Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine dell’Assemblea nazionale degli eletti azzurri negli enti locali, in corso a Montecitorio – ha detto che – bisogna lavorare per tutelare le famiglie perché il prezzo dell’energia non gravi sulle imprese e sulle famiglie. I ministri competenti studieranno come intervenire e su quali settori. Nel Consiglio dei ministri si vedrà e si deciderà.
Dall’altro canto la segretaria del Pd Elly Schlein dopo la conferenza “Lotta alle disuguaglianze, contrasto alla povertà e politiche di welfare: il ruolo dei sistemi fiscali” – ha affermato che – Il Pd ha già avanzato due proposte sul caro bollette. Da mesi proponiamo di disaccoppiare il costo dell’energia da quello del gas, inascoltati dal Governo. Mi chiedo come mai ora dopo due anni che glielo dicevamo Giorgetti e Meloni si siano svegliati. Finalmente capiscono che c’è un problema che grava su imprese e famiglie. Chiediamo il disaccoppiamento del costo dell’energia da quello del gas. Chiediamo anche di creare un unico acquirente pubblico che faccia scendere le bollette.
Questione di pochi giorni, dunque, e vedremo, finalmente quali provvedimenti si materializzeranno nel decreto annunciato e attesissimo da famiglie e imprese.
Decreto caro bollette
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti è a lavoro per mettere a punto le proposte che fronteggeranno il caro bollette. A tal proposito, il Ministro nella Question Time al Senato ha detto: Nelle prossime settimane un provvedimento con riferimento alle dinamiche dei prezzi dovrà essere assunto. L’andamento dei prezzi dell’energia e le bollette non dipendono dal governo ma da dinamiche estranee, speculative su cui l’attenzione del governo è massima – Una riflessione su ciò che è significato il passaggio al libero mercato degli utenti del mercato elettrico debba essere fatta. Ricordo che era uno degli impegni assunto non certo da questo governo.
Alle parole di Giorgetti sul caro bollette hanno risposto i leader dell’opposizione. “Signor ministro, lei aveva detto che ci sarebbe stata una sorpresa sui dati del PIL e la sorpresa effettivamente è arrivata: doveva esserci l’aumento del PIL dell’1 per cento, ma ahimè è rimasto dello 0,5 per cento, dimezzato. Gli stipendi non sono aumentati, ma sono aumentate le bollette, le sigarette e le multe. “Negli ultimi mesi siete diventati molto sensibili ai mercati finanziari ma non vi occupate più di quello che succede nei mercati rionali”, ha dichiarato Matteo Renzi in Senato durante il question time a cui ha risposto Giorgetti. Sul tema ha rincarato la dose Schlein. “Ben svegliato ministro Giorgetti. Da ormai un anno e mezzo andiamo in giro con le tabelle in mano a chiedere al governo di intervenire disaccoppiando il prezzo dell’energia elettrica da quello del gas e correggendo le distorsioni del mercato che aumentano a dismisura le bollette”.
È stato il governo a portare 4 milioni di famiglie dal mercato tutelato al mercato libero. Hanno condannato l’Italia alla dipendenza dal gas, responsabile del caro bollette, smantellando le rinnovabili e puntando su un improbabile ritorno al nucleare, che gli italiani pagheranno a caro prezzo. Chi ci guadagna sono le società energetiche che acquistano e distribuiscono gas, le quali hanno realizzato oltre 60 miliardi di euro di extraprofitti in due anni e mezzo: una vera e propria rapina sociale ai danni di famiglie e imprese. La strada da seguire è chiara: il prezzo dell’energia dovrebbe essere determinato dalle rinnovabili e non dai combustibili fossili”, ha dichiarato in una nota Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde e parlamentare di Avs.
In tutto questo, anche le associazioni dei Consumatori sono sul piede di guerra. Nonostante iniziative e proposte finora avanzate, nulla è stato fatto.
Il piano del Governo per ridurre il costo delle bollette
Tra le ipotesi sulle misure che il Governo sta vagliando c’è l’ipotesi di ridurre “fino all’azzeramento” la differenza di prezzo che si registra sul mercato all’ingrosso italiano rispetto a quello di Amsterdam. L’energia elettrica, infatti, in Italia ha un prezzo maggiore rispetto ad altri paesi dell’Unione Europea.
Un’altra idea sul tavolo è la sospensione delle tasse sulle emissioni di CO2, che si applica ai produttori energetici da fonti fossili come forma di compensazione. Con gli extraprofitti, che le Multinazionali dell’energia continuano a registrare, questa non è un’ipotesi che piace a tutti.
L’obiettivo sarebbe quello di far diminuire i costi di generazione e di conseguenza i prezzi delle bollette. Un’altra ipotesi è l’azzeramento degli oneri di sistema, che corrispondono a spese per la gestione dell’infrastruttura energetica e per l’incentivazione delle rinnovabili. Un’ulteriore probabilità sarebbe quella di ridurre l’Iva, l’imposta sul valore aggiunto. Tale imposta è, infatti proporzionale ai consumi, e potrebbe far diminuire il costo della bolletta, insieme ad altri interventi.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev – tg24

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