel percorso di parole Il medico e l’amore – Locus Iste,  vengono citati luoghi ed eventi come Vico Spogliamorti, piccolissimo e stretto, senza sole, con una leggera salita, il quale attraverso  i secoli ha cambiato più volte nome. Fu chiamato anche Vico dei Giudei, perché per molto tempo fu uno dei più antichi quartieri ebrei. Vico dei 12 Pozzi, un altro nome, per il vicino Convento di San Pietro ai 12 Pozzi, i quali erano collegati ai condotti d’acqua della zona del Formiello, oggi Porta Capuana. Con l’epoca dei regnanti Angioini, il Vicoletto assunse di nuovo il nome dei Giudei, fino a quando il Duca Sergio I (VIII secolo) fondò la chiesa di San Gennaro Spogliamorti; dall’omonima congrega (Spogliamorti) che si occupava di rivendere gli abiti dei morti per peste e colera nel vicino ospedale S. Maria degli Incurabili, in quell’occasione il Vicoletto si trasformò in Vico Spogliamorti. Oggi la metamorfosi in Vico Limoncello, sulla cui scelta vi sono diverse tesi, forse una delle più avvalorate è appunto la fantasia e l’ingegno dei napoletani, alla continua ricerca del sole, tanto da vederlo ovunque, anche dove non c’è mai stato. L’altra tesi è quella dei gialli limoni che circondavano l’Ospedale Santa Maria degli Incurabili. A noi piace la prima.

OspedaleIncurabile
Ospedale Incurabili

Chi era Leone Ebreo, poeta, filosofo e medico

Leone Ebreo era discendente di una famiglia portoghese giunta in Italia per le persecuzioni antisemite in Spagna e Portogallo.

La Spagna ha conosciuto lunghi anni di persecuzioni  di antisemitismo, già a partire dal Medioevo. Nel 1400 migliaia di ebrei furono espulsi dal paese, altri trucidati oppure convertiti contro la loro volontà dopo l’unificazione spagnola voluta dai re cattolici.

Non bisogna dimenticare che  Spagna e Portogallo promulgarono, le leggi sulla Limpieza de Sangre, una serie di decreti che perseguitarono ebrei e musulmani fino al al 1860.

Leone Ebreo fu filosofo e medico, oltre che scrittore. La sua Opera “Dialoghi d’amore” ha visto numerose riedizioni.

I tre Dialoghi d’amore di maestro Leone medico Ebreo (Yehudah Abrabanel), scritti presumibilmente all’inizio del Cinquecento e usciti postumi nel 1535, rappresentano uno dei testi fondamentali della filosofia d’amore del Rinascimento italiano. Un’opera misteriosa e, assieme, fortunata: tra l’anno di prima pubblicazione e il 1607 conobbe venticinque edizioni con un successo durevole lungo tutto il Seicento e, in qualche misura, nel secolo successivo. L’autore, autentico talento filosofico, è un’affascinante figura di letterato e medico, aperto a vari orientamenti di pensiero. I suoi Dialoghi d’amore sono una sintesi ineguagliata fra tradizione platonica, aristotelismo arabo, cultura ebraica, esegesi biblica.

Incurabili
Incurabili

 

VicoLimoncello
Vico Limoncello

 

Cosa vuol dire prendere la vita con filosofia? Il Covid-19 fra fantasia e immaginazione

Video e foto divertenti, i social nei tempi del Covid-19, Maschere Sub trasformate in respiratori, Street art Acquatica

Mai come in questo momento è importante non mollare, e per farlo ci sono tanti strumenti e risorse alle quali attingere.  Anche in tempi di Covid-19 il potere della meditazione, ad esempio, è sottovalutato da molti, e anche se esistono delle tecniche e i risultati arrivano dopo mesi di esercizio, nulla ci vieta di trovare un angolo della casa e pure dentro noi stessi dove liberare la mente e ritrovare le energie giuste per affrontare i momenti difficili. Tutto ciò che ci serve c’è, chi ha creato l’uomo sapeva benissimo a quali prove sarebbe andato incontro.

L’ironia e la fantasia sono solo degli aspetti attraverso cui si manifesta questa forza innata. Molti direbbero “vedere il bicchiere mezzo pieno”, “cercare il sole anche dove non c’è”,  in effetti, vi sono tantissimi modi di dire, che citano la forza d’animo. La realtà è che lo spirito giusto per affrontare la vita è quello di guardare oltre, la parte più bella sono gli orizzonti, sono terre vicine e lontane dove cercare la svolta e le forze necessarie.

Covid-19 per i social

Con l’arrivo della pandemia, sui social girano video e foto divertenti, che hanno lo scopo di esorcizzare la paura e per non perdersi in uno dei momenti più bui della nostra storia.

In alcune occasioni l’ironia e la fantasia può aiutare a trovare soluzioni, si dice infatti che la creatività arrivi dallo spirito, tanto è vero che un simpatico napoletano ha inconsapevolmente ispirato (Non sappiamo se sia stato effettivamente lui o altri a dare l’input) l’idea di Respiratori ricavati dalle maschere Sub di Decathlon, come si legge nell’articolo sul corriere di San Nicola L’ironia partenopea ai tempi del Covid-19

“Easy Covid-19 è il nome del dispositivo che una Start Up di Brescia si appresta a realizzare, seguendo i suggerimenti di un ex primario, Renato Favero. Già prima dello scoppio dell’emergenza, a Napoli in Via Toledo un anziano signore passeggiava con una maschera con boccaglio fra l’incredulità dei passanti”  è quanto si legge sul corriere di San Nicola, anche se si anche pensare che la paternità del nuovo dispositivo medico per il Covid-19 possa appartenere a Blub, lo street art fiorentino, diventato famoso per aver lanciato “L’arte sa nuotare“, una serie di dipinti su muri, dove l’originale artista raffigura opere d’arte con la maschera da Sub.

La Street Art ha una missione indubbiamente lodevole, cioè quella di regalare felicità a tutti, perché le opere una volta dipinte diventano patrimonio di tutti, proprio come ha deciso di fare la Start Up che realizzerà i nuovi respiratori dalle maschere Sub. Infatti, gli amministratori hanno deciso di condividere la metodologia usata per la produzione, senza metterci su nessun tipo di vincolo o brevetto. E ancora, proprio come ha fatto il simpatico vecchietto che per via Toledo indossava la maschera da Sub, se non altro avrà strappato un sorriso ai passanti e tutto questo sempre gratuitamente.

Ma veniamo alla domanda. Prenderla con filosofia cosa significa? Se la filosofia è l’amore per la sapienza, questo modo di dire ci suggerisce un comportamento filosofico. Ricordandosi di non deprimersi di fronte ai problemi e alle difficoltà, prendendo appunto l’esempio dai filosofi, ritenuti  pazienti e saggi.

aids

Le bufale, cioè le bugie social si sono intensificate, come avviene in queste occasioni; purtroppo anche se si avverte di verificare le fonti, molte persone ci cascano, credendo a tutto o quasi. Vi sono molte regole che ci possono far scoprire una bufala, la prima è quella di ricercare la notizia su siti ufficiali e autorevoli. 

bufale

In fondo siamo italiani e come dice uno striscione…

CE LA POTIAMO FARE

Croce rossa, al via un servizio di teleassistenza psicologica per operatori sanitari

L’esercito dei camici bianchi italiani non molla, combatte nelle terapie intensive, si sottopone a turni infernali, si sacrifica pur di salvare vite. Ma anche chi lotta per tutelare la nostra salute può avere un momento di fragilità. Per non lasciare solo chi si prende di cura di noi la Croce rossa italiana da oggi ha attivato uno speciale servizio di teleassistenza psicologica dedicato proprio agli operatori sanitari impegnati nell’emergenza Covid-19, che risponde al numero 06.5510 (opzione 5), dal lunedì al sabato, dalle ore 8 alle 20.

Inoltre in molte regioni è attivo per i volontari della Croce rossa il Sep, servizio psicosociale in emergenza, gestito dai comitati territoriali.

Si fa presente che l’iniziativa #psicologionline del Consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologi è rivolta anche a medici, infermieri e personale sanitario. Così come il servizio di ascolto e sostegno psicologico a distanza offerto dai professionisti della Società psicanalitica italiana.

Emergenza coronavirus: il servizio di aiuto di psicologi e psicoanalisti –  Disponibile a distanza

Sopraffatti dalla paura di un virus subdolo che in quattro e quattr’otto ci ha vietato di abbracciarci, stringerci le mani, stare vicini. Straziati dalla conta giornaliera dei morti in ospedale, da scene che sembrano da film di guerra e dal rischio così facile di essere contagiati se non restiamo chiusi in casa. Adesso non mollare è un dovere istintivo, ma è comprensibile che prima o poi il momento di sconforto arrivi per tutti. L’emergenza sanitaria è, dunque, anche un’emergenza psicologica.

Per aiutare la popolazione a reagire il Consiglio nazionale dell’ordine degli psicologi (Cnop) ha promosso l’iniziativa #psicologionline: i cittadini tramite un apposito motore di ricerca (accessibile dal sito Cnop) possono trovare lo psicologo o psicoterapeuta più vicino e prenotare un teleconsulto gratuito (via telefono o piattaforma di videochiamata). In caso di necessità verranno programmati interventi a distanza più strutturati. Oltre 4mila professionisti dislocati in tutta Italia hanno già aderito al progetto.

Anche la Società psicanalitica italiana (Spi) ha messo a disposizione un servizio di ascolto e consulenza di psicologia psicanalitica (da 1 a 4 teleconsulti gratuiti) per problematiche connesse all’emergenza coronavirus. I Centri psicoanalitici associati alla Spi, presenti su tutto il territorio nazionale (Roma, Milano, Bologna, Genova, Torino, Firenze, Pavia, Padova, Napoli, Palermo) forniranno per il progetto i nominativi dei professionisti disponibili per l’ascolto tramite telefono o piattaforma di videochiamata.

Chiamando infine il numero verde 800.065510 della Croce Rossa si può ricevere assistenza psicologica e telecompagnia contro stress e incertezza.

fonte e Immagini: Ministero della Salute

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