Lo dice la scienza. Da una ricerca italiana, infatti è emerso che chi ha contratto il Covid è ancora immunizzato ed è stato un errore aver fatto dopo la guarigione un’altra dose di vaccino
Molti infatti, anche dopo aver contratto il Covid, ovviamente a distanza di mesi hanno proseguito con la vaccinazione con la terza o quarta dose. Alcune persone si sono trovate a cavallo con le nuove norme, e molti non hanno ricevuto l’invito al richiamo.
A distanza di due anni dall’infezione da Covid si è ancora immuni
Le difese naturali di chi ha avuto il Covid-19 si dimostrano ancora pronte a rifronteggiare il virus a due anni di distanza dall’infezione. Lo studio condotto dai ricercatori dell’Ospedale di Legnano e pubblicato – dopo essere stato sottoposto a revisione paritaria – sulla rivista scientifica Plos One.
Le ricerche, a volte si trovano a confronto con altri dati, e con alcune eccezioni. Infatti, esistono anche alcuni casi in cui il Covid è stato contratto ripetutamente dalla stessa persona. Caso o eccezione?
Il gruppo di ricercatori è stato guidato da Antonino Mazzone, a capo del Dipartimento di Area medica dell’ASST Ovest Milanese. Il professore ha dichiarato che – Non c’era nessun lavoro di medicina basata sull’evidenza a dimostrare che vaccinare i guariti dall’infezione avrebbe prodotto loro dei benefici. Nonostante questo, andando persino contro i principi di Galileo, la politica adottò contro la scienza la vaccinazione di tutti –
Dallo studio, inoltre, emerge che la protezione dei guariti arriva dagli anticorpi, ma soprattutto da cellule T della memoria: “soldati” del sistema immunitario che anche a lungo termine riescono a riconoscere Sars-CoV-2, guidando e mantenendo una risposta antivirale senza differenze significative rispetto ai vaccinati.
Il mondo dopo l’apertura post Covid
Nelle ultime settimane i voli aerei e gli spostamenti hanno fatto registrare gli stessi numeri prima del lockdown. Nuove regole sono state introdotte, e molti obblighi sono decaduti come quello di indossare le mascherine. Tale pratica è ancora seguita da qualcuno nei luoghi chiusi, e non è una cattiva abitudine, vista la presenza massiccia di numerosi altri virus. E’ un modo per proteggersi seguendo semplici regole d’igiene. Guardare a ciò che avviene all’estero e soprattutto in Cina è un’altra cosa intelligente da fare.
Un altro dubbio era nato tra gli esperti in questi mesi, che riguardava le varianti. Infatti, il virus in questi tre anni ha subito talmente tante mutazioni, che per alcuni vaccinarsi sarebbe stato inutile. Vaccinarsi contro una variante del Covid, quando circolava una variante nuova, probabilmente non avrebbe avuto senso.
La ricerca del gruppo di Mazzone, primi firmatari Arianna Gatti e Gaetano Zizzo, ha coinvolto 22 convalescenti tardivi (persone non vaccinate guarite da un’infezione documentata fino a 2 anni prima) e 13 asintomatici completamente vaccinati da almeno 4 mesi. Dall’indagine risulta che i non vaccinati e i vaccinati hanno la stessa risposta immunitaria. I tassi di reattività delle cellule T e di positività anticorpale non differiscono significativamente da quelli osservati nei vaccinati, confermando e ampliando evidenze recenti secondo cui le risposte delle cellule T sono altrettanto elevate a seguito di infezione o vaccinazione.
Per questo tale era importante aspettare a vaccinare chi aveva già avuto l’infezione – cosa che molti hanno fatto. Infatti, le vaccinazioni sono molto diminuite negli ultimi mesi. Come affermano molti esperti, a parte qualche caso, il Covid è diventato un banale raffreddore.
La lezione per il futuro è che la vaccinazione va mirata – ha affermato Mazzone. Primum non nocere. I risultati della ricerca potrebbero aprire una nuova stagione di studi in grado di influenzare il corso della giustizia e dunque dei processi relativi alla discriminazione di chi ha scelto di non rispettare l’obbligo vaccinale. D’altra parte senza l’obbligo vaccinale, si sarebbero registrati molti più morti.
Bisogna anche dire che nel pieno della Pandemia il ricorso alla vaccinazione è stato un percorso obbligato, ed utile (forse l’unica speranza), insieme al lockdown e ad altre misure assunte. Per quanto riguarda i processi in corso, è difficile stabilire le colpe per scelte che sarebbero state difficili per chiunque. Nel secondo caso, cioè la vaccinazione per chi ha già contratto l‘infezione ci sarebbero margini per dubbi.
Riepilogando, i vaccini ci hanno salvato, come anche le infezioni che hanno contribuito a immunizzare la popolazione. E’ arrivata l’ora di fare tesoro delle esperienze, senza mai abbassare la guardia.
Fonte: lindipendente

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