Carissimo Ignoto, ho una curiosità: Ma lei segue il telegiornale, legge i giornali, ascolta la radio?
“La ringrazio per il carissimo; difatti le mie risposte le costano care. Per rispondere al suo quesito le dirò: seguo i telegiornali, per sapere che sta accadendo fuori la mia porta; leggo il giornale con una certa frequenza, per gli argomenti che preferisco approfondire; ascolto la radio da sempre, poiché il fascino di questo aggeggio è qualcosa che non si riesce a descrivere, ed inoltre per radio si riesce a capire ciò che stanno riferendo gli ospiti, e non già come nella bolgia che sguazza sia sulle reti nazionali che in quelle private. Aggiungo che la radio è stata la mia prima fonte di ascolto musicale; oggi le radio private, fatte pochissime eccezioni, non fanno altro che trasmettere spazzatura sonora che spacciano come musica, e dove si trova tanta accozzaglia che i padiglioni auricolari faticano a digerire”
Mi dia allora una risposta di attualità a piacere. Non so, di politica, cronaca scelga lei.
“Appena ha saputo che le mie risposte vanno un tanto al chilo subito pensa a risparmiare sulle domande. In ogni modo, per guadagnarmi il compenso pattuito, le dirò che la politica è preferibile lasciarla dov’è, e vale a dire nei cessi del potere acquisito da personaggi che sarebbe meglio nemmeno sputarli in faccia. E la chiudo qui, rimandandola a Franco Battiato. Se parla di cronaca nera, le dico che non ce la faccio a starle dietro: come vede ogni giorno è uno sterminio, e prendendo in prestito un adagio le riporto quanto segue: “Ma perché ammazzarci gli uni con gli altri quando prima o poi tutti dobbiamo morire”. Se invece parliamo di cronaca rosa, non saprei che dirle: ormai è un lupanare a cielo aperto, e continuando di questo passo tra non molto faremo invidia a Sodoma & Gomorra. Per altre tematiche si rivolga alla mia segretaria, la può trovare tutte le mattine ma solo di pomeriggio”
Oggi ho proprio una bella domanda per lei: Parliamo di lavoro e di tecnologia. Cosa pensa delle nuove professionalità, dell’innovazione, delle soft skills? Dicono che nel futuro ci saranno nuovi lavori, che è pure difficile immaginare, mentre oggi rispetto al passato sono richiesti: Esperti di intelligenza artificiale, Cybersecurity, energie rinnovabili, marketing e comunicazione. Cosa pensa del progresso nel campo lavorativo e soprattutto dell’intelligenza artificiale?
“Guardi o, meglio, ascolti. Di tutto ciò che mi sta dicendo personalmente non ci capisco un fico grassottello; ma le posso dire che la tecnologia andrà sempre avanti, nel bene come nel male, e pertanto resta a noi l’uso che ne vorremmo trarne. Per ciò che concerne l’Intelligenza artificiale, le assicuro che non mi fa paura alcuna; semmai mi preoccupa la stronzaggine umana, che di sicuro ha fatto più passi in avanti rispetto alle tecnologie di laboratorio; e questa è una patologia per la quale mai si troveranno i giusti rimedi. Per le nuove professioni organizzerei dei corsi per spilasaettelle; così come costituirei dei corsi di formazione per gli apritori di ostriche; sa mi riesce difficile aprirle senza dover poi ricorrere a numerosi punti di sutura”
Abbiamo parlato dell’intelligenza artificiale, un’opportunità, ma anche un’arma a doppio taglio, tanto è vero che i grandi del pianeta, come ad esempio Elon Musk ed altri (benefattori di sé stessi) spingono per una regolamentazione dell’AI (secondo me per metterci le mani sopra evitando che sia a portata di tutti). L’intelligenza artificiale, che dovrebbe aiutare certi lavori e non sostituire l’uomo, secondo lei non contrasta un po’ con l’analfabetismo funzionale? Secondo dati Ocse, infatti, il 35% degli italiani è affetto da questo “disturbo”, se così si può definire. Si tratta di un argomento poco trattato dai media, ma credo che i dati siano davvero allarmanti. Il fenomeno, tradotto in numeri sarebbe che circa 20 milioni di italiani, quando leggono un testo non capiscono un BIP. Com’è possibile? E cosa comporta tutto questo per la nostra società?
“Sulla I. A. già le ho riportato il mio parere. Resta scontato che le macchine sostituiranno l’uomo-la donna, in alcune mansioni: da sempre è così. In ogni modo, considerato che insiste: credo che un processo formativo debba iniziare dalle scuole e preparare adeguatamente i giovani alle nuove tecnologie; non a caso si parla di auto elettriche, per contrastare un presunto inquinamento, e come si è appurato non siamo in condizione di poterle attuare, senza parlare di tutto lo scompiglio che questi mezzi di trasporto comportano. Lei mi chiama in causa Elon Musk: sono convinto che molti, oltre che per supposti motivi, soprattutto lo invidiano per il suo patrimonio. Lei, come molti, teme che quest’uomo possa condizionare le nostre vite, ed io le rispondo che siccome ho ancora un cervello pensante me ne frego di ciò che fa e potrebbe costruire. Lo farà per se stesso? Me lo lasci decidere quando sarà il momento, se accettare o meno le sue proposte. Ed anche su questo argomento la chiudo adesso; e la rimando, ancora, a ciò che diceva Cartesio. Mi riporta che un numero sbalorditivo di italiani non capisce ciò che sta leggendo? Io, fossi in lei, mi preoccuperei che molti più di questi non sanno nemmeno scrivere. E questo, cioè la proliferazione dell’ignoranza, è un bene; in quanto un popolo che pensa è un popolo che fa paura. Ma, secondo il mio inutile parere, questo processo di rincoglionimento ha radici lontane. Mettere in funzione la massa cerebrale costa fatica: meglio se qualcun altro/a lo fa per noi. Io, mi consenta, resisto e continuo a ragionare col poco cervello che mi è rimasto. Perciò può aggiungermi alla categoria degli ignoranti”
Le ho fatto domande complesse, lo so. L’ho costretta ad una fatica non indifferente, allora per congedarci, le pongo una domanda leggera. Cosa pensa della fisica quantistica applicata alla spiritualità?
“Le domande non sono mai complesse; sono le risposte che denotano se l’interlocutore è un deficiente oppure no. Nel mio caso faccia lei. Più che la fisica quantistica la definirei qualunquistica, e perciò le rispondo che questa applicazione non potrà mai essere un connubio delucidante, fino a quando la Fede e la Scienza non si convincono che possono coesistere. In fondo: ciò che oggi è dogma fisico potrà essere sconfessato il giorno dopo; mentre la spiritualità è un concetto che non si riesce a mettere in discussione, giacché ognuno la interpreta e vive a suo modo. Se poi mi vuol far scivolare su di un discorso religioso allora le propongo di riscrivere la bibbia, e poi ne riparliamo”
Trovo sempre molto utile fare quattro chiacchiere con l’Ignoto; risponde sempre con una grande sicurezza. Dice di non temere l’intelligenza artificiale, ma la stronzaggine umana, e per giunta sostiene che quest’ultima si sia evoluta molto più della tecnologia. Un dubbio potrebbe assalirci: le professioni del futuro saranno nella tecnologia o nella stronzaggine?
Curiosità: La Treccani definisce la parola utilizzata dall’Ignoto come – caratteristica di chi è privo di scrupoli: è di una s. senza pari] ≈ infamia. 2. (estens.) [azione, discorso, comportamento e sim., da stupido: non fare s.!] ≈ [→ STUPIDAGGINE

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