La polizza incendio e scoppio o polizza mutuo

La polizza incendio e scoppio o polizza mutuo è una polizza che la banca richiede, prima di concedere un mutuo per l’acquisto di un immobile. Generalmente la banca propone una proprio polizza, ma è possibile anche rivolgersi ad una compagnia assicurativa per stipularla.

La banca che eroga il mutuo per l’acquisto di un immobile richiede la polizza incendio e scoppio, che serve ad assicurare i danni alla casa causati da incendio, esplosione o scoppio.  Le principali garanzie previste nella polizza incendio e scoppio sono:

  • Esplosione di impianti domestici guasti (impianti idrici, elettrici ecc.) o perdite di gas;
  • Incendio totale o parziale dell’immobile, compresi gli oggetti;
  • Fulmini, bufere, grandine;
  • Crolli vari;
  • Perdite di gas, da fumo e da vapori
  • Terremoti
  • Furti

Stipulare la polizza mutuo con una compagnia assicurativa diversa dalla banca è preferibile, per diverse ragioni. Gli istituti di credito svolgono funzioni finanziarie e creditizie, per cui nell’emettere una polizza non prestano particolare attenzione ai dettagli. Questi ultimi sono fondamentali, sia per tutelare la banca, sia per l’assicurato stesso. Bisogna considerare che la banca attraverso la polizza incendio e scoppio percepisce delle provvigioni, per cui a maggior ragione avrà interesse a proporla.

Polizza incendio e scoppio: Quali sono i dettagli da valutare

Perché la banca richiede la polizza incendio e scoppio? semplicemente per tutelare il suo capitale in caso di danni all’immobile. Infatti con la perdita dell’immobile parziale o totale, il contraente non pagherebbe più il mutuo. In sede di stipula di polizza bisogna considerare numerosi fattori: il beneficiario, che deve essere il proprietario dell’immobile, il valore da assicurare, che dovrebbe essere il costo del danno e non dell’intero immobile. Ad esempio se l’importo del mutuo è di 120 mila euro, in caso di danno all’immobile, la Compagnia assicuratrice risarcirà il valore dei lavori effettuati, per ripristinare il danno occorso. Infatti l’importo dei lavori, a meno che l’immobile non subisca un danno totale, potrebbe aggirarsi, ad esempio intorno ai 20 mila euro, ed è quello l’importo che verrà risarcito. La polizza, infatti include tutti i lavori necessari, per far ritornare l’immobile allo stato iniziale. Alcune banche prevedono come beneficiario l’istituto di credito, e in ogni caso, per danni importanti all’immobile, prima dei lavori è necessario chiedere le autorizzazioni anche alla banca. Insomma, stipulare una polizza per il mutuo, può sembrare una cosa semplice, ma è uno di quei momenti, in cui non bisogna lasciare nulla al caso. In caso contrario, dopo la stipula sarà troppo tardi per modificare. Ecco perché è conveniente rivolgersi a professionisti, agenzie o broker, che hanno tutto l’interesse di tutelare il loro cliente, cioè chi esborsa il soldi delle rate.

Un altro motivo per il quale è consigliabile stipulare la polizza mutuo con una Compagnia assicurativa è il fatto che il contraente, oltre a tutelare i soldi presi in prestito dalla banca, può inserire tante altre garanzie, che gli faranno dormire sonni tranquilli. Infatti, chi è nel campo assicurativo conosce ogni cavillo e valuta tutti i rischi derivanti da un eventuale incendio o incidente. Bisogna considerare che un danno al proprio immobile possa procurare danni agli immobili vicini, questo va previsto e inserito fra le garanzie del contratto assicurativo. Inoltre, bisogna considerare se nelle vicinanze vi sono attività commerciali o uffici, i quali, in caso di danno, potrebbero chiedere un risarcimento per sospensione della loro attività.

In passato la polizza incendio e scoppio non era molto frequente, proprio perché si trattava di una polizza facoltativa, infatti, chi acquistava casa, per essere più tranquillo, in caso di qualsiasi eventualità, decideva di stipulare la polizza in modo autonomo. Oggi, invece, la polizza incendio e scoppio è diventata obbligatoria in caso di accensione di mutuo. Prima del finanziamento, infatti, già si deve stipulare la polizza. Il costo dell’assicurazione si calcola in base al parametro ISC Indice Sintetico di Costo, ed è la Compagnia assicurativa che provvede a formularlo. I costi di una polizza incendio e scoppio si aggirano fra i 30 – 60 euro mensili, calcolati, ovviamente in base al parametro ISC.

Risarcimento della polizza: Cosa risarcisce la Compagnia

Il risarcimento del danno prevede anche danni a cose e persone, ad esempio anche agli oggetti di valore che si trovano all’interno dell’abitazione, se questi vanno persi o distrutti.

Polizza incendio e scoppio: la durata

La durata dell’assicurazione corrisponde a quella del mutuo e il vincolo a favore della banca, costituisce una garanzia che tutela l’istituto dei credito che sta erogando il mutuo. Spesso alcune banche richiedono vincoli molto stretti, come ad esempio il pagamento dell’assicurazione per tutta la durata del mutuo, ma tale richiesta non è molto praticabile, perché  si tratterebbe di una somma abbastanza consistente, se si pensa che alcuni mutui durano tantissimi anni. Le rate possono essere pagate anticipatamente oppure annualmente.

Rimborso in caso di surroga 

Cosa succede in caso di rimborso e quali sono le modalità, i tempi e le condizioni perché ciò avvenga?

Per quanto riguarda la surroga del mutuo, vale a dire il trasferimento delle rate del mutuo ad un altro istituto di credito, per condizioni più vantaggiose, il mutuo subisce alcune modifiche, che riguardano la durata, i tassi d’interesse, l’importo della rata e così via. La legge stabilisce che in caso di surroga del mutuo, la polizza collegata deve essere liquidata. La Compagnia assicurativa può rimborsare la parte del premio residuo della polizza, oppure si potrebbero aprire nuove soluzioni, in accordo con compagnia e banca. Infatti, la compagnia assicurativa e la banca potrebbero raggiungere un accordo e rinegoziare la polizza, in base alle nuove modifiche apportate. Con la rinegoziazione della polizza, bisognerà tenere conto del residuo valore del finanziamento concesso. Per aspetti e modalità di surroga e trasferimento del mutuo bisognerà fare riferimento alle clausole della polizza e alla normativa vigente in materia.

La lezione del Bhutan: qui non c’è il Coronavirus

Perché le migliori lezioni arrivano da paesi piccoli e con un’economia precaria? Il mondo occidentale, i grandi paesi industrializzati, nella loro folle corsa ai guadagni, alla crescita del Pil, forse, dovrebbero porsi molte domande. 

In un precedente articolo, abbiamo visto come il Portogallo è riuscito più di altri a contenere il contagio da Covid-19. Lo ha fatto con una seria e leale collaborazione fra governo e opposizione, poi facendo accedere alle cure sanitarie anche gli immigrati e i clandestini. Il Portogallo ha dato una grande lezione di intelligenza e civiltà, due cose che dovrebbero abbondare in paesi avanzati e industrializzati.

Se per un attimo andiamo con la mente al nostro paese, abbiamo occhi e orecchie pieni di giornalisti che litigano, scienziati e medici che litigano, nord e sud che litiga e non meno importanti, politici che litigano. Dicevamo, intelligenza e civiltà, appunto. Cerchiamo, ora di imparare la lezione del Bhutan, un paese dove il 72% è ricoperto da foreste, e dove il patrimonio delle biodiversità resiste ancora.

Bhutan: qui la ricchezza non si misura con il Pil o con i soldi

Qualche domanda semplice semplice, ce la possiamo fare; a cosa serve la ricchezza? Perché si lavora per produrre? Benessere e felicità potrebbero corrispondere e rispondere perfettamente a queste due semplici domande. 

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Il Bhutan si trova in Asia, fra le catene dell’Himalaya e conta appena 750 mila abitanti, e se consideriamo il Pil è uno dei paesi più poveri al mondo. In questo piccolo paese asiatico, però il Pil  si misura con altri valori di riferimento. Mentre nelle potenze industrializzate più si produce più si è ricchi, più l’aria è piena di sostanze tossiche, più questo è indice di crescita, più ci ammaliamo, più il Pil sale, in Bhutan hanno la ricchezza di un’aria pura, ottimi rapporti sociali, chi si sente bene, forse è più benevolo verso gli altri, salute e istruzione sono al primo posto. Il Re in persona si preoccupa della salute dei suoi cittadini. Ci sembra poco? 

Infatti, è poco: In Bhutan non è arrivato nemmeno il Coronavirus,  ci sono solo 21 contagi, tutti importati e zero decessi

La storia di questo piccolo paese ci dice che, comunque ha pochi rapporti commerciali, però confina con paesi dove il Covid-19 si è molto diffuso, come la Cina. L’unico malato grave di Covid-19 è stato un turista americano, che l’Imperatore ha fatto accompagnare a casa con un volo privato. In Bhutan trattano bene perfino gli stranieri!

Il Bhutan è considerato il paese più felice del mondo, proprio perché agli abitanti sembra non interessare la ricchezza in termini di beni e denaro, anzi sono felici dei metodi umani con i quali il Monarca governa. Si tratta di una Monarchia, questo è vero, ma sono presenti tutte le istituzioni, il Parlamento e una Costituzione, per cui la democrazia è garantita. I dati del Covid-19 parlano chiaro: il Governo ha messo in quarantena circa 6 mila persone, quasi tutti dimessi, ne ha tracciato 40 mila, risultato solo 21 contagiati, tutti importati, fra questi 5 ricoveri e nessun decesso. 

Il GDP – Gross National Happiness, l’indicatore di benessere del Bhutan è molto alto, entro il 2020 il Ministro dell’Agricoltura si è impegnato a garantire un territorio, coltivato al 100% con metodi biologici. In questo paese valori come ecologia, solidarietà, salute, istruzione rappresentano le fondamenta della civiltà di questo popolo. Qui la felicità è green, ecosostenibile e dura.

Giovanna Angelino

 

Forte impennata della ricerca di lavoro online durante l’emergenza COVID19

In questo periodo di grande incertezza gli italiani reagiscono e si rimettono in gioco, facendo registrare un + 86% nel mese di aprile

La Pandemia covid-19 ha creato molta incertezza per il futuro, specie lavorativo; infatti, sono molte le categorie che hanno subito un brutto colpo, molte delle quali sono state poco tutelate dai decreti che il governo ha varato in questi mesi. Intere categorie rischiano di scomparire, di chiudere i battenti, per questo motivo è aumentata la ricerca di lavoro on line. In compenso, infatti sono cresciuti i lavori, che si possono svolgere in Smart Working, è aumentata sia l’offerta, sia la richiesta, basti pensare ai call center, che nascono come funghi e hanno continuato ad arruolare personale da casa.

Analizzando i dati registrati dal portale AppLavoro.it su scala nazionale, si evidenziano dati significativi riguardo il comportamento degli utenti nella ricerca di lavoro online. La raccolta dati è stata effettuata tra gennaio e aprile 2020, con l’intento di analizzare il comportamento dei lavoratori e dei disoccupati durante il periodo del lockdown. Prendendo in considerazione la fase pre e post-emergenza, si è evidenziato che:
– a metà marzo si è registrato un brusco calo della ricerca del lavoro con un -34,12% rispetto al periodo pre- emergenza;
– ad aprile si registra invece un incremento significativo di chi cerca lavoro con un +84,43%; superando addirittura i dati registrati a gennaio 2020 (pre COVID) con un un +21,5%.

Da questi dati si evince che a metà marzo, quando è esplosa l’emergenza in Italia,  la ricerca di lavoro è passata sicuramente in secondo piano, segno evidente che l’attenzione delle persone era tutta rivolta all’emergenza che stava letteralmente travolgendo il paese;  invece ad aprile, seppure ancora in pieno lockdown, si evidenzia un incremento notevole di traffico e interazioni da parte di utenti interessati a nuove opportunità lavorative. Probabilmente gli italiani hanno iniziato a metabolizzare l’emergenza COVID, e di conseguenza a preoccuparsi del dopo lockdown, mettendosi nuovamente alla ricerca di un lavoro.

Un dato sicuramente interessante da segnalare è il forte incremento di utenti già in possesso di un impiego che si rendono disponibili a valutare nuove proposte lavorative (+86,62%), in maggioranza operanti nei settori del commercio/negozi, della ristorazione e di quello alberghiero. L’incremento è probabilmente dovuto ad una notevole incertezza riguardo il futuro lavorativo, al non sapere cosa accadrà una volta finito il periodo di cassa integrazione concesso dal governo, che ha coinvolto più di 6 milioni di lavoratori. A contribuire in questo incremento anche liberi professionisti e freelance, come commercialisti, avvocati, grafici e consulenti, che probabilmente approfittando del tempo libero a disposizione, si sono dedicati alla cura della propria web repitation creando dei profili online che potrebbero sicuramente tornare utili per aumentare la visibilità e quindi trovare nuovi potenziali clienti e opportunità di business.

fonte: Comunicato stampa Marco Contemi Applavoro

Coronavirus: aumentano le truffe sugli acquisti online

Certy, startup esperta nel settore, denuncia: «Durante la quarantena c’è stato un incremento del 300% degli annunci online che celano truffe.

Certy certy.me, startup esperta nel settore, denuncia: «Durante la quarantena c’è stato un incremento del 300% degli annunci online che celano truffe. «Il Coronavirus non ferma i truffatori, che anzi hanno aumentato le truffe approfittando del calo dei controlli e dell’impossibilità degli utenti di acquistare alcune categorie di oggetti di persona. Colpiscono soprattutto quegli utenti che vogliono acquistare oggetti per l’intrattenimento durante la necessaria quanto obbligatoria permanenza in casa».
Questo è l’allarme lanciato da Riccardo Sanna, CEO di Certy, startup cagliaritana che ogni giorno lavora per smascherare i truffatori delle vendite di usato online.   «Gli utenti non possono più acquistare usato di persona perché non si può uscire di casa, quindi la prima cosa che fanno è cercare sui grandi siti di distribuzione. Sfortunatamente le disponibilità sono quasi a zero e i costi sono aumentati. In questo scenario si aggiunge una minore disponibilità economica di molti italiani, che cercano nel mercato di seconda mano online una soluzione. La sfortuna è che la distanza è il principale punto di forza dei truffatori. Mettono un annuncio, magari con prezzi bassi e dichiarano che l’unica modalità di acquisto è il pagamento anticipato e la spedizione, perché viste le restrizioni covid-19 non vogliono incontrare nessuno di persona.
 «I metodi di pagamento preferiti dai tuffatori sono le ricariche postali, il bonifico e altri tipi di ricariche prepagate. Nemmeno servizi come PayPal sono immuni da queste truffe: i truffatori incolpano il sistema di spedizione del mancato recapito dell’oggetto, e queste giustificazioni bastano e avanzano per dare la ragione ai truffatori.   «Nessuno vorrebbe mai perdere i suoi soldi, e soprattutto in questo periodo di crisi i consumatori devono essere tutelati. Anche noi come startup abbiamo avuto un piccolo calo inizialmente, ma ci siamo adattati alla situazione. Abbiamo deciso di lasciare a casa tutti i nostri collaboratori, studiando un nuovo meccanismo in grado di proteggere gli acquirenti dalle truffe e di permettere ai venditori di vendere, il tutto senza uscire di casa».
Per ricevere assistenza contro le truffe gli utenti possono contattare gratuitamente Certy su certy.me
fonte: Comunicato Stampa Emanuele Sogus

 

Covid-19: Un mese fa l’OMS avvertiva i paesi di tutto il mondo sul rischio di un contagio globale

Il 27 febbraio 2020 l’OMS ha pubblicato il documento di orientamento “Preparare il posto di lavoro per COVID-19”, che conteneva tutte le misure da adottare per ridurre i rischi di contagio. L’Organizzazione Mondiale della Sanità già un mese fa avvertiva sulla pericolosità della diffusione del Virus. Di seguito riportiamo la traduzione del testo integrale del documento, dal quale si comprende solo oggi, come la diffusione poteva essere evitata o ridotta. Non si capisce bene però, per quale motivo per quale motivo il Ministro della Salute abbia dichiarato che in Italia non c’era il reale pericolo che il Coronavirus potesse diffondersi. Come sia possibile affermare che un Virus non si diffonda, resta un mistero, dal momento che si tratta di influenza (come le influenze stagionali, che ogni anno arrivano dall’estero e che ogni anno, puntualmente preoccupano i governi, tanto da preparare Vaccini) e come tale potenzialmente può oltrepassare i confini. Purtroppo i dubbi e i misteri che avvolgono questi giorni saranno chiariti solo con il tempo, resta di fatto che un documento emanato il 27 febbraio 2020 dall’OMS, un’organizzazione mondiale, i cui contenuti e comunicazioni appaiono perfino nel sito ufficiale del Ministero della Salute non abbia avuto la giusta diffusione. Approssimazione? Leggerezza?

Nel documento, si legge chiaramente che l’OMS dichiara che esiste un alto rischio che il COVID-19 si diffonda in altri paesi del mondo. Viene da domandarsi chi dovrebbe leggere i documenti e le comunicazioni dell’OMS?

Traduzione Getting your workplace ready for COVID-19

27 Febbraio 2020

Preparare il posto di lavoro per il COVID-19

Nel gennaio 2020 l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha dichiarato lo scoppio di una nuova malattia da coronavirus nella provincia di Hubei, in Cina, come un’emergenza di sanità pubblica di interesse internazionale. L’OMS ha dichiarato che esiste un alto rischio che la coronavirus del 2019 (COVID-19) si diffonda in altri paesi del mondo.

L’OMS e le autorità sanitarie pubbliche di tutto il mondo stanno prendendo provvedimenti per contenere l’epidemia di COVID-19. Tuttavia, il successo a lungo termine non può essere dato per scontato. Tutte le sezioni della nostra società, comprese le imprese e i datori di lavoro, devono svolgere un ruolo se vogliamo fermare la diffusione di questa malattia.

Come si diffonde COVID-19

Quando qualcuno che ha COVID-19 tossisce o espira rilasciano goccioline di liquido infetto. La maggior parte di queste goccioline ricade su superfici e oggetti vicini, come scrivanie, tavoli o telefoni. Le persone potrebbero catturare COVID-19 toccando superfici o oggetti contaminati e quindi toccando gli occhi, il naso o la bocca. Se si trovano a meno di un metro da una persona con COVID-19, possono catturarlo respirando goccioline espirate o espirate da loro. In altre parole, COVID-19 si diffonde in modo simile all’influenza. La maggior parte delle persone infette da COVID-19 presenta sintomi lievi e guarisce. Tuttavia, alcuni continuano a soffrire di malattie più gravi e possono richiedere cure ospedaliere. Il rischio di malattie gravi aumenta con l’età: le persone di età superiore ai 40 anni sembrano essere più vulnerabili di quelle di età inferiore ai 40 anni.

Le persone con sistema immunitario indebolito e le persone con condizioni come diabete, malattie cardiache e polmonari sono anche più vulnerabili alle malattie gravi.

Semplici modi per prevenire la diffusione di COVID-19 sul posto di lavoro

Le misure a basso costo di seguito aiuteranno a prevenire la diffusione di infezioni sul posto di lavoro, come raffreddori, influenza e mal di stomaco, e proteggeranno clienti, appaltatori e dipendenti.I datori di lavoro dovrebbero iniziare a fare queste cose ora, anche se COVID-19 non è arrivato nelle comunità in cui operano. Possono già ridurre i giorni lavorativi persi a causa di malattia e interrompere o rallentare la diffusione di COVID-19 se arriva in uno dei luoghi di lavoro.Assicurarsi che i luoghi di lavoro siano puliti e igienici, superfici (ad es. scrivanie e tavoli) e oggetti (ad es. telefoni, tastiere) devono essere puliti regolarmente con disinfettante Perché? Perché la contaminazione su superfici toccate da dipendenti e clienti è uno dei modi principali in cui COVID-19 si diffonde.

Promuovere il lavaggio regolare e accurato delle mani da parte di dipendenti, appaltatori e clienti, collocare i dispenser per strofinare le mani igienizzanti in luoghi importanti intorno al luogo di lavoro. Accertarsi che questi distributori vengano ricaricati regolarmente.  Mostra poster che promuovono il lavaggio delle mani – chiedi all’autorità sanitaria pubblica locale per questi o cerca su http://www.WHO.int.  Combinalo con altre misure di comunicazione come l’offerta di assistenza da parte di responsabili della salute e sicurezza sul lavoro, briefing durante le riunioni e informazioni sull’intranet per promuovere il lavaggio delle mani, Assicurarsi che il personale, gli appaltatori e i clienti abbiano accesso ai luoghi in cui possono lavarsi le mani con acqua e sapone. Perché? Perché il lavaggio uccide il virus sulle mani e impedisce la diffusione di COVID-19 Promuovere una buona igiene respiratoria nei luoghi di lavoro.

Mostra poster che promuovono l’igiene respiratoria. Combinalo con altre misure di     comunicazione come l’offerta di assistenza da parte di responsabili della salute e della sicurezza sul lavoro, informazioni in occasione di riunioni e informazioni sull’intranet, ecc.Assicurati che sul tuo posto di lavoro siano disponibili maschere per il viso e / o fazzoletti di carta, per coloro che sviluppano naso che cola o tosse al lavoro, insieme a contenitori chiusi per smaltirli igienicamente. Perché? Perché una buona igiene respiratoria impedisce la diffusione di COVID-19. Consigliare ai dipendenti e agli appaltatori di consultare i consigli di viaggio nazionali prima di partire per viaggi di lavoro. Informa i tuoi dipendenti, appaltatori e clienti che se COVID-19 inizia a diffondersi nella tua comunità chiunque abbia anche una tosse lieve o febbre bassa (37,3 C o più) deve rimanere a casa. Dovrebbero anche rimanere a casa (o lavorare da casa) se hanno dovuto assumere farmaci semplici, come paracetamolo / acetaminofene, ibuprofene o aspirina, che possono mascherare i sintomi dell’infezione, utilizzare.  Continuare a comunicare e promuovere il messaggio secondo cui le persone devono rimanere a casa anche se hanno solo lievi sintomi di COVID-19. Visualizza i poster con questo messaggio nei tuoi luoghi di lavoro. Combina questo con altri canali di comunicazione comunemente utilizzati nella tua organizzazione o azienda. I servizi di salute sul lavoro, le autorità sanitarie pubbliche locali o altri partner potrebbero aver sviluppato materiali per campagne per promuovere questo messaggio. Rendere chiaro ai dipendenti che saranno in grado di contare questa pausa come congedo per malattia.

Cose da considerare quando tu e i tuoi dipendenti viaggiate

Prima di viaggiare

Assicurati che la tua organizzazione e i suoi dipendenti dispongano delle informazioni più recenti sulle aree in cui COVID-19 si sta diffondendo. Puoi trovarlo su World Health Organization Coronavirus Disease.

Sulla base delle informazioni più recenti, l’organizzazione dovrebbe valutare i benefici e i rischi relativi ai piani di viaggio imminenti. Evitare di inviare dipendenti che potrebbero essere a maggior rischio di malattie gravi (ad es. dipendenti più anziani e persone con patologie quali diabete, malattie cardiache e polmonari) in aree in cui si sta diffondendo COVID-19. Assicurarsi che tutte le persone che viaggiano verso località che segnalano COVID-19 siano informate da un professionista qualificato (ad es. servizi sanitari del personale, fornitore di assistenza sanitaria o partner di sanità pubblica locale). Prendere in considerazione la possibilità di rilasciare dipendenti che stanno per viaggiare con piccole bottiglie (meno di 100 CL) di prodotti a base di alcol a mano. Questo può facilitare il lavaggio regolare delle mani.

Durante il viaggio:

Incoraggiare i dipendenti a lavarsi le mani regolarmente e stare ad almeno un metro dalle persone che tossiscono o starnutiscono. Assicurare che i dipendenti sappiano cosa fare e chi contattare se si sentono male durante il viaggio. Assicurarsi che i dipendenti rispettino le istruzioni delle autorità locali in cui viaggiano. Se, ad esempio, le autorità locali dicono loro di non andare da qualche parte, dovrebbero conformarsi a ciò. I dipendenti devono rispettare tutte le restrizioni locali in materia di viaggi, spostamenti o grandi riunioni.

Quando tu o i tuoi dipendenti tornate dal viaggio:

I dipendenti che sono tornati da un’area in cui si sta diffondendo COVID-19 devono monitorare i sintomi per 14 giorni e misurare la temperatura due volte al giorno.Se sviluppano anche tosse lieve o febbre bassa (ovvero una temperatura di 37,3 C o più), dovrebbero rimanere a casa e autoisolarsi. Ciò significa evitare il contatto ravvicinato (un metro o più vicino) con altre persone, compresi i familiari. Dovrebbero anche telefonare al proprio fornitore di assistenza sanitaria o al dipartimento di sanità pubblica locale, fornendo loro dettagli sui loro recenti viaggi e sintomi.

Preparare la tua azienda nel caso in cui COVID-19 arrivi nella tua comunità

Sviluppa un piano su cosa fare se qualcuno si ammala con il sospetto COVID-19 in uno dei tuoi luoghi di lavoro. Il piano dovrebbe includere l’inserimento della persona malata in una stanza o area in cui sono isolati dagli altri sul posto di lavoro, limitando il numero di persone che hanno contatti con la persona malata e contattando le autorità sanitarie locali. Considerare come identificare le persone che potrebbero essere a rischio e supportarle, senza invitare lo stigma e la discriminazione sul posto di lavoro. Ciò potrebbe includere persone che hanno recentemente viaggiato in un’area segnalando casi, o altro personale che ha condizioni che li mettono a maggior rischio di malattie gravi (ad esempio diabete, malattie cardiache e polmonari, età avanzata).

Informa l’autorità sanitaria pubblica locale che stai sviluppando il piano e richiedi il loro contributo. Promuovere il telelavoro regolare all’interno dell’organizzazione. Se c’è un focolaio di COVID-19 nella tua comunità, le autorità sanitarie possono consigliare alle persone di evitare i trasporti pubblici e luoghi affollati. Il telelavoro aiuterà la tua attività a continuare a funzionare mentre i tuoi dipendenti sono al sicuro. Sviluppare un piano di emergenza e di continuità operativa per un focolaio nelle comunità in cui opera la tua azienda. Il piano aiuterà a preparare la vostra organizzazione alla possibilità di un focolaio di COVID-19 nei suoi luoghi di lavoro o comunità.

Il Piano può anche essere valido per altre emergenze sanitarie

Il piano dovrebbe comprendere come mantenere attiva la tua attività anche se un numero significativo di dipendenti, appaltatori e fornitori non può arrivare nella tua sede di attività, a causa di restrizioni locali sui viaggi o perché sono malati. Comunicare ai dipendenti e agli appaltatori il piano e assicurarsi che siano consapevoli di ciò che devono fare – o non fare – nell’ambito del piano. Sottolinea i punti chiave come l’importanza di stare lontano dal lavoro anche se hanno solo sintomi lievi o hanno dovuto assumere farmaci semplici (ad esempio paracetamolo, ibuprofene) che possono mascherare i sintomi. Assicurati che il tuo piano affronti la salute mentale e le conseguenze sociali di un caso di COVID-19 sul posto di lavoro o nella comunità e offri informazioni e supporto. Per le piccole e medie imprese senza supporto interno per la salute e il benessere del personale, sviluppare partenariati e piani con i fornitori di servizi sanitari e sociali locali prima di qualsiasi emergenza. L’autorità sanitaria locale o nazionale potrebbe essere in grado di offrire supporto e orientamento nello sviluppo del piano.

Ricorda:Ora è il momento di prepararsi per COVID-19. Semplici precauzioni e pianificazione possono fare la differenza. L’azione ora ti aiuterà a proteggere i tuoi dipendenti e la tua azienda. Come rimanere informato:   Trova le ultime informazioni dall’OMS su dove si sta diffondendo COVID-19: https://www.who.int/emergencies/diseases/novel-coronavirus-2019/situation-reports/·   Consigli e indicazioni dell’OMS su COVID-19 https://www.who.int/emergencies/diseases/novel-coronavirus-2019

Testo integrale del testo in lingua inglese

Si conosce poco del Coronavirus, ma ogni giorno arrivano dati, statistiche e numeri che potranno aiutare scienziati e tecnici a fare più luce sul futuro. L’emergenza Covid-19 continuerà anche se con modalità che muteranno in base alle scoperte dei prossimi mesi. Le misure messe a punto dall’OMS sia per i privati sia per le aziende avranno ancora valore ed entreranno nella quotidianità per molto tempo.

 

 

Visite guidate virtuali dopo il crollo di una parte di cupola Monteverginella

Pensiamo infatti di realizzare delle visite guidate virtuali, tramite dirette Facebook o su altri social network, in attesa che passi questo periodo difficile anche legato al Coronavirus

Crolla parte della cupola della chiesa di Monteverginella ma i suoi giovani non mollano: riapriremo presto con nuove storie da raccontare.

Una piccola parte della cupola superiore si è staccata questa settimana nella chiesa di Monteverginella in via Paladino 20, nel cuore di Napoli. La chiesa era stata riaperta dopo moltissimi anni lo scorso ottobre, in seguito ad importanti lavori di restauro.

Dalla sua riapertura ogni fine settimana i ragazzi tra i 18 e i 28 anni del Centro di Aggregazione Giovanile delle suore Salesiane, che hanno in custodia la chiesa, hanno accolto numerosi visitatori realizzando visite guidate gratuite. Grazie all’impegno costante di questi ragazzi cittadini del quartiere, associazioni culturali, turisti e semplici curiosi hanno potuto riscoprire un vero gioiello nascosto della città di Napoli. 

La chiesa di Monteverginella, sita a pochi passi da piazza San Domenico Maggiore e dalla più famosa chiesa del Gesù Vecchio, ha origini molto antiche (1314) e conserva ancora capolavori artistici di maestri come Domenico Antonio Vaccaro, Luca Giordano, Belisario Corenzio, oltre ad essere collegata al bellissimo chiostro cinquecentesco del Complesso Monumentale di Monteverginella, un ex convento benedettino ora sede dell’Ispettoria Meridionale Madonna del Buon Consiglio delle Figlie di Maria Ausiliatrice – Salesiane di Don Bosco. 

“Siamo profondamente dispiaciuti per quello che è successo” – dice Diana de Martino, responsabile del progetto di valorizzazione del Complesso Monumentale di Monteverginella – “confidiamo che la Soprintendenza ci permetta presto di riaprire la chiesa per continuare a restituire alla città le innumerevoli storie legate a questo sito culturale. Nonostante quella che, speriamo, sia una breve pausa, abbiamo deciso di continuare col nostro lavoro. Pensiamo infatti di realizzare delle visite guidate virtuali, tramite dirette Facebook o su altri social network, in attesa che passi questo periodo difficile anche legato al Coronavirus”.

“Il progetto di Monteverginella per i giovani” – spiega Suor Aurelia Raimo, ideatrice del progetto – “è stato fortemente voluto dalle Figlie di Maria Ausiliatrice per permettere ai giovani studenti universitari che ospitiamo quotidianamente e gratuitamente nelle nostre aule studio, di mettere a frutto quanto stanno imparando nelle loro carriere accademiche in divenire, per valorizzare un sito culturale di valore inestimabile. Tutti i ragazzi si stanno mettendo in gioco con passione e professionalità. I nostri giovani storici dell’arte stanno studiando ogni dettaglio della chiesa, i letterati ci aiutano a comunicare con i visitatori tramite gli articoli che pubblichiamo sul nostro blog o sui social network, mentre chi studia lingue straniere ha la possibilità di parlare ogni settimana con i turisti che vengono a visitarci. Siamo davvero felici di questa esperienza e speriamo che continui a lungo, grazie anche al sostegno della città, dei suoi cittadini e delle aziende che vorranno aiutarci.

Corriere di San Nicola e Lifestyleslow hanno già raccontato in un articolo Monteverginella nella storia

Per conoscere quando la chiesa di Monteverginella sarà riaperta è possibile consultare il sito http://www.monteverginella.it o seguire le pagine Facebook ed Instagram @Monteverginella Napoli.

fonte e Immagini: Comunicato Stampa Complesso Monumentale Monteverginella

I° Congresso Internazionale sulla diminuzione della natalità: Cause, conseguenze e prospettive

Il Congresso riguarderà tre aspetti fondamentali della diminuzione della natalità: quello DEMOGRAFICO, che sarà trattato il 7 maggio; quello OSTETRICO di cui si parlerà l’8 maggio e quello ECONOMICO che verrà discusso il 9 maggio.
Il Congresso è patrocinato dall’Università di Siena ed è sotto il Patrocinio della Regione Toscana, della Provincia e del Comune di Siena che fornirà la Sala Italo Calvino per i lavori Congressuali, nella sede del Vecchio Ospedale Santa Maria della Scala (oggi Polo Museale). Il Congresso ha inoltre il Patrocinio di tutte le principali Società afferenti agli argomenti trattati che riguarderanno, oltre Siena, la Toscana e l’Italia, altri Paesi come Israele,la Polonia,la Danimarca, la Francia,l’Eritrea,la Nigeria e la Turchia e l’Unione Europea nel suo complesso.

Siena – Nei giorni 7-8—9 Maggio 2020, nella Sala Italo Calvino del Vecchio Ospedale Santa Maria della Scala (Oggi Polo Museale del Duomo), avrà luogo a Siena il :

I° Congresso Internazionale sulla “Diminuzione della Natalità. Fenomeno o tendenza? Cause, Conseguenze e Prospettive.”

Questo Congresso intende trattare per la prima volta in Italia in modo multidisciplinare, ampio, organico ed approfondito i principali aspetti del fenomeno denatalità in Toscana, in Italia, in Europa ed in alcuni Paesi extraeuropei.

Il Congresso è articolato in tre Sessioni, una al giorno.

Il 7 Maggio si affronteranno gli aspetti DEMOGRAFICI con l’intervento di 10 Relatori, tutti Professori Universitari esperti del settore, coordinati dai Prof. Antonio Golini,Ordinario dell’Università di Roma e dal Prof. Sergio Della Pergola dell’Hebrew University of Jerusalem.
In questa Sessione interverranno altri esperti che tratteranno i problemi di Polonia, Danimarca, Francia Nigeria, Turchia ed Eritrea.

L’ 8 saranno trattati, dai rispettivi Primari, gli aspetti OSTETRICI e l’andamento del fenomeno della diminuzione della natalità in tutta la Toscana ed in particolare a Siena, ad Arezzo, a Poggibonsi, ad Empoli, a Prato, a Firenze e l’influenza dell’uso della procreazione assistita. I coordinatori scientifici di questa Sessione saranno i Proff. Domenico Arduini, Ordinario presso l’Università Tor Vergata di Roma e Gianni Nardelli, Ordinario presso le Università di Padova e Parma.

Il 9 Maggio si parlerà degli aspetti ECONOMICI e delle sue conseguenze . I coordinatori scientifici di questa Sessione saranno i Proff. Sandro Gronchi, Economista dell’Università la Sapienza di Roma e Maurizio Franzini Direttore PhD School of Economics presso la stessa Università. Daranno particolare rilievo a questa Sessione l’intervento del Dr. Marco Cacciotti Dirigente della Ragioneria Generale dello Stato e Giuseppe Carone, Direttore degli Affari Economici e finanziari della Comunità Europea, che fornirà una visione più vasta del fenomeno della diminuzione della natalità che interessa e ha conseguenze rilevanti in  tutta l’Europa.

Il Congresso è sotto il Patrocinio dell’Università di Siena, della Regione Toscana, del Comune e della Provincia di Siena, e di tutte le Società Scientifiche afferenti agli argomenti trattati.

Come si vede questo Congresso rappresenta una occasione unica di studio che parte dalla Città di Siena, che riguarda un problema di cui oggi molto si parla ma che a Siena si tenterà di affrontare in modo coordinato e scientifico nei suoi molteplici aspetti multifattoriali .

Segretario ed Organizzatore Scientifico del Congresso sarà il Prof. Nicola Carretti
f.r. di Ostetricia e Ginecologia nelle Università di Siena, Padova ed Ancona

Fonte: Comunicato Stampa Nicola Carretti

info@internationalcongressonnatality.eu

Greta Thunberg: anche in Italia lo sciopero dalla scuola del Venerdì

Greta Thunberg, la studentessa svedese che sta dando una lezione a tutti i “grandi” della terra; una lezione però che è difficile imparare.

Famoso il suo sciopero della scuola ogni Venerdì per protestare contro i cambiamenti climatici e i riscaldamento globale; anche in Italia c’è chi sta seguendo il suo esempio – Il 2 febbraio scorso Greta sulla sua pagina Facebook ha pubblicato un post che in poche ore ha ricevuto circa 7 mila commenti, 67 mila interazioni e 28 mila condivisioni. Prima però di pubblicare il contenuto di quel post, mi piacerebbe ricordare la favola del colibrì, che forse in tanti conoscono – Il piccolissimo uccellino che corre sul fiume per prendere una goccia d’acqua nel suo minuscolo becco, per poi gettarla sulla foresta in fiamme. Tutto questo lo fa mentre gli altri animali della foresta discutono su cosa o non cosa fare per spegnere l’incendio. Il colibrì risponde alla meraviglia e alle critiche degli altri animali dicendo: “Ho fatto solo la mia parte”

Greta

Post del 2 febbraio 2019 – Greta Thunberg 

Da un po’ sento molte voci che  circolano su di me e enormi quantità di odio. Questa non è una sorpresa per me. So che visto che la maggior parte delle persone non è a conoscenza del pieno significato della crisi climatica (che è comprensibile visto che non è mai stata trattata come una crisi) uno sciopero scolastico per il clima sembrerebbe molto strano per le persone in generale.
Quindi fatemi chiarire un po ‘ di cose sul mio sciopero della scuola.

Nel maggio 2018  ho vinto un concorso di scrittura sull’ambiente tenuto da svenska dagbladet, un giornale svedese. Ho fatto pubblicare il mio articolo e alcune persone mi hanno contattato, tra gli altri c’era bo thorén da fossili free dalsland. Aveva una specie di gruppo di persone, soprattutto giovani, che volevano fare qualcosa per la crisi climatica.
Ho avuto qualche contatto telefonico con altri attivisti. Lo scopo era quello di presentare idee di nuovi progetti che avrebbero portato attenzione alla crisi climatica. Bo aveva qualche idea di cose che potevamo fare.  Dalle marce ad un’idea di una sorta di sciopero scolastico (che i bambini della scuola  avrebbero fatto a scuola o nelle aule). Quell’idea è stata ispirata agli studenti del parco, che si erano rifiutati di andare a scuola dopo le sparatorie della scuola.
Mi è piaciuta l’idea di uno sciopero scolastico. Così ho sviluppato quell’idea e ho cercato di far sì che gli altri giovani si unissero a me, ma nessuno era veramente interessato. Pensavano che una versione svedese dell’ora zero di marzo avrebbe avuto un impatto più grande. Così ho organizzato lo sciopero della scuola tutto da sola e dopo di che non ho partecipato a nessun altro incontro.

Quando ho detto ai miei genitori dei miei piani non ne sono stati entusiasti.  Non hanno sostenuto l’idea di una scuola come protesta e mi hanno detto che se volevo  fare questo avrei dovuto farlo completamente da sola e senza alcun sostegno da parte loro.
Il 20 di agosto mi sono seduta  fuori al Parlamento svedese. Ho consegnato volantini con una lunga lista di fatti sulla crisi climatica e spiegazioni sul perché sono stata colpita da questi eventi. La prima cosa che ho fatto è stata pubblicare su Twitter e instagram quello che stavo facendo e presto questo è diventato virale. Poi i giornalisti e i giornali hanno iniziato a interessarsi.  Un imprenditore svedese e uomo d’affari attivo nel movimento climatico, Ingmar Rentzhog, è stato tra i primi ad arrivare. Ha parlato con me e ha fatto le foto che ha pubblicato su Facebook. E ‘ stata la prima volta che l’ho incontrato o parlato con lui. Non avevo lo avevo incontrato mai prima di allora.

Molte persone amano diffondere voci che dicono che ho delle persone ” dietro di me ” o che sono ” pagata ” o ” usata ” per fare quello che sto facendo. Ma non c’è nessuno “dietro” a me tranne me stessa. I miei genitori  non conoscevano gli attivisti del clima, prima di  conoscere questa situazione.
Io non faccio parte di nessuna organizzazione. A volte sostengo e collaboro con diverse Ong che lavorano con il clima e l’ambiente. Ma io sono assolutamente indipendente e rappresento solo me stessa. E faccio quello che faccio completamente gratis, non ho ricevuto alcun denaro o nessuna promessa di pagamenti futuri in nessuna forma. E nessuno è legato a me o alla mia famiglia.
E sarà sempre così. Non ho mai incontrato un solo attivista che sta lottando per il clima per i soldi. Quell’idea è del tutto assurda.
Inoltre io viaggio solo con il permesso della mia scuola e i miei genitori pagano i biglietti e gli alloggi.

La mia famiglia ha scritto un libro sulla nostra famiglia e come io e mia sorella  abbiamo influenzato il modo di pensare e di vedere il mondo dei miei genitori, soprattutto riguardo al clima e sulle nostre diagnosi.
Quel libro doveva essere pubblicato a maggio. Ma visto che c’è stato un grosso disaccordo con la casa editrice, abbiamo cambiato editore e quindi il libro è stato pubblicato ad agosto.
Prima che il libro venisse pubblicato i miei genitori hanno chiarito che i loro eventuali profitti dal libro “Scener ur hjärtat” sarebbero andati a 8 diverse associazioni di beneficenza che lavorano con ambiente, bambini con diagnosi e diritti degli animali.

E si, scrivo io i miei discorsi. Ma visto che so che quello che dico raggiunge molte persone chiedo spesso pareri.  Ad alcuni scienziati spesso chiedo aiuto su come esprimere certe questioni complicate. Voglio che tutto sia assolutamente corretto, in modo da non diffondere fatti non veri, o cose che possono essere fraintese.

C’è chi mi prende in giro per la mia diagnosi. Ma l’asperger non è una malattia, è un dono. La gente dice anche che  se non avessi avuto l’asperger non avrei mai potuto mettermi in questa posizione. Ma è proprio per questo che l’ho ho fatto. Perché se fossi stata “normale” e social  mi sarei unita ad  un’organizzazione, o creato un’organizzazione da sola. Ma visto che non sono così brava a socializzare ho fatto tutto questo da me. Ero così frustrata per il fatto che non si stava facendo nulla per la crisi climatica e mi sembrava di dover fare qualcosa, qualsiasi cosa. E a volte non fare le cose – come stare solo seduti fuori dal Parlamento –  dice molto di più che fare le cose. Proprio come un sussurro a volte è più forte che urlare.

Inoltre c’è chi denuncia che io “sembro e scrivo come un adulto”. E a questo posso solo dire: non credi che un bambino di 16 anni possa parlare da solo? Ci sono anche alcune persone che dicono che io semplifico le cose. Ad esempio quando dico che ” la crisi climatica è una questione in bianco e nero “, ” dobbiamo fermare le emissioni di gas serra ” e ” voglio che tu ti faccia prendere dal panico “. Ma lo dico solo perché è vero. Sì, la crisi climatica è la questione più complessa che non abbiamo mai affrontato e che dovremmo fare di tutto per “fermarla”. Ma la soluzione è nera e bianca; dobbiamo fermare le emissioni dei gas a effetto serra.
Perché o si limita il riscaldamento a 1,5 gradi c sopra i livelli pre industriali, o non lo facciamo. O si raggiunge un punto di ribaltamento in cui si inizia una reazione a catena con eventi ben oltre il controllo umano, o non lo facciamo. O andiamo avanti come civiltà, o non lo facciamo. Non ci sono zone grigie quando si tratta di sopravvivenza.
E quando dico che Vi voglio nel panico voglio dire che dobbiamo trattare la crisi come una crisi. Quando la tua casa è in fiamme non ti siedi e parli di quanto bella la puoi ricostruire una volta che hai spento il fuoco. Se la tua casa è in fiamme tu corri fuori e fai in modo che tutti siano fuori mentre tu chiami i vigili del fuoco.  Il che richiede un po ‘ di panico.

C’ è un’altra voce che gira per la quale non posso fare nulla. Ed è che sono ” solo una bambina e non si dovrebbe stare ad ascoltare i bambini.”  –  Allora perché non ascoltate la forte e solida scienza? Perché se tutti ascoltassero gli scienziati e i fatti a cui mi riferisco costantemente – allora nessuno dovrebbe ascoltare me o nessuna delle altre centinaia di migliaia di bambini di scuola in sciopero per il clima in tutto il mondo. Poi potremmo tornare tutti a scuola.
Io sono solo una messaggera, eppure mi odiano tanto. Non dico nulla di nuovo, dico solo quello che gli scienziati hanno ripetutamente detto da decenni. E sono d’accordo con voi, sono troppo giovane per fare questo. Noi bambini non dovremmo fare questo. Ma visto che quasi nessuno sta facendo niente, e il nostro molto futuro è a rischio, ci sembra di dover continuare.

 

                                    Immagini dalla Pagina facebook Greta Thunberg

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