Giorgio Palù, sappiamo che il virus circolerà, ormai endemico

Non posso sapere che cosa accadrà. Applicare tutti i mezzi diagnostici’

Giorgio Palù, docente emerito di Virologia all’Università di Padova, ha rilasciato un’intervista all’Ansa, nella quale ha affermato “Non ho la sfera di cristallo per dire cosa succederà” alla riapertura delle scuole da domani in molte Regioni, ma sappiamo che “il virus è ormai endemico nella specie umana e circolerà come circola il virus del raffreddore. Non conosciamo cosa accadrà ma occorre applicare tutti i mezzi di diagnosi diretta, con i tamponi o con il prelievo salivare (più sensibile), indiretta con i test sierologici, e poi identificare, tracciare e isolare i soggetti positivi e spegnere rapidamente i focolai. Forse si dovrà chiudere anche qualche Istituto in caso di contagio ma non possiamo non riaprire le scuole”.

Il docente ha sottolineato il ruolo decisivo delle mascherine come criterio di sicurezza tra gli alunni ma “solo se si usano bene, non si poggiano sul banco e non vengono messe e tolte”, e questo tra i bambini non è facile da governare. A scuola sarà centrale “la rapida individuazione di tutti i contagi”. “Ma – afferma ancora Palù – in termini di letalità non abbiamo di fronte il virus Ebola né il virus della SARS o quello della MERS, altre due sindromi causate da coronavirus del pipistrello, la prima da un virus geneticamente simile (80% omologia) a SARS-CoV-2. La MERS aveva una mortalità del 35% e la SARS del 10% e anche in conseguenza dell’elevata letalità si sono rapidamente estinte. Il SARS-CoV-2 ha una letalità superiore all’influenza ma non di molto; probabilmente si sta già adattando al suo nuovo ospite umano e dal punto di vista evolutivo non ha l’interesse di ucciderlo per non estinguersi”. “Circolerà ma ho fiducia nei farmaci e nei vaccini”, dice Palù. E, sempre in vista della riapertura delle scuole leggendo i dati epidemiologici della diffusione in Italia del COVID-19 Palù ritiene che “più che di una seconda ondata si tratta di un virus che circola da noi sin dall’esordio della pandemia”. E aggiunge: “Dobbiamo inoltre fidarci di quanto pubblicato nei lavori scientifici sui bambini e adolescenti, sul fatto cioè che questi soggetti si infettano meno, trasmettono meno il virus e non muoiono anche se occorre tenere alta l’attenzione su quello che avviene a casa come possibile catena di trasmissione del contagio, cosa che oggi facciamo andando a monitorare più attentamente i contatti”,

fonte Ansa

Dall’Irpinia al Cilento il nuovo sentiero dei parchi CAI: quattrocento tappe e ventisei parchi

Settemila chilometri è il nuovo cammino definito da CAI (Club Alpino Italiano) con il Ministero dell’Ambiente, che attraversa le immense bellezze della Regione. Il protocollo d’Intesa prevede una collaborazione per diffondere la cultura dell’ambiente e educare alle tematiche dell’ecosistema. «Un itinerario escursionistico che toccherà tutti i 25 Parchi nazionali del nostro Paese, che avrà come spina dorsale l’attuale Sentiero Italia CAI – spiega il ministro dell’Ambiente Sergio Costa –. I parchi nazionali – continua il ministro – sono uno scrigno della natura: bisogna garantirne la conservazione, ma anche la fruibilità. L’attenzione riservata con la legge di bilancio – ben 35 milioni di euro nel periodo 2020-2033 – per la manutenzione e il potenziamento delle reti sentieristiche nelle aree protette insieme a questo accordo con il Cai sono segnali importanti di quanto ci stia a cuore il nostro inestimabile patrimonio di biodiversità e la sua valorizzazione in termini di turismo sostenibile, soprattutto in questo periodo di ripresa post-Covid nel quale tutti sentiamo il bisogno di stare più all’aria aperta. E per tutti i viaggiatori lungo il Sentiero dei Parchi creeremo anche un ‘passaporto’, un riconoscimento simbolico per gli escursionisti che attraverseranno il territorio di ciascun parco e per premiare quelli che saranno riusciti a completarlo facendo tappa in tutti e 25 i Parchi Nazionali». L’attuale Sentiero Italia CAI, lungo oltre 7000 km, collega tutte le regioni italiane lungo la dorsale appenninica e l’arco alpino, da Santa Teresa Gallura, nel nord della Sardegna, a Muggia, in provincia di Trieste. Un itinerario, che abbraccia tutto il Paese attraverso le montagne, e che attualmente attraversa già 16 dei 25 parchi nazionali e conta 85 tappe, su un totale di circa 400, comprese interamente o parzialmente all’interno dei loro confini.

Grazie all’accordo con il ministero è prevista la realizzazione di specifiche varianti, così da comprendere tutte le aree protette, in un percorso di visita eco-sostenibile che unisca parchi, riserve della biosfera, siti naturalistici Unesco e patrimonio culturale immateriale dell’umanità.

Obiettivo del progetto è rilanciare le aree protette come luoghi di conservazione e di gestione della natura, che consentono ai residenti la possibilità di realizzare filiere economiche sostenibili.

La rete sentieristica dei parchi nazionali valorizza il patrimonio naturalistico e culturale delle aree protette e promuove la tutela e il presidio dei territori. Il ministero dell’Ambiente è intervenuto negli ultimi anni in casi di particolare urgenza per la messa in sicurezza e il ripristino di reti sentieristiche dissestate a seguito di eventi estremi che hanno causato gravi danni ai territori dei parchi. Da quest’anno, grazie allo stanziamento destinato al potenziamento delle infrastrutture verdi nelle aree naturali protette, assegnato dalla legge di bilancio al ministero per una somma complessiva di 35 milioni di euro da utilizzare tra il 2020 e il 2033, sarà possibile finanziare interventi di manutenzione e potenziamento delle reti sentieristiche nelle aree protette nazionali, così da rafforzare, attraverso la loro valorizzazione, l’identità e la cultura dei luoghi e sostenere l’economia locale e il turismo sostenibile.

QUI è possibile accedere alla mappa completa del percorso per conoscere le tappe e informarsi sulle aree da visitare

SENTIERO DEI PARCHI: LE TAPPE CAMPANE

Passo del Fortino – Sanza (21,7 km e 387 m di dislivello)
Sanza – Rifugio Cervati (10,3 km e 1103 m di dislivello)
Rifugio Cervati – Piaggine (16 km e 210 m di dislivello)
Piaggine – Passo della Sentinella (19,6 km e 1121 m di dislivello)
Passo della Sentinella – Casone Aresta (15,5 km e 431 m di dislivello)
Casone Aresta – Sicignano degli Alburni (14,8 km e 527 m di dislivello)
Sicignano degli Alburni – Senerchia ( 32,3 km e 759 m di dislivello)
Senerchia – Monte Polveracchio (14,5 km e 1333 m di dislivello)
Montepolveracchio – Acerno ( 10,1 km e 56 m di dislivello)
Acerno – Casa Rocchi (16 km e 524 m di dislivello)
Bivio Casa Rocchi – Piano di Verteglia (10,4 km e 560 m di dislivello)
Piano di Verteglia – Serino (13,6 km e 524 m di dislivello)
Serino – Contrada – Monteforte (22,5 km e 603 m di dislivello)
Contrada – Mercato San Severino (14,7 km e 649 m di dislivello)
Monteforte – Bivio Ospedaletto (7,4 km e 662 m di dislivello)
Mercato San Severino – Varco della Foce (12,1 km e 708 m di dislivello)
Bivio Ospedaletto – Rifugio Piano di Lauro (15,3 km e 821 m di dislivello)
Varco della Foce – Corpo di Cava (9,8 km e 371 m di dislivello)
Rifugio Piano di Lauro – Bucciano (20,2 km e 44 m di dislivello)
Corpo di Cava – Avvocata (5,6 km e 582 m di dislivello)
Bucciano – Piano di Prata (19 km e 1293 m di dislivello)
Avvocata -Valico di Chiunzi (12,5 km e 381 m di dislivello)
Piana di Prata – Telese (22,6 km e 348 m di dislivello)
Valico di Chiunzi – Monte Cerreto (4,5 km e 705 m di dislivello)
Telese – Faicchio (12,8 km e 248 m di dislivello)
Monte Cerreto – Faito (13,4 km e 576 m di dislivello)
Faito – Gioia Sannitica (5,9 km e 356 m di dislivello)
Faito – Colli di Fontanelle (15,4 km e 441 m di dislivello)
Gioia Sannitica – Piedimonte Matese (17,8 km e 960 m di dislivello)
Colli di Fontanelle – Punta Campanella – Termini (16,9 km e 935 m di dislivello)
Piedimonte Matese – Campitello Matese (18,3 km e 1563 m di dislivello)

fonte: Orticalab

Immagini da matese.guideslow

Un’interessante analisi sul mercato degli investimenti da Moneyfarm

Come gestire i propri risparmi e investimenti. Una panoramica del momento attuale e gli strumenti per investire e garantirsi il futuro

Giovanni Daprà (CEO) e Paolo Galvani (Presidente) di Moneyfarm delineano un’attenta analisi dei mercati, per gli investitori, che in questo momento storico si sentono disorientati. Secondo una statistica, sembra che il risparmio degli italiani nel periodo del Lockdown sia cospicuamente aumentato, segno della preoccupazione e agitazione che scuote i mercati, ma anche il mondo del lavoro. Gli esperti hanno parlato di un vero boom dei risparmi. D’altra parte l’Italia è il paese del risparmio, e questa cultura dura ed è diffusa anche fra i giovani. Per questo motivo aumentano anche investimenti di piccole somme, programmi previdenziali e così via.

  • Partiamo dai mercati: questa crisi ha stupito per la velocità con cui le valutazioni sono scese per poi recuperare. A marzo anticipammo che ci aspettavamo un andamento simile, ma nessuno avrebbe potuto prevedere dei movimenti così marcati nell’arco di pochi mesi. Con mercati che si muovono a questa velocità, tentare di anticiparne l’andamento per generare profitto è più complesso che in passato.Da sempre sosteniamo che il miglior approccio all’investimento sia la costruzione di un piano diversificato di lungo termine, da perseguire con costanza indipendentemente dalle circostanze. Negli ultimi mesi i mercati azionari ci hanno ricordato di essere imprevedibili, ma anche molto resilienti: crediamo che la scelta di restare investiti e continuare a investire continuerà a essere premiata anche nell’immediato futuro.
  • Veniamo al ruolo della consulenza. Durante i mesi più incerti abbiamo cercato di intensificare le nostre attività al servizio degli investitori.Nonostante la quarantena e il team costretto a lavorare da remoto, le ore di consulenza telefonica sono aumentate del 120% rispetto allo stesso periodo del 2019, abbiamo prodotto oltre 100 aggiornamenti tra video e articoli (con una cadenza quasi giornaliera) e intensificato l’attività di risposta alle richieste dei nostri clienti. Questo sforzo ha fissato per noi un nuovo standard nella costruzione di un servizio personalizzato e incentrato sul rapporto umano, con un livello di vicinanza all’investitore che continueremo a mantenere anche in futuro.
  • Infine un’ultima considerazione sui servizi digitali. Durante la quarantena un gran numero di persone si è affacciata al mondo degli investimenti (anche per la prima volta), ricercando in rete le informazioni e l’accesso ai servizi. Si tratta di una tendenza nuova e importante, che mostra l’esistenza di un gap tra le esigenze delle persone (che comprendono con sempre maggiore urgenza la necessità di investire) e l’offerta dell’industria finanziaria. Negli investimenti, come in altri settori, i servizi digitali possano svolgere un ruolo importante per colmare questa distanza. L’interesse che sempre più investitori in Italia e all’estero stanno dimostrando per il nostro servizio, anche in un momento difficile, è uno stimolo per continuare a ampliare la nostra offerta e, dopo il lancio del Piano Pensione Moneyfarm, stiamo lavorando su importanti novità da presentare già nel 2021.

Come avere sempre sotto controllo le spese

Per avere una visione più chiara e definita del nostro budget personale, basta creare semplicemente un foglio excel e caricare giornalmente o settimanalmente tutte le spese e le entrate di ciascun mese. Un piccolo block notes potrebbe aiutare per annotare tutto, come anche gli scontrini.

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Il foglio excel ha numerose funzionalità, fra cui la somma automatica ed è possibile aggiungere all’infinito fogli, per tenere sotto controllo gli investimenti, il conto corrente, la liquidità, le scadenze. Fare il bilancio delle entrate e delle uscite è un ottimo strumento, per avere una visuale completa delle proprie possibilità. A fine anno facendo la differenza fra gli utili e le perdite registrate durante tutto l’anno, potremmo sapere se quell’anno è stato favorevole. Le informazioni permettono di progettare eventi futuri, come una vacanza, l’acquisto di una casa o qualsiasi altra cosa si possa desiderare. Oppure, questo strumento potrebbe suggerirci che stiamo vivendo oltre le nostre possibilità. Sembra qualcosa di inutile, invece non lo è affatto, perché analizzando periodicamente il bilancio di ogni mese, si potrebbero correggere alcune abitudini ed elaborare nuove strategie di risparmio o di investimento e così via.

Viaggi: visitare Bologna

Bologna per vivere una vacanza di divertimento e arte, buona cucina e musica di strada.

Medioevo e Rinascimento, queste le parole chiave del viaggio a Bologna. Quando si arriva a Bologna si ha subito l’impressione di trovarsi in una città dal respiro internazionale, ma la vocazione artistica è più forte di ogni altra sensazione; è la patria di numerosi artisti. Il bello delle grandi città è quello di trovarsi sempre immersi nella bellezza, per perdersi fra le note degli artisti di strada, che allietano le ore di residenti e turisti. Il fenomeno è talmente diffuso, che il comune di Bologna ha diramato un regolamento, che consente agli artisti di esibirsi tra le 9 e le 22 e per un massimo di un’ora. Girovagando per i portici e le strade, ammirando la torre degli Asinelli è possibile assistere a qualche piccolo concerto gratuitamente, che potrà dare la carica giusta al viandante, per salire sulla torre e ammirare il meraviglioso panorama.

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Piazza Grande è il cuore della città, il viaggiatore qui si perde fra gli edifici di origine medievale e la fontana di Nettuno. Il Palazzo comunale risale al trecento, Bologna è famosa anche per i lunghi porticati attraverso cui si raggiungono tutti i luoghi di maggiore interesse.

Vivere Bologna

Bologna è un’importante città universitaria, questo è uno dei motivi per i quali, molti hanno grande difficoltà a trovare posti dove dormire. Impegnandosi bene però si trovano soluzioni comode ed economiche, anche nel centro storico e nella zona universitaria. B&B e affittacamere qui non mancano e se ci si adatta si possono passare bellissime giornate. Inoltre, la cucina bolognese non delude mai, i suoi piatti si inseriscono bene nella famosa tradizione culinaria emiliana, conosciuta in tutto il mondo per i tortellini, i passatelli e le tagliatelle al Ragù. Anche lo Street food locale non è da disdegnare; rettangoli di pasta fritta, detti Crescentine da accompagnare a salumi e formaggi, la torta di riso e altri prodotti tipici fanno della cucina bolognese una delle più apprezzate d’Italia.

Come arrivare a Bologna

Come in tutte le grandi città, a Bologna si può arrivare in auto, in treno oppure in aereo. Se di arriva con quest’ultimo mezzo di trasporto, l’Aeroporto di Bologna offre un comodo parcheggio, bar, ristoranti, negozi e numerosi servizi. Molti viaggiatori apprezzano molto le ore di shopping passate in aeroporto, grazie alla grande varietà di marchi fra cui Ducati, Aeronautica militare, Ferrari Store, Mondadori e Heinemann Duty free al primo piano zona Imbarchi. Carrefour al piano terra è la soluzione per chi ha dimenticato qualcosa, e inoltre fra il piano terra e il primo piano si trovano negozi di Gastronomia italiana, dove trovare vini di qualità, prodotti tipici e eccellenze enogastronomiche della tradizione locale, anche come idee regalo.

Eventi a Bologna

Fino al prossimo 13 settembre, presso l’Oratorio di Santa Maria della vita si potrà visitare una meravigliosa mostra fotografica sulla condizione femminile nel mondo realizzata con il National Geographic. La mostra è articolata in sei sezioni attraverso tutti i continenti e un secolo di storia.

Alcuni scatti da National Geographic

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Smog toglie in media due anni di vita a ogni abitante Terra

In alcuni paesi aspettativa cala anche di cinque anni

L’inquinamento atmosferico toglie due anni di aspettativa di vita ad ogni abitante della Terra, un tributo maggiore di quello del Covid e che è destinato a perdurare anche quando sarà finita la pandemia. Lo hanno calcolato gli esperti dell’università di Chicago che ogni anno aggiornano l’Air Quality Life Index, che appunto ‘traduce’ i dati sullo smog negli effetti sulla salute. Secondo il rapporto se In tutti i paesi I livelli scendessero sotto la soglia indicata dall’Oms si guadagnerebbero in media 1,9 anni pro capite. L’aria più inquinata si respira in quattro paesi, India, Bangladesh, Pakistan e Nepal, dove gli anni persi sono addirittura cinque, mentre in Europa, Usa la situazione è nettamente migliore, con ad esempio l’Italia che guadagnerebbe secondo gli esperti 0,4 anni. La Cina è indicata invece come il paese con miglior performance di miglioramento nell’ultimo periodo.

La perdita per il mondo di 1,9 anni, sottolinea il documento., è superiore a quella dovuta al fumo (1,8), all’uso di alcol e droghe (11 mesi) e dell’Hiv (4 mesi). “Anche se la minaccia del coronavirus è grave e merita ogni attenzione – afferma Michael Greenstone, creatore dell’indice -, affrontare con lo stesso vigore l’inquinamento atmosferico permettere a miliardi di persone nel mondo di vivere più a lungo e in salute”.

fonte: ANSA

L’acqua del rubinetto è più sicura di quella imbottigliata

L’acqua del rubinetto subisce numerosi controlli, eppure molti preferiscono acquistare confezioni di acqua in bottiglie di plastica. Queste ultime compiono numerosi viaggi sotto al sole e la plastica a contatto con il calore rilascia sostanze altamente tossiche per la nostra salute.

Sono almeno tre i  motivi per i quali non bisognerebbe bere acqua in bottiglia:

  • Bere acqua in bottiglie di plastica aumenta l’inquinamento (trasporto in camion);
  • Durante il trasporto con il calore vengono rilasciate sostanze dannose per la salute;
  • Spreco di soldi (una famiglia in media spende per consumo d’acqua circa 400 euro all’anno)

L’acqua del rubinetto, che arriva nelle nostre case, è un’acqua che arriva da due posti: da sotto terra, quando viene estratta da falde acquifere, oppure da laghi e bacini di raccolta, quando a raccogliersi è l’acqua della pioggia in un punto di raccolta naturale oppure artificiale.

Sempre più famiglie, negli ultimi tempi stanno considerando seriamente l’impatto che l’acqua imbottigliata ha sull’ambiente, sulle tasche e sulla salute.

L’acqua del rubinetto subisce tantissimi controlli, ci sono degli appositi impianti di filtraggio, che rimuovono i metalli, le sostanze tossiche nel lungo periodo e soprattutto i microrganismi di diversa specie. Inoltre, il cloro che viene aggiunto non è dannoso e serve a disinfettare. Il calcare non fa male all’organismo. L’acqua più pesante è una fonte di minerali, in particolare di Calcio e Magnesio, essenziali per la salute. Alcuni  studi scientifici hanno dimostrato che la durezza dell’acqua destinata all’uso umano è una caratteristica protettiva nella prevenzione dello sviluppo di diverse problematiche, non solo per l’osteoporosi ma anche per le malattie cardiovascolari.

Chi controlla l’acqua del rubinetto

  • Il gestore della rete idrica;
  • L’ASL;

Per evitare che l’acqua del rubinetto abbia un sapore troppo pesante, basta raccoglierla in una caraffa o in una bottiglia di vetro per 24 ore; in questo modo il sodio e il magnesio si depositeranno sul fondo.

Se si utilizza l’acqua dal serbatoio

Molte persone che abitano in piani alti hanno problemi con la forza dell’acqua, che è maggiore nei piano terra o primi piani di un edificio. Per questo motivo molti condomini installano serbatoi, per garantire che l’acqua arrivi a tutti. L’acqua del serbatoio è ugualmente buona, basta seguire alcune regole:

  • Il serbatoio deve avere un rubinetto alla base, per consentirne lo spurgo, e un altro a circa 30 cm dal suolo per sopperire a malfunzionamenti di quello alla base
  • Mantenere l’acqua fredda, al massimo 20°C
  • Ispezionare il serbatoio almeno 1 volta all’anno
  • Sanificare con 50 mg/l di cloro l’acqua e l’interno del serbatoio almeno una volta all’anno

Come analizzare l’acqua del rubinetto

Per analizzare l’acqua del rubinetto ci si può rivolgere a laboratori specializzati oppure acquistare Kit per la misurazione dell’acqua, i quali non sono attendibili al 100% e di solito sono in lingua inglese.

Su internet si possono trovare i dati delle analisi effettuate e numerose notizie riguardanti l’acqua che esce dai nostri rubinetti. Ad esempio, Acqua Campania controlla la risorsa in 52  punti di prelievo sia presso le fonti approvvigionamento che su punti distribuiti sul sistema gestito.
Le analisi vengono effettuate dal laboratorio interno LAC garantendo il monitoraggio della qualità dell’acqua distribuita ai clienti attraverso la rilevazione dei parametri chimico-fisici e microbiologici, individuati dalle vigenti norme in materia (Dlgs 31/01 e Dlgs 152/06) derivanti dalle normative comunitarie.
I risultati delle analisi vengono ogni mese inviate alle ASL di competenza per territorio.

 

 

 

Visitare Firenze, la culla del Rinascimento

Firenze, l’arte e le piazze, i monumenti e i luoghi più frequentati dove mangiare e passare ore piacevoli.

Il Lockdown è alle spalle e ha messo a dura prova la nostra resistenza a restare in casa. Molti hanno desiderato viaggiare e avrebbero voluto ritrovarsi in una delle città più belle d’Italia, Firenze. Chi non ha visitato mai Firenze? In pochi sicuramente, però vale la pena ritornarci, per riscoprire la bellezza dei suoi percorsi, gli artisti di strada che vivacizzano la città.

I luoghi di Firenze

Santa Maria Novella, San Giovanni, Santa Croce, e Santo Spirito sono i quattro punti fondamentali di Firenze. La piazza e la chiesa di Santa Maria Novella, costruita con marmo bianco, verde e nero catturano subito il visitatore. Prende da qui anche il nome della stazione (Santa Maria Novella). Il Ponte Vecchio, costruito in epoca romana, oggi ospita numerose botteghe artigianali di orafi. Dopo Ponte Vecchio si trova Palazzo Pitti, la Galleria Palatina e il Giardino di Boboli, che può considerarsi un museo all’aperto, grazie alla presenza di fontane, sculture e una serie di terrazze. La Cattedrale di Santa Maria del Fiore (Filippo Brunelleschi) è una chiesa Medievale con cupola rossa. Uno dei musei più visitati al mondo è la Galleria degli Uffizi, museo d’arte con opere rinascimentali.  La Galleria dell’Accademia è il museo che ospita il David di Donatello, la statua rinascimentale più famosa al mondo. Piazza del Duomo, piazza Santo Spirito, Piazza della Repubblica, Piazza della Signoria sono alcune dei luoghi dove trascorrere piacevolmente il tempo, gustando un buon caffè e avvolti da bellissime forme architettoniche. Altri luoghi da visitare sono la Fortezza da Basso, Piazza della Libertà e Piazza Beccaria. Meglio programmare in anticipo il percorso da seguire e stabilire bene i luoghi e i monumenti da visitare.

Firenze: Cibo e Alberghi

Firenze è una città universitaria, frequantata da tantissimi studenti fuori sede, oltre che da numerosi turisti provenienti da tutto il mondo. Tantissime sono le soluzioni per pernottare come B&B, pensioni economiche, hotel di lusso e perfino conventi che offrono camere. Come tutte le città d’arte bisogna cercare il posto giusto per mangiare bene e pagare poco. I menu turistici, nella maggior parte delle volte sono accettabili, ma se si vuole gustare la vera cucina fiorentina bisogna spostarsi nella zona Mercato o anche verso il centro. Nei pressi di Piazza della Repubblica si trovano i migliori ristoranti di Firenze: I’ Girone De’ Ghiotti, Il Bufalo Trippone. Osteria de’ Peccatori, Ristorante Brandolino e Bisteccheria Santa Croce sono fra i migliori recensiti da Tripadvisor. Oltre alla bistecca fiorentina, alla trippa, la ribollita a Firenze se si vuole è presente uno street food niente male, dove gustare prodotti tipici, dai salumi ai formaggi accompagnati dai famosissimi vini toscani: Brunello, Montepulciano, Chianti. Se volete mangiare la vera bistecca fiorentina, che ha un peso di oltre un chilo, fatevi rilasciare il certificato e accompagnatela con Chianti classico riserva DOCG oppure Primitivo di Manduria DOC. Lo consigliano i migliori Sommelier.

Perchè Firenze è la culla del Rinascimento

Grazie alla dinastia dei Medici Firenze diventò un centro culturale ed economico di grande spessore. Lorenzo de’ Medici, detto il Magnifico attirò nella città personaggi illustri e rese grande il ruolo di Firenze in Italia. Il Rinascimento nasce a Firenze, ma per molti anni restò nell’ombra, fino a quando divenne molto apprezzato dalle corti di tutta Italia. La Rinascita coincise con una visione nuova dell’uomo e del mondo. A Firenze sono inoltre nati artisti del calibro di Giotto, Cimabue, Brunelleschi, Arnolfo, Donatello, Botticelli, Ghiberti, Masaccio, Beato Angelico, Verrocchio, Ghirlandaio, Andrea del Castagno, Lippi, della Robbia e infine Michelangelo e Leonado da Vinci.

Arte ma anche poesia con Dante, Boccaccio, Machiavelli. Ogni opera, ogni monumento è pieno di storia e il tempo della rinascita del classico. Si parla di “Rinascimento”  riferendosi ad una fase di  rottura tra il mondo antico e quello moderno, dove per la prima volta si realizza una nuova percezione dell’individuo, visto adesso come soggetto capace di esprimersi e creare in modo indipendente rispetto alle opere classiche, dando però spazio a  rielaborazioni creative e originali. Uomo e natura sono adesso al centro dell’universo, in contrapposizione ad un periodo più repressivo come quello precedente del Medio Evo.

Nascita di Venere - Botticelli
Nascita di Venere – Botticelli 

Palazzo Pitti

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Acquistato nel 1550 da Cosimo I de’Medici e dalla moglie Eleonora di Toledo per trasformarlo nella nuova residenza granducale, Palazzo Pitti diventò ben presto il simbolo del potere consolidato dei Medici sulla Toscana. Reggia di altre due dinastie, quella degli Asburgo-Lorena (successori dei Medici dal 1737) e dei Savoia, che lo abitarono in veste di reali d’Italia dal 1865, Palazzo Pitti porta ancora il nome del suo primo proprietario, il banchiere fiorentino Luca Pitti, che alla metà del Quattrocento lo volle edificare – forse su disegno di Brunelleschi – al di là dell’Arno, ai piedi della collina di Boboli.

Attualmente è sede di quattro diversi musei: il Tesoro dei Granduchi al pianterreno, la Galleria Palatina e gli Appartamenti Imperiali e Reali al piano nobile del Palazzo, la Galleria d’Arte Moderna e il Museo della Moda e del Costume al secondo piano.

La polizza incendio e scoppio o polizza mutuo

La polizza incendio e scoppio o polizza mutuo è una polizza che la banca richiede, prima di concedere un mutuo per l’acquisto di un immobile. Generalmente la banca propone una proprio polizza, ma è possibile anche rivolgersi ad una compagnia assicurativa per stipularla.

La banca che eroga il mutuo per l’acquisto di un immobile richiede la polizza incendio e scoppio, che serve ad assicurare i danni alla casa causati da incendio, esplosione o scoppio.  Le principali garanzie previste nella polizza incendio e scoppio sono:

  • Esplosione di impianti domestici guasti (impianti idrici, elettrici ecc.) o perdite di gas;
  • Incendio totale o parziale dell’immobile, compresi gli oggetti;
  • Fulmini, bufere, grandine;
  • Crolli vari;
  • Perdite di gas, da fumo e da vapori
  • Terremoti
  • Furti

Stipulare la polizza mutuo con una compagnia assicurativa diversa dalla banca è preferibile, per diverse ragioni. Gli istituti di credito svolgono funzioni finanziarie e creditizie, per cui nell’emettere una polizza non prestano particolare attenzione ai dettagli. Questi ultimi sono fondamentali, sia per tutelare la banca, sia per l’assicurato stesso. Bisogna considerare che la banca attraverso la polizza incendio e scoppio percepisce delle provvigioni, per cui a maggior ragione avrà interesse a proporla.

Polizza incendio e scoppio: Quali sono i dettagli da valutare

Perché la banca richiede la polizza incendio e scoppio? semplicemente per tutelare il suo capitale in caso di danni all’immobile. Infatti con la perdita dell’immobile parziale o totale, il contraente non pagherebbe più il mutuo. In sede di stipula di polizza bisogna considerare numerosi fattori: il beneficiario, che deve essere il proprietario dell’immobile, il valore da assicurare, che dovrebbe essere il costo del danno e non dell’intero immobile. Ad esempio se l’importo del mutuo è di 120 mila euro, in caso di danno all’immobile, la Compagnia assicuratrice risarcirà il valore dei lavori effettuati, per ripristinare il danno occorso. Infatti l’importo dei lavori, a meno che l’immobile non subisca un danno totale, potrebbe aggirarsi, ad esempio intorno ai 20 mila euro, ed è quello l’importo che verrà risarcito. La polizza, infatti include tutti i lavori necessari, per far ritornare l’immobile allo stato iniziale. Alcune banche prevedono come beneficiario l’istituto di credito, e in ogni caso, per danni importanti all’immobile, prima dei lavori è necessario chiedere le autorizzazioni anche alla banca. Insomma, stipulare una polizza per il mutuo, può sembrare una cosa semplice, ma è uno di quei momenti, in cui non bisogna lasciare nulla al caso. In caso contrario, dopo la stipula sarà troppo tardi per modificare. Ecco perché è conveniente rivolgersi a professionisti, agenzie o broker, che hanno tutto l’interesse di tutelare il loro cliente, cioè chi esborsa il soldi delle rate.

Un altro motivo per il quale è consigliabile stipulare la polizza mutuo con una Compagnia assicurativa è il fatto che il contraente, oltre a tutelare i soldi presi in prestito dalla banca, può inserire tante altre garanzie, che gli faranno dormire sonni tranquilli. Infatti, chi è nel campo assicurativo conosce ogni cavillo e valuta tutti i rischi derivanti da un eventuale incendio o incidente. Bisogna considerare che un danno al proprio immobile possa procurare danni agli immobili vicini, questo va previsto e inserito fra le garanzie del contratto assicurativo. Inoltre, bisogna considerare se nelle vicinanze vi sono attività commerciali o uffici, i quali, in caso di danno, potrebbero chiedere un risarcimento per sospensione della loro attività.

In passato la polizza incendio e scoppio non era molto frequente, proprio perché si trattava di una polizza facoltativa, infatti, chi acquistava casa, per essere più tranquillo, in caso di qualsiasi eventualità, decideva di stipulare la polizza in modo autonomo. Oggi, invece, la polizza incendio e scoppio è diventata obbligatoria in caso di accensione di mutuo. Prima del finanziamento, infatti, già si deve stipulare la polizza. Il costo dell’assicurazione si calcola in base al parametro ISC Indice Sintetico di Costo, ed è la Compagnia assicurativa che provvede a formularlo. I costi di una polizza incendio e scoppio si aggirano fra i 30 – 60 euro mensili, calcolati, ovviamente in base al parametro ISC.

Risarcimento della polizza: Cosa risarcisce la Compagnia

Il risarcimento del danno prevede anche danni a cose e persone, ad esempio anche agli oggetti di valore che si trovano all’interno dell’abitazione, se questi vanno persi o distrutti.

Polizza incendio e scoppio: la durata

La durata dell’assicurazione corrisponde a quella del mutuo e il vincolo a favore della banca, costituisce una garanzia che tutela l’istituto dei credito che sta erogando il mutuo. Spesso alcune banche richiedono vincoli molto stretti, come ad esempio il pagamento dell’assicurazione per tutta la durata del mutuo, ma tale richiesta non è molto praticabile, perché  si tratterebbe di una somma abbastanza consistente, se si pensa che alcuni mutui durano tantissimi anni. Le rate possono essere pagate anticipatamente oppure annualmente.

Rimborso in caso di surroga 

Cosa succede in caso di rimborso e quali sono le modalità, i tempi e le condizioni perché ciò avvenga?

Per quanto riguarda la surroga del mutuo, vale a dire il trasferimento delle rate del mutuo ad un altro istituto di credito, per condizioni più vantaggiose, il mutuo subisce alcune modifiche, che riguardano la durata, i tassi d’interesse, l’importo della rata e così via. La legge stabilisce che in caso di surroga del mutuo, la polizza collegata deve essere liquidata. La Compagnia assicurativa può rimborsare la parte del premio residuo della polizza, oppure si potrebbero aprire nuove soluzioni, in accordo con compagnia e banca. Infatti, la compagnia assicurativa e la banca potrebbero raggiungere un accordo e rinegoziare la polizza, in base alle nuove modifiche apportate. Con la rinegoziazione della polizza, bisognerà tenere conto del residuo valore del finanziamento concesso. Per aspetti e modalità di surroga e trasferimento del mutuo bisognerà fare riferimento alle clausole della polizza e alla normativa vigente in materia.

La lezione del Bhutan: qui non c’è il Coronavirus

Perché le migliori lezioni arrivano da paesi piccoli e con un’economia precaria? Il mondo occidentale, i grandi paesi industrializzati, nella loro folle corsa ai guadagni, alla crescita del Pil, forse, dovrebbero porsi molte domande. 

In un precedente articolo, abbiamo visto come il Portogallo è riuscito più di altri a contenere il contagio da Covid-19. Lo ha fatto con una seria e leale collaborazione fra governo e opposizione, poi facendo accedere alle cure sanitarie anche gli immigrati e i clandestini. Il Portogallo ha dato una grande lezione di intelligenza e civiltà, due cose che dovrebbero abbondare in paesi avanzati e industrializzati.

Se per un attimo andiamo con la mente al nostro paese, abbiamo occhi e orecchie pieni di giornalisti che litigano, scienziati e medici che litigano, nord e sud che litiga e non meno importanti, politici che litigano. Dicevamo, intelligenza e civiltà, appunto. Cerchiamo, ora di imparare la lezione del Bhutan, un paese dove il 72% è ricoperto da foreste, e dove il patrimonio delle biodiversità resiste ancora.

Bhutan: qui la ricchezza non si misura con il Pil o con i soldi

Qualche domanda semplice semplice, ce la possiamo fare; a cosa serve la ricchezza? Perché si lavora per produrre? Benessere e felicità potrebbero corrispondere e rispondere perfettamente a queste due semplici domande. 

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Il Bhutan si trova in Asia, fra le catene dell’Himalaya e conta appena 750 mila abitanti, e se consideriamo il Pil è uno dei paesi più poveri al mondo. In questo piccolo paese asiatico, però il Pil  si misura con altri valori di riferimento. Mentre nelle potenze industrializzate più si produce più si è ricchi, più l’aria è piena di sostanze tossiche, più questo è indice di crescita, più ci ammaliamo, più il Pil sale, in Bhutan hanno la ricchezza di un’aria pura, ottimi rapporti sociali, chi si sente bene, forse è più benevolo verso gli altri, salute e istruzione sono al primo posto. Il Re in persona si preoccupa della salute dei suoi cittadini. Ci sembra poco? 

Infatti, è poco: In Bhutan non è arrivato nemmeno il Coronavirus,  ci sono solo 21 contagi, tutti importati e zero decessi

La storia di questo piccolo paese ci dice che, comunque ha pochi rapporti commerciali, però confina con paesi dove il Covid-19 si è molto diffuso, come la Cina. L’unico malato grave di Covid-19 è stato un turista americano, che l’Imperatore ha fatto accompagnare a casa con un volo privato. In Bhutan trattano bene perfino gli stranieri!

Il Bhutan è considerato il paese più felice del mondo, proprio perché agli abitanti sembra non interessare la ricchezza in termini di beni e denaro, anzi sono felici dei metodi umani con i quali il Monarca governa. Si tratta di una Monarchia, questo è vero, ma sono presenti tutte le istituzioni, il Parlamento e una Costituzione, per cui la democrazia è garantita. I dati del Covid-19 parlano chiaro: il Governo ha messo in quarantena circa 6 mila persone, quasi tutti dimessi, ne ha tracciato 40 mila, risultato solo 21 contagiati, tutti importati, fra questi 5 ricoveri e nessun decesso. 

Il GDP – Gross National Happiness, l’indicatore di benessere del Bhutan è molto alto, entro il 2020 il Ministro dell’Agricoltura si è impegnato a garantire un territorio, coltivato al 100% con metodi biologici. In questo paese valori come ecologia, solidarietà, salute, istruzione rappresentano le fondamenta della civiltà di questo popolo. Qui la felicità è green, ecosostenibile e dura.

Giovanna Angelino

 

Forte impennata della ricerca di lavoro online durante l’emergenza COVID19

In questo periodo di grande incertezza gli italiani reagiscono e si rimettono in gioco, facendo registrare un + 86% nel mese di aprile

La Pandemia covid-19 ha creato molta incertezza per il futuro, specie lavorativo; infatti, sono molte le categorie che hanno subito un brutto colpo, molte delle quali sono state poco tutelate dai decreti che il governo ha varato in questi mesi. Intere categorie rischiano di scomparire, di chiudere i battenti, per questo motivo è aumentata la ricerca di lavoro on line. In compenso, infatti sono cresciuti i lavori, che si possono svolgere in Smart Working, è aumentata sia l’offerta, sia la richiesta, basti pensare ai call center, che nascono come funghi e hanno continuato ad arruolare personale da casa.

Analizzando i dati registrati dal portale AppLavoro.it su scala nazionale, si evidenziano dati significativi riguardo il comportamento degli utenti nella ricerca di lavoro online. La raccolta dati è stata effettuata tra gennaio e aprile 2020, con l’intento di analizzare il comportamento dei lavoratori e dei disoccupati durante il periodo del lockdown. Prendendo in considerazione la fase pre e post-emergenza, si è evidenziato che:
– a metà marzo si è registrato un brusco calo della ricerca del lavoro con un -34,12% rispetto al periodo pre- emergenza;
– ad aprile si registra invece un incremento significativo di chi cerca lavoro con un +84,43%; superando addirittura i dati registrati a gennaio 2020 (pre COVID) con un un +21,5%.

Da questi dati si evince che a metà marzo, quando è esplosa l’emergenza in Italia,  la ricerca di lavoro è passata sicuramente in secondo piano, segno evidente che l’attenzione delle persone era tutta rivolta all’emergenza che stava letteralmente travolgendo il paese;  invece ad aprile, seppure ancora in pieno lockdown, si evidenzia un incremento notevole di traffico e interazioni da parte di utenti interessati a nuove opportunità lavorative. Probabilmente gli italiani hanno iniziato a metabolizzare l’emergenza COVID, e di conseguenza a preoccuparsi del dopo lockdown, mettendosi nuovamente alla ricerca di un lavoro.

Un dato sicuramente interessante da segnalare è il forte incremento di utenti già in possesso di un impiego che si rendono disponibili a valutare nuove proposte lavorative (+86,62%), in maggioranza operanti nei settori del commercio/negozi, della ristorazione e di quello alberghiero. L’incremento è probabilmente dovuto ad una notevole incertezza riguardo il futuro lavorativo, al non sapere cosa accadrà una volta finito il periodo di cassa integrazione concesso dal governo, che ha coinvolto più di 6 milioni di lavoratori. A contribuire in questo incremento anche liberi professionisti e freelance, come commercialisti, avvocati, grafici e consulenti, che probabilmente approfittando del tempo libero a disposizione, si sono dedicati alla cura della propria web repitation creando dei profili online che potrebbero sicuramente tornare utili per aumentare la visibilità e quindi trovare nuovi potenziali clienti e opportunità di business.

fonte: Comunicato stampa Marco Contemi Applavoro

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