Danni del Fumo al Cervello e Polmoni: Rischi, Perdita di Memoria e Fumo Passivo all’Aperto

I non fumatori noteranno sicuramente che per strada ogni due passi si incontrano persone che fumano. Il fumo è una cattiva abitudine che molti trovano difficile spezzare, anche se i danni che provoca sono dimostrati da numerosi studi.

Il fumo provoca danni all’apparato cardiovascolare e ai polmoni, inoltre ha effetti negativi sulla pelle e a lungo andare su cervello e umore. Nonostante ciò l’esercito dei fumatori ingrossa le sue fila.

Vietare il fumo anche all’aperto

In Italia dopo il 2020 i fumatori sono aumentati; la percentuale, infatti è salita dal 22 al 24,2% della popolazione. Il fumo è la prima causa evitabile di malattia e morti premature. Si stima che in Italia siano dovute al fumo oltre 43.000 vittime ogni anno solo considerando i decessi per tumori fumo-correlati. 

Milano città smoking free

Il sindaco di Milano Beppe Sala ha espresso la volontà di voler adottare iniziative per migliorare l’ambiente e la salute dei cittadini. Infatti, si prevede che entro il 2030 il capoluogo lombardo sarà smoking free.

Ricordiamo che tra i provvedimenti attuati a gennaio 2021 e che fanno parte del nuovo Regolamento per la qualità dell’aria vi è il divieto di fumare all’aperto anche all’aria aperta se ci sono persone nel raggio di 10 metri. Parliamo di luoghi come fermate autobus, tram e metro, parchi pubblici, cimiteri, aree dedicate ai cani, stadi e strutture sportive, le code per accedere ai servizi comunali o ai musei. Si cerca di imitare il modello New York dove dal lontano 2011 è vietato fumare.

Dal 2025 il divieto di fumare all’aperto verrà esteso ovunque, a meno di non trovarsi ad almeno dieci metri di distanza da altre persone. Anche altri più piccoli comuni italiani hanno intrapreso la stessa strada.

Città smoking free

Nel 2016 Melbourne è diventata la prima città completamente smoke free al mondo. La Svezia Svezia ha esteso il divieto di fumo già esistente nei bar e nei ristoranti alle aree all’aperto nel 2019, con l’obiettivo di diventare completamente smoking free entro il 2025. Il Bhutan, a partire dal 2011, è l’unico Stato al mondo ad aver completamente vietato la vendita di tabacco.

Quali sono i danni del fumo al cervello

La scienza parla chiaro: Fumare restringe il cervello. Non parliamo di danni solo a cuore e polmoni, ma il fumo mangia cellule di materia grigia, con tutto ciò che ne consegue. Tutto ciò si traduce in sintomi quali perdite di memoria fino alla riduzione delle potenzialità del cervello. Le ricerche rivelano che i fumatori sono a forte rischio di declino cognitivo e di Alzheimer.

Una ricerca pubblicata su Biological Psychiatry: Global Open Science a cura della psichiatra Laura Bierut della Washington University School of Medicine in St. Louis ha dimostrato il legame tra fumo e volume cerebrale.

Perdite di memoria

Le cause che provocano perdita di memoria possono essere molteplici. Un trauma cranico può essere una di queste, oppure un forte e intenso stress, l’uso di sostanze stupefacenti o di alcool. Infine, si può perdere la memoria in seguito a terapie chemio, per forti carenze di vitamine e per l’uso di fumo.

Come si presentano i polmoni dei fumatori?

I polmoni di chi fuma da parecchio tempo sono sempre infiammati, anneriti e poco elastici. Di conseguenza, i fumatori sono soggetti a malattie del tratto respiratorio, come influenza e bronchite.

Tempi difficili per i fumatori

Città e spazi smoke free sono già una realtà in molti paesi del mondo: solo per citare qualche esempio, New York ha imposto il divieto di fumo all’aperto nel 2011, mentre in California è vietato fumare in spiaggia e nelle vicinanze dell’ingresso di un edificio pubblico. A Tokyo e in altre città giapponesi non si può accendere una sigaretta per strada, Parigi ha reso smoke free i parchi cittadini, Barcellona ha vietato le sigarette in spiaggia. Nel 2016 Melbourne è diventata la prima città completamente smoke free al mondo. Nel 2019 la Svezia ha esteso il divieto di fumo (già esistente nei bar e nei ristoranti) alle aree all’aperto, con l’obiettivo di diventare entro il 2025 un Paese smoke free. Nel dicembre 2022 la Nuova Zelanda è diventata il primo Paese al mondo a vietare il fumo ai più giovani, con una legge che impedisce ai nati dopo il 1° gennaio 2009 di acquistare sigarette nel Paese.

I danni del fumo passivo all’aperto

Il fumo passivo è dannoso anche all’aperto: I non fumatori sono esposti ad alti livelli di fumo passivo anche in ambienti aperti. L’Agenzia per la protezione ambientale americana ricorda che la differenza fra fumo passivo outdoor o indoor è solo la concentrazione delle sostanze nocive e che non esiste un livello sicuro di esposizione. Il fumo all’aperto ha un impatto sulla qualità dell’aria; la sigaretta ha infatti una elevata capacità di generare particolato fino (PM10) e ultra fino (PM2.5), entrambi molto pericolosi per la salute perché considerati responsabili di malattie respiratore, allergie, problemi cardiaci e ictus. Il tema degli alti livelli di concentrazioni di polveri sottili causate dal fumo di sigaretta sussiste soprattutto nelle piccole vie dei centri urbani, in luoghi pubblici molto affollati (come stadi o parchi durante i concerti), sotto le pensiline delle fermate dell’autobus. Uno studio dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, ad esempio, ha registrato come una singola sigaretta, in termini di PM10, PM2.5 e PM1, può causare un inquinamento maggiore di quello causato dalle auto e che livelli di PM 2.5 possono essere più elevati in zone pedonali con alte concentrazioni di fumatori rispetto ai livelli registrati in vie adiacenti non pedonali. 

Come smettere di fumare?

Sul sito del Ministero della Salute si legge – E’ bene ricordare che le prime 24 ore dall’ultima sigaretta sono le più difficili e nei primi 4 giorni sono più intensi i sintomi dell’astinenza, che tendono ad attenuarsi dalla prima settimana al primo mese, mentre sensazioni di malessere (come affaticabilità, irritabilità, difficoltà di concentrazione, aumento dell’appetito, ecc.) possono persistere anche per alcuni mesi. Insomma come smettere di fumare?

Le strategie per smettere di fumare comprendono:

  • Terapie farmacologiche – La terapia con i sostitutivi della Nicotina (NRT), il Bupropione, la Vareniclina e la Citisina, aiuta i fumatori a smettere e ad alleviare i sintomi di astinenza; sono allo studio altri farmaci, che possono favorire a disassuefazione.
  • Sostegno psicologico di operatori specializzati, sia vis à vis che telefonico, facilita la decisione al cambiamento, aiuta a rafforzare le motivazioni; le terapie di gruppo aggiungono alle strategie cognitive e comportamentali la condivisione dei problemi e delle motivazioni con altri fumatori.

Spesso è una questione di volontà. Ogni persona può trovare un suo metodo personale, sostituendo magari questa cattiva abitudine con altro. Gli esperti dicono che i primi 14 giorni sono i più difficili, poi si entra nella fase risolutiva del problema.

Le sigarette elettroniche non risolvono il problema, anzi in questi dispositivo vi è la presenza di sostanze potenzialmente dannose per la salute. Inoltre, le sigarette elettroniche possono scoppiare. Infatti una batteria che non si ricarica, il surriscaldamento frequente della e-cig, involucro batteria danneggiato e altri difetti possono causare lo scoppio del dispositivo con danni anche gravi per i fumatori.

Fonte: Fondazione Veronesi

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