Gli occhi sono lo specchio dell’anima, è così che recita un vecchio proverbio. Ma è proprio vero? Cosa vediamo la mattina quando ci guardiamo allo specchio?
Secondo gli esperti vi sono valide spiegazioni al fatto di specchiarsi. Entrano in gioco tante dinamiche: Come ci vediamo? Cosa ci dice la nostra immagine riflessa e qual è il rapporto che abbiamo con essa?
Sul volto, spesso è disegnata un’emozione o tante. Di certo non sappiamo che espressione assume la nostra faccia quando siamo arrabbiati o sorpresi. Ci portiamo dietro, nella nostra mente e nel nostro ricordo l’ultima immagine di noi vista allo specchio.
La nostra immagine allo specchio suscita tante emozioni, a volte decisioni, che riguardano l’aspetto, i vestiti. Resta il fatto che, confronto con noi non lascia nessuno indifferente. Si tratta di una tappa fondamentale della costruzione della nostra identità, che comincia da bambini ma che tutti cerchiamo di confermare e rielaborare giorno per giorno.
Molti decidono di cambiare look, e spesso ciò equivale allo stato d’animo di quel momento. Tutto riflette ciò che sentiamo, persino l’aspetto fisico. Non è un caso se anche il chirurgo estetico, spesso, consiglia al paziente di consultare uno psicologo prima di intervenire su una parte del corpo chirurgicamente.
Forse, quando ci guardiamo allo specchio siamo alla ricerca di noi stessi, di come ci vediamo e di come ci vedono glia altri. Se l’immagine riflessa ci trasmette gioia e ottimismo, sono queste cose che porteremo con noi per relazionarci con il mondo. Il risvolto psicologico esiste ed è complesso, e vale la pena comprenderlo fino in fondo. A volte, vogliamo specchiarci negli altri, trovare cioè punti di riferimento. Lo fanno, infatti, i bambini quando imitano i grandi. Guardarsi allo specchio significa anche trovare una propria identità e originalità, un proprio modo di essere, osservare la propria essenza, perdonarsi, ridere di se stessi, costruirsi un’immagine che ci aiuta a vivere bene.
Un importante studio pubblicato su Evolution e Human Behaviour
Uno studio apparso sulla rivista Evolution e Human Behaviour ha calcolato che, a ogni età, passiamo un sesto della vita a occuparci della nostra immagine. Una grande parte di questo tempo si trascorre davanti allo specchio. Altre ricerche hanno dimostrato che, per esempio, gli studenti con i tratti del viso più regolari vengono anche ritenuti più diligenti e meritevoli dagli insegnanti, e che le persone con un bell’aspetto, e le donne in particolare, fanno più carriera. Forse, quest’ultima affermazione ha bisogno di ulteriori verifiche.
Va fatta anche una differenze tra come percepiamo il nostro corpo e come è rappresentato dalla nostra mente quando ci specchiamo.
Secondo la psicologia la percezione del corpo, deve essere un equilibrio con quella ottica, ovvero con ciò che vediamo nello specchio (ma anche nelle foto o nei video). Da queste due percezioni deriva l’esperienza vera e propria del corpo, dalla quale dipende almeno in parte la costruzione dell’identità personale.
La nostra immagine riflessa ha una attrattiva enorme sul cervello. Le ricerche di Vittorio Gallese, tra gli scienziati celebri per aver scoperto l’importanza dei cosiddetti (non a caso!) neuroni specchio, hanno dimostrato che se guardiamo la nostra mano in una fotografia si attivano i neuroni cerebrali necessari per muoverla molto di più di quello che succede se guardiamo la mano di un’altra persona.
L’immagine che vediamo la mattina nello specchio è quindi quasi magnetica per la nostra mente. L’equilibrio tra il corpo e ciò che appare allo specchio non è affatto semplice.
Quando una persona si guarda allo specchio, si pettina, si trucca, indossa alcuni abiti, prova pose ed espressioni, cerca di adeguare o costruire un’ immagine esteriore. Tale immagine riflette un proprio pensiero o un modello esterno. Basti pensare alla magrezza delle modelle, e a quante ragazze seguono quei modelli, e spesso restano imprigionate in patologie pericolose, come ad esempio, l’anoressia.
Abbiamo tante immagini di noi stessi: dipendono da chi sappiamo che di lì a poco ci guarderà (un fidanzato, un collega, un capo), al momento particolare in cui ciò si verificherà, e in generale al contesto nel quale agiremo (stiamo andando al lavoro o a divertirci?).
Esperimenti rivelatori
In un esperimento, a un gruppo di persone sono state mostrate fotografie del viso di altre persone e delle loro case. Dopo aver dato a queste persone il tempo di memorizzare le immagini, sono stati mostrati solo particolari delle foto (per esempio il naso invece dell’intero viso, la porta invece dell’intera casa) ed è stato chiesto di chi fosse il naso o la porta in questione. Quando si trattava delle case le persone riuscivano a identificarle solo guardando una porta o una finestra. Mentre, quando si mostrava un naso o un orecchio raramente gli osservatori riuscivano ad abbinarlo al suo proprietario. È la prova che quando osserva i volti, il nostro cervello li coglie nel loro insieme, ma quando vede oggetti il cervello invece è più analitico e ne osserva anche le singole parti.
Naturalmente, quando ci guardiamo allo specchio noi utilizziamo proprio questa parte analitica del cervello per osservarci bene.
La società attuale è la società dell’immagine e dell’apparenza. Sono proposti, soprattutto ai più giovani, modelli di bellezza, di bravura, di eccellenza, spesso difficili da raggiungere. Guardarsi allo specchio è una buona pratica, ma è un esercizio che va fatto con consapevolezza, considerando tutti gli aspetti. Quando mi guardo allo specchio vedo una persona, la sua simpatia, il viso nel suo complesso, un’anima. Dagli occhi, infatti, traspare la gioia, persino l’innamoramento, e le persone che vivono emozioni profonde, nella maggior parte dei casi appaiono più belle.
Sembra ovvio, che la cura della propria persona è fondamentale, perché ci fa stare bene con noi stessi, oltre che con gli altri. Non bisogna eccedere con trucchi, ritocchi vari e così via, ma nemmeno essere trasandati è una pratica da seguire. Andare dal parrucchiere, sottoporsi a qualche seduta dall’estetista o in un centro benessere non fa altro che aumentare la nostra autostima e farci sentire bene. Oltre all’apparenza c’è l’anima, lo spirito, e anche questi ultimi vanno curati e nutriti, perché sono inclusi nella bellezza di ogni persona. Equilibrio, rispetto per se stessi e infine, amarsi – sono queste le regole del benessere fisico e mentale.
Fonte: Focus

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