I borghi d’Italia si ripopolano con lo Smart working

Cosa non ha fatto lo smart working? Ha creato, se possiamo azzardare, un nuovo stile di vita, un modo di pensare diverso. In pratica lo Smart working ha permesso a milioni di persone di lavorare da casa, e da casa ad altri luoghi il passo è breve. Se posso lavorare da casa, posso lavorare ovunque. Di poche settimane fa è la notizia che le isole Barbados incentivano gli smart workers a trasferirsi, per rifocillare l’economia e il turismo.

E se possiamo vivere e lavorare su un’isola dei Caraibi, allora lo possiamo fare anche da un piccolo, tranquillo borgo italiano? Qualche amministrazione già sta pensando a case gratis e banda larga e non solo. Negli ultimi tempi i borghi italiani stanno vivendo una rinascita, si sta infatti, riscoprendo la cultura e di questi antichi luoghi. In molti borghi si respira una storia millenaria, che insieme alle tradizione, ad un paesaggio, il più delle volte incantevole li rendono mete molto ambite dai turisti e non solo. Forse, perché il modella della città metropoli, trafficata e caotica ha ceduto il passo, come dimostra il fatto che sempre più giovani diventano imprenditori agricoli e si spostano in campagna.

Rosanna Mazzia, presidente dell’Anci – Associazione Nazionale Comuni Italiani – lancia un appello: “Se lavorate in smart working considerate la possibilità di trasferirvi nei borghi, anche per brevi periodi. L’importante è che sia presente una connessione internet stabile”.

Molti borghi rischiano lo spopolamento totale, e sarebbe un vero peccato non approfittarne, proprio ora che la globalizzazione potrebbe darci una mano. Il web ci connette con il mondo intero, e potrebbe nascere addirittura un nuovo modello intermedio fra tecnologia e tradizioni, fra informazione e bellezza. Le idee sono tante come le strategie per invertire la rotta.  La richiesta al governo è di “un programma organico per invertire la rotta puntando sul lavoro” attraendo così nuovi abitanti. Dunque: “banda larga; vantaggi fiscali – anche a tempo – per chi vive o fa impresa nei centri a rischio spopolamento; servizi”. Non solo: “In Italia – continua – ci sono 2 milioni di case abbandonate, senza contare le terre. Servirebbe una norma per poterle riutilizzare “.

Molto dipenderà dai sindaci dei borghi, ormai la strada è aperta, e le scelte giuste, come le richieste al governo da parte degli amministratori potrebbero fare la differenza. Servono per questo cambiamento, persone che abbiano lungimiranza e una visione globale. Oltre alla banda larga, agli sgravi e alla cultura, le persone potrebbero essere attratte anche da eventi, manifestazioni e da tante altre cose, che non farebbero mai desiderare di ritornare nella grandi metropoli. Non bisogna dimenticare che nei borghi si vive con più intensità, la vita sembra essere più lenta e il tempo assume un senso diverso. L’ambiente è lo sfondo principale, per cui viene rispettato molto di più rispetto alle città, dove la natura ha lasciato il posto al cemento. I sindaci dovranno fare molto, insieme al governo, che a volte su alcuni temi sembra distrarsi.

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