In un comunicato stampa Il Coordinamento CDR TGR su racconto violenze Torino TGR Piemonte non valorizza il lavoro giornalistico
Le immagini del poliziotto preso a calci e martellate da incappucciati a Torino hanno colpito e indignato tutta l’Italia che crede nelle Istituzioni e nella democrazia. Non ci può essere nessuna giustificazione o relativismo di fronte alla violenza.
Detto questo, il ruolo del servizio pubblico è quello di informare. Con equilibrio, Imparzialità, obiettività e completezza, come previsto dal contratto di servizio. Nel racconto della TgrPiemonte, nonostante l’impegno e il lavoro profuso da colleghe e colleghi per la copertura di un evento così complesso, è mancata in parte la completezza.
Un collega aveva raccolto il giorno successivo alla manifestazione l’intervista a una componente del centro sociale Askatasuna.
Il collega aveva fatto domande: dure, dirette e senza fronzoli, mettendola di fronte alla violenza degli incappucciati contro un poliziotto. Quell’intervista i telespettatori non l’hanno mai potuta vedere. Nemmeno in piccola parte. La motivazione addotta dal direttore della Tgr al Comitato di Redazione di Torino è totalmente non condivisibile: la persona intervistata – che ha risposto alle domande guardando la telecamera – non ha fornito nome e cognome. Decine di volte abbiamo mandato in onda portavoce di associazioni che, legittimamente, non hanno voluto il proprio nome nella grafica sottopancia.
Decine e decine di volte abbiamo trasmesso interviste di persone di spalle per tutelare l’anonimato loro o dei familiari.
È il lavoro del giornalista: valutare l’attendibilità dell’intervistato, verificare le fonti e fare domande.
Intermediazione giornalistica che, invece, non c’è stata nella pubblicazione del video arrivato preconfezionato con l’intervista al poliziotto ferito. In questo caso nessuno ha potuto porre domande. Non parliamo né di par condicio, né di censura, ma di svilimento del lavoro giornalistico.
E questo fa male alla Tgr e a tutta la Rai servizio pubblico.
Usigrai Coordinamento Cdr Tgr Cdr Tgr Piemonte
FNSI – Federazione Nazionale Stampa Italiana
Scontri manifestazione Torino, i fatti:
Si tratta di una bella intervista, dove vengono fatte tutte le domande necessarie sulle violenze nei confronti della polizia, e dove la manifestante offre la sua versione dei fatti. Un bel colpo giornalistico, soprattutto se si pensa alla ritrosia ben nota dei ragazzi di Askatasuna a parlare con i giornalisti. L’intervista, concordata con la “line” della redazione Rai piemontese, guidata da Francesco Marino, però, non andrà mai in onda. La motivazione sarebbe da ricercare nel fatto che la ragazza del centro sociale ha fornito solo il nome ma non le generalità complete. Nell’intervista la rappresentante del centro sociale afferma che quello che è accaduto in piazza sabato ha la sua genesi nello sgombero del centro sociale il 18 dicembre, avvenuto con la chiusura di una scuola e la militarizzazione di un intero quartiere. In piazza c’erano oltre 50mila persone che hanno manifestato in modo pacifico contro le guerre, il riarmo, le politiche del governo Meloni e la difesa degli spazi sociali.
Fonte Immagine da UsigRai Pagina Facebook

Lascia un commento