Quando ho dato il nome al questo blog, è stato fatto di getto, senza pensare troppo, ero di fretta, forse (poco slow). Inoltre, va anche detto, per onestà, che spesso, critico chi utilizza l’inglese e poco l’italiano.
Avevo acquistato un dominio, deciso l’hosting, ora come chiamarlo? Stile libero l’avevo bruciato, poi, ce ne erano altri. Quindi, lifestyle e accanto? Slow mi è sembrata la parola più adatta.
Anche se si va di fretta (a volte capita), c’è poi sempre tempo per fermarsi e recuperare, riflettere. Ho anche scoperto di recente, addirittura un movimento chiamato – Slow Living.
La traduzione è – vivere lentamente – rallentare. Una vera rivoluzione oggi. Una vita di qualità è meglio di una vita di quantità – diceva Seneca. Perché non proporre questo stile nell’informazione, intesa in senso lato. Potrebbe trattarsi di un tipo di notizie, che non cambiano la vita (non importantissime), ma conoscerle, sapere di quel fatto, approfondire un aspetto, anziché restare sempre in superficie – forse è meglio.
Cos’è lo Slow living e come nasce?
Vivere una vita “slow” significa cercare un equilibrio tra il sempre più veloce mondo moderno e tecnologico e lo stato naturale e più pacato delle cose.
Le radici dello Slow Living risalgono agli anni ’80, quando in Italia venne fondato il Movimento Slow Food.
Ma perché un nome inglese se siamo in Italia? Quello che mi chiedo spesso, ma che poi ho fatto.
La risposta è semplice: fin da subito lo scopo del movimento fu quello di diffondersi a livello internazionale, auspicio, oltretutto, che venne in breve tempo esaudito.
In grande sintesi, lo Slow Food rappresentò una reazione al fast food, fenomeno che stava largamente prendendo piede in Italia, con l’apertura di numerosi McDonald’s. Da ricordare anche lo Junk food (tradotto in schifezze), ossia, cibo di scarso valore nutrizionale, e che cozza anche con la nostra idea di difesa della natura e degli animali.
Per i membri del movimento il pasto era un momento importante di convivialità e qualità e ciò che si temeva era che si tramutasse in qualcosa da sbrigare velocemente e male, un momento senza valore.
Durante gli anni questa filosofia di vita si ritagliò un proprio spazio indipendente ed autonomo dal più specifico ideale di Slow Food.
Moltissime persone, appartenenti a varie aree geografiche, si interessarono ad approfondire e riflettere sullo Slow Living, elaborando nuove e diverse sfumature quotidiane di questa benefica routine.
Come e Perché è nato lo Slow Living?
Lo Slow Living è nato come reazione alla Globalizzazione. Io aggiungerei alla velocità, all’idea di arrivare sempre per primi, perdendosi il gusto del viaggio.
Una Globalizzazione di cui gli ingredienti principali sono il Capitalismo ed il Consumismo.
Il mondo moderno ci incita continuamente a consumare e a farlo il più velocemente possibile.Così come uno dei valori principali della nostra società è il guadagno.
Guadagnare tanto e sempre di più, lavorando sempre più velocemente e diventando il più possibile multitasking: oggi è questa la chiave per essere riconosciuti a livello sociale, per essere stimati da familiari ed amici. In più, si è apprezzati, oggi per i follower e per i like. Quando si fa qualcosa, l’approvazione è importante,ma forse, bisognerebbe riflettere a lungo tra qualità e quantità, e fare una scelta definitiva.
E dire che gli Antichi Romani ripugnavano il lavoro come lo intendiamo noi!
Per loro ciò che portava davvero alla Virtù era l’Otium.
Ma attenzione, l’Otium latino rappresenta un concetto completamente diverso dal nostro termine italiano. Questo termine coincide più con l’espressione “tempo libero”.
E cosa si fa in questo tanto lodato tempo libero? Ci si dedica alla cura di sé.
Dallo studio, alle attività di riflessione e scrittura, alla più semplice cura della casa e della persona.
Un piccolo esempio?
Occupare il proprio tempo con lunghe passeggiate nella natura. Per gli Antichi Romani la vita contemplativa, riflessiva, intenzionale e lenta era il tramite per raggiungere la felicità e la Sapienza, dunque la stima sociale.
“Soli fra tutti, sono gli oziosi quelli che dedicano il tempo alla saggezza, solo essi vivono.” Seneca, La libertà della vita, XIV
Molti saggi e un bel po’ di esperti, oggi si dedicano alla meditazione per ricercare il benessere. Il seguito è tanto, e questo dimostra che la vita veloce, le cose che ci fanno impazzire, frugali, superficiali non ci rendono davvero felici.
Costruire una vita vera
Quanti impegni sono veri e propri macigni? Ecco alcuni punti elencati da serenamente.blog per raggiungere la serenità e vivere slow:
- Vivere in Campagna
- Praticare la Mindfulness
- L’altrettanto popolare Minimalismo
- La meditazione
- Lo Yoga
- Vivere in modo ecosostenibile
- Comprare prodotti locali a km 0
- Riscoprire passioni antiche ed abbandonate come il ricamo
- La lettura
- Creare un ambiente accogliente circondandosi di piante
Io aggiungerei la lettura, ma è già nell’elenco. Leggere ha bisogno di concentrazione e di tempo, è necessario stare in una condizione di serenità per rilassarsi e godersi un buon libro. Aggiungerei slow writing, approfondire gli argomenti e trattarli come un sub, che immergendosi va in profondità. Che analizza, che valuta tutti gli aspetti di un’informazione o di un problema, per allenare il pensiero. Il quale è sempre qualcosa di slow, perché arriva piano, non sappiamo da dove, ma per fortuna che c’è.
Basta inserire la modalità – slow – e immergersi, qui sotto c’è un mondo meraviglioso!
Fonte: Serenamente.blog

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