Epilessia: sintomi, cause scatenanti e cure

L’epilessia è una patologia che colpisce il sistema nervoso centrale. Una crisi epilettica si manifesta con contrazioni e spasmi muscolari, e in alcuni casi perdita di conoscenza

Epilessia, per 40% pazienti in Ue non c’è trattamento adeguato – è il titolo di un articolo apparso su Ansa.

Sul portale si legge, infatti, che in Europa c’è un gap terapeutico che riguarda l’assistenza nel campo dell’epilessia, con differenze significative nell’accesso alle cure tra i vari Paesi. Anche se il 70% delle persone con epilessia risponde bene al trattamento, circa il 40% – e fino al 90% in alcune aree – non riceve un’assistenza adeguata per il controllo delle crisi. Tale statistica emerge dalla seconda edizione del Rapporto “Headway – A new roadmap in Brain Health: Focus Epilessia” .

Come si manifesta l’epilessia e cos’è?

L’epilessia è una delle malattie che che esisteva anche nell’antichità. Fino al secolo scorso, le persone affette da crisi epilettiche erano considerate inguaribili. Successivamente, alcune ricerche in campo medico hanno dimostrato che si tratta di una malattia che può essere curata, e che chi soffre di tale patologia può condurre una vita assolutamente normale.

E’ possibile conviverci come hanno fatto grandi personaggi storici come, Giulio Cesare, Alessandro MagnoFyodor Dostoevskij.

Le cause dell’epilessia

Bisogna dire che le crisi epilettiche possono colpire chiunque e in qualsiasi momento della vita. Studi approfonditi hanno scoperto che almeno il 4 o 5% della popolazione abbia sofferto almeno una volta nella vita di una crisi epilettica. Quest’ultimo caso non rappresenta un pericolo, perché non esiste il fattore ripetitivo, vale a dire le crisi non sono continue nel tempo.

Le cause di una crisi epilettica possono essere diverse:

  • Predisposizione genetica, che non hanno un substrato lesionale con una maggiore tendenza a risolversi nel tempo, che nella gran parte dei casi sono benigne;
  • Epilessie che insorgono sulla base di lesioni della corteccia cerebrale e sono successive a asfissie perinatalieventi emorragicitraumi cranici, ictus, oppure lesioni tumorali e angiomi, oppure altro.

Riguardo al trauma cranico, è necessario spendere qualche parole. Quando si batte la testa da qualche parte, oppure si resta vittima di un incidente, spesso in pronto soccorso viene diagnosticato il trauma cranico. Bisogna sottolineare che nella maggior parte delle volte, nell’immediatezza gli esami (tac, rx ecc.) non rilevano alcunché. Infatti, anche se il trauma cranico è il tipo di trauma più diagnosticato in assoluto, è anche il più imprevedibile. Sarà necessario attendere del tempo (anche qualche mese), prima di effettuare ulteriori esami e accertamenti.

Le crisi epilettiche possono insorgere in età scolare, e sparire con l’adolescenza. Le crisi che, invece, colpiscono tutto il corpo sono caratterizzate da contrazioni e morsi alla lingua. La durata è di circa un minuto. Le crisi epilettiche possono essere generate da tutte le aree cerebrali corticali. La sede di origine determina ciò che accade sul corpo e può essere individuata attraverso una descrizione della crisi o dagli esami diagnostici.

Come si diagnostica l’epilessia?

Per diagnosticare l’epilessia, è necessaria una attenta analisi e descrizione degli avvenimenti fatta dalle persone vicine al soggetto. Inoltre, è necessario un elettroencefalogramma diagnostico solo nel momento in cui si registra direttamente una crisi

Altri tipi di esami sono tac e risonanza magnetica cerebrale che servono per verificare se le crisi epilettiche non siano espressione di un’altra patologia. Tale caso si verifica quando quando le crisi insorgono in età avanzata e potrebbero nascondere un tumore o un’altra malattia.

Come bisogna comportarsi in caso di crisi epilettica?

Quando un soggetto ha una crisi epilettica non c’è molto da fare; bisogna aspettare che passi. L’unica cosa che possiamo fare è evitare che si faccia del male, rimuovendo probabili pericoli (coltelli, parti appuntite, se ci sono scale e così via). Prevenire, insomma che il soggetto cada a terra e si faccia male.

I sintomi che preannunciano una crisi epilettica sono:

  • Ansia
  • Irritabilità
  • Cefalea

I sintomi di una crisi epilettica possono prepararci alla crisi stessa e agli eventuali azioni da compiere. La prima cosa da fare è mantenere la calma. Non bisogna tentare di fermare i movimenti del soggetto, e non cercare di aprirgli la bocca per evitare che morda la lingua. Mettergli magari un cuscino sotto la testa, per evitare che si faccia male. Posizionare il paziente, se possibile sul fianco, per facilitare la fuoriuscita di liquido dalla bocca. Inoltre non bisogna somministrare, in quei minuti né farmaci né acqua. La ripresa deve essere lenta e tranquilla, con poche persone intorno, per permettere alla persona affetta da crisi. E’ consigliabile, inoltre, chiamare i soccorsi. Non possiamo sapere, infatti, se la perdita di coscienza si prolunghi o meno, oppure se ci possano essere delle complicazioni.

Epilessia: le cure

La cura è farmacologica oppure in alcuni casi particolari chirurgica. Nella maggior parte dei casi con i farmaci i sintomi sono sotto controllo, e si può anche guarire.

Quante persone affette da crisi epilettiche?

In Italia, si stima che circa 500.000 persone siano affette da crisi epilettiche e che il costo annuale per il Sistema Sanitario sia più di 900 milioni di euro. Inoltre, ogni anno, un paziente su mille muore a causa di Sudep, Sudden Unexpected Death in Epilepsy, morte improvvisa e inattesa.

I risultati del Report “Headway – A new roadmap in Brain Health: Focus Epilessia” sono stati presentati a Roma, in occasione di un evento organizzato presso lo Spazio Europa, con l’obiettivo di promuovere la condivisione delle esperienze dei vari Paesi sull’epilessia e favorire il dibattito sulla situazione in Europa.

Il rapporto sopracitato dimostra che c’è molto da fare ancora per curare l’epilessia in Europa, ma anche che la collaborazione tra industria, Società Scientifiche, Associazioni Pazienti, Mondo Accademico e Governi è essenziale per portare l’epilessia in cima all’agenda della salute pubblica. Nonostante sia una delle malattie neurologiche croniche più diffuse in Europa, solo pochi Paesi hanno implementato piani nazionali per la gestione di questa condizione e ancora meno la riconoscono come un disturbo di salute del cervello.

In Europa come in Italia si fa ancora poco non solo per l’epilessia, ma anche per molte patologie riconosciute che affliggono le famiglie (basti pensare allo spettro autistico), come quelle che riguardano la salute mentale. I riflettori si accendono solo quando le industrie farmaceutiche o chi ha interessi economici a farlo investono nella ricerca. Oppure, l’attenzione della pubblica opinione viene catalizzata da qualche evento di cronaca estremo.

Molte persone che vivono con l’epilessia in Europa non ricevono cure ottimali e sono quindi a maggior rischio di crisi incontrollate, tra cui l’incapacità di svolgere le attività quotidiane, le lesioni e, in alcuni casi, persino la morte prematura.

Anche se attualmente non esiste una cura per l’epilessia, se correttamente diagnosticata, la patologia può essere gestita con trattamenti innovativi ad hoc che consentono di avere una buona qualità di vita. La distribuzione delle risorse e la bassa priorità riservata alla gestione dell’epilessia sono alcune delle cause dei costi più elevati per il sistema sanitario nazionale e della diminuzione della qualità della vita dei pazienti.

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