Il mio posto giusto è il mondo

Esplorare il mondo avvicinandosi a nuove culture e stili di vita, forse è questo il senso del viaggio. Quest’ultimo si compie anche da fermi

La Fondazione Migrantes ogni anno pubblica i dati sugli italiani che partono per andare a vivere e lavorare all’estero. Attualmente la comunità italiana residente all’estero è di circa sei milioni. Come leggere questi dati? C’è chi parla di fuga di cervelli, chi invece asserisce che i giovani in questo paese non hanno futuro.

Persino la politica si occupa dei dati di chi parte, di chi resta, di chi non fa figli. La verità, forse è che ognuno deve trovare un posto nel mondo. Non è detto che questo posto non possa essere casa. Un’altra realtà che molti ignorano è che, molte famiglie sono ben contente che i figli lascino il nido in cerca di esperienze, aprendosi al mondo. Una mente aperta si conquista adattandosi ai luoghi, esplorando, curiosando, anche leggendo e guardando un film (quelli intelligenti). Una delle cose più belle al mondo è viaggiare leggendo e viceversa. Un libro, spesso è un buon compagno di viaggio. Il relax e la spensieratezza si accordano alla perfezione ad una mente tutta proiettata verso il contenuto di un libro. Liberi da pensieri, infatti, ci si immerge con naturalezza e profondità nelle acque di una bella storia.

Divario tra Nord e Sud

Anche all’interno del nostro paese esistono differenze, e ovviamente statistiche. Queste ultime ci dicono che tra il 1995 e il 2023 il numero di residenti nel Sud è sceso di oltre 900mila unità. Quest’anno il Sud, secondo uno studio, crescerà quasi tre volte meno del Nord con alcune regioni come Calabria e Sardegna a crescita zero. Il solito concetto della crescita, che io personalmente faccio sempre fatica a capire, come d’altra parte dati e statistiche. provo una profonda antipatia.

Il pil aumenta, lo spread scende, tutti gli indicatori sono favorevoli, quindi è tutto ok. Peccato che spesso le statistiche, le crescite non toccano la vita né il portafogli delle persone. Infatti, quando in tv si parla di crescita, dati incoraggianti ecc. rifletto e penso sempre che questi dati non mi cambiano la vita.

Emigrazione e Immigrazione

Immaginiamo per un attimo di stare dall’altra parte, cioè di scappare dal nostro paese per necessità e non per scelta. Ma chi è un altro individuo per impedirci di farlo? Il mondo è il posto di tutti. Chi decide chi può stare in un posto e chi no?

Questo concetto è complicato da attuare, e a volte persino da immaginare. Potrà sembrare un’utopia. Ma continuiamo a leggere libri, a esplorare nuovi mondi (perché non ce ne è uno solo!), a ragionare con la nostra testa. Molti italiani all’estero sono ambasciatori del Made in Italy. Cosa ci impedisce di pensare che ogni individuo possa essere proprio un ambasciatore, che viaggi, che si sposti o che sia fermo? Innanzitutto, ambasciatore delle proprie idee, e questo non è poco!

Tra il 1861 e il 1985 dall’Italia sono partiti quasi 30 milioni di emigranti. Come se l’intera popolazione italiana di inizio Novecento se ne fosse andata tutta. La maggior parte degli emigranti italiani, oltre 14 milioni, partì negli anni successivi all’Unità di Italia, durante la – Grande emigrazione.

Divario, emigrazione e smart working

Dobbiamo proprio credere alle statistiche, ai dati, alle ricerche e agli studi? Se questi ultimi ci dicono una cosa, spesso, altri fatti raccontano una storia diversa. Nel periodo della pandemia, infatti, si è verificato un fenomeno di cui si è poco parlato: South Working.

Quell’esperienza alla luce della pandemia ha rispecchiato una tendenza a livello mondiale, ma si è cercato di minimizzare il fenomeno.

Oggi, molte imprese hanno deciso di far ritornare i lavoratori in azienda, mentre altre hanno scelto l’opposto. Con il South Working, ad esempio,negli anni della pandemia, molti lavoratori che erano emigrati al Nord, sono ritornati nei loro paesi di origine (spesso al Sud), e hanno continuato a lavorare in remoto, con lo smart working. C’è stato chi ha palesato uno spostamento dell’asse economico non più a Milano e al Settentrione (come accade da secoli), ma in piccoli centri del Sud. Infatti, chi si è ritornato al Sud è diventato anche chi contribuisce alla crescita dell’economia locale. Miracoli della globalizzazione.

E infine, in barba alle statistiche e ai luoghi comuni, che sono sempre molto fragili, un’altra tendenza interessante è il ripopolamento dei borghi. Anche sulla scia della pandemia, dello smart working e grazie a una visione lungimirante di alcuni amministratori locali, molti sono i borghi che hanno attuato una politica indirizzata al ripopolamento del territorio. Offrendo incentivi per acquistare una casa, con agevolazioni fiscali e altro.

Il Covid ci ha fatto riflettere, mentre altri perdevano la testa. Quelli con le radici profonde e la testa sulle spalle hanno iniziato a pensare anche di – cambiare vita. Forse, le difficoltà arrivano proprio per questo! Come? Inventandosi un lavoro, scegliendo un borgo come residenza, una casa in campagna, uno stile di vita più soft.

Slow. D’altra parte è anche lo stile del nostro blog, slow, ma anche soft, per prendersi del tempo e riflettere. Per usare la testa, per fare bilanci e capire persino i numeri di statistiche, dati, studi e ricerche. Tanto non ci hanno mai convinto molto.

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