Codacons e Chiara Ferragni, a proposito di pubblicità ingannevole

Chiara Ferragni e pubblicità ingannevole. Eni e greenwashing. Cosa significa pubblicità ingannevole? Bisognerebbe porsi questo quesito, prima di inoltrarsi in alcune discussioni e dibattiti, e prima di emettere leggi e sentenze

Wikipedia dice che: La pubblicità ingannevole è una forma di pubblicità che, con un messaggio falsato e distorto, esalta qualità che il prodotto non possiede, ingannando il consumatore.

Le vicende più dibattute del momento sono quelle che riguardano Chiara Ferragni e il suo impero. Ciò che è accaduto con i panettoni, con le uova di Pasqua e altri prodotti sarà oggetto e merito della giustizia, che farà il suo corso.

Forse, qualche considerazione possiamo farla. Chiara Ferragni ha costruito un impero su oggetti di lusso, e pubblicità. E questo lo diciamo, e lo pensiamo con tanta simpatia nei suoi confronti. Il fenomeno ci dice tanto del mondo in cui viviamo, e di chi siamo.

Riconoscersi negli altri

La prima analisi e spiegazione al seguito che gli influencer hanno, è che abbiamo bisogno di modelli e miti da seguire. Gli errori e storture sono tante. Rappresentare la casa e la famiglia del mulino bianco, forse non è sano. Ciò può valere per chi fa fatica a riconoscersi e a trovare modelli a cui ispirarsi. Nel concreto Chiara Ferragni per uno spot di due minuti, incassa un milione di euro. La sua ingenuità, e la nostra (di molti) è quella di aver pensato che mettendo la faccia, il nome, per pochi minuti si potesse guadagnare tanto.

Cosa suscitano gli influencer? In alcuni invidia, in altri emulazione, in altri frustrazione, in altri falsi miti. Il concetto sano è che i soldi si guadagnano con il lavoro (quello vero). La simpatia nei confronti di Chiara Ferragni resta, e se ha avuto fortuna, soprattutto impegnandosi in qualcosa che le piace, la moda, va bene così.

Chiara Ferragni e la posizione della Codacons

Il presidente della Codacons ha affermato quanto segue: “All’interno di un momento di informazione rivolta al pubblico si consente di diffondere una difesa di un incriminato di gravi reati che riteniamo sia piena di bugie, falsità e calunnie contro chi ha agito, come l’Antitrust, svolgendo le proprie funzioni per il ripristino della legalità contro imbrogli così palesi”. “La Ferragni – lamenta Rienzi – continua a dire che tutto il marcio venuto fuori sul pandoro-gate vada riassunto in un ‘errore di comunicazione’ e che nel cartiglio che lei fece mettere sul pandoro non vi sarebbe scritto che il ricavato sarebbe andato in beneficenza, quindi sarebbe in perfetta buona fede”.

Circa un mese fa è andato in onda il Festival dei Sanremo, e uno degli sponsor Eni, è responsabile di –errore di comunicazione- e di pubblicità ingannevole – se così si vuol chiamare, un reato denominato greenwashing. Lo sponsor ufficiale di Sanremo, più volte denunciato da associazioni ambientaliste, tra cui Greenpeace, predica attraverso gli spot pubblicitari una sua visione green del mondo. Di quel mondo che però, purtroppo ha distrutto.

Possiamo affermare che questo si chiama inganno nella sua forma peggiore?

Il 3 marzo l’imprenditrice sarà ospite di Fabio Fazio a  Che tempo che fa. La Codacons fa sapere che «Potrebbe parlare del caso del pandoro Balocco senza alcun contraddittorio, riportando solo il suo punto di vista sulla vicenda a discapito dei telespettatori». Mancherebbe il contraddittorio, secondo l’associazione.

Ma la Codacons non si preoccupa e non si è mai preoccupata di politici, corrotti, assassini, pregiudicati, condannati che spesso e volentieri sono ospiti di trasmissioni televisive, senza alcun contradditorio. Non condivido il modo di far soldi su illusioni, sul lusso, sull’apparenza. Ma non posso dimenticare, quel buono, che l’imprenditrice ha fatto, e che poteva anche scegliere di non fare: la beneficenza. Non s’intende giustificarla, ha sbagliato, abbiamo sbagliato tutti, a diverso titolo e modo. Addirittura si chiede il sequestro della trasmissione? Non stiamo un po’ esagerando per caso?

Chiara Ferragni e beneficenza

Un milione di euro per uno spot deve uscire da qualche parte. Questo è il punto. Le imprese e il marchio Ferragni sono circondati da un entourage di esperti, agenzie, social Manager ecc. L’impresa Balocco e altri brand funzionano allo stesso modo e sono alla continua ricerca di nuove forme comunicative, e soprattutto di modi per pubblicizzare, per arrivare al consumatore finale. Questa è il mondo della pubblicità e della comunicazione. La domanda è: Si inganna? Certo, il consumatore viene ingannato sempre e comunque, e in tanti modi. Proviamo a guardare uno spot pubblicitario, e a pensare a cosa ci promette, se compriamo quel prodotto. Cambiamenti, miracoli addirittura! Per quanto ne so, i miracoli si chiedono ai santi, e non è detto che questi ultimi li concedano.

Quali sono le aziende di Chiara Ferragni e quanto guadagnano?

La prima azienda di Chiara Ferragni è la TBS Crew Srl, posseduta al 100 per cento dalla holding, che fa capo all’imprenditrice. È la società editrice del blog The Blonde Salad, con la quale la Ferragni iniziò la sua carriera. L’azienda è anche un’agenzia («talent agency») che cura l’immagine e le collaborazioni di tutta la famiglia Ferragni.

L’altra azienda del gruppo è la Fenice Srl. Questa impresa realizza profitti dalle vendite dei prodotti con marchio Ferragni. Si tratta, principalmente di abbigliamento, accessori come borse, occhiali, gioielli, trucchi e cartoleria in generale.

Altri introiti per l’imprenditrice, riguardano le collaborazioni, nel caso in cui le aziende decidono di inserire il loro marchio sui loro prodotti, come avvenuto con i panettoni, le uova, il caffè ad esempio, e così via.

La società che detiene le proprietà immobiliari, invece è la Ferragni Enterprise, di proprietà di Chiara, con l’eccezione dello 0,1 per cento intestata a sua madre.

Aggiornamenti Chiara Ferragni e Codacons

Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso presentato dal Codacons contro la partecipazione di Chiara Ferragni a ‘Che tempo che fa’ su Nove Tv nella puntata di domenica 3 marzo.

Il Tar del Lazio ha stabilito che “il pregiudizio, come sopra paventato, rivesta carattere meramente ipotetico, in quanto sostanziato da condotte aventi futura collocazione temporale e non preventivabile contenuto. Escluso che possa procedersi, nella presente sede cautelare, alla somministrazione (quantunque veicolata da un intervento dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) di regole di condotta, quanto allo svolgimento di una trasmissione televisiva, chiaramente esulanti dai poteri dispositivi dell’adito giudice amministrativo”.

domenica 3 marzo 2024: Cosa è emerso dall’intervista di Chiara Ferragni da Fabio Fazio? L’analisi

Ovviamente dopo l’intervista sul Nove, dove si è detto ma non detto (cosa aspettarsi con un processo aperto d’altronde?), si sono scatenate altre polemiche. Cosa è emerso dall’intervista? La Ferragni che diceva di essere sincera. Ha ammesso che ha quasi trasferito la sua vita privata sui social, nel bene e nel male. Fazio che la paragona a Oppenheimer: nessuno prima di te. Essere troppo esposti fa male. I riflettori fanno male. Circa un mese fa Solo un mese fa, il fondatore di Meta Mark Zuckenberg è stato costretto a chiedere scusa alle famiglie i cui figli si erano suicidati a causa dei social.

Come racconta Jude Doyle nel libro Spezzate, alla nostra società piace odiare le donne specie se belle, ricche e di successo. Odiare le donne? Un hobby per tanti!

Ho notato una frase che ha detto Chiara Ferragni durante l’intervista, riguardo al vivere il presente, principio fondamentale di molte pratiche spirituali e in particolare della Mindfulness. Anche Chiara è una comune mortale, e anche lei non vive e non ha vissuto il momento presente, perché proiettata sempre nel futuro. Il qui e ora è difficile, sia per gli umani sia per i personaggi.

Potremmo dire…non ha vissuto in pieno i tanti momenti (vacanze, lusso e tanto altro). Perché? Perché è tanto difficile vivere qui e ora? Ci si proietta verso il futuro, si vive nella continua attesa di qualcosa, di un selfie da postare, della perfezione. La mente è piena di pensieri, è altrove, e non qui e ora.

Letture consigliate…

Essere Chiara Ferragni di Federico Mello è una biografia non autorizzata

Prima biografia indipendente che racconta la vera storia dell’influencer più famosa d’Italia, della sua famiglia e di suo marito Fedez. Dalle origini, quando Chiara ancora adolescente postava online foto del suo outfit, ai giorni nostri. È una storia degna di un romanzo: colpi di fortuna, fama mondiale, vite da favola, scivoloni imbarazzanti, bimbi già star ancora prima di nascere, valori che a volte si impongono, altre fanno da sfondo all’ultimo spot commerciale. Una storia necessaria per capire davvero chi è stata davvero Chiara Ferragni ma anche un modo per capire la nostra storia recente. Con tutte le possibilità che ci ha aperto davanti. E con tutte le storture che si è portata dietro.

Libro consigliato per la Mindfulness:

Metodo mindfulness. 56 giorni alla felicità. Il programma di meditazione che ha liberato dall’ansia e dallo stress milioni di persone – Questo libro è stato scritto da uno dei padri della Mindfulness, Mark Williams

Sanremo 2024: Quanto costa tra spot, sponsor, conduttori, ospiti e cantanti

Antonio De Curtis, Totò: iniziare la giornata con un’opera di bene

Dialoghi mediterranei e l’arte di vedere

Rapporto Oxfam Italia: Quasi 6 milioni di poveri, sempre più ultra-ricchi

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