Covid: Come evitare l’ospedalizzazione e curarsi a casa, gli aggiornamenti

I numeri della seconda ondata del Covid-19 ci dicono che la fascia colpita dal virus si è allargata. Studiando i dati disponibili, rispetto alla prima ondata vengono contagiati più giovani, l’altro dato è la bassa mortalità. Mettendo a confronto le due ondate, emerge che inizialmente il virus ha colpito con conseguenze anche gravi, persone anziane e con patologie, oggi la contagiosità è molto più diffusa verso fasce più giovani, la maggior parte dei quali sono asintomatici. La partita oggi, come allora, si gioca sui numeri. È ovvio che un contagio diffuso arriva anche là dove ci sono criticità, che hanno bisogno di ospedalizzazione e gli ospedali, come si sta assistendo sono sull’orlo del collasso.

Oltre alle precauzioni, che vengono ripetute all’infinito, ma che non ci stancheremo mai di ripetere: distanziamento, mascherine, lavaggio mani, areazione locali, ai primi segnali di Covid è fondamentale agire tempestivamente, per scongiurare il peggio o il ricovero in ospedale.

Covid: Cosa fare per evitare il ricovero in ospedale

Come già detto, oggi, la maggioranza dei contagiati è asintomatica. Ai primi segni di covid è necessario contattare l’Asl di competenza oppure il proprio medico di base e iniziare tempestivamente il trattamento che consiste in cortisone, eparina e antibiotici ad ampio raggio, per evitare sovrapposizione di altre infezioni.

Quali sono i primi sintomi del Covid: Come e cosa tenere sotto controllo

Chi è affetto da covid perde l’olfatto, per cui è buona abitudine tenere sotto controllo questo aspetto. I sintomi del covid sono simili a quelli dell’influenza: raffreddore, mal di gola, febbre. Ciò che non deve mai mancare in casa è il saturimetro, strumento fondamentale per misurare l’ossigenazione nel sangue e gestire tempestivamente un’eventuale polmonite.

Il saturimetro si acquista in farmacia ed è facile da usare. Si applica alla prima falange dell’indice e misura la saturazione, cioè la percentuale di ossigeno nel sangue. Tale percentuale è importante perché indica la quantità di ossigeno che viene trasportata ai tessuti. Se la saturazione è inferiore a 93, il paziente è in una condizione di pericolo e deve essere trasportato in ospedale, perché ciò significa che i polmoni stanno andando in sofferenza. In ogni caso questo strumento è molto delicato, ed è fondamentale che lo si usi nel migliore dei modi, perché potrebbe anche restituire dati non veri. Inoltre, è importante stare in costante contatto con un medico, perché i valori della saturazione sono diversi e vanno letti in base all’età del paziente, alle patologie, al peso e così via.

Covid e Ipossia

L’ipossiemia è una condizione grave, perché un sangue con poco ossigeno non nutre abbastanza i tessuti e gli organi presenti nel corpo. L’insufficiente ossigenazione di quest’ultimi può portare all’instaurarsi di una condizione nota col nome di ipossia.

I sintomi dell’ipossia sono fiato corto e sensazione che manchi il respiro, stato di confusione, tosse, aumento della frequenza cardiaca, spossatezza, cambiamento del colore della pelle.

Persone immuni al covid senza averlo contratto

Una ricerca pubblicata su Science ha rilevato la presenza di anticorpi che proteggono dal Covid in soggetti che non lo hanno mai contratto. La presenza di questi anticorpi appare maggiormente nei bambini. Si studia ancora e le persone con l’immunità sono una bassa percentuale. Secondo alcuni studi, potrebbe essere possibile che gli anticorpi che si generano in caso di raffreddore o Sars siano in parte efficaci contro il Covid-19. Possedere anticorpi che proteggono da virus simili non una cosa nuova.

L’informazione è importantissima, purtroppo, oggi, anche a causa dei social, c’è tanta disinformazione, che non aiuta, e nella maggior parte dei casi tende a far entrare in panico le persone, provocando ansia e paura.

Un altro aspetto fondamentale, di cui si parla molto poco è l’areazione dei locali.

Alcuni scienziati americani hanno dimostrato che in un ambiente ventilato, la possibilità di contagio si riduce del 70%. Per questo è importante ventilare gli ambienti chiusi, anche se si indossano le mascherine, perché queste ultime non danno la sicurezza al 100%. Gli studi hanno dimostrato che in un ambiente chiuso in cui ci sono venti persone con mascherine, almeno quattro si contagiano ugualmente.

Covid: integratori e dieta

Il vaccino antinfluenzale è consigliato a chi ha un sistema immunitario debole. Il ruolo degli integratori a questo punto è fondamentale. Non devono mancare la vitamina C e la vitamina D, i fermenti lattici per proteggere la flora intestinale, il magnesio. Infine la dieta deve essere ricca di frutta e verdura e bisogna bere tanta acqua. Importanti le tisane con miele, altro alleato della salute, l’attività fisica e l’esposizione al  sole quando si ha la possibilità. Caffè e cioccolato che risvegliano il buon umore, ottima medicina contro ogni malattia.  

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