La verità scomoda per Pechino nella mostra del dissidente Badiucao, che si batte per i diritti civili anche dal suo esilio in Australia. Inutili le pressioni della diplomazia cinese per boicottare la mostra
Il percorso espositivo è stato inaugurato al museo di Santa Giulia a Brescia nonostante i tentativi di boicottaggio della diplomazia cinese e resterà aperto fino al 13 febbraio 2022.
Ho una visione molto chiara per questo voglio usare la mia arte per smascherare le bugie, per criticare il governo di Pechino. Voglio farvi vedere l’intelligenza dei cinesi anche quando si sono ritrovati sottoposti a un governo autoritario – Ha dichiarato l’artista
La rassegna denuncia la repressione politica in Cina e la censura sulla Pandemia da Covid-19, due temi molto delicati e scomodi per Pechino.
Chi è Badiucao?
Badiucao (nato a Shanghai nel 1986) è un artista di origine cinese; si è affermato sulla scena internazionale grazie ai social media, attraverso i quali diffonde il suo messaggio in tutto il mondo – il suo account twitter @badiucao ha resgistrato circa 100mila followers. Oggetto delle sue opere sono costanti sfide al governo cinese e alla censura che quet’ultimo perpetua negli anni.
Nella mostra tutte le contraddizioni di Pechino
La censura inflitta ai cinesi sul Covid-19, rappresentata da una mascherina infilata in bocca,la repressione del dissenso in Myanmar durante il colpo di stato militare del 2021, le proteste a Hong Kong sono alcuni dei temi della mostra dell’artista cinese Si tratta dell’evento di punta del Festival della Pace, organizzato dal Comune e dalla Provincia di Brescia, con il Patrocinio del Parlamento Europeo e di Amnesty International. Noto per la sua arte di protesta, Badiucao al momento opera dall’Australia.
Percorso espositivo cronologico
La mostra ripercorre l’attività artistica dell’attivista, dagli esordi alle opere più recenti, nate dalla crisi sanitaria innescata dalla pandemia. Badiucao si è affermato a livello internazionale grazie ai social media, con quali diffonde la sua arte e sfida il governo e la censura cinese. Il suo impegno si realizza nella creazione di campagne partecipative, affissioni in luoghi pubblici, illustrazioni e attività online, spesso costruite con un linguaggio visivo che evoca lo spirito pop della propaganda comunista, ricalcandone lo stile grafico, i colori e i toni. Nel 2020 gli è stato conferito dalla Human Rights Foundation il Premio Václav Havel Prize for Creative Dissent, destinato ad artisti che creativamente denunciano gli inganni delle dittature.
L’artista collabora con Il Milk tea Alliance è formato da Net Citizen che operano ad Hong Kong, Taiwan, Thailandia e Birmania. Sono tra gli artefici e promotori delle più importanti manifestazioni per la democrazia e i diritti umani in Estremo Oriente, e Badiucao è il loro artista
Fonte Immagini: Brescia Musei – Euronews

Clicca sull’immagine per acquistare il libro sulla mostra di Badiucao
Dagli esordi alle opere più recenti, la carriera dell’artistaattivista cinese in occasione della prima personale a lui dedicata Badiucao è lo pseudonimo dell’artista-attivista cinese noto per la sua arte di protesta e attualmente operante in esilio in Australia. L’artista, spesso conosciuto come il Banksy cinese, si è affermato sul palcoscenico internazionale grazie ai social media, con i quali diffonde la propria arte in tutto il mondo (il suo account twitter @badiucao è seguito da più 80 mila persone) e sfida costantemente il governo e la censura cinese. Grazie al suo blog, ai social media e a campagne di comunicazione organizzate, Badiucao dall’Australia ha portato avanti la propria attività di resistenza, diventando l’unico canale non filtrato dal controllo governativo capace di trasmettere i racconti dei cittadini di Wuhan durante il lockdown del 2020. Nel 2020 gli è stato conferito dalla Human Rights Foundation il Premio Václav Havel Prize for Creative Dissent, destinato ad artisti che creativamente denunciano gli inganni delle dittature.

Lascia un commento