Covid-19: Come la pandemia ha cambiato la scienza

Il Covid-19 ci ha dimostrato che la buona salute non dipende solo dalla biologia e dalla scienza. Gli effetti del Covid-19 sono stati diversi e diseguali.

Fin da subito è apparso chiaro come il Covid agisca in modo diverso in ogni persona; questo spiega la presenza di asintomatici, di individui con sintomi lievi e di tutti quei casi dove il virus diventa letale. Non sono solo biologiche le differenze del virus.

Gli effetti del Covid non colpiscono solo la salute

I paesi a basso reddito lo sanno troppo bene;molti affrontano più focolai di malattie infettive ogni anno. Ma i paesi più ricchi ed emancipati hanno sperimentato sulla propria pelle che un virus non attacca solo il corpo umano, ma anche le debolezze nazionali, la socialità, l’economia e destabilizza l’intera vita collettiva.

Come si sono comportati i Governi durante la Pandemia?

Tutti i paesi del mondo, durante la pandemia, hanno iniziato a giocare, cercando di salvare vite umane e economia, inseguendo scorte limitate di DPI, ventilatori, ossigeno, reagenti esauriti per i loro laboratori e steroidi e farmaci sperimentali. Da un interessante articolo apparso su TheGuardian si legge che l’America è stata accusata di aver rubato ventilatori dalle Barbados, PPE dalla Germania e hanno acquistato i diritti di remdesivir, limitando la fornitura disponibile ad altri paesi.

La Pandemia ha messo in evidenza anche i comportamenti degli Stati più ricchi del mondo nei confronti di quelli poveri. Parliamo di farmaci, ventilatori, ma anche di vaccini. L’80% delle dosi di vaccino prodotto da Pfizer e BioNTech è stato acquistato dai paesi ricchi.

L’OMS ha cercato di sensibilizzare i paesi in questo senso, ma le parole non valgono molto e in questi casi cadono nel vuoto e la realtà è che non ci sono abbastanza dosi di vaccino per tutti, almeno fino al 2022.

In Italia, le misure adottate per i giorni di festa e i DPCM che si sono susseguiti durante tutto il periodo della Pandemia non hanno basi scientifiche, e le Task Force di esperti, che il Governo in più occasioni ha istituito non servono a risolvere i problemi, ma solo a far percepire stipendi stratosferici ai componenti.

Inoltre, un mondo parallelo viaggia accanto a quello di chi fa sacrifici (operatori sanitari, educatori, famiglie) e a chi rispetta le regole. In alcuni paesi ricchi si è consentito a viaggiatori d’affari di alto valore di eludere la quarantena, alcune celebrità hanno ospitato feste private mentre erano in vigore restrizioni. Ancora oggi, ragazzini sui social organizzano feste oppure raduni per assistere a risse, ultima moda e diversivo alla noia.

Il virus si è insinuato anche nella vita sociale e nell’economia, in modo anomalo e diverso. Conta l’ambiente in cui si vive, i farmaci disponibili o gli ospedali, e infine il Covid guarda anche il conto in banca, anche quello può fare la differenza.

Sette italiani su dieci acquistano di seconda mano: crisi e risparmio

In tanti continuano a chiedersi come si fa a vivere con meno di 1500 euro al mese. Le esigenze sono cambiate da un pezzo rispetto al passato e ciò che prima non era necessario, ora è indispensabile. Il concetto è racchiuso in poche parole ed è semplice semplice. Nasce la nuova piattaforma dedicata alla moda second hand.

La second hand o la seconda vita delle cose non è una novità; c’è chi vi ricorre per necessità, ma anche chi lo fa per principio, per non contribuire a distruggere l’ambiente, per non essere complice di sfruttamento sul lavoro, insomma di cause ce ne sono tante e non sono poco e nemmeno poco rilevanti. I motivi per riutilizzare, riciclare e acquistare di seconda mano cui aiutano a vivere meglio, sotto tutti gli aspetti.

Second hand: Un’indagine Doxa chiarisce le cose

La crisi economica, le esigenze di risparmio, le priorità rivoluzionate dall’esperienza del lockdown e non ultima la consapevolezza del valore dell’economia circolare: per l’usato c’è una seconda vita in Italia. Il settore Second Hand sta conoscendo nuove fortune: in tanti vendono oggetti che non servivano più e ne cercano altri più adatti alle esigenze, in entrambi i casi c’è risparmio e guadagno per 7 italiani su 10.

La Second Hand ai tempi di Covid-19 condotta a novembre 2020 da BVA Doxa per Subito, piattaforma per vendere e comprare con oltre 13 milioni di utenti unici mensili, che ha evidenziato come il 67% degli italiani abbia acquistato o venduto almeno un oggetto usato da marzo ad oggi, un dato in forte aumento rispetto al 49% del 2019. E a dicembre 2020 è stata lanciata in Italia ‘Vinted’, la più grande piattaforma online C2C europea dedicata alla moda second hand, un’app gratuita che da l’opportunità di vendere e comprare vestiti e accessori dando così loro una seconda vita. Il desiderio di dare una nuova opportunità a capi pre-loved ma non più indossati è un elemento
chiave per due su cinque intervistati che vendono abiti e per circa il 31% delle persone coinvolte nella ricerca sono fondamentali le motivazioni legate alla sostenibilità (es. ridurre gli sprechi). 

Da oggi sia per guadagnare qualche soldo extra facendo spazio nei propri armadi o adottare un approccio più responsabile al consumo fashion, i membri in Italia potranno registrarsi gratuitamente, iniziare a far spazio nei propri guardaroba, caricare facilmente gli articoli in modo da poterli vendere senza costi aggiuntivi.

Lo studio condotto ha dimostrato che il 47% delle persone è ricorso al second hand per risparmiare o guadagnare dalla vendita. La second hand si fa principalmente on line, ma resistono anche i negozi fisici.

Quali sono i prodotti più venduti e più acquistati

Casa&Persona 72%;

Sports&Hobby 58%,;

Elettronica 56%;

Veicoli 32%;

Libri e riviste 31%;

Arredamento e casalinghi 28%;

Articoli informatici 27%

Elettrodomestici 17%

Oltre alle possibilità di guadagnare e risparmiare, la second hand si è diffusa grazie a una maggiore consapevolezza del valore delle cose, in un concetto di economia circolare che diventa sempre più importante nel nuovo mondo che si delinea all’orizzonte.

Di qualche giorno fa è la notizia che le cose prodotte dall’uomo hanno superato la massa di tutti gli esseri viventi sulla terra. Parliamo di strade, palazzi, automobili e tutto gli oggetti che si producono. A parte il discorso economico, cioè la necessità di avere sempre più soldi per compare cose, l’impatto di nuovi prodotti sul pianeta è ciò che dovrebbe farci riflettere di più.

Praticare la second hand come filosofia e come quotidiana abitudine di vita, oltre a incidere enormemente sul bilancio familiare, permettendo ad una famiglia media di poter vivere senza alcun problema, anche con 1500 euro al mese, potrebbe salvare il pianeta. Non è necessario essere grandi economisti, per capire che il connubio risparmio-guadagno è sicuramente vincente, e in termini pratici si potrebbe arrivare a svariate centinaia di euro. Due conti: 150 euro risparmiati o guadagnati un mese si e un mese no, corrispondono a circa 1000 euro in un anno, se poi l’abitudine è costante e cresce, aumentano anche le potenzialità.

Fonte: ANSA

La nuova forma dei centri storici in tempo di Covid

Quartieri e centri storici sono cambiati dopo la Pandemia, e sembra che la tendenza sia destinata a restare immutata ancora per molto. Secondo alcune ricerche, città come Milano e Londra non ritorneranno ad essere centri pieni di studenti, lavoratori e turisti. Lo Smart working e il South Working ha mischiato le carte.

Molti lavoratori emigrati dal Sud Italia, adesso si sono di nuovo trasferiti nelle loro città d’origine e lavorano in modalità Smart Working. Già da tempo nei centri storici delle grandi città sono sparite diverse categorie di persone, e non solo turisti, appunto studenti e lavoratori. Lavoro e Università si sono trasferiti sul web: lezioni, videoconferenze, lezioni e le Aziende sono sempre più propense ad assumere lo Smart working come modello per il futuro.

Nell’ultimo Report di Expat, la più grande rete per chi vive all’estero, l’Italia è agli ultimi posti come attrattiva. A città come Roma e Milano vengono preferite Valencia, Lisbona, Panama, Madrid, Singapore. Fra gli ultimi posti anche Parigi e Dublino, chi l’avrebbe detto?

I fattori che determinano la qualità della vita di una città sono il costo della vita e i trasporti. Magari gli italiani che lavorano al Nord preferiscono trasferirsi nel Sud Italia o in località fra collina, mare o montagna, ma chi già lavora all’estero, difficilmente deciderà di rientrare in Italia.

Non bisogna dimenticare che le distanze e il distanziamento diventeranno regole di vita, che bisognerà rispettare ancora per molto tempo. Fattori come il Recovery fund e il vaccino determineranno un cambiamento, ma sicuramente non uno stravolgimento in uno stile di vita ormai consolidatosi in più strati della vita sociale.

Londra:Storica sentenza contro lo Smog

L’inquinamento è stato uno dei fattori che ha contribuito alla morte di Ella Kissi-Debrah, questo è stato l’esito della sentenza della corte inglese, che ha riconosciuto lo smog colpevole.

Il giudizio si è basato proprio sulla scarsa conoscenza dei rischi legati allo smog, che la piccola di nove anni ha corso negli anni in cui stava male. Il medico legale Philip Barlow, ha, infatti, dichiarato che Rosamund, la madre di Ella non aveva ricevuto adeguate informazioni sui rischi per la salute dell’inquinamento atmosferico e sul potenziale di aggravare l’asma. Ed è proprio sulla scarsa conoscenza dei rischi che si è mossa la famiglia della bambina. Inoltre, il capo del Consiglio di Lewisham, ha ammesso che lo smog in quel periodo era oltre i livelli consentiti dalla legge.

Le responsabilità sono molteplici, dai governi che hanno visto il Regno Unito violare le leggi sull’aria dell’UE, ai consigli locali i cui progressi sulla qualità dell’aria sono stati a passo di lumaca, quando il tempo era essenziale. Le persone al potere hanno progettato le strade e le regole che danneggiano la salute delle persone, creando le condizioni in cui soffrivano persone come Ella.

Lo smog, ogni anno miete milioni di persone in tutto il mondo, e si tratta di una vera catastrofe, se si pensa che l’inquinamento è, per certi versi, anche uno dei responsabili della diffusione del Covid-19, insieme ai cambiamenti climatici e allo squilibrio dell’ecosistema. Le polveri sottili sono costituite da microparticelle che arrivano direttamente nel sangue e nei polmoni, provocando malattie cardiovascolari, asma e cancro.

L’ora di dare una svolta è arrivata da un pezzo, anche se i governi sembrano non essere interessati al problema. Una notizia buona di questo 2020, che volge al termine è la non rielezione di Trump. Non spetta dare a noi un giudizio sul suo operato, sarò la storia a farlo, ma l’unica nota degna di valore è che il nuovo presidente Usa rientrerà nel patto di Parigi a favore della riduzione delle emissioni, dal quale Trump era clamorosamente uscito. Da questa notizia bisogna ripartire e costruire un nuovo e un buon 2021.

Il test che distingue il Covid dall’influenza

L’analisi in un unico tampone ha appena ottenuto il marchio Ce

Qualcuno potrebbe pensare che non ce ne fosse bisogno, invece non è così. In realtà il Covid-19 fa parte dei Coronavirus, i quali sono una famiglia di virus respiratori che possono causare sintomi lievi, come un banale raffreddore o forme più gravi, con complicanze respiratorie come la MERS e la SARS. Bisogna pensare, che in questo periodo è anche in arrivo l’influenza stagionale, che renderà il quadro ancora più complicato.

Perché i bambini sono soggetti meno esposti al virus del Covid-19?

I bambini sono molto esposti a raffreddore e febbre, questo è il motivo per il quale hanno un sistema immunitario più elastico e allenato (se così si può dire) alla famiglia dei Coronavirus, ma ciò non vuol dire che non possano essere contagiati dal Covid. A parte qualche caso raro, nella maggior parte dei casi, i bambini sono soggetti a forme lievi e soprattutto passeggere. Come ben sappiamo, un sistema immunitario giovane e un organismo con pochi anni di vita ha una salute ottima, che consente al soggetto anche di guarire più in fretta, rispetto a individui che hanno superato i 40 o i 50 anni.

Test distingue tra influenza e Sars-Cov-2 in un solo tampone

E’ in arrivo un test molecolare che può rilevare e differenziare tra i virus SARS-CoV-2, influenza A, influenza B e virus respiratorio sinciziale (RSV) con un unico tampone. Lo comunica la compagnia Abbott, che lo ha messo a punto, secondo cui il test ha appena ottenuto il marchio Ce.

Il test Alinity m Resp-4-Plex, si legge, può essere effettuato con un unico tampone nasofaringeo raccolto da un operatore sanitario in persone con segni e sintomi di infezione delle vie respiratorie, e verrà eseguito sul sistema Alinity m, il più avanzato analizzatore di laboratorio per la biologia molecolare di Abbott per elevati volumi di test. Alinity m utilizza la tecnologia Polymerase Chain Reaction (PCR). Per contribuire a combattere la pandemia, Abbott ha accelerato la distribuzione del sistema Alinity m negli ospedali, nei centri universitari e nei laboratori, tutte strutture cruciali per l’assistenza al paziente. “Mentre gli operatori sanitari sono in prima linea nell’affrontare la pandemia da Covid-19, devono ora far fronte anche all’ulteriore afflusso derivante dall’influenza stagionale”, dichiara Andrea Wainer, Executive Vice President, Rapid and Molecular Diagnostics, Abbott. “Abbott si è impegnata al massimo nella fornitura di test per il Covid-19 in quanti più contesti possibili, e questo nuovo test consentirà una diagnosi e un triage rapidi ed efficienti nei pazienti che presentano sintomi respiratori, in modo che possano ricevere le cure più appropriate”.

Fonte(ANSA)

Come utilizzare la luce da Smart Working

La neuroscienziata Karen Dawe condivide i suoi consigli per lavorare o studiare

Lo smart working, il lavoro da casa, è per la maggior parte delle persone una nuova abitudine dell’ultimo anno a causa dell’emergenza sanitaria. Questo ha costretto tanti a realizzare angoli studio in abitazioni che prima non avevano, a fare spazio in ogni posto possibile di casa ad un tavolino per posizionare il computer. Le nuove esigenze hanno spostato anche la scelta di case più grandi, con più spazi, terrazzi e giardini per separare il living, la zona letto dall’area lavoro e restare in questo modo più concentrati.

Con il tempo trascorso in casa lavorando anche il fattore illuminazione è diventato importante e da non lasciare al caso per non affaticare ulteriormente gli occhi. 
Come utilizzare la luce per creare un ambiente di lavoro produttivo?La neuroscienziata di Dyson, la dott.ssa Karen Dawe, condivide i suoi consigli
1) Creare uno spazio dedicato: “L’illuminazione svolge un ruolo cruciale nell’indicare che un’area particolare della stanza ha uno scopo specifico. Mentre i regolamenti edilizi fanno in modo che gli ambienti ad uso ufficio dispongano di livelli di luce adeguati, l’illuminazione nelle postazioni di lavoro domestiche è spesso trascurata. 

– Assumere il controllo della luce che ci circonda. Giocare con varie opzioni, finché non si trova il giusto assetto personale. 
–  Osservare come si distribuisce la luce nell’intera stanza e non solo nelle immediate vicinanze dell’apparecchio di illuminazione. 
–  Essere consapevoli della posizione dei punti luce. La luce naturale proveniente dalle finestre o dai faretti, che si riflette sullo schermo di un computer, può causare abbagliamento e affaticamento degli occhi, compromettendo la capacità di concentrarsi. 
–  Durante una conference call, evitare di sedersi di fronte a una finestra. Gli interlocutori potrebbero affaticare gli occhi per vedervi correttamente. 
2) Scegliere l’illuminazione giusta in base all’attività da svolgere: “La nostra ricerca dimostra che la gente tende a utilizzare l’illuminazione in casa in quattro modi: luce indiretta per un’illuminazione generale; luce mirata per attività a elevata precisione; luce funzionale per mettere in risalto elementi particolari, come un’opera d’arte, e luce ambientale per creare un’atmosfera rilassante la sera. Eppure, nonostante in ogni casa siano presenti innumerevoli tipologie di apparecchi di illuminazione, a ciascuno è solitamente assegnato un solo compito.”
– Pensare all’atmosfera che si vuole creare nella stanza, soprattutto in virtù delle attività che si intendono svolgere in quell’ambiente. 
– Assicurarsi di avere il giusto livello di luce per il compito da svolgere: se si preferisce leggere con una luce fioca e accogliente, è bene accertarsi che sia comunque abbastanza forte da non affaticare gli occhi. 
– La luce non è tutta uguale. Per le attività di maggior precisione, come dipingere, disegnare o truccarsi, è meglio optare per una luce artificiale, con un indice di resa cromatica (CRI) maggiore. Più alto è il CRI, più i colori saranno simili a come appaiono alla luce naturale. 
3) Riposare!  “Tutti vogliamo rimanere concentrati quando lavoriamo da casa, ma è fondamentale concedere ai nostri occhi un po’ di riposo. Costringere gli occhi a concentrarsi su un’area limitata per un periodo di tempo prolungato, ad esempio leggendo un libro o guardando lo schermo di un PC, significa sforzare i muscoli oculari, con conseguente affaticamento visivo. Per qualcuno questa sensazione può limitarsi a un leggero fastidio, ma in altri può causare forti emicranie. I sintomi dell’affaticamento visivo possono essere provocati anche dallo sfarfallio e dal riverbero delle fonti luminose. Senza rendersene conto, gli schermi che utilizziamo sono spesso troppo o non abbastanza luminosi, con la conseguente formazione di riverberi. L’occhio è in grado di sopportare un certo livello di riverbero, sfarfallio e affaticamento, ma lavorare otto ore al giorno in queste condizioni è davvero eccessivo per i muscoli oculari. 
– Regolare la luminosità degli apparecchi per creare una luce confortevole. Per letture prolungate, aumentare la dimensione dei caratteri. 
– Ogni tanto, distogliere lo sguardo dallo schermo per riposare gli occhi. 
4) Creare una routine legata alla luce naturale: “Quando si tratta di ricreare la giusta illuminazione per incarichi da svolgere lungo l’intera giornata, lo standard di riferimento è la luce naturale. Ci siamo evoluti per vivere e lavorare a una luce naturale e a una temperatura cromatica variabili, regolate dai cicli di giorno e notte. L’illuminazione interna, invece, ha spesso la stessa luminosità e resa cromatica per tutta la giornata. A lungo andare, questo può compromettere il nostro umore e la nostra produttività. La luce solare stimola l’attenzione ed è anche il segnale principale per il nostro orologio biologico. Scandisce il nostro senso interiore del tempo. Anche il ritmo circadiano (altrimenti detto ‘orologio biologico’) influenza il funzionamento del nostro intero organismo, compresi il metabolismo e la routine. Un esempio estremo di ciò che accade quando il nostro orologio biologico è sfasato è il famoso ‘jet lag’.”
 Iniziare la giornata con una passeggiata all’aperto. Questa esposizione d’impatto alla luce del mattino contribuisce ad ancorare l’orologio biologico ai ritmi della luce naturale locale, segnalando al corpo che la giornata è iniziata e fornendogli un programma subconscio. 
– Ricorrere a un’illuminazione interna che permetta di variare la temperatura della luce (da fredda a calda) e la luminosità a seconda dell’ora del giorno. Allestire la postazione di lavoro vicino a una finestra o in un altro spazio ben illuminato dalla luce naturale. 
–  Iniziare una routine serale di regolazione della luce circostante per creare un ambiente rilassante e segnalare al corpo che la notte si sta avvicinando. 
5) Garantire agli occhi la luce giusta di cui hanno bisogno : “Con l’avanzare dell’età, anche i nostri occhi cambiano. I muscoli che controllano la dimensione della pupilla si indeboliscono e lasciano entrare meno luce, facendo così indurire il cristallino. Secondo l’ISE, è proprio a causa di questi cambiamenti che le persone oltre i 65 anni d’età hanno bisogno di quattro volte più luce rispetto agli under 25. Tutti ci siamo trovati almeno una volta nella difficile situazione di dover leggere il menù in un ristorante con una luce particolarmente fioca, mentre qualcuno più giovane accanto a noi non aveva alcun problema. Inoltre, con l’età, il cristallino si ingiallisce, il che compromette la percezione dei colori. I cristallini ingialliti assorbono e disperdono la luce blu, con conseguente difficoltà nel distinguere le sfumature di blu, verde e viola. I colori possono apparire più spenti e i contrasti cromatici meno evidenti. Questo può rappresentare un problema quando bisogna scegliere i vestiti o eseguire compiti che implicano il riconoscimento dei colori.” 
– Mano a mano che l’età aumenta, anche la luce deve aumentare di conseguenza. 
– Le lampadine con un CRI superiore a 80 sono la scelta ideale per aiutare gli occhi “anziani” a distinguere meglio i colori.

Fonte: ANSA

Natale e Capodanno si festeggia online fra Social Contest e altro

Quest’anno un italiano su due in contatto virtuale con i propri familiari, è quanto emerge da un sondaggio

Con la pandemia in atto e i relativi divieti, feste cancellate e usi di famiglia messi in stand by, come trascorreranno Natale e Capodanno gli italiani? La soluzione potrebbe essere online. A raccontarlo il sondaggio lanciato da Airbnb, la piattaforma globale di viaggio, che ha girato la domanda a un campione di intervistati scoprendo due tendenze principali, che confermano il trend di tutto il 2020, vissuto da tutti in gran parte virtualmente: il desiderio di rimanere in contatto con amici e familiari prenotando esperienze online da condividere e la volontà di non rinunciare alle classiche tradizioni natalizie, che diventano adesso digitali.

Il 60% degli intervistati ha dichiarato infatti che trascorrerà le feste in compagnia di un gruppo ristretto di familiari, ma c’è anche chi dovrà rimanere fisicamente lontano da famiglia e amici. Quasi un italiano su due, dunque, rimarrà in contatto “virtuale” con amici e familiari e, tra chi dovrà restare lontano, ben il 75% sta valutando l’idea di prenotare un’esperienza online per festeggiare il Natale e il Capodanno.

Se gruppi e sistemi di messaggistica online restano infatti sempre al primo posto tra i modi per rimanere connessi e comunicare con chi si ama, anche durante le feste, appuntamenti, risate e tradizioni natalizie traslocheranno sul web trovando i loro “surrogati” virtuali della “normale” realtà. Non più uscite al cinema per assistere alle novità del grande schermo, ma appuntamenti online per guardare film insieme (per il 39% degli intervistati). Niente riunioni di famiglia per cucinare sul tavolone in cucina di nonna, ma cooking class con chef e casalinghe dai mille segreti via web (35%). Addio anche ai viaggi in occasione della pausa dal lavoro e benvenuto invece alle gite virtuali in giro per il mondo (20%). A Tal proposito sono da segnalare alcune iniziative social, che stanno riscuotendo un enorme successo. La Magia del Natale è un Social Contest per chi vuole condividere viaggi virtuali con altri appassionati turisti per sempre. Il Contest promosso da ItalicaRentals si svolge sulla pagina facebook.

L’altro Social Contest riguarda il cooking e il buon cibo, promosso dalla pagina La noce moscata. Il più dolce Natale è una sfida fra i dolci di Natale più buoni e originali. In entrambi i contest le sorprese e il premio finale sono d’obbligo!

Specchio di questa tendenza sono le Esperienze Online su Airbnb , tra le quali spiccano sempre più numerose, appunto, lezioni di cucina e mixology, i viaggi virtuali in capitali europee o paesi lontani, ed eventi virtuali tra cabaret, spettacoli di magia e favole per bambini. Per un brindisi in compagnia, per esempio, si può scegliere tra una lezione sui classici aperitivi italiani o una full immersion in vero british-style sull’ arte del gin (tra le esperienze più gettonate sulla piattaforma). Chi è a caccia di divertimento può assistere virtualmente a uno spettacolo natalizio con le drag queen in diretta da Lisbona. E per tutti coloro che hanno nostalgia dei viaggi di fine anno, si può partire (seduti sul divano) alla scoperta di un villaggio thailandese o di Città del Capo. Volendo, anche con tanto di cappello di paglia e occhiali da sole, così, per calarsi nello spirito giusto.

Fonte: ANSA

Dall’8 dicembre al 6 gennaio Digital Xmas, il primo villaggio di Natale digitale

Dall’Immacolata all’Epifania, Digital Xmas porta la magia del Natale nelle case degli italiani, supportando onlus e associazioni, artigiani e  commercianti, artisti e creativi.

Digital Xmas è il primo Villaggio di Natale online, nato con l’obiettivo di salvare la  magia di questo periodo in un anno atipico, durante il quale molti sono stati e saranno  ancora costretti a lunghi momenti di lontananza da amici e familiari. Dall’8 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021, le famiglie di tutta Italia potranno così riunirsi e rivivere lo  spirito autentico di questa festa, con i suoi valori di condivisione e solidarietà, ma  anche di spensieratezza e divertimento.  

Il progetto nasce da un’idea dei fondatori delle agenzie milanesi 24 PR & Events e Blank, dopo gli straordinari risultati ottenuti con gli eventi digitali da loro già organizzati  quest’anno, rispettivamente con Digital Innovation Days e Isola Design District. Un progetto che da una parte vuole offrire ai piccoli commercianti e alle onlus uno spazio  per avere visibilità e vendere i propri prodotti, e dall’altra regalare ai visitatori un’ampia scelta di attività ed eventi – tutti rigorosamente online – per vivere anche se a distanza  l’atmosfera natalizia.  

L’interfaccia grafica della piattaforma, disegnata e animata dal team creativo di Blank,  si presenta come un paesino di montagna immaginario, ricoperto da una soffice neve,  addobbato e popolato da vari personaggi, all’interno del quale i visitatori potranno  scoprire decine di contenuti con un semplice clic su una casetta, una bancarella o su  altri degli elementi presenti.   Sarà aperta a tutti e gli utenti potranno accedervi in qualunque momento visitando digitalxmas.net e registrandosi gratuitamente.  Sono state selezionate attività per tutta la famiglia: dai giochi alle esperienze virtuali, dagli show cooking con chef professionisti e nonne ai cori gospel, dai i tutorial per gli  allestimenti fino all’intrattenimento per i più piccoli.  Proprio ai bambini è stata posta molta attenzione nella selezione dei contenuti:  potranno, tra le altre cose, visitare la Casa di Babbo Natale e scrivergli la loro la letterina.

L’obiettivo principale dell’iniziativa è dare spazio alla solidarietà. Ecco perché gli  organizzatori hanno coinvolto nel progetto realtà come Croce Rossa Italiana, Unicef,  Medici Senza Frontiere, Make a Wish, AIL, Dire Contro La Violenza, Il Porto dei  Piccoli, SOS Italia, Okapia, Aiutiamoli Onlus, Banco Non Solo Pane, Accesso  Totale e il Brucofarfalla, CAF Onlus, Handicap Su La Testa, La Leche League  Italia, Spazio Aperto Servizi. Grazie alla partnership con queste onlus e associazioni italiane, infatti, sarà possibile  supportare chi ne ha davvero bisogno, specialmente in questo difficilissimo 2020.  Partecipando ad alcune attività ed acquistando specifici prodotti in vendita, il ricavato  verrà devoluto in beneficenza.   

Digital Xmas è la destinazione ideale anche per i regali di Natale. Grazie alla collaborazione con Milan Design Market e Get a Stand di Milano, We  Make Market di Genova e Wave Market Fair di Roma, chi è in cerca del regalo perfetto potrà infatti trovare centinaia di idee e scoprire artigiani e designer emergenti. Tanti saranno anche i commercianti presenti con i loro e-commerce all’interno dell’area  dedicata ai mercatini. Dal food agli articoli di design e artigianato, fino ai classici  Christmas gift, la piattaforma ospiterà realtà locali e nazionali. Tra queste spicca sicuramente Zafferano del Cardinale, partner del progetto, che si  occupa da oltre 40 anni di diffondere la cultura dello zafferano e ha sviluppato parte dei  contenuti e degli eventi streaming che si terranno durante l’evento, oltre ad aver  coinvolto l’associazione LILT che, sposando pienamente lo spirito solidale  dell’iniziativa, parteciperà con la propria raccolta fondi natalizia.  Ma va menzionata anche la presenza di Anarela, Mo for Every Moment e Sox Play nella selezione fashion, Aoga in ambito cosmesi, PPPattern per la casa, Tre Sicilie,  Bigoli – Pastai di Una Volta e Mamapulia nell’area food.   

I visitatori potranno partecipare ad una caccia al tesoro nel villaggio per ottenere  codici sconto in regalo, da spendere in molti degli e-commerce partecipanti.  Inoltre, sarà presente una distilleria attraverso la quale potranno esplorare il mondo  del whisk(e)y, fatto di storia e di sentori e gusti tutti diversi. Grazie alla sponsorship di  label come Chivas Regal, Jameson Irish Whiskey e The Glenlivet, ma non solo,  sarà possibile scoprire segreti e consigli attraverso contenuti video dedicati e,  ovviamente, si potranno anche acquistare le bottiglie preferite, per un regalo ad amici e  parenti o per la propria collezione.   

Tra gli altri partner che hanno contribuito alla creazione di contenuti o sostenuto  l’iniziativa, vanno assolutamente citati Food Genius Academy, Comehome, Sharing  Box, Piantando, 3DD Factory, Futuria Marketing, Open Box e Roundabout.  Media partner dell’evento, invece, Today, E-city Group, Tixe Magazine, The Map  Report, Valory App, Notiziabile e altre testate nazionali, mentre SMRadio sarà la  radio ufficiale.   
Ora non resta che collegarsi a digitalxmas.net dall’8 dicembre, per scoprire l’iniziativa e vivere un fantastico Digital Xmas.

Fonte: Comunicato Stampa digitalxmas

Come fare scacco matto al Covid con la scienza sociale

Per comprendere il Covid-19, la medicina non basta, è fondamentale analizzare altri aspetti e ricorrere ad altri tipi di scienza: psicologia, stile di vita, socialità, prevenzione. Tutte queste discipline sono talmente legate fra loro da poterci spiegare molto più di quanto possa fare la scienza. Le scienze sociali sono proprio quelle discipline che studiano lo sviluppo delle società e delle istituzioni, delle relazioni, abbracciando un numero considerevole di settori.

Covid: Cosa imparare con l’analisi dello stile di vita

Come viviamo, dove e come lavoriamo, in che misura ci prendiamo cura di noi stessi, possono raccontarci molto sull’origine del virus, sulla sua diffusione, dandoci la possibilità di monitorare l’evolversi della crisi. In Italia, ad esempio, perché il virus durante la prima ondata ha travolto il Nord del paese, con conseguenza devastanti? Analizziamo lo stile di vita di molte metropoli settentrionali: Smog oltre i limiti, sovraffollamento di locali e strade, movida, industrie, fabbriche, centri commerciali, centri urbani con una densità di abitanti oltre la norma. Se per un attimo, oltrepassiamo l’oceano, in alcune città di molti paesi, si vive in modo del tutto differente. La Florida, per fare un esempio (ma ce ne sono tanti altri); lì molte cittadine hanno case costruite lontano da centri abitati, è necessario, infatti, percorrere molti chilometri per andare a fare la spesa o per andare in farmacia. Al sovraffollamento, ovviamente, sono legati altri fattori determinanti nella diffusione del virus, come ad esempio, l’impiego massiccio dei mezzi di trasporto, l’inevitabile vicinanza delle persone fra loro. Un altro aspetto è costituito da quei mestieri che non possono essere svolti da casa, come i commessi, gli operai, i corrieri, i ristoratori, gli educatori e così via. Si tratta di un circolo: smog, mezzi pubblici, locali e strade piene. Chi esce meno, le persone che vanno a fare la spesa con la mascherina, rispettando la distanza di sicurezza e lavorano in smart working hanno una percentuale di rischio minore di quelle persone, che invece hanno necessità di uscire tutti i giorni per lavoro, prendere mezzi pubblici, stare a contatto con altre persone nel medesimo ufficio o laboratorio ecc. Molte cose potrebbero sembrarci banali, ma se comprendiamo bene come ci si contagia maggiormente è un grande passo in avanti.

Lo stile di vita, dunque, è fortemente influenzato dal posto in cui viviamo, dove e come lavoriamo. L’altro aspetto è la cura e la prevenzione, che è di solito prerogativa di uno stato sociale agiato. Chi ha la possibilità, infatti, prenota molte visite di controllo durante l’anno, mangia sano, fa attività fisica, si dedica agli hobby, alla cultura, assume integratori alimentari e così via. Infine, la presenza di presidi di medicina, laboratori, cliniche e ospedali è un’altro fattore che concorre alla comprensione dei passaggi e del modo in cui si evolve il virus. All’inizio della Pandemia, ci sono state troppe vittime perché non si comprendevano alcune dinamiche, oltre al fatto che la ricerca scientifica muoveva i primi passi fra sperimentazioni e fallimenti. Oggi, la stragrande maggioranza delle persone affette da Covid si cura a casa, con l’ausilio di App e a stretto contatto con le Asl e medici di base, ecco perché sulla telemedicina bisogna investire ancora tanto. E chi non è tecnologico? Chi è anziano e solo?

Diffusione del Covid con differenze

Inutile negarlo, se analizziamo i dati che arrivano ogni giorno ce ne accorgiamo. In alcune zone il virus corre e contagia un numero maggiore di persone, in altre zone c’è un numero maggiore di vittime rispetto ad altre parti del paese. Il covid-19 non va sconfitto solo con la medicina, ma con l’intelligenza, applicando tutte quelle formule, che permettono di monitorare, comprendere e agire per il meglio.

Grande successo per la prima del Teatro San Carlo

Chi ha detto che con la cultura non si mangia? Il Teatro San Carlo, a causa della Pandemia ha deciso di avviare la stagione condividendo in streaming la Cavalleria Rusticana, ottenendo un grande successo di pubblico da tutto il mondo.

Il costo del biglietto è costato € 1,09 agli oltre 40mila spettatori che dalla piattaforma Facebook hanno seguito l’inaugurazione della stagione teatrale del San Carlo.L’opera trasmessa è stata usufruibile dal 4 al 7 dicembre, dopo quella data sarà disponibile solo on demand sul sito del Teatro, sempre al costo di € 1,09.

Cavalleria Rusticana, opera di Pietro Mascagni è breve, dura circa un’ora e ha musiche bellissime. Anche chi non ama l’opera ne resterà entusiasta, grazie alla possibilità di entrare in uno dei teatri più belli e antichi d’Europa, comodamente seduti in poltrona e grazie anche ai sottotitoli, che renderanno i dialoghi più comprensibili.

Un altro motivo per assistere allo spettacolo è il costo ridicolo del biglietto, l’altro, la possibilità di sostenere la cultura e dimostrare quanto essa possa avere un ruolo fondamentale, soprattutto durante una dura crisi, come quella che stiamo attraversando. Qualcuno dice che con la cultura non si mangia, noi rispondiamo che la bellezza salverà il mondo.

Nel cast de Cavalleria Rusticana, le grandi voci di Elina Garanca e Jonas Kaufmann, Claudio Sgura, Elena Zilio e la maestria del direttore musicale Juraj Valcuha che dirige l’Orchestra e il Coro del teatro San Carlo.

Nuove opere in arrivo On demand e in Streaming

Visto l’enorme successo sono disponibili in streaming Gala Mozart Belcanto, il Concerto di Natale, le Quattro Stagioni, il Quartetto d’Archi del Teatro San Carlo e tanti altri eventi.

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